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Metropolis


Il Portfolio di Manunzio ha richiesto una risistemazione complessiva più aderente allo spirito dell'autore, lasciatosi alle spalle tutto quanto riguarda pixel e consimile, poiché mai come ora (Metropolis pure in questo con l'idolatria della Tecnica) inutile e fuorviante per chi intende.
Metropolis non solo il titolo per descrivere quel Benvenuto dell'impaginato, bensì summa di tutto il Portfolio, cui si dirà a tappe.
Città (tessuto connettivo) vista da altra angolazione, e geografica, lontana da polveri sottili di una Milano qualsiasi assurta (manu militari) ai primi posti del “vivere” con buona pace di Stampa & Regime telecomandata. E nel novero l'Istituto Centrale di Statistica non meno eterodiretto di quelli.
Chiarito l'ambito l'areale (set, territorio) che è la nostra latitudine essa si presta benissimamente a metafora “universale”: occhio da mezzo secolo come mestiere e saper vedere senza ubicazione precisa terrestre (c'entra nulla con il globalismo, anzi) che è dono raro e pochi vantano.
Immagini in rigoroso bianconero, vabbè macchiato un po' come si farebbe al bar, dove la misura è si certo l'Inferno di calviniana memoria e sua Città invisibili, tuttavia...


Ps. L'immagine sovrastante è per gli incalliti eterodiretti, mala pianta prezzolata. Quei “tubi” possono magnificamente passare per “ciminiere” degne di una Metropolis cinematografica o più ancora del terraqueo reale. Tubature che, non a caso, comunicano e male uniscono il sotto-terra (come nel film trista ossessione) e la parte alta-aerea dove si svolge il teatrino di quelli che considerano il prossimo Goym



Quando la misura è colma

Se come chi scrive usate il web non per acquisti, bensì per vedere che aria tira, ecco, allora vi accorgereste (se non già per chi occhi per intendere) che più spesso c'è insofferenza. Fotografica si capisce. Naturalmente per coloro che sono fotografi e non che ci fanno (o li han mandati). Sì perché ad usare il proverbio “il troppo stroppia” forse è utile a cura quell'altro “less is more”.
Evidente allora che molti (fotografi) sempre più tornano su, nel caso di specie, le cosiddette versioni “datate” di questo o quel software che non uccide e ne tiene in ostaggio la creatività, se appartenete a questa categoria (dello spirito?) Anzi basta sin anche dei programmi “amatoriali” per fare editing cinefotografico. E video? Ma compreso nel prezzo: diamine!
Why I’m Sticking with Lightroom Classic… for Now



Un'Epoca si chiude. Personalmente alla console (Diary) da quasi nove anni e procediamo verso il decimo che di sti tempi infami è traguardo impossibile senza banner e bacia pile a questo e quello. E minchiapixel vari. Si chiude un' Epoca fatte di entrate ed uscite dall'ameno tribunale del Capoluogo con stillicidio di infamanti contro-denunce seguito di precedenti plurime querele ai CC afferente un cantiere del Ministero Beni Culturali (!) Giro di quattordici miliardi di vecchie lire finiti nel nulla. Pluri fallimenti delle ditte incaricate del restauro. Organi di controllo dello Stato compiacente! Una storia prossima ai sedici anni e di pubblico dominio, oramai, ripreso anche dalla cosiddetta libera stampa stanziale; eccenzion fatta per la Rai. Vero che fioccano le assoluzioni, poiché “il fatto non costituisce reato” nei confronti di chi scrive, con buona pace alla Guardia di Finanza (dirimpettaia del cantiere !) prodiga a perdere tempo nello scovare chissà quali conti cifrati o capitali: pure questo si è subito. E cosa c'entra poi con le indagini (mai svolte) della Magistratura del Capoluogo? Cortine fumogene, e non ci addentriamo oltre ma ne informeremo.
E si chiude un' Epoca anche per il fatto che non scriveremo più a ritmo (quasi) giornaliero e tanto di “copertina”, poiché un mare di cose attende e han fatto “ragnatela” ad aspettare e non si può più rimandare, come (ri)mettersi a fotografare in analogico bianconero e relativo trattamento in camera oscura. Infine perché Manunzio va in pensione. Si proprio così: ma ce lo vedete voi ai giardinetti (tra andata e ritorno una buona ora di passo) dare da mangiare al Colombo (occhei è un calembour per chi intende) infestante..?

Man fotografo dal 1969 che augura Buon Anno 2020!

Ps. Nelle fatiche anche rimettere mano al portfolio, inteso come presentazione, e che avete capito!


