Manunzio



Turp-tudine

In un circondario senza regola alcuna anche gli imbecilli si gonfiato il petto e pontificano. Una volta era il reportage, che significa avere una idea di cosa e come raccontare ciò che si svolge davanti l'obiettivo, mo' è lo street: mordi e fuggi. Il peto la scoreggia l'attimo fuggente, si vabbè. E mentre il primo, reportage, aveva tutta la tavolozza del bianconero adesso All Colors of Benetton che è tragicamente “veri faine”. Certo de gustibus, un po' come gli incaprettati più si dimenano e prima muoiono al pari della garrota spagnola d'antan.
Sia come sia qui tutto ciò che non bisogna fare per portare a casa un'immagine che sia una decente, quanto al racconto che dire: serve? No assolutamente basta na cosca, scoreggia e casomai finisce su una parete di gallery o premiata a qualche concorzo, senza errore. E che dire: prrrr il vento intestinale vuole la sua, e di sti tempi poi e la fotografia, ancora una, è altra cosa e ci sono tanti altri passatempi!

Here’s a Free 30-Minute Masterclass on Street Photography by Nick Turpin
https://petapixel.com/2020/10/03/heres-a-free-30-minute-masterclass-on-street-photography-by-nick-turpin/


Ps. Tra il reportage e lo street, simboleggiati da sole e tenebre, la dimostrazione di un prima e dopo, umano e transgenico meglio transumano. E le foto di questi strittaroli dimostra magnifica + mente bene con composizioni abborracciate, di tutto di più, colori sgargianti America style e il peto come cifra tout court



Cuore di “mamma” con mitra

Ehe se le donne non ci fossero bisognerebbe inventarle nevvero? No. Retorica un tot a kilo da discount ché dopo ci sono i cassonetti di spazzatura per chi intende.
Reportage al femminile: oh e mettetevi d'accordo “femmine” o “donne” che non son per nulla sinonimi! Tant'è vero che ad imbracciare un'arma, e nella immagine qui, una soldatessa: cuore di mamma, la donna che dà i figli alle armi alla Salvate il sodato Rayn, no? No. Propaganda e il Kapitale, k as killer, gli frega molto se le armi le pigliano uomini o donne. Certo evidente siamo propensi per i primi, uomini, perché è nel nostro stramaledetto Dna di umanoidi, così dalla notte dei tempi, ed è l'unica cosa che sappiamo fare a meraviglia: Caino ed Abele docet ma pure Remo e Romolo fondatore dell'immaginario occidentale nun pazzeano, scherzano.
Immagine va. A sinistra ragazzi, tutt'intorno diciamo deserto: lato traslato e fate come ve pare. Terzetto di ragazzi interrotto dal mitra e poi chi lo porta, che sorride però ad occhi bassi. Se invece della Stars & Stripes ci fossimo noi italici, molto ma molto meglio la sceneggiata ridens. Quadretto decisamente ben composto, fotogramma di donna poi, aè tie tie. Passi, ma. Il fondo ristabilisce la “bucolica” inquadratura: blindato alla destra e quei due fori, forse finestre, nel muro sin troppo Skull & Bones di certa sanguinaria massoneria americana, sai che novità. Certo il contrasto è netto ed evidente, monocromatica si direbbe con quella terra (sit tibi terra levis?) del deserto fra il bruno e rossastro, e l'aria di guerra incombente, malcelata e maldestra della “donna” in armi, si, però “cuore di mamma”.
E l''immagine ha anche un che di oliografico, o meglio unguento, vasellina adatta a certe turgide “entrature”. Certo poi, dice l'autrice, proprio da “street photography” che nel nel deserto ci stanno eccome, basta trovarla sabbia permettendo. Eppure non di meno l'ouverture di quel bambino-adolescente-soldato con cane desolato costruisce la notoria narrazione dell'occidentale, della “democrazia” da esportazione (si chiamavano cosi anche certe sigarette, fumo) or Amerika (solita kappa come killer) way of life style: controprova il link al video molto istruttivo e sui “cuori di mamma” ed Embeded reporter**

Photographing the War in Afghanistan
https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=HL4a1H6foAQ&feature=emb_logo


**https://www.pandoratv.it/udo-ulfkotte-e-morto-aveva-rivelato-che-giornalisti-sono-comprati-dalla-cia-2/




Archivi della memoria

Serie di seipersei Rollei d'anatan riesumate nel sistemare l'archivio analogico trasposto in digitale; quando immagini simili sul finire degli Anni Sessanta erano etichettate o incasellati su riviste di fotografia nella categoria “terza età al sud”. L'importanza del casellario veniva, secondo questi maître à penser, prima di ogni altra cosa e come cassetta di lepidotteri infilzati.
Tuttavia qui preme ricordare di come, anche con una poco agevole Rollei, era possibilissimo costruire “storie” con meno di niente, poi in camera oscura il quadrotto fotogramma sotto ingranditore Durst poteva essere “tagliato” e riquadrato secondo necessità o gusto espressivo personale con tutta la “nitidezza” degli Zeiss a corredo delle Rollei. La pellicola una collaudatissima Agfapan 100 trattata nel calderone (non era ancora in uso le tank su rocchetto nylon alla Paterson) Kodak, in lunghe vasche verticali termostatate e da 35 litri di sviluppo, che a cadenza di materiale negativo bianconero trattato, si provvedeva ad integrare con pari quantità di soluzione fresca

Ps. Il formato Leica noto come 135 aveva ed ha controparte, simil colonne di Tempio, nel codice 120 che significa Rollei anzitutto, Hasselblad Mamya etc verrà dopo, e diversamente da quello si utilizzava per cerimonie in particolar modo, e cronaca tout court. E presso Foto-Agenzia Lampo dove chi scrive ha fatto gavetta, in sorta di Agenzia Carrese strapaese, a cadenza regolare capitava un giornalista che firma il pezzo poi infisso con le foto su la bacheca anodizzata della Pretoria o Main street cittadina, e il giorno seguente, via fuori sacco postale su la tratta per Bari, le pagine interne della Gazzetta del Mezzogiorno (a volte il Roma, Mattino di Napoli o Tempo della Capitale) cui redazione cittadina era a pochi metri di distanza.



