Manunzio



"Dieci anni fa Stefano Cucchi è stato torturato fino alla morte. I giudici lo hanno scritto nella loro sentenza. Non si può mai essere felici quando qualcuno è condannato a dodici anni di carcere, neanche in questo caso.

Si può però essere rinfrancati, finalmente rasserenati e protetti da una decisione che avvicina le istituzioni ai cittadini. Nessuno deve ritenersi infatti al di sopra della legge. Non c’è divisa che tenga. La divisa non è uno scudo penale, non è un fattore di immunità. La divisa è fonte di accresciuta responsabilità. Chiunque svolga una delicata funzione di ordine pubblico, di sicurezza e di custodia deve sentire il peso morale di essere il primo garante della legalità e dei diritti umani.

La parola tortura non ha potuto essere pronunciata dai giudici nel dispositivo della sentenza solo perché in quel lontano 2009 la tortura per il nostro pavido legislatore non era ancora meritevole di essere considerata un delitto. È stata per troppo tempo una parola impronunciabile. La violenza brutale e mortale subita dal povero Stefano ha finalmente trovato dei colpevoli. È stata un’inchiesta difficile, tormentata da tentativi di depistaggi, di omertà diffuse. Ci vorrebbe molta determinazione, pazienza, forza morale dei familiari per andare avanti. Dieci anni ci sono voluti. Due lustri conditi di minacce per i familiari, odio sui social, meschinità e fango su Stefano e sulla sua bellissima famiglia, stremata dal dolore e dalla fatica di sopportare un peso inaspettato, tragico. Non bastava un figlio, fratello torturato a morte. Bisognava anche reagire a chi ha sempre insinuato che tutto sommato Stefano se la fosse andata a cercare. Anche ieri Matteo Salvini, nel commentare la sentenza, ha evocato, mancando di pudore e di rispetto per i familiari, il tema delle sostanze stupefacenti affermando che lui lotterà sempre contro la droga. Solo che ora c’è una sentenza che parla chiaro. Fece bene il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a chiedere scusa a Ilaria a nome dello Stato. Salvini si è invece persino ieri rifiutato di farlo. Lui, che come ogni populista afferma di essere dalla parte del popolo si rifiuta di scusarsi con una famiglia che è anch’essa parte del popolo romano, una famiglia e una sorella contro la quale si era lasciato andare alle sue solite espressioni truci. Il popolo dunque gli volti le spalle, gli ricordi che il popolo è fatto di ragazzi, donne e uomini che lo Stato deve sempre rispettare e proteggere.

Infine, un plauso a quegli investigatori e giudici che hanno creduto nella possibilità di arrivare alla verità storica. Stefano non era morto perché era malato, tossico, scivolato dalle scale. Stefano era morto in quanto pestato, torturato fino a perdere la vita. Ieri, come ha detto Ilaria, Stefano ha riconquistato la pace. Insieme a lui, noi tutti invece abbiamo conquistato un pezzo di fiducia nella giustizia e nelle istituzioni"

Ps. Abbiamo memoria lunga di quando giovani come Stefano in piazze sessantottine, arrestati dalla sbirraglia assassina, finiti in carcere non ne sono mai venuti fuori. Abbiamo memoria lunga. E non certo proviamo emozione dinanzi al caso di Stefano Cucchi: no niente insensibilità, tutt’altro. Quanto l’amara costatazione, ce ne sia bisogno, di come il Potere sacrifichi due pedoni in divisa di semplice manovalanza. Infatti fateci caso: chi nella catena di “comando” da sottoufficiale sino al podio dell’Arma è stato condannato per omertà nel coprire la morte di chi, per caso o ventura, si è chiamato e ultimo in ordine di comparizione Stefano Cucchi? Un brutto giorno lungo dieci anni, il contentino dell’Arma & Magistratura da Stato Fascista. Salvini? Uno squallido figuro da Papeete, un buffone di corte: quella di Bruxelles!

Pss. Chapeau all’impavida Ilaria Cucchi

Sit tibi terra levis Stefano



Immagine donna è?

