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L’eccezione che conferma la regola

Quando il prof era preso in castagna se ne usciva con il salvacondotto per ogni dove, de l’eccezione che confermava la regola. La Norma suprema, o fuor dai denti: “Voi dite ciò che volete che tanto la Norma è me…”
E così passata la sbornia del cinquantesimo del famigerato sbarco lunare (Capricorn One docet) resta niente o poco più che fumo negli occhi. E oggi con tecnologia e disincanto sotto la lente del “digitale” molto terrestre è ridicola ogni costruzione artificiale dell’allunaggio.
Sia come sia ci interessa poco o niente la disputa da bar sport pro o avversa tesi. Viceversa sono le immagini una volta tanta a valere più di mille chiacchiere.
Va da sé che cinquant’anni addietro, sì dietro per l’appunto, era più facile appoggiarlo lo strumento…televisivo alla Tito Stagno in Mondovisione letteralmente, di una prova sulla collettività che ha preceduto, molto dilettantescamente, un altro abborracciato “mondovisione” noto come Undici Settembre. Inganno totale colpo di mano planetario: putsch da impallidire Benito&Adolfo e certo pure don Peppino Stalin. E infatti sino a quanto si è avuto questi emeriti fra i c…non si è potuto giungere alla moviola di Internet e molto, molto buon senso e logica a smontare vite dopo vite la costruzione di un Nuovo Ordine Mentale e con esso gli Attivissimo di turno, i soliti prezzolati incalliti arrampicatori di specchi (deformi)

American Moon
Moon Lander Fabrication Analysis

Man fotografo sin dal 1969 (anno del Grande Inganno)

Ps. Del video in link di Mazzucco va tolto il polpettone indigesto della prima ora grosso modo per concentrarsi sul resto che è più convincente fotograficamente, ricordando che il termine complottista è una invenzione de FBI americano



Vergine…a pagamento

Certo non d’imene che si accenna, so’ cazzate. Ecco. Concorsi planetari del “vero” eppure falso assai.
Questa cosa immonda e ridicola che la fottografia di natura, ecco di nuovo e non è refuso, deve per un attimo farsi (non nelle vene, forse) bella e casta e pura, pur sempre mercenaria sotto sotto, sì, lì. Gioco dove soprattutto il puttaniere (giurato) si fa vergine, sempre a pagamento, quel tanto che basta agli ordini della giostra per gli acquisti del Pensiero Unico. E tiene famiglia il nostro.
In breve l’idillio della natura incontaminata (cara ai satanisti luciferini alla Salgado e adepti del Georgia guide stone) cui élite dedita al “tutto a me e niente a te” vuole manu militari trastullarsi nell’illusione del “vero” ma chiaramente falso e con cielo tempestoso, che però fa effetto. Certo una tirata d’orecchio…proprio non ci voleva a guastare l’attimo fuggente, verso la cassa!

Wildlife Photo Contest Winner Disqualified Over Elephant’s Ears


Man fotografo sin dal 1969



A buon intenditor

A volte basta uscire un pochino di lato dal sentiero del Pensiero Unico a reti omologate per scoprire, che sì, intelligenza c’è e d’altro affare pure.
E come ogni mercanzia la richiesta dell’optimum è una Chimera. Certo poi che la giostra degli acq1uisti, guidata da padri di famiglia che tengono appunto…famiglia, deve spingere verso l’infinito ed oltre in un universo rettileno o rettiliniano fate voi. Gli orientali, mattacchioni, sono per la circolarità ciclica ma non si dica a chi ha testa per spartir orecchi.
Formato fotografico, va. E se proprio l’altro giorno postavamo della Panasonic neo entry nell’empireo a nome Full frame, contrordine compagni che un Aps-C non è detto sia da meno. Siamo quattroterzisti e ancora meno (formato sensore) ma qui non è il caso. Forse.
Allora trovi chi argomenti che alla fin fine è la fotografia quel che conta: ma va! E non già dispute teologiche aizzate dai brand(y) sul viale del tramonto inseguiti dalla canea a nome smartphone. Basta ricordarlo!

