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Fisime a man salva

Il rituale poi cos’è nella sua essenza: esorcizzare la Morte che fa cagare sotto gli umanoidi. Certo poi gli antropodeché ci mettono le chiacchiere per dire quello che si sa, voglia si sappia. Ma si guardano bene dal concetto di Morte: perché si muore nell’Era dell’ottimismo senza scomodare Tonino Guerra e sua réclame? E delle macchine pure tanto per non far torto ai transumani robot. Altra fissazione dell’occidentale, che si caga sotto dalla paura di sparire come giusto sia, casomai in altra dimensione…meglio non dire ai materialisti d’accatto. So’ permalosi mentre continuano a cagarsi sotto all’idea della Falciatrice.
Sia come sia veniamo a noi, va. Rituale come ripetizione un’altra fesseria del pensiero aristotelico mai finito al macero per evidenti limiti d’usura: lato traslato figurato e fate come ve pare. E pure questo non si dica, altrimenti il ricorso a Betotal o benzodiazepine alla Giovanni Gastel, raccontato nella sua biografia a p. 65 di Un eterno attimo by Mondadori, l’intontisce ancora più; sono costoro che hanno inventato il weekend, il fine settimana che in mancanza di lavoro unica cosa Moloch nella vita sostituito da alcoilici…
DxO ci ha abituali, quindi, a misurare la bontà di macchine analogiche in tutte le sue forma senza ricordare gli smartphone “fotografici”. Tale che se una volta era d’uso: “lo dice la Rai” parimenti l’odierno Lab DxO. Contenti voialtri. Tutto qua? Ancora un pochino per dire che questi nostri fisici con fisime di un Universo rettilineo (rettiliniano, no?) verso l’Infinito ed oltre (!) devono ripetere a mantra che per porre a metro costante i parametri devono essere quelli e non altro in tutto l’Universo: minchia! Ripetere così dice la “scienza” ripetitiva. Per carità di nuovo chi si contenta gode: ma l’indeterminatezza di Heisenberg, e la Quantistica…mal si conciliano con tanto determinismo d’accatto darwiniano positivista di un tempo passato a miglior gloria. Ditelo ste cosa agli orientali che gli viene da ride. Ah anche oggi alla fin della tenzone tocco? Tocco o son tocco? Ma fate come ve pare…

DxOMark Made a Realistic Mannequin for Testing Selfie Cameras


Man fotografo sin dal 1969


Ps. Tuttora a web la metodica, Images Resource, per testare le digicamere e certi colori come pelle, alquanto difficile a farsi, e poi manichini dai capelli lunghi per verificare altresì la “finezza” del potere risolvente. E senza ricorso a mannequin Ai. Cui prodest? Come sempre ribadiamo: cosa c’entra a dare numeri? Cosa ci azzecca con fare fotografie? E’ la giostra dell’accata accata (to buy) tante volte detto e ridetto, il resto alla giostra gliene po’ fregà de meno



LX II Panasonic

Nei serial il II è associato alla…vendetta. E qui non è il caso. Infatti II è quel tanto di buona cosmesi, in buona sostanza “cipria” abbellente su la più che ottima LX prima versione. E non tanto e non solo per il fatto che il sensore è un vero 4/3 più o meno, quanto è soprattutto per il fatto che la Lumix è tascabile. E si riescono a fare (provato per poco la versione LX del fratello) cose sbalorditive. E chi usa macchine tascabili (Olympus per noi serie Camedia Point&Shoot) sa cosa vuol dire trovarsi davanti LA foto e non perdere il cosiddetto attimo (ma niente HC. Bresson, eh). Una cosa questa che i minchiapixellisti onanisti a tutto spiano potranno mai intendere con i corredi (al cado di coperte domestiche) iper-ultra reflex…tant’è vero e lo si riscrive che a Getty Images mica ci han chiesto mai quale sensore risoluzione ottiche e pippe varie. E c’è gente che fotografa con meloni: me cojoni! Man fotografo sin dal 1969

