manunzio.it logo



Paradigma

Adesso che la “bella stagione” avanza, facendo i debiti scongiuri si sa mai, mare sole ma pure laghi e therme: ahh benedette vacanze per chi se lo può permettere, e noi siamo tra quelli che aspettano da un decennio!
Sia come sia la bella stagione è anche luce più del dovuto. Ora che accade? Da un po’ di tempo in qua vi è il “vintage film” époque a farla da padrona perché, guarda un po’, il digitale di michiapixel non tira più: solo il pixel digitale? Allora la giostra degli acquisti “revival” rifà un salto indietro a ripescare la pellicola analogica che aveva “giustiziato” giorni prima per il digitale più manipolabile da Cia&Mossad Facebook/Analytica…
E vedi, quindi, schiere di ragazzi con dovizia di barba (sembrano talebani che proprio per la barba di Allah si doveva sconfiggere!) intraprendere una serie sterminata di tutorial via Youtube a spiegare questo e quello. E già l’Analogico film è un'altra lingua! E l’inglese fa ride, oltretutto non è questo. E’ a tutti gli effetti un ritorno agli Anni 70 60 50 40…dove tutto, ma proprio tutto era in bianconero. E dite voi con gli smartphone camere digitali e compagnia cantando, ritornare a ragionere prima dello scatto: ma si può? Certo che no, a meno che in qualche Lab Cia&Mossad inventino un “vaccino” dell’oblio presente (!) per un salto nel passato. Barzellette, cazzate. Se tutto, ma proprio tutto passa su gli schermettuzzi di cellulari grandi piccoli e mezzani (medio). Da ridere.
Uno già non sa il proprio nome…ehi Siri come mi chiamo. E questi se no lo sai tu…il buon telefonino morsicato.
Che s’adda fa p’ tené a galla ‘o sistemm’. E accatatvill’ na machina analogica e ce mettit’ arind’ na pelliculella: janc e nire che è chi bell e fa cum’ dicene i ‘merican’ “very fine” o a culur ma, attenziò battagliò è asciut’ pazz’ o padrone, sulamente trentasei scatt’ p’ chill’ ca tenghen’ a Leica e sore vicine. Chillat’ ca’ tenen’ Hassebland’ e cumpariell appress’ ca fa tant’ Prufessur’ e fotografie sul durc’ scatt’: eh all’ananema da M…

How to Get Over Early Hurdles in Film Photography

Manunzio fotografo sin dal 1969



LX II Panasonic

Nei serial il II è associato alla…vendetta. E qui non è il caso. Infatti II è quel tanto di buona cosmesi, in buona sostanza “cipria” abbellente su la più che ottima LX prima versione. E non tanto e non solo per il fatto che il sensore è un vero 4/3 più o meno, quanto è soprattutto per il fatto che la Lumix è tascabile. E si riescono a fare (provato per poco la versione LX del fratello) cose sbalorditive. E chi usa macchine tascabili (Olympus per noi serie Camedia Point&Shoot) sa cosa vuol dire trovarsi davanti LA foto e non perdere il cosiddetto attimo (ma niente HC. Bresson, eh). Una cosa questa che i minchiapixellisti onanisti a tutto spiano potranno mai intendere con i corredi (al cado di coperte domestiche) iper-ultra reflex…tant’è vero e lo si riscrive che a Getty Images mica ci han chiesto mai quale sensore risoluzione ottiche e pippe varie. E c’è gente che fotografa con meloni: me cojoni! Man fotografo sin dal 1969

