Manunzio



Se Sparta (Olympus) piange Atene (CaNikon-Sony)
non ride


Proprio così, e come si vede la “storia” oltre a non insegnare un c...atadiottrico obiettivo si ripete belluinamente. I babilonesi che non si rassegnano e pensano al “Grand Reset” con iniezioni di vaccino mattino pomeriggio e sera, prima durante e dopo i pasti. Ino + cul+ amenti planetari, certo poi c'è bisogno di un fisico bestiale, retrostante, a reggere sta “massa battente”: vai o vieni, ambedue per chi capisce.
Senonché da domani in poi tutti impiegati, oddio quelli rimasti dei seimiliardiemezzo di umani secondo il Georgia Granite, a prenderlo, il denaro e che avete capito. Mezzomiliardo che pagati (da chi?) andranno al bar (di chi?) a prendere l'aperitivo con dietro il bancone na bella robotta, o al supermarket con tanti bei robot. E per le menti mai dome: musei illustrati da AI e ticket alla cassa di un altra formosa robotta...E così all'infinito? Ma manco per il c...arrello della spesa: ammazza qua, vaccina là, quando tutto è un mare di robot che farà il triste solitario e finale ibrido macchina-umanoide? Beh quanto meno rimastogli un'ultima scintilla vitale, ecco, un colpo in testa il minimo sindacale, e finis terrae alla lettera. E sì perché come qualcuno immagina la caduta di un “muro” solo in unica direzione non intende le macerie cadergli, di qua da quello, su i c...alli. Sic transit gloria mundi, allorquando la sifilide(Grande Fornicazione) giunta al cervello s'impadronisce dell'ultima cellula neuronale, e senza manco più un “vaccino” che dicasi uno!

Finis terrae
https://petapixel.com/2020/11/06/camera-sales-in-2020-have-plummeted-as-much-as-54/

Nikon to Cut 20% of its International Workforce, Transfer Production to Thailand
https://petapixel.com/2020/11/09/news-nikon-to-cut-20-of-its-international-workforce-transfer-production-to-thailand/


Ps. Tutto ha una fine e con l'avanzata dei pieghevoli smartphone dotati di tremila ottiche incorporate e presa per il caffè l'ora dei brand(y) fotografici volge al termine, e più in là l'implementazione uomo (quel che resta) macchina gli occhi sostituiranno bellamente gli smartphone et simila in un mondo di cadaveri sotto il sole, nero ben s'intende



La coda del Diavolo


Nel archivio fotografico Manunzio le voci sono divise in “categorie mercantili” ad evitare un catalogo di tutto e di più su unico file sterminato.
Uno stacco. Per decenni si è tenuto memoria scritta ora di questo ora di quest'altro, e di certi fenomeni strani, almeno così l'inizio, rivenuti routine in particolare momenti canonici del giorno (le ore e valenza energetica non sono uguali, bioritmi a parte, che sia).
Breve l'archivio Manunzio d’immagini viste e riviste come una Grazia Neri in quel di Milano (all'epoca analogica decana delle agenzie fotografiche italiane prima del pensiero unico a nome Getty Images) ed ero presente ai fatti, alla richiesta di una sua collaboratrice (in cerca di diapositiva o fotocolor nome a prestito da foto-colore antecedenti l'uso delle diapo) indicarle senza errori uno scatole rosso, erano suppergiù tutti di pari colore, all'interno del quale ricercare l'occorrenza. Scatoloni che esternamente portava a cartiglio “categorie” fotografiche: pretesa tutta umana di imbottigliare l'Oceano mare. E certi simili modus operandi.
Selezione d'archivio Manunzio per il portfolio del sito omonimo a ringiovanire la visone; alla “categoria” città la sottocartella “vetrine” ben più che soliti manichini e finiamo qui altrimenti invece di sveltire le cose...E un'altro stacco ricavato per caso: le immagini in oggetto pensavo averle prese con la diabolica Epson 850Z cui pure s'è scritto (basta digitare a piè pagina Diary ed esser linkati di conseguenza) e invece fotografate con “leica” tutta particolare si comprenderà il virgolettao (che tanto paiceva ad Umberto Eco, ecco). Immagini, ancora, vetrina in (dis)allestimento e scatti su “leica” come si pure detto altrove sul Diary somigliare e molto, alla “vera” sebbene il lillipuziano sensore di C 5050 Camedia Olympus ed equivaletene 35 mm passo full frame, apertura f 1.8. Iso incredibile a rileggere lo Exif a 64, eppure le foto sono di pomeriggio già notte invernale! Manichini e vetrinista, che presa com'è non si accorge della presenza, di là dal vetro in strada, del Manunzio che scatta; anche perché la vetrina ha quattro bei fari angolari elei si trova in perfetto controlluce e la isola.
Maquette dunque? Si è no certo con espressioni femminili ben fatte seppure plastica. Breve assito allo smantellamento della vetrina (di lì non passerò più e al posto della boutique odierna libreria) sino all'ultimo piedistallo...Senonché a distanza di diciotto anni, tale l'Exif dice, e in un pomeriggio domenicale fine settembre pandemico ancora assolato a queste latitudine, scatta il fermo immagine: streaming visivo riesce solo Manunzio, al suo occhio (fotografico). Siché attira lo sbuffo in testa (vetrina) rosso, immagine in alto, e guardar meglio sembra il titolo del post: una coda! Ancora, il volto, sì di pastica ma che tuttavia non ha nulla di finto, bensì umanissimo essere. Umano pensieroso triste solitario e finale. Detta così già vedo l'imbecille di turno girare l'indice alla tempia...cazzi suoi rimando perché per quanto strana la cosa, se è poi è anche “veramente” fotografo (essere non avere) avrà sperimentato almeno una volta il teatrino del Truman show in cui vive!



