Manunzio



Ieir oggi e...domani non v'è certezza


I borghesi son tutti dei porci. Più sono grassi più sono lerci. Più son lerci e più c'hanno i milioni. I borghesi son tutti c...


Compà clicca su l'immagine e se non han spostato il link ti puoi deliziare con Gaber, come ieri cinquant'anni fa


Ps. Quello che vedrai, paisà, è la piece teatrale ma del 1991 e che noi abbiamo visto a queste latitudini: libidine!

date » 08-10-2020 08:46

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Leviatan l'ultima Bestia (Giorgio Gaber)

Eccola
Esce dal mare
A fatica
Si trascina ferita
Ancora un metro ancora un metro
Eccola
Le grandi squame molli
Si muovono
Avanza enorme malata
Ancora un metro ancora un metro
È vicina vicina
Reagisce combatte
A stento con sforzo
Si trascina
È vischiosa bagnata
La coda che sbatte
Strisciando lentamente
Si avvicina
Eccola Eccola Eccola Eccola
Ancora un metro ancora un metro
Gli uomini sono fermi
Le donne sono ferme
Tutti uguali e grigi
Guardano
Il primo uomo parla
Adagio con calma
Indaga spiega deduce conclude
Dai dai dai
Eccola
Si muove ancora
A fatica raggiunge
La spiaggia fangosa

Ancora un metro ancora un metro

Eccola
Trascina il grosso ventre
Che sanguina
Strisciando con smania rabbiosa

Ancora un metro ancora un metro

E' enorme potente
Fa un passo ritenta
Respira respira…


"Sotto forma di un tortuoso serpente è immaginato in Isaia, XXVII, 1; nel Salmo, CIV (Vulg., CIII), 26, l'animale è presentato come dimorante nelle grandi acque. D'altra parte, nella lunga descrizione che si fa dell'animale in Giobbe, XL, 25 (ebr.) segg., e che è messa di seguito a quella del beemot (v.), i commentatori moderni concordemente scorgono delineato il coccodrillo, quantunque con tratti alquanto esagerati e di tipo popolare. Tra queste due concezioni estreme si possono fissare quelle intermedie, accennate in Salmo, LXXIV, 14 (ove l'animale è simbolo della potenza dei faraoni d'Egitto), e in Giobbe, III,8" Treccani online

date » 11-07-2019 20:05

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La Teologia del Mercato


Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato
Che ha di fronte solamente la natura
E cammina dentro un bosco
Con la gioia di inseguire un'avventura.
Sempre libero e vitale
Fa l'amore come fosse un animale
Incosciente come un uomo
Compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
Di spaziare con la propria fantasia
E che trova questo spazio
Solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
E che passa la sua vita a delegare
E nel farsi comandare
Ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà…

La libertà
Giorgio Gaber


Io c’ero parte seconda




Abstract, italian youth on imaginary road of terrorism named Brigate Rosse (a left-wing terrorist organization)

I gradini stretti e ripidi dopo la porta a vetri immette alla legatoria D… e tutt’intorno quanto occorre per rilegare libri riviste giornali e quant’altri. Vi arrivo puntuale al secondo trimestre a ritirare i libri cui copertine ho immancabilmente distrutto: non certo per la lettura.
A volte nel laboratorio vi arriva il figlio del rilegatore, e come lui minuto lo sguardo triste sperso e tirato. Chissà cosa o perché ma non ha mai giocato con noi del larghetto cui prospetta la legatoria, e siamo un drappello rumoroso che spesso e sovente dà preoccupazioni ai grandi presi ai loro traffici. Certo che il tempo scorre, a volte non ci si accorge che qualcuno, semmai studiando fuori, all’università di Roma o del Nord ha incontrato per strada quello che uso dire “cattivi maestri”. O forse no, ché si è “autoconvinto” alla lotta di classe prima ed armata a complemento la soluzione: palingenesi. E gli Anni Settanta (tra blocchi Russo& America che pari sono quanto a potenza imperiale) sono anche questo. E la prigione, sì, perché il figlio del rilegatore pare sconti anni di carcere non si sa dove come fiancheggiatore delle “Brigate Rosse”.
L’altra anima persa in palingenesi catto-comuniste che ne segua pari sorte è una ragazza uscita dallo Scientifico di via Mazzini, extra cinta centro cittadino, dirimpetto la nostra scuola media popolare (altra della borghesia cittadina sta in alto, tanto fisico che sociale, nei pressi della caserma dell’Arma dei Carabinieri, a volte i luoghi già sono presagio) snella nera dal volto triste a mezza via tra il volpino e furetto, occhi neri e piccoli, come due pallottole. Sparita dai radar cittadini di questa contrada chissà dove è andata a morire, in quale città. E se ha avuto modo, poi, di “rifarsi” una vita:

“Eppure quelle persone c’erano, erano persone vere, erano operai. Di noi si dice che eravamo pochissimi, è giusto: eravamo molti di meno, però ci sono stati anche dai 20 mila ai 40 mila inquisiti, in quegli anni, per attività sovversive”

Faranda racconta il rapimento di Aldo Moro: “Gli agenti uccisi, la prigionia e la lotta. Fu tutto terrificante”


Man


Ps. Come nella canzone del Signor G alias Giorgio Gaber a volte l’anticristo, pare rifare il verso del Nome della Rosa, nasce dal troppo ammore per…
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