LX II Panasonic


Man fotografo sin dal 1969



U 'att mammone

Se il primo gatto non fu allora chi fu..secondo gatto non fu allora chi fu…il terzo gatto non fu allora chi fu…Il ritmo tarantolato. Perché? Beh perché siamo oltre il Bene & Male aldilà di ogni cosa: trionfo del Numero ossia del Nulla elevato nientemeno a sistema, allo spread night&day. L’impotenza elevata a Potenza: lato traslato figurato…geografico.
Sì certo si parla delle cosiddette “novità” specchi per allodole teleguidate. In breve la Panasonic che si è attaccata al c…ristallo di silicio Formato Pieno del Pensiero Unico ne sforna un’altra a tambur battente S1H: tengono famiglia. E la legge di Moore il famigerato 18 (6+6+6 o il Numero della Bestia, eh Magaldi Venerabile di tre cotte!) vale a dire che ogni diciotto mesi si fan “progressi” tecnologici o meglio noto come Cartello di brand(y) e non solo del narcotraffico che, anzi, pari sono: ambedue droga ma non è questo. Forse.
Siché sino a questo momento l’Ultra Hd la “norma” e monitor e schermi desktop portatili smartfufeschi (fufi bau bau micio micio vieni qui bello!) e domestico pure? Adesso siamo al 6K: Ultra-ultra cha cha chà. E siccome nell’universo allopatico la serie dei numeri (chi li dà?) è detta Infinita…
Leica veste le sue camere con pelle…umana alla Fantozzi e mo’ Panasonic e mo’ Fujifilm “mezzoformato” da centoepassa minchiapixel…e quest’altro con presa per il caffè: cialde o regolare espresso da bar? Fotografia? Ahh un’altra volta, dicono, le puttane oops i brand(y) e consigli per gli acquisti: tataratatà canale cinqueeee, sei sette otto nove…

Panasonic Unveils the S1H, The First 6K Mirrorless Camera

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Non è che ogni santo giorno bisogna scassarsi i santissimi nel ricordare (!?) che tutti i minchiapixel finiscono a smartphone e se va bene su Tablet dove è alquanto difficilino distinguere (discernere?) 8 16 32 64 128 minchiapixellate!



Photo melon


Sicof il Foto-Cine-Video-Ottica Salone Internazionale della fotografia tra mercanzia varia e mostre di ogni tipo, e stand tra cui Paolo Gioli. Milano tanti anni fa. Una scatola, ante litteram l'effluvio stenopeico corrente à la page, pin-hole che ci facciamo bella figura con gli angli, caricata di Polaroid ventiventicinque e naturalmente flash a spiovere visto il “buco” che Gioli usava sui suoi invitati. A vederli sti ritratti del foro un piacere che i minchiapixellisti non possono gustare e tampoco immaginare.
Una scatola che in buona misura simile alle prime di Daguerre, e fermiamoci qui che il campo più che scivoloso di sti tempi è minato e andrebbe come tutta l'umana avventura riscritto di sana pianta: Talbot Hippolyte Bayard...senza scomodare Leonardo da Vinci** e sua torre (!) stenopeica cui due mattacchioni di “scienziati” voglio usata per il “ritratto”, ecco, anche della Sindone.
Scatole e di ritorno che Gioli alternava a michette, si il pane, caricata di pellicola e non si ricorda se minuscole Polaroid o lastre 10x12 “assemblate” a companatico nel panino fotografico, cui interno privo di mollica e dipinto di nero sembrava un occhione gigante. Ah l'Arte.
Qui in caso di specie il fotografo (!?) dopo aver mangiato un melone, sì proprio così, utilizza la scorza per fotografare...e più delle parole le immagine veramente squisite al gusto, letterale, di melone e non solo. Cherchez la femme!

Fotomelone

** Leonardo Da Vinci la prima fotografia della Storia umana?
NB. Il link è “strano” che su Manunzio.it è “norma” lo diciamo per le persone sensibili e “normali” e cum grano salis ne leggano e poi con propria testa (!?) s'attrezzino di conseguenza


Manunzio fotografo sin dal 1969



Mur’ mur’ (a pelo di muro)

Per un certo periodo di tempo accadevano “cose strane” in sorta di regia occulta, e non chiedete perché non foss’altro il dover uscire dalla condizione spazio-tempo umana: casistica strabordante.
E dunque una “mattina” per il centro cittadino, sotto l’arco d’una delle restanti porte del Capoluogo lucano, appoggiato a pietre faccia, zacchete, un ombrello giallo: da non dirsi la perfezione della invisibile composizione! E gli scatti a complemento poiché all’epoca portavo nello zainetto la C-5050 di Olympus, de facto una piccoletta Leica in tutto e per tutto (molte delle immagini che all’epoca comparivano su Getty images erano sue). Il resto ci interessa poco: minchiapixel & minchiapixellisti

