Algoritmo non c’è dubbio, forse. Cercate qualcosa e zacchete vi capita ciò che in fondo in fondo…Arcani va mettiamola così. Coincidenze? Vabbene pure questa.
Fotografia e fotografi, storie. Ecco mo’ ci siamo. Allora la cosa si fa intrigante ché si parla di Rollei, flash e insomma cose che pure abbiam visto (e praticato) in prima persona. Un ritmo lento del narrare e di un posto ai margini dell’Italia: gli ingredienti giusti per palati fini


Ugo Borsatti - Una storia per Immagini 1
Ugo Borsatti - Una storia per Immagini 2

“Non mi piacciono i signori pixel (minchiapixellisti pure? ndr) perché io sono sempre stato amante della grana che mi piace molto…” Minuto 10.50 parte seconda



Man



È inutile dire,quanto a previsualizzare lo scatto finale soprattutto set luci, fosse utile il Polaroid. Sì, parliamo di pura Era analogica e banco ottico, mitica Cambo, dove la disciplina fotografica o la possedevi o andavi a ramengo. Niente Raw il trucchettino inventato dai cretini per i minchiapixellisti che non sanno una mazza secca di esposizione, si chiami Sistema Zonale o vulgata esporre per le ombre e sviluppare per le luci, d’un negativo ovviamente bianconero quanto più “morbido” possibile. Certo se poi come più spesso caricavi gli chassis con invertibile, era l’esatto opposto. Più o meno.
Polaroid 55 bianconero, ancora, cui potevi recuperare negativone pressappoco diecidodici, che poi in camera oscura: che dire? Apriti cielo a meraviglia su Galerie Ilford. Che scuola il banco ottico dove niente è lasciato al caso. E se ne accorse, della disciplina, finanche il Berengo Gardin nazionale quando un giorno di trenta e più anni fa su la riviera del Conero, in uno di quei mitici workshop…sarà per la prossima volta.
E tutta sta filippica: cui prodest? Niente in particolare tranne il fatto che ora (ri)torna non solo per banco ottico, par di capire, la Polaroid ma soprattutto per le folding. Un must da provare quanto prima, infatti bisogna recuperare da qualche parte la folding e/o trovarne sui tanti mercatini delle pulci: vabbene on line e digitale. Ma nuje tenimm’ ‘o cor’ analogic’ paisà!

ONE INSTANT. Analog packfilm re-invented

Man

Ps.
La re-invenzione o meglio reintroduzione del Pola nelle mai di chi sa, è tutt’altro che giochino per bambini deficienti davanti lo schermettino dello smartphone morsicato o men che sia. E’ anzitutto una categoria dello spirito (chissà come s’incazzerà il televisivo filosofo Cacciari) e doppia libidine con fiocco dal momento in cui la neo arrivata (pellicola) Polaroid consentirà di recuperare finanche il negativo come la mitica Pola55. Bingo!





Etica poetica o estetica del c…irco di confusione? Vabbene circolo (se non zuppa pan bagnato è) e che confusione, architettata nottetempo a bella posta. E siamo all’ultima battaglia, uno dice: per la vittoria? Più per essa eh la Madonna! Siamo ancora alla pura esercizio estetizzante, ecco, d’un epoca cui centralità è la “poetica” del c…ambio valute non c’è dubbio.
Sichè dopo che Stampa & Regime ha propalato (metter il pallo dentro…) di minchiapixel che non se ne può più, di full qualcosa o di 8 16 32…kappa un po’ come bit alias Pentium d’antan, mo’ da ultimo per l’appunto il boken. E non più il Foreground (dove accade qualcosa?) bensì discettare, del retrobottega il famigerato Background con allure Leitz vs Zeiss! Che delizia il mondo della tecnica s’è auto inghiottito da sé. Il robot che vende al robot! La fine stessa del Kapitalismo (kappa kome killer) nientemeno: Iddio in terra! E cos’altro aggiungere? Sic tibi terra levis paisà

iPhone Xs: How does the variable bokeh effect compare to a real lens?

Man

Ps.
McLuhan “Il Media è già contenuto” detto banalmente, poi mica tanto, il contenitore diventato contenuto…si fa (in quale vena ancora?) “Messaggio”. Nientemeno!

