Manunzio



Pinocchio e naso (Lucania - Italia)
La stessa Armada dell’Undici Settembre costruito in grafica 3D ci ri-provano con Covid-19, acclarato in ogni dove tranne che sul catodico tubo per video dipendenti a telecomando, essere ingegnerizzato, Montagnier Premio Nobel docet, in laboratori Sino-Amernicani nell’Anno Domini 2019, ed ino +cul +ato in questo semestre funesto e bisesto 2020: sic res stantinbus.
E poiché qui si parla, ancora una volta lo si sottolinea, di Immagine nostra “materia” da oltre mezzo scolo (très chic che dire cinquant’anni e più) il giochino è esilarante quale Spaccio della Bestia, nonché conoscitore delle Scritture fondate l’Occidente morente: quanto ci mette!
Siché mai come ora una “foto” vale miliardi di cazzate via Oms e suoi lacchè tipo Speranza, Ministro della Salute!

Ps. L’articolo è preso da un free-paper insospettabile per la Task force di Regime (non si chieda all’oste se il vino è buono) contro le Fake. Anzi più la ‘ggente s’accorge del bufalismo di Regime, amplificato dalla solita triade Repubblica-Corriere.Stampa sionista da Torino nonché cammellate truppe MediRai e Mentina di La 7, più i gobernandores tipo Conte zio Nonelettodanessuno la sera per la mattina scrivono da impallidire le manzoniane Grida (da ultimo un supermercato frequentato, dopo metal-detector,body scanner, telecamera ad infrarossi e termica, gel igienizzante ante acquisto e post,mascherina omologata di tabaccaio, due metri di distanza, ora ante ingresso pure la pistola termica per il controllo temperatura corporea, che nel caso non superiore ai 35,5) l’annichilimento pro popolazione (questo la natura del Covid-19 dei malthusiani tout court, mentre al contrario per i risibili ricchi continuano, per ora, verso l’Infinito e pure oltre per non annoiarsi della “finitezza” infinita. Niente di che in salsa transumana, espediente da quattro soldi per sfuggire alla Grande Falciatrice, cui confronti sti signuri se la fanno addosso: letteralmente

Pss. Domani 10 Giugno 1940 da Piazza Venezia il Duce (manganello e olio di ricino) dichiarava la Seconda Guerra Mondiale per l’Italia “proletaria”; si sa com’è finita e pure in replica il Covid 19

Allegatoarticolo ControSenso



America way of life

Sono immagini già viste, del lungo piano sequenza in bici dei cosiddetti homeless. Poi per quei arcani, che da un po’ di tempo con precisione cronometrica mi si parano davanti, del Web ritornano a mente; fotogrammi (l’anima non pensa mai senza immagine, Aristotele) di una altra dimensione spazio/tempo che mai e poi mai appaiono (vedremmo) sul mainstream(ing) a reti omologate. Qui essenzialmente siamo noi in corpore vili letterale: Occidente giudaico-cristiano-greco romano. Allora riaffiora alla mente il passo del Vangelo di Luca: “Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”
Follow photographer Matt Black to more than 70 cities as he documents impoverished communities

Le città dei senzatetto della California
This Tent is My Home - The Story of Anita Place


Man fotografo dal 1969

Ps. Immagini forti nella sua cruda realtà circa le “sorti magnifiche e progressive del capitale”


Un sapiente accostamento fotografico (come quotidiana + mente in onda Stampa & Regime) fa sì che sembri la stessa scena, eppure tra le due ci sono più di quattrocento kilometri di distanza. A destra Roma (Maggio 2018 in Via del Tritone) a sinistra Potenza (Settembre 2019 C.so Garibaldi) eppure la “dinamica” è la stessa: mura cittadine e vecchio edifico, autobus “obsoleto”, gente ordinaria, ed identico panico. Strategia, meglio potere, della paura: possiamo colpirvi come e quando vogliamo. Il piano satanico (decrescita felice ed eliminazione manu militari di seimiliardi di persone) è sin troppo scoperto; certo poi il cosiddetto incidente bisogna “coprirlo” con fatti tecnici (rasoio di Occam) e l’immancabile “errore” umano. E quando la meccanizzazione sarà totale e robotizzata, si darà sempre colpa al “fattore umano” del programmatore che non ha saputo governare le macchine, che a loro volta manipolano gli umanoidi alla console del Pensiero Unico

