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Fate che le glorie, ecco, appunto da diciasette anni poco onorevole monito già di un "buco nero senza fondo" firmato da Verrastro in concorso con terzi


Abbiamo spalle larghe


Ci concediamo qualche giornata di relax alla faccia della sbirra “polizia” che tiene pure il telefono sotto controllo (buon giorno maresciallo come va la famiglia, niente guai?) di chi scrive e del suo legale (!) e che guarda caso, quando si dice il caso, arriva sotto ferragosto (!) una cartella esattoriale comunale del 2014 (!) indirizzata e non si sa per cosa, forse basta la parola dell’estensore come il famoso confetto Falqui, lassativo, usato all’epoca per defecare, in cui si “asserisce” che il Manunzio è “evasore” (così al telefono il proprio legale) nei confronti del Comune Capoluogo (!?). Ah che mente fervida ed immaginifica. E uno dice, riflette, ma se è evasore e da cinque anni (!) come mai gli si concede proroga inusitata a tutt’oggi 20019, senza riscossione coatta tramite (ex) Equitalia? Ma se l’estensore (analfabeta putrido di scalcinata loggia di borgata) aveva bisogna di duemila euro per sue spese (riferisce il legale) c’era bisogno di fare un atto intimidatorio? Bastava chiederle aumma aumma pro manu come è abituato l’estensore della richiesta, e uno metteva (!?) mano alla sacca…e quietanzava. Solo che nel caso le “quietanze” le svolge in mia vece il legale già poco propenso ed incline ad atti mafiosi: intelligenti pauca verba.
Dice: ma a noi cosa ce ne viene? A voi niente! Ma a me si anche perché da ultimo si è depositato (ad ogni azione questi frammassoni di borgata scalcinata fanno corrispondere una sconclusionata ed infantile reazione) ennesimo esposto su un “cantiere” terminato a salve nel 2013, sei anni fa. E tale è il completamento dei lavori che lo stesso deve riprendere…un settembre però sine die! E con quali danari se già quelli stanziati si sono involuti?
Tranquilli da un decennio che teniamo duro: vero Valeria Verrastro ex Direttore Archivio di Stato ex dirigente Stazione appaltante del “cantiere” messa da parte (qualcuno bene informato dice degradata e per altro Ufficio!) dal Ministero Beni Culturali in Roma. Cantiere partito nel lontano 2002, diciassette anni fa, con fallimenti sospetti delle imprese incaricate dei lavori (nella Sentenza del Tar Basilicata 2008 si legge come niente “che la Pouchain srl - prima iniziata - non doveva partecipare alla gara appalto” e più in là scrive ancora della “sospensiva richiesta per il comportamento dei Commissari preposti all’analisi costi-benefici delle offerta" per la Grande Opera” va da sé con grembiulino bianco squadra e compasso! Insomma un buco nero senza fondo…come pure la stampa locale ha titolato (oramai la cosa è patrimonio pubblico e non di solo addetti ai lavori) che inghiotte Ministero Beni Culturali, Direzione degli Archivi afferente, Direzione regionale Basilicata idem, Tesoreria territoriale Basilicata, Avvocatura dello Stato idem, Procura della Repubblica…l’elenco è decisamente lungo come presentato in esposto ai CC a latere il fido avvocato.
Ah insieme, pensa te che testa hanno Procura della Repubblica in Potenza e l’Arma dei Carabinieri (sic e non aggiungiamo altro sul trappole presentato e regolarmente smontato, atomo per atomo altro che viti!) che ambedue, secondo la Verrastro teste molto attendibile, che dichiara tra l’altro il falso finanche alla giudi cessa Tedone (sic) in Tribunale (deposizione canta!) poi trasferita altrove…dopo la parte magistrale…
Dunque ambedue con calzamaglia e mascherina, chi scrive e suo legale, furtivamente introdottosi nottetempo nell’Archivio di Stato in Potenza abbiamo/avremmo sottratto un documento scottante, detto Studio De Bonis (in esposto ai CC) su l’appalto del “cantiere”. Strano poi che l’esposto della Verrastro è stato archiviato, non solo ma che delle sue farneticazione non vi è traccia alcuna sul registro dei custodi/guardie giurate dell'Archivio di Stato preposte a monitorare ogni cosa accade in esso e con telecamere a circuito chiuso: altro che Banda Bassotti. Possibile? Eh in Procura anche ad arrampicarsi su gli specchi bisogna avere discreta arte…
e logica!
Un buco nero senza fondo video

NB. In allegato Cartello cantiere uno & bino (a destra dal giorno 15. 06. 2019 quando dal Ministero Beni Culturali arrivano certuni non meglio identificati per rilasciare intervista costruita, non meno che nottetempo, a tavolino) è priva della data re-inizio e re-termine cantiere (a sinistra per decenza è riportato seppure in modo sospetto) ma in ambedue privi dell’importo che per legge, Dpr n.380/2001 s.m.i. dev’essere riportato. Importo pari a più di sette milioni di euro in una triangolazione Fondi europei (riscontrabile nel primo cartello a sinistra) Regione Basilicata Ministero Beni Culturali e Provincia di Potenza (proprietaria dell’immobile e che dalla sua vendita ricava un bel gruzzoletto cui cifra è poco “chiara” e scarsamente documentabile, almeno leggendo il report della Regione che contrasta notizie a mezzo stampa della Verrastro, degradata ed mandata ad altro Ufficio



Ps. Anche Rai regione Basilicata è parte della partita di giro, già a far data 2014 quando censurò e mai mandato in onda l’intervista che la stessa aveva chiesto a chi scrive: prova documentale la lettera dell’avvocato al riguardo e l’inoltrata ai vertici Rai nazionale e finanche l’allora Presidente Fico della Vigilanza Rai. E nell’ultima di alcuni giorni fa un “coccodrillo” Rai Basilicata che inanella pirle una dopo l’altra. Solo che al riguardo una dura nota sindacale è stata inoltrata alla Sede regionale per contrastare, documentata, le asserzione della “giornalista”. A dimostrazione che quando il gioco si fa duro…

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L’immagine vede la tavola (Ultima cena alchemica) piena di personaggi forse in cerca di autore ed in nero (nigredo) sovrastante una farfalla bianca (albedo) per giunta femminile (Grande Madre) attaccata o in segno di, a destra, il Presidente Gastel nell’ evidente ascensione finale (rubedo).
Al centro il canuto napoletano (Partenope Mimmo Jodice novello Raimondo di Sangro principe di Sanservero) con a latere, assisa a destra e dell'emisfero cerebrale, una riconoscibile “Maddalena” del Nazareno-Messia-Maestro.
Messinscena alchemica di trasmutazione, scelti e selezionati uno ad uno qui la Casta sacerdotale dei “fotografi”. A destra e non in abito talare il barbuto Maurizio Rebuzzini già di Foto/graphia