Pss.
Nell’immagine test iPhone vs Dsrl la “modella” ha la tipica espressione da rigor mortis, non a caso con quanto sopra scritto!




Cazzeggiando e c'è una finale? Cominciamo bene con Lunedì figurarsi giungere a fine settimana di uno strano Dicembre, senza cenno di neve: perché mai poi e su i monti che vediamo dalla finestra mentre digitiamo? Che sconceria, la neve, in inverno e poi dicono Stampa & Regime dei cambi climatici, e si ca + pisce bellezza mia..forse. Già proprio come nel XIV secolo dopo che i due precedenti erano stati di crescita socio-economica, certe “coincidenze” odierne, ma di certo non è questo il nostro dire. Accapo.
Che la “fottografia” orami ha il suo artiglio nelle carni dei minchiapixellisti è fuori discussione, ogni ragionevole dubbio. Vendere in cielo in terra e mare parafrasando il Duce da P.zza Venezia qualche decennio fa, va. Vendere anche merda ma d'autore e rigorosamente in barattolo!
Al corrente si vede che le stampanti dette 3D, in attesa di altre dimensioni c'è da giurarci, si devono pur vendere, e altrettanta vendita di amenità, cui ci sfugge utilità non foss'altro che se i colori “fosforescenti” dell'ammennicolo del caso consiste più nel far vedere che il suo opposto...immaginatevi la scena durante un reportage dalle cosiddette zone di crisi (per gli altri) ma anche l'odierno Champs Elysées by Gilet jaune che un cecchino ci andrebbe, a nozze...in 3D!

Butter grip 3D Printed for Classic Film Cameras


Man



Grande Oriente d’Italia senza scomodare il venerabile Magaldi s’intende, quanto piuttosto oggetti di foggia orientaleggiante che intrigano. Piccole cose come al solito e senza null’altro che “fantasia” al netto di più di cinquant’anni di mestiere…e di sti tempi di minchiapixellisti d’accatto improvvisati e pure, pensa te, con paginettina a web! Munnezzaglia o liquame che dir si voglia: senza arte né parte tanto basta una CaNikon e il resto, mancia come diceva una volta Gabriele Agamennone oggi settantenne e nonno, che negli anni Settanta secolo breve, veniva a bottega (fotostudio Agenzia Lampo alla Carrese d’antan) con fustino vuoto di candeggina e chiede il bagno per la stampa, così in pieno inverno con neve e scarpe da ginnastica: oyeee.
Oriente va, rimestando pensieri e fantasie con ciotolina di riso bottiglia a motivi, un’altra volta, orientali e due bacchettine da riso che non si è mai capito come capitate in casa Manunzio! Poi altri interpreti e tra cui una bella e sinuosa bottiglia, bicchieri blu cupo e tant’altro ancora.
L’immagine finale, tuttavia, si è poi concentrata su ciotola bottiglia bicchieri e bacchette. Già ma lo sfondo? Avevamo comprato uno di quei stuoini altrettanto orientale da sistemare su fondo giallo, effetto decisamente buono e alcuni scatti lo confermano. Senonché poi rovistando tra i fondali (scampoli di stoffa comprati su bancarelle) ecco la soluzione finale: tono su tono di un blu dominante.
Quanto alla la luce è la solita di finestra, dopo l’acquazzone impossibile di un Novembre prossimo a terminare, del soggiorno mentre i famigli ancora dormono e ci moviamo regolarmente in panciolle sorseggiando caffè preparato con cura maniacale, prima dello scatto finale

Man


Ps
Le immagini a corredo sono state trattate in Lightroom enfatizzando il tutto per conferire una certa aria orientale, parto senza dubbio della fervidissima fantasia di Manunzio, ma che altri manco sanno cosa sia interessati a rifare (fotocopie di fotocopie) da sera a mane lo stesso stillicidio di morti in metropoli che camminano: lato traslato e fate vobis. E le raccontano svergognati a radiofoniche webcast, senza manco nesso grammaticale!

more: Orientale1.jpg (0.92 MB) Orientale_2.jpg (310.02 KB)




