Manunzio



La notte che mori la Fotografia

Era nata con i Lumi, positiva non al Coronavirus. Trionfo della Tecnica presto robotica al posto di matite e pennelli, correva l'anno 1839. Padrino, o levatrice che dir si voglia, non già Marlon Brando, bensì un positivo non tamponato a nome Arago, intellettuale radicale ca va sans dire ne perorò le virtù magnifiche e progressive del Capitalismo dinanzi le Camere francesi: chimica stesa su lastra non ancora in capsule (anti)Covid e dal baraccone dioramico di Daguerre alle altezze di Felix Tournachon detto Nadar con tanto di carte de visite alla Disderì.
Certo l'inizio non fu dei più semplici tra luddisti, ne avevano capito l'esatta portata di natura aliena, estraniante, falsificata del cosiddetto Reale fotografico scambiata per Natura tout court, e crostaroli pittoruncoli che si vedevano scippare il ritratto nobile. E si perché l'invenzione fotografica permetteva a chiunque di “rappresentarsi” di esserci al Mondo, in immagine seppure effimera, di sguincio come erano e da vedersi i primi dagherrotipi, di lì a breve sostituiti via W.H.F. Talbot reale inventore, secondo vulgata, del negativo su carta e controtipo positivo fotografico già immaginato sul Lago di Garda dove si trastullava con “camera obscura” e ricalchi di fogli traslucidi.
Prosperò la Fotografia fra alambicchi, fiere e baracconi fieristici sino al giorno in cui s'innamorò a tal punto da generare un figlio, di celluloide prima poi perforato ed a schermo infine. Figlio degenere già da subito nel mostrare treni in arrivo fra gli astanti di Caffè-concerto impauriti che la locomotiva a schermo più del trucco fosse viva reale e volesse travolgerli. Locomotiva simbolo di velocità e progresso e benessere per certuni.
Cresceva la Fotografia del Novecento inscatolata in pezzi di ottone germanici, scesa dal cavalletto ottocentesco di mano in mano il formato Leica di Barnack moltiplicava come un virus eterodiretto il circondario terrestre ed uman(oide). E non c'era cose o luoghi che non venisse “immortalato” (la fifa della Morte con gesto apotropaico veniva esorcizzato dalla chimica&ottomeccanica) inquadrato e poi messo in pagina offset alla National Geographic. Certo anche su bianche pareti di Gallerie very nice alla Stieglitz; ugualmente il figlio degenere che orami diventato adulto abbindolava masse, sedute e comode dinanzi pari muro bianco, seppur telato, nell'oscurità della Caverna Mito platonico: niente di nuovo nulla si crea nulla si distrugge...tutto si ricicla. Era il Cinema, sì, sotto tutela di scritturali falliti cui accanto, tuttavia, la storia, ora triste ora drammatica e ora ilare proiettata a schermo era, tuttavia, dell'alchemico Direttore della Fotografia. I conti tornano.
Poi il colore colorò la “realtà” ed imbellì la Fotografica, prima su le lastre di patate, fecole tricromie alla Lumièr, RGB e non al forno, poi Agfacolor e di là del mare Oceano il Kodachrome in “bianconero” ma colorato, l'ossimoro per un'altra volta. Ma il Sogno di Dominion (stesso delle macchine truffaldine per la conta solo pro Biden Usa 2020) e l' ibridazione con la Macchina (circolava già nelle Caverne sale cinematografiche Metropolis di Fritz Lang Anno Domini 1927) generò ancora un figlio, senza scomodare Pirandello, minaccioso e suadente più del fratello fotografico e a scorrimento. Fu la Televisione e l'apoteosi. Immagine in formato scatola domestica di mogano, focolare alla Renzo Arbore e sua Band. Divisi media per colpire unite (Nata – Fotografia - come un fatto meccanico, è andata sentimento e alla fantasia, e li ha mutati. Guido Piovene, Gli scrittori e la Fotografia Editori Riuniti 1988) prima ancora del Fronte Popolare post Seconda carneficina mondiale che proprio su l'Immagine aveva costruito Tutto: Fotografia-Televsione