Manunzio



Grading meravigliao

Il video è quanto di più istruttivo si possa su la fotografia analogica. Mi spiego. C'era un signore che sbraitava su social circa il fatto che la fotografia digitale non ha niente di me3no, anzi, se non superiore all'analogica. Buon uomo gli si potrebbe rispondere perché si agita: chi la paga? Evidente che il richiamato ominide è nato nella notte come funghetto e così pensa che insieme tutt'intorno è nato il Mondo. Ragazzate (cazzate?) si capisce di chi, non solo non ci arriva, ma soprattutto nato evidente in Era analogica e per chi capisce ci si ferma qui oltre è sterile intrattenimento da circo equestre.
Il video di nuovo è l'esatta corrispondenza di quando in Era analogica si faceva per portare a casa lo scatto che ripagasse delle levatacce mattutine, in estate poco male, anzi, in altre stagioni lasciamo perdere. Cavalletto di prammatica e su non la Hasselblad o il carrarmato SL 66 Rollei, quanto una più modesta, si fa per dire, Zenza Bronica SQ-A che definire splendida è riduttivo. Porta pellicola con l'immancabile Epr-64 Pro tenuta rigorosamente, ecco, in frigo secondo dettami di Mammasantissima Kodak. Rulli 120 che di notte, dopo altrettanta camminata d'auto, si portava alle falde del Vulture, il vulcano e non l'uccello dell'inglese storpiatura, dove era un Lab colore e conoscendo i titolari si calavano, i rulli, nel' E-6 di sviluppo per riaverli perfetti ed asciutti circa un'ora dopo; solo in quel momento la giornata poteva dirsi conclusa. Ma avevamo sui vent'anni.
Macchina su cavalletto e filtri digradanti, uso dire sebbene la dizione è degradante che però i soliti cruscaroli intendono (chi li paga?) quale “degrado”: glielo fai capire che so' stronzi e non intendono se non con bustarella italiota? Tempo perso.
Digradanti Cokin e porta filtro per ogni obiettivo, bastava sostituire l'attacco filtro et voilà. E se proprio prorio volevi fare il “veri naise” lo scatto in sorta di preview su Polaroid, no? Si anche se pellicola c'era è allora la posa giusta da Lunasix Gossen, poi un secondo scatto mezzo diaframma in meno per farci stare su la stessa foto cielo e terra, diavolo ed acqua santa luminoso. Oggi è una passeggiata con l'immarcescibile Pshop, che ostinati preferiamo nella versione Elements di dieci anni fa giorno più giorno meno. Certo appena qualcuno comincia storcere il naso, di nuovo, Lightroom sulla barra Mac: mo' che volemo fa?
E il grading? Bella come domanda anche se un po' idiota. Si perché se scatti in analogico alle sei di mattino estivo, i colori quelli sono e senza grading alcuno. Se scatti in autunno, o il pomeriggio è naturale che i colori siano di conseguenza: scienza dicono. E allora già in partenza bisognava necessariamente mettere in conto cosa volevi trovare oltre ed anche il soggetto. Luce da conoscere e padroneggiare come né più né meno di una scaletta di sceneggiatura o previsualizzare alla Ansel Adams, che però scattava soprattutto in bianconero da padreterno. Oggi si scatta in Raw tanto c'è Pshop, si fotografa a mezzogiorno d'Equatore con ottiche zero virgola qualcosa e venticinquemila leghe di luce; certo poi qualcuno lamenta vignettatura e fors'anche disturbo detta grana, ma è cosa da niente. Si butta la macchina fotografica si aspetta lo zerovirgola-virgola-qualcosa obiettivo e gli Iso otto miliardi sempre in pieno sole allo Zenit equatoriale. Certo la foto vien male. Allora si butta la macchina...E lì c'è Internet delle meraviglie pieno pieno di masturbatori schizzanti l'impossibile dibattere sui social da minchiapixellisti: che dire di più? Avanti con i consigli per gli acquisti...ché la fotografai è altra cosa!


