Manunzio



Stack or not stack

This is question forse così il Bardo. Vabbene da qualche parte bisogna pure cominciare. Certo per i cosiddetti pro della Milano da bere un “anticornonarico” basta collegare il banco ottico al computer, casomai con l’interfaccia Capture One Pro 20 ultima entry, così à la page, e il gioco è fatto. E fintantoché tutto è su lo stesso piano via con il liscio. Prblemi nascono, e non altrimenti per leggi ottiche, quando sul set compaiono più attori, o oggetti che di still life parliamo. Quindi diversi piani, e per farli tutti a “fuoco” non basta diaframmare al massimo (decadimento immagine). Anzi uno dice: ma se dopo un f 16 ipotetico i raggi che già si incasinano (diffrazione) per entrare nel pertugio dell’ottica, perché mai gli f 32, 45, 64, 90 o mi pare ancora di ricordare f 128? E co sti numeri, tuttavia, hai voglia, no? Proprio no. E si ipotizza un banco diecidodici, già l’ottica “normale” è un centocinquanta millimetri, un bel tele sul formato Leica, tanto a circoscrivere la cosa. Insomma un che di poco maneggevole a diaframmi chiusi (decadimento resa ottica) e ne abbiamo passato esperimenti su la Cambo montata su un mastodontico cavalletto Manfrotto che tirato su arrivava sino al tetto! Siché senza ulteriori numeri al lotto, diaframmatura che potrebbe fare al caso per un totale, ma se la composizione è più mignon i problemi là sono e lì restano. E poi se chiudi il diaframma di conseguenza aumenta il tempo di posa, inezia se ci hai il parco lampade: una volta faretti su Kodak 50 T(ungsteno) oppure su Epr-64 Bowens lampo del caso, che doveva scaricare una potenza non indifferente. A chiacchiere, sì, perché il trucco negli studi era di abbuiare il set composto e inquadrato, poi con otturatore su posa B o puristi T(ime) far partire scariche di flash a ripetizione; flashate che si sommavano per avere come unica botta del caso! Quanti esperimenti, grazie al flashimetro che per l’abbisogna dava il computo delle “aggiunte” per l’esposizione, e si era già provato su Polaroid, sorta di pre-view. Manualità ai limiti dell’acrobazia che oggi fa ridere. Tanto è vero che pochi puristi e distillati sedicenti fotografi vi ricorrono ancora, anche su camere elettronizzate al massimo: ricordiamo i primi modelli Sinar del caso. Restano tuttavia, sempre certuni fotografi, che attaccati alle Hasselblad elettriche, ecco, del caso o Mammamia (Mamya gloriosa RZ 67 d’antan oggi acquisita da Phase One) vivono felici di fare bella figura via Thetering con l’Art director immancabilmente femmina del caso, cacio sui maccheroni. Ma sempre più i fullfremmisti CaNikon con lenti shift, ottiche che in sedicesimo ripropongono i movimenti del banco ottico al fine di pareggiare i conti dei diversi attori giacente su piani del set. E qui sarebbe conclusa la disamina, e invece no. Sì perché tutto il resto della ciurma fa a meno di ottiche anzidette, Hasselblad e flash, odierno rentrée di lampade a base Led un tantinello scialitiche, o equivalente dentista, ahi; fotocamere attaccate a computer “teterizzati” neo cordone ombelicale ( si raccomanda l’arancione Tether Tools) per verificare all’istante che tutto è ok (!). Parentesi: con Raw e Pshop che tutto aggiusta, basta e avanza no? No evidente, chiusa parentesi. Insomma oltre i fulfremmisti c’è vita come su Marte?. Sì certo, anzi, lì fuori alla base della “piramide” fotografica volete voi? Un Maunzio che va, al solito, per la sua strada: senza flash e lampade (pisolano da qualche armadio) e manco full frame. Peggio ancora con vecchie ciabatte 4/3 da Paleolitico a base bit. Vabbene, e poi? Un programma come Helicon focus (ci) risolve il “pareggio” dei conti con ottica zoom in manuale anch’essa del Mesozoico. Ma lo si dice qui, se uno poi vede i file: che volemo dì ancora? Il manico pari la classe n’est pas de l’eau mes amis!