e certo la Cinematografia “che è l'arma più forte” campeggiante il Duce Mussolini da Cinecittà spettacolo. E che in tandem con lo sceneggiatore Starace (di notte pugnace ma di giorno fugace) M + incul + pop(olo) Ministero preparava per la pugna otto milioni baionette, e solo queste ché bastava l'ardire (ardore dei cerchi di fuoco da saltarci dentro di slancio senza ustionarsi) italico; mani contadine contro i carri armati plutocratici Anglo-americani che un bel dì sbarcano secondo copione Studios by Hollywood (bosco sacro a chi?) più con il favore delle Tenebre della italo americana Mafia a suono del Settimo Cavalleggeri alla Stagecoach/Ombre rosse, tip-tap di Fred Astaire & Ginger Roger, in Sicilia. Ahh cumpari.
“Tu schiaccia il pulsante che al resto ghe pensì mi” più del Cavaliere da Arcore, Kodak che invase il Terraqueo di 126 preconfezionato al ritmo di Rock-and-roll, fino agli Anni Duemila, tempo di svolte, non ancora alla Covid certo prodromo per entrare ancor più nella carne degli uman(oidi) sino al controllo totale di essi via chip ino + cul + ati antivirali di Big Pharma, Capitalismo totalitario-sanitario.
Pi X El al posto di grani d'argento (ritornati ora ora di moda & money non olet) che qualche buontempone scambia per pixel, quanto luciferino messaggio in codice.
Siché la Fotografia oramai invecchiata e sotto i colpi della Milano da bere e Jovine (tronista di radio Myphotoportal.it) a complemento poca ci raccapezza più. Il suo “corpo” trasformatosi in robot a base digitale: uno zero acceso spento mi piace non mi piace, toglie gli ultimi residui romantici del Tempo che fu in bianconero. La Signora oramai invasa da chip ino + cul + ati come qualsiasi antivirale è senza più anima, né visione, anzi, poveretta scambia tele-visoni per frame dei minchiapixellisti giovani giocherelloni allevati a PlayStation. Siché la Fotografia si convince, per quel poco di lucidità ancora viva rimastole, sebbene il chip impiantati da Bill & Melinda Gates Oms Fauci e Big Pharama, della fine. Tant'è vero che già grandi chip, che fan tutto tranne il caffè, ormai alle telefonate d'una volata, oggi chat-mail, specchio della giostra gli acquisti, stupidissime emoticon, video filmati del gatto miao miao in sorta di album virtuale, alla lettera han preso il suo posto (indegno?). E mentre i membranacei album ancora esistono a tenere ricordi di famiglie, guerre pestilenze e campionati, insomma la Memoria storica, i dati di questi chip morsicati oggi ci sono ma “diman non v'è certezza”? Fragili file cui tutta l'umane genti s'appende al manico del tram fintantoché c'è corrente: litio solare atomica. Poi l'Abisso Leviatan.
E dinanzi l'Orrido orizzonte senza bricole di gloria la Morte colse la Fotografia non già nel letto della sceneggiata alla Henry Peach Robinson del 1858, no, bensì la “agonia” stile Gomorra alla Netflix. E mentre da lontano un rumore prima indistinto via via fragoroso e minaccioso schiumava onde alte, sempre più e più di un Tsunami eterodiretto e prodromo del Covid, si spense alla soglia dei centottanta anni giorno più giorno meno, sostituita da Photoshop grafica 3D di Ikea. Senonché il giorno dopo, ad esquie avvenuta, un certificato elettorale via US-Mail le recapitava per votare: si scopri a commedia ultimata che aveva votato, via Dominion software taroccato, post mortem per Biden, il democratico senile con alle spalle Harris la Dea Madre primordiale, Kaos primigenio di tutta la sceneggiatura umana.
Ma, ma quando l'allineamento iniziale e terminale, dicono certuni filosofi greci, più delle planetarie sfere celesti aristoteliche, si trova al giusto momento: Bang e tutto implode. Forse per (ri)cominiciare di nuovo dentro un “orizzonte degli eventi” per chi capisce. Sit tibi terra levis M.me Photographie au revoir!



