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Ritratti del XX Secolo

Una sorta di “enciclopedia” visiva della sua Germania quella che ci provò a mettere in scena August Sander prima di finire miseramente in campo di concentramento nazista: così la “storia” che è pur scritta dai vincitori di turno, e ché i suoi germanici scatti non corrispondevano all’immaginario Nibelungo di Himmler lebenborn docet e suo principale Hilter (pagato dagli angloamericani sionisti). Ciò non di meno quello che ne è rimasto della sua sterminata produzione (pare che i negativi tutti di Sander vennero distrutti, o forse messi da qualche parte dal furbacchione anch’esso di turno e al momento topico fra qualche decennio inabissatosi il ricordo della Seconda Guerra Mondiale non ne tiri fuori…a caro prezzo per i collezionisti del caso: c’est la vi paisà e non è la prima volta) sono stampe di una bellezza travolgente.
Aperta parentesi a noi è capitato di vedere (ci si è dannata l’anima per trovare cosiddette istituzioni a preservarne memoria, in un tempo in cui a solo nominare “fascio” per noi “rossi”…ma a pochi chilometri da qui “loro” e “noi” passati ne resterà ricordo per chi ne vorrà s’intende e soprattutto toccare con mano dei diciottoperventiquattro del periodo fascista, di altrettanta e pari sconvolgente bellezza. E già il solo “manufatto” e sentire la carta sotto le dita…sublime. Bianco e nero che è impossibile fare di meglio oggi con tutta la “buona” emulazione Digigraphie à la page per chi capisce.
E poi, qui come nelle immagini di Sander, soprattutto un gusto introvabile al corrente Anno Domini secolare della composizione fotografica, anche lì dove il fotografo coglie un avvenimento in corso d’opera come una corsa, o i famigerati salti ginnici di Starace nel altrettanto notorio cerchio infiammato che sui campi di battaglia, eh come no altro che circo equestre da Sabato fascista ante week end american style to buy.
August Sander, quindi, in una delle sue più immaginifiche fotografie (con cavalletto eh!) che pare ‘na cosa da niente…E una qualche numinosa potenza ce ne conservi a gloria eterna. Amen


August Sander I
August Sander II

August Sander (sottotitoli in italiano!)

Progetto Lebensborn
Progetto Lesborn II

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Si è detto che la "storia" la scrive il vincitore del...carosello equestre di turno. Ma si presti attenzione al fatto che il programma "nazista" è del tutto lineare logico e coerente: hanno ragione senza se e senza, a patto di conoscere le benedette Scritture (pro domo) e non solo esse, poi basterebbe chiedere conto, ecco, al Venerabile Magaldi...notorio progressista delle umane sorti magnifiche e progressive del Kapitale!

Pss. Al minuto 6.50 del video Atalantide (nome non a caso!) si narra che gli Yankee e non già i Nazisti (cambiando l'ordine degli addendi...commutativa legge!) misero a segno la "selezione" darwiniana creata a bella posta a sostegno del Kapitale rapace e distruttivo ae base della "Proprietà privata" e mica caramelle



Colorado

Un giochino per bambini deficienti (a telecomando). Dunque ti prendo un software, si raccomanda con tanto di implementazione AI o intelligenza “artificiale” che dir si voglia, e si “colora” una qualsiasi immagine in bianconero, ci si prova a dare un che di patina old time e però…gradita alle giovani leve attaccati come estensione più che protesi ad uno smartphone a scelta tra mela morsicata (peccato primordiale biblico?) o con robottino verde: i simboli ammazzano più di una battaglia!
Colore e per farci cosa? Beh mettete in conto che se il colore è “descrizione” il bianconero e lo dice un fotografo (Elliot Erwitt) mica un Galimberti filosofo (da prendere con le pinze) o semiologo passato a miglior gloria alias Umberto Eco che echeggia a tutt’oggi: il bianconero è interpretazione. Una bestemmia per la giostra acquisti del Pensiero Unico, del solo hamburger planetario e pendant l’artificiale lingua che di più non si può: il codice “inglese" o Babilonia. Un po’ come accade oggi con le Stars & Stripes (che ereditano il testimone satanico delle Legioni dell’Impero romano).
Finiamo con il sempiterno anch’egli frammassone ma pare della categoria dei buoni (non c’è verso di toglierseli dai coglioni) tale George Orwell:


Colorize bw photos
Prima e dopo il "coloring"

Man fotografo sin dal 1969


Ps. La coloritura è cosa nota già ai tempi dei dagherrotipi, che filologicamente non è vera e propria fotografia e per questo si deve a Talbot ma anche lo stesso, si dice, Niepce ed uno escluso (non aveva pagato mazzetta e/o iscritto a stessa Loggia?) Hippolyte Bayard* che i Testi Sacri di fotografia, dicono altresì inventore: quanti inventori della fotografia che prima o poi qualcuno ci deve mettere mano Il pensiero dei fotografi Roberta Valtora Bruno Mondadori editore. O del procedimento negativo-positivo che è la pietra angolare di quella fatal invenzione (Diego Mormorio) che è la fottografia e refuso non è. Quindi già i primi dagherrotipi venivano colorati per dare parvenza del “vero”. E così con le patate, fecola dei primi esperimenti a calori, cui valore è ben oltre la pittura cui si richiamava, forse a latere. Colore per riprodurre la “realtà” (Francois Arago “illuminato” scienziato e politico tout court così nella perorazione all’Accademia delle Scienze e in seguito al Parlamento francese nel 1839 a favore dell’invenzione di Niepce-Daguerre). Ma quel che i minchiapixellisti non sanno, presi come sono a telecomando nella conta del pixel…é che tra acquerelli e aniline la mano ferma dei fotografi da studio (una cosa non dicibile se non guardando di cosa erano capaci con ricostruzione a volte ex novo di un’immagine deteriorat) dava ai ritratti stile carte de visite alla Disderì un che di immaginifico, come della mia nonna materna napoletana in elegante abito da signora come se ne vedono nell'immaginario borghese del Novecento: grazie nonna. Fotostudi che restituivano immagini di un artigianato sublime in copia unica (!) colorata, che nessun processo alchemico (eh Venerabile Magaldi) potrà mai avvicinarsi. Ma era un’altra dimensione spazio-tempo, inconcepibile ai “moderni” zombie sempre minchiapixellisti con tanto di Jovine-Gastell a paradigma. Il primo più che mentore mentitore prezzolato cattedratico, nientemeno, il secondo un furbo riciclatore di Polaroid spacciandosi per artista ma che a ben vedere, ecco, mostra inequivocabile che il Re Nudo, e lo dice un bambino sensu lato! Il Nulla elevato a Milano, da bere: simile et consimile.
Colore, ancora una, che il Capo laboratorio del centro di Fotoriproduzione del regio, ecco, Esercito ‘taliano, il mio Maresciallo fotografo con pennarelli ed acquerelli ci passava pomeriggi interi nel castello-fortezza-distretto militare in quel di Lecce, a dare una mano di “colore” a vecchie foto in bianconero. Ma si è detto niente a che vedere, letteralmente, con il coloring industriale di software AI che altro non è che sviamento di massa, nel solco luciferino del 1717, che graziadio è in decomposizione finale: Magaldi se dia pace lei che è un massone “progressista” non dissimile dai “fratelli” del Pensiero satanico e neofeudali Ur Lodge etc etc etc.

*Funzionario del ministero delle Finanze francese, con predisposizioni per la ricerca chimica, negli stessi anni nei quali hanno agito Joseph Nicéphore Niépce (1765-1833), Louis Jacques Mandé Daguerre (1787-1851) e William Henry Fox Talbot (1800-1877), Hippolyte Bayard aveva realizzato sia un processo autopositivo (come Daguerre) sia un processo negativo-positivo (come Fox Talbot), entrambi su carta. Per motivi politici, fu messo da parte dal potere scientifico, altrimenti indirizzato e alleato (con Daguerre)