Sala ma cusa l’è sta roba?

Immaginiamo si tratti di puro omonimia e non già il Sala dell’Expo 2015 cui male lingue han fatto spetteguless’ di soldi pubblici. Sia come sia con quel faccione l’abbiamo visto tuonare, a reti omologate, contro suoi concittadini che difformemente dal Dpcm del Nonelettodanessuno Giuseppi proibisce, così come durante il buon Fascismo, gli ostinati lungo i Navigli già in associazione (a delinquere art. 416 Codice penale?) in-forme di “assembramento”. Milano da bere quale luogo ameno dove vivere.
Di certo sono le brutte compagnie cui, del tutto involontario, ottimate Sala si circonda del tipo Giannini di Repubblica o il pasciuto neo direttore della stessa “testata”, il buon Molinari buon ebreo doc ex Stampa di Torino, che come testuggine batte più ancor di un redivivo Don Donchisciotte: c’è gente che si diverte così.
Ma abbia pazienza squisito Sala lei che è uomo di “valore” e quindi “conta” (si può fare l’inverso come meglio è più opportuno) su i Navigli a quanto dato più che di perniciosissimo “assembramento” sembra del tutto normale “movida” come i bei tempi andatii ante Coronavirus natum via Fauci & Oms.
Sia come sia Giannini (dipendente La7 ma anche altrove) Molinaro-Repubblica le avran tirato anch’essi un brutto colpo, di errata percezione, ecco, della realtà abituati come sono a ricevere ordini dai soliti neo feudali transazionali, di più Europa e più Mes.
Un consiglio: la prossima volta chieda, chessò, ad un Oliviero Toscani ma altrettanto “presidente” Afip Gastel milanesi doc amici degli amici, se è vero che l’uso dei teleobiettivi, nel comprimere i piani per legge ottica, poi non raccontino frescacce ai pistola.
Infine dovesse essere ancora perplesso, una telefonata in Cermania dove certamente lei è di casa insieme ai Veneti, meglio Lombardo-Veneti di Francesco Giuseppe memoria, si facci passare anche solo il guardia porta della Zeiss, che le dirà che sì l’uso di teleobiettivi nel comprimere i piani li falsifica all’occhio “normale” ad uso ad ogni sorta di ribalderia. Dice? Ma certo ...quel ramo di Como...queste uscite “assembramento” non sa da fare ne oggi ne mai. Bravi, ecco, appunto!

Relazioni prospettiche
Lunghezza focale, angolazione e prospettiva
Navigli, 38 persone in 115 metri. La fake news di Repubblica ha una chiara valenza politica

La foto sui Navigli è falsa! Ci accusano per rimetterci presto agli arresti domiciliari


Ps. Ottimate Sala qui troverà un video casereccio ché noi più di tanto e non milanese che conta, di come a volte (regolarmente?) l’occhio è tratto in inganno per i più immondi interessi, sotto la Madunina tutta d’oro e piccinina che te brilli di lassù...