Alchimia


Milano da bere: cos’altro ancora? Sentite questa della Milano bene. Il Presidente Giovanni Gastel (già a cavallo così nella tavola XXII di Un eterno istante by Mondadori editore) dell’Afip (Associazione fotografi interamente padani) in un luogo deputato agli affari lancia, in resta, una rivista per amici: ad arte. Si perché a parte i fortunati della rivista, nientemeno: “Fotografia e/è Cultura” , tutto lascia immaginare di una boutade.
Infatti se siete padani residenti in Milano, da qualche parte pure la si trova sempre la “rivista”. E meno male. Si perché fuori da via Monte Napoleone, meglio ancora il famigerato quadrilatero dei Navigli, dove sono asserragliate le ultime residuali truppe giapponesi in foresta, qui di Mode annesso & connesso (somos todos caballeros!) provatevi ad aver copia della rivista di “fotografia&cultura”. Niente da fare e per l’intero Stivale (oramai ridottasi di nuovo a mera espressione geografica di Metternich memoria di vetusti libri di scuola) e la situazione è questa: tranne alcune fortunate edicole e/o librerie milanesi, s’è detto, la Hoepli di Milano “vende” e non già distribuisce la “rivista”. Tant’è vero che se provate dal vostro libraio di fiducia, questi non può chiederla alla menzionata Hoepli bensì acquistare dall’Editore: carneade chi era costui?
Morale della favola: la rivista c’è per gli amici iniziatici. Viceversa non esiste un piano serio di distribuzione, almeno, sotto il Po’ diciamo Bologna: il Granducato di Toscana una gran fortuna!
Una rivista cartacea al corrente contradizione cristallina è: smartphone tablet ebook-reader docet! E dà la misura culturale della Operazione “alchemica”. Sic transit gloria Mundi


Conferenza stampa per la Rivista FC
Una Rivista sulla Fotografia, Arte e Cultura


Man fotografo dal 1969


Ps Per l’immediato inviamo la presente al vicepresidente Afip, giacché il Presidente Gastel non scende mica da cavallo per i non “associati”. E naturalmente l’Editore



Last update I

Gentilissimo sig. Annunziata,

la ringraziamo per l'attenzione posta verso la nostra nuova rivista. Mi preme però dirle che, come specificato nella precedente mail, in cui le rispondevo circa il modo per procurarsi la rivista cartacea, che sebbene sia vero che la rivista per ora si trovi fisicamente nei punti vendita indicati (sottolineo anche che le Gallerie d'Italia non hanno sede solo a Milano bensì anche a Napoli e Vicenza) e che questi punti vendita aumenteranno nel corso del tempo anche in Italia, è anche vero che le avevo indicato l'indirizzo dell'editore presso cui ordinare e farsi spedire senza spese di spedizione il primo numero.

Nel caso ce ne fosse bisogno le ripeto l'indirizzo: fc@oberonmedia.com

Per quanto riguarda invece l'edizione digitalale, questa per nostra specifica scelta non esisterà. La rivista sarà solo ed esclusivamente cartacea.
Nel prossimo futuro sarà disponibile un sito, al momento in costruzione, presso cui sarà possibile leggere stralci degli articoli e informazioni riguardanti il mondo della fotografia.

Nella speranza di esserle stato utile, la preghiamo di rivolgere in futuro direttamente a noi i suoi dubbi e le sue considerazioni prima di comunicarli urbi et orbi attraverso il suo blog, onde evitarle di scrivere informazioni inesatte e conclusioni affrettate. Saremo lieti di risponderle.

Cordiali saluti

G.

Giuseppe Biancofiore - Photographer
www.giuseppebiancofiore.com

e-mail: giuseppebiancofiore@gmail.com
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Reply Manunzio

Ringrazio per la sua e a stretto giro di posta uso dire: generalmente uso il libraio di fiducia per ogni evenienza. Quanto poi all' "urbi et orbi" potrà trovare questa sua gradita a piè pagina del post: tanto per correttezza e senza negligenza alcuna. Tuttavia resta discreta zona d'ombra su quanto narrato in post circa Fc “Fotografia & Cultura”.
La ringrazio altresì per aver sottolineato che "non esisterà versione cartacea". Anche così nella Silicon Valley dove i rampolli della Upper-class studiano come noi già degli Anni Sessanta e precedenti: carta penna e calamaio. Non a caso, così come Steve Jobs "strigliava" nella doppia accezione i suoi discendenti dall'uso “intensivo” delloi smartphone tout court: intelligenti pauca verba

I milgiori saluti
Man fotografo sin dal 1969



Last update II

Gentilissimo Annunziata

Le chiedo, per ora attraverso la presente, di togliere dal suo blog la mia risposta e soprattutto i miei contatti, in quanto tale pubblicazione di una conversazione privata non rispetta la privacy e non è stata autorizzata.

La prego in futuro di inviare le sue comunicazioni all'indirizzo dell'associazione info@afipinternational.com.

Cordiali saluti

G.

Giuseppe Biancofiore - Photographer

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Reply Manunzio

Privata lei dice: di un fatto pubblico e via Youtube? Posso adempiere alla sua richiesta solo pubblicando in aggiunta al "Last Update " cui ricorro per l’evenienza, e certo non rimuoverla: e perché mai e tra persone civili e pubbliche? Quanto al suo cahier de doleances, le ricordo che mi è stato girato dalla "segreteria" luisa.radicefossati[at]imageservicesrl.it, cui per primo ci si è rivolti, indirizzando la mail, appunto al Presidente Afip Gastel

I migliori saluti
Man fotografo sin dal 1969


Last update III

Gentilissimo sig. Annunziata,

le scrivo nuovamente e spero per l'ultima volta ben sapendo che questa mia presto sarà di pubblico dominio presso il suo sito, anche se non vedo la necessità di pubblicare tutta la nostra corrispondenza che a questo punto poco ha a che vedere con il suo post originario, con la rivista e con l'Associazione. Ma tant'è, chi leggerà saprà giudicare quanto opportuno sia o non sia da parte sua continuare con questo atteggiamento.

Le chiedo nuovamente di rimuovere i miei dati sensibili dal suo sito, così come quelli (indirizzo mail) della sig.ra Radice Fossati, che nello specifico non ha nulla a che fare con l'AFIP, dato che è responsabile dello studio Gastel, di cui si occupa anche della segreteria. Lo studio di Gastel e l'Associazione, sebbene facciano capo alla stessa persona, non sono direttamente collegate e operano in maniera distinta e separata, con segreterie distinte e separate. Tant'è vero che la sig.ra Radice Fossati non le ha risposto direttamente ma ha inoltrato la sua mail a me.

Questa conversazione, le faccio notare, non si svolge su Youtube, dove i commenti sono aperti e pubblici, ma tra i nostri rispettivi indirizzi mail privati. Errore mio averle risposto tramite il mio indirizzo (credendo di farle una cortesia) e non attraverso i canali ufficiali dell'Associazione. Dati i recenti sviluppi, non ricapiterà in futuro.

Tra l'altro, pur avendole risposto cortesemente con tutti i dati necessari, lei non si è risparmiato il suo post non solo pieno di imprecisioni, ma anche scortese sia nei confronti sia dell'Associazione che del suo presidente e infine nei confronti di chi ha lavorato duramente a questa rivista negli ultimi mesi, pur non avendo lei mai ancora toccato con mano la suddetta rivista. D'altronde, c'era da aspettarselo. Ma noi non siamo permalosi, quindi come vede siamo ancora qui a risponderle, sempre con gentilezza e cortesia.

Per qualsiasi comunicazione o segnalazione le rinnovo l'invito a scrivere alla segreteria dell'Associazione, la quale poi girerà la corrispondenza, se necessario, a Gastel o a qualsiasi eventuale destinatario.

