Manunzio


Il problema (di non poco conto) e soluzione finale, se vi pare

Richiamato il precedente sembra arrivata la quadratura nella new entry del parco macchina Manunzio, FZ300 Panasonic (trovata pressoché nuova a metà prezzo corrente) cui cuore è “solo” 2/3, stesso ma e stellare C (amedia) 8080 Olympus by CCD Kodak che...Andiamo con ordine. Vedo c'è in giro gente che gli funziona ancora il contenuto della scatola cranica, arrivato in cima (dove?) ha capito e torna indietro: uomini non “signore” che non si capacitano ché è loro natura, più e più cercano l'arrampicata su le nuvole. Ma cadranno oh se cadranno rovinosamente esangue dall'altra parte che baldanzose han salito: poco ma sicuro. Il Tempo Galantuomo è. Sempre.
Dunque, c'è chi ri-incomincia a ragionare che di minchiapixel, ritorna il neologismo non a caso, si muore quantomeno di noia, la conta. Sarebbe interessante intessere immagini della Storia fotografica dei Grandi, che usavano sovente Leica, per accorgersi quasi sempre del slight out focus ma “sublime” scena inquadrata, e mai spinta oltre il classico 30x40 incorniciato nell'altrettanto classico passepartout gallerista 40x50 non necessariamente colonne d'Ercole, ma...Si intende vale più una milionata di pixel in più (sembra il remake lessicale di Sergio Leone con Clint Estwood & Lee van Cleef ) o l'essenza il racconto per immagini? Se fra i primi, buona fortuna e che il Cielo usi clemenza nell'ora del Passaggio ad Altra Dimensione; gli altri verosimilmente lasceranno qualcosa di sé, almeno si augura.
Ritorno e chiudiamo: tanto la C-8080 che la new entry FZ300 bridge-ponte, meglio estensione più che protesi corporee ci fate quel che vi pare, pure un 70x100 da non credere appeso ad una parete (vista oltre il metro distante, o doppio diagonale, secondo canoni di psicologia della visone, eh).
Purtroppo non conservo più file e la stampa in dimensione poster fatta, però, con una “topolino” C- 5060 WZ ancor più lillipuziano sensore della Olympus richiamata e FZ300 per suffragare poco sopra: immagine così, stampata senza neanche un ritocco in Pshop, lo avreste ottenuto in analogico non già con Hasseblad, bensì Mamya RB 6x7!
Sicché non abbiamo null'altro da aggiungere e chiediamo alla Corte l'assoluzione piena delle bridge, oggi come oggi non plus ultra...Così è se vi pare!


Ps. Vero è che su la Ep 2 Olympus e suo “tubetto” 24-100 equivalenti FF la manovrabilità non ha paragoni per prova provata, ci mancherebbe. Tuttavia le bridge consentono di non distrarsi, e come estensione corporea (è così e non modo di dire) impareggiabili. E' vero sento già le proteste venire dalle borse fotografiche: Ep-5 la stellare Pen F e i corpi E3, l'Ammiraglia di sempre E1 QuattriTerzi, la 520 e la E20 altrettanto 2/3...anche se, ne sono certo, nella mischia si discosta la C-8080 due terzi CCD Kodak che a 50 Iso impostati non ce ne per nessuno! Il resto so' chiacchiere da osteria una volta, bar sport de noantri al cambio corrente: Cesare artro vino...No grazie!




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Per Bacco era ora!


Vabbene non pratichiamo più la analogica camera oscura al corrente sostituita dalla “camera chiara” che niente ci azzecca con le fumisterie di Roland Barthes e sue masturbazione (insieme con intellettualoidi prezzolati ma de sinistra che ancora oggi, pensa te, da bestie ruminano del linguaggio-mezzo fotografico senza capirne un cazzo sparano a salve contro: casta sacerdotale che e del buon tempo andato della Trimurti incarnata nel Parroco-Farmacista-Brigadiere dei CC sigla per sta...e che cazzo!) afferente la fotografia, tanto a chiarire l'ambito. Qui più tera-tera paisà una cosa che non si vede mai e poi nei “tutorial” e dei fraciconi Yankee, il provino fotografico bianconero fatto come va fatto e non strisce “temporali” che poi il neo-adepto non sa che pesci pigliare: infatti se la posa XYZ è eccessiva e la copia nel bagno di sviluppo diventa nera o prossima ad essa la si dimezza di tempo in un nuovo tentativo; viceversa in caso di biancore funebre (oggi che scriviamo è il giorno dedicato ai Morti o Defunti in lingua 'taliana) la si aumenta ancor più della stima base e prima della stampa finale che, tuttavia, mai e poi mai termina con la “sola” e non detto alla romana posa, ci mancherebbe! Bravo Gerardo Bonomo: così si fa e fin quando andavamo in camera oscura, meglio camera alchemico-sapienziale e troppo lungo a dirsi...era la procedura seguita e con l'occhiometro-esperienza e mani da buon artigiano contavano, non meno che adesso, eccome per Bacco, alla riuscita della stampa finale su Baritata ma all'occorenza politenata usata per il “fuori sacco” dei giornali-notizie locali stampati, però, altrove


