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Petapixel paraculo (ultimo in ordine di comparsata prezzolata ché tengono famiglia: dico e non dico)

Stampa & Regime un’altra notizia da dare in pasto (lato traslato o come vi pare) al pubblico, che se la beve con il pasto, si capisce.
Breve in orizzonte da Cupio dissolvi tutt’altro che biblico, anzi, c’è poco da aggiungere. Lor signori non si fermeranno mai. E pure noi. Amen


Ps. L’altra sera il figlio grafico (bravo pure a fare fotografie) con l’ultima realase, ecco, di Photoscopa mi mostra le mirabilia della AI, sì, generativa. Ahh quanto a questo è bastato digitare, si vede che Siri vocale non riesce ancora a fare ciò che le dita scorrono a tastiera, paesaggio con yacht su mare cobalto; alè le jeux son fait di bella ed intrigante immagine, funebre quanto basta ma per i minchiapixellisti, zombie, cadaveri che camminano del Cancel Culture robba, ecco, da fireworks, no? No


(Copia & Incolla se vi pare)

https://petapixel.com/2024/06/09/adobe-has-made-it-too-easy-to-hate-them/
https://petapixel.com/2020/02/01/photographers-why-are-you-hating-on-adobe/

https://petapixel.com/2024/06/06/photographers-outraged-by-adobes-new-privacy-and-content-terms/
https://petapixel.com/2024/06/09/adobe-has-made-it-too-easy-to-hate-them/

https://petapixel.com/2024/06/03/adobe-removes-ai-images-in-the-style-of-ansel-adams-after-complaint/



NB. A latere, sottostante link, ma non troppo ché la serie sempre quella è: Noi siamo noi e vujji, alla napoletana (come pubblicità di gelati sebbene il pronome è il jingle nujj ma ci siamo intesi, forse) nun’ siete un cazzo. E pagate, dicono, manu militari l’aggiornamento quotidiano altro che annuale altrimenti vi blocchiamo il conto corrente e vi mandiamo gli sbirri a casa a sguarrarv’, pure, ‘o mazz’ fracete ca tenite. Onnipotenza e opzione Sansone, ciò che accade senza fiatare (Satana si incazza di brutto e vi manda i suoi come sopra detto) a Gaza via Stella di David. Stella? Guarda tu il caso della detta “volta” celeste ma qui si termina

https://petapixel.com/2024/05/31/panasonic-explains-stock-photos-on-s9-website-a-mindset-from-over-20-years-ago/