Mercedes-Benz (da più di un milione di kilometri)

Ore 7.45 Anno Domini 2019 Settembre 19, le fiamme in pochi secondi divorano l’autobus di plastica, pieno di studenti implume: sono verso il fondo davanti la porta che non si apre (il campanello di fermata non risponde come tutto il resto) Esco un attimo prima che la “tragedia” si consumi. Fortuna vuole che dell’aria-pneumatica è rimasta per aprire le portiere e far evacuare tutti i ragazzi. Altrimenti? Avremmo fatto la fine del topo: gasati e arrostiti. Però subito sono arrivati (l’omertosa Rai Basilicata che mica si è peritata ante “tragedia” annunciata delle condizioni del parco autobus, che si chiama ironia della sorte: Trotta, il gestore!) poliziotti di stato (quale?) polizia locale (a affare cosa?) e Pompieri che dopo ore han “domato” l’incendio ma nulla han potuto contro crepature dei negozi prospicenti: vetri antisfondamento! La facciata dell’edifico e macchine in controcampo parcheggiate. E (ri)vedere la scena stamani ventiquattro ore dopo è ancor più agghiacciante in linea con Georgia guide stone: satanisti fregati un’altra volta, e cambiate agenzia pubblicitaria”.


Potenza, in fiamme bus pieno di studenti: tutti illesi, danni a 3 auto
Autobus carico di studenti e pendolari prende fuoco in provincia di Matera sulla Statale 106
Roma, bus Atac in fiamme in via del Tritone: lo scoppio e la fuga

Anno Domini 2019 Man fotografo dal 1969


Ps1 L’incendio è per modalità identico e preciso a quello di Roma (preso ad esempio) associato istintivamente, ma che in realtà si è "materializzato" davanti gli occhi: stessa strategia luciferina globalista (troppi indizi da farne un teorema altro che ipotesi) di “corto” circuito. Lo stesso che un mese fa (come accade ogni estate per lo più in appartamenti detti popolari) mandava in fumo l’appartamento sottostante il nostro: corto circuito. Anzi no, sigaretta (qualcosa devi pur dare in pasto al popolo che altrimenti frigna e la giostra poi non cammina spedita ed oliata per le terga del teledipendente) di un signore che, strano ma vero, non fuma!

Ps2. I genitori dei ragazzi si fossero per caso costituiti in giudizio contro Trotta, nomen omen, autotrasporti? Macché: casualità. E più in là salmodianti note salivano già al cielo (rosso fiamme!) in segno di ringraziamento: “Noi vogliam Dio che nostro Padre, noi vogliam Dio che Nostre Re perepepé; evviva San Gerardo (guardiano della città di Potenza) e San Gerardo evviva, evviva San Gerardo p’ quanta grazia fa…”

Ps3 Armi al plasma esistono per l’abbisogna come il rogo “accidentale” della California e Steppa odierna della Siberia, al netto dell’Amazonia burning: dove c’è fuoco e fiamma, tant’è la tautologia, c’è il Diavolo in carne ed ossa, cui satanismo a mezzo Stampa & regime lo vuole “inesistente”. Bella invenzione!


Storia di mal affare che parte nel lontano 2002 con il fallimento “programmato” della prima ditta che doveva eseguire i restauri dell’ex Biblioteca Provinciale in C.so Garibaldi di Potenza. Diciassette anni dopo non è ancora mai ultimato il cantiere, con forse altre due ditte “fallite”. Anzi doveva essere consegnato nel mese di Aprile del 2013, alla Stazione appaltante Archivio di Stato in Potenza, cui si sono succeduti nel tempo: Donato Tamblé, Valeria Verrastro manco più, anno 2019, Direttore dell’Archivio, rimossa per altro Ufficio; al suo posto l’attuale Paolo Olita, lo stesso che era già segretario verbalizzante dell’appalto, cui commissari erano stati censurati (veniva chiesta la sospensiva della gara per il loro comportamento) così nella Sentenza del Tar Basilicata 2008 attinente la “storia” infinita. E con sei milioni e rotti, tanto l’importo dei lavori, difficile da decifrare. Si noti che il cartello di sinistra, oltre a mancare di importo come previsto da legge, indica la data di inizio e consegna dei lavori: mai avvenuti. Viceversa quello di sinistra è stato sovrapposto nottetempo al primo in occasione della venuta di “funzionari” del Ministero Beni Culturali in Roma, poiché secondo denuncia già in possesso della Magistratura, il cantiere/immobile è stato comprato con comodato d’uso: l Ministero beni Culturali e Provincia di Potenza. E difformante dal primo cartello di cantiere non si legge quale “inizio” e quale “fine” dei lavori mancante ugualmente dell’importo dei lavori (omissione che è reato) da Fondi europei


