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Digitale...all’ultima crociata

Tracimazione, esondazione, acqua alta a Venezia, mareggiate, erosione della costa…siamo in estate paisà e più metafora dell’acqua! Ora trasportate la cosa a livello di macchine fotografiche digitale: Extrema Thule Nostra Salus. Infatti sin troppo facile fare il profeta e con gli smartphone poi, via. L’arrocco finale delle CaNikon ed associate sembra già un mastio o dongione per l’ultima difesa prima della capitolazione finale.
Siché persa la guerra ai piani bassi si va verso l’alto prima della caduta degli dei: eh stamani siamo ancora di fioretto, sebbene in giro certe scimitarre, ma non divaghiamo.
Si è passati al Full frame in salsa mirror less, Olympus docet in anticipo sui tempi come sempre vedasi il cataclisma Om-1 analogico Anni Settanta secolo passato, detto “breve”: mah! E i medio formato? Poca roba se anche Hasselbald per esempio si ricicla, tanto con dorsi da azzeccare alle mitiche 500 C, che in altra salsa.
Sia come sia siamo al canto del cigno, triste solitario y final.
Ah fateci la cortesia sebbene con gli anni, mettetemi un collegamento occhio unità esterna, semmai un bel SSD che tanto fa figo, quanto al resto poi ghe pensi mi!

CFV II 50C: Our legacy, Your future

Man fotografo sin dal 1969




Giornalaisti padri di famiglia (nella Milano da bere)


E poi uno dice che Stampa & Regime, qui cosiddetto di settore e fotografico, non vende: si capisce! Padri di famiglia quelli dell’Editrice Progresso Fotografico, padani che vendono ad altri “moralità” tot a chilo o ampolle con acque del Po’.
Dunque sti signuri mandano mail per loro blog, nella remota speranza come il narrante abbocchi, e farsi, ecco, una rivista. Contenti loro quanto a noi e da tempo immemore, anche perché ce l’ha espressamente vietato il medico omeopata, ci teniamo alla larga da Regresso fottografico, che refuso non è. Infatti sarà arrivata pure a loro notizia della Leica Q2, cui mirabilia si è già scritto anzitempo, ha qualche problemuccio: veniale suvvia che sarà mai. Tant’è vero che il copia/incolla del giornalaista di turno della Editrice Progresso, che tiene famiglia, sa che dinnanzi Mammasantissima Leica, che paga pubblicità, più di un “c’è del marcio in Scandinavia” o l’ha detto Tizio…poi passa alla lavanderia lascia la coscienza dell’iscrizione all’Ordine e così bacia i mani, ahh a Leica. Minchia. Ma provateci a far arrivare a sti padri di famiglia un commento puntuale su l’argomento: se ci riuscite mandate una mail, grazie assai!

I guai della Leica Q2


NB. Il copia/incolla viene da
Allen Murabayashi
Posted ON2019-06-19

Two Issues I Had with the Leica Q2 in the 1st Month: Dust and Banding


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more: Progresso_Q2.pdf (0.93 MB) Problem_Leica.pdf (1.03 MB)



Banane cetrioli a buon prezzo

Pensa che se ti fermi per un caffè lo paghi, doppio se sei in compagnia. Se chiedi consiglio al tuo legale, medico, farmacista: paghi. No la fotografia è gratis: ah che bella cosa! Online è ancor più bello, e tanti merluzzetti che il giorno prima click clik, con l’ultima digitale uscita fresca fresca CaNikon et simila si raccomanda, sui “social” a gratis chi ne vuole genteee. Gratis, e si ripete per la sola (romana?) digital photo. Un po’ come dire fai arrivare a gratis i “barcaroli” d’Africa (che tanto commuove Vaticano Spa & Sinistra mondialista luciferina, Landini compreso ole a buon peso, tié) e sono loro che ti pagano (!) per tutto ciò che abbisogna all’Occidente: no assicurazione, no retribuzione, no diritti oyeee è il Kapitale (k as killer) stupid!
Siché visto che fessi con il cuore lo siamo stati (dovevamo fare la rivoluzione…) mo’ basta in caso di specie, il nostro archivio là sta e ci serve per dove dobbiamo andare e fare ciò che…alla Totò&Peppino a Milano e Valbrembana compresa: te gapì?