Why I Am Staying with APS-C

Man fotografo sin dal 1969




A volte ritornano (forse non son mai andati via)

Infatti mai andai via se non per “obsolescenza” programmata: da chi? Camere digitali senza mezze misure e su questo ne scriviamo a giorni dispari di ciò che usiamo quotidianamente in formato “old” 4/3 o meno in forma Camedia della mitica Olympus: come dimenticare la Epson 850 Z? Sì perché qui centra poco e niente il corrente “Heritage” della giostra degli acquisti in forte sofferenza: e accattatevill’, no? Cosa non ha importanza: accata attaca (from french acheter english to buy). Certo quando hai a che fare con “vecchi arnesi” anzitutto devi calarti nel tempo in cui furono fatti, il resto se c’è manico si vede (fotogrammi digitali) vecchio o nuovo che sia! E qui in caso di specie la deliziosa riscoperta, ecco, della prima D1 Nikon all’epoca di “solo” due milioni e rotti di pixel e dodici milioni di vecchie lire per averne una, molto meno con la Eos D 30 di lì a poco del compare Canon cui il dilagare delle trappoline digitali sino all’odierno.
Nel link molto gustoso che si posta il riferimento alla pre-view dopo scatto è fatto sperimentato ugualmente su la E 20 Olympus. Vale a dire un “work in progress” che lentamente e molto, ecco, viene alla luce…but very fine!

Nikon D1
Immagine, scattata con D1, dell’articolo poco sopra



Man fotografo sin dal 1969

Ps. Dice: Manunzio lei non cita come “alternativa” alle digitali tout court il telefonino? Si certo e non è “contraddizione” nel momento in cui si parla di “recupero” più del mezzo fine a se stesso dello spirito, non certo alcolico…






Un tuffo dove l'acqua è più blu


Quando in camera oscura della tante volte citata Agenzia Lampo stampavo il mezzo formato (metà 24x36) Olympus chi mai avrebbe pensato all’odierno? Sembrava che la pellicola fosse eterna…
Olympus che se mi levate le “vecchie” digitali 4/3 così pure le compatte Camedia mi togliete l’aria (roba da matti, eh!) da riuscirei non dico a vivere ma insomma…è troppo difficile a dirsi il confine tra apparato visivo “naturale” e “macchina” fotografica; cosa questa che ci permette di sorridere dinanzi l’accoppiata Jovine-Gastel ma pure Toscani nazionalpopolare, a telecomando per chi intende

A Great Moment
Un tuffo (eppur mi son scordato di te)

Man fotografo sin dal 1969






Gnifone & Bandone

Come tutti quelli che praticano lo still life (sin dai tempi analogici) si trova interesse per certe realizzazioni. Casomai, sempre in Era analogica, il difficile era nel mettere in pratica la luce: artificiale per convenienza ché non ci si poteva permettere i Bowens figurarsi gli svizzeri Elinchrom o artigianali in quel di Milano.
A proposito vi è stata e per molto tempo una disputa “teologica” sui i flash da usarsi: a generatore o monotorcia? Terzi di diaframma (!) temperatura colore incostante tra sistemi (!) l’arrivo di astronavi aliene…quel che vi pare. Chiusa parentesi.
In Era digitale è tutta na discesa a patto di sapere anzitutto il proprio nome per chi intende. Vale a dire la “facilità” della codifica 0/1 la capisci se sai, di nuovo, il tuo nome: storia paisà e lascia stare Pshop o à la page Lr e soprattutto il Raw, che tanto poi…sta mazza. Ecco perché si firma ogni articolo “postale” con quattro cifre finali, sempre per chi non ha testa a spartir orecchie!
Siché e finiamo basta un po’ di “cerone e peli” posticci per fare, comunque, una foto interessante: certo se il manufatto che sia invece di chiamarsi Antonio lo chiami Carlo, eh…Già proprio così: non è bello (falso) ciò che è bello ma quello che piace falsa + mente! Certo se poi lo scatto e di una entità fantasmatica a nome Gastel o alla Toscani…cherchez la femme!