Immagine 1
Immagine 2


PS. I file allegati integralmente potrebbe benissimo vedere spazio su un Franco Maria Ricci d’antan; luce bank come si evince alla base del mezzo busto e figura di fondo? Tutt’altro luce finestra, letterale, e come base e sfondo due retro-cartoni utilizzatati, quando è il caso, per il cosiddetto fill-in; ottica 14-54 f 2.8-3.5 prima serie su l'immortale (chapeau!) E1 Olympus la nostra “protesi”. Associato un secondo scatto in verticale prodotto da pari ottica e malandrina Oly E 510 con Live-view feature molto più comoda

Pss. Nel novero dei sistemi di pareggio piani fuochi c'è anche l'interessante Actus Cambo e gli immarcescibili Novoflex, soffietti o macro motorizzate



Al di là del muro

A volte si fa fatica a star dietro certuni che scrivono a Web e in lingua “inglese” in sorta di timbro legale: bullshit per l’appunto.
Siamo oramai saturi di “tecnologia” che non serve assolutamente a niente, se non per la giostra che tuttavia perde giri e bulloni, prossima all’implosione. E sì perché il concetto lineare dell’Occidente giudaico-cristiano-romano gli torna dietro: sì avete inteso bene dove. Per il semplice fatto che dal comparuzzo Galilei & Newton frammassone in poi l’ambaradan detto scientifico (Occidente) è giunto al capolinea: un po’ come dire la Fine della Storia per chi intende, per il resto come detto sopra la retta che gira…
E quindi l’opzione Sanson (vero sion?) è pronto in rampa di lancio: alla lettera. E l’Apocalisse è tutt’altro che una opzione, quanto il sipario, o meglio il sudario che il genere uman(oide) si ficchi bene in mente. Ah certo qui si parla di fottografia, una volta con una sola, ecco, consonante effe e di quando Sony faceva tutt’altro prima di acquisire la Minolta; Sr-t 101 e sue mitiche ottiche Rokkor!
Sony is Falling Behind in the Spec War It Started

Man fotografo dal 1969

Ps. Il nostro eterodiretto estensore prezzolato dimentica che le professionali senza specchio esistevano ante Sony full frame e CaNikon: Olympus docet. Certo in formato M 4/3 e come ha dimostrato Panasonic prima con la Gh4 poi 5 videocamere per eccellenza prima di approdare anch’essa al pieno formato Sh1. Un inutile sforzo a “pieno formato” prima del collasso definitivo delle reflex così come le si è conosciute sino ad oggi, che altro non è se non l’aggiornamento (obsoleto) del caricatore Leica di Oskar Barnack: memorie del passato, ante telefonino natu est che dilaga ed impazza con selva di obiettivi premontati come insegna iPhone da ultimo



Eleganza formale

Più propensi al contenuto che al “macchinario” è quello che da quando siamo in Rete ci contraddistingue: ci proviamo. E questo non sottende il fatto che ce ne freghiamo del richiamato, tutt’altro. Anzi mai come oggi di macchinario ce ne si troppo e quasi come sartoria a pennello, ecco, per ognuno. Ed altrettanto vero che dinnanzi a questa potenza di fuoco tecnologico la fotografia non esiste più sostituita dalla fottografia o giostra per gli acquisti. Capita, non di meno, che navigando in Rete c’è vivaddio chi prende spunto, da altra angolazione per muovere non già critica per la critica, manco fossimo a bar sport, bensì richiamare i giochi che avvengono “ai piani alti” come si dice nel video sottostante. E così Manunzio può riposare perché da altra parte e angolazione si muove il sacro furore, videomaker, dei neuroni disconnessi dalla regia per gli acquisti, e scusate se è poco!
Ci prendono in giro con le nuove mirroless

Man fotografo dal 1969


Ps. Si presti attenzione al richiamo (in video fatto da un buon amatore) ai “cartelli” dei vari band(y) che la dice lunga su come si mantiene la giostra degli acquisti detti fotografici tout court. Quanto poi le attrezzature in Era analogica cosa non abbiamo provato, e con essi materiali sensibili sviluppi stampe su questa e tal'altra carta fotografica finanche la Oriental (stupenda) usata da Ansel Adams. Poi con l'avvento (messianico) del digitale e diciamo terrestre tutto l'armamentario si è drasticamente ridotto a pochi pixel, di 4/3 Olympus cui ammiraglia di quindici anni fa produce ancora oggi file incredibili di "solo" cinque milioni di pixel; per non dire che dei più di cinquantamila file in archivio sono stati prodotti con una Point&Shot Olympus. Il resto evidente sono chiacchiere, non foss'altro che su uno schermettino di telefonino ben difficilmente si nota differenza con le inutili vagonate di pixel, full frame nel prezzo