Grading meravigliao

Il video è quanto di più istruttivo si possa su la fotografia analogica. Mi spiego. C'era un signore che sbraitava su social circa il fatto che la fotografia digitale non ha niente di me3no, anzi, se non superiore all'analogica. Buon uomo gli si potrebbe rispondere perché si agita: chi la paga? Evidente che il richiamato ominide è nato nella notte come funghetto e così pensa che insieme tutt'intorno è nato il Mondo. Ragazzate (cazzate?) si capisce di chi, non solo non ci arriva, ma soprattutto nato evidente in Era analogica e per chi capisce ci si ferma qui oltre è sterile intrattenimento da circo equestre.
Il video di nuovo è l'esatta corrispondenza di quando in Era analogica si faceva per portare a casa lo scatto che ripagasse delle levatacce mattutine, in estate poco male, anzi, in altre stagioni lasciamo perdere. Cavalletto di prammatica e su non la Hasselblad o il carrarmato SL 66 Rollei, quanto una più modesta, si fa per dire, Zenza Bronica SQ-A che definire splendida è riduttivo. Porta pellicola con l'immancabile Epr-64 Pro tenuta rigorosamente, ecco, in frigo secondo dettami di Mammasantissima Kodak. Rulli 120 che di notte, dopo altrettanta camminata d'auto, si portava alle falde del Vulture, il vulcano e non l'uccello dell'inglese storpiatura, dove era un Lab colore e conoscendo i titolari si calavano, i rulli, nel' E-6 di sviluppo per riaverli perfetti ed asciutti circa un'ora dopo; solo in quel momento la giornata poteva dirsi conclusa. Ma avevamo sui vent'anni.
Macchina su cavalletto e filtri digradanti, uso dire sebbene la dizione è degradante che però i soliti cruscaroli intendono (chi li paga?) quale “degrado”: glielo fai capire che so' stronzi e non intendono se non con bustarella italiota? Tempo perso.
Digradanti Cokin e porta filtro per ogni obiettivo, bastava sostituire l'attacco filtro et voilà. E se proprio prorio volevi fare il “veri naise” lo scatto in sorta di preview su Polaroid, no? Si anche se pellicola c'era è allora la posa giusta da Lunasix Gossen, poi un secondo scatto mezzo diaframma in meno per farci stare su la stessa foto cielo e terra, diavolo ed acqua santa luminoso. Oggi è una passeggiata con l'immarcescibile Pshop, che ostinati preferiamo nella versione Elements di dieci anni fa giorno più giorno meno. Certo appena qualcuno comincia storcere il naso, di nuovo, Lightroom sulla barra Mac: mo' che volemo fa?
E il grading? Bella come domanda anche se un po' idiota. Si perché se scatti in analogico alle sei di mattino estivo, i colori quelli sono e senza grading alcuno. Se scatti in autunno, o il pomeriggio è naturale che i colori siano di conseguenza: scienza dicono. E allora già in partenza bisognava necessariamente mettere in conto cosa volevi trovare oltre ed anche il soggetto. Luce da conoscere e padroneggiare come né più né meno di una scaletta di sceneggiatura o previsualizzare alla Ansel Adams, che però scattava soprattutto in bianconero da padreterno. Oggi si scatta in Raw tanto c'è Pshop, si fotografa a mezzogiorno d'Equatore con ottiche zero virgola qualcosa e venticinquemila leghe di luce; certo poi qualcuno lamenta vignettatura e fors'anche disturbo detta grana, ma è cosa da niente. Si butta la macchina fotografica si aspetta lo zerovirgola-virgola-qualcosa obiettivo e gli Iso otto miliardi sempre in pieno sole allo Zenit equatoriale. Certo la foto vien male. Allora si butta la macchina...E lì c'è Internet delle meraviglie pieno pieno di masturbatori schizzanti l'impossibile dibattere sui social da minchiapixellisti: che dire di più? Avanti con i consigli per gli acquisti...ché la fotografai è altra cosa!