Nella speranza che la mia preghiera venga esaudita,

porgo i miei cordiali saluti a lei e a chi ci sta leggendo

Giuseppe Biancofiore - Photographer

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Reply Manunzio

Per l'ultima volta: cosa? Il fatto che lei entri in campo, dovrebbe averla letta, è perché ci si è rivolti in primis al Presidente Afip Gastel, anzi, in risposta della sua segreteria Fossati che l'ha girata a lei. Non meno del fatto che l'Afip, cui lei è vice presidente, è Associazione pubblica e che, in caso di specie la presentazione di FC, cui notizie si legge s sulla home page Afip accessibile da chiunque, è pubblica. Così come pubblico è il video della conferenza stampa di FC su Youtube, presentata dal Gastel Presidente Afip. Tutto alla luce del sole, quindi. Per parete nostra si è trovato strana la cosa, rivisita Fotografaia e Cultura, tant'è vero che prima di scrivere il post se ne chiesto al riguardo Hoepli compresa in quel di Milano. E poi ovviamente non c'è alcun disclaimer/agreement cui appellarsi e senza ledere alcunché, anzi, si dà conto del presente reply che s'aggiunge al post Alchimia.

I migliori saluti
Man fotografo sin dal 1969


Last update IV

Gentilissimo sig. Annunziata

Cito: "Per l'ultima volta: cosa?"

Rispondo: tolga gentilmente dal suo sito la firma in calce alle mie mail: sito, indirizzo mail, numero di telefono e p.Iva, e con i miei quelli della signora Fossati

Lasci pure il resto, ciò che avevo da dirle l'ho detto e non credo di dover aggiungere o togliere altro

Grazie

Buona serata

G.

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Reply Manunzio

Sono dati che restano e che lei ha fornito (ivi compresa questa sua ennesima a piè di pagina) insieme  alla Fossati, e di questi rinvenibile pubblicamente senza restrizioni di sorta alla pagina http://www.giovannigastel.it/contact. Ho eseguito solo un copia/incolla delle sue inviatemi. Nessun disclamair/agreement poi è stato chiesto e/o sottoscritto manco fossimo al cospetto di Segreti di Stato (!) Veramente incomprensibile la sua "esternazione" sull'acqua.

I migliori saluti
Man fotografo sin dal 1969


Last update V

Non le appaiono perché ho risposto da smartphone, dove la firma digitale non è automatica...

Senta, faccia come le pare. Le abbiamo chiesto ripetutamente e sempre con gentilezza di togliere i nostri dati dal suo sito perché non vogliamo assolutamente che siano associati al suo nome o al suo blog. Glielo chiederei nuovamente, se oramai non sapessi che è inutile.
Non so voglia dove arrivare e perché. Pubblichi pure tutto. Ai lettori l'ardua sentenza.

Non perderò ulteriore tempo con lei, considerato il suo atteggiamento, la sua ostinazione e la sua poca disponibiltà.
I dati che cercava le sono stati forniti. Tutto il resto è un surplus inutile e poco inerente col resto, ma contento lei...

Buona serata.

G.

Giuseppe Biancofiore - Photographer

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Reply Manunzio

Ripeto: fa tutto lei. E poi per forma mentis sul mio Diary pubblico di tutto senza reticenza alcuna: da uomo libero che si è pagato la sua integerrima sostanza virtuale e professione senza banner e altro. Un must unico nel Belpaese, anzi proprio perché lei insiste, le inoltro un file che guarda caso è indirizzato al Presidente Gastel: è del lontano 1992 quando si era socio Afip. Come vede niente di personale. Mi duole non accogliere la sua "rimostranza": dura lex sed lex.

Migliori saluti
Man fotografo dal 1969


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Angelo & Angela


E meno male che gli “angeli” non han sesso! Incominciamo alla grande un lunedì di Giugno caldo già dalle prime ore mattutine, a Sud (de che?).
Sia come sia vi siete alzati come al solito, o col motivetto della colonna sonora in testa per la giornata (a volte più giorni) oppure un'immagine tout court. Ora come mai vi viene a mente, gli Angeli? Già come mai? Boh la prima reazione poi però...qui di certo non custodi.
Parentesi: ma l'immaginereste quanti ne sono secondo Catechismo quello di altre e lontani estati fa? Dunque due conti: pigliate, secondo visione cristiana si capisce anche se di alate creature tutte le cosiddette religioni più o meno ufficiali ne danno conto, settemiliardi e rotti di esseri incorporei (!?) “buoni” cui aggiungerete, però, agli antipodi, ecco, i sulfurei “ cattivi”. Mammamia e 'ndo li mettemo tutta sta 'ggente su a Tera? E meno male che sono aerei, gli Angeli, casomai sono dolori per i controllori del traffico aereo...stamani siamo di fioretto come al solito altro che spade, spadine e spiedini!
Chiusa parentesi dal Catechismo, veniamo a cose più terra terra, su. E allora la cosa si fa più visibile, sì, perché anche queste cose che veniamo a scrivere (sembro Totò Peppino e a Malafemmena...effetto caldo sorry) tutte le latitudini, miti o meno, ne dà registrazione: de che? Ma di una battaglia “celeste” e di carri infuocati (licenza poetica o censura per bifolchi da Vaticano Spa?) e di ali (alianti) naturalmente, angelicate.
Siché come tutte le cose anche la battaglia celeste di quel giorno ebbe termine: vittoriosi e vinti. E allora come oggi domani dopo domani e sempre: chi vince detta legge e scrive “storia” mentre glia altri s'attaccano al tram del desiderio. E qui siamo a fatti di certo peso. Anzitutto gli Angeli (de)caduti come pure le Scritture parla finirono nel bagno penale chiamato, appunto, Terra, a sigillo della loro sconfitta eterna senza riscatto:”Scacciati dal cielo, gli angeli sono caduti e non voleranno mai più fino al cielo più alto”. Cielo tutt'altro che metafisico e ci siamo intesi. E pare che questa Mafia, sì certo, perdete si attrezzò per vivere al meglio su questo pianeta, fabbricandosi per tutte le incombenze manuali, e chi secondo voi? Noi umani o meglio tanti umanoidi. Tuttavia come tutte le ciambelle qualcuna è venuta senza...buco anatomia a parte. Forse un Eki/Prometeo e molti altrri ancora nel corso della “evoluzione” umana ha partorito anche un Manunzio...
Passare al “moviola” almeno gli ultimi duecentomilannidistoria, e con che software montiamo la “storia” poi, come si fa? Montare...già intelligenti pauca verba come sempre paisà!

