Manunzio



Strategia del ragno

Dunque la strategia dell’accatta accatta (acheter in french, buy globalist language) stavolta fa aggio e su un veditore di meraviglie, tra il poco serio e molto faceto: la giostra degli acquisti. Quindi accatevill’ ‘na bella mirrorless però da cinquanta megapixel (così pochi?) per i viaggiatori, nel corpo del post sottostante, che uniscono utile (molto) al (poco) dilettevole, in ogni accezione!

To fall in love with technology is a dangerous proposition, due to the fact that the nature of tech is to move forward, to change, to evolve


Man fotografo dal 1969

Ps. L’imbecille estensore parla della prima mirror a sproposito, e cita la R-D1 Epson (e pure Leica, tombola!) notoriamente “rangerfinder” cannoneggiato da Wiki al solito prezzolata “enciclopedia” libera: sì vabbè. Casomai dovremmo parlare di Olympus (Pen) e certamente della G1 panasonic in formato Microquattoterzi ante ma da un venditore già disonesto pura perdita di tempo. Yankee go home


E. Smith con al collo la "mezzo" formato Olympus-Pen F, anche se nella sua breve ma intensa vita ha usato altri brand, pare tuttavia che ne privileggiasse, comunque, la manovrabilità della stessa dotata di eccellenti ottiche: ieri come oggi niente di nuovo sotto il sole delle appparenze, ma quando uno sa dove andare poi le immagini prodotte realmente parlano da solo



Batti il ferro quando è caldo

Meno male va che c’è ancora gente a possedere ritegno di sé, la qualcosa di questi tempi è merce rara.
Siché preso a navigare ora questo ora quell’altro mi si para la pagina della Olympus Pen F, mitica macchina che riprende le sembianze dell’altra del ’63 secolo scorso, a pellicola e “mezzo formato” ossia settantadue pose al posto delle canoniche trentasei pose, e che in una recalme d’antan porta il volto di Eugene Smith testimonial d’eccezione (l’abbiamo usata qualche anno dopo e senza sapere ancora di lui e del brand poiché troppo in erba come futuro fotografo). Colpito a web più che altro per il fatto che la fotocamera viene “inquadrata” come opera d’arte nell’immagine: breve e via al sito. E cose lette, poi, e da sottoscrivere non solo e non tanto per la Pen-F che ormai è da un po’ sul market, soprattutto per cose che, personalmente, si scrive un giorno sì e l’altro pure: di come la mazzetta funzioni alla grande ai quattro angoli del terraqueo e tutti tengono famiglia pure a Milano (dove uno si recherebbe in pellegrinaggio culturale a modica cifra) si capisce.

Anzitutto l’estensore del post riconosce che, nel caso della Pen-F, un modus operandi truffaldino: anch’egli come tanti recensori “disinteressati” si è attenuto ad un passaparola “familiare” per poi rimangiarsi (mai troppo tardi) le affrettate (scon)clusioni: meglio tardi che mai ancora una. A sottolineare come la giostra degli acquisti de facto funzioni. Tuttavia poche riga oltre ci sorprende quale alleato anti-minchiapixellisti là dove ricorda l’Era analogica e le fotografie dei Maestri: sentite qua….

- The previous weekend, I had made time to sit down with my collection of photography books. I pored over the classics again, examined the enduring photos from history, and studied my reaction to the images. A surprising number are blurry, grainy, or utterly ignorant of the rule of thirds, yet I wasn’t bothered by those supposed shortcomings. -

