Manunzio




Misurare le misurazioni che misurano, a misura

Numeri (idolatria) passi centimetri millimetri inch soprannumerari, che è un fatto dei Gesuiti ma non c’entra, forse**. Cui prodest? Assolutamente a Nulla non foss’altro che esistono le “tolleranze”.
E vada in definitiva per il prima, progettazione accocchiata a la cassa. Ci spieghiamo: quanti soldi voglio fare da questo XYZ coso tout court? Ma tutto il cucuzzaro si dirà: troppa grazia Sant’Antonio! E come di quelle igieniche pubblicità che “ammazzano il 99,9% percento di cattivissimi batteri ché al resto il virus ci pensa...BigPharma & Co via Oms per il depopolamento del caso ben s’intende.
Ecco quel figlio di p...ulce solo soletto si fa beffa di tutto il novantanove etc etc etc. Ora fuor di metafora, mica tanto, questa illusione ottica (qui si parla di fotografia senza raddoppio) serve a coloro i quali, soliti minchiapixellisti, devono contare a chi ce l’ha più lungo, il pixel full-frame e che avete capito, doppio forse. Sviamento di masse amorfe e decerebrate. Vabbene ma la “fotografia”? Raddoppiata in fottografia svolge proprio la funzione appropriata, e viene dal napoletano e non solo: fottere polisemico. Avvertendo che per lo scopo “basso” sempre in napoletano e altri dialetti meridiunal’ il verbo tiene a che fare con le “chiavi” che regolarmente entrano nelle “toppe”. Mastro di chiavi...Gostbuster movie docet!
Finale, serve? No ma facciamo finta di sì: “A cosa serve una grande profondità di campo (in senso lato ndr) se non c'è un'adeguata profondità di sentimento (aggiungendo il circondario ndr)?” Eh caro Eugene Smith ce lo chiediamo ancora oggi, hic et nuc

**(San) Josemarìa Escrivà de Balaguer, Opus Dei, Massoneria Vaticano Spa

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Behind the scenes: Setting up DPReview's studio test chart
https://www.dpreview.com/articles/1316027046/setting-up-dpreview-camera-test-chart


Ps. In Quantistica il fatto di "misurare" (!?) ha già "modificato" tutto. Vai o vien' paisà?





La Giostra

Il sentore ce l’ha, eccome. Cosa? Lo sbiellamento più che scricchiolii già sinistri che menano per l’aere maligno. Lasciamo stare tabelle e tabulati della caduta verticale della “fottografia” digitale, che come si gira gira è de facto tecnologia vecchia del Novecento, e per averne ancora idea riguardate le prime analogiche fotocamere ingravidate dal digitale, molto terrestre, cose che pure le pietre sanno. Telefonino Uber alles, no? Perchè il telefonino lo puoi “bloccare” all’istante per difendere la “democrazia”. E ci si ferma qui. Intelligenti pauca verba.
E veniamo a strani “ripensamenti” se si pensa che un dì certuni negromanti (Negroponte?) pontificavan: “Ogni diciotto mesi signori, si cambia” ai giorni del “computer” detto: 286 poi 386, Pentium I II III da far verso a Von Braun (poi acquisito nazista bell e buono dagli Yankee per loro missioni lunare...negli studi di Kubrick da Odissea nello Spazio.cinematografico si capisce).
Diciotto poi e vuoi vedere che: 6 + 6 + 6 il Nome della Bestia apocalittica?
Sicché pur di vendere, la giostara , questo il senso, il consigliore influencer a pagamento per gli “acquisti” si veste da suggeritore (eminenza grigia è meglio?) accorato e disinteressato, per i gonzi. Tant’è, dice, meglio vendere, casomai una entry-level, che l’idiota di turno riesce bene o male a capire, che l’ultima Camera XYZ che ci ha pure la presa per il caffè: Espresso breve succinto e compendioso, not half liter and drops of caffeine Yankee Style.
Che s’adda fa per la Giostra degli acquisti, dicono, sennonché in caduta più che libera obbligata è l’intero Think-tank giudaico (manco a dire!) cristiano-greco romano. Una minoranza dell’Umanità!


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The Camera Equipment Beginners Don’t Need
https://petapixel.com/2024/02/08/the-camera-equipment-beginners-dont-need/


Ps. Photographers must learn to walk before they can run….E paragone per paragone la mente vola, ecco, al famigerato Twelve (Undici kabalistico!) September A. D. 2001 di quei bravi dirottatori che non sapevano far muovere un Piper però guidavano, vedi mamma come mi diverto, un jet che poi era una missile in Computer grafica camuffato da aereo sciatosi sul altrettanto famigerato Twins Tower, però guidavano un jet facendo fessi il Norad or North American Aerospace Defense Command: che mira + culo. Così lo trovate scritto in carte medievali!