Un set di pochi spiccioli


Man fotografo sin dal 1969


Ps. Poi arrivarono gli IFF monotorcia economici (cinesserie antelietteram?) che acquistammo e funzionarono senza mai dare problemi…tranne per alcuni “pro” che a mezzo stampa (Milano cominciava più che bere a tracannare da cane) ne decretarono la fine di un buon prodotto italiano: il problema!

Pss. A Milano venivano fabbricati oltre ai banchi ottici Fatif 10x12 e 20x25 generatori che ricordiamo chiamarsi Eurotodde Srl, usati in molti studios, cui sito del produttore sembra essere "offline"



Repetita juvant quotidianamente, grazie anche alla discreta domestica biblioteca (cartacea) nonché l’infinito mare magnum del web, che si ri-vedono i classici della Fotografia, da cui trarre sempre nuove angolazioni: il bello del classico tout court. E forse per questo che riusciamo da cinquant’anni a tenere ancora una macchina in mano, senza farsi male per chi intende, ed un occhio sempre attento e curioso dei particolari: dal microcosmo al macro senza soluzione di continuità. Occhio come mestiere, o vocazione vai tu a sapè…

Web & Fotografia


Man
Fotografo sin dal 1969



"Having become reliant on “What You See Is What You Get” live view or EVF shooting, I now found myself struggling with the lack of instant feedback on exposure, white balance, focusing accuracy and overall framing. There were too many unknowns to deal with and I had to rely on two basic yet crucial factors to survive this session – 1) my own experience, skills and instincts as a photographer and 2) faith in the camera..." E noi cosa diciamo un giorno sì e l'altro pure?

Equipment failure in the field: a practical challenge

Man
Fotografo sin dal 1969

Quelli che sanno (anch’essi tutto)



Telemterica Zeiss Contessa Poco più grande del caricatore 135 al suo interno, su la destra (sx per chi osserva) le quattro piccole feritoie protegevano l'esposimetro al Selenio, elemento chimico usato per misurazione come il mitico Sekonic L-28A Studio S



E ci mancherebbe pure il copyright. S’intende le parole che non sono brevettabili e spendibili: non parliamo di logo evidente.
Telemetro un’altra “categoria dello spirito” di sicuro fotografico: creme de la creme. Attrezzi non riferito ai Maestri della Fotografia, tempo sprecato, quanto a quelle moltitudini che ne han fatto una bandiera. Personalmente niente Leica (ricordiamolo per ennesima volta: mai scaldato il cuore fegato e altre frattaglie) bensì per altri motivi, una Fujica 690 BL in formato…6x9! Anni Settanta secolo trascorso; tuttavia una minuscola telemetro a nome Zeiss Contessa un gioiellino di folding in formato “leica” o codice 135, caricata con l’immortale Hp5 Ilford e non disegnata Tri-X Kodak, la portavamo sempre. Pellicole ambedue trattata in Chimifoto Ornano in quel di Milano ante da bere. Ditta che aveva una sterminata serie di rivelatori (sviluppo per negativi bianconero, di questo qui si narra) provati in tulle le combinazioni Asa (antenato dell’odierno Iso) e diluizioni/ tempi nonché “shakeraggio” in Paterson la vaschetta cilindrica per lo sviluppo della Hp5. Puro artigianato, scuola di chimica/previsualizzazione/stampa finale in camera oscura, antro alchemico non molto lontano dalle logiche latomiste per chi intende; dove dal nigredo poi albedo il prodotto finale era, e lo è ancora, il rubedo formato Galerie Ilford a Gioele Magaldi in ascolto, un si sa mai.
Telemetro, ancora, che a differenza delle Srl o finanche TTL (Trough The Lens) portavi in tasca per l’evenienza e a distanza di più di cinquant’anni stanno ancora lì, imbustati negativi e sempre visibili. Viceversa è già un miracolo se un “fail” in formato PSD puoi “editarlo” o vedere sulle castronerie formato “nuvoletta” molto ben gradita da Cia&Mossad, e sempreché non più “visibili” da occhio umanoide: il progresso, no? No!

