Manunzio



Influecer di sintesi, ma allora ditelo...


E cosa buon uomo? Semplice che ci sono gli influenzandi che non han bisogno di antvirus, noto sui libri di Biologia patologica che l'influenza è d'origine virale e che cambia ogni anno per non indispettire Big Pharma che tiene famiglia. Fossimo tutti di sto tipo, addio Oms annesso o molto connessioni. E sia. Se non che in morte della fotografia dalle ceneri, novella Fenice (che esiste ciascun lo dice dove sia nessun lo sa) è risorta più bella e gaia che prima il raddoppio consonantico, a da fottere: e tanto ci vuole? Fottografia e manco questa ma di sintesi 3D già messa in essere da Ikea tant' p' sparagnà. Ma figurati il risparmio, sono di quelle centrali a Pensiero Unico via globalisti di ogni, risma a fare da apripista. Che bello, no? No.
E nel video a corredo qui, ci fa impazzire la misura di quanto sin qui detto e da dieci anni; ecco allora la mostra “donna” in cella passata per abitazione dove dorme si fa per dire, mangia plastica, scrive cazzate via quel che vi pare, e fa pure ginnastica: chiusi tappati ermetici simil bestiame da batteria, allevamento. Le sorti magnifiche e progressive del Kapitale, no? No. Scusi ma lei dice solo no, non vede come il Mondo è bello? No e semmai belante.
I robot di Ikea e non solo ovvio poi non dormono in primis bensì vegli 24 ore su 24 trecentosessantacinque più uno bisesto, non mangiano e non conoscono relazioni del cibo, una volta prerogativa degli umani a tavola anche calda. Non protestano, non fumano e soprattutto non fottono. E già la tanto sbandiera “libertà sessuale” sessantottina via Soros Bonino & Co. E di nuovo nessuna relazione umanoide. Anzi visto che già ci sono le case di tolleranza, una volta dette chiuse, lo pigliano in mano, ecco, robottine: strano che un movimento delle puttane non sia scesa a fianco, metti Black Lives Matter & Antifa, finanziato da generosissimo Soros & Associati. Certo le zoccole androidi riescono a fottere senza interruzioni, senza pausa mestruazioni pannolini e ginecologi e annessi problemi, poi cash, eh avessi voglia a fottere. Ecco! Quant'è bello il trasumano, per gli altri. E quelli lassù in alto? Fotto come prima e più di prima: lato traslato e fate come ve pare!

IKEA Used a CGI ‘Influencer’ as the Model for Its New Ad Campaign
https://petapixel.com/2020/09/22/ikea-is-using-a-cgi-influencer-as-the-model-for-its-new-ad-campaign/


Ps. Ve lo immaginate il girono in cui gli “amministratori delegati” squamati di questo Mondo si accorgeranno che i robot non vedono a pari simili?



Suggestioni videografiche

Una monarchia forse diarchia in campo foto-videografico o di quelle camere de facto telecamere a tutti gli effetti: che sia Canon o Sony e zitta zitta Panasonic (che fa anch'essa brodcast camera) l'orizzonte e’ questo, certo anche altri brand(y) ci provano o han ritagliato un loro ecosistema. Certo ci interessa poco la cosa poiché biologicamente fotografo e che mal si adatta ogni volta che deve “girare” qualcosa, diverso è stato con le Arriflex e documentari per la Rai.
E poi tutto finisce a tarallucci e vino formato smartphone, proprio così la classica montagna a partorire non già topini quanto moscerini. Ah dite le televisioni domestiche? Ma per cortesia non fateci perder tempo!
Video-camere e come si sceglie sceglie oramai questioni di “mi piace” questo o “non “ mi piace codesta, in stile binario alla facebook: progresso, poi se uno ha manico si vede, letterale. Certo se uno ci ha in testa forse non tanto una storia bella e pronta e struttura, anche qualcosa che veleggi su le ali della fantasia può assurgere a “film”! Oddio sparata grossa?
https://my.olympus-consumer.com/blog/b/photography-journal_it/posts/making-a-movie-with-the-om-d-e-m1x