La Rotta

Naturalmente non è la via, traiettoria e nemmeno scassata: no, proprio rotta. Disfatta. Vale a dire quando un esercito (come formicaio) una volta colpito reagisce a cazzo di cane. Sparpagliandosi, alla ognuno per sé Iddio per tutti.
Esempio Nikon che ha fatto (in vena?) della serie Z la mirrorrless, sì, ma a salve. Ed immaginate chi possiede ottiche Pro luminose della Casa, trovarsi chessò di pari lunghezza Z (perché da cretino è passato a Z) diciamo così, non un f2.8 bensì un modestissimo f 4. Disfatta oltre al fatto che giustamente qualcuno si pone seri problemi su questa “strategia” di Casa Nikon Z, che al momento buono statene più che certi la prima vittima della premiata CaNikon. E gli altri brand(y) non stanno a guardare, casomai su la riva del fiume…

The Negative Reaction to Nikon’s Noct Lens is a Symptom of a Much Larger Problem

Man fotografo dal 1969


Ps. Nell’immagine inizi post il cosiddetto Noct zerovirgolaqualcosa di apertura e azzeccato ad un corpo Z: un bell’equilibrio instabile e certo molto discreto come “lente”. E pensare che la fisiologia mirroless e quella di contenere pesi e dimensioni, guardate Pana & Olympus più la seconda che la prima che ha partorito la sua Full frame senza specchio! E la cosa, il Noct, un fatto di vetrina e null’altro, poiché nessuno si sognerebbe di andare in giro di notte (o mezzogiorno ai tropici a tutt’ISO, tutt’apertura e lamentando casomai pure vignettatura ai bordi!) con una canna di fucile a prezzo indicibile (e si parla male di Leitz). E poi con i corpi stabilizzati e le ottiche e il fatto di non avere rimbalzi di specchi, e gli alti ISO non più spauracchio per la “grana” dovrebbero far sì che una qualsiasi ottica luminosa basti e avanzi per fotografare. E invece no, il peto vetro-metallo più che bello e buono puzzolente e costoso targato zerovirgolaqualcosa ma di Nikon; cosa che ci dice aldilà di ogni ragionevole dubbio che Nikon è de facto trapassata a peggior gloria. Una Era si chiude e questi signori non vogliono darsi ragione: giapponesi, no? Rimasti soli soletti nella Jungla a guerra persa e lontana nel tempo e nello spazio: te a buon peso che stamani siamo larghi e generosi!

Pss. Tutto lo sforzo “bellico” in atto dei brand fotografici è l’inutile tentativo di rinviare il redde rationem da Pensiero Unico, qui nell’articolazione fotografica digitale



I cazzeggiamenti della giostra quotidiana

Meno male qualcuno c’è: a fare cosa? Ragionare che di sti tempi infami dell’Omologazione totalitaria, forse a salve una gran fortuna. Sì perché basta il solito prezzolato influencer (una volta erano gli opinion leader, poi blogger…) che inno + cula il cretino mighiapixellista di turno. E poco importa a sto punto se pro semi pro o imbecille glorificato che dir si voglia. Qui e per chi fa il pesce in barile si parla espressamente della solita giostra quotidiana degli acquisti: un supermercato punto e basta. E la fotografia? Il solito romantico impenitente di Manunzio!

“But when someone argues passionately that DSLRs are “dead” or “on their last leg,” it feels less like a statement of fact and more like an attempt to justify their latest camera purchase.
Mirrorless is the future? The DSLR is dead? Kind of a funny argument when it comes down to it. Photography has grown a lot over its short history. One of the greatest things about it is that no technology ever replaces what's come before it. Digital photography has brought on a lot of new technology and mirrorless is the latest accomplishment. Mirrorless allows us to have a full data readout from the sensor. Sony has made incredible strides with their autofocus speeds as a result. Canon and Nikon have both introduced their first mirrorless systems in the last year. We have barely scratched the surface. Though surprising, Nikon's latest announcement is the Nikon D6 - a DSLR”

DSLR is DEAD?


