Manunzio


Eloquente immagine di ciò che era la diretta Coppa Italia, Napoli-Juventus, le gradinate alle spalle tanto dei partenopei che juventini completamente vuote: senza nessun supporter

Giuoco (virtuale) Napoli-Juve
Non colui che ignora l'alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia, sarà l'analfabeta del futuro.
Walter Benjamin


Partita di Coppa Italia sopportata a fine solo del primo tempo, anche se chiaro che “letali” napoletani più dell'acquea a sponsor avrebbero incasellato il risultato.
E vi siete accorti: di cosa dirà l’inviperito juventino contro il Sarri coach che non ne imbrocca una? No eh.
Flash-back, a casa i figli han giocato a calcio virtuale in primis con Amiga, computer grafico di trent’anni addietro in sorta di Ritorno al Futuro, in seconda con PlayStation succedutosi negli anni e grafica a complemento. Anzi a volte con l’allaccio a schermo gigante tivvù la sensazione di assistere una partita “reale”. Certo detta così non se ne esce, ma se usate pazienza e testa in fine capirete, volendo.
Ora tra la PlayStation e circondario terrestre nessuna differenza? A prima vista sì, anche se quando la mattina appena alzati la visione sa ancora di nebbie sonnolente, c’è bisogno del classico caffè a rimettere ordine fra questo (sonno) e quello (circondario terrestre).
Siché anzidetta formato Coppa Italia grazie alle mirabilie di Mamma Rai, che non lascia mai i figli suoi eterodiretti su le note di Lucio Battisti ne il Veliero, crea spettatori su gli spalti (che le norme non vogliono più della peste Covid-19) agitanti più che bandiere, rigorosamente Tricolore patriottardo, presi dal ballo di San Vito lungo l’arco della partita. Finto che più non si può, tant’è vero che le riprese in replay del match mostravano spalti nudi più del Re, anzi in perfetto stile Undici Settembre la narrazione in Computer Grafica 3D spacciata per “vera”, l’anima in stile Coronavirus pur sempre in 3D via Oms & Co. è per videodipendenti.
Cui prodest? In soldoni si è assistito, grazie al servizio detto Pubblico, ad una messinscena a supporto Pandemia a reti omologate in Mondovisione, Stampa & Regime prezzolata che l’ha inventata di in-sana pianta.
E così mentre le attempate sessantottine, a libro paga di Soros & Co., dal ricordo sbiadito gestione della loro “matrice” ugualmente l’odierna regia formato Coppa Italia o la vera essenza del Coronavirus: Grafica 3D per l'appunto come l’Undici Settembre, in entrambi gli eventi uso di omicidi e sangue rituale!

Morale della sceneggiata: educarne uno per educar cento e mille milioni, così da qui alle prossime invasioni extraterrestri, via ologramma Blu beam come già apparizioni dette celesti, un gioco da ragazzi per il goberno mondiale; chip sottocutanei di apocalisse memoria, de-popolamento e libri in ristampa del sulfureo Salgado e sua Genesis, rigoroso bianconero di un modo per pochi eletti stile neo leggi “granitiche” Georgia Guide stone

Napoli - Juventus 0-0 (4-2 Dcr)Highlights 17/06/2020 HD
https://www.youtube.com/embed/QcI09pjjAho&feature=emb_logo


Ps. Lete, sponsor del Napoli, che rima con letale, o meglio letargia, sonno indotto, è quello stesso del Mito : L'opera latina più famosa che ne parla è l'Eneide di Virgilio, nel VI libro, e le anime dei Campi Elisi vi si tuffano quando devono reincarnarsi dimenticando le vite passate, secondo la concezione pitagorica della metempsicosi. Le anime che per fato devono cercare un altro corpo, bevono sicure acque e lunghe dimenticanze sull'onda del fiume Lete (En., VI 714-715). Lete (fiume dell'oblio)

Pss. Mentre linkiamo alla pagina della partita via Rai, esce un "errore" troppo stupido per i nostri gusti, allora alleghiamo a piè pagina le immagini riprese in diretta ier sera con iPhone, e vediamo se si verifica un altro "errore" di debunker

Schermata Napoli-JUve




Template

Ebbene sì da Templum latino, cosa (luogo, edifico, zona) sacra: e Templare idem? Divagazioni, forse e mica tanto, che equivale per vie sotterranee al detto napoletano:” Mettr’ a fessa ‘mman’ e criature” Qui c’entra poco l’anatomia, c’è vocabolo apposta in lingua partenopea, e molto la pazziella, il gioco o trastullo infantile con abbondante retro-pensiero. Ecco.
E se basta un’immagine al computer spacciata per vera, a salve in 3D, al corrente e pandemonio generando pure crash in titoli ed affini: che dire? Seguite di come certi furbi di treccotte infinocchiano, nelle intenzioni con riserva, i giurati di questo o quel concorsone internazionale per merli fessi e contenti. E notorio tutti tengono famiglia, amorale quanto si vuole però: “Pecunia non olet” o merda liquida va.
Accade tuttavia come prassi normale (consolidata che manco fa più notizia) che la copia della copia (latente una volta a base bit odierna) va mo’ tu a sapé nell’Epoca dell’ottimismo alla Tonino Guerra buonanima, se il vero è vero, come l’acqua vera di certa réclame. E non c’è pure la realtà (quale?) aumentata un tot a kilo a pendant? Ma non sottilizziamo e radiamoci con l’usa e getta, alla lettera, rasoietto di Occam tanto caro al Maître à penser de sinistra Doc o delle ”sorti pure magnifiche e progressive del Kapitale” corretto con un po’ di anice e sana socialdemocrazia morente alla Flores d’Aracis: un nome una garanzia in bianco poco esigibile. Virale. ma che bella invenzione. Razionale e spendibile (anche in cripto valute) in ogni dove e del morente giudaico-cristiano-greco-romano Occidente alla ricerca disperata di qualsivoglia cosa continui immarcescibile su note ma funerbri della marionetta di Charles Gounodi o ssmpiterno debito babilonese. Verso l’infinito e pure oltre. Virale e di sti tempi...