Landscape Photography | In the Field
https://www.youtube.com/embed/tZmZm5vMWvU&feature=emb_rel_end


Ps. Nell'immagine sovrastante il fotografo punta la parte della scena su "grigio medio" fotografico al fine di esporre correttamente. Tuttavia i sacri testi consigliano l'uso della calotta spot per la misurazione con esposimetro esterno; perché, dicono sempre i richiamati testi (in analogico) la misurazione TTL delle fotocamere, quindi, in luce riflessa è poco attendibile. Strano però che qui l'occhio del fotografo passa attraverso il mirino dell'esposimetro...Fisime da circoli fotografici onanisti d'antan, d'occhi per niete allenati a cogliere e discernere le lunghezze d'onda



Demolizione controllata


Certo non ci si riferisce al famigerato Undici Settembre e suoi crolli ad orologeria, no. E men che mai l'altrettanto notorio WTC7 (sette numerologico patto e lo si trova a piene mani nelle Sacre Scritture, forse banale caso). No, tuttavia documenti filmati e fotografie per chi ne vuole stanno lì nel rapporto delle cosiddette Autorità: stamani niente virgolette così nella tomba di fuoco Eco si rivolterà un po' meno per lui che amava, in vita, le “virgolette”. Ecco.
Demolizione controllata va, e se era già del mitico Capa, se ne è scritto della famosa fotografia del GM che viene informato da Z' 'ntoni circa i nemici (!?) tedeschi soprattutto: dove? Ma in Sicilia santi numi nella Seconda Guerra Mondiale, quando la Mafia e forse Z' ntoni con GM faceva da commedianti nella foto, non meno famosa del Miliziano spagnolo, a vantaggio dell'opinione pubblica 'mericana, notoriamente buona verso le umane genti e quindi ben disposta a sostenere la guerra (dei Padroni un po' come votare il sessanta per cento contro i parlamentari, sempre dei Padroni, banale smemoratezza del popolo bue che poco ragiona e gli frega) contro i cattivoni nazifascisti che il giorno prima aveva, però, ammirato e sventolato bandiere a l'italico Italo Balbo nella baja di Neveiorche: siamo tutti fascisti dissero, di qua e di là l'Oceano mare. Voi, però dissero i Padroni, fate la guerra a don Peppino Stalin cattivissimo comunista, vi distruggete a vicenda e noi Yankee al suono del Settimo Cavalleria poi veniamo a salvarvi, liberandovi (da chi?) portiamo cevingum e sigarette addirus', dollari e però voi fate gli schiavi che noi ci pappiamo la costruzione ex novo del Continente distrutto da Adolfo & Benito (Vaticano Spa no?) foraggiati da Sterline & Dollari con voce di Ollio si capisce. Storia. Vero è che la scrive chi vince ma Yalta è lontana anni siderali e Brest Woods, o della spartizione del Mondo cano che ci ho sotto i piedi (copyright Catozzo-Faletti) carta consunta inutile ed inservibile più, tant'è vero che mo' c'è Russia & Cina in primis a fare tutt'altro che spalla sul teatro. Ecco teatro, parte, sceneggiata scritta per l'abbisogna da vincitori, sempre senza virgolettare che è un dramma consunte come sono logica buon gusto e infine ma non ultime grammatica e sintassi! I punti esclamativi servono come la serva di Totò nel movie…
E se del Capa, ritorniamo a bomba, reporter un po' dandy, esilarante la sua pseudo cronaca Slight out focus il feuilleton indigeribile by Editrice Contrasto, circa il Miliziano più o meni morto o della Propaganda, non meno stavolta si parla di Dorothea Lange e sua “madre coraggio” (dicono new Monna Lisa!) nell'America depressa, prima di deprime gli altri per il terraqueo. E dite in tutto sto popò che non è “demolizione controllata” di un mito, che guarda caso esce o prende piede proprio proprio durante la campagna del secondo mandato del cotonato biondo Trump, cui contraltare un demente (quanto finto vero è vexata quaestio) Biden e che messi insieme scegliere non saprei? E non siamo amerikani. Qui invece dove il ni suona (senza scomodare Ennio Flaiano) va in scena un bibitaro del San Paolo in Napoli ed un Presidente Nonelettodanessuno ma devotissimo alla Compagnia di Gesù, notori Gesuiti, neri fuori e pure di dentro Bergoglio compreso nel prezzo. Su Speranza e Lamorgese da questi natii luoghi ove si scrive, si stende pietoso velo sul primo, Ministro della Salute ultima a morire come il suo patronimico per l'appunto; Lamorgese che qualcuno le regali per pietà un'asciugamano e saponetta per lavarsi sopra, figurarsi sotto, e anche un po' di fard o quelle terre che si spalmano sul viso certe donne dette costumate. E si perché tutto deve cambiare perché nulla muti, qui e lì dall'Oceano Atlantico con controllata demolizione a salve si capisce!