Si certo almeno in lingua italiana, il vocabolo donna. Quanto al resto è nell’alveo di Soros e assimilati: sbarchi quotidiani di “barcaroli” docet. Eradicazione manu militari, quanto mai azzeccato, dell’uomo bianco e sua comare va da sé del Continente Europa che quanto agli ameri – cani…
Tuttavia sempre immagine è, no? No, illusione ottica. Dunque l’optimate National Geographic modellatore del Mondo, visto con gli occhi degli Yankee, nelle vesti per l’appunto della Chief e qualcosa per un numero spicial molto spicial, manda alle rotative un numero fatto (Lsd, Crack, a very fine old fashioned Cocaine?) da donne, impaginato e scritte da medesime e fotografate parimenti: Tombola! Il futuro (satanico della dea Madre) è donna, no? No è l’anticamera del transumano, dei robot umanizzati, a salve, però daje e daje come diceva il buon Goebbels qualcosa rimane azzeccato nell’immaginario (a telecomando) collettivo.
¡No pasarán!

Man fotografo dal 1969


Ps. La nostra “chieffina” da chiappina che è si è fatta immortalerà, immagine sovrastante, in posa scultorea e che un tempo si sarebbe detta gladiatoria: mussoliniana via. Braccia conserte e sguardo duro e lontano dal marciapiede c’è da giurarci. Dietro di lei, ecco, due paralumi che paiono paro paro a Jachin e Boaz, ma sì ma sì, le due colonne del Tempio…luciferino



'o peret'

Tria sunt genera petorum. Petus, Contropetus et Petus cum rotella. Petus fetat sed non tronat. Contropetus tronat sed non fetat. Petus cum rotella fetat tronatque. Merda.
Dunque a Nasheville un tale, che Iddio ce lo conservi sotto salamoia, si perita di essere fotografo; e così da buon americano (senza passato triste presente ed apocalittico futuro) spara (sai che novità in ogni accezione) na cosa che un peto, per l'appunto, è già qualcosa di più "tangibile".E così pronamente qualcuno ne da "conto" dell'impresa via web...dalla serie che s'adda fa pe campà

Photographer Turns Symphony Hall into the World’s Largest Darkroom


Man fotografo dal 1969




Vuolsi così cola dove si puote ciò che si vuole e più...non dimandare
L'immagine è ripresa dalla "stazione" orbitale intorno la Terra. L'orizzonte, tuttavia, è completamente piallato e non mostra alcuna curvatura del Pianeta; anzi sembra uno di quei tramonti sul mare in forte sottoeposizione lasciando visibile il "cielo" e i colori del tramonto
https://www.huffingtonpost.it/2018/10/09/alba-in-orbita-le-foto-scattate-dalla-stazione-spaziale-lasciano-senza-fiato_a_23555170/


Immagine di sintesi e dove il disegnatore, a sinistra, mostra una curvatura poco "accetuata" del Pianeta vista dallo "spazio"; a destra, stessa immagine legermente ingrandita, sorprende che la "curvatura" sia un po' più realistica





Immagine di sintesi e dove il disegnatore non ha "curvato" l'orizzonte perfettamente in diagonale: retta





Immagine interno "stazione" orbitale su la Terra. Una flashata in pieno volto serve a congelare la modella/astronauta dopo un salto, non visibile, su quelle reti dei Lunapark che catapultano verso l'alto ripetutamente. E i capelli vol + ano in tutte le direzioni e non già solo verso l'alto, in assenza di gravità come nella "stazione". La mano sinistra della "astronauta" sembra innescare il phon per i capelli e/o il contatto remoto per l'immagine "spaziale" del salto su rete elastica. Infine lo sguardo dell'astronauta/modella sul Nulla, e che un possibile gioco di scontorno in Photoshop, da dietro oblò, ne mostra la "sfericità" del Pianeta visto dall'alto, sebbene una leggera inclinazione dell'immagine verso sinistra chiarisce ancor più l'orizzonte "curvo".