“A cosa serve una grande profondità di bit se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?”

(William Eugene Smith)




Munari: Chi sa, fa. Chi non sa, insegna(pure)

Scrive la stagionata circa la didascalia a corredo delle fottografie. Doppia necessaria e seguite.
Dunque la Munari deve mostrare alla plebaglia (vizietto dei liberi muratori infernali e dubbia provenienza) che lei ci ha cultura: connotativa e/o denotativa. Bel quesito. E si spertica in citazioni: la Casta è casta e va si rispettata, dice mica tanto sottesa.
Senonché, Munari, o lei si ingegna, con lauto assegno a vendere altro fumo, o ci prova (con che coraggio!) a tenere in mano una macchina fotografica, senza farsi male; lesiva dei neuroni sani di chi intellettualizza pure l’aria, e lo si vede dalle fotografie che “produce” e spaccia come quelle della Bestia.
E controcambio una citazione, sì, da quei fogliettini dei Baci Perugina (ne ho una biblioteca piena) e perché “abbiamo andato a squola”:

“L'angolo visuale dell'apparecchio (fotografico ndr) è la disciplina del fotografo...Esistono tuttavia un modo letterario di pensare e vedere e per secoli il letterario ha dominato sul visivo. E oggi i nostri occhi sono costretti a vedere in termini letterali. Mi auguro che, per quanto possibile le immagini possano farlo con il loro Linguaggio." Ernst Haas prefazione in America.

...tramite questo elemento (didascalia) quindi, dice e raccomanda manu militari, Munari, il fruitore dovrebbe essere guidato nella lettura della fotografia e nella sua comprensione...Guidato come un automa o robot vate vobis

...R. Barthes - scrive l’illetterata di andata e figurarsi di ritorno Munari - secondo il quale la fotografia è un messaggio senza codice e, di conseguenza, senza l’ausilio della parola (che pertanto è indispensabile) ciò che essa comunica può essere frainteso. In base a quest’idea, il testo può aiutare a contestualizzare l’immagine nel tempo e nello spazio, nel genere fotografico e relativamente allo scopo per cui è stata creata

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https://saramunari.blog/2023/12/06/fotografia-e-testi-di-accompagnamento/

Nb. Sottostante l’intera pagina in Pdf: intelligenti pauca verba a chi cancella autoreferenziale il post (vedi citazione) Haas!

Link


Ps. Munari lasci perdere il trito Roland Barthes e sue baggianate, che purtroppo abbiamo nostro malgrado letto: Camera chiara. E’ un pugnettaro dedito alla masturbatio compulsiva, che odia viscerale il volgo terraqueo. Intellettuale prezzolato che non gli pare vero, bene e molto male, dell’inceppo al meccanismo “colturale” sguarrato a cantr’ della Fotografia tout court; la Belle Epoque del Danubio Blu, e balli a corte. E più giù dalla Piramide, cinghia trasmissione per la plebaglia, la Trimurti: Speziale-Curato-Maresciallo. Il nuovo Medioevo redivivo cui la Munari è propalatrice, palo messo dentro al c...uore via; da ultimo, Covid Oms proprietà de facto del bandolero Bill & Melinda Gates, già di BigPharma, Banca Mondiale, Fondo monetario internazionale, Massacro innocenti di Gaza, dei Soros Schwab front end di squamati esseri infernali, ad Adenocromo

Pss. Immagino Munari, che nella sua sapienziale appartenenza di Casta avrà pur letto, libro non branda di mercimonio ad horas, forse: “Contro la Fotografia” testo (fece balbettare, per gli strali mica tanto obliqui, Ando Gilardi su le pagine di Progresso Fotografico d’antan) a tratti bislacco e baggianate, esilaranti tuttavia di quel tosco Pino Bertelli, anarco-scrittore-fotografo: niente più?


Last update

Minuto 7.40...non do titoli...non voglio influenzare...

