Manunzio



A fessa ‘mman’ e criature

Senza il partenope idioma, eh? Nulla salus evidente! Idioma e non dialetto, lingua esattamente.
E per i cretini a telecomando l’espressione che pure usa anatomie femminee, non significa quella “cosa” lì da dare all’allupato...di turno. Quanto e soprattutto una cosa seria (sacra?) la si dà in pasto ai “bambini” occidentali assetati di minchiapixel e telefonini. E poi lo dicono le Scritture “non si dà le perle ai porci” Matteo 7:6.
E veniamo al dunque che abbiamo da fare e fa caldo, che non dispiace, anzi. Il video che si posta è la dimostrazione N potenza di come certe basi e del linguaggio fotografico so’, appunto, a fessa ‘mman’ e criature. Sconvolgente come se ne parli ancora e ancora. Usava dire un ironico e scomparso amico: si nun sì scarpar’, ecco, pecché scass’ ‘o cazz’ e semenzelle, o chiodini per risuolare? Eppure c’è tanta varietà di giochini oh tu che vuoi fare il “fotografo”, si vabbè...e poi perché sciupare la cervice se il telefonini e fotografici e videografici fanno a meno di diaframmi? L’otturatore dite? Ma lo tengono per divertimento, un po’ come dire si cammina benissima + mente con una sola gamba perché due? That’s economy stupid. Avanti il prossimo a vendere ghiaccioli agli Eschimesi e aspirapolvere ai Tuareg


Stop of Light Photography Explained // How to Use The Exposure Triangle
https://www.youtube.com/watch?time_continue=107&v=mdfsoQB4u2c&feature=emb_logo



Ps. Ce lo vedete uno scritturale porsi il problema delle “lettere” o un crostarolo porsi problemi sul “pennello” che è un sottilissimo calembour? Cazzate direbbe ancora oggi il sulfureo Prof. Sartori, giù a spalare carbone per l’Eternità, certi patti con il Diavolo...

“Natura morta” traduzione letterale dell’espressione still life. Siamo abituati a considerare la natura morta nei quadri intendendo con questo termine prevalentemente oggetti in contrapposizione alla “figura” (natura viva) o ai paesaggi naturali. È però riduttivo considerare questo genere fotografico come semplice fotografia di oggetti inanimati poiché realizzare un’immagine di still life richiede creatività, programmazione, organizzazione e molta pazienza. La creatività si esprime sia creando composizioni ben bilanciate, sia risolvendo problemi pratici e tecnici nel modo più semplice possibile”
Still life

Elogio della carta
Lunghezza d'onda
Terzo movimento e finale


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In-quadrare

Composizione s. f. [dal lat.  -onis, der. di componĕre «comporre»]. L’atto, l’operazione,  del comporre, cioè del mettere ordinatamente e organicamente insieme; e anche il risultato di tale operazione
Nelle arti figurative e in fotografia, il modo in cui sono distribuiti, organizzati e messi in luce i varî elementi figurativi, con riguardo soprattutto all’unità stilistica.

Più di così la “meccanica” del vocabolario, seppure Treccani, non va. E c'è da capirli, anche perché non è semplice. S'intende dire che dopo l'in-quadratura (mutuata dalla pittura e la dice lunga di come la fotografia non è un pero caduto, così, da un albero dell'Arte e la cosa è troppo lunga a dirsi) di certo non meccanica pure qua, con buona pace di un Vaccari e suo inconscio tecnologico pensa te, la tela del comporre (atto finale diciamo) è tutt'altra che semplice passeggiata. E nei secoli sono state date coordinate per in-quadrare quella “cosa” che si para davanti agli occhi (immagine della mente come dicono i freddi e algidi pensatori nordici?) e dargli senso. Vabbè si fa notte: il regista/sceneggiatore scrive quel che vuol rappresentare in “movimento” altrimenti cambi mestiere o si dia alla radio, sul set. Tutto a posto completo, no? Niente affatto c'è l'arena del montaggio, che non è altro fatterello “meccanico” manco fossimo in un officina di riparazioni (!) a fare bianco il nero e viceversa: qui non trattiamo della cosa, solo e sola - mente per dare idea di come il girato del caso, poi è in-quadrato nel prodotto finale. Certo fatti di stilemi codificati, però visto che siamo nell'anno di Fellini...
Viceversa al fotografo che tale voglia dirsi, sempreché le logore parole ancora conservino lacerti di senso anche comune, deve darsi regole e contro regole: queste non prima di aver assimilato quelle sino allo sfinimento di c...E se pensiamo che in-quadrare è uno step...e si lasci in pace Pornoshop e suo compare il Raw “che tanto s'aggiusta tutto a computer” sta mazza! Casomai s'affina a volerla dirla tutta, così un buon vino già sul filare...