From London, Parkside

Quell’anno insolitamente soleggiato, ma ci trovammo (mi pare ricordare l’anno 1980) in una di quelle tormente da sconvolgere pure la flemma inglese! Ma come eravamo arrivati lassù nella capitale della perfida Albione? Via fotografo incontrato nella Milano da bere, un happening dell’allora AFIP, sì, l’Associazione a...delinquere dei fotografi very nice. Erano i giorni della Pyramid che Giac Casale curava per dare lustro, ecco, alla categoria dei very in ambito europeo nientemeno. E da questo scambio “diplomatico” sto londinese che sembrava uscito dal film di Antonioni Blow up...ma non sottilizziamo. Sia come sia parla tu che parlo io nello sgangherato inglese di Manunzio, ci capimmo. Infatti non passò molto tempo che da Capodichino voilà to London. E s’è detto accoglienza insolita per clima, giusto il tempo di prendere posto in quella Albione terra che si scatenò una di quelle bufere nordiche da impallidire (!) i già pallidi londinesi. Eravamo in giro quel giorno e ci trovammo proprio in faccia Parkside, un bus che si era fermato e fatto scendere i passeggeri stupiti per lo stop non meno per la neve che veniva giù sferzata dal vento gelido. Continuo babbei? Vo' fatto fessi un’altra volta: tutto falso. Certo qualcosa di vero nel Manunzio troppo scrittore di scemenze più che fantasie, c’è. Giac Casale ad esempio che per conto Afip (Presidente Alfredo Pratelli e Giovanni Gastel ne prenderà la guida successivamente) era ambasciatore presso l’ Associazione europea dei very nice richiamati; delle comunicazioni (archivio) dei fatti quante ne volete ché non c’era ancora Internet e manco BBS precursore di quei. E il bus? Beh questa è certificata dopo Novembre 1980 seguito del sisma Campano-Lucano: storia. E ci era arrivato come per incanto, venuto proprio da Londra! Cosa posso dirvi del perché, arrivò qua sotto finestre di Manunzio? Sì, in quei giorni di cupa tristezza l’arrivo di sto “coso” un fatto, appunto, fantastico catapultato d’altra dimensione. E volete voi? Chi lo guidava non so se del Bardo compaesano o italico paisà, intendeva salire per una stradina che dalla provinciale porta al rione Lucania di Manunzio. Cosa impossibile perché allora (da tempo c’è un sottopasso agevole in entrata ed uscita senza attendere le sbarre del passaggio a livello sovrastante, la strada a saliscendi aveva gobbe e binari) già problematiche per autovetture figurasi un bus! E uno dice sarebbe bastato arrivarci comodamente dalla parte a nord del quartiere senza problema alcuno, invece come Iddio volle passò strusciando la carrozzeria su le gobbe, e non era finita ché bisognava passare anche un ponticello stretto stretto per un autovettura alla volta via semaforo stop-and-go. Passò pure questo e finì su una strada qui vicino, aperto per ricovero terremotati. Non servì così come le tende della Protezione (in)Civile, distribuite da chi scrive insieme ad altri volontari, ai cornacopi del Rione.
Passano gli anni e il bus è ricoverato sempre qui a pochi passi su la provinciale, ex latteria, proprio così, mi pare Lucania latte o cosa del genere, dove pure andavamo per l’approvvigionamento caseario. Latteria diventata in seguito “dogana”! Poi un bel giorno sparì e non si è saputo più nulla di lui, bus come persona viva. Un dispiacere che non vi dico, una presenza rassicurante. Manunzio è attaccato alle cose, ma niente a che spartire con il possesso ché gli manca l’Invidia (Peccato Capitale) benzina per quella; sì la “proprietà privata” nasce da qui ed altro si capisce!

Ps. Babbei non solo voialtri, no, l'immagine copertina però in verticale è finita sul sito Getty-Images, poi causa ristrutturazione della stessa Agenzia non più visibile con tutto il resto del portfolio: chi avrebbe mai "acquistato" fotografie not america way of life?



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Lectio Magistralis in Triennale con Giac Casale
https://artslife.com/2013/10/23/lectio-magistralis-in-triennale-con-giac-casale/
https://www.afipinternational.com/news/2013/10/17/giac-casale-dipingere-con-la-luce/



Ritrovamenti e "affioramenti" eterodiretti,
(Tempistica sospetta)



La giornata della “memoria” a senso unico eterodiretta* è passata, la propaganda sionista tutt'altro. E se un giorno (!?) era “ne uccide più la parola che la spada” oggi il medium immagine: Google docet per chi capisce.
C'è sta raccontata dell'archivio della Vivian Maier affiorato un giorno, così. E uno dice: possibile? Hai fotografato, cara tata così riportano della Maier, questo è quello e in articulo mortis manco a donare i tuoi scatti ad un Istituto culturale che sia? No, si è atteso che un baldo giovane un giorno in mercato delle pulci...
Poi la “valigia” di Endre Friedmann alias Bob Capa, un dandy prestato alla fotografia. Ebreo pensa te il caso che ci ha regalato immagine bianconero e dalla Spagna Fascista/franchista (prodromo di quello che di lì a breve sarà IIa Guerra Mondiale, con il Settimo Cavalleggeri tarattattà liberatori Stars & Stripes a liberarci, così i libri di squola, e non rompete su la q di quadro; libri che gli scribacchini-storici prezzolati scrivono e sai che novità) delle sorti magnifiche e progressive del Kapitale Anglo-sionista-americano. Immagine sino all'altro giorno ché nel clima del Cancel Culture a giorni scomparirà ipso facto, Dea Madre o Grande Utero formato Gerda Tara, che rimpiazzerà il “maschio” fotografo...
Riaffiorano or ora altri “documenti” a distrazione delle masse appecorate; ebrei instradati verso i Lager, pieni questi e di ogni “genere” umano**. E non lo si "ricorda": vero senatrice ebrea Segre?
Pistolotto allora, tutt'altro quanto ennesimo tentativo di depistaggio, distrazione di ciò che gli “oppressi” affrancatasi dalle maglie camere a gas e divenuti oppressori, sai che novità, riversano il Genocidio subito (!?) su i Palestinesi di Gaza, e non solo