Man fotografo dal 1969

Ps. Il giorno prima lo “conversione” nel caso di specie di Nikon o l’altra faccia della medaglia che porta effige Canon, la full frame, sì, ma senza specchio o il futuro radioso e di cosa non ha importanza! Poi contrordine compagni la stessa Nikon si “rifolgora” e torna pure indietro (ai fotografi che godono pazzamente) con la D-6, che però è una “obsolescenza” in formato Dsrl, con specchio si capisce: un po’ de qua un po’ de là Franza Spagna purché se magna. E meno male che a livello planetario si parla “inglese” e sia, ciò non di meno per il resto ‘taliano è, esoterismo o men che sia!

Pss. Si parla oramai solo di CaNikon e complemento Sony, basta fare così e tutto il resto "scompare". Non esiste, il trucchettino di Stampa & Regime planetario che parla "inglese" del Pensiero Unico. Babele mon amour per chi intende



La giostra videocinefotomatograficassititalcomputerinflussostreamingviaweb

Circondati dai telefonini “multimediali” e prossimi a capitolazione le reflex ci provano: si ma a fa che? A campà paisà. Fattesi (in vena?) full frame, il miglio verde per capirsi, tentano l’ultima esalazione. Fuori di rompimento metaforico vanno verso alti Hi-res, come Icaro. Dunque il 4k manco i cani non va più bene. E d’altronde con la realtà aumentata di cosa quando e perché che sottilizziamo a fa! Ora è la volta del 6k mentre i monitor della Mela erano sui i 5K qualche istante fa. Va da sé e vorrei vedere il videomaker che si butta sull’ultima incarnazione di Lumix (che a corredo ha le Microquattroterzi e palesissima contraddizione Panasonic!) a nome S1H. Ed immaginate di tenere in mano sto accrocco…scarsamente ergonomico per una cosiddetta reflex improponibile per una telecamera! Tant’è vero che poi bisogna dotarla di “gabbie” per brandeggiarle, questa come tutte le reflex folgorate dal video come Paolo su la via di Damasco (a latere grazie Putin). Insomma né carne né pesce. Specie poi se al posto dei classici obiettivi ci azzeccate quelli per cinema, rigorosamente manuali in diaframmi e fuochi, con relativa manopola che tanto cinema figo fa. Dice ma è per avere la botta piena e la moglie ubriaca: e l’uva nell’orto anche? Certo costicchiano le telecinecamere per videocinematografari, poi ci sono i “gimballi” a far girare la giostra di queste ultime esalazioni SH1 Panasonic. Beh per noialtri nostalgici incalliti (imbecilli?) romantici: e i contenuti? Oh bella ma se lo splendido McLuhan ci ripete a sfinimento di c…arrellate che il contenitore è il contenuto in orizzonte di fine civiltà umana: che dire ancora? Eh accattatevill’ e pazziate (comprate e trastullatevi) mentre la Nera signora a latere affila la Falce, triste solitaria e finale!

Panasonic LUMIX S1H

Man fotografo dal 1969


Ps. In tempi lontani e lo si è scritto giravamo con le Canon mute e poi sonore, con le Bolex 16 mm a manovella di carica e mica come agli inizi del Novecento…infine con le mitiche Arriflex per conto Rai