Foto a gratis



Man fotografo sin dal 1969

Ps. Si parla di certo tipo di fotografie, terra terra, di stock tuttavia e per altro dire ci si provi in qualche galleria à la page, dove su pareti bianche appese come macelleria fotografie di fotografi very nice, sempre gli stessi come aerei di mussoliniana memoria, vendono fotografie in formato metro quadro di cetrioli, banane e ortaggi turgidi tipo carotone per masse sempre più di culo a novanta gradi: ebbene si provi a chiedere, chessò, a gratis una foto in esposizione, e fateci sapere!


22-06-2019 10:58

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Possiamo anche sentirci obbligati a guardare fotografie che documentano grandi crimini e crudeltà.
Ma dovremmo sentirci altrettanto obbligati a riflettere su quel che significa guardarle, sulla capacità di
assimilare realmente ciò che esse mostrano. Non tutte le reazioni
provocate da tali immagini sono controllate dalla ragione e dalla coscienza

Susan Sontag




Noblesse oblige...mica tanto

Leica un vecchio brand(y) del Novecento alle spalle che oggi gioca con allure o specchietto per allodole in un modo di umanoidi specchianti. Tant'è vero che un fotografo di “buon senso” mai e poi mai metterebbe al collo una Leica, ancor più se ad ottica fissa che si riempie pure di polvere (!?).
In media res va, e per farlo ci affidiamo ben volentieri allo yankee di turno che, de gustibus, funghetto notturno scopre l'acqua calda: vale a dire malfunzionamenti e si lamenta pure, il funghetto. Per chi non ha testa a spartir orecchie la cosa ricorda è già successa in casa Leica con la famigerata M8, poi 8.2...una truffa teutonica, e qualcuno lamenta spread del Terzo Reich in veste, ecco, di Frau Merkel und similen.
Leica, quindi, che regala belle bande, che senz'altro donano valore “aggiunto” alla sua fame più che notorietà: banding non olet mentre i funghetti si avviano alla cassa contrariati. Allure? No thanks!

Two Issues I Had with the Leica Q2 in the 1st Month: Dust and Banding


Man fotografo sin dal 1969




Un giorno eravamo in Archivio a riprodurre cartografie del XVII secolo che già metteva a dura prova nervi e attrezzature per il fatto che una, cicasi una, fosse in scala, quando si para davanti un gruppo di quattro-cinque persone dall' accento bolognese. Uno dei quali aveva in una borsetta, beauty-case, una fiammante Sony Dsc-F 707. Vale a dire un obiettivo Zeiss con intorno, il concetto, tutto il resto; cilindro cromato in forma di obiettivo digitale. Si, perché la Sony ci provava all'epoca con narrazioni futuristiche.
Breve dal gruppo che era venuto a queste latitudini per materiali d'archivio, e non avevano tempo da perdere causa altre incombenze, un tale prof. Ferrari mi si presenta come responsabile del progetto sul terremoto che interessò queste partii a metà Ottocento. E cpsì giusto due chiacchiere per savoir faire e infine mi lascia la Sony Dsc- F707 pregandomi di fargli (riprodurre) una catasta di carte “artistiche” dei luoghi oggetto della ricerca per cui era giunto sino al Capoluogo! Questo perché avevo inavvertito (!) buttato occhio sul tubo-ottica-digitale Sony. Dalla serie: hai voluto la bicicletta? mo' pedala. Immaginate l'imbarazzo di trovarsi con sto coso digitale e carte da riprodurre: ah fa il prof, non si preoccupi saremo di ritorno fra tre giorni. Bontà sua e tanto di scadenza temporale implicita! Andati via restammo: macchina digitale carte e il responsabile del laboratorio microriproduzione dell'Archivio di Stato che mise a disposizione il banco reprodia, non prima di un sardonico sorrisetto del tipo: e mo' so c...artografie tue!