Last update

Non dico chi, si dice il peccato giammai il peccatore amen, proprio sui fatti in narrato il summenzionato peccatore, chissà se fa statistica, s'é fatto "certo" opinione nel vedere però il video, lo streaming quindi il movimento o l'ammuina di frames eterodiretti; e ci ha ragione Sala Repubblica di Stampa & Regime. Insomma il Coronavirus più dei polmoni, o meglio apparato cardio-circolatorio, ha distrutto il neurone triste solitario e finale vagante nel cranio del teledipendente



Uccelli

Dopo giorni coronarici in cui dalla finestra di confinamento, via Dpcm (non già Dl, che avrebbe comportato ben altra procedura e con Parlamento) del Nonelettodanessuno Giuseppi ma pronto e lesto controfirmati da un signore di canuto pelo, detto Presidente Mattarella su la via di una qualche barberia e relativo taglio capillare... vedevo stormi di uccelli volteggiare e in discese e risalite mozzafiato per tenere a bada altri decisamente come tizzoni infernali volanti, in guerra aree per il possesso dell’areale. E al momento sembra essere a favore dei soliti passeriformi e rondini. Ma non ci si può giurare, anzi, pare un altro tassello di questi giorni sempre coronarici a telecomando, di sospensione in attesa di non si sa cosa di preciso.
E così che le azzuffate aeree portano, di memoria in memoria, alle sequenza di Alfred Hitchcock: sì, il suo film Uccelli, meta +fora e sui rapporti tra bipedi beccati dalle ali. E meno male che, per adesso, i messaggeri degli dei o anime secondo tribù americane di indiani, non ci assalgono veramente.
Tuttavia se non di becco, ecco, molti e troppi alati in ogni dove terrestre, strano o coincidenza con questi coronarici tempi, sono morti in modo inspiegabile: forse precursori di quello che è poi puntualmente accaduto al corrente, similmente e preconizzati “fatti inspiegabili” (benché le borse e loro tonfi non lo sono) dell’Undici settembre di inizi Millennio. Ah naturalmente siamo sempre nel 2020, anno bisesto e quanto mai funesto e con tanto di altri “emuli” Ezechiele a cantarne “avvertimenti”. Coincidenze. Forse



Nb. I link sono di tutto e di più, alcuni scettici nel raccontare, però, pari accadimenti “inspiegabili” fatti in altre si parla di morti e relative indagine su lo squasso dell’apparato respiratorio dei volatili stramazzati; non di meno tra debunker e soliti complottardi de borgata, così la vulgata di un sempre verde Pablo Cattivissimo via Cicap o apparati amerikani più o meno “deviati” resta ben inteso, come ripetuto fino a sfinimento dei c...onsimili fatti che dinanzi al neurone, triste solitario e finale, di chi per un verso o per ventura legge qui di usare la propria testa, che per troppa gente serve a spartire le orecchie di circostanze “inspiegabili”!

Moria di stormi in tutto il mondo: strage di massa di animali dall’inizio del 2020

Si sta indagando su la strana morte di milgiaia di uccelli

Uccelli morti, presagi da coronavirus? La notizia che circola sui social


Storni deceduti in massa: la Polizia indaga sulle cause del preoccupante fenomeno 2019


Misteriosa morte di 11 mila uccelli, in Germania si teme una malattia sconosciuta 2020 LaStampa

Undicimila cinciallegre morte nelle ultime due settimane a causa di una nuova malattia: tra i sintomi anche difficoltà respiratorie

Vera la notizia uccelli morti a Roma, ma non c’entra il 5G

Uccellini morti in Val Bisagno, gli esperti: “Possibili varie cause ma no, il 5G non c’entra”


Piovono stormi uccelli morti Aquila Gennaio 2020

Allarme antenne 5G in tutto il basso Piave «Muoiono gli uccelli» La Nuova Venezia

Disinfezioni anti Covid e morie di uccelli, Brutti dell’Enpa: «A rischio soprattutto l’avifauna»

Hundreds of dead birds found in mystery mass death BBC 11 Dicembre 2019

Mystery solved over hundreds of birds found dead on road in Spain 19 Febbraio 2020