Polaroid de 'noantri. Per i minchiapixellisti che volessero cimentarsi con l’Arte, naturalmente con obbligo di maiuscola, esistono due soluzioni alla portata. La prima è la carta autopositiva della Harman** che ha (ri)preso da Ilford know-how: insomma caricate lo chassis (camera oscura) il “negativo” nel formato carta che preferite e dopo lo scatto sviluppando l’immagine viene invertita automaticamente in “positivo”. Giochino che costa.
Viceversa se usate la (normale) carta fotografica, caricata sempre in camera oscura!, anche nel formato 20x24 o cinquanta per sessanta più o meno vi potrete divertite a fare i “verifine” o sedicenti artisti in bianconero. Una volta in camera oscura sviluppate il finto negativo e, una volta asciutto meglio usare la politenata*** casomai da invertire su Fiber baritata c’est plus chic, a contatto di simile foglio di carta date fuoco: no, no niente fiamme quanto banale esposizione a contatto sotto vetro. E quel che è nero diventa bianco e viceversa con tutti i colori del…grigio. Ma anche per i minchiapixellisti c’è Speranza (sebbene le vie del Signore non siano infinite!) non proprio proprio da vecchie tecniche di stampa, ma insomma… moltiplicato per 10 100 1000 vi farà fare la grana e sperare sia battuta (la vs. Opera con maiuscola per chi intende) da Sotheby’s!

** Harman_1

** Herman_2


***“lift” stile Polaroid 20x24
E’ possibile altresì “simulare” il Polaroid spellicolato su carta “very fine” con una inkjet qualsiasi: le prove fatte con la compianta Hp 1220 C sono ancora ben conservate. Il trucco se così si può dire è stampare su carta trasferibile per T-shirt: si avete inteso bene. Siché ne staccate la pellicola è invece del tessuto (idea da sperimentare) la sistemate su cartoncino artistico. E con un po’ di pazienza (arte eh!) taglierino e/o bisturi ci fate i segni bucherellati della Polaroid che perde “pezzi” nel trasferimento!


Embroidery and Polaroid, a beautiful combination

20x24" Polaroid - Taking the worlds largest Polaroid photo

20×24 Polaroid camera part 1

Par condicio (!?) al femminile
Elsa Dorfman Polaroid 20x24 Camera


Ps. Il macchinone Polaroid 20x24 fu inventato per verificare in presa diretta i lavori di restauro della Cappella Sistina quand’ancora non ammorbava l’aere il digitale “terrestre” codifica in minchiapixel


Negli Stati Uniti il Giorno di Colombo le banche, uffici postali e uffici federali sono chiusi. Strano che gli amerikani invece di un Padre nobile alla G. Washinghton celebrino vieppiù un “italiano” mentre In America latina (ed in alcune comunità latinoamericane negli USA) il giorno dell'arrivo di Colombo nel continente viene celebrato con il nome di Dia de la Raza letteralmente "Il Giorno della Razza" o dai discendenti Roma imperiale