Rangefinder Cameras and the Power of Imagination
A Real Jewel of a Folding 35
Sekonic Studio L398A Deluxe III


Man



"One of the most viral photos of the past few days has been a side-by-side cSocial media posts of the comparison have been shared tens of thousands of times, and even certain media sites have used the images as proof that photographers are using dishonest perspective and framing to turn tiny insignificant fires into giant blazes that seem to show Paris burning.

The international news agency Agence France-Presse (AFP) looked into the allegations and concluded that the side-by-side debunking is fake.omparison of two photos that purports to show how photographers covering the Paris protests are misrepresenting the truth"




Ps. Nel linguaggio comune la manipolazione è diventato l'editig, quando questi è l'agire sui i livelli di contrasto saturazion eccetera, a meno che non si voglia creare un artefatto a bella posta come nei fatti di Parigi. E non è il primo caso




Era ora che qualcuno…C’è stato un periodo (per tutto c’è un tempo, Ecclesiaste 3.1) che giocavamo (Il gioco e la creatività stanno l’uno accanto l’altro C.G. Jung) con Pshop Pro & Elements che non c’è differenza alcuna (!) per chi intende.
E caricata l’immagine che più ci piace e giocando, di nuovo, con cursori e livelli a perderci più che tempo, testa tante le combinazioni quanto la serie infinita dei numeri. Si vabbè. Poi arrivati alla fine, niente salvataggio (siamo fatti della stessa natura dei sogni W. Shakespeare). Immagine sparita, o mai esistita. E non sappiamo se esercizio Zen o cos’altro: ma non ce ne po’ fregà de meno.
Siché “se l’occhio non si esercita, non vede” l’abbiamo messa a cartiglio l’altro giorno sulla home page, non a caso. Troppa fretta, troppe corse (per morire prima?) di un esistenza che invece di allungare (cui prodest?) si dovrebbe allargare! E allora conviene fermarsi e guardare decisamente meglio, in forma di pre-visualizzazione, quanto allo scatto, c’è sempre tempo: per chi intende. Anche perché in una tasca il telefonino…

Lasciare a casa la macchina fotografica

Man



Leica und Oktoberfest uber alles.E meno male che prima di un post…uno si è recato per ennesima volta dal legale per denunciare il Tribunale nell’amena Capitale di Basilicata o Lucania, fate vobis.
E veniamo a cose serie va: Leica M10 D. Già il nome è tutto un programma, dicono. E siccome si favoleggia che la serie dei numeri infinita è, quando si ha la percezione dell’Universo in “espansione”: evvai verso l’infinito e oltre: che dire? So’ cazzate alla Sartori che fu.
La leva di carica: su una digitale??? Ma ci aveva ben visto con discreto allure la Epson R-D1! Così come questa aveva, ennesima volta a scriversi, Lcd ribaltabile a scomparsa e non creare coccolone ai danarosi collezionisti, semmai adesso, con occhi a mandorla. Ah quei mattacchioni di Teutoni (dategli birra e crauti e li fate felici, poi purtroppo danno i numeri si mettono la divisa delle SS, e pigliano mazzate ché solo quello capiscono!) che considerano lo schermo a cristalli liquidi un gioco per ragazzi! E se uno vuol rivedere, casomai per rifare uno scatto da diversa prospettiva-angolazione? Nein. Verboten. Proibiten alla Sturtruppen di Bonvi memoria, ja. Ma allora une dicen: jawohl Und toglieten tutten circuiterien elektronika, ja. Via anke ottiken (stenopeik uber alles) con konktatten per informazionen Cpu internen kamera. In queste moden si ritornen originen Analogiken, ja? Nein preistoriken, bitte!
Vabbene che siete ‘mbriachi fracichi perenni di Oktoberfest, però all’imbecillità bisogna pur mettere paletten. Anche perché sempre accensione di mutuo ipotecario per “acquistare” makinen M10 D(iesel fuori legge in Cermanien?) figurarsi obiektiven und focheggiaturen a manen: wunderbar!