Skira|intervista a Giovanni Gastel | The People I like
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Il richiamo della Foresta
O che tu dici? Toscanaccio baffiforme come certe immagini (non imbiancate dal tempo) di Carabinieri d’antan, a prendere il poro Pinocchio di Collodi memoria, Dio bonino.
Richiamo che è na sirena e va dritt’ dritt’ al cuore e delle cose non mercificate LGBT+: camera oscura “trasmutazione” alchemica (siamo massoni inconsapevoli, ecco) della materia. Vero o men che sia la camera oscura, tanto “scienza” quanto e soprattutto “artigianato” amanuense, è un altra dimensione, diciamo, spazio-tempo. Sì, certo poi i soliti gallerioti con benda all’occhio, non quello di Horus mi raccomando, auto-prezzolati certo eterodiretti da Capo Bastone o Loggia, o due al prezzo di uno (!) le cose marciano così, dietro compenso rizzano (certi curatori e culattoni) agli oneri della cronaca internazionale; cumpariello meglio cumpariella di sti tempi della Dea Madre (Zoccolata e Zolfanel altro che Chanel fetore) fotografo, cui certe maîtresse da giornali “femminili” reubblic + ano per chi intende delinea artista-fotografo: soldi e vai alla cassa di mostre et simila! Oh e iniziano tutti e due, bastone/loggia, con M come la Mamma...un tempo molto andato o forse mai su le bande incrociate bretelle bianco e calzoncini e/o blusette i Balilla, sì, ma di Mussolini: Eja Eja alalà pesce fritto e baccalà!

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Correva l'anno



Agosto Anno Domini 2003... Manunzio scusi mal sopportiamo già il suo “british humor”. Anno Domini 2003 virgola, odierno 2023! Vent'anni fa e dalle pagine la fu rivista Reflex di Giulio Forti: ex da Fotografare/Cesco Ciapanna editore, ex da Tutti Fotografi/Editrice Progresso Fotografico 1969...
Olympus la terribile che negli anni Settanta passati (a miglior gloria?) da piccoletta, si fa per dire, sconvolse l'élite con la OM-1 (guarda tu il caso così l'odierno re-brand, che sostituisce Olympus). E proprio di sti tempi Olympus annunciava la E 1 Urbi & Orbi una ex-novo alla lettera, digicamera d'una malia unica, irripetibile impossibile per altri brand: ah riuscissimo a riportare le stesse magiche parole dell'attempato capo-team quattroterzista ma non conserviamo più il link, damn!
Sia come sia la E-1 vent'anni fa veniva fuori tutt'altro “out of a clear blue sky”. Infatti e gli storici prezzolati non la raccontano e perché tengono famiglia...della saga antecedente la E 1: C (amedia) 2020, 2030, 2040 che fantasia all'Olympus! Seguito la nostra immarcescibile de facto Leica alias C-5050 con trentacinque millimetri equivalente ad effe unoeotto da brividi. Infine la E-10 e affinata successiva E-20 (immagine in piccolo a latere) su CCD Kodak due-terzi pollice: un mostro. Siparietto.
Il luogo e il personaggio non ricordo più, l'episodio sì. Il collega fotografo in quel di Firenze narrava di mirabilie (la portava in spalla lo ricordo come ora, status symbol) durante gli scatti a una sfilata di moda: si avete capito bene! Diavolo di una E 20 Olympus.
Tuttavia e arriviamo al fondo la 4/3 non fu capita, già. Questione di certe “proporzioni euristiche" di “solidi” affatto platonici. Il mondo è governato da segni e simboli, non da leggi e frasi, no? Beh ci fermiamo qui per chi intende