NB. La linea del cosiddetto orizzonte è "annebiato" per l'abbisogna

https://it.sputniknews.com/foto/201511031475947-15anni-stazione-spaziale/

Ps. Pratico la fotografia (occhio come mestiere) sin dal 1969, il resto tipico bar sport non ci riguarda: senza se e senza ma


Un sapiente accostamento fotografico (come quotidiana + mente in onda Stampa & Regime) fa sì che sembri la stessa scena, eppure tra le due ci sono più di quattrocento kilometri di distanza. A destra Roma (Maggio 2018 in Via del Tritone) a sinistra Potenza (Settembre 2019 C.so Garibaldi) eppure la “dinamica” è la stessa: mura cittadine e vecchio edifico, autobus “obsoleto”, gente ordinaria, ed identico panico. Strategia, meglio potere, della paura: possiamo colpirvi come e quando vogliamo. Il piano satanico (decrescita felice ed eliminazione manu militari di seimiliardi di persone) è sin troppo scoperto; certo poi il cosiddetto incidente bisogna “coprirlo” con fatti tecnici (rasoio di Occam) e l’immancabile “errore” umano. E quando la meccanizzazione sarà totale e robotizzata, si darà sempre colpa al “fattore umano” del programmatore che non ha saputo governare le macchine, che a loro volta manipolano gli umanoidi alla console del Pensiero Unico

Mercedes-Benz (da più di un milione di kilometri)

Ore 7.45 Anno Domini 2019 Settembre 19, le fiamme in pochi secondi divorano l’autobus di plastica, pieno di studenti implume: sono verso il fondo davanti la porta che non si apre (il campanello di fermata non risponde come tutto il resto) Esco un attimo prima che la “tragedia” si consumi. Fortuna vuole che dell’aria-pneumatica è rimasta per aprire le portiere e far evacuare tutti i ragazzi. Altrimenti? Avremmo fatto la fine del topo: gasati e arrostiti. Però subito sono arrivati (l’omertosa Rai Basilicata che mica si è peritata ante “tragedia” annunciata delle condizioni del parco autobus, che si chiama ironia della sorte: Trotta, il gestore!) poliziotti di stato (quale?) polizia locale (a affare cosa?) e Pompieri che dopo ore han “domato” l’incendio ma nulla han potuto contro crepature dei negozi prospicenti: vetri antisfondamento! La facciata dell’edifico e macchine in controcampo parcheggiate. E (ri)vedere la scena stamani ventiquattro ore dopo è ancor più agghiacciante in linea con Georgia guide stone: satanisti fregati un’altra volta, e cambiate agenzia pubblicitaria”.


Potenza, in fiamme bus pieno di studenti: tutti illesi, danni a 3 auto
Autobus carico di studenti e pendolari prende fuoco in provincia di Matera sulla Statale 106
Roma, bus Atac in fiamme in via del Tritone: lo scoppio e la fuga

Anno Domini 2019 Man fotografo dal 1969


Ps1 L’incendio è per modalità identico e preciso a quello di Roma (preso ad esempio) associato istintivamente, ma che in realtà si è "materializzato" davanti gli occhi: stessa strategia luciferina globalista (troppi indizi da farne un teorema altro che ipotesi) di “corto” circuito. Lo stesso che un mese fa (come accade ogni estate per lo più in appartamenti detti popolari) mandava in fumo l’appartamento sottostante il nostro: corto circuito. Anzi no, sigaretta (qualcosa devi pur dare in pasto al popolo che altrimenti frigna e la giostra poi non cammina spedita ed oliata per le terga del teledipendente) di un signore che, strano ma vero, non fuma!

Ps2. I genitori dei ragazzi si fossero per caso costituiti in giudizio contro Trotta, nomen omen, autotrasporti? Macché: casualità. E più in là salmodianti note salivano già al cielo (rosso fiamme!) in segno di ringraziamento: “Noi vogliam Dio che nostro Padre, noi vogliam Dio che Nostre Re perepepé; evviva San Gerardo (guardiano della città di Potenza) e San Gerardo evviva, evviva San Gerardo p’ quanta grazia fa…”

Ps3 Armi al plasma esistono per l’abbisogna come il rogo “accidentale” della California e Steppa odierna della Siberia, al netto dell’Amazonia burning: dove c’è fuoco e fiamma, tant’è la tautologia, c’è il Diavolo in carne ed ossa, cui satanismo a mezzo Stampa & regime lo vuole “inesistente”. Bella invenzione!