Ps. Fuori sacco la posta Prioritaria ante-litteram che sui treni, per spedizione, aveva la precedenza sul tutto. La “telefoto” per l'appunto teletrasmessa tutt'altra cosa ed appannaggio delle grandi rotative alla Corriere della Sera...di epoca analogica per non parlare delle Agenzie foto-giornalistiche di primo grado come Grazia Neri a Milano e ivi Publifoto di Carrese, qui in questa “valle di lacrime” di provincia (dove si è imparato il mestiere) la Agenzia-Giornalistica Foto Lampo altre volte ricordata

Ps. C'è anche questa azienda per chi è interessato al grande formato by America e che, comunque, vale la pena vedere: paisà copia link e vai...

https://intrepidcamera.co.uk/


Ferrania



Click on to see Ferrania Annual Review start

Un po' prima della fine Anni Sessanta si andava, da questa landa, sino a Foto Bucci distante poche centinaia di metri, quando la città era ancora confinata entro le mura e delle Porte del Centro storico, grossista e pure laboratorio colore Agfa-Ferrania-Kodak con ognuna propria linea di sviluppo negativo colore non ancora omologate all'universale C-41 degli Yankee Kodak. Si andava, quindi, a fornirsi di sviluppo Ferrania (busta da sciogliere in litro d'acqua) per pellicola bianconero, e quant'altro per la camera oscura: la mamma aveva mandato alla Bagnini di Roma richiesta per l'ingranditore Durst J(unior) 35 adatto al formato detto Leica, una piccola sciccheria, ma non arrivava mai: possibile? Aveva tutto calcolato la mamma e il pacco lo trovai un giorno di ritorno dalle Medie sotto il letto e la Befana (allora e non Babbo Natale portava i doni) già da tempo passata!
Foto Bucci dove "stanziava" lo zio retrostante l'ingresso vetrina di macchine e ogni possibile ben d'Iddio fotografico, con in mano matite e mattolina la speciale “colla” stesa sui negativi seipernove usata per le fototessere: ritocco di visi che oggi Pshop e suoi tool per ammorbidire la pelle e togliere imperfezioni si fa in un click. Matite come bisturi affilatissime nelle mani dello zio e non abbiamo mai capito come provaci, ché una cosa per adepti pure questa, altrettanto erano i “misteri” diaframmi da usare sulle Rollei con i flash. Segreti e li si rubava con gli occhi facendo finta di niente per non prendersi il cazziatone tipico dei grandi!
E in un angolo del negozio la vetrinetta-tavolo ad elle separava, di là Foto Bucci e sua cenere-sigaretta a sfida della gravità: per inciso a dir vero il patronimico era Pecoriello, tuttavia, aveva conservato il “brand” Bucci...di qua del bancone-vertrinetta i clienti e su la sinistra in disparte accatastata FotoNotiziario (oggi solo online) e il mensile Ferrania sfogliata con avidità per apprendere fatti ed attrezzature ante Internet natu est...