Man fotografo sin dal 1969


Ps. I due volumi che poi vennero stampati nel 2004 oltre le riproduzioni con Sony, si segnala per alcune cose: anzitutto i famigerati michiapixel, che nella pubblicazione nessuno mette e metterà imai n discussione! E de relato come una semplice Point&Shoot in mano all'arte, uso dire, riesce più che a far miracoli restituire sino all'ultima risorsa, poco o niente usata ancor prima intesa da minchiapixellisti. File più che buoni per stampa offset.
Secondo poi nel volume alcune immagini rudimentali dell'epoca, eroico oltre al fatto che il dagherrotipo ufficialmente è del 1839 e vent'anni dopo suppergiù su lastre, cui poco si sa dei materiali, apparivano i fatti del terremoto biblico che colpì queste lande del Regno delle Due Sicilie nell'Anno Domini 1857: una carneficina.
Terzo e questo per gli studiosi soprattutto, di come già all'epoca fossero in avanti ricerche tese a supportare l'origine dei terremoti: vennero gli inglesi, o meglio visto che nel Belpaese ci stanno come alieni da sempre (!) il passo fu breve come di lì a poco la “nascita” del Regno d'Italia pagato dalla Bank of England...antesignana di un'altra guerra di liberazione con accento anglosassone, che paghiamo ancora oggi ad usura! 

Pss. Altra cartografia di un progetto dell'Archivio di Stato (mai andato a buon fine per insussistenza mentale del personale “dirigente” i Beni Culturali tout court, quello stesso che maneggia perfettamente bene Excell o far di conto pro-domo loro) comunque venne ripresa a “sezioni” con una Canon D-20, nel tentativo di assemblarne in Psphop e ricavarne per interpolazione l'omologo digitale a grandezza naturale, e preservare l'originale, su cui è giusto e saggio stendere un velo pietoso!

more: Eartquake.jpg (456.42 KB)



"But before he began working in film, Lenczewski wanted to be a photographer. After learning the rudiments of the darkroom during a job at a printing house, he began shooting on his own. He was soon winning local photography competitions and dreaming of a career in the field. But in communist Poland at that time, a career in photography was hardly possible — there were no magazines, no advertisements, no fashion. He determined that the best way to get behind a camera and make images was to become a cinematographer"

Photographers




Acqua calda, sì, ma non troppo

Infatti solo per il primo bagno: ok non si parla di mare e annesso “lavaggio” acquatico. Qui ci si riferisce al trattamento fotografico del 135 (detto formato Leica per ovvi motivi diciamo di copyright) e 120 altresì detto dalla primigenia che l'inventò, ossia Rollei, poi a seguire Hasselblad Zenza Pentacon Mamya solo per citarne al volo.
Materiale analogico da trattarsi nelle mitiche tank Paterson e sue rocchetti impossibili in nylon. E per i fiorellini appena sbucati, quelli che vengono abbindolati dalla giostra per gli acquisti corrente bianconero ché il digitale non tira più, prestate orecchio. Infatti le prime spirali dove avvolgere in completa oscurità (!) le pellicole poi da trattare, erano senza “rampa” di innesco. Poco male per il 135: una tragedia per il 120, da scartocciare al buio e provarci non senza ripetuti astemma (imprecazioni o meglio blasfemia a questo e quel santo non meno che le terga di mamme terrestri e celesti!). Tant'è vero che la Paterson poi venne in soccorso con spirale alettate “giganti” dove far passare alla grande sempre il 135 e senza blasfemia accessoria il formato 120. Altri tempi.
Ora saltato a piè pari il consiglio per gli acquisti (se uno sta da mane a sera a smartphone e detti “social” e a mai visto de visu il Mondo in bianconero, l'unica cosa che capisce è il trandy la corrente moda bianconero by Usa e getta per l'appunto) il processo di sviluppo dell'argenteo rullino 135/120 è una relativa passeggiata: leggasi il Negativo di Ansel Adams o vecchi tromboni alla Feininger “Libro della Fotografia” dove pur ci siamo formati su quando era l'unico modo ante Internet natu, libro in traduzione italiana e che non cambia codifica binaria tipico dei vari OS ma che si può leggere e senza alcuna presa di corrente (!) da qui all'eternità. Potenza della carta stampata!
E dunque trattamento chimico/alchemico che prevede uno sviluppo bagno intermedio di sola acqua, o secondo certuni canoni addizionato con Acido Acetico Glaciale: na puzza indicibile! Infine il fissaggio, che diversamente da altri canoni, non è come per il trattamento carta carta fatto di un pre-fix o chiarificatore, e fissaggio finle: na rottura di...
E invece cosa accade per il revival dei cretini in bianconero che fa tanto moda? Alla vaschetta perfetta di Paterson, cui inserire più spirali/film contemporaneamente, di base due 135 alla volta, han tirato fuori uno scatolotto en plein air. Vabbene ma il costo è di 150 euro, poco più poco meno. E con quella cifra comprate una multi tank Paterson, cilindri in plastica graduata per chimici e...vi divertite anche! Gioco come altro così vi vogliono la giostra degli acquisti.
Ah già sti furbacchioni di “invetor” scoprono l'acqua calda, si, perché una soluzione originaria era la vaschetta Agfa Rodinax Daylight: niente di nuovo sotto il “sole” massonico si capisce!