Demolizione controllata un'altro mito cade o vien fatto cadere

Migrant Mother: Dorothea Lange and the Truth of Photography
https://lareviewofbooks.org/article/migrant-mother-dorothea-lange-truth-photography/

La foto del Miliziano, non è di Capa?
https://st.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-03-28/la-foto-miliziano-non-e-capa-182133.shtml?uuid=ABqpcAHD&refresh_ce=1


Migrant mother
La foto-icona scattata dalla fotografa statunitense Dorothea Lange
http://www.designplayground.it/2013/05/migrant-mother-dorothea-lange/

This Month in Photography: September 2020
https://petapixel.com/2020/09/27/this-month-in-photography-september-2020/


Ps. Pigrone vuoi la pappa, sii: fattela. Non mi va più di rimando. Sotto ogni pagina Diary c'è una casella per il search, bene: usate i ditini per scrivere ciò che intendete cercare per integrare o raffronto quanto sopra se vi va altrimenti so' c...aratteri vostra


Corpo E-P2 rustico e tosto che non pare e, via adattare a sinistra mette in contatto, letterale, il vegliardo f 14/54 2.8-3.5 Quattro Terzi; specchiante a destra il 12-50 con vetro ED e aperture f 3.5-6.3 equivalente passo full frame 24-100 millimetri decisamente factotum en plein air considerato gli f, anche se a cavalletto i file poi sono ben incisi. E peculiare dell’obiettivo lo zoom manuale o motorizzato secondo necessità, oltre alla feature di avere due tasti sul barilotto: Macro e spingendo una delle ghiere (zoom e fuoco manuale) per ritrovarsi un buon ingrandimento ( per l’abbisogna via adattatore il 35 millimetri di Olympus, che pisola da qualche parte, s'arriva al rapporto 1:1). Lente che ha componente ED già a suo tempo montato sulla C 5060 WZ e ancor prima E-20. Il seondo tasto L-Fn blocca l’autofocus


Linee per millimetro

Su Tutti Fotografi, uscita la prima volta nel Novembre 1969, a fondo pagine c’erano schede tecniche (da staccare e conservare) dedicate a pellicole e naturalmente MTF delle ottiche: un modo come altro per starnazzare a bar sport, o circoli fotografici, a dir vero poco frequentati a nostra latitudine: uno addirittura in specie di suttan’ (luogo al di sotto del calpestio) sottostante chiesa, cenacolo e fratellanza si ritrovava a parlare di fotografia: circolo fotografico per adepti del click e linee per millimetro. Certo all’epoca cosa importante per il formato Leica tirar fuori fino all’ultimo dettaglio da fotogrammi modulati secondo Oscar Barnack, su quello cinematografico in rapporto 3:2. E corollario, parliamo di bianconero trattato da sé (!) di acutanza di film-sviluppi etc. Mondo alchemico che Pshop oggi (usiamo Elements quante volte da scrivere, poi ogni tanto Lightroom per essere “in”) se la ride. A dirla tutta: se si voleva veleggiare oltre l'immaginabile allora bisognava usare Rollei e quadrotto formato seipersei, ma chi aveva i dané per simil cosa? Si il solito figlio di papà, come no. Vero le tedesche Pentacon Six ma è altra cosa, non foss’altro che un 50 luminoso su formato Leica ci si arrivava, impossibile 80 equivalente. E quindi cavalletto e le discussioni finivano intorno mezzanotte: tempi di contestazione e vi era urgenza di cambiare, nientemeno, il Mondo. E oggi di quei lontani fotografi alcuni portano il cagnolino a fare pipì ai giardinetti, e se li fermi manco ti riconoscono più (fan finta).
Era digitale va, Pshop o come vi pare tipo Gimp dalla beffarda mascotte Wilber (se ci date un occhiata tal e tanti tools da rabbrividire Pshop il fratellone grande si capisce) che a volte vi fermate a dire: com’è possibile che un "fail" tiri fuori sta roba? Possibile possibile data la natura infinita dei numeri...si vabbè si fa notte.
Numeri delle mirabilia e per noi del formato Quattro Terzi & Micro. A farla breve. A fondo pagina i file: Old/14-54 e New 12-50 in formato Micro, mentre il primo è Quattro Terzi d’originale Sistema Olympus. La differenza di "cesello" si nota ad ingrandimento questo significare che, seppure via adattatore il Quattro Terzi che equipaggiava di serie la E1 prima Ammiraglia, non sfigura con il piccolo 12-50. Proporzione che richiama i "piccoli" vetri di Leica. E ci si ferma qui