Mystery as hundreds of starlings found dead on road in Anglesey The Guardian 11 Dicembre 2019



Finis terrae


Triste solitario e finale AD 2020 Coronavirus imperat. Due vecchi in televisione: uno in casa e l’altro per strada. Il primo a farfugliare non si sa cosa, certamente l’età è causa di questa stato di cose. Stato: ma chi è stato quello ordinario (Res-publica) o quello più in alto eterodiretto che c’è lo chiede l’Europa? Bella domanda. E data l’ora fuori mano un po’ prima una tazza di the: milk or lemon dear President? E parlare del più e meno in siculo-inglese. Stacco della regia da uno studio lassù in alto al Nord che sta a Bruxelles, eccoti in campo lungo un Uomo in bianco. Si, e pare proprio quello del Terzo Segreto di Fatima non decrittato del tutto per non spaventare il “gregge”: va e pasc’ sta morra d’ pecore con licenza poetica tratta dalle Scritture. Pecore comunque. Questa sì, Uomo in bianco dolente, che è l’immagine plastica dell’Occidente finito per sempre: senza se e senza ma. In una piazza stragrande già fuori squadra (e compasso) di colonnato in notturna sotto sferza dell’acqua che manda il cielo d’una Caput Mundi; Kaput ché niente è eterno sotto la volata delle cinque punte di stelle. Lugubre. L’ostensorio più che altro mitrizzazione del Sole in mano ad un vecchio claudicante, che ha stampato in faccia un quadro di Bruegel, la Morte e mica altrui, la propria e c’è da capirlo: anzitutto per l’età e d’operazione polmonare avuta in illo tempore, ma soprattutto il fatto che il Coronavirus è salito su ai piani alti di Vaticano Spa è ha colpito più d’uno e del suo entourage. Peste. Tutto filava liscio e il boomerang tornato indietro chiede la sua mercé, come un Undici Settembre qualsiasi. Ma questi “signori” mica vogliono capire che già sconfitti da aeroplani in 3D schiantatesi su edifici già minati di proprio, Urbi et Orbi tendono alla replica d'un secondo tempo secondo certi barbuti da Trevi in Germania, dove si spande il verbo continentale a suon di spread eterodiretto, dicono presentarsi come farsa. Messinscena.
Due vecchi formato televisivo che rappresentano la via del tramonto d'un mondo che è stato e non tornerà mai più, nel bene e nel troppo male. Amen Ra

Ps. Undici Settembre 2001 Twin Tower, Undici Marzo 2020 Oms dichiara Pandemia. Undici numerologia astrale vestita da grembiulino

Pss. Catodico: esterno notte riporta il ciak. Immagine notturna sparta da antenne per il terraqueo come Coromavirus qualsiasi. Acqua dal cielo a drammatizzare ancor più la scena d’una regia occhiuta. Contrasto fra il giallo di lampioni e il blu dell’ora delle tenebre su Roma, e non solo. Baldacchino in su la piazza, in sorta di stop and go, che non ha nulla della Potenza immaginifica del giorno e stuoli di tonache e porpore per l’Urbi et Orbi qualunque. La sceneggiatura non prevede gente in piazza, né festante né ammutolita. Sembra l'immagine, quella frontale, di una resa inquadrata in Campo Lungo, dove le incombenti mura leonine contrastato con la minuta sagoma del Pontifex. Altre immagini danno (verbo e danneggiamento) una triangolo con a sinistra il Crocefisso, poi baciato con rassegnazione dall’Uomo bianco, il Baldacchino e l'incommensurabile colonnato del Bernini; e lì difronte l’erto Obelisco. Uno dei tre per il terraqueo: a Londra (sede della City) a Washington (spesso evocato in molte scene di film) o del Pentagono a cinque punte. San Pietro-obelisco della spiritualità o qualcosa gli somigli; Londra obelisco del Iddio danaro, Washington potere miliare: extra moenia nulla salus. Una tripartizione (Potere Immaginifico e della Immagine) che proprio a Causa del Coronavirus non sarà mai più lo stesso. Redde rationem