Morale se ce ne è una quella del mettere, parlando di macchine fotografiche digitali del caso Pen-F, insieme capre e cavoli e liquame digitale CaNikon: paragoni grotteschi e fuorvianti tra 4/3 in salsa Micro e Aps-A B C… Soprattutto i due ecosistemi fotografici ad “alti” Iso che favorirebbe a salve la banda CaNikon in primis e mezzoformatisti. E uno dice: ma se la Olympus ha “sdoganato” lo shift silicio per parkinsoniano fotografi (!) giungendo all’ultima incarnazione fresca di quest’ultimi giorni, sempre mirroless, con sette stop di (anti)tremolio da spastici addotti, che mazza centra gli “alti” Iso se posso scattare con sensibilità più bassa in formato 4/3? Vedete i buon padri di famiglia? Altrimenti la CaNikon non gli passa la dovuta mazzetta, che non significa affatto che i due brand(y) poi siano ciofeca, tutt’altro. Casomai sono queste due teste di c…amere del pensiero unico, a essersi converti, più ancora del furbo Saulo-Paolo su la Via di Damasco o del salto del cavallo (lato traslato e come vi pare) per i frammassoni che pure ci leggono! No, tutt’altro han capito le premiate ditte che mirroless è bello: meglio tardi che mai e da qui a sputtanare (delegittimare) chi l’ha inventato ne corre, via. Diciamo, al fine, che è una questione “armonica” cari frammassoni che non si capisce a che pro venite a leggere, tanto nei vostri Tribunali la spuntiamo: tra il rapporto 3:2 e il 4:3 suvvia il gioco è scoperto!

Niente di nuovo sotto il sole

Man fotografo sin dal 1969

Una giapponese carina



Abstract reincarnation of a little myth named Olympus Pen a new number P9 a very nice dream machine

A volte o vengono i titoli o te l’inventi: che s’adda fa. Olympus via. Vabbene sono “olympico” ma questo non vuol dire nulla, e non riceviamo cachet: bill and not pill…Insomma ne scriviamo in quello stato di libertà di cane sciolto come siamo venuti a formarci (spiace Cia&Mossad semmai un’altra reincarnazione, forse) nell’esprimersi senza filtri e marchette ché a questo serve una vita ben spesa fuori da ogni logica di profitto. Dite? Sognatore romantico don Chisciotte: il problema è vostro mica mio che abbiam spalle larghe.
Sia come sia qui la nuova (re)incarnazione della linea Pen che tanta fortuna ha portato ad Olympus e ben meritata.
Un salto a ritroso: Era Analogica, mezzo formato sorta di ante litteram Aps e qualchecosa. Vale a dire da un formato intero (qui 135 detto pure Leica) tagliato a metà da avere non più trentasei canonici scatti, ma settantadue. Wow si direbbe, mah un francobollo (riferito alla noblesse oblige Rollei da cerimonia reportage etc etc etc) all’interno di un altro? Beh non proprio perché un bel 18x24 o spingendosi al 20x30 cm bianconero veniva fuori - sotto ingranditore Durst 659 cui slitta ottica per 135 e sino al formato 6x7 o nove formato Mamya RZ e simili – ben più che decente frame per giornali e pure su timide gallerie alla Lanfranco Colombo, dove a dir il vero padroneggiavano immagini da banchi ottici o “piccole” 6x6 dette Rollei, certo ci mancherebbe e da Kodachrome 25 da farci i famosi seipertre stradali; anche il Cibachrome dal contrasto stellare che non è un complimento tant’è vero che la Ilford che lo produceva mise in commercio un Ciba (che stampavamo in camera oscura) a basso contrasto a sostituzione delle maschere di contrasto esatto opposto e contrario di quel che si fa in Pshop; Ciba stampato da Graphicolor in via de a Bufalotta a Roma Capoccia ma fermamose qua.
Olympus Pen analogica anni Sessanta che si reincarna in digitale cinquant’anni dopo, più e meglio di prima: miracoli, il caso di dire, della matematica binaria.
Certo mo l’attrezzo (uno in più) c’è ed a leggerne si dice bene considerato ci si può “attacare” (brutto verbo italico) le ottiche Zuiko che rivaleggiano, e forse ne riparliamo un’altra volta, con Zeiss o le blasé Leica: meditate gente meditate…

Man


Olympus PEN EPL9

Durst D659

Ciba



Ps. Capiamoci al tempo corrente ci sono materiali perlacei come e forse meglio dell’originale Ciba stampati però a “spruzzo" di injet: niente da eccepire sebbene due cose diversissime. Uno si stampava in camera oscura dove la materia alchemica: vero frammassoni? L’altro lo si stampa al corrente su plotter inkjet il “ciba meccanico”. E di nuovo se uno ha da dì qualcosa poi il supporto, ecco, nun fa troppa differenza. A parte certi soggettoni danarosi e sniffatori che ancora…insomma state sicuri che un bel Ciba interessante se lo cuccano a suon di soldoni.Ah a pensarci…but I'm a Free Spirit paisà

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