Sembra un’immagine “aggraziata” sebbene in codice per chi deve intendere. Anzi a ben guardare manco è una foto di guerra: avete visto il soldato americano, che non si capisce se ufficiale o meno, e il suo braccialetto portato con nonchalance da venditore di autosalone d’antan? Infatti via la divisa e mettetegli una giacca, rigorosamente paonazza a fiori (!) sembra il turista americano che chiede informazioni o forato una gomma...Infine non porta arma alcuna, ma si mette allo “stesso” livello del z’ntoni. Ora il solito imbecille prezzolato o teleguidato dirà: ma quello è alto e lungo e per non squilibrare l'inquadratura...Sta di fatto che lo yankee “abbassato” si fa consigliare da z'ntoni popolano? E quando mai un conquistadores, pardon, liberadores ed exportadores di democrazia “a pacchetti” gli si rivolgerebbe? E parlano ambedue u sicilian' come certe truppe da sbarco appositamente attrezzate? I nazisti (foraggiati dal capitale anglosassone) occupavano i comuni e con le carte d'identità...nei comuni siciliani “liberati” a sinnecu ci mettienu, guarda caso, tutti mafiosi, uomini di panza. Infatti con Us Navy la Mafia 'mericana trasmise ai picciotti siciliani, a “famighia cu i parenti“ a Palemmo e dintorni di agevolare gli “amici degli amici” ‘mericani ca vinienu a liberari a Sicilia da Benito cu la Mafia ci trafficau nu minutu prima. Minchia, tant'è vero che nelle clausole della resa a Cassibile una lista a parte e Top Secret venne consegnata a Castellano, il generale scelto per la resa, di “personalità” ca nun duvian' rispunnere di nenti picchì avianu aiutatu a “famighia i ‘merican”: Il Golpe Inglese Fasanella e Cereghino Chiarilettere Editore. Minchia!
Bene e finiamo ché l'immagine di Capa ha il sigillo (solo?) di dire: ok tutto è posto, baciamo i mani. Naturalmente su Life la rivista in primis e nei libri di “storia” che ci ha indottrinato la foto è passata come dei parenti (industria americana tout court) che di là vengono ad esportare qui la democrazia: Leonardo Sciascia Gli zii di Sicilia. La cosiddetta “storia” e fotografica tout court va riscritta di sana pianta!. Fine seconda ed ultima parte, e link per la prima

Nota a margine
: sin da ragazzino Anni Sessanta vedere i film dei "liberadores" mi procurava come tutt'ora un senso di falso e furbizia...un ragazzino precoce già poco incline alla "narrativa" buonista: si vede che la classe non è acqua!


L’uomo siciliano di Bob Capa
Trattare con la mafia? Gli Usa lo fecero per vincere la guerra


Man fotografo dal 1969


Ps1 Della foto se ne chiesto via e-mail all’International Center of Photography in New York, che ci ha risposto nella persona della Cynthia Young, la stessa citata dall’articolista. Naturalmente nessuna risposta che scompaginerebbe la “historiola” di Capa pro Nuovo Ordine Mondiale o di Yalta/Bretton Woods, che non esiste più sostituito, gli Yankee non si capacitano come da ultimo in Venezuela, del multipolarismo che vede nella Russia & Cina i kingmaker mondiali

Ps2 Il post scritto in due parti ne mandiamo “copia conforme” alla Young dell'International Center of Photography in New York Usa perché, scrive, tra l’altro che non ha difficoltà e con l’Italiano: alleluja

Ps3 Fateci caso ad ogni “svolta” della cosiddetta “storia” un ebreo appare a mettere “ordine” non prima d'essersi ritrovato in un cimitero di Praga a sentire Umberto Eco: Marx Freud Einstein Bob Capa a solo citarne a volo. Pura coincidenza certo, forse


Ezra Pound



Redde rationem Capa!

Vox clamat in deserto: e noi cosa diciamo? Neanche postato da qualche giorno che un altro (buontempone?) va all’assalto del “mitico” Bob Capa: mala tempora currunt! Casomai la normale “manutenzione” della cosiddetta Storia che se la scrivono chi vince, finché dura. Ma caduta da tempo Yalta o della spartizione del Terraqueo solo gli angloameri + cani non si fan capaci nelle loro eburnee torri Ur Lodges neofeudali. Eppure la ruota della vita-storia gira e male li colga per tutte le sofferenze causate, al sangue degli innocenti: redde rationem sembra risentire il furbo San Paolo!
Nient’altro da aggiungere se non che a breve poi la seconda parte di un’altra famosa immagine “capese”

Debunking the Myths of Robert Capa on D-Day
Capa a Omaha Beach


Man fotografo sin dal 1969


Ps. Immaginate il giorno (perché viene oh se viene) che crolla il Iovine-Gastel..."pensiero" poveri minchiapixellisti e tecnici radiofonici a complemento bacia pile!