America way of life

Sono immagini già viste, del lungo piano sequenza in bici dei cosiddetti homeless. Poi per quei arcani, che da un po’ di tempo con precisione cronometrica mi si parano davanti, del Web ritornano a mente; fotogrammi (l’anima non pensa mai senza immagine, Aristotele) di una altra dimensione spazio/tempo che mai e poi mai appaiono (vedremmo) sul mainstream(ing) a reti omologate. Qui essenzialmente siamo noi in corpore vili letterale: Occidente giudaico-cristiano-greco romano. Allora riaffiora alla mente il passo del Vangelo di Luca: “Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”
Follow photographer Matt Black to more than 70 cities as he documents impoverished communities

Le città dei senzatetto della California
This Tent is My Home - The Story of Anita Place


Man fotografo dal 1969

Ps. Immagini forti nella sua cruda realtà circa le “sorti magnifiche e progressive del capitale”





Dunque la spettacolarizzazione che al confronto il Funari (quello del famo lo zummolo o damme a tre, intesa come telecamera da studio) giovincello pare. Meglio: compulsione odierna a telecomando per mettere tutto in scena per Cia&Mossad e Progetto Monarch mai detto abbastanza. Una lager a cielo aperto con tanti prezzolati cretini che postano via Internet e poi invogliano: emulazi
one…avessi voglia a replicanti.
Smaterializzato tutto sputtanato ogni cosa desacralizzata la vita il Kapitale gongola, ma triste solitario e finale. E che non gli riesce manco più tanto bene e alla svelta vista ogni nefandezza, anche per il proliferare di siti complottardi che raccontano un'altra storia. Banale che è come dire da uno stesso punto, ecco, cambi ottica e l’immagine risultante è diversa per la lettura del “circondario”, manco fossimo alle materne della fottografia per chi intende la doppia voluta. E per gli altri si attaccano al c…anale di Instagram qui richiamato per la sceneggiata napoletana esportata Urbi et Orbi: si vede purtroppo!

An Influencer Is Defending Her Decision To Post A Photo Shoot Of Her Motorcycle Accident On Instagram
Gianfranco Funari


Man fotografo dal 1969

date » 01-08-2019 08:29

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tags » contest nikon 2019, umani e umanoidi, post moderno, fotografia digitale, la morte supra nos,


Il rumore e l’eccitazione generati dalle tecnologie altro non sono che logica reazione ad una cultura imbevuta di materialismo, nel creare l’illusione che ogni atto mentale possa essere ridotto a materia, senza considerare quando povera o incompleta sia questa alchimia umida. E la tecnologia nel progredire nella possibilità di manipolare e comunicare esclusivamente con immagini produce eradicazione di ogni spazio mentale, fissato in piatte estensioni di precise superficie



La morte supra nos


Ancora un altro cinquantenario per la giostra degli acquisti e stavolta Nikon è. Il contest della casa giallo-nero che sembra un ape o vespa va tu mo’ a sapè. International ovviamente come si conviene dal gusto sino-americano, e quest’ultimo che fa la guerra al primo ma leggasi dazi, è come quei pugili suonati che mulinano pugni nell’aria nel vaniloquio finale prima della fine: per chi intende di fotografia.
Sia come sia è il contest Nikon la certificazione aggiunta dell’evaporazione dell’essere umano (umanoide?) se necessario altra prova “documentale”: fotografia via, ecco. E non a caso si è scelto l’immagine di questo post con una negra, forse ibridazione di una carcassa maschile, che regge un pupo, sì, alla siciliana! di colore bianco forse di quei albini con doppia disgrazia addosso. Il nero che tiene per la gola il bianco triste solitario e finale…il solito Nuovo Ordine Mondiale che ci fa ridere con la sua “scienza” positivista ottocentesca, posticcia!