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Libidine voleva all'epoca di trasmissioni via telefax degli avvenimenti di cronaca, già anatra zoppa la fotografia rispetto al tubo catodico, tout court quando i reporter in zone di accadimenti rientrati in albergo, nelle toilette attrezzate per l'abbisogna si apprestavano allo sviluppo del bianconero da teletrasmettere: i più very fine con trasmittenti portatili plugin e presa doppino telefonico mentre il resto della ciurma si recava presso trasmettitori pubblici e/o di sedi distaccate dei giornali per cui lavoravano. E c'erano tecniche, rintracciabile su vecchi numeri di Progresso fotografico e Tutti fotografi così a memoria, con doppia libidine e fiocco per trattamento del rullino 135 già nel suo caricatore (!) in bicchiere (!!). In seguito e con tank ordinaria il prezioso e azzeccatissimo Mono-bagno, vale a dire sviluppo e fissaggio contemporaneamente: terminata l'azione chimica del primo interveniva il secondo. E la Ornano chimica italiana in Milano (dalla stazione centrale si vedeva il cartellone pubblicitario) offriva il suo Monofino ST 47...quarantasette? Ah bella questa, si, perché nella Smorfia è...il Morto che parla!

Pss. Si è detto che il trattamento del bianconero è in tutto e per tutto assimilabile a rito alchemico, da perdersi solo all'inizio per le innumerevoli variabile, Ansel Adams docet, e diluizioni e marche e scuotimenti di tank e l'ibibente finale il bagnetto della pellicola per essiccazione perfetta e senza macchia di calcare: temerario e temibilissimo per il piccolo 135, inutile e fuorviante per il gigante 120 alla Tazio Secchiaroli e dei Paparazzi di tanti estati fa!



Angelo & Angela


E meno male che gli “angeli” non han sesso! Incominciamo alla grande un lunedì di Giugno caldo già dalle prime ore mattutine, a Sud (de che?).
Sia come sia vi siete alzati come al solito, o col motivetto della colonna sonora in testa per la giornata (a volte più giorni) oppure un'immagine tout court. Ora come mai vi viene a mente, gli Angeli? Già come mai? Boh la prima reazione poi però...qui di certo non custodi.
Parentesi: ma l'immaginereste quanti ne sono secondo Catechismo quello di altre e lontani estati fa? Dunque due conti: pigliate, secondo visione cristiana si capisce anche se di alate creature tutte le cosiddette religioni più o meno ufficiali ne danno conto, settemiliardi e rotti di esseri incorporei (!?) “buoni” cui aggiungerete, però, agli antipodi, ecco, i sulfurei “ cattivi”. Mammamia e 'ndo li mettemo tutta sta 'ggente su a Tera? E meno male che sono aerei, gli Angeli, casomai sono dolori per i controllori del traffico aereo...stamani siamo di fioretto come al solito altro che spade, spadine e spiedini!
Chiusa parentesi dal Catechismo, veniamo a cose più terra terra, su. E allora la cosa si fa più visibile, sì, perché anche queste cose che veniamo a scrivere (sembro Totò Peppino e a Malafemmena...effetto caldo sorry) tutte le latitudini, miti o meno, ne dà registrazione: de che? Ma di una battaglia “celeste” e di carri infuocati (licenza poetica o censura per bifolchi da Vaticano Spa?) e di ali (alianti) naturalmente, angelicate.
Siché come tutte le cose anche la battaglia celeste di quel giorno ebbe termine: vittoriosi e vinti. E allora come oggi domani dopo domani e sempre: chi vince detta legge e scrive “storia” mentre glia altri s'attaccano al tram del desiderio. E qui siamo a fatti di certo peso. Anzitutto gli Angeli (de)caduti come pure le Scritture parla finirono nel bagno penale chiamato, appunto, Terra, a sigillo della loro sconfitta eterna senza riscatto:”Scacciati dal cielo, gli angeli sono caduti e non voleranno mai più fino al cielo più alto”. Cielo tutt'altro che metafisico e ci siamo intesi. E pare che questa Mafia, sì certo, perdete si attrezzò per vivere al meglio su questo pianeta, fabbricandosi per tutte le incombenze manuali, e chi secondo voi? Noi umani o meglio tanti umanoidi. Tuttavia come tutte le ciambelle qualcuna è venuta senza...buco anatomia a parte. Forse un Eki/Prometeo e molti altrri ancora nel corso della “evoluzione” umana ha partorito anche un Manunzio...
Passare al “moviola” almeno gli ultimi duecentomilannidistoria, e con che software montiamo la “storia” poi, come si fa? Montare...già intelligenti pauca verba come sempre paisà!

