Manunzio


Click on image for more

No Word

“For me, the term “professional photographer” is cringe-worthy. I dislike the idea that just because I am paid to do something it infers that I have talent. I know this is not true. There are many, many talented amateur photographers out there who have a wonderful way of seeing and know how to turn that vision into great photographs. There are also many “professional” photographers whose work is boring, derivative and soulless. My self-esteem does not come from being paid, but from creating work that touches others. While I acknowledge that the term “professional photographer” is a convenient shorthand is still bothers me deeply and always has.
While it takes a lot of guts, discipline and a “bit of crazy” to build a career in photography it does not mean you have the ability to touch another’s souls with your pictures. That magic is rare and comes from somewhere that is independent of a paycheck.
Do me a favor: next time you introduce a “professional photographer,” try saying “talented” instead. It will spread a bit of joy on a photographer’s day, which might just help them create a bit of magic, beauty and love…”

“In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi più piccoli, l'avete fatto a me” Matteo 25, 40



Kapitalismus finale (ogni giorno che passa)

Questa volta a farne le “spese” è nientemeno che una ancella del National Geographic, sotto forma di sharing di fotografie che fa felice la giostra degli acquisti, lo ripetiamo un giorno sì e l’altro pure, grazie all’infaticabile Cia&Mossad per il controllo planetario; forse a salve poiché ogni giorno che passa qualcuno degli umanoidi ritorna in vita (?!) alla “They live” di Carpenter. Ciò non di meno è palese altresì la saturazione, anche in questo, del cosiddetto Mercato: la strada è ancora lunga però mai dire mai. E anche per oggi finiamo qui e alla prossima paisà che niente è immortale sotto sti cieli…luciferini!
National Geographic


Man fotografo dal 1969



Giornalaisti padri di famiglia (nella Milano da bere)

E poi uno dice che Stampa & Regime, qui cosiddetto di settore e fotografico, non vende: si capisce! Padri di famiglia quelli dell’Editrice Progresso Fotografico, padani che vendono ad altri “moralità” tot a chilo o ampolle con acque del Po’.
Dunque sti signuri mandano mail per loro blog, nella remota speranza come il narrante abbocchi, e farsi, ecco, una rivista. Contenti loro quanto a noi e da tempo immemore, anche perché ce l’ha espressamente vietato il medico omeopata, ci teniamo alla larga da Regresso fottografico, che refuso non è. Infatti sarà arrivata pure a loro notizia della Leica Q2, cui mirabilia si è già scritto anzitempo, ha qualche problemuccio: veniale suvvia che sarà mai. Tant’è vero che il copia/incolla del giornalaista di turno della Editrice Progresso, che tiene famiglia, sa che dinnanzi Mammasantissima Leica, che paga pubblicità, più di un “c’è del marcio in Scandinavia” o l’ha detto Tizio…poi passa alla lavanderia lascia la coscienza dell’iscrizione all’Ordine e così bacia i mani, ahh a Leica. Minchia. Ma provateci a far arrivare a sti padri di famiglia un commento puntuale su l’argomento: se ci riuscite mandate una mail, grazie assai!

I guai della Leica Q2


NB. Il copia/incolla viene da
Allen Murabayashi
Posted ON2019-06-19

Two Issues I Had with the Leica Q2 in the 1st Month: Dust and Banding


Man fotografo sin dal 1969

more: Progresso_Q2.pdf (0.93 MB) Problem_Leica.pdf (1.03 MB)

Un certo senõr Salgado




Abstract
the photographer Salgado in a perfect B&W and a book named Genesis seems to launch a subliminal message trough photography


Siamo abituati da tempo al corposo, letterale, bianconero dell’economista convertitosi, forse come Saul su la via di Damasco e che non era fotografo ma furbacchione è potente uomo che esportò, alla lettera, il cristianesimo nascente per farne quello che è sotto gli occhi di tutti: Amerika (k as killer) way of Life.
Salgado della maestosa composizione musicale mediate dalla notazione del bianconero come non se ne vede più in circolazione causa smartphone e giovanotti presi al “Tip&Tap” quotidiano.
Una rappresentazione che ci lascia quanto mai perplessi, l’uso della fotografia del Salgado ha un che di troppo patinato per essere vera, o comunque verosimile. Ciò non di meno si può far finta di nulla, ma sta lì e diamoci uno sguardo che poi ognuno, come sempre, ci provi a ragionare con la sua testa.

“L'uomo che con le sue fotografie ci ha raccontato mille storie di questo pianeta – è il messaggio conclusivo del film - adesso ce ne racconta una stupenda, un sogno: la distruzione della natura può essere fermata. Più di mille sorgenti d'acqua scorrono nuovamente nei campi di Instituto Terra. Due milioni e mezzo di alberi sono stati già piantati. Gli animali sono tornati, perfino i giaguari. Questa terra non è più proprietà privata dei Salgado, adesso è un parco nazionale che appartiene a tutti. È diventato un esempio di come le terre maltrattate del mondo possano tornare a essere foreste”.
Il documentario ha vinto il premio “Un Certain Regard - Menzione speciale” al 67mo Festival di Cannes del 2014.


Il sale della Terra

Man


Ps1 Quando il Salgado nella sua Opera, maiuscola per chi intende, Genesis ritrae l’Antartico e suoi ghiacci pare usi ben più d’un semplice messaggio subliminale, ed è quando ci mostra un iceberg alla “deriva” ma con un arcata degna dei migliori "castelli medievali" che a tutto fa pensare, tranne la banalità del vento che “modella”, a delle torri e murature: troppo perfette per affidarlo a lavorio ventoso di “madre” Natura ma più ancora a mani sapienziali

Ps2 L'Incipit sembra cadenzato paro paro dalla voce di Riccardo Cucciolla doppiatore e del film Il nome della Rosa, a volte le coincidenze. Forse

Ps3 Il nome dell'ultima fatica "Genesis" si rifà non a caso al primo libro delle Scritture, fondante tutto l'Occidente, ossia la Creazione del Mondo incontaminato dell'Origine. Messaggio in codice per coloro i quali voglio, mani militari, un ritorno ad esso ma sotto il giogo di una Elité squamata multidimensionale che la diede in "fitto" alle scimmie ibridate da cui l'umano Sapiens etc. E per farvi ritorno cosa di meglio che togliere (Malthus docet) il novanta per cento di umanità, il resto poi ridotto a schiavitù servile (Metropolis Fritz Lang docet) ne godrebbe, appunto, la minoranza di "eletti" di Sion e spiccioli
search
pages
Share
Link
https://www.manunzio.it/diary-d
CLOSE
loading