OLD
NEW


Ps. Luce pomeriggio inoltrato senza tenda filtrante come al solito, gli Exif per i santommaso sono salvati con i “fail”



Un’altra Maier (con pantaloni)


Manunzio scrive di “affioramenti della memoria” perché segue il file rouge dal primo scatto su Diana (comprata su bancarella per mille lire enormità anche negli Anni Sessanta) formato 120, codifica Rollei.
Stacco di regia, la stessa che a cadenza per riempire il palinsesto quotidiano qualcosa deve per spingere la giostra degli acquisti. E cosa di meglio che aprire i “tiretti” della cassettiera dove si conservano immacolati reperti d’Era analogica? Sì fotografie e rullini e diapositive, Memorie, macchine fotografiche e obiettivi: block notes di appunti in sorta di Time machine, quando una volta erano i messaggi in bottiglie fluttuanti sull’Oceano mare. Certo questi fa letteratura rustica e non sempre alla “portata” di chi è incollato ventiquattro ore per trecentosessantacinque giorni solari al display di un iPhone andreottiano (Android per ossessiva similitudine del Potere).
Sia come sia un altro e ancora ritrovamento, però fate caso ai tempi: ritrovamenti 2014 ma solo sei anni later (causa lockdown prezzemolo oramai per ogni scusa-minestra) zacchete vede la luce: fotografia analogica e calembour compreso nel prezzo. E ce poco da dire se non che queste immagini sono a noi sin troppo vicine dell’Amerika delle Maier, più che per architetture unità dell’anima. E fan male e molto questi squarci di vita, lasciamo stare accostamenti a Cartier Bresson che centra un piffero: bisogna sempre inscatolare in recipienti unici altrui oltre denotare crassa ignoranza fotografica!
Immagini della Memoria: fatte e contraffatte (sai che novità) ma stan sott’occhi forse un po’ inumiditi, di chi quelle ancor prima che inquadrature da cartolina le ha vissute. Sic transit gloria mundi!

Ps. Nell’autoritratto su cavalletto (non siamo mai riusciti a reperirne uno simile) anche se capovolto da riflesso specchiante è perfettamente leggibile “Ashai Pentax” squisita meccanica ed ottiche eccelse, inabissato Brand per Legge di Mercato o più spendibile Pensiero Unico

Pss. Ai distratti a telecomando, attenzione alla solita immagine e non altrimenti, di travestimento in “maschera” (se ne è scritto in Summertime) del ragazzino “truccato” per il rituale Adrenocromo



Man Inherits Treasure Trove of Unseen Street Photos From His Grandfather
https://petapixel.com/2020/08/24/man-inherits-treasure-trove-of-unseen-street-photos-from-his-grandfather/



Di questo e di altri mondi

Lavoro che vi prende da tempo. Un luogo (piazza) conosciuto e già accorsato. Mattina presto caldo di mezza estate. Appostato davanti al muro, dove una volata era il bar dell'infanzia, aspettate quel quid che fa premere lo scatto. E mentre girovagate con la mente ai ricordi, di questo è l'anima del racconto per immagini, una donna in età fertile attraversa la strada proprio come la fotografia presa di tanti anni addietro; la mano e l'occhio in sincrono e dal vetro Lcd come d'antan quello Rollei l'inquadratura è ferma, immobile “attimo fuggente” non poteva che essere così, Olympus 5060 WZ esecutrice impareggiabile.
Dopo e molto tempo dopo rivedendo l'immagine, però, il tarlo va un'altra estate (vista dalle pagine di storia fotografica) del millenovecentocinquantaquattro del Belpaese. Mo' tu va a sapè se è suonn' o fantasie le due immagini tanto distanti. Assonanze forse