Manunzio fotografo sin dal 1969



Monochrome, dicono così i 'mericani

So' pragmatici e la lingua che ne consegue più sintetica di un Robot; meno male che nel loro barbaro idioma ce sta Black & White, che rimanda a scala di grigi che meglio racconta più del mortuario monocromatismo, e fermiamoci qui. Sì perché bisogna pur vendere ghiaccioli agli eschimesi ed aspirapolvere ai Tuareg del deserto, no? Pare infatti che la giostra degli acquisti non deve conoscere tregua alcuna come pari “merce” accade in Europa, hic et nunc, tra filo-nazisti ucraini ed ortodossi russi, mettiamolo così per “restituire” pari pragmatismo.
Ora detta così uno pensa: vabbé il solito Manunzio. Se vi sta bene così, noi tiriamo dritto...fino alla prima curva che fesso non è, chi scrive.
Sia come sia il bianconero, o monocromatismo è Anima della fotografia, si parli e soprattutto di analogica "merce" in crescita fra le cosiddette nuove generazioni, quelli stessi che su Youtube, però, vedo i filmati del Novecento ricolorati bianconero, manco più a scatti (via Premiere, Da Vinci Final Cut, Shotcut che libero soft com'è usiamo alla grande, per “aggiustare” il frame-rate) così come erano le prime cineprese di legno a manovella. Contraddizioni: che dite?
Vabbene la (ri)scoperta dell'argento bianconero, e fateci caso alla superstite Ilford regina del bianconero, pur passata fra vicissitudine del vil metallo, rinata Araba Fenice ha l'involucro/contenitore bianco e scritte nere: tutt'altro che caso.
Bianconero che vede, oggi come oggi, anche due fotocamere squisitamente attrezzate per fare solo e soltanto già riprese il monochrome, ecco. Leica da poco dopo aver ri-ri-messo lo schermo Lcd* e Pentax /Ricoh. La prima per danarosi collezionisti, più che fotografi (tanto ci pensa l'Insussistenza Artificiale) l'altra più abbordabile clienti con qualche soldo in tasca: telemetro vs. reflex/mirroless. De gustibus. E non è che la cosa non ha fondamento se taluni sedicenti relitti medievali fatti più che nelle vene di carta, meglio scuoiata pergamena, penna e calamaro per chi intende, dicono, affermano e voglio che è la macchina a fare la foto. Gli stessi cumpari, tuttavia, che ad un loro sodale compare in candido grembiulino di Loggia, l'onorano del titolo ”artista” prima di muovere alla cassa che tengono famiglia...amorale quanto si vuole ma Pecunia non olet. Artista, forse, un cicinino diverso, allora, dall'uso della Leica monocromatica delle mirabilia (mutuo ipotecario da considerare per l'acquisto già del solo corpo macchina) e pure, qui e adesso, Pentax dai nobili lobi analogici d' Era bianconero. Artista, quindi, cui si perdona se il “manufatto” su carta “FaineArt” è più di camera-file-photoshop-elaborato-bianconero inkjet finale lo “stesso” del file monochrome-in macchina: ma che te frega. E avanti la prossima botta di markketing. Dite? No, non è sbaglio: sorry, paisà, excuse me do you understand old italian language: marchetta?

* Cuore digitale e sapore analogico. E’ lo slogan col quale viene presentata la nuova Leica, siglata M10-D. Aggiungiamo, di nostro, che serve anche a scattare fotografie.
Con questo modello, più che mai, la Casa strizza l’occhio ai “ laudatores temporis acti” (Orazio, Ars Poetica, 173) “quelli che era meglio quando si stava peggio” (Enzo Jannacci)


Copia i link ed incolla (se vi pare)

* http://www.pmstudionews.com/home/news-e-colonna-infame/news/leica-m10d-la-digitale-che-si-crede-cartier-bresson


Ci sono due nuove fotocamere che scattano solo in bianco e nero
https://www.wired.it/article/fotocamere-bianco-nero-leica-pentax/

Arrivano le Monochrome le camere senza filtro Bayer. La Pentax K-3 Mark III Monochrome
https://www.youtube-nocookie.com/embed/7XXAaZf1TL0

Revival Uber Alles
Leica Revives the M6, a 35mm Film Camera it Hasn’t Produced Since 2002
https://petapixel.com/2022/10/20/leica-revives-the-m6-a-35mm-film-camera-it-hasnt-produced-since-2002

Ps. Della Leica continuiamo a ri-dire-postare che non ce ne po' fregà de meno, viceversa in quanto possessore in illo tempore della gloriosissima Pentax K1000, spartana analogica per formato 135, e sue lenti sappiamo cosa si parla. E per non aggiungere l'Asahi-Pentax, una volta poi solo quest'ultimo logo Pentax 67, mitica sei-per-sette assolutamente stellare (un discreto numero di slide, parte dell'Archivio analogico Manunzio, è in questo formato) come pure i suoi vetri Takumar: crème de la crème!


© G. B. Gardin Lido di Venezia, 1959. A sinistra, del triangolo compositivo, due coniugi e neonato, l'orizzonte marino, tumultuoso quanto si vuole, è altro dall'immagine colorata del Manunzio, dove il triangolo ipotetico è, sì, dei due su battigia ma il punto è all'orizzonte, in realtà natante. E qui lo sguardo va oltre le figure, non come nel bianconero dai toni cupi e drammatici (due solitudini protagoniste verosimilmente alla stregua, su la stessa lunghezza d'onde, ecco, la celeberrima macchina su la scogliera inglese in pari giorno tempestoso sempre di G.B. Gardin) mentre l'immagine digitale “stratificata” a fasce in orizzontale parla d'altro: i due "solo" protagonisti marini d'una metafora forse ai limiti di significato. E in ogni caso, bianconero reportage e colore meditato, due universi paralleli che un arcano ha fatto sfiorare, rispecchiarsi, per disperdersi nell'Universo mare ognuna per la sua