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Accostare il giallo ombrello, già su pietre faccia a vista del sottopasso, al prospicente muro tinteggiato quale espediente per vedere l’effetto che fa, alla Jannacci






Il sesso degli angeli

Beh certo al corrente di adoratori, e riti di sangue innocente gran parte bambini immolati non prima di stupri inimmaginabili su altari già profanati in chiese sconsacrate[/url], luciferini parlare degli “omologhi” ma buoni angeli è suprema bestemmia: vero Magaldi Venerabile Maestro?
Sia come sia pari disputatio, che tanta parte pigliava in epoche medievali, si è trasferita per compiacere la giostra degli acquisti, manifestazione satanica, e lo spirito laido più che laico del corrente vivere (!?) su pezzetti di silicio. Ma sì i famigerati minchiapixel delle digitali fotografiche. E che altre volte, i soliti giorni dispari, stigmatizziamo, non foss’altro che non c’è più nessun problema “tecnologico” fra una trappolina per topi e le ben più grandi per fotografi very nice à la page. Più che altro, gli attrezzi, per intimorire la committenza!
Fuori un momento. C’era un fotografo ma nome altisonante (Agamennone) che alle nostre latitudini riprendeva i matrimoni con una telemetro. E si dirà: ah very fine. Sta mazza, poiché il nostro non usava la Leicà (alla francese il suo si capisce) bensì banalissime point&shoot ante litteram: Ricoh G 24x36 che pure si è usato ma in altri contesti. E insieme alle Ricoh dei flash altrettanto fuori “ordinanza” Vivitar 285 al posto dei teutonici Metz. Immagini che poi terminavano sui classici, per l’epoca, ventiventicinque e (s)quoiati album dal peso inverosimile. E vedevate voi differenze con i seipersei Rollei e sempre all’epoca rare Hasselblad?
Disputatio, di ritorno, che oltre al tempo perso non va oltre il fatto “meccanico”: mica so’ fessi gli articolisti che tengono famiglia, mutuo, corredi per figlie femmine che di sti tempi meglio specificare per chi intende…consigli per gli acquisti, va. Ecco

Full frame vs altri mondi


Man fotografo sin dal 1969


Ps. Molti video del magistarato Paolo Ferraro che una volta erano liberamente consultabili on line non lo sono più, poiché narrano di cose che ai padri di famiglaia mainstream(ing) non ci pieace far sapere: quieta non movere et mota quietare, no?



La magia del bianconero, il linguaggio s’intende, non ha bisogno di molto per definirlo. Certo per i minchiapixellisti o digital generation una tragedia, abituati alla Prostituta di Babilonia incarnata nel “colore”.
E quando al bianconero associate dissolvenza e musica non ce n’è per nessuno altro medium che restituisca incanto e poesia: cose che i summenzionati contatori di pixel potranno mai intendere. Peggio per loro

Emotion
Photographer site


Man fotografo sin dal 1969





Nella locandina del Silenzio degli agnelli (The silence of lamb) in italiano traslittera “innocenti” sulla bocca della vittima sacrificale in locandina vi è una una “farfalla” Monarca non a caso.
Se si cerca la voce Ferraro Paolo ex Pm vi porta ad una serie di video, oltre alla sua home page, in cui il magistrato narra di fatti vissuti in prima persona e di una “farfalla” manco a dire Monarca. Infine se alla precedente ricerca digitale Mk Ultra/Monarch le voci vi daranno a schermo “controllo mentale”. Centra tutto questo con la schermata della reclame iPaid Air? E che no! Se poi immaginate, ecco, che la Apple ha come simbolo una mela, appunto, morsicchiata...fine della trasmissione per chi intende che il Numero della Bestia marchiata è 666...mentre scriviamo da tastiera “morsicata”: ah che s'adda fa per i teledipendenti (perniciosa in versione minchiapixellista) ricordando essi (loro?) che: “Nati non foste a viver come bruti ma per seguir virtude e canascenza” e se lo dice il Rosacroce Dante: che dire ancora?