Pss. Nella nostra "modesta" libreria fotografica (al netto della sezione fatta mettere su alla Biblioteca Nazionale in Potenza) c'è posto anche per "Slightly out of focus" edito da Contrasto che una volta, guarda caso, distribuiva Magnum Agency, comunque un polpettone indigeribile scritto (!) dal nostro Bob Capa, e se il buongiorno si vede dal mattino...



Z' ‘ntoni e l’americanu, chissà. Fotografia giocata su chiave lieve, di cielo coperto. L'inquadratura è quanto più “aggraziata” si riesca. Il soldato (senz’armi e grado) è quasi parte del bodo lungo del fotogramma: un di qua e un di là. Siché l’immagine a solo vederla ben messa la storia finisce lì: clap clap e bravo Capa? Uhm: lieve? Composizione “aggraziata”?
Proviamo ed è una cosa dolorosa, sì perché i minchipaixellisti nati come funghetti nella notte buia e tempestosa, mica sanno del fascino che Bob Capa ha esercitato su generazioni di fotografi e “reporter” e noi che eravamo in pieno Sessanotto....
America anni Quaranta del Novecento rompe gli ormeggi e si avvia alla conquista dell'Europa distrutta, ma che ha ben finanziato tanto Benito-Adolfo che Don Peppino Stalin: fiumi di danari ché l'Élite avendo in mente l'accaparramento dell'Europa distrutta, con un sol boccone poi l'intero Globo: chiamali fessi! E infatti il tormento odierno (dis)Ordine Mondiale è proprio questo: niente più Yalta o spartizione del Mondo in due, sotto Don Peppino e sotto Roosevelt & Co d'altra, nei codificati accordi di Bretton Wood a preminenza dollaro Usa per ogni transazione, o se volete dirla tutta in petrodollari. Capirete, quindi, il fegato roso degli Usa & Co. per quel che la Russia ha combinato in Siria (petrolio gas sottosuolo e geopolitica anti Heartland) scompaginando il Medioriente e non più a trazione, in primis, di Usa-Israel. E metteteci il mare, letteralmente, di petrolio venezuelano nel cortile degli americani: che dire ancora? Ritornati agli anni Quaranta e rotti gli ormeggi...qui è altrettanto da prendere alla lettera, giacché appena fuori il porto di New York i temibili ed invisibili U-Boot tedeschi colavano giù le navi come tiro al piccione. Capirete che la cosa era “preoccupante” per la tabella di marcia della Nuova Spartizione Globale. Siché vogliono (per adesso le prossime generazioni oltre il fatto specifico verranno a conoscenza senza se ma e però di Pearl Harbour, casus belli, e delle “dinamiche” della Seconda Guerra Mondiale forse passando per il “Cimitero di Praga” cui Eco: stamani siamo di lena quanto a calembour!) le ricostruzioni di taluni storici che la Us Navy chiese ed ottenne notizie dal capo porto di New York: insomma come dire che in Italia è ancora freschissimo della trattativa Stato-Mafia, lì pari cosa. Ancora la Navy arriva a tale Lucky Liciano (detenuto in carcere) e da questi in Sicilia per preparare lo sbarco dell’industria americana: accordi leonini. E finiamo: in Sicilia tranne qualche schioppettata da parte del Regio Esercito 'taliano...per intenderci c'erano una decina di Divisioni italiane e tedesche senza granché colpo ferire, grazie agli accordi leonini poc’anzi detto. Vabbè terminiamo qui che ognuno se la (ri)studi la storia del Liberadores Stars and Stripes. E Bob Capa come cacio sui maccheroni, via. Ecco. Fine prima parte

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Homo photographicus (milanensis)

I agree anche o forse in ragione dei capelli bianchi, e di tante battaglie come veterano di camera oscura uso dire, che il titolo o meglio l’età una volta era privilegio, ora da spazzatura tout court, a meno che non riesci nei consumi e non ha importanza alcuna di cosa, basta che “stai” su la giostra degli acquisti viecch’ e ‘bbuon’; o fai il sempiterno viaggetto su a Milano a “comperare” un po’ di “cultura” a buon mercato prezzi modici e dal solito maistream(ing) poi come trofeo impaginato l’appendi al c...orridoio d’ingresso così che gli amici se lo “sentono”. Insomma fesso contento e pure pagante, a voler di sti signuri.