Chiamata per l’aldilà…E ci spieghiamo: questo è sempre un diario di fotografia, vero? Diamolo per certo. E dunque di analogico riferimento qui da presso si dirà; di un lungo lavoro che dura in pratica da almeno trent’anni (Manunzio è tenace!) poi con i computer…una facilitazione da non dirsi. E stoppiamo qua.
Chiamata allora, va. Si ad un luogo non distante da dove si scrive: esisterà ancora? Vabbene nell’archivio non solo della Memoria di certo fotografico e personale sicuro: ma son passati troppi anni che non si mette piede lì. E poi…insomma della telefonata è presto detto: sono su le tracce di immagini che vidi tanti anni fa, sì qui da dove digitiamo. O di storie che una volta si sarebbe detta “ai confini della realtà” come la serie di film americani che scorrevano sui primi televisori bianconero anni Sessanta del Novecento! Immagini passate e del Ventennio a dirne. Dicottoperventiquattro bianconero di un nitore assoluto e di una gamma tonale che Pshop da un lato e Digigraphie dall’altro gli tira il pelo più lungo, uso dire! Una festa per gli occhi per chi intende di fotografia e non doppia (consonante) al passo corrente come spesso scriviamo (siamo costretti).
E questo posso rivelarlo, nessuno le avrebbe prese (consegnate alla memoria di chi verrà) quelle immagini e una montagna di altre cose del Fascismo, se il “rosso” Manunzio non avesse speso tempo ed energie (a gratis al solito!) a trovarvi riparo dall’oblio e distruzione certa; manco le “istituzioni” preposte. Una volta parlare di Fascismo bestemmia era, e i “compagni” usava il mantra apologetico che “nero” è Satana, quanto poi lo è (certificato) di rosso non a caso! E poiché bastian contrario ci fregava allora come adesso una cippa. Siché adesso faremo la nostra marcia sul piccolo borgo per andare a rivederle e…ora il patto firmato (con chi please?) mi vieta di parlare oltre. Poi si vedrà. Saluti al Duce, no? Ahhh e come al solito non avete capito ‘na mazza voi altri eterodiretti e masturbatori incalliti sull’ultimo chip Full frame o mezzo (litro e ‘na gazzosa?) formato da settemiliardi of minchiapixel, e cosa se non?

Man fotografo dal 1969



Taja che è rosso


Natural + mente si può vendere ghiaccioli agli Eschimesi (!) non meno che aspirapolvere ai Tuareg (!!) e via di questo passo. A squola per chi intende che errore non è ci ha imparato che la “matematica” serve a ragionare, esclamativo pure qua ad enne Potenza: lato traslato figurato assai e fate come ve pare.
Matematica che fa ragionare: sull’ipotenusa? O su le uova che un distratto a pagamento venditore gli cascano xyz e poi infine, come Iddio vuole, porta le restanti al mercato? E perché mai: 2 + 0 fa due mentre se fate pari calcolo con la moltiplicazione (supplemento rapido dell’addizione) vi restituisce ZERO quando dovrebbe trattarsi di “non luogo a procedere”? E come mai in “matematica” si parte da 0 per arrivare a 9 e per fare 10 si dà 1+0, mentre a squola lo zero (che è contenitore vuoto) non esiste? e per farla breve vi intimano: contate le dita! Eh stamani quante esclamazioni non meno che domande, cosa che sarebbe dovuto terminare, dopo l’epoca evolutiva pisicologica a reti omologate, e invece punto esclamativo.
Ah ecco ci eravamo persi, forse. A squola anche il fattariello che i numeri (ambo terno quaterna?) sono infiniti: verso l’Infinito ed oltre, no? No perché il vizietto è occidentale aristotelico-tolemaico riveduto e scorretto, non foss’altro che la mazza, ecco, dopo espletamento funzionale per rifare ciò che vuole (pia illusione?) una seconda volta pure ha bisogno di un ciclo refrattario: il mare la spiaggia vacanze a telecomando. La mazza ecco: si deve sottolineare la topografie anatomiche precipua con i “distinguo” del caso? Eh che caso…
Panasonic che in tutto questo ci azzecca come cacio sui maccheroni va oltre. Ma un momento e come la mettemo a fulfremagine? Mo’ dicono voci di corridoio che il 4 K nun sta ‘bbene e ce vo’ er 8 K, ma su GH che però non è fulframagine ma (micro) 4/3? Ah deve aver colpito duro la smartfonagine e creato ‘na fifa blu a li produttori del reflechese: c…loro. Ancor più la fotografia è nartra cosa, e siccome semo nel cardo estivo, avessi visto mai un bel melone: prima vo’ magnate fresco fresco poi ce fate ‘na macchina fotografica, tanto che ve frega: a Cè taja che è rosso, no?