Al Maestro G. Berengo Gardin

Maestro l'ultima volta che ci siamo incrociati è più di vent'anni fa ad Alberobello, mentre venivo dalla convicina Lucania sotto un diluvio, quel giorno, che Iddio la menava a secchiate (la stampa ancora non la chiamava “bomba” d'acqua).
Trulli che già di prima mattina, una sala, era pronta per il “diner” fra aromi di cuccia pugliese e...d'un trinariciuto Denis Curti, che trafficava incazzato ed inavvicinabile: Potenze Numinose, i cosiddetti “curatori”!
Lei Maestro se ne stava, come i Santi in edicole, dietro i vetri d'ingresso sotto una luce incerta dell'happening, ma come lontano fuori luogo, va tu mo' a sapé. Certo lei contraccambiò il saluto come si conviene a persone dette “civili”, mentre provai a ricordarle quella volta, in un altrettanto remoto spazio-tempo, un workshop su la Riviera del Conero dalle parti d'Ancona.
Un passo indietro ché stamani alle prime luci Manunzio è già al telefonino, un vetusto iPhone per ricerche: e che avete capito! Vagando di qua e di là nella ricerca di un qualcosa che, uso dire, si ha su le labbra, ecco...Sia come sia m'imbatto in quelle pippe di certuni che spartono la fotografai come la testa le orecchie! Maestro ci siamo intesi, giacché proprio in quel lontano workshop, sottponendole plasticoni che mi ero portato da casa-studio, disse e lo ricordo preciso:”Lei, il Manunzio, ha una composizione tipica del bianconero”. Proprio così nato in epoca bianconero.
A farla breve, nella ricerca telefonica mi capita (avevo perso memoria al riguardo) un suo scatto, messo in copertina qui, in alto.
Sicché mi si è acceso un rimando, ché il Manunzio ne ha un simile fotogramma, a colori in digitale, sopra di fianco: confronto no. Sia per la scelta del digitale, allora più di vent'anni fa me l'ero portata dietro in vacanza con un portatile, antelitteram, con Win 98!
Orbene tranne l'analogia di primo acchito null'altro li accomuna: Manunzio quando scatta pensa a sé, all' “attimo (s)fuggente” e tante e troppe altre cose...La prospettiva del bianconero, poi, è piatta e “sbilenca” con soggetti divergenti, inclinati, l'un l'altro; quant'altro di più lontana parentela fra il suo scatto e il digitale “terrestre” a colore.
Scrivo questo perché già un'altra volta (combinazione astrale?) e con Kiarostami regista, si ritorna sopra una prossima, c'è della “somiglianza” d'un suo scatto stradale.
Salute Maestro e che le Potenze Numinose ce ne conservi ancora memoria, vivente


NO WORD
E' sempre un piacere ritrovare G. B. Gardin, Maestro in frequentato workshop su la Riviera del Conero/Ancona sul finire degli Anni Ottanta del Novecento; un'altra volta incrociato ad Alberobello, in un trullo/ristorante sin dalle prime ore del mattino, già saturo d'invitanti aromi, per un happening fotografico curato da critico Denis Curti


Link video, copia ed incolla (altrimenti s'incazza Youtube, mah!)
https://www.youtube-nocookie.com/embed/TWDarS8qW94





AI AI AI


Quando, subito prima di Natale, ho pubblicato su Facebook una rara foto di Nancy Cunard scattata da Andy Warhol nel 1985, c’è stato qualche like, alcuni commenti, ma nessuno ha messo in dubbio che la foto fosse autentica. Dopotutto, si stima che – tra i primi anni 70 e la sua morte – Andy Warhol abbia scattato oltre 130.000 istantanee in bianco e nero e circa 20.000 polaroid. Una immagine mai vista prima non sarebbe così strana...
..solo di sera, ho svelato che quelle immagini erano così rare e non le aveva mai viste nessuno perché… erano state create il giorno prima dall’intelligenza artificiale istruita da me. Proprio così, Nancy Cunard (che, per inciso, ha lasciato questo mondo nel 1965 e non avrebbe potuto essere fotografata né nel 1985, né nel 2019) è invece stata fotografata da Man Ray nel 192...

Link alla pagina di fotografia.it “Intelligenza Artificiale e fotografia #1: un po’ di chiarezza”: copia ed incolla, ché non si assume responsabilità se nell'immediato è stato rimosso e/o cancellato


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