LX II Panasonic


Man fotografo sin dal 1969



A buon intenditor

A volte basta uscire un pochino di lato dal sentiero del Pensiero Unico a reti omologate per scoprire, che sì, intelligenza c’è e d’altro affare pure.
E come ogni mercanzia la richiesta dell’optimum è una Chimera. Certo poi che la giostra degli acq1uisti, guidata da padri di famiglia che tengono appunto…famiglia, deve spingere verso l’infinito ed oltre in un universo rettileno o rettiliniano fate voi. Gli orientali, mattacchioni, sono per la circolarità ciclica ma non si dica a chi ha testa per spartir orecchi.
Formato fotografico, va. E se proprio l’altro giorno postavamo della Panasonic neo entry nell’empireo a nome Full frame, contrordine compagni che un Aps-C non è detto sia da meno. Siamo quattroterzisti e ancora meno (formato sensore) ma qui non è il caso. Forse.
Allora trovi chi argomenti che alla fin fine è la fotografia quel che conta: ma va! E non già dispute teologiche aizzate dai brand(y) sul viale del tramonto inseguiti dalla canea a nome smartphone. Basta ricordarlo!

Why I Am Staying with APS-C

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Minimo comune denominatore

Qui si è dinanzi se non al cospetto della prova provata di quanto in questi anni si è scritto e sovente ri-scritto: vale a dire che basta assolutamente “niente” per fare immagini intriganti e molto. Addirittura con solo smartphone, che se è vogliamo la semplificazione della fotografia come l’intendiamo ma al contempo sua dissoluzione, la scena.
Chiarito l’ambito non c’è nulla che non possa, quindi, essere fotografato. Anzi nel caso in specie il limite del finto-vero è trasmutato in fin dei conti in “verosimile” …di quelle cose da leccarsi i baffi per chi intende e vabbene purché sia in ottima fede e del mondo “reale” se la ride. Ad libitum!

Reality show

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A fessa 'mman' e criature




Espressione napoletano che non attiene (fessa) a quella “cosa” dell’anatomica conformazione femminile, casomai si chiama e onomatopeia, causa il movimento sussultorio ma pure ondulatorio, dell'organo entrante nella “purchiacca” per non addetti ...lavori.
E dunque la “pazziella” gioco in lingua del Rosacroce Dante è un attività ludica molto ma molto redditizia: come va Cia& Mossad tutto bene, famiglia e bambi? Ri-dunque siamo (chi?) tutti fanciullini con il quotidiano smartphone acceso e surfiamo de qua e de là. E vuoi tu un giro su Instagram (Cia&Mossad ma anche altre agenzie cui elenco è lungo ma che ringraziano con lacrime agli occhi per sganasciate risa) un giretto, no? La vetrina delle fottografie, pro dementi a telecomando erore, ecco, non è. Fottografia corrente anche e soprattutto di fallowers cui mostrarsi, malgrado il re sia nudo ma tant’è. E dunque in finale: specchio delle mie brame dimmi chi è il più co…glomerato di ossa e sangue fract’ del reame?

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Ps. Ma non avevano detto, oltre il Mossad che la Cia è una loro depandance, che i famigerati fallowers Instagram sono fake e non si è scritto già in “falso d’autore”?

Pss. La nostra giovane puttanella scosciata quanto basta per restane in tema (perché mai far vedere le cosce se una “donna” è brava ontologicamente?) con un reperto (pubblicità occulta!) analogico d’antan, una Contax a pellicola che oggi fa tanto figa (non si evince la tariffa oraria per la “botta” della puttanella) del caso. Comprate e usate non già il digitale che non “tira” poi tanto di sti tempi, sia relfex-mirrorless che soprattutto i famigerati telefonini, ma la buona pellicola d’antan che faceva disperare tanto Cia&Mossad e i loro database, quando oggi con un click l’Eurogdfor del caso, come da ultimo dans la douce France, applica mazziatoni (cariche selvagge) senza dar conto a nessuno: cherchez la femme!








Analogica Era vs. Digitale: ancora?