Nb. Termine Genocidio è usato dalla Corte Penale Internazionale dell'Aja: Ipse dixit

Photographer’s Secret Images of Holocaust Victims Being Rounded Up Are Discovered
https://petapixel.com/2024/01/29/photographers-secret-images-of-holocaust-victims-being-rounded-up-are-discovered/


* Si tratta di una lettera, scritta dall'allora ministro degli esteri inglese Arthur Balfour a Lord Rothschild, inteso come principale rappresentante della comunità ebraica (con i "distinguo" di Wikipedia ossia lor signori stessi)
https://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_Balfour_%281917%29


** Simboli dei campi di concentramento nazisti
https://it.wikipedia.org/wiki/Simboli_dei_campi_di_concentramento_nazisti


Ps. C'è ebreo ed ebreo, immagine, va da sé e lo si è scritto tante volte (La segheria abbandonata, Rigoni Stern, Einaudi) tanto per tenersi mille leghe da i soliti sviamenti sionisti di Stampa & Regime tout court



Click on for more


AI will bring into question the very nature of photos
What is a photograph? Is a photograph a document, art or something else entirely? Do photographs have to be real, or is the word 'photos' just another way to refer to all visuals that can pass for photorealism? The word photo means 'light,' so do photons need to be involved somewhere?

These weren't very hard questions a few years ago, but in 2024, we'll be asking ourselves some version of these questions constantly.

In the wake of AI, and before that, computational photography, our understanding of what defines a 'photo' has become a mishmash of qualifiers and footnotes.

We may say that, in essence, a photo is a natural light captured and preserved as a visual representation of a moment in time. But then, what of the photos coming from our smartphones? Our phones do not capture a single moment the same way our still cameras do, but rather as a burst of images that is computationally combined into an amalgamation of no actual moment in time. Is this still a photograph? Does it matter that a smartphone has taken 16 images and combined elements of each to make one image? Does a photo always have to be truthful?...


Ps. In attesa dell'implementazione finale Blu beans Urbi et Orbi: orbi? Si comunemente noto come "cecati"...in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen!

AI AI AI...

Vedete voi? Interessante come su l’AI si scateni tempesta in bicchiere (piccolino è meglio e scemografico) che uno già dice: non vi basta quella corrente e di “realtà”, no eh?
Sia come sia evidente che l’operazione, in caso di specie, è fatta per attirare le mosche su la m...armellata e pubblicità indiretta per chi “fotografa” o meglio da in pasto all’algoritmo AI. Ammuina, infatti, basta leggere espressamente il tacito mutismo dei “giurati la giostra” e che, fra involuto linguaggio a telecomando, la dice lunga, tranne svegliarsi e a telecomando: contrordine compagni...porca la miseria”

...cui esilarante reply dei padroni del vapore…

...And additionaly, we have recently asked contributors to tag their content as generative AI & we’re exploring additional labeling and filtering improvements for Stock buyers

...But it now appears that’s not the case. In recent searches for steampunk images, we’ve discovered dozens that were almost certainly generated by AI software but were not labeled that way

Ergo siete voi munnezzaglia vivente, mica noi tacci vostra, che tirate in inganno noi che bravi siamo, presto maledetti e subito alla casa that time is money e di diman’ non v’è certezza!

NB. L'immagine di copertina è vincitrice del Sony Wolr Award, autore che poi non ha ritirato premio

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Adobe Stock Images Not Labelled as AI Generated (Appearing as Vector Art)
https://community.adobe.com/t5/stock-discussions/adobe-stock-images-not-labelled-as-ai-generated-appearing-as-vector-art/td-p/13558844


The AI Revolution: An Interview with Boris Eldagsen on Winning (and Refusing) the Sony World Photography Award
https://ridingthedragon.life/2023/04/16/boris-eldagsen-ai-sony-world-photography-award/?utm_source=substack&utm_medium=email