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Vuoti a perdere

Giano bifronte, una discesa vista da basso è pure sempre ineludibile salita. Il sazio non crede (si dà ragione) al riun' (digiunante ob torto collo). E via di questo passo. S'intende dire che a fronte di una “scientificità” di quella e sola angolazione, veicolata dal mainstream(ing) vi è purtuttavia un universo di possibilità, se ci si ferma all'aspetto puramente fotografico. Ma siamo, come si scrive a giorni dispari, nell'universo-mondo fottografico, che è tutt'altra cosa. Fottere manu militari, cui essenza basa sul primordiale concetto di Proprietà privata (privare v. tr. [dal lat. privare, der. di privus «privo»]. – Togliere a qualcuno qualcosa che è suo, renderlo privo, mancante, sprovvisto di qualcosa che possedeva, che gli era proprio o a cui comunque aveva diritto. Enciclopedia Treccani) . Pare lunga la cosa stamani, eppure qui di “dualismo” si parla e va da sé in termini, per l'appunto, fottografici. E di donne sfasciate per mille ed un motivo. Ordinarie non certo la Upper Class che ha tutte le metodiche ante e post partum per ritornare in “carne” come prima e più di prima. E la dice lunga la chiosa in quel: “Together let us always remember: You don't need to 'bounce back'”. Anche così i satanisti globalisti, attraverso un atto di “natura” instillano la decadenza tout court. E quasi sembra udirli questi nostri, come dire, suggeritori dal retro-pensiero luciferino: “Ma che te frega...”

Un populu
diventa poviru e servu
quannu ci arrubbanu a lingua
addutata di patri:
è persu pi sempre. Ignazio Butitta


Man fotografo dal 1969


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NO WORD



Economia? No grazie

Per carità ci sono padri e moltissime madri di...che campano d'economia: lato traslato e fate come ve pare. Ora è ben sotto gli occhi, anche del più incallito eterodiretto, che si è agli sgoccioli di un Mondo babilonese, che investe tutto. E siccome parliamo, volente e nolente, d'immagine a noi questa interessa come fotografi, o meglio ultimi giapponesi nella jungla del modernismo.
E siccome per fare foto sino all'altro ieri servivano attrezzi ad hoc, da tempo i telefonini han preso il loro posto: piaccia o meno. La qualcosa significa un'altra “grammatica” del rapporto occhio & circondario, se possibile. E certo non il liquame che inonda ogni “social” che dir si voglia. Anzi questi è benvenuto dal tragicomico Cia & Mossad per progetti Monarch o ibridazione robot e quel che resta della natura umanoide. Poco ci frega anche se teniamo d'occhio l'andazzo delle sorti magnifiche e progressive del capitale putrefatto (!?). Niente è eterno e pure Babilonia.
Sia come sia il restringimento dei brand (y) fotografici è cosa che spesso segnaliamo, e lo dimostra l'angosciante e spasmodica rincorsa al pixel più grande, ecco. Troppo tardi e non serve, poiché a raschiare il fondo del barile questi si è aperto a cielo aperto: non c'è più trippa per gatti in un contesto, si è detto, più generale di finis terrae. Avanti con i consigli per gli acquisti: sì ma di cosa?

Real Reasons Why The Camera Market Is Shrinking



Man fotografo dal 1969

Ps. Mai come ora le profetiche parole di Manunzio circa la strabordante tecnologia fotografica inversamente proporzionata ai contenuti: niente di che visto il liquame quotidiano tout court, e del contenitore divenuto contenuto. A questo punto più che una gallerie à la page, mettiamo, sui muri va messa una Dsrl da svariati milioni di pixel, poi il fotografo, diciamo così, agli astanti o più ancora zombie racconterà (giammai potrà narrare in quanto escremento della catena fordista del Pensiero Unico) ciò che vuole: tanto basta il “pensiero”!



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NO WORD


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Messinscena della morte

C'è qualche mente super fine luciferina che determina, a priori, questo o quel decesso. E senza distinzione tra umani e la roba. Può darsi per “vedere l'effetto che fa” o per una strategia di controllo babilonese. E tra le tante ristrettezze e censure della Rete poi qualcosa si sa, o per meglio dire, vista la reazione hegeliana, un passettino indietro è la goccia che fa traboccare il vaso di fake news. Breve prima è deceduta (!?) Olympus, poi Nikon scalzata da Sony, adesso Panasonic che vende i semiconduttori, che sarebbe come spararsi nelle palle e consegnarsi mani e piedi a Sony l'antagonista. Certo tutto è possibile però poi le note via web dicono altro, e come al solito invece di prendere oro colato di Babilonia!

Man fotografo dal 1969


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E invece sono d'accordo

Una di quelle rarissime volte che si ha piacere a leggere qualcosa di interessante proveniente dalla Rete. Niente minchiapixellate annesse e connesse! Finalmente un progetto che parete dall'idea e finisce con lo scatto: così anche noi. E poi naturalmente il Pshop di turno per aggiustare o amalgamare il tutto: senza strafare soprattutto. Terminiamo qui poiché si sottoscrive in toto, compreso il fatto stampe controcorrente in formato A4: sì perché c'è questa mania dello scimmiottare l'Arte pittorica su dimensioni da “pala” per chi intende.
La fotografia, qui per l'appunto, sparte una mazza con le diavolerie esoteriche del digitale terrestre...capisce a me!