Non c'è storia che tenga e lo sappiamo. Digitale che consente, quante volte già scritto, di collegare (adesso solo come metafora) in tempo reale (!?) mente-occhio-braccio operativo. Impareggiabile. Tuttavia il “fascino” dell'analogico, visto la moda retro imperante e che s'adda fa p' l'industria del consumismo, è particolare e “anti storico”.
Dunque tolto di mezzo inutile contrapposizione, è altrettanto indubbio che la manualità artigianale dell'analogico fotografico, inteso naturalmente bianconero, ha una sua precipua malia e fermiamoci qui. E tra il revival non poteva mancare il formato che adesso va per la maggiore: seipersei o formato 120 codice Kodak per Hasselblad et simila.
E chiariamo subito che lo scatolotto Hassel, concetto mutuato dalla Rollei altrettanto scatola ma “verticale” non ci ha mai preso più di tanto. E come altre volte scritto abbiamo usato il Panzer Rollei SL66: doppio peso della Hassel ma pari dettaglio marchiato ottiche Zeiss, il top. Ciò detto mentre la Hassel aveva ottiche con otturatore centrale, Rollei l'esatto contrario tranne qualche ibridazione molto malriuscita con otturatore incorporato, forse per i matrimonialisti che però usavano, a ragione, la Hassel ad otturatore centrale irrinunciabile per “alleggerire” le ombre in esterno con il flash.
Otturatore su piano focale in classica “stoffa” la Rollei, sempre di SL66 by Germany, che se guardo lo scatolotto elettronico odierno che ha il fratello con il pallino della fotografia (usa Canon digital) d'antan....siamo su altro pianeta.
Sia come sia l'essenziale è divertirsi, ancora, a prendere foto e con esse riuscire a trasmettere un qualcosa condivisibile anche per altri, esclusi teleguidati e/o minchiapoixellisti onanisti a tutto spiano per la gioia di CaNikon ma pure SonyFujifilm...per chi intende!

Analogico...trapassato

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Ps. Se ne occupa già l'articolista nel mettere i paletti all'operazione "nostalgia" e già con il costo fuori umana comprensione: con pari spesa e non solo dorso digitale acquistate le miglior full frame accessoriste di ogni cosa utile, o nel caso di pruriti estetizzanti, ecco, una "mezzoformato" digitale Fuji o Pentax



"Having become reliant on “What You See Is What You Get” live view or EVF shooting, I now found myself struggling with the lack of instant feedback on exposure, white balance, focusing accuracy and overall framing. There were too many unknowns to deal with and I had to rely on two basic yet crucial factors to survive this session – 1) my own experience, skills and instincts as a photographer and 2) faith in the camera..." E noi cosa diciamo un giorno sì e l'altro pure?

Equipment failure in the field: a practical challenge

Man
Fotografo sin dal 1969




Programma giunto alla versione di “consolidamento” che intende fare le scarpe al buon Lightroom passato sul cloud, ma che con la scusa dell’abbonamento pagate più e forse meglio di prima e nessuno garantisce, qualora eh, che i dati “nuvolari” restino poi integri e ne restiate soprattutto proprietari: immaginate uno che si rompe i c…loud e non rinnovi più, ok ipotesi, resta il ricatto: ah non rinnovi ed io non ti rilascio i tuoi file, e mo’ che volemo fa? Questo con Luminar pare scongiurato, teniamoci larghi ed ipotetici si sa mai. Resta comunque, da quello che si vede e si legge in giro, un buon armamentario, nazionalizzato che non guasta mai e da provare