Landscape Photography | In the Field
https://www.youtube.com/embed/tZmZm5vMWvU&feature=emb_rel_end


Ps. Nell'immagine sovrastante il fotografo punta la parte della scena su "grigio medio" fotografico al fine di esporre correttamente. Tuttavia i sacri testi consigliano l'uso della calotta spot per la misurazione con esposimetro esterno; perché, dicono sempre i richiamati testi (in analogico) la misurazione TTL delle fotocamere, quindi, in luce riflessa è poco attendibile. Strano però che qui l'occhio del fotografo passa attraverso il mirino dell'esposimetro...Fisime da circoli fotografici onanisti d'antan, d'occhi per niete allenati a cogliere e discernere le lunghezze d'onda

Manunzio l'orientale

E al momento non veleggiamo folgorati per Oriente (logge comprese va da sé) quanto e ci basta di Saulo/Paulo post su la via di Damasco (medioriente) purtroppo. Una furbata dell'innesto della Teocrazia ebraica in Deocrazia a base continentale (Europa e suo bacino mediterraneo il resto sono “colonie” americane) all'epoca degli accadimenti. E non di meno l'Oriente con maiuscola d'obbligo, importa per la “storia” dell'Umanità. Certo non è questo che interessa se dovesse mai a qualcuno dei minchiapixellisti. Pixel ecco, di un post letto di recente, scritto da un fratacchione intelligente, che si sottoscrive parola per parola. E si badi non perché parla di un attrezzo di quasi vent'anni fa, bensì delle conseguenze di quella camera digitale che, ripetiamo, firmiamo da inizio a fine come sistema valoriale. Essenze, meglio frugalità che solo ad un orientale riesce e qualche occidentale dal sen fuggito, di chi la “storia” folgorante gli è stata da sempre sospetta e discutibile, capolavoro di Satana, che al pari di un Fregoli sotto altre vesti continua il suo dominio babilonese di catene a debito. Certo un lunedì da leoni antecedente il Ferragosto: che dire?
E la mettiamo qui ennesima nota: il fatto che i link non già pronti per il click si trascrivono solo testo, poi per chi è interessato, un copia ed incolla e ritrovarsi, se fortunati, alla pagina sempreché (nella notte cantava Ivano Fossati) ri-mossa per qualche ragione ignota al Manunzio: ci siamo intesi!

Nb. Per chi accidentalmente (è accaduto pure questo segnalatemi da un websurfista, quasi a scusarsi!) dalla Rete delle mirabilia si trovi catapultato a leggere minchiapixellisti, che è conio a mezza via di minchia + pixel. Vocabolo ex novo a designare coloro i quali si affidano, appunto, alla conta dei minchiapixel dei sensori fotografici quale unico “discrimine” per una immagine buona, bella professionale, e perché lo dice la mamma, ed un'altra out in codifica binaria: buono/cattivo


Ps. L'autore Robin Wong aveva già discusso della E1 in altro post, tuttavia, l'odierno è differente dal puro e semplice elenco tecnico addentratosi in territori (valoriali) elusi dal can-can pubblicitario e dai minchiapixellisti adusi alla conta del pixel come si ripete a giorni dispari, e pure pari
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Olympus E-1 - First Olympus DSLR, 5MP, Launched 17 Years Ago
https://robinwong.blogspot.com/2020/07/olympus-e-1-first-olympus-dslr-5mp.html



Gianni siamo nell'era dell'Ottimismo, Gianni!