Antò fa caldo

Manunzio fotografo sin dal 1969 (ne ha viste di tutti i colori)




Digitale...all’ultima crociata

Tracimazione, esondazione, acqua alta a Venezia, mareggiate, erosione della costa…siamo in estate paisà e più metafora dell’acqua! Ora trasportate la cosa a livello di macchine fotografiche digitale: Extrema Thule Nostra Salus. Infatti sin troppo facile fare il profeta e con gli smartphone poi, via. L’arrocco finale delle CaNikon ed associate sembra già un mastio o dongione per l’ultima difesa prima della capitolazione finale.
Siché persa la guerra ai piani bassi si va verso l’alto prima della caduta degli dei: eh stamani siamo ancora di fioretto, sebbene in giro certe scimitarre, ma non divaghiamo.
Si è passati al Full frame in salsa mirror less, Olympus docet in anticipo sui tempi come sempre vedasi il cataclisma Om-1 analogico Anni Settanta secolo passato, detto “breve”: mah! E i medio formato? Poca roba se anche Hasselbald per esempio si ricicla, tanto con dorsi da azzeccare alle mitiche 500 C, che in altra salsa.
Sia come sia siamo al canto del cigno, triste solitario y final.
Ah fateci la cortesia sebbene con gli anni, mettetemi un collegamento occhio unità esterna, semmai un bel SSD che tanto fa figo, quanto al resto poi ghe pensi mi!

CFV II 50C: Our legacy, Your future

Man fotografo sin dal 1969



A buon intenditor

A volte basta uscire un pochino di lato dal sentiero del Pensiero Unico a reti omologate per scoprire, che sì, intelligenza c’è e d’altro affare pure.
E come ogni mercanzia la richiesta dell’optimum è una Chimera. Certo poi che la giostra degli acq1uisti, guidata da padri di famiglia che tengono appunto…famiglia, deve spingere verso l’infinito ed oltre in un universo rettileno o rettiliniano fate voi. Gli orientali, mattacchioni, sono per la circolarità ciclica ma non si dica a chi ha testa per spartir orecchi.
Formato fotografico, va. E se proprio l’altro giorno postavamo della Panasonic neo entry nell’empireo a nome Full frame, contrordine compagni che un Aps-C non è detto sia da meno. Siamo quattroterzisti e ancora meno (formato sensore) ma qui non è il caso. Forse.
Allora trovi chi argomenti che alla fin fine è la fotografia quel che conta: ma va! E non già dispute teologiche aizzate dai brand(y) sul viale del tramonto inseguiti dalla canea a nome smartphone. Basta ricordarlo!

Why I Am Staying with APS-C

Man fotografo sin dal 1969




U 'att mammone

Se il primo gatto non fu allora chi fu..secondo gatto non fu allora chi fu…il terzo gatto non fu allora chi fu…Il ritmo tarantolato. Perché? Beh perché siamo oltre il Bene & Male aldilà di ogni cosa: trionfo del Numero ossia del Nulla elevato nientemeno a sistema, allo spread night&day. L’impotenza elevata a Potenza: lato traslato figurato…geografico.
Sì certo si parla delle cosiddette “novità” specchi per allodole teleguidate. In breve la Panasonic che si è attaccata al c…ristallo di silicio Formato Pieno del Pensiero Unico ne sforna un’altra a tambur battente S1H: tengono famiglia. E la legge di Moore il famigerato 18 (6+6+6 o il Numero della Bestia, eh Magaldi Venerabile di tre cotte!) vale a dire che ogni diciotto mesi si fan “progressi” tecnologici o meglio noto come Cartello di brand(y) e non solo del narcotraffico che, anzi, pari sono: ambedue droga ma non è questo. Forse.
Siché sino a questo momento l’Ultra Hd la “norma” e monitor e schermi desktop portatili smartfufeschi (fufi bau bau micio micio vieni qui bello!) e domestico pure? Adesso siamo al 6K: Ultra-ultra cha cha chà. E siccome nell’universo allopatico la serie dei numeri (chi li dà?) è detta Infinita…
Leica veste le sue camere con pelle…umana alla Fantozzi e mo’ Panasonic e mo’ Fujifilm “mezzoformato” da centoepassa minchiapixel…e quest’altro con presa per il caffè: cialde o regolare espresso da bar? Fotografia? Ahh un’altra volta, dicono, le puttane oops i brand(y) e consigli per gli acquisti: tataratatà canale cinqueeee, sei sette otto nove…

Panasonic Unveils the S1H, The First 6K Mirrorless Camera

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Non è che ogni santo giorno bisogna scassarsi i santissimi nel ricordare (!?) che tutti i minchiapixel finiscono a smartphone e se va bene su Tablet dove è alquanto difficilino distinguere (discernere?) 8 16 32 64 128 minchiapixellate!