Man fotografo sin dal 1969


iPad Air
Progetto Monarch

Ps. Si diventa consapevoli (del luciferino inganno quotidiano) quando si guarda, proprio con la fotografia che fabbrica la "realtà" per la giostra degli acquisti, da tutt'altra angolazione

Pss. Se lo stesso marchiato Steve Jobs proibiva l'uso "estensivo" della sua diavoleria a nome iPhone (ma pure Android il simpatico robotizzo verde con antenne/corna) ai propri figli e dintorni: qualcuno si domandi il perché tra finzione & realtà e finanche in versione "aumentata"




Reportage? E perché mai…

Civiltà dello spettacolo "The show must go on" è la cinica lapide per l’odierno vivere, ancor più in mano a certi minchiapixellisti senza passato presente e futuro: Orwell docet. E c’è gente (disonesta a pagamento) che è convinta che la fotografia poi fotografi la “realtà”: su questo non spendiamo più neanche l’aria da respirare.
Messinscena, come quando Chavez in conferenza stampa della sua rielezione disse ad una impaurita Paola Newton, forse per caso giornalista, che il “teatro" degli eventi in Liba era stato ricostruito e girato altrove nel Doha e spacciati per “vero”. Senza troppe pippe per chi ne vuole qui c’è un link molto esausitvo circa il “vero” e nel reportage…che se pure il mitico Capa: già e perché ma scelse a nome d’arte, ecco, ed in italiano regionale (!) la “capa”?

The Problem Isn’t the Photo Contest, It’s Us

Man
Fotografo sin dal 1969

Ps. Va da sé che chi conosce grammatica&sintassi (e Storia) della Fotografia potrebbe e raccontare con le figure retoriche, come spesso facciamo noi, e senza neanche andare su posto: dice ma allora è un "falso"! E cosa se tutto è barzelletta per i teledipendenti a telecomando?



Lucifero

Demone luminoso, secondo questa e quella vulgata biblica. E sebbene qualche dubbio ci resta circa il fatto della sua “decadenza” lo si è scelto perché il nome per l’appunto fa rima con Lux/lucis la nostra materia primordiale. Così accade mentre cerchiamo di cosa scrivere (ogni giorno sempre più difficile tranne i sempiterni minchiapixellisti che fan felice la mai doma giostra per gli acquisti) ci imbattiamo nell’ennesimo colpo del Sistema: Star and Stripes, meglio l’infernale Amerika (k as killer) way of life planetaria, for Hell va da sé. Il sistema scolastico di quella landa triste solitaria e finale a nome America: dove paghi pure l’aria che respiri secondo Sion che li ha il suo sulfureo trono. Non c’è poi molto da aggiungere se non la trista realtà…

Art Institute of Seattle students plan next steps after school’s abrupt closure

Photos Inside the Art Institute of Seattle After it Abruptly Closed

Man
Fotografo sin dal 1969

Ps. Lo riscriviamo per i fessi che tali non sono ma fintamente si passano, a telecomando. Gli ebrei come qualsiasi altra etnia ha i cosiddetti “Buoni&Cattivi” per tanto non si commetta mai l’errore di prefigurali in “perfidi giudei”: imperdonabile. Incazzatevi con senso urbano dei Sionisti neofeudali globalisti, che diversamente da quelli, si dicono altra razza: vabbene ma squamata extraterrestre. Esistenze quale Male personificato (il Diavolo esiste, altro che invenzione) ai danni del resto dell’Umanità: da combattere senza sosta e sino all’ultimo respiro in nome del banale Mors tua vita mea!

Pss. Il disegno in apertura è del funambolico Jacovitt che ci ha accompagnato, in forma di diario scolastico, per tutti gli anni della cotestazione giovanile(cavia incosapevole della sinistra-sionista-luciferina)



Pazziann'

