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Vergine…a pagamento

Certo non d’imene che si accenna, so’ cazzate. Ecco. Concorsi planetari del “vero” eppure falso assai.
Questa cosa immonda e ridicola che la fottografia di natura, ecco di nuovo e non è refuso, deve per un attimo farsi (non nelle vene, forse) bella e casta e pura, pur sempre mercenaria sotto sotto, sì, lì. Gioco dove soprattutto il puttaniere (giurato) si fa vergine, sempre a pagamento, quel tanto che basta agli ordini della giostra per gli acquisti del Pensiero Unico. E tiene famiglia il nostro.
In breve l’idillio della natura incontaminata (cara ai satanisti luciferini alla Salgado e adepti del Georgia guide stone) cui élite dedita al “tutto a me e niente a te” vuole manu militari trastullarsi nell’illusione del “vero” ma chiaramente falso e con cielo tempestoso, che però fa effetto. Certo una tirata d’orecchio…proprio non ci voleva a guastare l’attimo fuggente, verso la cassa!

Wildlife Photo Contest Winner Disqualified Over Elephant’s Ears


Man fotografo sin dal 1969



Sepolcri

Si certo le Scritture ne fan cenno e di quelli imbiancati. Ma state ad ascoltare di come esseri che vivono nelle catacombe al buio s’incazzano al sol vedere la luce, forsanche di innocenti post come, ad esempio, un Editor di testo non più primordiale, che han promesso tuttavia di rivedere da anni come pure (e glielo avete detto e ridetto). L’impossibilità di editare un video con audio (qualsiasi scalcagnato editor vi permette di vedere, mettere mano staccare e/o riattaccare piste immagini-audio, o miscelare questi con immagini fisse se non ricorrendo a contorsionismi.
In breve Pte 10 giunta alla sua Beta 5 con livrea style Pshop o Lr, dopo anni che 8anche questo) glielo avete scritto e fatto capire. Parliamo di un programma per slideshow, e ne siamo possessore della precedente v. 9.0 oltre che “customer” già da anni.
Morale della favola: tenetevi lontani da sette del tipo. Guai a farvi venire un che di dubbio o anche a mettere un banale +1 a quello che altri chiedono (!). Sic transit gloria mundi! So’ ragazzi…

Man fotografo sin dal 1969




Paradigma

Adesso che la “bella stagione” avanza, facendo i debiti scongiuri si sa mai, mare sole ma pure laghi e therme: ahh benedette vacanze per chi se lo può permettere, e noi siamo tra quelli che aspettano da un decennio!
Sia come sia la bella stagione è anche luce più del dovuto. Ora che accade? Da un po’ di tempo in qua vi è il “vintage film” époque a farla da padrona perché, guarda un po’, il digitale di michiapixel non tira più: solo il pixel digitale? Allora la giostra degli acquisti “revival” rifà un salto indietro a ripescare la pellicola analogica che aveva “giustiziato” giorni prima per il digitale più manipolabile da Cia&Mossad Facebook/Analytica…
E vedi, quindi, schiere di ragazzi con dovizia di barba (sembrano talebani che proprio per la barba di Allah si doveva sconfiggere!) intraprendere una serie sterminata di tutorial via Youtube a spiegare questo e quello. E già l’Analogico film è un'altra lingua! E l’inglese fa ride, oltretutto non è questo. E’ a tutti gli effetti un ritorno agli Anni 70 60 50 40…dove tutto, ma proprio tutto era in bianconero. E dite voi con gli smartphone camere digitali e compagnia cantando, ritornare a ragionere prima dello scatto: ma si può? Certo che no, a meno che in qualche Lab Cia&Mossad inventino un “vaccino” dell’oblio presente (!) per un salto nel passato. Barzellette, cazzate. Se tutto, ma proprio tutto passa su gli schermettuzzi di cellulari grandi piccoli e mezzani (medio). Da ridere.
Uno già non sa il proprio nome…ehi Siri come mi chiamo. E questi se no lo sai tu…il buon telefonino morsicato.
Che s’adda fa p’ tené a galla ‘o sistemm’. E accatatvill’ na machina analogica e ce mettit’ arind’ na pelliculella: janc e nire che è chi bell e fa cum’ dicene i ‘merican’ “very fine” o a culur ma, attenziò battagliò è asciut’ pazz’ o padrone, sulamente trentasei scatt’ p’ chill’ ca tenghen’ a Leica e sore vicine. Chillat’ ca’ tenen’ Hassebland’ e cumpariell appress’ ca fa tant’ Prufessur’ e fotografie sul durc’ scatt’: eh all’ananema da M…