Da sinistra a destra la famiglia Olympus e su la destra, or ora, la new entry FZ300. La C-5060 WZ (a sinistra) è quella che per anni ci ha accompagnato con bello e cattivo tempo in ogni dove, tant'è che l'archivio di 285.00 file è venuto su grazie a questa incredibile camera Olympus, nome che è una garanzia ancora oggi che non “esiste” più per le note vicende del brand. La seconda (da sx) C- 5050 è una non meno incredibile “Leica” con il suo trentacinque millimetri equivalenti full frame alias 135 di Barnack memoria. F 1.8 lente e pari apertura che si costruiscono solo e soltanto in questi giorni che pare la nuova Gold rush per i brand ancora in vita; la C-8080 CCD by Kodak ancora oggi con “solo” otto-mega-pixel comunque stellare. Infine la FZ 300 Panasonic con ottica Leica che non è uno scherzo, anzi, parente acquisito di Olympus, avendone adottato anche il sensore MicroQuattroTerzi



Il problema (di non poco conto)

La cosa è lunga e la dividiamo. E allora C- 5060 artefice dei 285.00 file d'archivio digitale.
Anzitutto mai avuto un problema, e la soletta porta batterie, per giorni interi uno dietro l'altro ha sempre erogato energia per il suo lillipuziano sensore, incredibile.
Ora per chi è nato adesso e non ha minima idea (Cancel culture docet!) dell'Era analogica, l'italica Ferrania (con cui si è iniziato fine anni Sessanta a sperimentare la sua P30) pubblicizzava le sue pellicole a colori con jingle: “Tempo bello tempo brutto con Ferrania riesce tutto” squisitamente equiparabile alla Oly WZ 5060 in esame.
Fianco a fianco nell'immagine panoramica la “Leica” C-5050, qui con il c...rotto, sì, l'alloggio portabatteria non più chiudibile ma con protesi sottostante, vite e pezzetto di staffa porta lampada degli Anni 70 (sic) avessi voglia ancora.
Quanto alle altre due ritorneremo a breve. Il problema, allora: come conciliare creatività, si vabbè...e armamentario? Ancora come portare per ore ed ore uno zaino pieno di ogni ben di Iddio senza poi, a fine giornata, causa stress e muscolatura dolente evitare il rosario di mannaggia? Impossibile, a meno ché non si è tra coloro che “fanno” i fotografi ad ore stile passeggiatrici ser(i)ali...Il problema, infatti, costoro non se lo pongono: semel in anno, no? Viceversa per chi ci ha la creatività come forma morbosa (!?) lo zaino, eh...
Passo indietro alcuni decenni fa e borsone fotografico analogico: due Contax, tre lenti normale-grandangolo e 135 ché mai andato oltre tranne qualche fugace “toccata&fuga” superiore sempre made Zeiss: noblesse oblige, no? Uhmm. E poi corpo Zenza Bronica SQ-A, magazzini pellicola di riserva, pentaprisma e leva laterale carica otturatore...quattro ottiche cui un padellone, letterale, quaranta millimetri niente male rispetto al pari Distagon 40 mm Zeiss Hasseblad o anche Rollei all'epoca SL-66, detta eine panzer! Poi pellicole 120 rigorosamente Pro Epr 64 tenuta, secondo canone, in frigo, pari pellicola e procedura per il formato 135 delle Contax. A latere, zaino, vettovaglie e non so cos'altro che uno zaino militare, per averlo provato in prima persona da milite, un peso piuma. E a sera, i sacramenti? Ni poiché ero giovane e pure incosciente come quella volta che mi arrampicai su un muro cadente e niente...fori di foscoliana memoria: avevo visto pari angolazione e ci avevo provato, sì, la dia sta ancora in archivio ma a vederla mette ora per allora i brividi di incoscienza! Qui ci fermiamo però e l'invesa risposta...alla prossima. Stay tuned paisà!

Ps. Quante volete scritto che le richiamate camere, eccetto la Pana, sono state nelle mani di Alex Majoli della Magnum Agency: si ma tu Manunzio non sei Majoli, eh. Transeat ma le (foto)camere...e poi qui link è ancora oggi sul sito Getty Images e “fatte” con Point&Shot finanche di Epson 850-Z di “solo” duemilioni-pixel l'immagine bianconero tre finestre con neve: che volemo fa?