La creatività è si dono naturale, cosa preclusa a minchiapixellisti onanisti, e tuttavia se non alimentata insterilisce, fa diventare routine robotica: zombie che affollano le Metropolis del Mondo cano che ci ho sotto i piedi direbbe Faletti-Catozzo, e certo quelle magistralmente effigiate da Fritz Lang, che non a caso richiamiamo spesso poiché paradigmatico.
Sia come sia si dirà di uno spazio tempo (infanzia tout court?) dove il gioco era dimensione sociale: si, la strada ma anche la campagna non molto dissimile dalla avventure di Huckleberry Finn e suo compare di merende Tom Sawyer. Il fiume eh ce ne vorrebbe di spazio, ma per un'altra volta. Gioco che rima con giocattoli e personalmente ne avessimo conservato potremmo fornire eserciti mercenari a questo o quello: quanto a pagamento...E lo stesso varrebbe per le Giacche Blu del Settimo Cavalleggeri, e indiani e tribù da non dirsi il numero. Infime armerie: eh come no.
Capirete quindi del come con quattro pixel messi in croce si riesca dove i minchiapixellisti manco osano pensare (che è peccato!). Così quando ci si imbatte in situazioni...



Škoda Model Car Photography
Benedek Lampert


Man

Ps. Pazziann' in napoletano è “pazziare - giocare” lato sensu



Colorado

Un giochino per bambini deficienti (a telecomando). Dunque ti prendo un software, si raccomanda con tanto di implementazione AI o intelligenza “artificiale” che dir si voglia, e si “colora” una qualsiasi immagine in bianconero, ci si prova a dare un che di patina old time e però…gradita alle giovani leve attaccati come estensione più che protesi ad uno smartphone a scelta tra mela morsicata (peccato primordiale biblico?) o con robottino verde: i simboli ammazzano più di una battaglia!
Colore e per farci cosa? Beh mettete in conto che se il colore è “descrizione” il bianconero e lo dice un fotografo (Elliot Erwitt) mica un Galimberti filosofo (da prendere con le pinze) o semiologo passato a miglior gloria alias Umberto Eco che echeggia a tutt’oggi: il bianconero è interpretazione. Una bestemmia per la giostra acquisti del Pensiero Unico, del solo hamburger planetario e pendant l’artificiale lingua che di più non si può: il codice “inglese" o Babilonia. Un po’ come accade oggi con le Stars & Stripes (che ereditano il testimone satanico delle Legioni dell’Impero romano).
Finiamo con il sempiterno anch’egli frammassone ma pare della categoria dei buoni (non c’è verso di toglierseli dai coglioni) tale George Orwell:


Colorize bw photos
Prima e dopo il "coloring"

Man fotografo sin dal 1969


Ps. La coloritura è cosa nota già ai tempi dei dagherrotipi, che filologicamente non è vera e propria fotografia e per questo si deve a Talbot ma anche lo stesso, si dice, Niepce ed uno escluso (non aveva pagato mazzetta e/o iscritto a stessa Loggia?) Hippolyte Bayard* che i Testi Sacri di fotografia, dicono altresì inventore: quanti inventori della fotografia che prima o poi qualcuno ci deve mettere mano Il pensiero dei fotografi Roberta Valtora Bruno Mondadori editore. O del procedimento negativo-positivo che è la pietra angolare di quella fatal invenzione (Diego Mormorio) che è la fottografia e refuso non è. Quindi già i primi dagherrotipi venivano colorati per dare parvenza del “vero”. E così con le patate, fecola dei primi esperimenti a calori, cui valore è ben oltre la pittura cui si richiamava, forse a latere. Colore per riprodurre la “realtà” (Francois Arago “illuminato” scienziato e politico tout court così nella perorazione all’Accademia delle Scienze e in seguito al Parlamento francese nel 1839 a favore dell’invenzione di Niepce-Daguerre). Ma quel che i minchiapixellisti non sanno, presi come sono a telecomando nella conta del pixel…é che tra acquerelli e aniline la mano ferma dei fotografi da studio (una cosa non dicibile se non guardando di cosa erano capaci con ricostruzione a volte ex novo di un’immagine deteriorat) dava ai ritratti stile carte de visite alla Disderì un che di immaginifico, come della mia nonna materna napoletana in elegante abito da signora come se ne vedono nell'immaginario borghese del Novecento: grazie nonna. Fotostudi che restituivano immagini di un artigianato sublime in copia unica (!) colorata, che nessun processo alchemico (eh Venerabile Magaldi) potrà mai avvicinarsi. Ma era un’altra dimensione spazio-tempo, inconcepibile ai “moderni” zombie sempre minchiapixellisti con tanto di Jovine-Gastell a paradigma. Il primo più che mentore mentitore prezzolato cattedratico, nientemeno, il secondo un furbo riciclatore di Polaroid spacciandosi per artista ma che a ben vedere, ecco, mostra inequivocabile che il Re Nudo, e lo dice un bambino sensu lato! Il Nulla elevato a Milano, da bere: simile et consimile.
Colore, ancora una, che il Capo laboratorio del centro di Fotoriproduzione del regio, ecco, Esercito ‘taliano, il mio Maresciallo fotografo con pennarelli ed acquerelli ci passava pomeriggi interi nel castello-fortezza-distretto militare in quel di Lecce, a dare una mano di “colore” a vecchie foto in bianconero. Ma si è detto niente a che vedere, letteralmente, con il coloring industriale di software AI che altro non è che sviamento di massa, nel solco luciferino del 1717, che graziadio è in decomposizione finale: Magaldi se dia pace lei che è un massone “progressista” non dissimile dai “fratelli” del Pensiero satanico e neofeudali Ur Lodge etc etc etc.