Nikon Photo Contest 2019

Man fotografo sin dal 1969



Pazziella

Che non è una piccola pazzia. Viene dal verbo napoletano: pazziare, giocare. Ecco e si potrebbe chiudere qui subito, forse. E sì perché se nell’odierno orizzonte, triste solitario e finale, togliete il “gioco” che fine farebbe la giostra degli acquisti? Svanirebbe come rugiada al sole. Non si può, o meglio ma nessun è disposto ad uscire dal proprio nasino, ché costa fatica e posizione su la “piramide” sociale.
E così ci tocca rifare quotidiano bastian contrario, e sai che novità; di chi è andato oltre il velo di Maya, che è parola di qua del mare eppure la trovate pari pari (civiltà) di là l’Atlantico in Centroamerica! Già e come mai? E non di questo ci si occupa ché metteremmo a mal partito Cristobal Colon e suoi frammassoni atlantici.
Risoluzioni e fotografia non vanno di pari passo, a dirla tutta: non è la tecnica (tecnologia robotica?) a fare arte tout court. Oh santi Numi sembra alzarsi ala canea: ma come la fotografia al tempo digitale, erede della meccanica analogica, lo è per “definizione”! Vale a dire dei galleristi (ammanigliati) critici (prezzolati) fotografi colti e folgorati (lampo elettronico?) su la via di Damasco con esse e due stanghette…come un qualsiasi Saulo/Paolo inventore del cristianesimo, ergo, Occidente giudaico-cristiano-greco-romano: niente di nuovo sotto il “sole” per chi intende.
Tecnica che aiuta e vabbene, quanto poi è pura pazziella allora semantica + mente è tutt’altro piano (focale?) ed esula l’umana esperienza ordinaria.
Allora vale quando si ripete a giorni alterni: no, non serve, nient’altro che una digitale casomai “vintage” un po’ come si fa al corrente con la (ri)trovata, stamani ne infiliamo di calembour per palati super fini, pellicola che si innesta su giovani fotografi (pensa te!) che non han nient’altro se non uno smartphone esistenziale: mattina pomeriggio e sera: ventiquattrorepertrecentosessantacinquegiorniannui. Artificiali (malgré leur) e che non han minima idea di ciò che è stato il Mondo detto analogico tout court!

Una foto la si vive poi si fotografa, poi si discute di tecno-arte-valore merce marxista altra faccia della medaglia o del kapitale (so' la stessa cosa poiché mercenari) etc etc etc

Il pixel grande duro e puro

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Non toglietemi il digitale, masticato sin dai tempi di Amiga, ché non ho più tempo e pazienza come una volta al chiaro gialloverde della camera oscura alchemica, tanto a rimarcare contraddizioni!

Pss. Attaccato un file in formato 1600 x 1200 di Epson 850 Z nel catalogo Getty Images parte delle “cinquantotto” di Manunzio che c’entra niente con l’arte…mo’ va tu a sapé


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Getty_IIjpg.jpg (0.69 MB)

date » 24-08-2018 10:38

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tags » nikon senza specchio z, nikon brand analogico, ere fotografiche, storia fotografia,



Viale del tramonto Nikon Z o l'ammuina from Nikon. E dov’è sto cosiddetto “progresso” Nikon che gli affari van malino se hai dovuto chiudere già la serie 1? Questo è un altro di quei brand storici che non si rassegna alla fine. Presentare (adesso) una senza specchio qui è ora è puro Harakiri, soldati giapponesi nella jungla che non han capito nulla (fan finta) della fine.
E pensare che di senza specchio il mercato è saturo, cominciato da Oly&Pana aggiunto nel tempo Sony e poi con un discreto exploit Fujifilm. Ora un quarto incomodo a nome Nikon: che dire?
E comincia malino Nikon che al posto della “effe” sin dalla mitica con Photomic, se è affezionata alla lettera dell’alfabeto, che è al numero sei dello stesso fenicio-latino, adesso con la Zzzzz mi pare dormiente (in eterno?) a meno che questi giapponesi con la Z intendano: Zorro il giustiziere, o ancora Zen ma si potrebbe anche immaginare, ecco, Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni annessa dissoluzione esplosiva finale al rallenti.
E naturalmente Nikon Z con nuova baionetta (chissà che accrocco si inventeranno per il “professionista” con lenti F-FA…) e ottiche ex novo: ahi ahi ahi. E di sti tempi di crisi chi si mette alla ventura del cambio corredo mirroless quando sul mercato c’è già chi per tempo si è attrezzato?
Triste solitario e finale il Viale del tramonto. Sit tibi terra levis Nikon

Man

Nikon Inc confirms the Nikon 1 system is officially discontinued

Ere digitali

Ps. Non si dimentica la Nikon D1 che apri de facto la strada alle reflex digitali correnti, senza accendere un muto ipotecario come avveniva un attimo primo con accrocchi né carne né pesce e malriusciti ibridazioni di corpi analogici su apparati a base bit

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