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Tra le pagine a Web cui “casualmente” ci si è imbattuti non poteva mancare, citato proprio l'altro giorno, tale Giovanni Gastel da Milano, e suoi “angeli”. Tuttavia una foto, si presti attenzione, posto che qualcuno non usi testa a spartir orecchie, alla mano del buon “angelo”: notato niente? Eh c'era da aspettarselo da spartitor d'orecchio! La mano, guardate la mano dell'angelo: arto nero (cancrena fuliggine infernale post produzione?) indice e mignolo. Corna. Ahh il nostro Gastel per essere ciò che è deve, anzitutto, “glorificare” la Potenza tellurica che lo ha messo a cavallo (trovate immagine al riguardo nella sua autobiografia Un eterno attimo by Mondadori) a far carriera, certo in questo potrebbe tornare più che utile una tessera del tipo quella P2 di Berlusconi Memoria, o di Capo bastone che non vivono più in Sicilia, da mo', dai tempi dell'ultimo sorso della Milano da bere! Non citiamo fonte che non ce ne po' fregà de meno, casomai e se vi pare premete i ditini a tastiera e provateci

Pss. Il Cern di Ginevra quel grosso ciambellone con il buco però, dove accedono come “spettatori” i Russi che in superficie però sono “cattivi” e non così su la Stazione orbitale...pare lavorino a tutto tranne che per il bene cosiddetto, il ciambellone: una volta, infatti, fisici quantistici ravvisano il pericolo della creazione di un buco nero, da finirci tutti dentro, un'altra la possibilità data dalle grandi energie sprigionate, di aprire lo Stargate e consentire ai (de)caduti angeli di fare finalmente ritorno a “casa”. Solo che l'E.T. del caso lascerebbe nell'inferno più indicibile la Terra e suoi abitanti! E d'altronde dicono le menti superfini alla Falcone, che aveva capito abbastanza e fatto fuori a conseguenza, semo Goym: schiavi. Ahh benedetta Is-Ra-El uber alles per chi intende che il numero della Bestia è 666. E si vabbè alcuni vogliono 615: mah!

15-06-2019 08:04

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I media si sono sostituiti al mondo di prima.
Anche se volessimo ricuperare questo mondo di prima, potremmo farlo stando
con uno studio intenso di come i media lo hanno inghiottito

Marshall Mclhuan




Ah ecco volevamo dire

Un’altra “scatola” di foto mentre qualche giorno addietro la Maier (scatola di ogni ben di Iddio fotografico comprata ad un’asta da un ragazzo che stava lì tanto per…) e ancor prima la valigia (con rotoli 135 non tagliati in canonici 6 fotogrammi!) di Bob Capa, mo’ è il momento di Weegee il primo su larga scala e sua Speedgraphic 10x12 a darci morti in prima pagina: eh ‘o Sistemm’ nun è fess’ e sa come prendere all’amo i teleguidati. Infatti al momento topico: zacchete, il pacco per morbosi necrofili qui nel caso di specie. E si sa come la Morte attizza e terrorizza: potentissima droga a buon mercato per Big Brothers.
Vabbene anche storici e antropodeché (prezzolati) si sono fiondati sopra l’affare. Avanti con i buoi…

Lost Weegee crime photos revealed!