Ma sì ma sì era il Santarcangiolese (di Romagna che ne abbiamo pari qui alle nostre latitudini) Tonino Guerra per uno spot di store.
Intabarrato con sciarpa, non sopporto mascherine (anche perché carnevale è passato da un po’) che mi provocano allergia “visuale” usciamo per il solito giro perlustrazione giro giro tondo il palazzo, e forse qualcosa di più. Un venticello solleva polvere (sottili?) e fa muovere le nubi (irrorate stamani dal bell’areo che oramai a bassa quota, tanto è visibile, il pilota fa ciao ciao con la manina) in un silenzio da The Day after: qualche zombie umano pascola su la carreggiata e si mantiene a debita distanza, o come quel tale che pochi passi scende dal marciapiede e aggirandomi risale qualche metro dietro! Sic est.
Il cartello che distingue questa civiltà, almeno di chi scrive, da quella a nord inventrice del “Amerika - k as killer - way of life” Coronavirus compreso nel prezzo, le affissioni funebri mezzo divelto dal vento ed ingiallito dal sole: possibile che non muore più nessuno e che magia è?
I passi cadenzano la strada e tanti, troppi, pensieri, eppure i piedi step by step sembrano marciare per proprio conto, staccati dal resto del corpo “immerso” in osservazioni. Terminata la strada dell’ultimo palazzo: dietrofront. Precediamo, de facto, deambulando ante calendario Conte il nonelettodanessuno con avvallo di Mattarella che si distrae, data l’età, dal barbiere!
E come un don Abbondio qualunque, mentre legge il breviario però, zacchete il lugubre e funebre cartello: in pratica sotto casa. E colpisce quella rossa (infernale?) scritta come dire: ‘mbé sei morta in epoca dell’ottimismo senza fine, mo’ finisci nella fossa (non quella ripresa a New York da un drone birichino prontamente sequestrato dai policemenne, non sta bene far vedere ste cose che la giostra degli acquisti non vuole, almeno fino al vaccinissimo di quel faccione ridens come jena di Billa e Melinda Gates, che tengono famiglia un po’ luciferina ma non tutte le ciambelle riescono con il buco coronarico) e c...oronavirus tuoi. Fatto privato via, poi a novantatré anni che vergogna così tanto e la giostra del consumo non vuole: avanti il prossimo!

“SECONDO L’ULTIMO DECRETO MINISTERIALE È OBBLIGATORIO DISPENSARE DALLE VISITE E CONDOGLIANZE”

Buon uomo che scrivi: se è “secondo” poi come fa ad essere “ultimo”? Birichino si scrive, solenne come voglio i satanici neo feudali alla Bill Gates & Co “ai sensi di”. Ma non ti si può far colpa alcuna, giacché il richiamato Bill e compari, sono neo feudali, vero? E nel Medioevo solo tre persone, dopo il monarca mica la “farfalla”, erano abilitati a saper leggere scrivere e computare: computare come computer? Esatto calcolatore da latino verbo: computo computas computavi… Questo per dire che ignoranza è belo, ecco, e i ciucci-ciuchi-asini matricolati a squadriglie che volano senza manco irrorazione di chemtrails (!) e la ‘ggente che applaude manco fosse la Pattuglia acrobatica ‘taliana!

Ps. Un proverbio africano dice: quando muore un vecchio è come l’incendio di una biblioteca mica quella della Parigi di Notre Dame, precursore dell’odierno “decreto” che vuole le funzioni religiose, pensa se lo vengono a sapere i maomettani, in plein air. Giusto che adesso comincia il caldo e il bello della “pandemia” certo poi con il passo del tempo e maltempo? Come prima più di prima “poiché bisogna convivere con il virus” che vuol dire scordatevi del prima che è “archeologia” e comprate da Ammazonne. Imbarate dal verbo imbarae, e che parlo ginese? ecco, da casa via computer che la squola gosta troppe denare pubblicos e ciucci analfabeti è mieglio e...poi via le case hanno tutte ma proprio tutte i muri "maestri" perché l'elettronica a distanza? E chi avut avut chi ha dat’ dat’ scurdammece do passat’ sim’ e Napule paisà! Il Tempo è pur sempre Galantuomo, no? Altroché!




Asteroidi (a pagamento)

Guarda caso quando si dice il “caso”. E qui l’immarcescibile Adobe nientemeno, cui pronuncia in “inglese” è da terno a lotto: cosa c’entra? Bocche buone là fuori se poco ci capite…Ma d’altro qui si scrive. E l’altro è una “falla” nella nuvoletta (il sole dell’avvenire così dice la réclame dei transumani) dove tutto sta e fa felici Cia&Mossad: più di così una manna planetaria di controllo degli umanoidi!
Sia come sia la breccia apertasi nel Cloud di Adobe è paro paro a quelle notizie (vedi nuove macchinuzze per minchiapixellisti) che trapelano, tranne poi lo stesso brand(y) stare al gioco scusandosi questo è quello, e per l’intanto la immagine del caso fa il giro del Web ed iniziano le lodi dei laudatores (oggi influencer domani statene certi ino+cul+atori) prezzolati: tutta pubblicità a gratis e testare il pubblico beota. Si dice che così va il Mondo: sia, ma di grazie quale? Avanti con gli acquisti…
Adobe Exposed 7+ Million Creative Cloud Accounts to the Public
7 million Adobe Creative Cloud accounts exposed to the public
Security Update