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Tra le pagine a Web cui “casualmente” ci si è imbattuti non poteva mancare, citato proprio l'altro giorno, tale Giovanni Gastel da Milano, e suoi “angeli”. Tuttavia una foto, si presti attenzione, posto che qualcuno non usi testa a spartir orecchie, alla mano del buon “angelo”: notato niente? Eh c'era da aspettarselo da spartitor d'orecchio! La mano, guardate la mano dell'angelo: arto nero (cancrena fuliggine infernale post produzione?) indice e mignolo. Corna. Ahh il nostro Gastel per essere ciò che è deve, anzitutto, “glorificare” la Potenza tellurica che lo ha messo a cavallo (trovate immagine al riguardo nella sua autobiografia Un eterno attimo by Mondadori) a far carriera, certo in questo potrebbe tornare più che utile una tessera del tipo quella P2 di Berlusconi Memoria, o di Capo bastone che non vivono più in Sicilia, da mo', dai tempi dell'ultimo sorso della Milano da bere! Non citiamo fonte che non ce ne po' fregà de meno, casomai e se vi pare premete i ditini a tastiera e provateci

Pss. Il Cern di Ginevra quel grosso ciambellone con il buco però, dove accedono come “spettatori” i Russi che in superficie però sono “cattivi” e non così su la Stazione orbitale...pare lavorino a tutto tranne che per il bene cosiddetto, il ciambellone: una volta, infatti, fisici quantistici ravvisano il pericolo della creazione di un buco nero, da finirci tutti dentro, un'altra la possibilità data dalle grandi energie sprigionate, di aprire lo Stargate e consentire ai (de)caduti angeli di fare finalmente ritorno a “casa”. Solo che l'E.T. del caso lascerebbe nell'inferno più indicibile la Terra e suoi abitanti! E d'altronde dicono le menti superfini alla Falcone, che aveva capito abbastanza e fatto fuori a conseguenza, semo Goym: schiavi. Ahh benedetta Is-Ra-El uber alles per chi intende che il numero della Bestia è 666. E si vabbè alcuni vogliono 615: mah!



In questo mondo di ladri

Quando mia nipote è perplessa di ciò che dico “sempre” le rispondo: sul tuo libro di filosofia (va allo scientifico) non c’è il racconto di Platone e annessa caverna? Solo allora abbassa lo sguardo e slitta oltre…benedetta gioventù.
Sia come sia dover riportare l’ennesima “fake” è oramai abitudine in un mondo abitualmente dedito alla cazzata, falsa come l’oro di Bologna in slang locale (che si fa nero, diventa a causa della truffa, per la vergogna) naturalmente. Altro che razionalisti d’accatto, casomai d’accattonaggio con famiglia…intelligenti pauca verba come sempre

Awards in Photo Stealing Scandal


Man fotografo sin dal 1969


Nella foto, sempre dall’alto dei cieli ISS, di sguincio e radente le nuvole si vedono i sottostanti alberelli e suolo giallo forse di zolfo e con orizzonte non sferico; sembra una ricognizione di quello che è successo in California Novembre 2018 che, secondo i soliti malevoli e terrapizzaioli-cospiradores, vogliono prodotto da armi al plasma, che contrasta le più che “solide versioni” di soliti ciccaroli seriali, adusi a gettar cicche nei boschi già caldi che poi si incendiano. Tutti all’unisono e nello stesso istante, quasi un telecomando via radio: tuttavia con ampie zone distanti pochi metri, quasi impossibile, non toccato da fuoco in sorta di gioco di “società”


Canaleeeecinqueeee

Nasa ma che mi combini? Ve ne state per i c…anali vostri nel solito surfing in Rete, quando accade di incrociare viste dall’alto a “bordo” dell’ISS: oh sicuro si scriva così, e non come lo conosciamo (ossia pura fake) ISIS, quei vero-finti-falsi terroristi “moderati” che mangiano razioni K made by Is-Ra-El sparano con armi Usa e gli “eletti bianchi” buttano in aria borotalco e poi gridano al lupo al lupo…al gas al gas è stato Assad, no Putin, no i cinesi, no i nordcoreani…? Non dilunghiamoci perché quello visto in Siria…da parte dei soliti liberadores: che cuori generosi che da mane a sera “esportano” democrazia! Un Export che non conosce crisi, mo’ han spostato tiro e son in Venezuela. Venezuela? Bel suol d’amor…oops petrolio: si scambiava l’Abissinia mussoliniana con lo stato americano del cotonato aggresore Trump(etta): Sieg Heil con una fava due piccioni, e poi ci si rimprovera non saper far di conto, malelingue!
Vabbene ISS senza terroristi tanto basta la…Nasa. Solo che a guardare il video della “stazione orbitale” uno dice: ci ha un Madonna di iper-ultra-zoom con tanto di interpolazione, oppure si alza e si abbassa secondo “convenienza” tale da fare leggere, quasi, il nome delle navi in rada? E non riprese azimutali, macché perfettamente diagonali…da volo radente o droni di Amazon.
Ma quello che più sorprende è la “sfericità” del Nostro condominio detta Terra. Immagini che una volta sarebbero state “sfericizate” a puntino a sostegno del “globo”, mo’ che i Terrapizzaioli si sono scatenati (giusto, torto?) la buona Nasa “torce” meno gli orizzonti (di gloria?) per quietare i terrapiazzisti tutt’altro che darwiniani: dice e mo’ che centra Darwin? Oh centra eccome ma un’altra volta.
Immagini dall’alto (quanto?) che uno se li “gode” e non fate gli schizzinosetti quelli alla Nasa tengono famiglia, e se so’ figlie femmine sono c…ostellazioni ché oggi i corredi delle figlie costano un botto: con quale coraggio terrapizzaioli incalliti ed impenitenti vi mettete contro? E gli “scienziati” con famiglie…e i mafiopolitici con famiglie…e Stampa&Regime da non dirsi: ’o Sistemm’ dico volete distruggere un “mondo” suvvia! E se la “storia” se la scrivono addosso (quali sartorie?) i vincitori, una volta, oggi perdenti sempre più che vi frega? Cambiate canale, no? Avete visto impudichi e senza dio-patria-famiglia-ur lodges e conto corrente cosa porta il de-mitizzare (De Mita da Nusco non centra forse) certe foto & ideologia a supplemento rapido su la tratta…cade ‘o Sistemm’. Ah che cuore distruggere la bella favoletta a base darwiniana-templari-gesuiti. Canaleeecinqueeee tataratatà. Consigli per gli acquisti…va. Intelligenti pauca verba

An Incredible Aerial Tour of Earth’s Surface from the International Space Station

Man fotografo sin dal 1969

Ps. Il video presenta anche schermate “rotonde” che s’addà fa p’ campa, tuttavia, come nell’immagine sovrastante se provate poco poco a girare “orizzonte” …bendetto Pshop vi restituisce tutto tranne che un limite “sferico”: ma che gente ora ci sta alla Nasa, mo’ pigliano pure single e senza famiglia? E dove siamo arrivanti: non c’è più religione, ecco

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Old time

Serie infinita dei numeri in spazio euclideo possiamo dire che ci sta: stretto ma ci sta. Numeri che poi sta dietro il digitale e Pshop in particolar modo, qui in versione “amatoriale” Elements fianco a fianco con Lightroom: e mo’ che volemo fa? E per uno che non ci ha regole, usuali del Sistema, con l’aggravante artistico poi in ogni sua foto…ma non corriamo. L’immagine in specie vien fuori da circa mille scatti (!) fatti ad una modella “non professionista” (gran figa laureata al corrente ben piazzata in Olanda, olé) ma dall’espressività e tenuta di scena, da regina: fidatevi che in cinquant’anni di mestiere ne abbiam visto di belle, ecco! Infatti il merito sta nella modella “non professionista” che in pose naturali ha permesso di estrarre, anche, questo scatto, frutto del caso forse. Per meglio dire l’immagine finale è elaborata in Elements con alcuni livelli di regolazione, poi il colpo di grazia, ossia la tonalità che si vede, per l’appunto di Tonality Stand-allone ma pure plug in per Elements e ovviamente LR dei “professionisti”. Cos’è accaduto? Un taglio immagine da file 4/3 con “solo” cinque milioni di pixel (!) all’altezza della bocca che ha dato senso al tutto, e con la “virata” esattamente come la mente, che qui non mente alla manunzio, l’ha vista. Niente di più se non un'aria d'altri tempi, di cartoline licenziosette e profumate che sotto Natale i barbieri regalavano ai loro clienti...per chi ne vuole due file: originale e il cosiddetto set, si vabbè…