La libreria

I libri guai a chi li tocca! Ché Manunzio diventa un Toro scatenato e non certo cinematografico. E così da sempre: il contratto (ob torto collo?) firmato prima dell'attuale ed ultima reincarnazione: e sì prima di questa ero completamente analfabeta...
Libri che sono balsamo quando tutt'intorno è rovina imbellettato da cazzate para-televisive, e non è che Internet pazziea: eh!
Dunque capita, cercando di mettere ordine che non sia quello della coniuge (che le spetterà chissà quante altre reincarnazioni) fra le mani un librone secondo standard ”webeschi”. E questo che sposto e sfoglio ancora una volta è in carne ed ossa, oops stampato, cui consultazione è senza altra energia spesa (così freghiamo i russi o chi per essi) che tirar fuori dalla fila e cominciare a sfogliare, leggere e/o ri-vedere. A tutte le ore con piacere per quelle serali, che rimanda a tante cose e il libro a volte un puro espediente.
Così accade che il “librone” di quelli fatti a mestiere (regola d'arte) e va da sé fotografico di un ragazzo all'epoca a nome Douglas Kirkland, che ha lasciato 'sta brutta dimensione agli inizi di Ottobre AD 2022. Senonché il richiamato a stampa è nientemeno che “Una notte con Marilyn” godibilissimo da sfogliare e vedere ancora e sue immagini tratte da pellicola, ovvia data l'epoca 1961, con Hasselblad 550C adatta alla scena: lato traslato e fate come ve pare. E s'è detto pellicola Kodak negative film 160 Asa, odierni Iso a luce naturale, meglio artificiale.
Librone di una malia con, sì, la mitica Marilyn LA bomba letterale sexy (tragicamente uscita di scena per notori fatti with JF Kennedy liaison) o per dir meglio di quelle “entità” che anche inde (dentro) libri trasferiscono energie tutt'intorno. Troppo lungo dirsi per il circondario fatto di umanoidi ad una sola dimensione: lasciamo perdere.
Librone, ancora, intrigante per la squisita semplicità dell'apparato “bellico”: luce di un bruto cinematografico e nient'altro che Hasselblad e Kodak. Eccezionale i risultati: una diva di là sotto i veli, letterale, di “lenzuola esclusivamente di seta” così Marilyn dixit, e il fotografo di una “ingenuità” che oggi farebbe, come dire, chattare a milionate sul web.
E il librone? Sì comprato o più “faine” acquistato perché avevo incrociato in un negozio tale figone ma un figone con occhi chiari da non dirsi. Dirsi, invece, sparì di lì a poco. E questo è una di quelle cose tipiche della “regia” alla Truman Show. Oh gente troppo lunga a raccontare pure questa. E poi non siete Manunzio punto it. Stay tuned paisà


Ps. Il “librone” è per i tipi della Federico Motta Editore “Una notte con Marilyn”

Pss. Trasmigrazione delle anime è tutt'altro che pensiero orientaleggiante, tant'è vero che in greco c'è l'emulo equivalente di metempsicosi e non solo nelle dottrine di Pitagora



Fotogrammi dal passato: silenzio cantatore

Oddio già la carta bianca sembra certi giorni (solo alcuni?) un infinito dove posare lettere punti e numeri, cosa risaputa da chi per mestiere, ecco, copie l'audacia di solcare sto infinito bianco, che è poi molto altro ancora dal semplice pezzo di carta oramai virtualissimo, sebbene ne facciamo uso costante per appunti schizzi e promemoria. Sia come sia se a questo “timore” s'aggiunge anche certe immagini che passa il “convento” Web viste giornalmente da semplice curioso, ecco, come pure occhio come mestiere da più di cinquant'anni, uno fa Tombola oops Bingo à la page.
Immagini di ogni tipo e risma uso dire, ma come già scritto (postato?) certune hanno un vibrazione in più: cara e pur cretina corrispondente di webezine corbellerie, non già numeri alla Odifreddi (morto che cammina a sua insaputa) bensì vibrazione la natura di tutte le cose on già numeri. E questo lasciamolo ai satanisti materialisti che pensano di “costruire” il nuovo umano troppo umano. Cazzate...oops corbellerie si dice Manunzio eh e che c...orsivo, suvvia.
Immagini s'è appena accennato che muovono corde per chi ne ha si capisce. S'intende dire per coloro che non sono transumani, de facto, correnti tempi fatti per niente d'orizzonte di gloria: e de che poi?
Sicché da un po' ci si mostra, benedetta Pinterest, una Pompeii scritto all'inglese: so' 'gnoranti che volemo fa pensano che tutto sia hamburger stech a metro quadro e coca-cola: Ukraina docet! E non è che certi italioti...
Pompei, via. E sua tremenda eruzione/seppellimento. Calchi di quello che è furono uomini donne bambini piante ed animali, e ricchioni o lesbiche che gli fregava niente alla 'ggente di Pompei figurarsi li Romani. E questi tempi satanici questi li glorifica (mercifica?) in formato LGBT+. Sia come sia dinanzi certi calchi non si han più coordinate di pensiero come accade alla carta bianca alcuni giorni (solo certuni?)