*Funzionario del ministero delle Finanze francese, con predisposizioni per la ricerca chimica, negli stessi anni nei quali hanno agito Joseph Nicéphore Niépce (1765-1833), Louis Jacques Mandé Daguerre (1787-1851) e William Henry Fox Talbot (1800-1877), Hippolyte Bayard aveva realizzato sia un processo autopositivo (come Daguerre) sia un processo negativo-positivo (come Fox Talbot), entrambi su carta. Per motivi politici, fu messo da parte dal potere scientifico, altrimenti indirizzato e alleato (con Daguerre)



Redde rationem Capa!

Vox clamat in deserto: e noi cosa diciamo? Neanche postato da qualche giorno che un altro (buontempone?) va all’assalto del “mitico” Bob Capa: mala tempora currunt! Casomai la normale “manutenzione” della cosiddetta Storia che se la scrivono chi vince, finché dura. Ma caduta da tempo Yalta o della spartizione del Terraqueo solo gli angloameri + cani non si fan capaci nelle loro eburnee torri Ur Lodges neofeudali. Eppure la ruota della vita-storia gira e male li colga per tutte le sofferenze causate, al sangue degli innocenti: redde rationem sembra risentire il furbo San Paolo!
Nient’altro da aggiungere se non che a breve poi la seconda parte di un’altra famosa immagine “capese”

Debunking the Myths of Robert Capa on D-Day
Capa a Omaha Beach


Man fotografo sin dal 1969


Ps. Immaginate il giorno (perché viene oh se viene) che crolla il Iovine-Gastel..."pensiero" poveri minchiapixellisti e tecnici radiofonici a complemento bacia pile!

Pss. Nella nostra "modesta" libreria fotografica (al netto della sezione fatta mettere su alla Biblioteca Nazionale in Potenza) c'è posto anche per "Slightly out of focus" edito da Contrasto che una volta, guarda caso, distribuiva Magnum Agency, comunque un polpettone indigeribile scritto (!) dal nostro Bob Capa, e se il buongiorno si vede dal mattino...


Olympus Camedia 5060 Wz (point&shoot come quella usate da Alex Majoli della Magnum Agency) Iso 80 1/30 a f 8.0. Luce naturale di finestra di primo mattino invernale, dura e contrastata al punto giusto, tazzina di caffè non ancora ultimato e il "manico" di Manunzio nel riprendere la scena: scusate se è poco!