Storia di mal affare che parte nel lontano 2002 con il fallimento “programmato” della prima ditta che doveva eseguire i restauri dell’ex Biblioteca Provinciale in C.so Garibaldi di Potenza. Diciassette anni dopo non è ancora mai ultimato il cantiere, con forse altre due ditte “fallite”. Anzi doveva essere consegnato nel mese di Aprile del 2013, alla Stazione appaltante Archivio di Stato in Potenza, cui si sono succeduti nel tempo: Donato Tamblé, Valeria Verrastro manco più, anno 2019, Direttore dell’Archivio, rimossa per altro Ufficio; al suo posto l’attuale Paolo Olita, lo stesso che era già segretario verbalizzante dell’appalto, cui commissari erano stati censurati (veniva chiesta la sospensiva della gara per il loro comportamento) così nella Sentenza del Tar Basilicata 2008 attinente la “storia” infinita. E con sei milioni e rotti, tanto l’importo dei lavori, difficile da decifrare. Si noti che il cartello di sinistra, oltre a mancare di importo come previsto da legge, indica la data di inizio e consegna dei lavori: mai avvenuti. Viceversa quello di sinistra è stato sovrapposto nottetempo al primo in occasione della venuta di “funzionari” del Ministero Beni Culturali in Roma, poiché secondo denuncia già in possesso della Magistratura, il cantiere/immobile è stato comprato con comodato d’uso: l Ministero beni Culturali e Provincia di Potenza. E difformante dal primo cartello di cantiere non si legge quale “inizio” e quale “fine” dei lavori mancante ugualmente dell’importo dei lavori (omissione che è reato) da Fondi europei


Lancio di Agenzia
A voi non frega niente ché state dietro il pifferaio Jovine della Milano da bere. E vi accorgerete troppo tardi di come il “nostro” e sodali vi avrà condotto a morte certa, prima l’animaccia vostra poi l’involucro detto corpo. Poi quando siete passati a “miglior gloria” inviatemi una cartolina.
Ciò detto non è per coloro che s’i imbattono nelle “amenità” di un Manunzio quotidiano, ci mancherebbe. No, è che qui vengono a vedere e leggere Carabinieri Polizia di Stato Funzionari…perché mai? Oh bella per una truffa milionaria (miliardi vecchie lire) ai danni dello Stato, che sareste pure voi giovin telecomandati che non frega una mazza. Soldi che non vedrete mai, né lavoro né pensione: in una parola well-fare. Anzi casomai pensate alla famigerata valigia di cartone dei “nonni” anni Sessanta, come una a volta…a Milano e disorni, o Svizzera Germania…buona fortuna fuori dall’Italia.
Dunque e breve questo sono le foto (caro Maresciallo che tieni sotto controllo il mio cellulare e quello del legale!) del “cani etere” XVIII del Capoluogo Lu + cano. Senza aggiungere altro e che doveva essere aperto, certo non in questo stato già il 15. 04. 2013, sei anni fa. Cose di Cosa Nostra che si trascina da diciassette anni grazie alla complicità del Tribunale di Potenza e il tempo Galantuomo è: sempre!