How to Get Over Early Hurdles in Film Photography

Manunzio fotografo sin dal 1969



U 'att mammone

Se il primo gatto non fu allora chi fu..secondo gatto non fu allora chi fu…il terzo gatto non fu allora chi fu…Il ritmo tarantolato. Perché? Beh perché siamo oltre il Bene & Male aldilà di ogni cosa: trionfo del Numero ossia del Nulla elevato nientemeno a sistema, allo spread night&day. L’impotenza elevata a Potenza: lato traslato figurato…geografico.
Sì certo si parla delle cosiddette “novità” specchi per allodole teleguidate. In breve la Panasonic che si è attaccata al c…ristallo di silicio Formato Pieno del Pensiero Unico ne sforna un’altra a tambur battente S1H: tengono famiglia. E la legge di Moore il famigerato 18 (6+6+6 o il Numero della Bestia, eh Magaldi Venerabile di tre cotte!) vale a dire che ogni diciotto mesi si fan “progressi” tecnologici o meglio noto come Cartello di brand(y) e non solo del narcotraffico che, anzi, pari sono: ambedue droga ma non è questo. Forse.
Siché sino a questo momento l’Ultra Hd la “norma” e monitor e schermi desktop portatili smartfufeschi (fufi bau bau micio micio vieni qui bello!) e domestico pure? Adesso siamo al 6K: Ultra-ultra cha cha chà. E siccome nell’universo allopatico la serie dei numeri (chi li dà?) è detta Infinita…
Leica veste le sue camere con pelle…umana alla Fantozzi e mo’ Panasonic e mo’ Fujifilm “mezzoformato” da centoepassa minchiapixel…e quest’altro con presa per il caffè: cialde o regolare espresso da bar? Fotografia? Ahh un’altra volta, dicono, le puttane oops i brand(y) e consigli per gli acquisti: tataratatà canale cinqueeee, sei sette otto nove…

Panasonic Unveils the S1H, The First 6K Mirrorless Camera

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Ps. Non è che ogni santo giorno bisogna scassarsi i santissimi nel ricordare (!?) che tutti i minchiapixel finiscono a smartphone e se va bene su Tablet dove è alquanto difficilino distinguere (discernere?) 8 16 32 64 128 minchiapixellate!



In questo mondo di ladri

Quando mia nipote è perplessa di ciò che dico “sempre” le rispondo: sul tuo libro di filosofia (va allo scientifico) non c’è il racconto di Platone e annessa caverna? Solo allora abbassa lo sguardo e slitta oltre…benedetta gioventù.
Sia come sia dover riportare l’ennesima “fake” è oramai abitudine in un mondo abitualmente dedito alla cazzata, falsa come l’oro di Bologna in slang locale (che si fa nero, diventa a causa della truffa, per la vergogna) naturalmente. Altro che razionalisti d’accatto, casomai d’accattonaggio con famiglia…intelligenti pauca verba come sempre

Awards in Photo Stealing Scandal


Man fotografo sin dal 1969



Minimo comune denominatore

Qui si è dinanzi se non al cospetto della prova provata di quanto in questi anni si è scritto e sovente ri-scritto: vale a dire che basta assolutamente “niente” per fare immagini intriganti e molto. Addirittura con solo smartphone, che se è vogliamo la semplificazione della fotografia come l’intendiamo ma al contempo sua dissoluzione, la scena.
Chiarito l’ambito non c’è nulla che non possa, quindi, essere fotografato. Anzi nel caso in specie il limite del finto-vero è trasmutato in fin dei conti in “verosimile” …di quelle cose da leccarsi i baffi per chi intende e vabbene purché sia in ottima fede e del mondo “reale” se la ride. Ad libitum!

Reality show

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A fessa 'mman' e criature




Espressione napoletano che non attiene (fessa) a quella “cosa” dell’anatomica conformazione femminile, casomai si chiama e onomatopeia, causa il movimento sussultorio ma pure ondulatorio, dell'organo entrante nella “purchiacca” per non addetti ...lavori.
E dunque la “pazziella” gioco in lingua del Rosacroce Dante è un attività ludica molto ma molto redditizia: come va Cia& Mossad tutto bene, famiglia e bambi? Ri-dunque siamo (chi?) tutti fanciullini con il quotidiano smartphone acceso e surfiamo de qua e de là. E vuoi tu un giro su Instagram (Cia&Mossad ma anche altre agenzie cui elenco è lungo ma che ringraziano con lacrime agli occhi per sganasciate risa) un giretto, no? La vetrina delle fottografie, pro dementi a telecomando erore, ecco, non è. Fottografia corrente anche e soprattutto di fallowers cui mostrarsi, malgrado il re sia nudo ma tant’è. E dunque in finale: specchio delle mie brame dimmi chi è il più co…glomerato di ossa e sangue fract’ del reame?