”Parliamoci chiaro, non esiste la camera perfetta, almeno per me. Probabilmente non è quello che ci si aspetta di leggere in un articolo su una fotocamera Olympus, ma permettetemi di spiegare. Come regista e produttore, credo fermamente nel fatto che la storia venga prima di tutto. Non importa quanto meravigliosa o tecnicamente perfetta sia un'immagine, non avrà mai lo stesso impatto di una che riesce a raccontarti una storia. Credo che ogni singola storia meriti di essere raccontata con la forma espressiva e con gli strumenti che la valorizzino al meglio. In questo senso, una camera può essere sia un aiuto che un ostacolo. Vi spiego il perché. Come regista, lavoro con un'ampia varietà di stili e di soggetti. Alcuni sono grandiosi ed epici, altri fragili e belli, altri ancora crudi e realistici. Ogni storia può essere raccontata al meglio da una camera diversa”



Ps. D'accordo su l'impostazione quanto alla “macchina” mi pare e da buon fruitore Olympus un po' pompata stonata e fuori luogo (tutti tengono famiglia purtroppo) che il brand sia capace è un conto ma nel ecosistema e odierno Micro 4/3, eccezion fatta per il Full frame L, la Panasonic non ha rivali in casa e fuori si fa valere con la sua già eccellente linea GH con ottiche su disegno Leica con cui sparte joint-venture da mo'



E tornammo a riveder le stelle

Stelle notorio stanno in alto e brillano come quelle di Negroni che vuol dire qualità, così nei Caroselli poi tutti a letto che le nove bastavano al letto e sin quasi il giorno dopo, ben oltre canonici e tripartitiche ore di sonno. Tripartizione o, comunque, ore del giorno e suoi simboli. Ecco ci siamo, da vegli sebbene tutt'intorno il sonno la fa da padrone. Immagini o schermografie, apparati, tendaggi limite oltre il quale o da non valicarsi affatto, senza scomodare il “cavernicolo” Platone che ne ha dato immaginifica rappresentazione.
Invenzione fotografica che non è il delirio positivista del buon Aragò che la sponsorizza, appunto, da positivista ante litteram nel 1839 nascita della “signora” Fotografia. Furbata per nascondere la vera portata o fuga da sé (indotta?) costruzione immaginifica che si riflette un secolo (immagini in movimento) dopo in quel magistrale Metropolis: schermografie, no? E quale miglior apparato-corpo se non il femmineo, comunque lo si declini. Forse per la natura stessa, ecco, aperta ad ogni ventura. Modernità sicuramente che trova abbozzo in quei manifesti d'epoca, e fermiamoci qui che di altro parliamo, Schermi certo non radiografici.
Donne-danno-denaro-dannazione-diabolico e a furia di consonante si può continuare. Farneticazioni anti-femministe? Ah certo a sto' punto ma evidente che tra tifoserie e anti la cosa come sempre finirebbe a tarallucci e vino: satanificazione dello status quo. E la cosa ci procura orticaria solo a scriverla mentre, reale, siamo costretti a grattarci: cosa? Quello che vi pare.
Immagini, dunque, dove lo schermo è sin troppo eloquente nel suo annichilimento, posa adescante ancor prima incartapecorita (conseguenza due metri al disotto del calpestio così i cimiteri, una volta non a caso chiamati camposanto, anche la morte ha un che di sacro più che sacrilego per la giostra degli acquisti) plasticosa ed artificiale. Triste solitario e terminale, manco Eros tira più, ecco


Minimal
https://fashionfav.com/magazine-editorials/love-stories-vogue-poland-august-2020/


Ps. Ideologicamente il dagherrotipo non è per niente fotografia e nel senso letterale, che a rigor di logica, non altrimenti, appartiene a W. H. Fox Talbot se vogliamo stare a tifoserie

Pss. Da altra parte della barricata, il fotografo o forse mezzano di certo voyeur. E non si parla di donne che fotografano donne: troppo stupida la cosa