Luminar 3

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Mokatar




Dall' e dall' se scass' pur' o metall', letteralmente è l'insistere su qualcosa, il metallo qui è di certa anatomia maschile.
Apple la mela da dove scriviamo con il suo largo monitor, a latere il vetusto iPhone 4 abbandonato (che usiamo) dai figli per altri della serie più “perforanti” sembra il non plus ultra. La corsa, evidentemente per i signori di Cupertino è che anche su le nuovole ci si può scalare (!). Insomma verso l'Infinito e natural + mente oltre. E' la maledizione del “pensiero” lineare inventato dalla tragicomica coppia greco-romana che per noi che stiamo di qua del Mondo (cano che ci ho sotto i piedi del Faletti memoria) ci conforma. Certo che se ricordiamo pure giudaico-cristiana dei pilastri dell'Occidente, come dire: sono uccelli senza zucchero o c...amari. Così è. Se non che nella lotta delle Ur Lodge neofeudali cui si contrappone un Magaldi “progressista”...e lasciamo perdere, dovremmo vedere di guerra che di questo si tratta. E infatti la spartizione della famigerata torta (di potere) che ancora non ci ha inabissati nell'Armageddon, cammina sempre verso il baratro.
Sia come sia tornado a noi fotografi, ecco, qui c'è trippa per gatti per fermarsi un attimino e osservare da discreta distanza ciò che chiamiamo, appunto, Mondo...cano etc. Aria di saturazione, ohh l'hanno capito pure i Gilet Joune che tra poco passate le feste di Natale...allons enfants de la Patrie le jour del glorie est arrivé contre nous le Macron...manchurian candidate Rothshield:

“Apple “tradisce” i suoi fornitori, tagliando ripetutamente gli ordini per le componenti del suo prodotto di punta, l’iPhone, tutt'ora fonte di gran parte delle vendite e dei profitti” così il famigerato Sole24 Ore della Confindustria dell'attuale tipografo da Salerno Boccia

Apple, l’iPhone non decolla: tagli alla produzione e titolo giù

Man


Ps. Repetita juvant: questo Diary parla oramai da otto anni e di “fotografia” come nessuno sa e vuole fare (tengono famiglia) e che ben difficilmente (mai) vi trovate la conta o lunghezza del pixel...mire ottiche e pippe varie. Qui lo sguardo è, se vogliamo, attraverso la “fotografia” naturalmente digitale (più comodosa alla Forattini che ne coniò) allargare il cuore (sede dell'animaccia...) e pure fegato ed altre frattaglie umane, sul Circondario odierno, che non è un bel vedere. Infatti compito o mission (?!) fate vobis del manunzio.it è aprire gli occhi, coperti da spessissime fette di pessimo prosciutto, o forse sarebbe meglio aprire certe anatomie, maschili e femminili per chi intende. E poi fare (volendo) fotografie con più convinzione e per niente omologati, che è la vera tragedia odierna dei tengo famiglia



Grande Oriente d’Italia senza scomodare il venerabile Magaldi s’intende, quanto piuttosto oggetti di foggia orientaleggiante che intrigano. Piccole cose come al solito e senza null’altro che “fantasia” al netto di più di cinquant’anni di mestiere…e di sti tempi di minchiapixellisti d’accatto improvvisati e pure, pensa te, con paginettina a web! Munnezzaglia o liquame che dir si voglia: senza arte né parte tanto basta una CaNikon e il resto, mancia come diceva una volta Gabriele Agamennone oggi settantenne e nonno, che negli anni Settanta secolo breve, veniva a bottega (Fotostudio Agenzia Lampo alla Carrese d’antan) con fustino vuoto di candeggina e chiede il bagno per la stampa, così in pieno inverno con neve e scarpe da ginnastica: oyeee.
Oriente va, rimestando pensieri e fantasie con ciotolina di riso bottiglia a motivi, un’altra volta, orientali e due bacchettine da riso che non si è mai capito come capitate in casa Manunzio! Poi altri interpreti e tra cui una bella e sinuosa bottiglia, bicchieri blu cupo e tant’altro ancora.
L’immagine finale, tuttavia, si è poi concentrata su ciotola bottiglia bicchieri e bacchette. Già ma lo sfondo? Avevamo comprato uno di quei stuoini altrettanto orientale da sistemare su fondo giallo, effetto decisamente buono e alcuni scatti lo confermano. Senonché poi rovistando tra i fondali (scampoli di stoffa comprati su bancarelle) ecco la soluzione finale: tono su tono di un blu dominante.
Quanto alla la luce è la solita di finestra, dopo l’acquazzone impossibile di un Novembre prossimo a terminare, del soggiorno mentre i famigli ancora dormono e ci moviamo regolarmente in panciolle sorseggiando caffè preparato con cura maniacale, prima dello scatto finale