Manunzio fotografo dal 1969

Ps. Ieri 18 settembre Anno Domini 2019 con una pattuglia dei Carabinieri siamo entrati finalmente aa rimirare lo “splendore” del cantiere che la locale massonica Rai Basilicata (già censurato un servizio il 23 Dicembre 2014 (vero Capo redazione Oreste Lopomo?) accredita come prossima alla riapertura, cosa che doveva avverarsi sempre sei anni addietro e con già sette milioni e rotti di stanziamenti, che non si sa come e dove terminati, e che la Rai natural + mente non dice

Pss. Nelle immagini allegate l'interno del cantiere visitato il 18. 09. 2019 con due Sottufficali dell'Arma dei Carabinieri. Senz'altro aggiungere lo "spendore" del cantiere come si presenta oggi a distanza di sei anni dalla consegna "ultimata" e fruibile

more: Cantiere_interno.jpg (332.63 KB) Cantiere_internoII.jpg (1.04 MB)



Undici settembre. Da tempo e per scelta non parliamo di politica da bar sport, sebbene come sessantottino impenitente e bastian contrario lo parliamo ancora perfettamente: il politichese. Ma ci muove, e qui siamo come cacio sui maccheroni un po’ indigesti intorno le nove di mattina (meglio un caffè!) l’immagine. Manunzio c’entra s’intende.
Dunque la buffonata di una falsa e finta democrazia è andata in onda pure al Senato (ci sta seduto l’ottimate Renzi che voleva abolirlo!) con un Conte uno&bis mai eletto da nessuno, altro che l’omino di Rignano. L’avvocato di Bruxelles altro che dei ‘taliani. il Conte miracolato (da Padre Pio?) Operazione mediatica ancor più del cazzaro verde Salvini, cui performance abbisogna di qualche altro giorno per dispiegarsi verso l’infinito ed oltre…
Piani già fatti dal “germanico” Mattarella e la Ue che lo saluta caldamente anche, soprattutto, con il grigio (non extraterrestre?) Gentiloni di Vaticano Spa, cosiché a Strasburgo stappano bottiglia (ultima?). Sì perché la Cermania va un po’ maluccio nei suoi conti della serva, a leggere in Rete altro che Corriere-Repubblica e sionista Stampa di Torino, notoria città satanica: vabbene certe parti ma pur sempre sulfurea!
Insomma mentre la crisi è ben oltre la porta di entrata questi figuri ballano sul Titanic: Pd & Movi + mento. Mentire per tornaconto altro che Rosseau, trucco come altro via Cia&Mossad sulfurei che l’han costruito in laboratorio i Cinquestelle. Operazione mentre il duo sulfureo prepara Renzi e suo En Marche in salsa napoletana: come prima e più di prima? Difficile perché i conti non tornano per intrinseche meccaniche del Mercato che funziona, soprattutto, senza il popolo (zavorra) bue che va, pure, ancora alle urne. Poi uno dice che i sodomiti aumentano…

Man fotografo (sessantottino) dal 1969


Ps. Undici settembre cade oggi dopo diciotto anni, e che non si dimentica per il colpo di mano planetario tentato dal Nuovo (dis)Ordine Mentale. E per “passare tempo” al riguardo forse è utile il solito Mazzucco anche se ha perso smalto e non meno che altri tiene pure famiglia!

Pss. Viene alla mente, quando tutto sembra crollare, l’episodio di quella vecchietta di New York che dopo l'attentato, con metropolitane e passi stanchi si portò in un posto di soccorso regalando la sua stampella! E ritornandosene sui propri passi senza. Vedete? C’è bisogno di tragedie per vedere queste e molte altre buone cose degli umani, l’un l’altro una volta tanto!