Doppia libidine con fiocco: Platinum Palladium Printing with Leica M Monochrom (with Lcd eh!)

A quando una Leica digitale senza sensore?


Man

Ps. Tra le cazzate di Leica la leva di carica, come su le analogiche, ma a loro dire serve ad impugnare (brandeggiare?) con una sola mano!!! Ah povero Berengo Gardin che da ottuagenario e passa non si è ancora tolto sto “sfizio”. E tra i revisionisti della Storia, e noi in PP (detto primo piano e civilizzati un po’ paisà!) a scrivere: chessì HC Bresson ci scattava così da acrobatico e funambolico francese con una mano, come al circo, e non ancora con i piedi…tempo al tempo tanto Leica c’è. Purtroppo

Pss. Se solo intendessi andare in giro e far “figurone” metterei al collo una splendida Pro 1 di Fujifilm, telemetro a buon mercato e decisamente “meglio” per chi intende della successiva Pro 2. E ricordare che negli anni Settanta secolo trascorso (mica Ottocento!) mettevamo al collo un’altra “piccola” telemetro: G 690 BL 6x9 (avete letto bene) che stava a cincischiare con la Asahi Pentax 6x7 da reflex fattezze: più o meno, più o meno!



Homo supermaketiis anello mancate. Consumatore e nient’altro senza scomodare PP Pasolini preconizzatore remoto anni Settanta. Sichè anche la riverniciatura offerte dalle varie socialdemocrazie al Kapitale (kappa kome killer) all’ultimo stadio terminale della giostra per gli acquisti serve più. Socialdemocrazie che han tentato (?!) di conciliare il libero arbitro del Mercato con un minimo di civiltà intesa quale protezione sociale o welfare state. Veniamo dal Sessantotto glorioso e non perdiamo tempo e chi ne ha voglia c’è la Rete. Punto.
Nello specifico si è già parlato e da tempo di dorsi magici digitali da agganciare ad analogiche camera, trasformandole a base binaria, cui risultati però sono dei file lomografici, forse per Manunzio artista più che bene. Ma non tutti sono “artisti” sedicenti, infatti una digitale non è solo “dorso” ma tutta la progettazione che lascia a mare analogica logica annessa e connessa. Per non parlare delle ottiche e telecentriche digitali ante litteram come Olympus.
Vale a dire se proprio uno non ci arriva a comprare l’ultima cazzata di CaNikon oppure SoFuj e cespuglietti vari, tanto vale buttarsi su un “vecchio” modello: così al volo una D20 di Canon da quattro soldi che riesce bene e dai file (accoppiata semmai a ottiche L come sperimentato) per ogni evenienza altro che accrocchi che lasciano il tempo che trovano, casomai per il lunatico e sedicente artista Manunzio…che però di fotografia se ne intende da cinquant’anni!

I’m Back’s Digital Backs for Old 35mm Cameras Are Now In Production
Digital back for analog SLRs

Man


Ps. A dir vero anche con una 4/3 e leggasi Quattro Terzi lo standard inventato da Olympus, oggi nella variante “micro” delle mirabilie va bene: se trovate una “vecchia” E1 non lasciatela scappare, o se vi pare una E3 a prezzi stracciati: la prima intorno ai 100 € l’altra il doppio e li vale tutti. Tanto oggi come oggi tutto finisce su monitorino (!) da cinque pollice dei vari brand mobaile smartphone, mica pronuncia mobile à la page n’est pas…


We’re just days away from Canon unveiling its first full-frame mirrorless camera, the EOS R. But the mirrorless camera wars are just getting started: Panasonic is reportedly planning to unveil its own full-frame camera camera later this month.

43 Rumors reports that this new camera will be announced 10 years after Panasonic released its first mirrorless camera and the world’s first Micro Four Thirds camera, the G1.