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Ps. Ma non avevano detto, oltre il Mossad che la Cia è una loro depandance, che i famigerati fallowers Instagram sono fake e non si è scritto già in “falso d’autore”?

Pss. La nostra giovane puttanella scosciata quanto basta per restane in tema (perché mai far vedere le cosce se una “donna” è brava ontologicamente?) con un reperto (pubblicità occulta!) analogico d’antan, una Contax a pellicola che oggi fa tanto figa (non si evince la tariffa oraria per la “botta” della puttanella) del caso. Comprate e usate non già il digitale che non “tira” poi tanto di sti tempi, sia relfex-mirrorless che soprattutto i famigerati telefonini, ma la buona pellicola d’antan che faceva disperare tanto Cia&Mossad e i loro database, quando oggi con un click l’Eurogdfor del caso, come da ultimo dans la douce France, applica mazziatoni (cariche selvagge) senza dar conto a nessuno: cherchez la femme!







Necrofili (ma con allure)

Passare sul cadavere della Mamma, qui celeste azzeccatissimo è, ahh! Money senza scomodare Liza Minnelli, o forse. E sì gli amerikani (k come killer a pendant) che of course e pur di far cassa, in questi giorni falsi che tutto va bene madama la marchesa e senza scomodare Wall Street, ci prova con lacrime di Hollywood: il “bosco” sacro e sapete a quale Potenza ci riferiamo. E d’altronde poiché gli Yankee si dicono discendenti del Romano impero, anche per essi, ecco, vale il sempiterno: Pecunia non olet, anche se bruciaticcio!

È l’ultima trovata del galleristar americano: una strategia per attirare un pubblico molto vasto, sposando una buona causa

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Falso…d’autore

Non è la prima e manco l’ultima il “pompaggio” utenti oops fallower. E ora non si capisce chi tiene più famiglia, ecco, se i falsari a tutto spiano o quelli che dànno notizia su di essi per campare. Ah quant’era bello il Mondo uscito dalle foto (false) di Capa gli accordi di Bretton Wood (falso) e visite a “cimiteri” praghesi (per creare poi lo Stato di Is-Ra-El) per chi intende.
Insomma di quelle non notizie di un mondo cane che ci ho sotto i piedi: ecco, non a caso sotto le piante dei piedi che poi certi diavoli a sentire il Rosacroce Dante…

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Analogica Era vs. Digitale: ancora?

Non c'è storia che tenga e lo sappiamo. Digitale che consente, quante volte già scritto, di collegare (adesso solo come metafora) in tempo reale (!?) mente-occhio-braccio operativo. Impareggiabile. Tuttavia il “fascino” dell'analogico, visto la moda retro imperante e che s'adda fa p' l'industria del consumismo, è particolare e “anti storico”.
Dunque tolto di mezzo inutile contrapposizione, è altrettanto indubbio che la manualità artigianale dell'analogico fotografico, inteso naturalmente bianconero, ha una sua precipua malia e fermiamoci qui. E tra il revival non poteva mancare il formato che adesso va per la maggiore: seipersei o formato 120 codice Kodak per Hasselblad et simila.
E chiariamo subito che lo scatolotto Hassel, concetto mutuato dalla Rollei altrettanto scatola ma “verticale” non ci ha mai preso più di tanto. E come altre volte scritto abbiamo usato il Panzer Rollei SL66: doppio peso della Hassel ma pari dettaglio marchiato ottiche Zeiss, il top. Ciò detto mentre la Hassel aveva ottiche con otturatore centrale, Rollei l'esatto contrario tranne qualche ibridazione molto malriuscita con otturatore incorporato, forse per i matrimonialisti che però usavano, a ragione, la Hassel ad otturatore centrale irrinunciabile per “alleggerire” le ombre in esterno con il flash.
Otturatore su piano focale in classica “stoffa” la Rollei, sempre di SL66 by Germany, che se guardo lo scatolotto elettronico odierno che ha il fratello con il pallino della fotografia (usa Canon digital) d'antan....siamo su altro pianeta.
Sia come sia l'essenziale è divertirsi, ancora, a prendere foto e con esse riuscire a trasmettere un qualcosa condivisibile anche per altri, esclusi teleguidati e/o minchiapoixellisti onanisti a tutto spiano per la gioia di CaNikon ma pure SonyFujifilm...per chi intende!