Man fotografo son dal 1969



Fisime a man salva

Il rituale poi cos’è nella sua essenza: esorcizzare la Morte che fa cagare sotto gli umanoidi. Certo poi gli antropodeché ci mettono le chiacchiere per dire quello che si sa, voglia si sappia. Ma si guardano bene dal concetto di Morte: perché si muore nell’Era dell’ottimismo senza scomodare Tonino Guerra e sua réclame? E delle macchine pure tanto per non far torto ai transumani robot. Altra fissazione dell’occidentale, che si caga sotto dalla paura di sparire come giusto sia, casomai in altra dimensione…meglio non dire ai materialisti d’accatto. So’ permalosi mentre continuano a cagarsi sotto all’idea della Falciatrice.
Sia come sia veniamo a noi, va. Rituale come ripetizione un’altra fesseria del pensiero aristotelico mai finito al macero per evidenti limiti d’usura: lato traslato figurato e fate come ve pare. E pure questo non si dica, altrimenti il ricorso a Betotal o benzodiazepine alla Giovanni Gastel, raccontato nella sua biografia a p. 65 di Un eterno attimo by Mondadori, l’intontisce ancora più; sono costoro che hanno inventato il weekend, il fine settimana che in mancanza di lavoro unica cosa Moloch nella vita sostituito da alcoilici…
DxO ci ha abituali, quindi, a misurare la bontà di macchine analogiche in tutte le sue forma senza ricordare gli smartphone “fotografici”. Tale che se una volta era d’uso: “lo dice la Rai” parimenti l’odierno Lab DxO. Contenti voialtri. Tutto qua? Ancora un pochino per dire che questi nostri fisici con fisime di un Universo rettilineo (rettiliniano, no?) verso l’Infinito ed oltre (!) devono ripetere a mantra che per porre a metro costante i parametri devono essere quelli e non altro in tutto l’Universo: minchia! Ripetere così dice la “scienza” ripetitiva. Per carità di nuovo chi si contenta gode: ma l’indeterminatezza di Heisenberg, e la Quantistica…mal si conciliano con tanto determinismo d’accatto darwiniano positivista di un tempo passato a miglior gloria. Ditelo ste cosa agli orientali che gli viene da ride. Ah anche oggi alla fin della tenzone tocco? Tocco o son tocco? Ma fate come ve pare…

DxOMark Made a Realistic Mannequin for Testing Selfie Cameras


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Ps. Tuttora a web la metodica, Images Resource, per testare le digicamere e certi colori come pelle, alquanto difficile a farsi, e poi manichini dai capelli lunghi per verificare altresì la “finezza” del potere risolvente. E senza ricorso a mannequin Ai. Cui prodest? Come sempre ribadiamo: cosa c’entra a dare numeri? Cosa ci azzecca con fare fotografie? E’ la giostra dell’accata accata (to buy) tante volte detto e ridetto, il resto alla giostra gliene po’ fregà de meno