Mappe mentali o fotografie il giorno 12 – 10 -1492 anno bisestile vale a dire 5+2+6 anni dalla cosiddetta (rI)scoperta dell’Amerika, kappa come killer. Cosa che cambiò radicalmente faccia, ecco, al Terraqueo. Esilarante ma non troppo le due anime di Troisi&Benigni nel movie “Non ci resta che piangere” cavalieri erranti e solitari tesi ad evitare la partita delle tre “caramelle” per gli “antipodi” americani. Stronzate scolastiche che ognuno ha dovuto mandare a memoria, senza scomodare Faber alias Fabbrizio De André: eh che fortuna avere qualche anno di più sui minchiapixellisti e webmaster radiofonici ma sic est.
(Ri)scoperta dell’America con ben ultimi gli italiani e loro “colombo” maschio della Colomba da Babilonia, eh frammassoncelli che stamattina…
Infatti era proprio l’altro giorno che il solito Atlantide catodico mostrava dei velieri cinesi solcanti il Mar della Cina poi Pacifico Oceano (un mare un po’ più grandicello, via) a far scambi con la penisola arabica (via della Seta): pensa te. Scafi enormi (arrivati anche in Amerika ma non si deve dire, per il momento) paragonabili in tutto e per tutto ai monstre per odierni vacanzieri più o meno danarosi: si, di quelle mini città galleggianti per bambini-mai-adulti al Luna-park! Colombo, quindi, che discovre l’Amerika sebbene dalle carte di Piri Reis: nautiche stanno lì altro che complottisti. Senza dire che prima del Volatile bianco, sempre Colombo, forse genovese o chissà che e non ce ne po’ fregà de meno e poi mica siamo “storici” prezzolati di circoletti frammassoni…Già di palo in frasca, e che del Vichingo Erik il Rosso sbarcato in Wineland (vino in America ante California, che però sta da tutt’altra parte e calda!) un po’ più su dell’odierna Mela amerikana? Oh da non credere e mille anni scarsi prima del Colombo, scopritore a salve dell’America: che scemo pensava di aver trovato le Indie, così i prezzolati scritturali di storia che si indottrina nelle “squole” i futuri teledipendenti che da grandi e intruppati, o presi all’ascolto di radiofonie webcast…far la felicità della giostra per gli acquisti!
Il Rosso Erik no, ma il Nero sì, iconografia vestiari del Volatile, che sceso a riva con la “croce” della Proprietà Privata sodomizza e sottomette civiltà antiche, e ben prima di Pizarro & Company, sempre cristiani ma altrettanto latini discendenti dagli squartatori legionari della Sacra Roma!
Colombo, infine, che a differenza del Rosso reca con sé, anche la casettina del Sacro Gral. Si certo fantasie, ma che strano guarda caso quando si dice il caso , dopo di lui è proprio dell’America (si dice dai libri che prende nome da Amerigo Vespucci un altro italiano incappucciato sodale del Venerabile Magaldi…“progressista” con grembiulino) costruita a tavolino si edifica nientemeno che il “Nuovo Mondo” cui discende odierno Ordoliberismo - Wall Street – Federal Reserve (che stampa danaro dal nulla come la BCE). Only english speaking only Google only hamburger Mc Donald’s dell'Amerika way of life: yheee hai capito paisà?

Homo Incompetens e l’acqua della Ferragni
Tigris

Man

Ps. 12 erano gli “apostoli”. Quanto a 10 splittato è 5+5 o del vitruviano uomo nel cerchio Da Vinci, altro compare con grembiulino. Infine 1492 ci si può sbizzarrire come meglio si vuole: non sono assolutamente numeri a caso. Anzi quel 9+2 che fa 11 guarda caso è stessa “potenza” di un altro 11 ma questa volta Settembre…Tutto si tiene

Pss. Nel film su Pippo ‘bbono vale a dire San Filippo Neri questi (attore Jonny Dorelli) nell’entrare nella sala (Palazzo Caprarola dei Farnese) con tanto di “gesuiti” precede la macchina da presa che poi indugia su un’altra” mappa” più a sud America, dove attaccata ad essa come cordone ombelicale un’altra terra ma senza ghiaccio, ben altro che Antartide. E ancora il baldo giovin Alberto Angela pure lui ad indugiare dal catodico tubo, ecco, su la carta anzidetta. Solo che lì en passant i soliti “esploratori” con grembiulino ci arriveranno trecento e rotti anni dopo, a calcare però le coltri perenni di solido ghiaccio! Un po’ strana la cosa…



Non occorre ripetere ad libitum circa la fine di un Epoca (certa cosiddetta storia libresca) per intenderci del “primato” amerikano (kappa kome killer) uscito vincitore a salve dal II° conflitto moniale costruito con sapienziale cura a tavolino in circoli latomisti Star&Stripes e non solo.
Senonché da l'abbaglio, detto Bretton Woods fine Seconda guerra mondiale dove fu deciso che tutto doveva girare in petrodollari, anche la cultura fottografica (per chi intende) o della pedissequa e fallace trasposizione “meccanica” della notoria realtà, fotograficamente parlando prima doppia pagina offset alla Life oggidì a schermino cinque pollici di telefonino, parte del gioco volge al termine. Per coloro i quali san pesare attentamente l'ultima Photokina germanica, per esempio, orticello del fottografico (da verbo fottere...) dagli effetti devastanti: ne uccide parafrasando più un'immagine che cento parole! E come il Poeta...

“A descriver lor forme più non spargo rime, lettor; ch’altra spesa mi strigne, tanto ch’a questa non posso esser largo; ma leggi Ezechïel, che li dipigne come li vide da la fredda parte venir con vento e con nube e con igne...” Purgatorio Canto XXIX.