L'immagine è un suggestivo studio caravaggesco, che esula la presente ma che solo ad arrivare all'acerbo scatto è costato esaurimento nervoso, letterale, si richiama alla seconda Tela di Caravaggio, tema Cena in Emmaus dal passo biblico e quindi molto intrigante: episodio fra due viandanti e il misconosciuto Nazzareno che si rivelerà di lì a poco, a tavola, rifacendo i gesti dell'Ultima Cena agli increduli astanti. Ciò detto e a dar seguito l'argomento luce, qui necessariamente artificiale, un semplice “cobra” su stativo con griglia a nido d'ape rifà, ci prova, con vetri/soggetti tipico di Manunzio la Tela della Cena in Emmaus conservata al Museo di Brera in Milano

FIAT LUX

Luce quindi alla fin fine naturale o, come qui nel caso artificiale, la materia prima per modellare alla lettera ciò che risiede nella mente del fotografo e dargli corpo, ecco: venire alla luce atto di nascita che non distingue fra maschi e femmine, atto creativo, e ché le moderne incubatrici, fabbriche di feti, più che fiction corrente realtà ha tolto di mezzo una volta e per tutte l'utilità generante dell'utero naturale: se ne diano pace le cosiddette “donne” brutta copia del modello, ecco, maschile tutt'altro che tramontato, tutt'altro. Touché.
Infine di cosa sia poi possibile da presso altre due immagini: la bottiglia e il bicchiere immersi in catramoso nero prodotto da foglio di carta disegno plotter (benissimo quella da forno) tenuto su da due stativi simil stenditoio per panni (!) e il solito flash qui il 45 CT4 con parabola retroilluminante il foglio: a fondale orizzontale carta nera lucida panno nero su fondo e tanto lavoro di post-produzione ad eliminare indicibili riflessi, anche questo!
Il violino per sviolinata finale, è venuta così al volo...traslitterazione in digitale di lastra 10 x 12 analogica Fujichrome 64 T(ungsten) su banco ottico Cambo e ottica da 150 mmm; mentre l'illuminazione da sinistra è data da due lampade Nitraphoto (odierne Led che scaldano meno e soprattutto “risparmiano” energia che sia sovietica o d'altro...fate vobis) all'interno di ombrello argentato ultimo residuo “bellico” della saga Bowens, cui oggi si utilizza l'universale attacco per flash da studio etc. Fine seconda ed ultima parte. Buona luce. Link prima parte


© Foto Manunzio/Michele Annunziata


Spiagge
di corpi abbandonati
di attimi rubati
mentre la pelle brucia
un'altra vela va
fino a che non scompare
Quanti i segreti che
appartengono al mare