- Now, go to a show by a recent MFA grad or sit across the table from someone showing you their work at a portfolio review and things are very different. For most work there is absolutely no understanding possible without a written or verbal account of what the photographer is up to. I always have the sense that I am joining the telling of a story in the middle, trying to play catchup. Again, for most works, separate the photographs from the words and you have no ability to comprehend what is going on.This isn't always awful, as perhaps it is part of the evolution of the medium into a specialized category that leads to increased specificity and a clearer intent. But, and this is my main point, the photographs often aren't very good. It's as though photography has been sublimated to a necessary part of the total, that the words are the priority and the photographs somehow are ancillary or secondary and therefore not needing much attention. This resides perilously close to using the photographs as illustrations, really another field entirely…
…Of course, much of this is narcissism, self absorption, even making work with blinders
on
…-

A Disturbing Trend

Man fotografo sin dal 1969



Certe coincidenze...Un indizio resta tale, due un po’ meno e tre la prova. Tutto nasce nel sistemare la soffitta (incoscio) cui si è dedicato con “abnegazione e sprezzo del pericolo” il figliol di Sky, anche perché tutte le sue canne…da pesca deve pur sistemarle!
Sia come sia non tutto nuoce se cum grano salis si riesce a discernere, che di questi tempi poi…una gran fortuna per sé mica per il teleguidato detto prossimo felice e fesso: c’è chi si diverte così. E chi siamo per distorglielo? Tanto un giorno farà i conti con la (sua?) cosiddetta coscienza, e non è detto nell’aldilà quanto e più soluzione finale aldiquà.
Giacomelli, dunque, che si rileggeva nel sistemare il mare di riviste di un cinquantennio scampata alla furia “iconoclasta” del figlio che mette ordine in soffitta, si è detto.
Rivista morta nel giro di un mattino inizi Anni Duemila. Fresca e tuttavia inusuale per lunghezza, intervista al Giacomelli nazionale, del quale si dice mai “uscito dai confini di Senigallia” sua terra d’origine. Ecco qui il punto ché il nostro è riuscito a farsi “capire” diciamo universalmente, è riuscito a mettere sul Pentagramma esoterico materiale da poter suonare, vedere ai quattro angoli del terraqueo. Morale? Beh sempre per certi “indizi” siamo anche noi così, anzi, pensiamo sia realmente così quando premiamo il pulsante di scatto. Fine prima parte

Man

Parigi val bene...
A proposito di Mario Giacomelli, da un caos all’altro

more: Giacomelli_iterview.pdf (2.76 MB)


Photo © Michele Annunziata


Parigi val bene…una foto. Il francese è quello scolastico che mi ha fatto dannare l’anima negli Anni Sessanta. Francese di scuola. Tuttavia è la Fotografia che mi fa preferire quel Paese: resto e sono italiano senza se e senza. La fotografia (sovrastante) qui in minuscolo come scatto, sorto dal magma interno che ognuno poi si porta dietro e noi con discreta consapevolezza espressiva e narrativa. Di quelle cose (ante scatto) vaghe di Francia, non certo mediate da un cretino a tutto tondo alla HC Bresson: chissà un Atget o un Doisneau. Anche se non è detto siano state le loro immagini (fascinazioni) ad “ispirare” lo scatto. Infatti anche di qui fumosi film con Jean Gabin, o una nebbia di Simon Signoret con Alen Delon: mirabile la scena di lei (L'evaso) che rientra in casa con una panella di pane che sembra proprio qui e ora, ma già nella memoria del tempo!
Di certo c’è che quel giorno (fotografia sovrastante) e non un altro con pari nebbia, il mestiere di fotografo ha ri-creato lo scatto. Quella nebbia e quel silenzio di centro cittadino della mia città e non già Parigi. Fotogramma “parisienne”. Impressione mattutina (fotografia sovrastante) ripresa con una Camedia Olympus presa dallo zaino anch’esso quotidiano: e quanti minchiapixel?
E tuttavia l’immagine si presta a ben altro, ché a questo punto (entrati nell’ottavo anno da quando esiste Manunzio.it) bisogna scriverne, e di come sia possibile far breccia nelle genti ai quattro angoli del terraqueo che vedono le immagini prodotte…come di Giacomelli mai mossosi dal suo luogo natio. Paralleli che saltano fuori dalle pagine di riviste…

Man



"[font5] L[/font5]a Fotografia in Italia negli anni Sessanta è il tema scelto da Rete Fotografia per la 4° edizione della Settimana ‘Archivi Aperti’. Le precedenti Settimane hanno avuto grande successo, mostrando come l’iniziativa sia credibile e sostenuta da idee forti. Per questo viene riproposta oggi con una partecipazione molto più ampia e quasi raddoppiata per le numerose e nuove adesioni di archivi, enti e fondazioni, tra i più importanti di Milano e della Lombardia, impegnati a promuovere la conoscenza della cultura fotografica.