Man


Ps
Le immagini a corredo sono state trattate in Lightroom enfatizzando il tutto per conferire una certa aria orientale, parto senza dubbio della fervidissima fantasia di Manunzio, ma che altri manco sanno cosa sia interessati a rifare (fotocopie di fotocopie) da sera a mane lo stesso stillicidio di morti in metropoli che camminano: lato traslato e fate vobis. E le raccontano svergognati a radiofoniche webcast, senza manco nesso grammaticale!

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Foto panoramiche. Azione – Reazione –Soluzione per gli “hegeliani” dal candido grembiulino un ghigno. E in ogni dove fuor di metafora. Siché come fottere (fare grana) il popolo che ama pazzamente farsi fottere (impoverirsi)? Semplice: si lascia briglia sciolte e poi, zacchete na nuova “Pecunia non olet” per chi intende. Hai voluto la bici e mo’ pedala. Fuori di ogni metafora: ti piace un luogo noto? Vacci e consuma (prima te stesso poi il resto) e fotografa e condividi clip sino all’indebitamento (nuovi gadget o giostra degli acquisti) e sfruttamento di risorse. C’è stato sotto il governo Craxi e dintorni anni Ottanta secolo breve chi d’estate sotto l’onda del “tutto bene madama la marchesa” fittava anche i garage delle auto (!) a villeggianti che, a malapena, camminavano dritti. Significa cosa? Non certo negare chi non ci ha i soldi in condizioni di godersi un po’ di vacanze, no. Tuttavia la deregulation ha poi partorito, ecco, la “soluzione” finale cui prodromi si ritrovano (memoria docet) già ad Aushwitz che alle latitudini della Risiera San Saba, tanto per capire che dietro la maschera ammiccante c’è sempre lui, il Signore delle Tenebre.
E così che si spiega questa fregola (ma con la “coltura” non si mangia Tremonti ex ministro?) di masse sciamante per luoghi famosi, e siccome il digitale di smartphone, alé, il resto viene purtroppo da sé. E unica soluzione (studia nottetempo a tavolino) poi è quella della tassa che tassativamente tassa: Venezia del caso che reintro - duce fascista il controllo del territorio annesso e connesso ...Cambridge Analityca. Hai voluto la bicicletta: e mo’ pedala per il Nuovo (dis)Ordine Mondiale paisà.

Ps. Se qualcuno (milioni& miliardi) di cosiddetti innocui fotografi a telecomando non ha capito o più estesamente fa finta di non averlo ben chiaro (grazie d’esistere Cia & Mossad) la fottografia ben più di banale refuso oltre al controllo capillare delle menti di tutto e di più, porta con sé il meccanismo di autodistruzione totale: a telecomando ben s’intende, Guide Stone Georgia
Pss. E non ci si lamenti della immonda immondizia che abietta il Web sotto forma di file che ritraggono solo e soltanto “certi” posti, tralasciando che stare alla catena fordista (fotografare) in senso lato ovvio, genera dei perfetti Yesman utili idioti alla giostra degli acquisti: e avanti popolo

How Geotagged Photos are Harming Natural Landmarks

Man


"Over the last few years, we’ve seen how Sony has made some pretty huge gains in the photography industry. This is especially true for the mirrorless market and plenty of photographers have switched from DSLR cameras to Sony mirrorless cameras. Even still, I predict that once Canon releases its mirrorless cameras, it will eventually dominate that industry too.

I’m assuming some of you may have some snarky (and more than likely humorous) comment about how Canon might if it actually released a mirrorless camera. We can comfortably allay those thoughts because Canon has stated it will be focusing on mirrorless, even if that means its DSLR sales are cannibalized. Many of the rumors are suggesting that Canon will be releasing a mirrorless full-frame camera within the next few months and once it does, mirrorless will officially be on the road to becoming mainstream"

Man

Canon explain it

Printermaker, a chi? A noi!