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Ps. Olympus 4/3 E1 una camera che trascende l’umana esperienza terrena: una volta appresi della sua elaborazione/nascita, insomma il progetto e l’ingegnere che l’aveva partorito (una volta era così in lingua italiana) aggiungendovi di trovarla al di là delle sue aspettative e con una malia interna tutta sua e particolare, la camera eh. Ipse dixit. E noi con lui.
Obiettivo 2.8/3.5 prima serie equivalente ad un 28/105 su diagonale pieno formato: tanto alla posizione grandangolare (!) che alla massima adattissima a ritratti, qui in esempgio. Iso a paletta 800 la Extrema Thule della E1 su CCD Kodak, comunque un mostro! Luce di finestra con cielo coperto: the must. E a rischiarare le ombre un ombrellino con all’interno il fidatissimo “cobra” così dicono li francisi per flash, Culman altrettanto teutonico come i gloriosi Metz: eine panzer! Ai milanesotti & radiofonisti farebbe ridere. Qui c’è poco dal ridere: se ne dia pace i Sandro Jovine a pagamento con Giovanni Gastel Settimio Benedussi Oliviero nazionale…che la classe è arte e mica inscrizione a loggettina massonica per pugnettari. L’aria è cambiata dal 1717: intelligenti pauca verba!

Pss. Manunzio pare “fesso” ma guarda lontano e ci ha sempre un piano B in tasca: che si intende? Semplicemente che l’immagine postata, nel caso su ViewBug sharing foto, taste al disotto di ogni immaginazione “popolare” ci conforta. Con calma s’intende perché, tuttavia, si può ora dare scacco matto (ci arrovella da anni) ad una corazzata chiamata Getty Images e natanti consimili, restata unica e solitaria ad imbottire le teste dei teleguidati planetari. Siamo abituati alle sfide “impossibili” come ben sa il Tribunale di Potenza, Pm vari Ministri sottosegretari e merdaglia varia…siamo una forza tranquilla che naviga altrettanto e va lontano!


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Linea d’ombra

Quella linea che, vista da certa distanza, fa sembrare nette o meglio distinte due zone di chiaroscuro. Una pia illusione tanto basta andarci vicino, metti un paesaggio, e le cose si fanno dannatamente più “sfumate”. Un rompicapo non c’è dubbio e senza rimedio. Insomma come quando con filtro radiale si fa una photoshoppata qua e là. Poi ingrandendo…
Una discesa vista dal basso è pur sempre una salita, no? Ecco dipende e anche perché siamo tristemente abituati, di nuovo, all’abitudine che è ‘na brutta bestia. E chiudiamo: provatevi a salire con il pensiero ovvio, su la stazione orbitale intorno al condominio chiamato Terra: ‘mbé direte? Lì in quella condizione non c’è tempo, non esiste allo stesso modo come lo si passa (scorre?) qualche metro sotto. E non essendoci alternanza di giorno notte, prima dopo, estate inverno…Ma non tutti salgono su Iss vabbene, resta il fatto che per “convenzione” qui terrestri diciamo questo e quello e tempo connesso pure.
Linea d’ombra per un fotografo dovrebbe essere di primaria importanza capirne la portata, non certo passare il tempo in trastulli ad aggiustare, chesssò, la grafica del sito cui uno ci tiene a far vedere questo e quello di sua produzione fotografica (siam pur sempre un Diary che si occupa in modo maldestro quanto si vuole, e pur sempre di fotografia). E casomai pagando chi, secondo convenzione, è un professionista del tubo: catodico e che avete capito. Pensate ad cretino che si veste à la page: very fine ma sempre cretino resta. E d’altronde in un orizzonte nichilista, la scatola o contenitore diventa “giocoforza” contenuto. Scatole vuote? E cosa sennò: e accattatevill’ nu bel grafico che, a pagamento come le puttane, vi imbelletta il vostro sito: ma se siete cretini glorificati (il massimo)? Cretini restate però con allure…
Presa da lontano stamani, poiché ci sono immagini che non si possono prendere, né oggi né mai neanche con ricorso a tutte le figurazioni retoriche che, tuttavia, lasciano il tempo che trova e non per tutti i palati. Immagini che si parano davanti che manco ci puoi provare a “descrivere” con il linguaggio curiale (non tanto quello romano quanto proprio di chiesastico) per antonomasia: scrittura.
State per i fatti vostri e svoltate il cantone che corre verso la strada in discesa, ci proviamo, e davanti e non saprete mai i volti, sei ragazzi adolescenti, uno dei quali con capelli alla Mohicani. Camminano. Si urtano. Chiacchierano. Zompano. Uno saltella mentre pochi passi dietro s’arranca, nel vero senso della parola, uno spastico che già fatica di suo e tener dietro il sestetto. A quella vista le cose di fanno come la linea d’ombra, da certa distanza, mentre a due passi tutt’altra raffigurazione. Allora diventa difficile mettere bene a fuoco, proprio così anche l’occhio a volte erra, mentre si affastellano nella mente altre immagini, nell’attimo in cui su la discesa il gruppo si dissolve. Linea d’ombra che ritorna “netta” nel momento in cui, da uno spiazzo lungo la discesa, a sinistra i sei che vanno (dove?) a destra a discreta distanza si carrea (proprio come un carro che avanzi lento per sua causa) lo spastico sotto un cielo clemente di Gennaio. Ecco come un semplice “quadretto” di vita non può ora e mai entrare nel mirino di una qualsivoglia digitale: e come potrebbe? Quanto alla scrittura, ci abbiamo provato e più di tanto…così come ad un amico all’uscita di sala cinematografica a parole “descrivi” ora questa scena ora quell’altra, e l’amico sta dietro le chiacchiere, annuisce per compiacenza, a meno che pure lui entrato nel cinema…