Ps. Si parla di composizione una “cosa” che è poi il linguaggio fotografico: bestemmia per gli imparruccati bardi della penna-animale che ancora non si capacitano dell'invenzione della Bic-Modernità, figuratevi il resto

Pss. Il correttore ha "sistemato" Pshop in Porno...eccezionale come se il soft (dotato di inconscio tecnologico e diamo al Vaccari ciò che è suo) azzecca il recondito di Manunzio che scrive, e non cancella, poi uno pensa ciò che gli pare: errore di stile come l'acqua al momento giusto su la vite


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Voi non c'eravate

Tano D'Amico le sue immagini di reporter si vedevano sul Manifesto, quello di Pintor Valentino Parlato etc. e mica l'odierno globalista luciferino come si è scritto essi.
Fotogrammi certo di un'altra Era del tutto e scientemente misconosciuta a quanti si trastullano con i minchiapixel, che è già tanto, eppur si fregiano di fare i fotografi: chi si contenta gode.
Storie fotografiche di anni terribili, anni dove tra l'altro la Polizia et simila scorrazzava in lungo e largo per il Belpaese nel reprime nel sangue le rivolte sociali oggi inimmaginabili. E quella qui a cartiglio l'immagine famosa del poliziotto in borghese con pistola dall'altro manifestanti armati di parole e bandiere: per chi intende
Tano D'Amico

date » 19-12-2019 10:21

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‘na bott’ au cerch’ e nat’ au tumpagn’
(cerchiobottismo alla Tonino Di Pietro e nella Treccani, Dna di taluni italiani, a novanta gradi con famiglia)


Quando uno tiene famiglia ci sta poco da fottere (fare). Anzi pare il solito refrain del “si parla a nuova perché suocera intenda”. Mah!
Fotografia va. E di un Padre Nobile, e si qui tutto vabbene poi però la coda del diavolo (mazzetta eh) dell’articolista deve nominare, come cavolo a merenda e Pecunia non olet, infatti, un tale “fotografo” mai coperto. Un fotografo con allure (merde?) e occhi a mandorla. Sichè mentre il giorno prima di dovevi sorbire le puttanate but very fine degli yankee, cosiddetti padroni, mo’ la stessa solfa con gli orientali asiatici. Carneade chi era costui? Ma mi faccia il piacere…

Storia di una fotografia. Moonlight: the pond di Edward Steichen

Man


Ps. Il titolo è: “Un tocco (interessato) alla cerchio e parimenti alla botte (dove c’è vino e/o grana)”

Pss. Il cretino di articolista (Storia di una fotografia) non sa (troppo stupido con smartphone e michiapixel ultra) che era del tutto normale dipingere “a mano” le fotografie già subito dopo i primi dagherrotipi, figurarsi le stampe (il mio maresciallo durante il servizio militare - laboratorio fotoriproduzioni manco a dire! - in quel di Lecce, ci passava con aniline e acquerello interi pomeriggi…così come in ogni studio fotografico serio! Siamo tutti fotografi, no? Chi prego!


Magnum Agency/HC Bresson Potenza costruzione ponte Musmeci sul fiume Basento 1973


Surfando in Rete da consumarsi gli occhi quale fotografo che ne ha viste di tutte, eccoti lo Sgarbi quotidiano che dice la sua su la fotografia: ditemi voi come si fa? Si fa si fa purtroppo, come se il mezzo ottico fosse sottospecie di pittura, concetto durissimo a morire sebbene fuori dell’italico Stivale da mo’ che la Fotografia è in serissima considerazione anche perché ci si fa la grama Mia photo docet ultima arrivata. Anzi ditelo agli amerikani (non è refuso ma per la prossima) che non possedendo nulla (a mo’ ad esempio il Rinascimento pittorico, ante e postquam) si sono inventati, giovane novella arte come essi, la loro Nazione attraverso la fotografia più ancora segno curiale per antonomasia: la scrittura.
Qui tuttavia a parte Sgarbi, nomen omen, c’è H.C. Bresson che mette in mostra la Basilicata cui posteri l’ardua sentenza…

Man

La Basilicata di Cartier-Bresson

L'Expò graziadio è passato tuttavia Bresson & Basilicata meritano sguardo su la pagina della Magnum Agency
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