Sul tavolo “operativo” prove in solo formato A4. Siché partendo dal fondo, dove si intravvedono gli scatoloni con le “tacche” colore e riportante caratteristiche dell’immagine, rendering colorimetrico e quant’altro a ricordare la strada percorsa per eventuali repliche.
Sottostante e da sinistra le Moab americane, poi l’immancabile francese Canson, la altrettante valide Felix Scholler coated e non ce ne po’ fregà de meno. A seguire lo “standard” teutonico Hahnemühle FineArt.
Terza fila in basso l’inimitabile Rosaspina “intonsa” della Fabriano, ottima con i pigmenti inkjet sebbene un certo grado di “affondo” nella carta - scotto da pagare per le superfici non trattate apposta - con a latere, sempre Fabriano, le carte fabbricate per ricever gli inchiostri dalle stampanti digitali.
Ultime a destra prove del bianconero su Hahnemühle FineArt, impressionante della Hp Photosmart Pro B9180 - fuori commercio e sostituita da altro modello - dalle nuance perfettamente neutre, di un bianconero che nulla invidia alla classica analogica


Vabbene sarà il caldo o più ancora insonnia notturna dovuto a quello, ma uno da qualche parte deve pur parare per titoli…mussoliniani e poi visto l’odierno terraqueo. A noi, per l’appunto!
Sia come sia se nel post precedente si è ben detto della Cartiera Awagmi, qui una carrellata di carte che si è sperimentato per ottenere ciò che la (nostra) capoccia immagina sia quello più aderente al “vero”, e veicolare la poetica (minchia!) tramite “carta straccia” o la rag degli anglosassoni.
In definitiva il problema meglio non è solo (e soltanto) la carta di “straccetti” quanto e soprattutto cosa c’è veicolato dal supporto. Vabbene McLuhan “messaggio” ma mica poi ci si mette sul media/carta un topo morto o come quel tale artista (non fotografo) in tempi remoti, cacca d’arista. Pagato a peso d’oro. Ahi come è scivolata in “basso” la cosiddetta Arte (tout court?) dell’Occidente etc etc etc.
Questo a dire che un normale service ben difficilmente vi consentirà di sperimentare in tutta tranquillità le possibili variazioni, e di carta e di inchiostri, ergo: bisogna fare da sé se la stampa se vi annoverate tra gli “artisti” fotografi oltre l’immaginabile umano. Minchia e due!

Man

Ps. Quasi dimenticavo della Epson, stampanti e carte cui è inutile dire circa la loro bontà. Non abbiamo eseguito alcun test su esse e anche perché il marchio (della Bestia 666) Digigraphie per le cose anzidette è in palese contraddizione

Sì, viaggiare



Viaggi che una volta potevano essere “allucinogeni”. Oggi che il politically (in)correct imperversa devesi dire Immagine: se non è zuppa pan bagnato è.
E chi meglio della fottografia (refuso non è, anzi) inventata apposta quale sviamento di massa ma pur sempre “oggettività ottica” certificata (da chi please?) sostituisce a gratis l’allucinogeno, generatore di caleidoscopiche visioni indotte dalla mente (sempre dal verbo mentire) del Nuovo (dis)Ordine Mondiale, il buon Satanass di sempre e che c…arboni ardenti pensate, via. Appunto.
Siché parafrasando ma non troppo Lavoisere…tutto si re-inventa, meglio piegando le leggi ottiche e chimiche (una volta) oggi su strato di Silicio, nell’invenzione satura di zolfo della cosiddetta “realtà” fottografica (oggidì in streaming). E che un giorno o l’altro qualche mente raffinatissima vorrà darne prova inconfutabile ed intangibile: campa cavallo…