Immagine femmina è: fémmina (ant. e poet. fémina) s. f. e agg. [lat. femĭna, della stessa radice di fecundus, quindi propr. «fruttifera»] così dal vocabolario Treccani: ipse dixit. Ma qui si parla d’immagine che per l’appunto è di genere, oddio dal sen fuggito dal politically in-correct Manunzio!, femmina.
Ora il frequentatore inveterato dirà: tsé la solita scemenza quotidiana! Bocche buone a bar sport: già preso il mattutino caffe? Addolcita la bocca, ecco, e ancor più svegli di caffeina, sì buonanotte che uno ci dovrebbe far bagno, cosa di meglio di ciarla su la femmina che nello slang locale e mediterranea tout court indica la donna-danno-domino! Se questa poi è via teletrasmessa si irradia per i teledipendente: che dire? La nostra Lamorgese, in soldoni, Ministro nientemeno che degli Interni (agli Esterni c’è il bibitaro Di Majo rides via Roseau a salve della Casaleggio & Grillo Associati del Nuovo Ordine Mentale) natia di questo borgo antico insieme allo struscio (dicasi così per le passeggiate lungo la Pretoria o Main street almeno una volta qui da dove si scrive) di Roberto Speranza che è l’ultima a morire…Leu uber alles o li sinistri de la sinistra globalista luciferina.
insomma a dire: un’altra donna dopo la Cancelliere di certo “peso” e la Rosa Russo Jervolino pure sindaco di Napoli e altro ancora in tempi remoti ma non remotissimi al cambio del Chip per chi intende. Una ministra-donna-mamma-madonna la Lamorgese con braccia aperte, diversamente dal Salvini, ad accogliere tutti i profughi che vorranno secondo la direttiva della Bonino, che aveva preteso manu militari lo sbarco solo e soltanto (c’è lo chiede l’Euro-pa) nel Belpaese dove il ni suona…sembriamo l’ufficio cifra stamattina con tante parole “cifrate” al corrente crittografate! Cuore di mamma Lamorgese, così a bar sport che più della reclame una trista realtà il nuovo, si vabbé, goberno Conte eterodiretto via Mattarella-Bruxelles-City of London-Wall Street. La Mecca della teologia del Mercato. Luoghi santi da impallidire la Mecca, quelli stessi che d’ora in poi, con voli di stato si capisce, compirà diuturno il bibitaro Di Majo neo patentato Ministro degli “esterni” che sembra un film, così come una volta si scriveva sui Ciak…delle commedie all’italiana!

Man fotografo dal 1969





E no eh, qui bisogna scendere in piazza, petizioni e proteste femministe a teleconado come sempre e con tanto di marchetta e planetarie in ogni dove: Leica M10 D maledetta + mente maschilista. E che cazzo: ‘nnamo ‘bbene…
Dunque la nuova costa, prestate orecchio eh, ben 16 milioni (!) di vecchie lire che tra non molto di nuovo in circolo, altro gli strilletti di un MoscoWC qualsiasi che rappresenta solo se stesso, e uno sciacquone lo manda via tra qualche mese!
Ancora, ci è stato spiegato (!?) che la leva di carica come su le analogiche non serve, eh, ad armare otturatore e far avanzare il fotogramma successivo: no. Serve ad avere una presa con solo mano! Senza Lcd che è na figata ma na figata da consegnare il Nobel all’ingegnere e/o designer.
E però l’immagine appena scattata la si può vedere: come? Ah umanoidi di poca fede: a smartphone. Insomma da remoto (post mortem?). E sia. Ma ci è stato appena detto che la foto che fa (!?) la Leica M10 D è a mano libera, nell’altra lo smartphone per rivedere lo scatto. Eppure la M10 D si dovrebbe, come nell’Analogica Era, tenere con ambo le mani: no? No sciocchini! Siché smartphone ‘ndo o mettemo? Ecco qui vi volevo: ma sul cazzo, che è cosa maschilista e da qui le proteste giuste e sante planetarie e teletrasmesse a reti omologate. E che cazzo, ecco.
Ora visto che tra i parvenu si trovano sempre (non sapendo che cazzo fare, e getta pure sedici milioni di vecchie lire) donne: ‘ndo o metteno lo smartphone? Converrete che nella parte bassa di esse verrebbe...introitata, la Leica M10D: allora? Ma su na zizza starebbe bene, si, dalla quarta misura delle coppe in poi! Vabbene e quelle al disotto? E se fanno a plastica al silicone, e visto che si trovano chiedono al chirurgo “plastico” una sporgenza atta all’uopo a contenere la Leica M10 D, senza Lcd, ma da remoto controllo smartphone, sì. E che cazzo. Vedete maschilisti (repressi masturbatevi nel cesso slogan Anni '70) voi che la nuova camera (funebre?) è proprio maschilista…che cazzate: daje!