Man fotografo dal 1969



Tramontana I

Freddo vento dal quadrante...globalisti luciferini. E che tiri una pessima aria di certo non è guardando l'affondamento di Venezia e/o Durazzo diruto via Haarp et simila, no. Queste sono immagini di acque di superficie, mica i tonni, ecco, che nuotano al largo ed in branco satanico. Allora conviene aprire una controinformazione (per noi sessantottini 'na passeggiata) che a cadenza mostri il volto del “sistema” babilonese in crollo verticale. Immagine come la si giri giri di fin de siècle: lato traslato e fate come ve pare!

The Government Is Detaining and Interrogating Journalists and Advocates at the US-Mexico Border

Man fotografo dal 1969


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Rotatio

Manovra rotatoria che consentiva ai legionari romani in prima fila di indietreggiare, prendere fiato, e le seconde prenderne posto per la pugna. Aulico 'nvero? Ma da qualche parte pur bisogna iniziare a scrivere. Dunque il giochino, meno cruento e sanguinario, lo si può applicare alle immagine, e cosa sennò, con un flip orizzontale o verticale secondo i casi dal' effetto “specchiante” che non esiste in natura, al momento dello scatto. Una post-produzione interessante che a volte ribalta, ecco, uno scatto sin troppo banale, mettiamola così!

Man fotografo dal 1969


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Leica? Al forno con patatine. Grazie

Il mutuo ipotecario per comprare ferraglia e vetro del Novecento, però blasé, l’avete. I minchiapixel pure casomai più “grandi” formato L (pomposamente standard Leica-Panasonic-Sigma) che vuoi di più? Un Lucano diceva la réclame…E invece no, spiacente.
Siché dopo tutto sto ambaradan by Cermania uber alles le immagine “Leica” finiscono su App da $ 50 dollari, meglio con la voce di Oliver Hardy uhmm, e uno si chiede: tutto qua? Beh sì la app(licazione) e non chiamatelo software che sa tanto di computer obsoleti (!) per telefonini e certo per iPad ça sans dire…Però lo schemettino del telefonino come fa a distinguere un “fail” Leica da uno autoprodotto? Vale a dire: sparare ad una mosca con bomba atomica! Certo la casta è casta e va si rispettata: chi si contenta gode però. E la elaborazione del “fail” Leica? Ma da App e mica da Lr obsoleto di stazione fissa, suvvia à la page mon cheri! Poi se qualcuno vuole trastullarsi con il fallo/Leica & Co s’accomodasse. Ah, guardi signora, diceva l’inventore della cosiddetta Psicanalisi, che un sigaro (fallo) a volte e solo un sigaro. E te credo che niente niente il buon Sigmund lo pigliava in bocca…succhiando il sigaro: e che avete capito!

Man fotografo dal 1969



Il calzino e le cravatta

E che sia in continuità tonale (scarpe comprese) così il bon ton. A noi ci frega meno perché da sempre portiamo calzini in rigoroso bianco: classe non è acqua!
Siché nel circondario chiamato Terra, pensa te, il Kapitalismus è alla fine: no Fukuyama per cortesia che deve aver capito una mazza delle sorti magnifiche e progressive del…capitone, ecco. S’intende che l’immagine suadente e numinosa è de facto spenta. Anzi in un Era pregressa la Terza Guerra Mondiale sarebbe, e da mo’ scoppiata. C’è la deterrenza nucleare si dice. Più ancora in un circondario di macerie (né vinti né vincitori) si potrebbe vendere ghiaccioli agli Eschimesi evaporati con le altre etnie umani? Certo c’ è quella razza scellerata a nome ebrei (Sionisti) che ha in programma “Sansone”: sì, colui che disse la celeberrima:” Muore Sansone con tutti i Filistei” ma qui non ci occupiamo di Scrittura, se non a latere. Siamo o non siamo l’Occidente (chi?) giudaico-cristiano-greco-romano? No grazie.
Pistolotto per ricordare che anche i fabbricatori e di immagine trova fondamento il richiamato circondario, spina dorsale del Leviatano. E siccome uso dire tutto è spettacolarizzazione, quinte maldipinte, eccoci a parlare dell’incarnazione E-PL 10 di Olympus, che alcuni vogliono prossimo alla fine fotografica: Panta rei. Incarnazione a la page e documento funebre, ancora una della fotografia, diventata fottografia come si viene a scrive da un po’.
Dice e cravatta e calzini? Ah ma allora siete fessi con il cuore: la E-PL10 ovviamente dedicato alle signore, danarose e stupide oche della giostra degli acuisti, volete voi che codeste maitresse dopo aver copiato paro paro il modello maschile (!) la mattina prima di uscire a far shopping, non adattano la nuova Olympus (in più nuance) al loro disabille senza scuorno?

Man fotografo dal 1969


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