Nun' perdemm' at' temp' a chiacchiere paisà ne abbiamo da una vita intera, senza conto in banca e baciapile di un Iovine qualsiasi formato FPmag e lacché consimili asserviti e della Milano da bere

Man


Ps Qui un vecchio articolo, e siamo ai primordi del bit fotografico, che ha molto da insegnare a tutt'oggi quanto a “informazione” e non solo "meccanica" codifica binaria: se le paole sono ancora una volta pietre figuriamoci le “immagini” di specchiante silicio odierno

Psg E per i tantissimi fottografi e minchiapixellisti onanisti a tutto spiano che corrono dietro l'ultimi megapixel ( e non vi basta il metro e oltre che avete nelle terga già di stampa & regime la giostra degli acquisti ed Ur Lodge a/di complemento?). Infine un'altra del Rosacroce Dante...

“O voi ch' avete li 'ntelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto 'l velame de li versi strani”

Manunzio parla sempre chiaro e limpido e mai con lingua biforcuta di zolfo della Bestia

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Ektachrome come no. Film cavallo di battaglia di tutto il personale archivio diacolor analogico Epr 64 Pro formato Leica (nome in codice 135) e solo numerazione in 120 per la compianta Zenza Bronica SQ e Asahi Pentax 67. Diapositiva e spieghiamo per i minchiapixellisti venuti su come funghetti a fregiarsi di “fotografi” pensa te.
Dunque nella lista di Mammasantissima Kodak ci sono state con pari numerazione la "normale" diacolor e “pro” che differivano per fisime pubblicitarie. Sì perché all’atto pratico, quel che contava, nessunissima differenza. Ma le “pro” volevano il frigorifero per stoccaggio le altre no: fisime come prendere il ghiaccio artico per i drink dei neo parvenu casomai con occhi a mandorla. La differenza poi tra scatoletta tutto-giallo Kodak della “pro” si contrapponeva al cuneo blu su fondo giallo per l’altra: colori questi come il diavolo e l’acquasanta opposti fra teorie additivo e sottrattivo!
E la resa poi? Molto gradevole con il difettaccio che le ombre Ektachrome, di qualsiasi natura, venivano di blu elettrico! E allora la stampa ammanigliata dei tengo famiglia cosa suggeriva? Diabolico manco i cani: metteteci un bel filtro ambrato a scaldare il blu-ombre, e mica per la pellicola noooo, bensi proteggere la lente: che tenerezza prezzolata e disinteressata anche se il paraluce l'han inventato per questo. En passant qualcuno ricordi pari cosa con la famigerata M8 e “varianti” di Leica…a suon di bigliettoni. Ci torniamo, parola.
Comunque sia la resa della pellicola Ekta era più che buona compresa la grana: capiamoci. Tra le fisime tramandateci, la grana chiamata Kodachrome 25 Asa poi 64, e anche 200 era parola del National Geographic. Allora capirete che "senza grana" girava il postulato, assurdo naturalmente: senza ricordare che il Kodachrome lo trattava soltanto Mammasantissima Kodak, alla faccia del libero mercato e monopoli! Siché bisognava spedirlo fuori Italia, mi pare in Germania e/o Francia, noi usavamo il canale del grossista locale, per ricevere indietro dopo quindici giorni circa lo scatolotto giallo (!) della Kodak “gialla”. Diapositive prima in telaietti cartonati poi di plastica con data impressa, ah finesse…de Kodak!
E volete voi? Nelle pseudo agenzie italiote tra cui la decana Grazia Neri, passata a miglior gloria, nella Milano da bere, storcevano nasino per il formato 135 Ekta per non sentirsi offesi ( lesa majestatis) ma quando gli si mostrava i plasticoni Ekta 6x6 o codice 120 quasi a dire: eh così non va perché lei diventa pro e noi manifestiamo la vera natura di…cioccolatai!