Can We No Longer Believe Anything We See?
https://www.nytimes.com/2023/04/08/business/media/ai-generated-images.html

https://steampunk-explorer.com/news/adobe-stock-s-ai-problem


Ps. Levate di scudo pruriginose, putualizzazioni cu na corda ‘nganna (con corda al collo, insofferenza e stizza malcelata). E se tutto è finto allora pure noi del vapore, tremano, lo siamo. E da qui le “scuse” a scoppio ritardato altrimenti la Giostra babilonese di sempre non gira: but show must go one

Pss. L’intelligenza Artificiale è un altro tassello del Dominio front-end Soros/Davos Boys già Chicago Boys/Onu/Oms/Banca Mondiale/Fondo monetario...niente di nuovo




Da sinistra a destra la famiglia Olympus e su la destra, or ora, la new entry FZ300. La C-5060 WZ (a sinistra) è quella che per anni ci ha accompagnato con bello e cattivo tempo in ogni dove, tant'è che l'archivio di 285.00 file è venuto su grazie a questa incredibile camera Olympus, nome che è una garanzia ancora oggi che non “esiste” più per le note vicende del brand. La seconda (da sx) C- 5050 è una non meno incredibile “Leica” con il suo trentacinque millimetri equivalenti full frame alias 135 di Barnack memoria. F 1.8 lente e pari apertura che si costruiscono solo e soltanto in questi giorni che pare la nuova Gold rush per i brand ancora in vita; la C-8080 CCD by Kodak ancora oggi con “solo” otto-mega-pixel comunque stellare. Infine la FZ 300 Panasonic con ottica Leica che non è uno scherzo, anzi, parente acquisito di Olympus, avendone adottato anche il sensore MicroQuattroTerzi



Il problema (di non poco conto)

La cosa è lunga e la dividiamo. E allora C- 5060 artefice dei 285.00 file d'archivio digitale.
Anzitutto mai avuto un problema, e la soletta porta batterie, per giorni interi uno dietro l'altro ha sempre erogato energia per il suo lillipuziano sensore, incredibile.
Ora per chi è nato adesso e non ha minima idea (Cancel culture docet!) dell'Era analogica, l'italica Ferrania (con cui si è iniziato fine anni Sessanta a sperimentare la sua P30) pubblicizzava le sue pellicole a colori con jingle: “Tempo bello tempo brutto con Ferrania riesce tutto” squisitamente equiparabile alla Oly WZ 5060 in esame.
Fianco a fianco nell'immagine panoramica la “Leica” C-5050, qui con il c...rotto, sì, l'alloggio portabatteria non più chiudibile ma con protesi sottostante, vite e pezzetto di staffa porta lampada degli Anni 70 (sic) avessi voglia ancora.
Quanto alle altre due ritorneremo a breve. Il problema, allora: come conciliare creatività, si vabbè...e armamentario? Ancora come portare per ore ed ore uno zaino pieno di ogni ben di Iddio senza poi, a fine giornata, causa stress e muscolatura dolente evitare il rosario di mannaggia? Impossibile, a meno ché non si è tra coloro che “fanno” i fotografi ad ore stile passeggiatrici ser(i)ali...Il problema, infatti, costoro non se lo pongono: semel in anno, no? Viceversa per chi ci ha la creatività come forma morbosa (!?) lo zaino, eh...
Passo indietro alcuni decenni fa e borsone fotografico analogico: due Contax, tre lenti normale-grandangolo e 135 ché mai andato oltre tranne qualche fugace “toccata&fuga” superiore sempre made Zeiss: noblesse oblige, no? Uhmm. E poi corpo Zenza Bronica SQ-A, magazzini pellicola di riserva, pentaprisma e leva laterale carica otturatore...quattro ottiche cui un padellone, letterale, quaranta millimetri niente male rispetto al pari Distagon 40 mm Zeiss Hasseblad o anche Rollei all'epoca SL-66, detta eine panzer! Poi pellicole 120 rigorosamente Pro Epr 64 tenuta, secondo canone, in frigo, pari pellicola e procedura per il formato 135 delle Contax. A latere, zaino, vettovaglie e non so cos'altro che uno zaino militare, per averlo provato in prima persona da milite, un peso piuma. E a sera, i sacramenti? Ni poiché ero giovane e pure incosciente come quella volta che mi arrampicai su un muro cadente e niente...fori di foscoliana memoria: avevo visto pari angolazione e ci avevo provato, sì, la dia sta ancora in archivio ma a vederla mette ora per allora i brividi di incoscienza! Qui ci fermiamo però e l'invesa risposta...alla prossima. Stay tuned paisà!