Man


Niente di personale signora Valeria Gradizzi

Non sappiamo se la signora ricada nell'ascritto articolo 346 del Codice penale che sanziona il millantato credito. E poi non conoscendola, almeno sino alla trasmissione radiofonica che in termine “moderno” è webcast (potenza della lingua “inglese” ma a base latino-normanna o antico francese) passiamo alle sue “immagini” viste a webcast (poi riviste su suo sito).
Naturalmente saltiamo a piè pari la cosiddetta “poetica” di stile: che vorrà dire la signora nel suo involuto radiofonico?
Immagini, dunque, più ancora “progetto” e non ancora ultimato, lo si ascolta nella trasmissione radiofonica. Anzi solo quindici immagini in totale, in sorta di press release, sebbene arcinoto e scaramantico il modo della produzione di “spettacolo” e fotografi compresi è abbastanza superstizioso, e non metterebbe mai in circolazione "pezzi" sciolti del “reportage” in caso di specie; e questo già la dice lunga sul “progetto”. Il quale riceve in itinere già “approvazione” internazionale (molto sospetta come di accordi nottetempo). Insomma si vota “fiducia” su le quindi immagini di “progetto” futuro come tra amici degli amici si dà pacca su la spalla.
Immaginate per un attimo, chessò un Berengo Gardin, al lavoro su di una storia, che rilasci in sorta di “coming soon” per l’appunto quindici fotografie: impossibile! Ma per chi si mette al servizio della “causa” vuoi mettere? E sì di “progetto” deve trattarsi e non a caso si parla di Iran (che sta su certe anatomie all’Amerika dopo il fiasco della Siria) ed intelligenti pauca verba. E dopo l’antica Persia l’ambigua Turchia: se non è zuppa e pan bagnato. Islam giocato dalle Ur Lodge transnazionali neofeudali, ora in chiave Isis-terroristi pur uscito scornato in Siria, ora quale termometro di “arretratezza” e da qui il passo di “esportazione di democrazia”. Siché le “donne” bianconero della Gradizzi, si capisce perfettamente bene, è parte della “esportazione”. Operazione che la signora compie, quanto in buona fede o meno lascia ampissimi spazi di dubbi. Sì perché la menzionata, guarda caso quando si dice il caso, scatta come già un’altra signora (collega?) che immortalò con sapienziale latomista messinscena il bimbo Aylan, placidamente addormentato sul bagnasciuga che commosse fino all’osso le masse planetarie. E giustificò in certo senso la “migrazione” biblica verso l’Europa, con la Merkel ad aprire frontiere per poi rimangiarsi tutto grazie all’avanzata del AdF (Alternative fur Deutschland) e non solo signora Gradizzi.
“Coraggio di donne” dice la signora Gradizzi a microfoni aperti, donne del Sufismo “nascoste al mondo” sebbene due secondi dopo al minuto 5.13 non senza scuorno e contraddizione affermi:” Loro (donne) non voglio essere trovate”. Ma allora se non vogliono farsi “trovare” dal maschio (anch'egli represso masturbati nel cesso così come una Emma Bonino pro Soros e più Europa, già anni Settanta?) islamico quale delle due proposizioni in antitesi scegliere oh Gradizzi? Così come le “primavere” arabe di Cia & Mossad, qui il corpo delle donne celate, sì, ma che non vogliono farsi trovare, è utile espediente delle Ur Lodge neofeudali per perpetrare ad libitum quanto già di Malthus-Kalergi-Bretton Wood. Donne-grimaldello a “primavera” e scardinare (pia illusione) quelle società rivierasche del Mediterraneo più e meglio di prima: mondo cano che ci ho sotto i piedi direbbe Faletti. Sì, di petrolio…e fotografia non olet pro causa.
E di amenità in amenità la signora si contorce prona ad interessi e della singolare Sion Is-Ra-El nel “ridisegno” del Medioriente; nel Soros che spinge alla sostituzione dei nativi europei, in particolar modo italiani pizza spaghetti e mantolino, a farsi estinguere così da permettere ai “neri” africani di svolgere il ruolo di meticciato e manovalanza senza diritti per fregare la Cina. Altro che "primavera" la cifra dell’operazione cui si presta, ancora, al gioco delle parti la signora Gradizzi. La quale a proposito dell’uso del bianconero la dice poi lunga circa sue “conoscenze” fotografiche del linguaggio (meno male che è stata allieva di Ivo Saglietti!). Lingua che è, in perfetta antitesi, contrapposto al colore e che manco padroneggia ma invidia ad altri come s'ascolta in radiofonia. E questo poi ci conferma, tra l'altro, quanto già scritto: i quarantenni o giù di lì pensano al bianconero come very nice filtro d’Instagram, giochino mica linguaggio che nulla sparte, di nuovo, con il colore prostituta di Babilonia (nei pressi di Iran Turchia…guarda caso l’esportazione di democrazia)
Vede signora il bianconero è Categoria dello Spirito, forma mentis che le sfugge, così come a tutti i minghiapixellisti. Si è in bianconero, ergo, si fotografa di conseguenza. Stia bene e ci saluti, ecco, Cia & Mossad. E niente di personale, se le pare

Man

Webcast Gradizzi

Aylan

Omran, il lato oscuro della foto strappalacrime da Aleppo

Man


Ps. Vogliamo augurarci che il radiofonista che consente questo tipo di amenità, e che non riceva occulte raccomandazioni interessate, ci risparmi una seconda puntata della signora Gradizzi e sue fottografie, che refuso non è. Il mezzo, diceva McLuhan, è già messaggio. E per chi di fotografia intende da oltre mezzo secolo, l’operazione Cia-Mossad-Gradizzi è sin troppo scontata e pacchiana, adatta tutt’al più agli analfabeti di ritorno (figurarsi l’andata) dei quarantenni e/o minchiapixellisti

Pss. Scrive la Gradizzi sul suo "progetto" The Balkan Route - Them: "Milioni di persone in fuga dalla loro casa, costretti a scappare da scenari di guerra e persecuzioni, in cerca solo della libertà. Con la certezza che in Europa, un valore come libertà sia facile da raggiungere". In pratica conferma della cosiddetta "esportazione di democrazia". Ed una persona (donna e fotografa?) che enunci e non si ponga minimamente alcuna domanda del perché di "punto in bianco" milioni di persone si mettano in cammino per raggiungere la "libertà" in Europa: cos'è uno scherzo? E fotografa pure piedi e mani di questi nostri esseri umani! E sino al giorno prima, non s'era posto problema sta povera gente lei compresa? Ma fotografa mani piedi espressioni buonisti per la stampa buonista a e di "buoni sentimenti! Al di là di ogni ragionevole dubbio, è grazie a Killary Clinton e discorso in Egitto (memorabile la quintalata di un Giuliano Fearrara sul Foglio) dell'Obama che l'innesco "esportazione" avviene. Masse espiantate, senza più dimora preda di "scafisti" arruolati Mafia sicula & Nigeriana che rispondono al "benefattore" Soros. Il resto è squallore neofeudale, come detto nel corpo del post. E dovrebbe insospettire non poco il fatto che oggi dell'Isis "liberatori" dal cattivo Assad nessuno più parli grazie al quattro e quattro otto russo: vero Repubblica-Corriere Sera-Stampa sionista di Torino, MediRai e cammelate truppe del duo tragicomico Menta-Gruber de la Sette? Meno male che Cesare Battisti c'è: a distrazione di massa una cento mille...tanto i michiapixellisti quarantenni cosa ne sanno (né gli frega) degli Anni di Piombo e della morte di Aldo Moro by Cia & Mossad sempre loro?


La “creatività” è irrefrenabile come quando scappa la pipì e non puoi trattenerla, casomai sul davanzale di finestra americana con impalcatura sottostante, così la giovin donna con creativo tablet a proprio agio prima, s'immagina, di spiccare volo per dimensioni ultraterrene decisamente più "creative"



Apple ci prova gusto...e grana. Scriviamo dal desktop marchiato “mela” si sa mai per i patiti dello “ortaggio”: come e non è frutto? Sì e nel caso per i due, come dire, orifizi senza aggiungere altro.
Boutade a parte, mica poi tanto, è lampante come Big Apple, none Neveiorche paisà, punta sul mobile che lì fa la grana, detto core besenisse. Resta da capire la fregola del “tutto al volo” ed in movimento, ché altrimenti ne soffre la giostra degli acquisti?
In giro li vedete voi sti creativi con un tavolone dopo i tablettini? Non sapremmo e ci si salva in calcio d'angolo paisà.
Qua uno che va in giro a fare il “creativo” ma con uno schermettino sempre targato “mela” al posto del tavolone anzidetto, è un ex sessantottino di canuto pelo...