Nun ce scassat' 'o cazz'

Interno, sole aspro all’orizzonte che irrompe dalla finestra. Inverno. Domenica: con la tazzina di caffè che vi siete preparati entrate nel soggiorno, e dopo aver dato lo sguardo solito al di là dai vetri poggiate la tazzina di caffè non ancora finito: un attimo. Inquadratura dell’occhio e la mano che afferra la digitale che portate nello zaino. Qualche scatto per “assaporare” per intero la scena. Poi con calma a Pshop Elements non “professionale” ma che esegue magnificamente bene gli stessi comandi della versione “Pro” dei sedicenti professionisti, a salve lavora l’immagine. Come al solito, parentesi, è tutta una questione di pro-forma che fa sì che una foto acquisti, sic et simpliciter, l’aura di “professionale” solo con Adobe XYZ casomai pure cloud! Chiusa parentesi.
In Elements, grazie anche a Tonality per Mac: computer per professionisti e per antonomasia: e mo’ che volemo fa? Plug in che conferisce quella “carica” che si vede ad immagine.
Fine prima parte. Inizio secondo tempo ché l’immagine è stata “premiata” a Web dal taste Yankee in primis, che dimostra oltre ogni ragionevole dubbio a telecomando che la foto è “universale”: se la capiscono gli ameri + cani…
Siché come si fa la conta dei minchiapixel sempre più visti a smartphone per la piu’ bella foto del reame? Quale full frame serve? La mezzo formato è decisamente meglio, e se sì: Fuji Leica Pentax o noblesse oblige Hasselblad naturalmente tetheringata tanto figa su Capture di PhaseOne “professionale”? Quale versione “professionale” di Pshop serve? Quale Raw per falliti che tanto poi ci pensa Pshop e/o Lightroom? E nel caso di questi (la nostra è una tosta e vetusta 5.5) quali sliders sono usati e certificati da influencer a pagamento retrostante? E la luce, e il diaframma, e le fesse (anatomia femminile e qui lo slang certifica un moto di discreta ira) delle vostre mamme, no? Ma nun ce scassate ‘o cazz’…prezzolati d’accatto a libro paga per la giostra degli acquisti!

Man fotografo sin dal 1969

Ps. L’immagine è la prova N di come si può dare scacco matto al “supermarket” planetario del pensiero Unico a nome Getty Images et simila, venditrice nientemeno che di banane/immagini caramellate Yankee style da usare per l’abbisogna anatomica retrostante di creativi del Terraqueo:“Lasciate che i morti seppelliscano i morti” Lc 9, 60

Pss. I "pro" mica vanno su siti di sharing photo, no certo ma usano le loro paginettine su Facebook per verificare quanti "fallowers" seguono: casomai i numeri non son proprio quelli come se ne legge da mane a sera proprio a Web. Niente di nuovo sotto il cielo del "market" e della giostra per gli acquisti. Viceversa chi non ha reticenza alcuna, senza visto di categoria a pagamento, ecco, posta per verificare quanto ampiamente già si conosce, e detto poco sopra; della capacità di universalizzare tanta parte degli scatti su rigorose point&shoot Olympus, come pure su E1 E3 E510...



Sic transit gloria mundi

Per i minchiapixellisti aviotrasportati-ferro-tranviari della Milano da bere (oramai liquami dei Navigli?) per fare un po’ di cultura, a prezzi modici in workshop della solita partita di giro, ammodernamento dei famigerati aerei di mussoliniana memoria: sempre gli stessi! Passatempi con allure, ecco, per queste tribù nomade senza arte né parte che gliene po’ frega de meno della fine di Tetenal, un altro gigante della chimica d’antan. Neofin Blu per le basse sensibilità tipo Agfapan25 Ilford Pan F Kodak Plus-X o in versione Rossa chimica per alti Iso alla HP5 o Tri-X di Kodak; come pure sviluppi per carta viraggi, sviluppo colore…li ricordiamo ancora. Scompare un’altra pezzo di Storia e della Fotografia, l’immortale Analogico che non può competere con il famigerato digitale di Cia&Mossad e sue banche dati planetarie: Matrix per chi intende.
Tetenal in camera oscura che contribuiva dal nigredo-albedo-rubedo non già della “pietra filosofale” quanto alla buona riuscita della baritata, Gallery Ilford per chi capisce di cosa si parla. Trista solitaria e finale storia di un glorioso momento in cui gli uomini, con tanto di palle nel senso virile del termine, forgiavano il Mondo: non ci avrete mai!

Tetenal Europe GmbH to reportedly cease trading after 172 years

Tetenal Story

Man fotografo sin dal 1969

search

pages

Share
Link
https://www.manunzio.it/diary-d
CLOSE
loading