Ps. Quante volete scritto che le richiamate camere, eccetto la Pana, sono state nelle mani di Alex Majoli della Magnum Agency: si ma tu Manunzio non sei Majoli, eh. Transeat ma le (foto)camere...e poi qui link è ancora oggi sul sito Getty Images e “fatte” con Point&Shot finanche di Epson 850-Z di “solo” duemilioni-pixel l'immagine bianconero tre finestre con neve: che volemo fa?


Olympus? Uber alles, wunderbar!



Immagine di copertina dalla rivista quadrotta che si chiamava E spedita ai possessori di camera, all'epoca E1. La pastosità dell'ingrandimento è per palati fini assai di certo non per “minchiapixellisti”. I passi tonali e piumaggio non denotano traccia di alone, segno del classico Un-saharp mask di Pshop e compagnia cantando. Su la E1 è possibile, altresì, registrare in Raw. Tuttavia i file sfornati in Jpg a 314 Dpi risultano, ipso facto, perfetti per essere immessi senz'altro aggiungere nel flusso, una volta, della stampa detta off-set, cartacea per intendersi.
Click su per avere la riproduzione, via Ep5 Olympus, dell'immagine stampata; anche riprodotta la grandiosità della E1 è senza paragoni, per “solo” cinque milioni-di-pixel.


Post un po' kilometrico, eh. Olympo di nome e di fatto. E iniziare così sembra di stare in quei luoghi mistici. Se non che qui si parla di “attrezzo digitale” E1 che è “dolce naufragar” in questa digicamera che ha scritto una pietra miliare, qui in Evo digitale. E cinquant'anni fa con la mitica OM 1 (l'aggiunta della vocale o fu per la bava di Leica che fece fiamme e fuoco nel vedersi scippata il “marchio” della Bestia o le sue M...a telemetro, qualcosa che di lì a breve, per gli smemori a pagamento eterodiretti, si ritorse contro negli anni dello sgancio oro-dollari allorché la teutonica emigrò armi e bagagli dai “fidi” camerati nipponici della gloriosissima Minolta...) la piccoletta OM1 e seguiti squassò come non mai lo stagno del tran-tran fatto di Nikon (a breve qualcuno dovrà staccarle le macchine che ancora la tengono ancora in vita) e la fuori squadra Canon, che solo a ripercorrere gli Anni dal '70 in qua...un'altra volta.
E1 non da meno ha rotto i c...olori al binomio CaNikon (Sony è un impasto di ferraglia e silicio, nobile quanto vuoi, pur sempre senza anima come i correnti giorni, e poi nata sulle ceneri della gloriosa Minolta: Srt 101, docet) con il suo quadrotto neo standard 4/3 che i cosiddetti “fotografi” han capito poco e riviste prezzolate insuflatori**a sostegno, non allarghiamo la cosa al M4/3 che realmente poi non ce ne per nessuno: i senza specchio, ecco, sono un plagio dei Corpi Olympus & Panasonic.


La doppia pagina non ha bisogno di commenti: siamo a circa 280 x 530 mm di immagine senza sharp alcuno, e qui a dir vero un lieve un-sharp avrebbe più che giovato. Tuttavia l'immagine come insegnano i “sacri testi” (chi?) va guardata, nel caso, quantomeno a braccia tese e distante dal proprio nasino. Clik su per avere la riproduzione, via Ep5 Olympus, dell'immagine stampata; anche riprodotta la grandiosità della E1 è senza paragoni, per “solo” cinque milioni-di-pixel