Lancio di Agenzia
A voi non frega niente ché state dietro il pifferaio Jovine della Milano da bere. E vi accorgerete troppo tardi di come il “nostro” e sodali vi avrà condotto a morte certa, prima l’animaccia vostra poi l’involucro detto corpo. Poi quando siete passati a “miglior gloria” inviatemi una cartolina.
Ciò detto non è per coloro che s’i imbattono nelle “amenità” di un Manunzio quotidiano, ci mancherebbe. No, è che qui vengono a vedere e leggere Carabinieri Polizia di Stato Funzionari…perché mai? Oh bella per una truffa milionaria (miliardi vecchie lire) ai danni dello Stato, che sareste pure voi giovin telecomandati che non frega una mazza. Soldi che non vedrete mai, né lavoro né pensione: in una parola well-fare. Anzi casomai pensate alla famigerata valigia di cartone dei “nonni” anni Sessanta, come una a volta…a Milano e disorni, o Svizzera Germania…buona fortuna fuori dall’Italia.
Dunque e breve questo sono le foto (caro Maresciallo che tieni sotto controllo il mio cellulare e quello del legale!) del “cani etere” XVIII del Capoluogo Lu + cano. Senza aggiungere altro e che doveva essere aperto, certo non in questo stato già il 15. 04. 2013, sei anni fa. Cose di Cosa Nostra che si trascina da diciassette anni grazie alla complicità del Tribunale di Potenza e il tempo Galantuomo è: sempre!

Manunzio fotografo dal 1969

Ps. Ieri 18 settembre Anno Domini 2019 con una pattuglia dei Carabinieri siamo entrati finalmente aa rimirare lo “splendore” del cantiere che la locale massonica Rai Basilicata (già censurato un servizio il 23 Dicembre 2014 (vero Capo redazione Oreste Lopomo?) accredita come prossima alla riapertura, cosa che doveva avverarsi sempre sei anni addietro e con già sette milioni e rotti di stanziamenti, che non si sa come e dove terminati, e che la Rai natural + mente non dice

Pss. Nelle immagini allegate l'interno del cantiere visitato il 18. 09. 2019 con due Sottufficali dell'Arma dei Carabinieri. Senz'altro aggiungere lo "spendore" del cantiere come si presenta oggi a distanza di sei anni dalla consegna "ultimata" e fruibile

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Cantiere_interno.jpg (332.63 KB) Cantiere_internoII.jpg (1.04 MB)


Photo © Manunzio


Potenza manifesta

Facebook cos’altro se non la “vetrina” sul Mondo? Eccolo qui alle nostre latitudini e per l’intero Stivale. Anno Domini 2019.
Merce. Sagra paesana (come altrove) del signor Nessuno dal volto impossibile: eppure ci sono agenzie di “relazioni” pubbliche che imbellettano alla meno peggio (?!) gli anonimi e futuri consiglieri assessori… Universo modellato sui ritmi dei “social” a web. Faccia (feccia?) per l’amico ed amico degli amici. Mafia. Specchio che mette in scena il Nulla elevato a Potenza: eh che calembour paisà!
Vetrine dell’apparenza. Effimero se qualcuno ricorda il lemma, e de sinistra, inventato per l’estati romane d’antan dal sor’ assessore Nicolini. Preistoria. Sic transit gloria mundi

Mansueti, guerrieri o maneggioni?

Man fotografo sin dal 1969




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