[Partite di giro

Besenisse is usual.Kodak per noi cresciuti con il colore analogico, imprescindibile brand sino al giorno in cui il Digitale ha detto: Stop. E non entriamo nel merito del “progresso” tant’è vero che usiamo analogico e digitale, quest’ultimo un po’ di più per le “manipolazioni” post scatto, stavamo per scrivere (lapsus freudiano?) post mortem. Morte apparente si capisce. Infatti dal crollo 2012 di Mammasantissima by Rochester, New York son passati solo otto anni [right]che, al cambio binario,bisogna aggiungere (dice il marketing) uno zero da far ottanta. Allora capirete di queste partite di giro da impallidire la Resurrezione (stavo virgolettando) di Lazzaro a telecomando pure questi con fine nobile secondo Gesù “maestro” forse di rito scozzese. Breve Kodak chimica parte per la Cina (ma non è la cattivisimma nazione anti occidentale per antonomasia?). Terre assai lontane poi ci pensa il buon MacLuhan e suo villaggio globale: alé sient’ sient’. Besenisse, quindi, è sempre besenisse cui succo da presso se vi pare, benedetto Pirandello:
If one is thinking of analog, usually what comes to mind are old cameras, nostalgia, and other somewhat stereotypical assumptions of analog photographers. What most people don’t think of, however, is the enormous photofinishing industry, a growing global $26 billion market geared towards everyday smartphone photographers who want to have a physical representation of their images


Why the Sale of Kodak Paper and Chemistry to China is a Good Development
https://petapixel.com/2020/07/16/why-the-sale-of-kodak-paper-and-chemistry-to-china-is-a-good-development/

Si fa presto a dire editing

E non ci riferiamo al solo Pshop, una santa cosa e ci ha pure viziati per noi che stavamo ore e ore in Cameraoscuranalogica (attaccato che è più figo ma non solo). L'altro editing, o malamente detto NLE per noi che ce l'abbiamo “fissa” l'immagine, e che avete capito, è solcare mari sconosciuti, o meglio deserti poiché poco acquatico per cultori di Kodak-Carousel-Simda centralina sincro colonna sonora...
Insomma “accocchiare” mettere insieme un lasso di tempo pari ad un secolo (nostro progetto) non è per niente facile, anzi. E hai voglia a preparare (due volumi di trecento fotocopie in A4) in sorta di story-board in guisa dritta per tenere rotta: in questo lo storico cartaceo d'antan oltre il grembiulino, una volta la tessera di prammatica del Pci, stendeva già tutto senza manco canovaccio tanto la “storia” e qualsiasi stava dalla sua parte che a scriverla “quasi” una perdita di tempo. Avverbio tuttavia utile a prebende carriere etc etc etc. Insomma un precottifico di coloro i quali, ancora oggi, camminano un palmo da terra e la ragione dalla loro (forse la legge morale hegeliano in qualche anfratto anatomico). Comunisti alla Antonio Cornacchione via Zelig.
Poi un giorno ti accorgi, sarà l'età o letture eretiche da impallidire Giordano Bruno, che i piedini ri-toccano terra, non foss'altro che le “chiese-ideologie” del Novecento si son squagliate come neve al sole: devo questo pure virgolettarlo Venerabile Magaldi?
Il darwinismo-capitalistico per reggersi ancora deve inventarsi pandemie, dall'altro il sole dell'avvenire con faccione gaudente di monastico fratacchione (tutt'altro che ossimoro e nel Belpaese poi) di di Xi-Jinping, vabbè si fa notte. Ideologie del Novecento e pure la cantava Gaber il signor G. 'mbè dirà il solito cretino che dopo perdita di tempo dietro, ecco, i minchiapixel se ne va da cretino glorificato (massimo cerchia angelica ben oltre il trentatreeismo di rito scozzese umidificato rettificato a puntino per l’abbisogna) a fotografare morti per il terraqueo, spacciando le sozzure pure per fotografie di “ricerca” quando in altre momenti sarebbe stato lui “ricercato”? Cretino come se la fotografia, anche con iPhone, fosse click e clik cucù settè. Idiozie d’idiota bue crasso analfabeta di andata, figurasi il ritorno!
Editing va che alla fin fine è “forma” di montaggio prima di andare in onda, oops On Air che a dirla tutta forse è più corretto, considerato che i contenuti, ecco, poi per l'aere maligno viaggiano in formato binario sulle frequenza del Maligno 5G: tutto si tiene, però l'incubo di ore al computer non è che agli inizi del giorno, manco a dire la cantava Peppino di Capri (siamo di bocca buona nazional-popolare Anni Sessanta) “Ce vo' tiempo ce vo' tiempo pe' fa' juorno'”. Editing eh, ma che bella parola!