Man fotografo dal 1969

Ps. Evidente che un'operazione del genere sparte poco con la fotografia e/o video, l'essenziale per questa elité, che agisce conto terzi, è quella di arraffare il resto sono "iddalismi" che lasciano il tempo che trovano: prendi i soldi e scappa del buon woody Allen. Intelligenti pauca verba

Last update (per chi intende)
Unicredit, accesso non autorizzato ai dati di 3 milioni di clienti: “Non compromesse le coordinate bancarie”



Chiamata per l’aldilà…E ci spieghiamo: questo è sempre un diario di fotografia, vero? Diamolo per certo. E dunque di analogico riferimento qui da presso si dirà; di un lungo lavoro che dura in pratica da almeno trent’anni (Manunzio è tenace!) poi con i computer…una facilitazione da non dirsi. E stoppiamo qua.
Chiamata allora, va. Si ad un luogo non distante da dove si scrive: esisterà ancora? Vabbene nell’archivio non solo della Memoria di certo fotografico e personale sicuro: ma son passati troppi anni che non si mette piede lì. E poi…insomma della telefonata è presto detto: sono su le tracce di immagini che vidi tanti anni fa, sì qui da dove digitiamo. O di storie che una volta si sarebbe detta “ai confini della realtà” come la serie di film americani che scorrevano sui primi televisori bianconero anni Sessanta del Novecento! Immagini passate e del Ventennio a dirne. Dicottoperventiquattro bianconero di un nitore assoluto e di una gamma tonale che Pshop da un lato e Digigraphie dall’altro gli tira il pelo più lungo, uso dire! Una festa per gli occhi per chi intende di fotografia e non doppia (consonante) al passo corrente come spesso scriviamo (siamo costretti).
E questo posso rivelarlo, nessuno le avrebbe prese (consegnate alla memoria di chi verrà) quelle immagini e una montagna di altre cose del Fascismo, se il “rosso” Manunzio non avesse speso tempo ed energie (a gratis al solito!) a trovarvi riparo dall’oblio e distruzione certa; manco le “istituzioni” preposte. Una volta parlare di Fascismo bestemmia era, e i “compagni” usava il mantra apologetico che “nero” è Satana, quanto poi lo è (certificato) di rosso non a caso! E poiché bastian contrario ci fregava allora come adesso una cippa. Siché adesso faremo la nostra marcia sul piccolo borgo per andare a rivederle e…ora il patto firmato (con chi please?) mi vieta di parlare oltre. Poi si vedrà. Saluti al Duce, no? Ahhh e come al solito non avete capito ‘na mazza voi altri eterodiretti e masturbatori incalliti sull’ultimo chip Full frame o mezzo (litro e ‘na gazzosa?) formato da settemiliardi of minchiapixel, e cosa se non?

Man fotografo dal 1969



Un giorno eravamo in Archivio a riprodurre cartografie del XVII secolo che già metteva a dura prova nervi e attrezzature per il fatto che una, dicasi una, fosse in scala, quando si para davanti un gruppo di quattro-cinque persone dall' accento bolognese. Uno dei quali aveva in una beauty-case, una fiammante Sony Dsc-F 707: vale a dire un obiettivo Zeiss con intorno, il concetto, tutto il resto; cilindro cromato in forma di obiettivo digitale. Si, perché la Sony ci provava all'epoca con narrazioni futuristiche.
Breve dal gruppo che era venuto a queste latitudini per materiali d'archivio, e non avevano tempo da perdere causa altre incombenze, un tale prof. Ferrari mi si presenta come responsabile del progetto sul terremoto che interessò queste partii a metà Ottocento. E così giusto due chiacchiere per savoir faire e infine mi lascia la Sony Dsc- F707 pregandomi di riprodurre una catasta di carte “artistiche” dei luoghi oggetto della ricerca per cui era giunto sino al Capoluogo! Questo perché avevo inavvertito (!) buttato occhio sul tubo-ottica-digitale Sony. Dalla serie: hai voluto la bicicletta? Mo' pedala. Immaginate l'imbarazzo di trovarsi con sto coso digitale e carte da riprodurre: ah fa il prof, non si preoccupi saremo di ritorno fra tre giorni. Bontà sua e tanto di scadenza temporale implicita! Andati via restammo: macchina digitale carte e il responsabile del laboratorio microriproduzione dell'Archivio di Stato che mise a disposizione il banco reprodia, non prima di un sardonico sorrisetto del tipo: e mo' so c...artografie tue!