La Settimana “Archivi Aperti” vede partecipare, infatti, ben 30 realtà, a conferma della qualità del lavoro di Rete Fotografia che, così, consolida il proprio ruolo come associazione di riferimento in ambito fotografico..."

Fotografia in Italia negli anni Sessanta


"Over the last few years, we’ve seen how Sony has made some pretty huge gains in the photography industry. This is especially true for the mirrorless market and plenty of photographers have switched from DSLR cameras to Sony mirrorless cameras. Even still, I predict that once Canon releases its mirrorless cameras, it will eventually dominate that industry too.

I’m assuming some of you may have some snarky (and more than likely humorous) comment about how Canon might if it actually released a mirrorless camera. We can comfortably allay those thoughts because Canon has stated it will be focusing on mirrorless, even if that means its DSLR sales are cannibalized. Many of the rumors are suggesting that Canon will be releasing a mirrorless full-frame camera within the next few months and once it does, mirrorless will officially be on the road to becoming mainstream"

Man

Canon explain it



Viale del tramonto Nikon Z o l'ammuina from Nikon. E dov’è sto cosiddetto “progresso” Nikon che gli affari van malino se hai dovuto chiudere già la serie 1? Questo è un altro di quei brand storici che non si rassegna alla fine. Presentare (adesso) una senza specchio qui è ora è puro Harakiri, soldati giapponesi nella jungla che non han capito nulla (fan finta) della fine.
E pensare che di senza specchio il mercato è saturo, cominciato da Oly&Pana aggiunto nel tempo Sony e poi con un discreto exploit Fujifilm. Ora un quarto incomodo a nome Nikon: che dire?
E comincia malino Nikon che al posto della “effe” sin dalla mitica con Photomic, se è affezionata alla lettera dell’alfabeto, che è al numero sei dello stesso fenicio-latino, adesso con la Zzzzz mi pare dormiente (in eterno?) a meno che questi giapponesi con la Z intendano: Zorro il giustiziere, o ancora Zen ma si potrebbe anche immaginare, ecco, Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni annessa dissoluzione esplosiva finale al rallenti.
E naturalmente Nikon Z con nuova baionetta (chissà che accrocco si inventeranno per il “professionista” con lenti F-FA…) e ottiche ex novo: ahi ahi ahi. E di sti tempi di crisi chi si mette alla ventura del cambio corredo mirroless quando sul mercato c’è già chi per tempo si è attrezzato?
Triste solitario e finale il Viale del tramonto. Sit tibi terra levis Nikon

Man

Nikon Inc confirms the Nikon 1 system is officially discontinued

Ere digitali

Ps. Non si dimentica la Nikon D1 che apri de facto la strada alle reflex digitali correnti, senza accendere un muto ipotecario come avveniva un attimo primo con accrocchi né carne né pesce e malriusciti ibridazioni di corpi analogici su apparati a base bit




Su la copertina della collana “I Grandi fotografi” quella dedicata a Fulvio Roiter ha un che di sinistro: Venezia imbiancata di neve durante il Carnevale con due maschere truci: nere di strani uccelli, una lei e corrispettivo lui e che pure trovate nel video.
Sia come sia un fotografo passato a miglior gloria uso dire ma che è da vedere ed ascoltare, soprattutto, le sue schioppettate verbali più spesso in godibilissimo venexian. E rispetto le quali molte se non tutte da sottoscrivere

Man

Fulvio Roiter

Discorso sul metodo della Fotografia, Roiter




"Il rifiuto è sempre stato un gesto essenziale. I santi, gli eremiti, ma anche gli intellettuali. I pochi che hanno fatto la storia sono quelli che hanno detto no, mica i cortigiani e gli assistenti dei cardinali... Ho nostalgia della gente povera e vera che si batteva per abbattere quel padrone senza diventare quel padrone... S’intende che rimpiango la rivoluzione pura e diretta della gente oppressa che ha il solo scopo di farsi libera e padrona di se stessa" Pier Paolo Pasolini