Un punto di ritrovo lungo il cardo che sussiegoso chiamiamo “Pretoria”: sì il riferimento al castro romano palizzato o meno, Cesare squadristi Legionari ed emuli moderni nell’Amerika sempre con kappa. Tutto vero.
Senonché a certa ora del fine settimana , la Rai Lucania che noi preferiamo al bizantino Basilicata, si trovavaa nell’Agenzia Lampo dove imparavamo l’arte fotografica in bianco e nero. Fotolaboratorio e di notizie cittadine (la bacheca su la Pretoria faceva concorrenza a quella della Gazzetta del Mezzogiorno, con in più buone immagini se non alla Weegee là là).
Eccoti il “baffo” patron del fotolaboratorio, Saro Zappacosta estensore dei “pezzi” pubblicista e non RAI, l'impareggiabile Mario Trufelli Capo redattore-bardo-poeta-scrittore e fine dicitore dell’allora Sede lucana che emetteva per lo più radiogiornali; qualche volta sul Canale Unico (poi venne il secondo sempre canale) RAI bianconero Anni lontani trascorsi, reportage da queste contrade, grazie al rubizzo e incazzus’ Mimì Abbattista, l’operatore con l’inseparabile Arriflex 16 millimetri (qualche volta la faceva toccare e noi subito l’occhio al mirino imitando Mimì). Era lui con noi apprendisti stregoni, pur da certa distanza minimamente paragonabile alle castronerie coronariche correnti, a illustrare ora questo ora e qualcos'altro aspetto delle riprese: ottiche diaframmi, zoomate e sincrono sonoro. Quando “pontificava” tutti lì, sempre noi, a bocca aperto presi dall’oracolante operatore RAI, mentre il resto, baffo ed altri si apprestavano per uscire su la passerella della Pretori, a due passi dal Gran Caffè, ma questo è un’altra storia


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Homo Furbachionis

La fantasia e di certo grado appartiene all’odierno “evoluto” Homo Tecncologicus o corrente Pandemicus, capace di inventarsi patogeni ad ogni angolo di strada e lucrarci su con fialette puzzolenti ino + cul + ate al prossimo con dovizia. Solo la fantasia del menzionato permette ogni cosa corrente.
Sia come sia è innegabile che il fantastico alberga nella cranica scatola dell’umano troppo umano, e non sempre per fini nefasti, tant’è vero che certe “invenzioni” sono buone rimasticature di altre.
Infatti se prendete una scatola e appiccicate un soffietto, una volta così conciato avrebbe avuto le fattezze di banco ottico, e…invece del vetro smerigliato-chassis un pacco luci a led, beh niente più e niente meno d’aver re “inventato” l'ingranditore fotografico per provarci in darkroom!

Ps. Niente a che vedere e a qualsiasi titolo con gli "inventori" altrimenti non saremmo Manunzio!

Pss. In tempi remoti e con altre (poche) fortune ci provammo fino al momento in cui la mamma acquisto' il primo ingranditore: Durst J(oung) per l'avventura che mai e poi mai avremmo immaginato contagiato, tanto per rimanere al corrente coronarico, sino ad oggi



Domenica è sempre domenica...Si svegli la città con le campane motivetto di Mario Riva che la televisione bianconero era manco nata più o meno. Campane, a morte invece di sti tempi coronarici eterodiretti, eh avessi voglia . La nostra Domenica era uno spasso per mille motivi, noi che veniamo da una dimensione spazio-tempo mentre voi cornacopi, più o meno cornuti alla sicula maniera, con mascherine di Carnevale infinito per la presa d’aria del carcere domestico pascolate bradi. Noi di Domenica la pasticceria poi la tavola con tovaglia che la mamma tirava dal corredo; d’estate poi il bandone (non ancora i bombati frigo alla amricana) con vino l’aranciata di fialetta “sintetica” l’Idrolitina frizzante e frutta sotto un filo di acqua a refrigerio. La pastasciutta e... un po’ indietro, le campane: sì, la Messa che rottura di s...acramenti e però le campane: chi le suonava? Ma noi piccoli appesi a dondolare su le funi che salivano su su fino alla torre campanaria. Certo non erano armoniche, però appesi alle corde altro che giostra, su e giù almeno sino all’arrivo di Peppotto sbilenco grosso che brancicava con le mani novello orco su le nostre teste, ma figl’ e ‘ntrocchie squagliavamo (sgusciare) via fuori dalla sua stazza da buon cavernicolo!
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