New film Kodak

Man


Ps Colpo di grazia della verde (colore istituzionale) Fuji a Kodak avvenne con la stratosferica Velvia 50, da pronunciarsi Belvia che infatti tale era, da trattare (diversamente dal monopolio anzidetto) però nel beverone E-6 i chimici di trattamento ai quattro angoli del mondo e…salumerie. Il cosiddetto “standard” per il trattamento delle Ektachrome, Agachrome (seconda serie che la prima si poteva trattare a casa come prossimamente si dirà) etc. Standard tarato manco a dirlo sul giallo Kodak. L’orientale Fujifilm Velvia aveva bisogna, però, come si poté dimostrare trattando le diapositive Ekta in proprio con bagni Ornano perfettamente integrabili a quelli di Kodak a prezzo molto conveniente, nella Jobodrum termostatata e di una bellezza unica, della sbianca-fix a dodici minuti, quando i service/salumerie si fermavano a 10 pro cicero Kodak. E quei imbecilli di Progresso fotografico (fottografico no?) a lamentare in test manco fosse la Bibbia certo “velo” magenta…disonesti e tangentisti. E malgrado tutto sto fuoco di sbarramento la “belvia” venne fuori comunque. Anzi da Oltreatlantico il Kodachrome del National fu posto in soffitta: ohé compagni d’ora in avanti solo Velvia per doppia pagina di giornale senza “grana” che noi ameri + cani così diciamo e vogliamo manu militari. Minchia. E così tutti allineati e coperti. Pure Progresso fotografico (fottografico?) si adeguò con lauta mazzetta, espressa in Yen al posto di $: così va il monno paisà. Dicono si capisce.

Pss Ora Kodak (ma non era morta?) reintroduce la New Ektachrome per fuffa, moda ché i giovani allevati a smartphone facebookini instagramatici…manco immaginao. Infatti trapiantare ex abrupto una tecnologia “vecchia” nel vivere odierno dei McDonald’s è escamotage pubblicitario. Vivere e sentire analogico è categoria dello spirito e altra dimensione spazio-tempo che nulla sparte con il digital corrente. Tant'è vero che i fotografi o sedicenti tali d’Era analogica possono convivere con i bit, al contrario da questi arrivare all’analogico è impossibile se non immaginando, ecco, un mondo virtuale e allora…
Stessa cosa en passant per il bianconero che non è la desaturazione instagramatica e assimilata Pshop, manco i plug-in pro di conversione a dir vero, quanto un vivere e sentire in bianconero e si rilegga al riguardo Berengo Gardin: ragazzi fatevene ragione. Belle foto in circolazione virtuale sui cosiddetti “social” (perché mai monocromo alla yankee ma go home da sessantottino impenitente?) ben composte, ma è altra cosa dal rituale della camera oscura…chiedetelo ai latotimsisti alla Giole Magaldi del Nigrendo-Albedo-Rubedo o la Magnum Opus, ohh in mancanza vabbene pure l' Opus Dei per chi intende che il numero della Bestia…

Una raffica per Nikon




Abstract
through a compact camera, bridge 900 Nikon Coolpix, we watch all horror of War in Syria around carnage of Aleppo


Minchiapixellisti (conio manunzio per gli idioti che ne fanno questione delle loro misere vite inutili, digicamere cui essi guardano alla “grandezza” dei pixel + minchia) orpelli della giostra per gli acquisti. Siché girando per web in cerca di notizie su la Siria, mica ci ammocchiamo le corbellerie del mainstream, lo sguardo coglie un video della battaglia di Aleppo. Immagini di ordinaria macelleria umana, cui genere bipede eccelle in maniera esponenziale. E dalle immagini ecco che una carrellata inquadra una strana camera digitale, su solido cavalletto, a prima vista, poi si scopre essere una Coolpix di Nikon. Allora mentre scorrono le immagini, e intorno non ci sono cinefotoperatori prezzolati delle Falke News istituzionalizzate e sioniste, cui centrale fa il giro dei tiggi e cartaccia stampata planetaria, tutto ciò che è ripreso, basta e avanza, è di una "macchinetta" non professionale: che vogliamo dire ancora sui minchiapixel oh onanisti a tutto spiano?

Man

Aleppo War Battlefield


UpdateRicostruzione grafica dal 2011 inizio guerra al 2017 con risposta Syriana e Alleati
The Syrian Civil War, every day


Ps. Al minuto 9.43 l'immagine della Coolpix per chi non ha "tempo da perdere" per smanettare i consigli per gli acquisti da smartphone...

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