Il sesso degli angeli

Beh certo al corrente di adoratori, e riti di sangue innocente gran parte bambini immolati non prima di stupri inimmaginabili su altari già profanati in chiese sconsacrate[/url], luciferini parlare degli “omologhi” ma buoni angeli è suprema bestemmia: vero Magaldi Venerabile Maestro?
Sia come sia pari disputatio, che tanta parte pigliava in epoche medievali, si è trasferita per compiacere la giostra degli acquisti, manifestazione satanica, e lo spirito laido più che laico del corrente vivere (!?) su pezzetti di silicio. Ma sì i famigerati minchiapixel delle digitali fotografiche. E che altre volte, i soliti giorni dispari, stigmatizziamo, non foss’altro che non c’è più nessun problema “tecnologico” fra una trappolina per topi e le ben più grandi per fotografi very nice à la page. Più che altro, gli attrezzi, per intimorire la committenza!
Fuori un momento. C’era un fotografo ma nome altisonante (Agamennone) che alle nostre latitudini riprendeva i matrimoni con una telemetro. E si dirà: ah very fine. Sta mazza, poiché il nostro non usava la Leicà (alla francese il suo si capisce) bensì banalissime point&shoot ante litteram: Ricoh G 24x36 che pure si è usato ma in altri contesti. E insieme alle Ricoh dei flash altrettanto fuori “ordinanza” Vivitar 285 al posto dei teutonici Metz. Immagini che poi terminavano sui classici, per l’epoca, ventiventicinque e (s)quoiati album dal peso inverosimile. E vedevate voi differenze con i seipersei Rollei e sempre all’epoca rare Hasselblad?
Disputatio, di ritorno, che oltre al tempo perso non va oltre il fatto “meccanico”: mica so’ fessi gli articolisti che tengono famiglia, mutuo, corredi per figlie femmine che di sti tempi meglio specificare per chi intende…consigli per gli acquisti, va. Ecco

Full frame vs altri mondi


Man fotografo sin dal 1969


Ps. Molti video del magistarato Paolo Ferraro che una volta erano liberamente consultabili on line non lo sono più, poiché narrano di cose che ai padri di famiglaia mainstream(ing) non ci pieace far sapere: quieta non movere et mota quietare, no?



Lucciole per lanterne

Non ci resta che piangere, tra il film Troisi/Benigni e la cruda realtà a salve. Questo perché c’è il cretino di turno (che Iddio lo abbia in gloria eterna, amen) a mettere insieme due cose a paragone, metti del tipo un cinese ed un inglese: ‘mbè? Si intende tranne l’anatomia comune il resto…che non è poca cosa. E fuor di metafora che Analogico e Digitale, o pellicola e silicio. E non potendo dire altro (cinese/inglese) eccoti, rullo di tamburi, che il cretino la mena sul RANGE DINAMICO: mammamia. E che sarà mai, ammuina per perdere tempo? Scusi Cartier Bresson, suvvia cacci fuori il range dinamico. E lei Doisneau che fa s’asconde il range dinamico? Ottuagenario e passa di un Berengo Gardin con la sua Leicà ordunque confessi il range dinamico della sue immagini, casomai di 128.000 Iso con ottica f 0.1 all’Equatore e con sole allo Zenit e fill-in flash (!) come le digitali? Cretino di turno, casomai vai in giro con un visore notturno: sì quelli che già usava la Wermacht nella Seconda Guerra mondiale. Cretino glorificato (il massimo dell’imbecillità) ma fai fotografie? Siii onanista cazzaro a tutto spiano che ti trastulli con giocattoli digitali CaNikon e non sei cazzo di accocchiare (mettere insieme) quattro scatti che vogliano "dire" qualcosa?