When Carbon Copies fade



La giostra videocinefotomatograficassititalcomputerinflussostreamingviaweb

Circondati dai telefonini “multimediali” e prossimi a capitolazione le reflex ci provano: si ma a fa che? A campà paisà. Fattesi (in vena?) full frame, il miglio verde per capirsi, tentano l’ultima esalazione. Fuori di rompimento metaforico vanno verso alti Hi-res, come Icaro. Dunque il 4k manco i cani non va più bene. E d’altronde con la realtà aumentata di cosa quando e perché che sottilizziamo a fa! Ora è la volta del 6k mentre i monitor della Mela erano sui i 5K qualche istante fa. Va da sé e vorrei vedere il videomaker che si butta sull’ultima incarnazione di Lumix (che a corredo ha le Microquattroterzi e palesissima contraddizione Panasonic!) a nome S1H. Ed immaginate di tenere in mano sto accrocco…scarsamente ergonomico per una cosiddetta reflex improponibile per una telecamera! Tant’è vero che poi bisogna dotarla di “gabbie” per brandeggiarle, questa come tutte le reflex folgorate dal video come Paolo su la via di Damasco (a latere grazie Putin). Insomma né carne né pesce. Specie poi se al posto dei classici obiettivi ci azzeccate quelli per cinema, rigorosamente manuali in diaframmi e fuochi, con relativa manopola che tanto cinema figo fa. Dice ma è per avere la botta piena e la moglie ubriaca: e l’uva nell’orto anche? Certo costicchiano le telecinecamere per videocinematografari, poi ci sono i “gimballi” a far girare la giostra di queste ultime esalazioni SH1 Panasonic. Beh per noialtri nostalgici incalliti (imbecilli?) romantici: e i contenuti? Oh bella ma se lo splendido McLuhan ci ripete a sfinimento di c…arrellate che il contenitore è il contenuto in orizzonte di fine civiltà umana: che dire ancora? Eh accattatevill’ e pazziate (comprate e trastullatevi) mentre la Nera signora a latere affila la Falce, triste solitaria e finale!

Panasonic LUMIX S1H

Man fotografo dal 1969


Ps. In tempi lontani e lo si è scritto giravamo con le Canon mute e poi sonore, con le Bolex 16 mm a manovella di carica e mica come agli inizi del Novecento…infine con le mitiche Arriflex per conto Rai

Memoria volatile




La scomparsa della stampa tout court di quei prodromi alla Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, un mondo in cui è reato avere libri di qualsiasi genere. E i pompieri incaricati di bruciarne (!) le case e suoi proprietari come in alcune pagine di Bradbury.
Certo per le giovani generazioni a smartphone non gliene potrà fregà de meno. Ma. Un mondo dove il controllo capillare e delle menti (che crea o co-partecipa alla cosiddetta realtà fenomenica) e ciò che persegue il Progetto luciferino (anche detto “ce lo chiede l’Europa”) d’una minoranza umanoide sionista su quei pochi che sopravvivranno come schiavi alla decimazione dell’Umanità, del suo ecosistema magistralmente “immortalato” dall’incappucciato Salgado, evirato cantore. Tutto si teine per chi ha capito il gioco.
Carta che già il contatto fisico, ritorniamo a libri et simila, è una di quelle cose come l’odore, appunto, della carta stampata, o di quando la mattina al solito bar l’aria satura di caffeina fa già salivare alla...Pavlov.
Ma la scomparsa della carta è trucco antico, dei tempi degli Scribi a latere Farisei. Carta canta alla lettera. E i rampolli luciferi, letto una volta, della Silicon Valley e dintorni, vanno a scuola come prima e più di prima: penna carta e calamaio, e libri di carta certo non digitale, come il buon Job (nomen omen) melomane ricordava ai rampolli: non usateli che lo strettissimo necessario. Se già la scrittura è “ricostruzione” arbitraria figurarsi il “ebook”. E poi, via, per millenni la trasmissione dei saperi è stato un fatto mnemonico. Arte menomica cui Pico della Mirandola, ad esempio, era maestro così come Giordano Brno poi incarcerato dal suo “mecenate” veneziano che attendava lo svelamento. Si certo poi la “roba” poco Malavoglia letteraria e tanta Civiltà giudaico-cristiana-greco-romana, ha avuto bisogno di “contrattazione” scritta: da tavolette d’argilla al papiro/paper della lingua barbara inglese, all’odierno. Sorte analoga per altra “carta” che oggi non meno di ieri si fabbrica dal Nulla, alla lettera per una cosiddetta società di solo Yesman. Consigli per gli acquisti, va…

Man

Shutterbug Moves Forward as Web-Only Publication


Ps. Memoria volatile tipica dei computer, quando accessi e quando...perdono dati, e annesse unità stoccaggio cangiante nel corso del tempo!
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