Permettete un attimo ché non siamo prezzolati. La Panà ha il formato completo full-frame in partenariato con la Bestia Leica (non ci ha mai scaldato il cuore sin dai tempi della reflex Leica SL anni Settanta, divisione poi completamente smantellata visto prezzi e cazzate tecnologiche, e oggi tutta la serie R ossia classica reflex a specchio, le trovate a poco più di una buona fumata di sigarette ottiche comprese; cuore poco riscaldato anche, infine, dalla serie M tipo M6) e l'eccellenza Sigma (e suo poco “capito” Foveon (battaglie e nel retropalco di Logge massoniche e la cosa si fa lunga da non dirsi...altro che marketing!). Triangolo Panasonic-Leica-Sigma nel pompare il formato L Mount Alliance o full-frame. Contenti loro per la scalata ai vari residuali bellici d'antan alias Hasselblad (ex) Mamya odierna Capture-One.
Sarà ma il menare altro che ménage, ecco, triangolare...alla fine non tira più. Infatti, non si spiegherebbe quel gioiellino a nome GH6 (noi in borsa abbiamo un altro mito, GH4 fianco a fianco con la Pen F e non la finiamo più: vero Eugene Smith?). Ma la GH6 è in formato M4/3 erede diretta con lo standard 4/3, e il cerchio si chiude amici belli, minchiapixellisti cui termine non più in uso da un po' qui rinfreschiamo il “neologismo” coniato dal vulcanico Manunzio (stavo e malamente per scrivere sulfureo e noi con Il Diavolo-Market mai fatti atti pattizi, sottoscritto con sangue vero!).
E1 a finire che la francese rivista, cui ero abbonato perché capisco il francese studiato nei mitici Sessanta del secolo trascorso (invano?) Chasseur d'Images, metteva paro paro allo stesso livello con le allora “sei minchiapixel” e con una foto su due pagine da leccarsi i c...osì, sì, i baffi che non veniva parola!
E1 da “solo” cinque megapixel di grandezza da urlo (si ricorda una stampa “domestica” prodotta su carta Fabriano, da altro mostro sacro di stampante a nome Hp 1220 C...dove la consonante è da leggersi tripla: Color e con i Contro C...)

**insufflare
v. tr. [dal lat. tardo insufflare, comp. della prep. in «sopra, dentro» e sufflare «soffiare»], letter. – 1. a. Soffiare sopra o dentro: i. l’alito (o assol. i.) su un catecumeno, sul battezzando, sull’olio del crisma, come cerimonia liturgica; e con uso intr. (aus. avere): i. in uno strumento a fiato, in un palloncino di gomma, in una vescica. b. Introdurre aria in una cavità del corpo umano a scopo diagnostico o terapeutico: i. ossigeno nei polmoni di un neonato. 2. fig., raro. Ispirare, destare, far nascere in altri: insufflandole un vigore fittizio (D’Annunzio); i. odio, sospetti; i. il dubbio in qualcuno, con insinuazioni, con parole coperte, con subdola opera di persuasione. Treccani online.


Prestate attenzione a user66396 el “zorro” nottetempo alias...Manunzio
https://www.juzaphoto.com/recensione.php?l=it&t=olympus_e1

Chasseur d'imagines
https://www.chassimages.com/forum/index.php?topic=316586.0

Olympus E-1 first Olympus Dsrl, 5MP, launched 17 years ago
https://robinwong.blogspot.com/2020/07/olympus-e-1-first-olympus-dslr-5mp.html

Sono tornato a fotografare con una Olympus E1
https://www.youtube-nocookie.com/embed/W-pRNu8T3cI