Man

Viaggio nella storia della fotografia



Ps. Una volta c’era il Viaggio avventuroso (!?) della Fotografia di Wladimiro Settimimelli per i tipi di Cesco Ciapanna Editore, eclettico soggettone che dalle pagine di Fotografare (rivista che all’epoca costava 350 lire) e precisamente le ultime pagine, con sciarade anagrammi salti da cavallo e pony, tuttavia mostrava al popolo fotografico e non come dietro “segni&simboli” si nasconda il cosiddetto “mondo” cane. E che oggi giorno va sotto l’etichetta (!?) di complottisti, vale a dire coloro i quali non raccontano le puttanate a man salva di Stampa&Regime alla Corrierone dei piccini in Via Solferino milanese, la Stampa sionista di Torino, la Repubblica de noantri…dell’incartapecorito Sua Santità Eugenio Scalfari I° che dialogo con El Papa a giorni alterni. E la Sette(te) cucù della Bildeberg Lillina Gruber siliconata all’impossibile, l’immarcescibile Bottero da Neve Iorche per Rainews24, a salve. Non Meno di Sky24, dove lo studio delle “notizie” ha telecamere in controllo remoto, mentre conduttore in carene ed ossa (!?) non meno che comandato da “regia” pure in remoto…

Cesco Ciapanna

E non si dica manchiamo rispetto per i “debuger” prezzolati by Cia-Pentagono-Mossad

Una Leica…a mandorla




Abstract
like the italian photographer Alex Majoli, from Magnum Agency, I used same camera or poin&shoot C-5050 by Olympus for thousand images of my personal archive


Bastian contrari si nasce o si diventa? Bella botta: l’un e l’altro va da sé. E infatti se non fosse per una base (condicio sine qua non) ben difficilmente, a meno della roulette russa o teoria dei grandi numeri a raffica, la cultura tirerebbe fuori qualcosa di “artistico”. Insomma eretici si diventa manipolando l’eresia che si è succhiato dal latte materno. E meno male che non siamo ai tempi di Giordano Bruno! Sia come sia e tralasciando album di famiglia arriviamo al dunque. Sì, il bastian contrario più che professione è una Fede, e noi l’abbiamo incrollabile tant’è vero che facciamo cose che, secondo standard casomai stars and stripes o di certo liquame di Stampa&Regime settoriale, sarebbe/è inconcepibile se non con la premiata ditta CaNikon e blasé Sony (che fa la gradassa su le ceneri di Minolta che acquistò tempo fa) o Fuji che ha una certa tradizione fotografica, oltre che produttore di ottime pellicole bianconero e soprattutto colore: Velvia ricorda niente? La chimica E-6 che ha steso letteralmente il famoso Kodachrome di Mammasantissima Kodak: vero National Geographic?
Immagine notturna va: Olympus C5050 tirata, ecco, a 400 Iso/Asa che più in là non va ma dall’obiettivo equivalente 35 millimetri in passo universale/full frame corrente, F 1.8. E stiamo parlando di una point&shoot da sensore lillipuziano. Roba da matti? No faceva così, e pure in notturna un certo Alex Majoli della Magnum: e mo che state a dì? Le solite cape chinate quando gli allineati e coperti a telecomando non sanno cosa rispondere perché il “suggeritore” delle masse non sa che pesci “prendere”. Majoli-Magnum-C 5050 Olympus e dall’altro Man-Getty Images-C 5050. Si fa quel che si può, via.
S’intende dire che se c’è qualcosa da narrare la “macchina” è relativamente importante: intendiamoci la camera è il fotografo per chi intende. Punto.
Una sera di pioggia, quindi, con la Olympus C 5050 e il Manfrotto monopod, si sa mai. Poi più che altro è servito quale bastone del viandante…ché la luce ambiente (calda per intrinseca natura e preset del bianco che si lascia a manetta su “caldo”) dai lampioni color ambra consentiva tempi di otturazione di 1/25 a f 1.8 più che sufficiente a “fermare” la scena inquadrata. Naturalmente il “mosso” è voluto e ricercato altrimenti che bastian contrario…

Man

Notturno (bagnato) dall’Italia


Ps. Majoli come la miglior tradizione vuole usava Leica a pellicole poi Olympus digitale per ritornare all’ovile dal momento che Leica è diventata digitale: noblesse oblige…

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