Aurum esiziale

È storia che affonda nelle origini dell’Umanità stessa l’icona dell’oro, ed è inutile starci dietro tanto è vasto il repertorio “simbolico” cui anche El Dorato (Uomo dorato) che a squola (niente refuso prego) davano per un certo luogo, quando per gli abitanti dell’America per-colombiana il rito di spalmatura (sorta di Goldfinger alla 007 d’antan) di polvere dorata cerimoniale di iniziazione al culto del dio Sole, forse giù massonico. Egizi antichi a parte e va da sé che la “storia” va riscritta da capo a piedi!
A più modeste cose l’usiamo “sezione aurea” simbolo di perfezione compositiva o più prosaica messinscena, che tutto attaccato è altro senso. Mo’ in Era corononarica a telecomando dopo lo squasso planetario indotto qualche anima candida pensa di lucrarci su (non parliamo dei camici del cognato di Fontana gobernador della Lombardia, no) sputtanando ancor più un Brand con la maiuscola: Leica.
E dite: chi oserebbe andare in giro con simile strumento (a prendere foto?) “placato” oro se dinanzi una plausibile folla ne “placca” tipo rugby l’irresponsabile? Mala tempora currunt sed peiora parantur



TTArtisan Unveils a Gold-Plated 35mm f/1.4 Lens for Leica Aficionados
https://petapixel.com/2020/08/03/ttartisan-unveils-a-gold-plated-35mm-f-1-4-lens-for-leica-aficionados/



Domenica è sempre domenica...Si svegli la città con le campane motivetto di Mario Riva che la televisione bianconero era manco nata più o meno. Campane, a morte invece di sti tempi coronarici eterodiretti, eh avessi voglia . La nostra Domenica era uno spasso per mille motivi, noi che veniamo da una dimensione spazio-tempo mentre voi cornacopi, più o meno cornuti alla sicula maniera, con mascherine di Carnevale infinito per la presa d’aria del carcere domestico pascolate bradi. Noi di Domenica la pasticceria poi la tavola con tovaglia che la mamma tirava dal corredo; d’estate poi il bandone (non ancora i bombati frigo alla amricana) con vino l’aranciata di fialetta “sintetica” l’Idrolitina frizzante e frutta sotto un filo di acqua a refrigerio. La pastasciutta e... un po’ indietro, le campane: sì, la Messa che rottura di s...acramenti e però le campane: chi le suonava? Ma noi piccoli appesi a dondolare su le funi che salivano su su fino alla torre campanaria. Certo non erano armoniche, però appesi alle corde altro che giostra, su e giù almeno sino all’arrivo di Peppotto sbilenco grosso che brancicava con le mani novello orco su le nostre teste, ma figl’ e ‘ntrocchie squagliavamo (sgusciare) via fuori dalla sua stazza da buon cavernicolo!

date » 09-04-2020 09:32

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tags » via crucis 2020, nichilismo coronavirus, tempi moderni, stampa e regime, nati non foste,



Una tantum

Tempi cupi quanto vero o messo in scena da Stampa& Regime è a volte difficile da seguire, sul quel terreno labile che è la “terra di nessuno”. Ma stiamo al gioco come sembra. E in tempi correnti più di sovente si trova chi per un verso e per un altro trova ad alleggerire l'aria: fateci caso che quando tutto è perduto (per gli altri) viene fuori lo spirito “guerriero” dell’italiano; che strano popolo. Sia come sia e per farla breve nel surfare di qua e di là l'editrice Progresso Fotografico mette a “gratis” dei fascicoli, dove per anni ci siamo fatti le ossa almeno a leggere: ne abbiamo regalato vagonate di numeri alla locale Biblioteca Nazionale! E intelligenti pauca verba in link del numero dedicato alla “notte”, che sembra fatto apposta, poi ognuno si attrezzi come meglio crede.