In Media Res

Hi Artisans photo-printermaker where to start if not, for example, Fabriano and its albums (from latin word albo, white) already at used my home since the days of elementary school?
Fabriano paper, let's go and the n. 4 already in use years ago when I make the experiments in Print-Era inkjet and between profilers and calibrated monitor (then thrown in the trash see bellow link) like a trapeze artist, between gamma 1.8 Mac and 2.2 Windows colorimetric theories Relative Perceptual and ... black dot. A casino royal! At this days ten years have passed, I've just started printing on paper again, a quantum leap in inkjet technology and fairly easy operation. Today, softwares facilitate the final printing on papers with related ICC profiles, or a "translator" between what the monitor sees and the drops of CYMK on the final paper. Closed parenthesis, the Fabriano n. 4 and black and white printing on Canon Pixima Pro 200, and its free proprietary software "Professional Print & Layout" in code PP&L: obviously nothing prohibits, indeed, to print from Pshop, Lightroom and others software. However the software PP&L is a fantastic and discreet ecosystem, we will talk about it in a next thanks to exhaustive video find on Youtube.
Be that as it may, the print test is n.2 A4 Fabriano sheets with its 200 sgm (there's a trick to very end weighing it down more, gluing two sheets in one!) doesn't make you cry out for a miracle, sure, also because I used the "auto-pilot" within the Canon software, just to start from a point. Another mess? No, not at all, as everything beyond the data, let's say purely technical, is worth the personal eye and the taste and one's own vision of the world*, a far cry from the simple, sad and lonely binary code on the monitor, which cannot show the real range of the paper (this is true for every brand) Fabriano 4, its honest gray range** even if in color as we will see later, and here we give it as a premise: chapeau!
On the other hand, another Fabriano, the Rosaspina, which does not need any presentation as it is well known by the masters who use it for drawings and wet techniques, 220 sgm, with a velvety and pleasant touch, transmits an excellent vibration and a nice sound***. And if as happened by mistake to print from the back, you find yourself a surface let's say textured similar to canvas for artists!
And it must be said even if it puts fearful experimenters on the run: the Rosaspina Fabriano "drinks" and absorbs ink like a sponge (which all porous surfaces of other brands do) so that with the Canon Pixima 200 you have to find the mix, let's say, of "inking" in view of the fact that, lacking the layer of barium sulfate or other the surface, and this again applies to all papers produced by third parties, on the Rosaspina the inks tend to sink (spread) between the fibers. Translated: a patina that mixes everything and questionable contrast. And yet, never say never, because there is a way to curb all this and it has the wet mark 609, but we will talk about this "numerology" again.
That's all folks? None because on stage it is another Fabriano Artistico paper that makes the a big difference: here things get interesting, indeed in contradiction with what has just been said. Artistic in the natural white and extra version that we have tested. Artistico Extra White 300 gsm paper that does not seem to be made for "artists" by the wet brush in all its facets. First of all the tactile sensation, which is hardly found in the blasé papers for inkjet, that is pleasant smooth. But if you keep on feeling the paper, it is made of a completely different material: cotton fiber. Now, if the tactile sensation is a good start, the results are amazing, thanks to the fact that the treated surface prevents the dye inks from sinking like the Titanic into the fibers paper. And this translates into sharpness of the edges, contrast and anything else worthy of papers for inkjet: very fine.
The blacks, I'm talking about test black and white prints, here are deep and not as unsteady n. 4, as well as the tonal range as well: it's a pity that the monitor flattens everything and you can't see the difference. Artistico Fabriano it well bears the "underexposure" or the well-known exposure latitude of certain analogue materials aka silver halide. Not enough? In fact Innova in joint venture with Fabriano (we have written and had feedback about it) calls its "special" papers (rough watercolour surface) Artistico and they cost a fortune: à la page c'est vrai?
We have reached the end of the first part with the Fabriano Papers in black and white test, next products of other papers mill, and to follow the more than good results obtained for the color test images. Stay tuned paisà because we are only at the beginning of the fireworks and of a bet already won: the use of art paper (not conventional) on printers Canon Pixma Pro 200. A la prochaine fois paisà

*The human eye sees reality humanly, with all its load of emotions, ideas, preconceptions, culture. In the memory of things there is always a dominant color, the others disappear. From book "Fare un film" Einaudi Editore
**To bring out the typical black of glossy paper shine, the spreading of wax on the print was experimented with good results. Wax already used at the beginning of the twentieth century by Stieglitz, Steichen Ansel Adams and others

***All papers have a "sound" a vibrations, in fact as a pinch your thumb and index finger and swinging the (all factory papers) paper you hear a low sound slightly gloomy but harmonic as when in good weather season a summer storm is approaching

Link
Gallery Fabriano
Tips for better prints
Innova inkjet papers

Ps1.Fedrigoni-Fabriano and others trademarks, in this and all posts, no pay me for advertising
Ps2. A papers selection I purchased to local fine arts supplier, online for Artistico Fabriano and other paper manufacturers