Ultimate Film vs Digital Dynamic Range

Man fotografo dal 1969

Ps. Ancor prima del "range dinamico" il boken ossia la sfocatura dello sfondo e sue disputatio teologica! Poi in contemporanea gli obiettivi ultraluminosi usati di giorno (!) lamentando vignettatura (!!) a tutt’apertura (!!!) Ancora i centoventottomila (così pochini?) da usarsi di giorno con sole allo Zenit e lamentare “noise”! E poi il pattern Bayer, poi il full frame poi i dorsi e il "mezzoformato" digitale vedi Fujifilm da farci mutuo ipotecario: e perché no tutto il cucuzzaro? La giostra degli acquisti, che un tempo (Novecento) nel proporre ritrovati della “scienza” contribuiva e non poco alla “Grammatica&Sintassi” della Fotografia, oggi manu militari l’accavallatore di gambe: ossia un pezzo di legno messo sotto gamba, e con pressione verso il basso girando accavalla all’altra di Tognazzi/Vianello memoria!




Analogica Era vs. Digitale: ancora?

Non c'è storia che tenga e lo sappiamo. Digitale che consente, quante volte già scritto, di collegare (adesso solo come metafora) in tempo reale (!?) mente-occhio-braccio operativo. Impareggiabile. Tuttavia il “fascino” dell'analogico, visto la moda retro imperante e che s'adda fa p' l'industria del consumismo, è particolare e “anti storico”.
Dunque tolto di mezzo inutile contrapposizione, è altrettanto indubbio che la manualità artigianale dell'analogico fotografico, inteso naturalmente bianconero, ha una sua precipua malia e fermiamoci qui. E tra il revival non poteva mancare il formato che adesso va per la maggiore: seipersei o formato 120 codice Kodak per Hasselblad et simila.
E chiariamo subito che lo scatolotto Hassel, concetto mutuato dalla Rollei altrettanto scatola ma “verticale” non ci ha mai preso più di tanto. E come altre volte scritto abbiamo usato il Panzer Rollei SL66: doppio peso della Hassel ma pari dettaglio marchiato ottiche Zeiss, il top. Ciò detto mentre la Hassel aveva ottiche con otturatore centrale, Rollei l'esatto contrario tranne qualche ibridazione molto malriuscita con otturatore incorporato, forse per i matrimonialisti che però usavano, a ragione, la Hassel ad otturatore centrale irrinunciabile per “alleggerire” le ombre in esterno con il flash.
Otturatore su piano focale in classica “stoffa” la Rollei, sempre di SL66 by Germany, che se guardo lo scatolotto elettronico odierno che ha il fratello con il pallino della fotografia (usa Canon digital) d'antan....siamo su altro pianeta.
Sia come sia l'essenziale è divertirsi, ancora, a prendere foto e con esse riuscire a trasmettere un qualcosa condivisibile anche per altri, esclusi teleguidati e/o minchiapoixellisti onanisti a tutto spiano per la gioia di CaNikon ma pure SonyFujifilm...per chi intende!

Analogico...trapassato

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Se ne occupa già l'articolista nel mettere i paletti all'operazione "nostalgia" e già con il costo fuori umana comprensione: con pari spesa e non solo dorso digitale acquistate le miglior full frame accessoriste di ogni cosa utile, o nel caso di pruriti estetizzanti, ecco, una "mezzoformato" digitale Fuji o Pentax



Al di là del bene e del male

Eh pare di sì con la “scienza” del Niente che si scatena sul Nulla. Fuji che usavamo negli anni Settanta, scritto e riscritto però repetita juvant, la “piccola” 6x9 si avete inteso bene a telemetro (!) G 690 BL pare reincarnata nella “fiammante” 50S sebbene sia trovata di markketting (rima in italiano antico, marchetta, prestazione come certe signore…). Fuji se fai una macchina “grande” più di una Aps –C o meglio Full frame, poi la vuoi pure ridurre? Vedete l’Era che si vive non ha ragione di essere: nulla di razionale. Dolce e però amaro, povero e però con fisime da ricco. Un SUV che consuma quando un motorino… e una macchina fotografica grande ma “tascabile”. Poi qualcuno dice male dei telefonini, che già ci sono e fanno cose turche inimmaginabili, Ma l’ora è fuggita e i brand(y) muoiono disperati. Per restare con i piedi ben piantati, si ricorda che un concetto “modulare” e non certo mezzo-formato, era già in circolazione per esempio in casa Ricoh. Resta inteso e più che mai valido: quando non c’è trippa per gatti la “scatola” è il contenuto: lato traslato e fate come ve pare!

Fuji camera

Man fotografo sin dal 1969
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