Man fotografo sin dal 1969


Ps. I due volumi che poi vennero stampati nel 2004 oltre le riproduzioni con Sony, si segnala per alcune cose: anzitutto i famigerati michiapixel, che nella pubblicazione nessuno mette e metterà imai n discussione! E de relato come una semplice Point&Shoot in mano all'arte, uso dire, riesce più che a far miracoli restituire sino all'ultima risorsa, poco o niente usata ancor prima intesa da minchiapixellisti. File più che buoni per stampa offset.
Secondo poi nel volume alcune immagini rudimentali dell'epoca, eroico oltre al fatto che il dagherrotipo ufficialmente è del 1839 e vent'anni dopo suppergiù su lastre, cui poco si sa dei materiali, apparivano i fatti del terremoto biblico che colpì queste lande del Regno delle Due Sicilie nell'Anno Domini 1857: una carneficina.
Terzo e questo per gli studiosi soprattutto, di come già all'epoca fossero in avanti ricerche tese a supportare l'origine dei terremoti: vennero gli inglesi, o meglio visto che nel Belpaese ci stanno come alieni da sempre (!) il passo fu breve come di lì a poco la “nascita” del Regno d'Italia pagato dalla Bank of England...antesignana di un'altra guerra di liberazione con accento anglosassone, che paghiamo ancora oggi ad usura! 

Pss. Altra cartografia di un progetto dell'Archivio di Stato (mai andato a buon fine per insussistenza mentale del personale “dirigente” i Beni Culturali tout court, quello stesso che maneggia perfettamente bene Excell o far di conto pro-domo loro) comunque venne ripresa a “sezioni” con una Canon D-20, nel tentativo di assemblarne in Psphop e ricavarne per interpolazione l'omologo digitale a grandezza naturale, e preservare l'originale, su cui è giusto e saggio stendere un velo pietoso!

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Paradigma

Adesso che la “bella stagione” avanza, facendo i debiti scongiuri si sa mai, mare sole ma pure laghi e therme: ahh benedette vacanze per chi se lo può permettere, e noi siamo tra quelli che aspettano da un decennio!
Sia come sia la bella stagione è anche luce più del dovuto. Ora che accade? Da un po’ di tempo in qua vi è il “vintage film” époque a farla da padrona perché, guarda un po’, il digitale di michiapixel non tira più: solo il pixel digitale? Allora la giostra degli acquisti “revival” rifà un salto indietro a ripescare la pellicola analogica che aveva “giustiziato” giorni prima per il digitale più manipolabile da Cia&Mossad Facebook/Analytica…
E vedi, quindi, schiere di ragazzi con dovizia di barba (sembrano talebani che proprio per la barba di Allah si doveva sconfiggere!) intraprendere una serie sterminata di tutorial via Youtube a spiegare questo e quello. E già l’Analogico film è un'altra lingua! E l’inglese fa ride, oltretutto non è questo. E’ a tutti gli effetti un ritorno agli Anni 70 60 50 40…dove tutto, ma proprio tutto era in bianconero. E dite voi con gli smartphone camere digitali e compagnia cantando, ritornare a ragionere prima dello scatto: ma si può? Certo che no, a meno che in qualche Lab Cia&Mossad inventino un “vaccino” dell’oblio presente (!) per un salto nel passato. Barzellette, cazzate. Se tutto, ma proprio tutto passa su gli schermettuzzi di cellulari grandi piccoli e mezzani (medio). Da ridere.
Uno già non sa il proprio nome…ehi Siri come mi chiamo. E questi se no lo sai tu…il buon telefonino morsicato.
Che s’adda fa p’ tené a galla ‘o sistemm’. E accatatvill’ na machina analogica e ce mettit’ arind’ na pelliculella: janc e nire che è chi bell e fa cum’ dicene i ‘merican’ “very fine” o a culur ma, attenziò battagliò è asciut’ pazz’ o padrone, sulamente trentasei scatt’ p’ chill’ ca tenghen’ a Leica e sore vicine. Chillat’ ca’ tenen’ Hassebland’ e cumpariell appress’ ca fa tant’ Prufessur’ e fotografie sul durc’ scatt’: eh all’ananema da M…