Canon Pixma Pro 200


Hi artisans printer-maker an other step before printing. I was for many years customer of Canon, at the end of Sixties in last Century with a camera Canonet QL (quick load). After that I used with all the Canon cameras (not all purchased, but among friends canonist and acquaintances from) type F1, A1, Ae1 to Ftb up to the incredible Canon D20 and its lenses L ( Fluorite, the best choice). And from the knowledge of the Brand, the reputation its bubble jet printers the step to buy Pixma Pro 200 a good choice for me. Why? Simply because the digital printing I has been practiced it since ten years. In fact thanks at two astonish printers in those days: a Hp 9180 inks pigments and the incredible performance of Hp 1220 C (dye ink) of which there was also a PostScript version, both in A3 format. Hp the 1220 C only four "simple" aqueous colored inks: one tank for the black dye and the other containing all three colors CYM (not separately tank like today). Many years after was, in fact,
Canon itself that introduced the advertisement: "A day all printers will have separate tanks for each color".
However, since then, the prints that I keep under glass would be indistinguishable from the current pigment inks. I remember the printer Hp 1220 C prints deliberately manipulated in Pshop to make them look like watercolors, indistinguishable from the real ones whitouth fade colors. However stay tuned paisà

Ps. Canon Inc. not pay me for advertising, this and all posts is from my personal equipment


Link
Northlight
Northlight2
Making a Canon PRO-200 black white fine art print - papers for monochrome




La coda del Diavolo


Nel archivio fotografico Manunzio le voci sono divise in “categorie mercantili” ad evitare un catalogo di tutto e di più su unico file sterminato.
Uno stacco. Per decenni si è tenuto memoria scritta ora di questo ora di quest'altro, e di certi fenomeni strani, almeno così l'inizio, rivenuti routine in particolare momenti canonici del giorno (le ore e valenza energetica non sono uguali, bioritmi a parte, che sia).
Breve l'archivio Manunzio d’immagini viste e riviste come una Grazia Neri in quel di Milano (all'epoca analogica decana delle agenzie fotografiche italiane prima del pensiero unico a nome Getty Images) ed ero presente ai fatti, alla richiesta di una sua collaboratrice (in cerca di diapositiva o fotocolor nome a prestito da foto-colore antecedenti l'uso delle diapo) indicarle senza errori uno scatole rosso, erano suppergiù tutti di pari colore, all'interno del quale ricercare l'occorrenza. Scatoloni che esternamente portava a cartiglio “categorie” fotografiche: pretesa tutta umana di imbottigliare l'Oceano mare. E certi simili modus operandi.
Selezione d'archivio Manunzio per il portfolio del sito omonimo a ringiovanire la visone; alla “categoria” città la sottocartella “vetrine” ben più che soliti manichini e finiamo qui altrimenti invece di sveltire le cose...E un'altro stacco ricavato per caso: le immagini in oggetto pensavo averle prese con la diabolica Epson 850Z cui pure s'è scritto (basta digitare a piè pagina Diary ed esser linkati di conseguenza) e invece fotografate con “leica” tutta particolare si comprenderà il virgolettao (che tanto paiceva ad Umberto Eco, ecco). Immagini, ancora, vetrina in (dis)allestimento e scatti su “leica” come si pure detto altrove sul Diary somigliare e molto, alla “vera” sebbene il lillipuziano sensore di C 5050 Camedia Olympus ed equivaletene 35 mm passo full frame, apertura f 1.8. Iso incredibile a rileggere lo Exif a 64, eppure le foto sono di pomeriggio già notte invernale! Manichini e vetrinista, che presa com'è non si accorge della presenza, di là dal vetro in strada, del Manunzio che scatta; anche perché la vetrina ha quattro bei fari angolari elei si trova in perfetto controlluce e la isola.
Maquette dunque? Si è no certo con espressioni femminili ben fatte seppure plastica. Breve assito allo smantellamento della vetrina (di lì non passerò più e al posto della boutique odierna libreria) sino all'ultimo piedistallo...Senonché a distanza di diciotto anni, tale l'Exif dice, e in un pomeriggio domenicale fine settembre pandemico ancora assolato a queste latitudine, scatta il fermo immagine: streaming visivo riesce solo Manunzio, al suo occhio (fotografico). Siché attira lo sbuffo in testa (vetrina) rosso, immagine in alto, e guardar meglio sembra il titolo del post: una coda! Ancora, il volto, sì di pastica ma che tuttavia non ha nulla di finto, bensì umanissimo essere. Umano pensieroso triste solitario e finale. Detta così già vedo l'imbecille di turno girare l'indice alla tempia...cazzi suoi rimando perché per quanto strana la cosa, se è poi è anche “veramente” fotografo (essere non avere) avrà sperimentato almeno una volta il teatrino del Truman show in cui vive!
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