Analogico...trapassato

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Se ne occupa già l'articolista nel mettere i paletti all'operazione "nostalgia" e già con il costo fuori umana comprensione: con pari spesa e non solo dorso digitale acquistate le miglior full frame accessoriste di ogni cosa utile, o nel caso di pruriti estetizzanti, ecco, una "mezzoformato" digitale Fuji o Pentax



Non servono poi molte parole, in special modo quando si ha a che fare con fotografie cui concetto di "reportage" ci lascia alquanto freddi, di un linguaggio che molto raramente parla il suo e più sovente il "freeze frame" tipico del catodico: tubo per chi intende

Winners Pulitzer 2019



Ve ne mostriamo ennesima del Satanass che s'asconde in ogni piega confidando nel "sonno della ragione" che regala loro estasi schizzanti...ci siamo intesi. Occhio come mestiere, qui come altrove il Manunzio, e anzitutto come "forma mentis". Precedente, se vi pare

Man

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Satanass che...spass


Ora che il buon ebreo Freud ci parli anche di “tics” è cosa nota ma quanto a “pacifico” o acquisto accettato normalizzato ci avanza più di un dubbio, come mutuiamo dal buon Cartesio: ”Dubito ergo sum”. Ecco.
Satanass che impazza e spazza, così i manovratori occulti del cosiddetto Mondo cano che ci ho sotto i piedi ancora una volta Faletti/Catozzo nel Drive in d’antan.
Ma chi da cinquant’anni fa dell’occhio tout court il proprio mestiere…ben difficilmente la si fa: e allora qui il buon Galimberti che più nichilista non si può, filosofo che si definisce “greco” che per l’appunto non crede in niente ed in nessuno; poi però fa le corna sataniche…eh la fama ha un suo prezzo, firmato con sangue ed un posto (post mortem) all’Inferno per l’Eternità.
Il buon Satanass ha a libro paga tantissima gente, anche l' "insospettabile ingegnere" che ha sbudellato (anticamera dell'Inferno) il sottosuolo alpino italo-svizzera. Amen

NB: Nel suo excursus su la cosiddetta "Democrazia" il filosofo per contratto s'abbandona con la destra a significare il patto con il Diavolo (che esiste è la sua furbata è proprio quello di menare a quattro venti che non esiste)

Man fotografo sin dal 196





Colorado

Un giochino per bambini deficienti (a telecomando). Dunque ti prendo un software, si raccomanda con tanto di implementazione AI o intelligenza “artificiale” che dir si voglia, e si “colora” una qualsiasi immagine in bianconero, ci si prova a dare un che di patina old time e però…gradita alle giovani leve attaccati come estensione più che protesi ad uno smartphone a scelta tra mela morsicata (peccato primordiale biblico?) o con robottino verde: i simboli ammazzano più di una battaglia!
Colore e per farci cosa? Beh mettete in conto che se il colore è “descrizione” il bianconero e lo dice un fotografo (Elliot Erwitt) mica un Galimberti filosofo (da prendere con le pinze) o semiologo passato a miglior gloria alias Umberto Eco che echeggia a tutt’oggi: il bianconero è interpretazione. Una bestemmia per la giostra acquisti del Pensiero Unico, del solo hamburger planetario e pendant l’artificiale lingua che di più non si può: il codice “inglese" o Babilonia. Un po’ come accade oggi con le Stars & Stripes (che ereditano il testimone satanico delle Legioni dell’Impero romano).
Finiamo con il sempiterno anch’egli frammassone ma pare della categoria dei buoni (non c’è verso di toglierseli dai coglioni) tale George Orwell:


Colorize bw photos
Prima e dopo il "coloring"