New tablet Apple

Man


Ps. Ci resta un dubbio sul perché spendere una maniata di soldi al posto di un portatile oramai più che ultra leggero, e della famiglia Win. E poi sta scritto che la creatività on the road è a metro-quadro..? Intelligenti come al solito pauca verba



No limits che in una cosiddetta società (dello spettacolo) porre freni è puro non sense: il limite. Ancora non avendo più confini (mentali cui promana il cosiddetto reale secondo alcuni) perché mai fermarsi?
Ora non è più questione di “progresso” detto fotografico e pendant di un quadro più generale, bensì semplice peto: gas anale. Tant’è vero che qui nel caso di specie si parla di un aggeggio fotografico ben oltre normale full frame, che consente già di “stampare” intere facciate di palazzi (non ci si venga a dire della definizione…ad alcune centinaia di metri di fisiologica visione umana contemplata in testi di ottica oltreché psicologia) senza ricordare i pannelli stradali o iphonate di Apple (prima ancora la serie Pen di Olympus**) nel lancio dei suoi smartphone, affissi per le strade Nevaiorchesi.
Siché si resta basiti quand’anche una PhaseOne ci fa oltre ad esserci: imbecille si ca + pisce (calembour meridionale per chi ha orecchia). A cosa servono, quindi, su un formato quadrotto della Casa ben centocinquantunomegapixelinformatoerregibìforsemancocompressicheépiùfigoeprofessionale (provate a pronunciarlo tutto d’un fiato!) se oggi anche a stampare (!?) offset più che altro digitale alla Francomariariccid’antan (sempre con un sol fiato) una normalissima compattina, e ne diamo testimonianza a giorni alterni, da qualche milioncino di (minchia)pixel riesce bene nell’impresa? E se poi il tutto finisce a schermo di cinque o sei polliciotti smartphone e poco più di tablet, la vedreste la differenza tra una iphonata qualsiasi e centocinquantunomegapixelinformatoerregibìforsemancocompressicheépiùfigoeprofessionale? No. Cazzate direbbe il prof Sartori televisivo che fu.
Ora avere un michiapixel in camera da letto è un conto…su di una ex Mamiya (acquistata da Phase One per l’abbisogna) lo farebbe ammosciare de colpo, sempre il minchiapixel. Certo poi se uno ci fa l’amore come alcune leccate di cucchino yogurt di reclame: che dire? De gustibus…e fellatio a volontà!

Man

PhaseOne

** Primo film in alto a sinistra (non si è trovato l’originale su Youtube)

Anuncio de la cámara de Apple Iphone 6 en el lado del edificio con la tienda del desván


Ps. Con gli iPhone (per tacere di Android vedi Leica/Huawei) ci hanno fatto finanche reclame*, e il famoso software famigerato Filmic** con cui alcuni audaci producer ci campano…E se dal qualsiasi famigerato 4K streaming si ricavano splendidi fermi immagine da farci ciò che si vuole…intelligenti pauca verba

Pss. Poiché non le mandiamo a dire ne spediamo mail a PhaseOne

*Uno
**Due



Bianconero? E perché no...Repetita juvant: il bianconero non è una “desatuarazione” men che mai “filtro” alla Instagram et simila. E' una Categoria dello Spirito. Punto. E' Linguaggio fotografico. Doppio punto e anche su la “i”. Giovani leve fatene una ragione, di vita. Ecco. E non si transige: amate il cosiddetto colore? Oh peste vi colga.
Il Mondo, dice qualcuno, è a colori solo che la realtà (?!) in bianconero è. Resta tuttavia il fatto che pur nel taste “corrente” certe immagini bianconero, per l'appunto, si lasciano guardare. E finanche assaporare, se immaginiamo il gusto anelante (movida?) alla McDonald's: intelligenti pauca verba!

Man

NB. A sinistra nella pagina sottostante per vedere i vincitori delle "sezioni" basta un clik su Series e/o Single...
Winners

Awagami Factory




Cartiera artigiana made in Japan. Vi arrivo tramite la Rete nel tentativo di trovare una carta da stampa (inkjet) come Iddio comanda. Sì perché c’è stato un tempo (che riprenderemo appena possibile) della stampa fatta in “casa” senza nulla togliere ai vari service utilizzati che ne producono di buone stampe, come è accaduto con un noto stampatore in Milano cui ho chiesto due sampler da file inviatogli. Ma. E per chi viene dalla stampa bianconero…intelligenti pauca verba.
Quindi stampa domestica, va. E alla Awagami chiedo pago e ricevo per posta (!) un sacchetto verde che uno dice ci azzecca McLuhan, nel momento in cui già il media scelto…eh.
Insomma un bel giorno arriva sto pacchetto in formato a quattro più o meno, scartocciato già una bella sensazione nel toccare la carta, un po’ come “tastare” ‘na bella guagliona, va pure questa. Anche il tatto (!?) vuole sua. Siché uno dopo l’altro i fogli Awagami entrano ed escono dalla stampante HP 1220 C.
Pausa, ho capito. La stampante” ad acqua” è una di quelle rarissime che han superato gli anni, una decina e più sotto sistemi operativi diversi di Windows: una rarità o miracolo fate vobis. Sia come sia una stampante all’epoca accreditata com’anche possibile di prove colore nella versione Postscript, accessorio.
Quando poi è finita, la stampante, collegata al blasé Mac, questi l’ha vista come “fax”: che dire? E’ Mac, no. No.
Ma collegata a Windows che si è prodotto una serie di prove “colore” e su carta non appositamente “trattata” per inkjet, come il pacco carta direttamente dalla “Cermania” via fratello: Hahnemuhle Rag de facto lo standard dell’odierna e cosiddetta e spacciata “Fine art” smooth smooth come uso dire dei benedetti angli+sassoni riciclatori ottimi di parole e culture altrui.
Sia come sia le carte Awagami per il loro tatto, feeling, e per struttura reggono molto bene la “fine art photography” e pure la pennellata colore (anche questo si è sperimentato mischiando diavolo&acquasanta, pitturazione e fotografia). Una meraviglia che non ha pari.
Certo avremmo voluto provare la Awagami preparata ad hoc per le stampanti inkjet, ma la mia HP Photosmart Pro B9180 delle meraviglie aveva bisogno di serbatoi colore a pigmenti non più facilmente reperibili a mercato

Man

Awagami
HP Photosmart Pro B9180



Ps. Nelle prove colore di carte sottoposte a test anche un pacco di Moab l’americano supporto “trattato” ad hoc, oltre naturalmente alla Fabriano d’uso comune in formato A3+ d’una sciccheria unica, cui prossimamente ne parliamo

Pss. Awagami ha a catalogo apposite carte (credo con solfuro di bario incorporato) per le odierne stampanti a base pigmenti. E però si sente al tatto un gap: non trasmette quasi niente delle “sensazioni tattili” ricavabili da quelle non trattate, limite questo di tutte le “stracciarole” o rag che dir si voglia. Un vero peccato

C’è chi dice no




E’ finalmente sott’occhi di tutti (frequentatori di bar sport compresi o la gran parte di teledipendenti) che il “buonismo” a salve dei migranti, è una luciferina strategia di riduzione a schiavitù: di chi viene (indotto) in barca e di chi vive all’approdo, italiani in primis.
E altrettanto noto adesso che a questo progetto “progressista” sia, non a caso, la cosiddetta e famigerata sinistra, ridotta a fumo solo a guardare le ultime elezioni, a dargli imprimatur. Sinistra che conosciamo magnificamente bene. Tuttavia da persona realmente libera (non portiamo catena al collo degli schiavi dell’Iddio Mercato a reti omologate) siam grati a questi nuovi “governanti” italici per la semplicissima ragione d’aver rotto l’incanto (la stampa obtorto collo si capisce è costretta a darne conto) e squarciato il velo ipocrita dietro cui si alimenta il traffico di carne umana, o banalmente la tratta degli schiavi da i nuovi (sempre quelli) negrieri negromanti: intelligenti pauca verba!