12-06-2019 10:53

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"Secondo una dichiarazione rilasciata dalla Sala Stampa della Santa Sede il 16 febbraio 2019, McCarrick è stato giudicato colpevole dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) di “adescamento nel sacramento della confessione e peccati contro il sesto comandamento” con minori e adulti, con “il fattore aggravante dell’abuso. Inoltre, avendo reso definitiva la sentenza, il Papa ha reso impossibile condurre ulteriori indagini, che avrebbero potuto rivelare chi in Curia e altrove conosceva gli abusi di McCarrick, quando lo hanno saputo, e chi lo ha aiutato ad essere nominato arcivescovo di Washington e infine cardinale. Il punto fondamentale è questo: Papa Francesco sta deliberatamente nascondendo le prove su McCarrick. Lo ripeto con fermezza davanti a Dio: Papa Francesco ha saputo di McCarrick da me domenica 23 giugno 2013, 40 minuti prima dell’Angelus. Gli ho detto degli abusi di McCarrick dopo che lo stesso Papa, di propria iniziativa, mi ha chiesto di McCarrick". Eppure, i fatti rimangono. McCarrick è stato un amico personale di Francesco per decenni prima di essere eletto papa. Francesco sapeva dei suoi crimini, ma lo ha riabilitato, lo ha reso il suo inviato personale e consigliere di fiducia, e ha nominato vescovi e cardinali che sono ben noti protettori di McCarrick. Eppure non dirà una sola parola su questo. È immensamente triste leggere le risposte di papa Francesco sul caso McCarrick, per non parlare di tutto il resto. In primo luogo dice che ha già risposto molte volte; in secondo luogo, che non sapeva nulla, assolutamente nulla di McCarrick, e in terzo luogo, che si è dimenticato della mia conversazione con lui. Come possono queste affermazioni essere affermate e sostenute insieme allo stesso tempo? Tutte e tre sono menzogne palesi. La crisi riguarda il fatto che una “mafia” corrotta ha preso il controllo di molte istituzioni della Chiesa, dall’alto verso il basso, e sta sfruttando la Chiesa e i fedeli per i suoi scopi immorali"
Mons. Viganò, c’è ancora molto su cui indagare



“ Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa
al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare"

Matteo 18,6



Vergine…a pagamento

Certo non d’imene che si accenna, so’ cazzate. Ecco. Concorsi planetari del “vero” eppure falso assai.
Questa cosa immonda e ridicola che la fottografia di natura, ecco di nuovo e non è refuso, deve per un attimo farsi (non nelle vene, forse) bella e casta e pura, pur sempre mercenaria sotto sotto, sì, lì. Gioco dove soprattutto il puttaniere (giurato) si fa vergine, sempre a pagamento, quel tanto che basta agli ordini della giostra per gli acquisti del Pensiero Unico. E tiene famiglia il nostro.
In breve l’idillio della natura incontaminata (cara ai satanisti luciferini alla Salgado e adepti del Georgia guide stone) cui élite dedita al “tutto a me e niente a te” vuole manu militari trastullarsi nell’illusione del “vero” ma chiaramente falso e con cielo tempestoso, che però fa effetto. Certo una tirata d’orecchio…proprio non ci voleva a guastare l’attimo fuggente, verso la cassa!

Wildlife Photo Contest Winner Disqualified Over Elephant’s Ears


Man fotografo sin dal 1969



Non so da dove cominciare perché mancano le coordinate per articolare una qualche “riflessione”. Certo è che da un po’ davanti un’immagine (cartolina o reale scorrere quotidiana vita) qualsiasi provo una sorta di smarrimento, che non trova appiglio. Sono soprattutto quelle in bianconero che per loro natura ti costringono ad “immaginare” di più. A volte immaginare, meglio immedesimarsi, in ciò che si vede: cosa avrà visto Tizio o Caio mentre veniva fotografato? Cosa gli passava per la mente? Fotogrammi mentali di questo tipo.
Se poi sono immagini dell’infanzia (in sorta di legge della ricapitolazione) vissuta: tombola! Quando infine le immagini si fanno drammatiche, allora allo smarrimento s’associa una ipoventilazione alveolare e nodo alla gola, e vorresti gridare ma non è possibile.
Che strano mestiere si è scelto (!?) ci ha avvelato in modo sottile l’esistenza; come cecchino che non ne sbaglia una oramai vorresti trovare un po’ di requie ché non se ne può più

84 scatti di follia e di speranza nelle fotografie di Vallinotto

«Io mi dicevo: se vedo i merli dalle finestre, vuol dire che sto bene e a posto con la testa, se invece il cervello era tutto confuso, dipendeva dai giorni, era per i farmaci che mi davano». Angelo è un sopravvissuto. Uno di quei bambini che hanno passato l’infanzia in un manicomio"

“Se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?” Luca 23, 31

Man fotografo sin dal 1969

Ps. I matti li ho ripresi e a tutt'oggi mai pubblicati ché i fotogrammi sconvolgono anche me


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