Man fotografo sin dal 1969


Ps. La coloritura è cosa nota già ai tempi dei dagherrotipi, che filologicamente non è vera e propria fotografia e per questo si deve a Talbot ma anche lo stesso, si dice, Niepce ed uno escluso (non aveva pagato mazzetta e/o iscritto a stessa Loggia?) Hippolyte Bayard* che i Testi Sacri di fotografia, dicono altresì inventore: quanti inventori della fotografia che prima o poi qualcuno ci deve mettere mano Il pensiero dei fotografi Roberta Valtora Bruno Mondadori editore. O del procedimento negativo-positivo che è la pietra angolare di quella fatal invenzione (Diego Mormorio) che è la fottografia e refuso non è. Quindi già i primi dagherrotipi venivano colorati per dare parvenza del “vero”. E così con le patate, fecola dei primi esperimenti a calori, cui valore è ben oltre la pittura cui si richiamava, forse a latere. Colore per riprodurre la “realtà” (Francois Arago “illuminato” scienziato e politico tout court così nella perorazione all’Accademia delle Scienze e in seguito al Parlamento francese nel 1839 a favore dell’invenzione di Niepce-Daguerre). Ma quel che i minchiapixellisti non sanno, presi come sono a telecomando nella conta del pixel…é che tra acquerelli e aniline la mano ferma dei fotografi da studio (una cosa non dicibile se non guardando di cosa erano capaci con ricostruzione a volte ex novo di un’immagine deteriorat) dava ai ritratti stile carte de visite alla Disderì un che di immaginifico, come della mia nonna materna napoletana in elegante abito da signora come se ne vedono nell'immaginario borghese del Novecento: grazie nonna. Fotostudi che restituivano immagini di un artigianato sublime in copia unica (!) colorata, che nessun processo alchemico (eh Venerabile Magaldi) potrà mai avvicinarsi. Ma era un’altra dimensione spazio-tempo, inconcepibile ai “moderni” zombie sempre minchiapixellisti con tanto di Jovine-Gastell a paradigma. Il primo più che mentore mentitore prezzolato cattedratico, nientemeno, il secondo un furbo riciclatore di Polaroid spacciandosi per artista ma che a ben vedere, ecco, mostra inequivocabile che il Re Nudo, e lo dice un bambino sensu lato! Il Nulla elevato a Milano, da bere: simile et consimile.
Colore, ancora una, che il Capo laboratorio del centro di Fotoriproduzione del regio, ecco, Esercito ‘taliano, il mio Maresciallo fotografo con pennarelli ed acquerelli ci passava pomeriggi interi nel castello-fortezza-distretto militare in quel di Lecce, a dare una mano di “colore” a vecchie foto in bianconero. Ma si è detto niente a che vedere, letteralmente, con il coloring industriale di software AI che altro non è che sviamento di massa, nel solco luciferino del 1717, che graziadio è in decomposizione finale: Magaldi se dia pace lei che è un massone “progressista” non dissimile dai “fratelli” del Pensiero satanico e neofeudali Ur Lodge etc etc etc.

*Funzionario del ministero delle Finanze francese, con predisposizioni per la ricerca chimica, negli stessi anni nei quali hanno agito Joseph Nicéphore Niépce (1765-1833), Louis Jacques Mandé Daguerre (1787-1851) e William Henry Fox Talbot (1800-1877), Hippolyte Bayard aveva realizzato sia un processo autopositivo (come Daguerre) sia un processo negativo-positivo (come Fox Talbot), entrambi su carta. Per motivi politici, fu messo da parte dal potere scientifico, altrimenti indirizzato e alleato (con Daguerre)



Homo photographicus (milanensis)

I agree anche o forse in ragione dei capelli bianchi, e di tante battaglie come veterano di camera oscura uso dire, che il titolo o meglio l’età una volta era privilegio, ora da spazzatura tout court, a meno che non riesci nei consumi e non ha importanza alcuna di cosa, basta che “stai” su la giostra degli acquisti viecch’ e ‘bbuon’; o fai il sempiterno viaggetto su a Milano a “comperare” un po’ di “cultura” a buon mercato prezzi modici e dal solito maistream(ing) poi come trofeo impaginato l’appendi al c...orridoio d’ingresso così che gli amici se lo “sentono”. Insomma fesso contento e pure pagante, a voler di sti signuri.

- Now, go to a show by a recent MFA grad or sit across the table from someone showing you their work at a portfolio review and things are very different. For most work there is absolutely no understanding possible without a written or verbal account of what the photographer is up to. I always have the sense that I am joining the telling of a story in the middle, trying to play catchup. Again, for most works, separate the photographs from the words and you have no ability to comprehend what is going on.This isn't always awful, as perhaps it is part of the evolution of the medium into a specialized category that leads to increased specificity and a clearer intent. But, and this is my main point, the photographs often aren't very good. It's as though photography has been sublimated to a necessary part of the total, that the words are the priority and the photographs somehow are ancillary or secondary and therefore not needing much attention. This resides perilously close to using the photographs as illustrations, really another field entirely…
…Of course, much of this is narcissism, self absorption, even making work with blinders
on
…-

A Disturbing Trend

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