Dieci piccoli Indiani




Era informatica e dieci anni sono un bel salto “quantico” . Infatti così iniziammo, prima scrivendo su le digitali tout court con notazioni personali su le “sorti magnifiche e progressive” dell'elettronica a base bit che ha sostituito l'argentea Epopea del Novecento, soprattutto fatto d'immagini bianconero. Siché dieci anni di scrittura giornaliera e più han visto gli ultimi due anni cambio di prospettiva o paradigma: dalla macchina nuda e cruda alla de-costruzione del fantasma ottico (Una piccola macchina...ha avuto più reale e profondo magistero su le anime...nata come fatto meccanico, è andata al sentimento e alla fantasia li ha mutati. G. Piovene Scrittori e Fotografia Ed. Riuniti).
Insomma in questo lungo tempo si è smontato rotella per rotella circuito per circuito atomo e sub atomo della Fotografia, divenuta nel frangente Fottografia. Sì da fottere partenopea: acquisti per gli acquisti, pixel per pixel che molti minchiapixel (conio da minchia siculo + pixel) nel tratteggio di quella bestia bipede corrente (morente?) correre dietro l'ultimo ritrovato inutile oramai; e se anche Leica per sopravvivere a se stessa carrozza sue inutile e costosissime telemetro di “pelle umana” di di fantozziana memoria (resto produzione è puro re-branding di modelli che gli costruisce Panasonic cui intrattiene dai tempi Quattro Terzi rapporti commerciali, a sua volta grazie la Olympus inventore del primigenio 4/3 poco capito dal pubblico di analfabeti di andata e di ritorno, trasmuta in Micro-Quattro-Terzi e sempre stellare ottiche Zuiko must otto-meccanica e chip) cosa dire ancora? Insomma sul Diary si è scritto e in prima persona grazie ad esperienza fotografica maturata lungo l'arco di cinquant'anni da analogica e digitale corrente Era: rarità o forse unicum nel panorama di merdume di riviste, una volta off-set, e suoi prezzolati metri, letterale, alla Jovine maniera nella Milano da bere che con-causa l'Incoronato virus (anagramma qui lieve per Coronavirus) è passata a peggior gloria. Spofondata peer sua stessa mano su le note di Ivano Fossati. Lombardo-Veneto a latere ma non troppo che a breve insieme al Trentino-Sud Tirolo di ritorno sotto il tacco dell'Austria-Ungheria di Franz & Soros come i bei tempi del Can Can concerto, Mouline Rouge di scollacciate soubrette nella Gallia latinizzata post cesarea. Il cosiddetto progresso secondo i babilonesi del Debito ab libitum.
E in questo squasso epocale, quinte di cartone scemografico, accelerato (poi dicono che il bisesto 2020 è invenzione, quando i detrattatori son i laudatores di Cartomanti Oroscopi e...) il funestissimo volge al termine del Primo Tempo del Gran Reset satanico, spartiacque di un prima e dopo mai più riavvolgibile time-line uman(oide).
Siché senza condizionamenti tessere partitiche e di logge “buone” di Magaldi memoria, si è dimostrato diuturno che un'altra via (altra angolazione) è possibile e praticabile del circondario; non di meno il pecorame attende salvifico il vaccino terminale che metterà fine, come la Fotografia, ad ogni velleità umana mostrandone, anche ai ciechi a telecomando, che il Re è nudo. E Manunzio.it questo ha fatto nel decennio che volge al termine: “Vox clamantis in deserto” senza manco feed back di ritorno!
Allora terminiamo di scrivere più, e non aggiorneremo più il Diary. Buona salute lì fuori, soprattutto mentale. Ah per chi corre dietro ai Ranieri Guerra Oms-Fauci-Melinda & Bill Gates di Big Pharma l'antivirus e pure gratis (!) c'è da duemila anni e più e si chiama: Caverna. Sì il racconto esiziale di quel mattacchione di Platone proto regista di “finction”!



Agatha Christie: Dieci piccoli indian
https://www.filastrocche.it/contenuti/dieci-piccoli-indiani/



Occhio come mestiere, ancora una

Quante volte per la mente il solito pensiero d'un treno passare. Troppo. E di cosa mai? Oh niente di che se non il fatto che non avessi incontrato M.me la Fotografia non ci sarebbe Manunzio come lo conosciamo (purtroppo). Bella cosa in un mondo che solo a farsi balenare di questi “treni” si passa per complottista-negazionista e finire in un Lager da impallidire i crucchi germanici; centro rieducazione al Pensiero Unico ammorbante. E si è visto altre epoche (geologiche?) e mai come in questa di desolazione, umanoidi ridotti a semplici appendici, macchine non dissimili da robot
Fotografia quale esercizio a scandaglio la cosiddetta realtà, cecchino spietato di ogni immagine, a video sempre più, della giostra per gli acquisti.
Dunque, no, senza l'incontro con l'Immagine ottica niente ci stupirebbe in primis e riuscirvi a smontare Babilonia-Potere in secundis, che la stragrande maggioranza dei bipedi scambia lucciole per lanterne. Occhio-lanterna-luce senza scomodare le Scritture ca va sans dire. Certo se a questo non accostassi l'altro pilastro (Jachin e Boaz?) l'ora delle Tenebre, che si mostra senza più inganni tanto pensano al delirio di Onnipotenza satanica, sarebbe impossibile riconoscere l'Arcano e poi "Il mondo è governato da segni e simboli, non da leggi e frasi", no? Oyee paisà!

Significato Kabalistico Colonne
https://neovitruvian.com/2012/02/03/significato-esoterico-delle-due-colonne-massoniche-jachin-e-boaz/
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