Revival o forse altro

In my work, I have found that shooting my long-term projects on film has been incredibly rewarding and a really different experience from shooting my more immediate assignments digitally. It was something of a revelation to me that not all reportage work must necessarily be instant. My early work and the majority of my client based work requires a very short turnaround time – fashion, news reportage, weddings – all of these benefit from being shot digitally and be delivered for publication within a few days...continua a leggere

date » 08-05-2019 09:12

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date » 02-04-2019 08:50

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There is an observation about stand up comedians that once they reach a certain level of fame their material becomes less about “grounded” observations and criticisms and instead becoming more about airplane food and hotel rooms.

Their lives are changed by their fame, they adjust their view, and therefore their jokes to the issues that now present themselves — the travel experiences from their tour — are perhaps less relatable than the original work which brought them their fame in the first place.

I think there are a few areas of photography that this analogy could be used to explore, but the one that hits closest to home for my own work is the way that some street photographers, myself included, have been photographing “light” instead of working towards “actual” street photographs...

Street photography






"Training your eye to see things differently does take time, and this process cannot be forced. The framework from the course is an excellent place to start, but a lot of it is in the student’s hands.

One of my most common instructions to a group will be to slow down, not only in the way that they walk around but also in the way they treat their gear and the people around them. Our course lasts for three days, and we spend the majority of the first and second out shooting. Many students fear they will miss a moment due to being too far, or not being somewhere fast enough.

Actual technical control over a camera is not difficult to learn. Basic functions of exposure and focus can be mastered in a matter of weeks, and for street photography, I tend to encourage shooting in either aperture priority or fully automatic so that you’re focused on the scene rather than the gear"


12 Things I Learned While Teaching Street Photography



Il Falso elevato a sistema corrente, inimmaginabile secondo il “Canone” la fotografia e documentaristica non “leggera” e parca di mezzi scenici: ora se McLuhan ci ricorda che il mezzo è già messaggio, la fotografia, qui nel caso di specie, sarà la risultante N volte del Falso, sua perpetuazione. Vero è che anche in epoca analogica accadevano “ricostruzioni” sceniche, tuttavia, c’era un che di sobrio ed essenziale nella messinscena, adesso manco più questa: aut Caesar aut nihil di un Mondo corrente, o da conto corrente, che più nichilista la Storia umana ha visto mai




Hollywood party

Quinte teatrali con la fotografia che fotografa il reale: quale? Oh se per questo ci han spaccato i maroni i Roland Barthes e & Co circa il fatto che la fotografia è “azzeccata” al reale (sempre che qualcuno, come a giorni dispari si scrive, ne dia "conto" definitivo ed immortale soprattutto!). E ‘ una cosa fuorviante che serve a certi signori che non si capacitano dell’invenzione della biro, abituai ai loro calami in torri eburnee: maestri eccelsi gli italioti della landa milanese. Insomma di quella trimurti alla Maresciallo Rocca, il prete e farmacista d’antan. Autorità d’un tempo seppellito: sia lodato iddio!
E quindi alla fotografia si chiede come atto fideistico (a pagamento) e genetico (leggetevi la filippica di Arago al Parlamento francese nel giorno della sua “fatale” invenzione) di fotografare nientemeno che il “reale”: oddio quello che conviene spacciare in dollari euro yuan…Senonché ti ritrovi il solito funghetto americano, che vive nel più finto di questo mondo cano che ci ho sotto i piedi , e l’ha talmente introitato che non gli par vero che, in veste di fotografo, gli si pari davanti il FALSO e pure in carne ed ossa, mentre azzanna una inerme omelette, però alla Nutella! Mo’ paisà hai capito perché la Nutella è immangiabile, di dolciastro da voltare budella? Ad Alba e dintorni gli stabilimenti Ferrero han reso il cioccolato talmente schifoso per accontentare il “taste” dei cretini di americani! E meno male che ci sono altri brand di cioccolato, che non spalmerai più su caserecce stozze (fette) di pane, però…
Ritornati a bomba ed a chiudere che abbiamo da preparare qualche denuncia ai soliti…mother fuck truccati e falsi funzionari dello Stato. Falsi? Oh tale e quale quelli che…in link se vi pare

Photographing the Fake Holy Men of Varanasi, India

Man fotografo sin dal 1969

Storie di uomini e mondi, ancora una




Abstract
a man that comes from the past, history of photographer in New York with a big remembrance, images of life on street


Ostinazione che rasenta forme di satntificazione, se per santo intendiamo chi ha un distacco seeno nei confronti di ciò che uso dire “vita” nel senso comune del termine: di male in peggio.
Sia come sia sono storie di uomini (e mettiamoci pure di donne avessi visto mai: cosa, non ha importanza ma c'est trés chic) in formato abulante. Si perché come il proverbio africano: quando uno di questi va via è come se una biblioteca andasse persa per sempre

Old photographer to capture the moment

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