“Intanto, le ondate migratorie , frutto di una pianificazione irresponsabile a cui i tre Governi precedenti hanno collaborato , hanno rivelato il losco business e gli illeciti che sono saliti in superficie proprio dalle profondità del mare mediterraneo e che riguardano le navi ONG. Grazie alla determinazione del ministro degli interni Matteo Salvini che sulle azioni umanitarie nutriva fondati sospetti che la ‘mafia globale’ governasse tutte le operazioni da una postazione di comando esterna, la verità è venuta alla luce..”

Verità nascoste

Man


NB. Come ribadito in altro post il link non è necessariamente in linea con la nostra visione, tuttavia fotografo si è consci che la “realtà” può e dev’essere fotografata con tutta la gamma di ottiche possibili, e per quanto ci riguarda da sempre previlegiamo le grandangolari

False flag (come solito) di Stampa & Regime




Abstract
commercial war America vs chinese brand smartphones is pure nonsense: in fact all cell phone, except Samsung, and the iPhone (only Headquarters based to Cupertino is Usa) is made in China


Immaginate di trovarvi e di buon mattino (la scritta rimarrà in sovrimpressa per una buona oretta del primo mattino tanto per addolcire il palato in attesa del caffè cornetto eccetera) m alle prese con Cia &Mossad targato Rainewws24: si il tg dei ragazzini giornalaisti.
Insomma la banda dice di stare attenti agli smartphone cinesi: sia ma vuoi vedere che anche Apple…si certo iPhone li si fabbrica in Cina però poi vanno Cupertino e da lì per terraqueo? Giusto quindi le precauzione (guerra commerciale paisà) contro cinesi che possono spiare: e chi lo dice? Ma gli amerikani (killer kome kappa) lo dicono: a sì, è un po’ come dire che il bue chiama cornuto l’asino! Guerre commerciali: Iran e Siria ci pensa Is-Ra-El (se nel frattempo il buon Benjamin Netanyahu non viene arrestato per frode furti e company). Petro Oleksijovyč Por(n)ošenko da Kiev vs. Russia. E Cina (che detiene il debito americano ed europeo e la sua neo rotta della Seta - One Belt one Road – va a manetta e i massoni neo feudali atlantisti sbavano) se la ride: tanto fra pochi giorni gli scambi planetari non più in Petrodollari bensì in Yuan agganciato all’oro, al contrario di quanto decretò Nixon ai primi anni Settanta e infatti da allora i Dollari vennero stampati 8come tutt’ora) su carta igienica.
Mo hai capito paisà cos’è tutta sta fregola a telecomando? Occidente al capolinea da togliere solo il tubo per l’autoventilazione polmonare: amen

Man

Rainews24

Fotocrazia ahi ahi la censura "preventiva"



Eccoci! Il tempo impiegato per scrivere ennesimo Esposto da inoltre (sempre ché il tribunale non le perde, anche questo già accaduto!) a quel Porto delle nebbie sempiterne che è il Tribunale di Potenza, lo stesso del caso planetario a nome Elisa Claps, tanto per intenderci…

Qui in breve il testo a commento e che Fotocrazia ha deciso di non pubblicare, con l’email inviata al “Fotocrate”. Il resto è di vostre meningi, se ne avete oppure…

“O’ Donnell era un fotografo americano. Era un militare americano. Il suo sguardo sul terrificante scenario dell’apocalisse nucleare era quello del vincitore. Era lo sguardo delegato della potenza militare che aveva deciso di utilizzare l’arma finale, conoscendone la forza e i probabili effetti. Per quanto impressionato da quel che aveva davanti, non poteva essere lo stesso sguardo delle vittime di quella inimmaginata potenza distruttrice.
Negli anni Novanta, però, una crisi di coscienza che lo avrebbe mutato in un attivista pacifista lo convinse a riaprire il baule delle sue foto giapponesi e a pubblicarle in un libro, edito prima in Giappone (dove aveva conosciuto sua moglie, una fotografa) poi negli Usa, cambiandone la lettura, se non l’intenzione.”
Testo estratto dal post di Fotocrazia a puntualizzare di cosa si sta parlando.

Begoglio chi? Ah sì certo El Papa muy bonito. Strana-mente della Compagnia di Ignazio di Loyola. Il Papa Nero: dentro e fuori. E della sua “limpida” elezione: como no somos todos caballero, no? Italiano d’Argentina muy bonito con l’Armada Videla, va tu poi a sapè…
Bergoglio che a “caso” sceglie nel mazzo di miliardi di foto: caramba! Ma lo possono raccontare ai teledipendenti e chi non conosce Grammatica&Sintassi del Medium, cui nefasti…è proprio nel caso di specie uno di quelli.
Bravo El Papa my bonito ma la fotografia (che masturbatio eloquentia se l’autore è giovane yankee, poi si pente, poi si rompono le scatole di foto e forse qualcos’altro, alla maniera della Vivian Meier, viene fuori a scoppio ritardato: e si dice male di Weistein e prostitute attrici, ma questa per un’altra volta) doveva consegnarla, il cartoncino fotografico olografo in specie, ai suoi mentori tipo Cardinale Seán O'Malley votante per la sua mala Cathedra.
Infatti El Papa Urbi et…orbi molto cecati e scordarelli direbbe loro: giovanotti voi tutti Amerikani (alla Costa Gavras) siete sterminatori e criminali contro l’Umanità per sgancio nucleare (Fermi Einstein?)su Hiroshima&Nagasaki altro che buffonate alla Norimberga: prima gli yankee ci fanno gli affari con i Nazi poi quando questi…E invece El Papa my bonito non le gusta mucho: caramba! Ah l’Occidente giudaico-cristiano-greco-romano. In dissoluzione: Laudetur Jesus Christus. Amen (Ra).

Una foto contro la guerra: se il papa imita Brecht


Man

Ps. Molto "esoterico" il fotobiglietto del Papa


La mail inviata a Fotocrazia/Smargiassi

Circa il post “Una foto contro la guerra: se il papa imita Brecht” si comprendo bene la “censura” preventiva, ma che non può definirsi oltraggiosa di Sua Santità: oltretutto un fotobigliettino olografo non è materia teologica e il papa non parla, nel caso in specie, Ex Cathedra.
Si suol fare una “istantanea” di cos'è Bergoglio, la sua ideologia, molto apprezzata da un Eugenio Scalfari qualsiasi a dirne solo un nome, un po' meno dal “gregge” in balia dell'Apostasia conclamata e messa in essere ogni piè sospinto del successore di Pietro; e anche dai suoi votanti in Conclave che vengono interrogandosi: “Ti abbiamo eletto per le riforme - essi dicono - non per sfasciare tutto”. Intelligenti pauca verba.

Saluti
Man


Ps. Tuttavia ci si avvale della facoltà di pubblicare il post “censurato” sul nostro modesto Diary

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