Panasonic will announce the camera and show off a prototype on September 25th, 2018 — the day before the Photokina 2018 trade show kicks off in Germany — and that the actual camera will be hitting the market sometime in the first half of 2019, 43 Rumors writes.

Sources are telling 43 Rumors that the camera is just as exciting (or perhaps even more exciting) as Nikon’s Z Series announcement and that the camera will have “superb” video recording performance.

If this report comes to pass, then in the span of a month Sony will have gotten three new full-frame competitors in the Nikon Z, Canon R, and Panasonic… something

New Panasonic full frame


Ps. Resta da capire la giravolta full frame della Panasonic, ma così a breve c'è da immaginare anche Olympus, trecento e passa gradi dalla sbandierata "miniaturizzazione" e conseguente abbattimenti costi etc etc etc. Senz'altro una questione di markketing (in italiano la marketta è la botta a pagamento presso passeggiatrici o assimilati) anche se la bontà del Micro 4/3 è conclamata da un decennio. Si potrebbe spiegare con il fatto che le full frame ricalcano il rapporto 3:2 delle pellicole analogiche, mentre Pana-Olympus il 4:3. Siché o il primo è "armonica proporzione" alla Paciolli per chi ha orecchio, o viceversa l'altra sfida certa consolidata "obbedienza". Altrimenti...



No limits che in una cosiddetta società (dello spettacolo) porre freni è puro non sense: il limite. Ancora non avendo più confini (mentali cui promana il cosiddetto reale secondo alcuni) perché mai fermarsi?
Ora non è più questione di “progresso” detto fotografico e pendant di un quadro più generale, bensì semplice peto: gas anale. Tant’è vero che qui nel caso di specie si parla di un aggeggio fotografico ben oltre normale full frame, che consente già di “stampare” intere facciate di palazzi (non ci si venga a dire della definizione…ad alcune centinaia di metri di fisiologica visione umana contemplata in testi di ottica oltreché psicologia) senza ricordare i pannelli stradali o iphonate di Apple (prima ancora la serie Pen di Olympus**) nel lancio dei suoi smartphone, affissi per le strade Nevaiorchesi.
Siché si resta basiti quand’anche una PhaseOne ci fa oltre ad esserci: imbecille si ca + pisce (calembour meridionale per chi ha orecchia). A cosa servono, quindi, su un formato quadrotto della Casa ben centocinquantunomegapixelinformatoerregibìforsemancocompressicheépiùfigoeprofessionale (provate a pronunciarlo tutto d’un fiato!) se oggi anche a stampare (!?) offset più che altro digitale alla Francomariariccid’antan (sempre con un sol fiato) una normalissima compattina, e ne diamo testimonianza a giorni alterni, da qualche milioncino di (minchia)pixel riesce bene nell’impresa? E se poi il tutto finisce a schermo di cinque o sei polliciotti smartphone e poco più di tablet, la vedreste la differenza tra una iphonata qualsiasi e centocinquantunomegapixelinformatoerregibìforsemancocompressicheépiùfigoeprofessionale? No. Cazzate direbbe il prof Sartori televisivo che fu.
Ora avere un michiapixel in camera da letto è un conto…su di una ex Mamiya (acquistata da Phase One per l’abbisogna) lo farebbe ammosciare de colpo, sempre il minchiapixel. Certo poi se uno ci fa l’amore come alcune leccate di cucchino yogurt di reclame: che dire? De gustibus…e fellatio a volontà!

Man

PhaseOne

** Primo film in alto a sinistra (non si è trovato l’originale su Youtube)

Anuncio de la cámara de Apple Iphone 6 en el lado del edificio con la tienda del desván


Ps. Con gli iPhone (per tacere di Android vedi Leica/Huawei) ci hanno fatto finanche reclame*, e il famoso software famigerato Filmic** con cui alcuni audaci producer ci campano…E se dal qualsiasi famigerato 4K streaming si ricavano splendidi fermi immagine da farci ciò che si vuole…intelligenti pauca verba

Pss. Poiché non le mandiamo a dire ne spediamo mail a PhaseOne

*Uno
**Due

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