Progresso Fotografico Serie Oro 60


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Memoria non condivisibile

Quante volte ho allestito mostre all'Archivio di Stato in Potenza dedicato al giorno della Memoria? Poi a venirci ragionando su, come un tarlo, sul perché dedicare la “memoria” solo e soltanto ai cosiddetti Ebrei: forse di sangue diverso dagli altri umani poi sprezzatamene definiti Goym, ossia schiavi? No non più e dedicare tempo ed energie agli “ebrei”. L'uso delle virgolette è dovuto al fatto che dovremmo dire certuni ebrei, che han lucrato alla lettera sul sangue dei propri correligionari per fini scellerati ed immondi. Ma quand'anche non fosse così è la “benemerita” Wikipedia, sponsorizzata sempre da certuni ebrei e non si sa se erranti e/o globalisti della peggior specie, alla Soros qualunque, a darne conto. Wiki che ci mostra che nei Lager oltre agli ebrei contraddistinti dalla Stella di David in campo giallo, c'era tant'altra parte di umanità dolente e morente che c'entrava poco o niente con quella stella: di quest'altri chi li ricorda?
Spiace dover constatare ancora una volta che gli ebrei, da ultimo utilizzanti come sardine contro l'Orco-Salvini-Sovranista ad effetto e pure neo dittatore, si svendono come quella Segre in passerelle mediatiche (prima dov'era?) sul sangue di innocenti tout court martirizzati in Lager in chiave anti-Salvini anti sovranista ad acta un Sors qualsiasi. Ma il gioco è smaccatamente scoperto, e poi banale domanda: quando saran passati a miglior gloria i “sopravvissuti” terminerà la giornata della “memoria”? E l'odierno Lager a cielo aperto della striscia di Gaza messa su dai “buoni” ebrei, certuni? E del massacro degli Yemeniti e...solo a dar uno sguardo al Novecento di campi di concentramento, eh che avessi voglia molto e più degli “ebrei”. Meno male che il Tempo Galantuomo è. Sempre
Il Genocidio dei Rom (o Zingari) in Europa, 1939–1945
I campi di concentramento
Rom e Sinti, Agnone: il campo di concentramento a loro destinato e la memoria rimossa
Le altre vittime dell'Olocausto
Risiera di San Sabba
Massacri delle Foibe


Ps. In ogni ora del giorno e su reti omologate va ciclica la cosiddetta "storia" di Hitler come colui che "materialmente" ha posto fine a milioni di uomini e non solo ebrei. La vulgata televisiva tende a quietare le domande imbarazzanti: ma chi ha pagato Hitler e certo Mussolini non meno che Stalin per tacere di Lenin? Troppe zone grigie del Novecento che, fino a quando non portate in luce, mai daranno pace a tanti innocenti passati per i camini e non solo dei Lager dell'Occidente giudaico-cristiano-greco-romano, al netto del silenzio di tomba di Vaticano Spa



Metropolis (seconda parte)

Siché se in precedenza, fatto mente a quel Benvenuto campeggiante sinistro di landa metropolitana, una qualche coordinata s'è data per inquadrare il Portfolio di Manunzio, l'odierno step di riflessi-pozzanghere, declina Metropolis con immagini (metodica d'archivio così nel corso degli anni insieme alla fidata Olympus C-5060 WZ, poiché non servono pixel stellari e più del necessario) specchianti. Riflessi d'acqua di città stran(iante) dove l'elemento sorpresa rarefatta gioca, in controcampo, la apodittica – mente realtà quotidiana. E in barba, ecco, al rasoio di Occam venticello sotteso, sberleffo al diuturno politically (in)correct; soprattutto, e non meno, specchio (silicio) che trattiene il rifratto e capovolto delle pozzanghere. Caleidoscopio d' altri e altri ancora paesaggi nel fondo della memoria. E come in tutte le immagini di Manunzio (si presti occhio) alle correlazioni fra primo piano e sfondo; le “ombre” in apparenza, quando un contorno o silhouette è tutt'altro che banale “rappresentazione” giacché come il Piccolo Principe di Saint Exupéry: “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”


Ps. Su la sinistra la sagoma d'orologio impresso su l'asfalto come “sorpresa”
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