How to Get Over Early Hurdles in Film Photography

Manunzio fotografo sin dal 1969



LX II Panasonic

Nei serial il II è associato alla…vendetta. E qui non è il caso. Infatti II è quel tanto di buona cosmesi, in buona sostanza “cipria” abbellente su la più che ottima LX prima versione. E non tanto e non solo per il fatto che il sensore è un vero 4/3 più o meno, quanto è soprattutto per il fatto che la Lumix è tascabile. E si riescono a fare (provato per poco la versione LX del fratello) cose sbalorditive. E chi usa macchine tascabili (Olympus per noi serie Camedia Point&Shoot) sa cosa vuol dire trovarsi davanti LA foto e non perdere il cosiddetto attimo (ma niente HC. Bresson, eh). Una cosa questa che i minchiapixellisti onanisti a tutto spiano potranno mai intendere con i corredi (al cado di coperte domestiche) iper-ultra reflex…tant’è vero e lo si riscrive che a Getty Images mica ci han chiesto mai quale sensore risoluzione ottiche e pippe varie. E c’è gente che fotografa con meloni: me cojoni! Man fotografo sin dal 1969

LX II Panasonic


Man fotografo sin dal 1969



U 'att mammone

Se il primo gatto non fu allora chi fu..secondo gatto non fu allora chi fu…il terzo gatto non fu allora chi fu…Il ritmo tarantolato. Perché? Beh perché siamo oltre il Bene & Male aldilà di ogni cosa: trionfo del Numero ossia del Nulla elevato nientemeno a sistema, allo spread night&day. L’impotenza elevata a Potenza: lato traslato figurato…geografico.
Sì certo si parla delle cosiddette “novità” specchi per allodole teleguidate. In breve la Panasonic che si è attaccata al c…ristallo di silicio Formato Pieno del Pensiero Unico ne sforna un’altra a tambur battente S1H: tengono famiglia. E la legge di Moore il famigerato 18 (6+6+6 o il Numero della Bestia, eh Magaldi Venerabile di tre cotte!) vale a dire che ogni diciotto mesi si fan “progressi” tecnologici o meglio noto come Cartello di brand(y) e non solo del narcotraffico che, anzi, pari sono: ambedue droga ma non è questo. Forse.
Siché sino a questo momento l’Ultra Hd la “norma” e monitor e schermi desktop portatili smartfufeschi (fufi bau bau micio micio vieni qui bello!) e domestico pure? Adesso siamo al 6K: Ultra-ultra cha cha chà. E siccome nell’universo allopatico la serie dei numeri (chi li dà?) è detta Infinita…
Leica veste le sue camere con pelle…umana alla Fantozzi e mo’ Panasonic e mo’ Fujifilm “mezzoformato” da centoepassa minchiapixel…e quest’altro con presa per il caffè: cialde o regolare espresso da bar? Fotografia? Ahh un’altra volta, dicono, le puttane oops i brand(y) e consigli per gli acquisti: tataratatà canale cinqueeee, sei sette otto nove…

Panasonic Unveils the S1H, The First 6K Mirrorless Camera

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Non è che ogni santo giorno bisogna scassarsi i santissimi nel ricordare (!?) che tutti i minchiapixel finiscono a smartphone e se va bene su Tablet dove è alquanto difficilino distinguere (discernere?) 8 16 32 64 128 minchiapixellate!
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