Man

Contro la fotografia

Mondi & Uomini



La prima “vera fotografia” scattata da Joseph Nicéphore Niépce nel 1826 su lastra ricoperta di bitume di Giudea, sostanza che possiede la proprietà di divenire insolubile in olio di lavanda dopo che la lastra è stato esposto alla luce

“La storia della civiltà europea è per buona parte storia di un ambiente costruito, anzi si potrebbe dire tout court storia di città5 (considerando la campagna come luogo di approvvigionamento alimentare e meta del loisir e di villeggiatura per gli abitanti delle stesse), tanto da potersi dire che la coscienza del paesaggio per l’uomo occidentale non può essere disgiunta dalla questione del rapporto fra il “cittadino” e la “natura”: «il moderno concetto di paesaggio è sostanzialmente generato dalla cultura urbana, e al progressivo dominio economico della città sulla campagna si accompagna il fenomeno di appropriazione visiva di quella nei riguardi di questa» (Valtorta 2013: 9).
Va peraltro ricordato che le varie culture dei popoli europei sembrano aver avuto un certo peso nella produzione di differenze talvolta significative anche in questo ambito, come appare evidente, ad esempio, osservando e raffrontando gli atteggiamenti e i comportamenti nei confronti della natura e dell’ambiente, ma anche il diverso modo di considerare il rapporto fra aree urbane e spazi aperti e in definitiva di rapportarsi con il proprio paesaggio e di rappresentarlo, osservabili nelle zone abitate da popolazioni germanofone e anglofone da una parte e da popolazioni di origine latina dall’altra…”

Man

Paesaggi

Sì, viaggiare



Viaggi che una volta potevano essere “allucinogeni”. Oggi che il politically (in)correct imperversa devesi dire Immagine: se non è zuppa pan bagnato è.
E chi meglio della fottografia (refuso non è, anzi) inventata apposta quale sviamento di massa ma pur sempre “oggettività ottica” certificata (da chi please?) sostituisce a gratis l’allucinogeno, generatore di caleidoscopiche visioni indotte dalla mente (sempre dal verbo mentire) del Nuovo (dis)Ordine Mondiale, il buon Satanass di sempre e che c…arboni ardenti pensate, via. Appunto.
Siché parafrasando ma non troppo Lavoisere…tutto si re-inventa, meglio piegando le leggi ottiche e chimiche (una volta) oggi su strato di Silicio, nell’invenzione satura di zolfo della cosiddetta “realtà” fottografica (oggidì in streaming). E che un giorno o l’altro qualche mente raffinatissima vorrà darne prova inconfutabile ed intangibile: campa cavallo…

Man

Viaggio nella storia della fotografia



Ps. Una volta c’era il Viaggio avventuroso (!?) della Fotografia di Wladimiro Settimimelli per i tipi di Cesco Ciapanna Editore, eclettico soggettone che dalle pagine di Fotografare (rivista che all’epoca costava 350 lire) e precisamente le ultime pagine, con sciarade anagrammi salti da cavallo e pony, tuttavia mostrava al popolo fotografico e non come dietro “segni&simboli” si nasconda il cosiddetto “mondo” cane. E che oggi giorno va sotto l’etichetta (!?) di complottisti, vale a dire coloro i quali non raccontano le puttanate a man salva di Stampa&Regime alla Corrierone dei piccini in Via Solferino milanese, la Stampa sionista di Torino, la Repubblica de noantri…dell’incartapecorito Sua Santità Eugenio Scalfari I° che dialogo con El Papa a giorni alterni. E la Sette(te) cucù della Bildeberg Lillina Gruber siliconata all’impossibile, l’immarcescibile Bottero da Neve Iorche per Rainews24, a salve. Non Meno di Sky24, dove lo studio delle “notizie” ha telecamere in controllo remoto, mentre conduttore in carene ed ossa (!?) non meno che comandato da “regia” pure in remoto…

Cesco Ciapanna

E non si dica manchiamo rispetto per i “debuger” prezzolati by Cia-Pentagono-Mossad

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