Leica anuncia oficialmente la M10-D, sin pantalla y conectada al móvil por uno 8000 euros

A quando una Leica digitale senza sensore?

Man

Ps. Solo a ragionare, vebbè shhh nun ditelo in giro sinnò so’ uccelli senza zucchero, ossia caz…amari che vi risparmiate sedicimilioni e vi comprate uno smartphone dell’ultima (!?) generazione con tanto di palle sotto…e 4K 8K 16K 32K…senza acrobazie e manco ricorso alla chirurgia “plastica”! E a fotografare? Come cosa? Ohe gente qui stamo a lavorà pe a giostra degli acquisti e mica pe fa e fotografie: e de che? Oh nun ce state a fa perde tempo: Cesareee nartro litro de li Castelli che noi ce lo bevemooo e te risponnemo in coro: oste nun te pagamo, perché ci piacciono li abbacchi le donne e le galline che son’ senza spine e nun so’ come er baccalà…

Pss. Ma nun s'era detto che Venerdì (pesce?) ce se stava a riposà cor na cosa leggera leggera invece de sta scrive ste fregnacce? Ah Manunzio te devi da capacità che a giostra vole semp' artre cose, sinnò come fa a campa: mors tua vita mea, no? Manco per er c...e daje che stamani eh, e che ci hai mangiato peperoncino? Eh da quanno so' fotografo già co li pantaloni corti!



Un ponte pericolante: cronaca di un disastro annunciato. Non perdiamo tempo e né stiamo dietro a certune trasmissioni “radiofoniche” via web sempre con gli stessi personaggi, solite storielle e salamelecchi da maimstrem(ing) etc etc etc cui fine è tenere imbottigliato le menti: pensa poi se si parlasse di fottografia, cosi dicono certuni sedicenti fottografi/webmaster della giostra per gli acquisti! Ma qui paisà trovi ciò che fa ancora un impenitente Sessantottino. Sì perché 10 100 1000 Genova sono in agguato mortale

Man


Ps. La sera del 22 Settembre 2018 intorno alle venti e trenta transitando sul ponte chi scrive avvertì chiaro e sicuro un tremolio dello stesso, che attraversa quotidianamente, parte calcar pedibus e con mezzi pubblici, e chiese l’intervento dei VVFF che giunsero con certa celeritas: forse Genova docet!

more: Carabinieri.pdf (0.59 MB) Denuncia_noname.pdf (311.3 KB) Ponte_perizia.pdf (0.69 MB)




E più che scriverne ampiamente convinti, circa l’avanzata dei tablefonini, surfando in Rete eccoti l’ultima “reincarnazione” e ci sfugge il Karma…Quindi eccoci al Samsung Note 9 cui altro non possiamo dire, almeno a vedere foto e video, che della sua buona resa, cosa questa che la dice lunga su quel che attende, appunto, da qui a qualche annetto l’universo immaginario collettivo: Nikon hai voglia a ricreare ex novo la tua miirroless, giacché come brand appartieni al passato. Anzi casomai guarda in casa del tuo “nemico” Canon. E fai mente, chessò, alle sue stampanti domestiche…a dirne una per tacere o del suo “standard” video con reflex s’intende.
A proposito ma non ci sono prezzolati santoni proni a pontificare che le “senza specchio” al confronto del blasone reflex (ma con visione “aerea” per chi intende di fotografia) sono prodotti di serie B? Strano che le professionali Oly & Pana stanno lì e anzitempo a dimostrare l’esatto contrario. Beh certo per questi scritturali onanisti, e tengono pure famiglia annessi e connessioni varie, mo’ che arriva la Nikon priva di specchietto a quarantacinque gradi, abituati come sono ai novanta di gradi, il culo mes amis, cosa s’inventeranno e quali salti tripli quadrupli delle “sorti magnifiche e progressive delle senza specchio” che due secondi prima avean sputtanato avviandosi alla cassa di bar sport?

Man

Five things to know about the Samsung Galaxy Note 9's camera
search
pages
Share
Link
https://www.manunzio.it/diary-d
CLOSE
loading