Compravamo pane e...lampadine flash



Tra la parabola di sinistra e destra passa un buon ventennio (pare che in Italia sia la misura del tempo Ventennale…da certo Palazzo). Epoche geologiche al cambio odierno digitale. Si noti la tabellina impressa sul flash di sinistra, marchiato ancora Ferrania made in Italy. Le impostazioni prevedono un tempo sincro di 1/25 oppure 1/30 (!) e pellicola di 80 ASA con relativa apertura di diaframma adatto per un soggetto “medio” o l’altrettanto notorio grigio Kodak 18% delle sue tacche: oggi usa ColorChecker Passpor. Tuttavia per certi lavori sul set fotografico si è inserito le “vecchie” tavole Kodak per facilitare il compito ai litografi digitali per la Chimera detta “bianco”. Immagine con iPhone 4 su cartoncino Fabriano 4 e bank naturale di finestra agostana di primo mattino


Si certo c’erano salumerie dove l’acquisto del pane era abitudine consolidata (i forni sfornavano come secoli precedenti e la mamma ogni tanto vi portava a cuocere di tutto, biscotti compresi…) e d’altronde la mattina presto era rito l’acquisto dal salumiere Amedeo di piccole pagnottelle fragranti per il tuffo nella tazza (enorme) del caffellatte prima della scuola; o per meglio dire, sì pane, ma accompagnato da biscotti Saiwa Bucaneve o Frollini…
E con pari passo, certo non mattutino, si andava da Foto Bucci il grossista della città a comprare lampadine per flash. Già proprio così. Si perché mica c’erano i flash come adesso che se andate su Amazon (vabbene pure noi l’usiamo con parsimonia) per pochi euro ve li tirano dietro (poi non lamentate se vi inondano per l’Eterno via mail dei loro consigli d’acquisti…) con o senza il famigerato TTL: ohh manco il calcoletto della distanza (obiettivo-soggetto) fratto l’altrettanto famigerato NG (numer guide) per ricavarne l’esposizione “esatta”. Macché su la slitta (hot shoe à la page) ci schiaffate un qualsiasi TTL et voilà le jeux son fait: Time is money e la vita breve è.
S’andava, quindi, dal grossista ad acquistare lampadine flash, tante quante gli scatti (risparmiosi) dell’evento: compleanni et simila. I temerari si spingevano finanche on street…Easy rider e l’Amerika (kappa kome killer) faceva scuola, certo per i danarosi.
Lampadine in formato mignon contenete, mi pare, magnesio e qualcos’altro che a contatto elettrico andava in combustione con tanto di “lampo”. Certo lampadine protette da lacca e non esplodenti…che immortalavano per l’appunto l’evento davanti l’obiettivo, quando non si poteva fare a meno del lampo. Infatti (noblesse oblige?) la regola voleva che anche di notte (!) l’uso della sola pellicola “tirata” a 1600 ASA altro che i moderni centoventottomila e rotti (i visori notturni e d’assalto da mo’ che esistono…) l’antesignano dell’odierno ISO: amerikanate…del Nulla

Man


Ps. Flash Cullman degli anni Ottanta e di pregevole fattura (un modulo poteva trasformarlo in TTL) che efficacemente qui illumina, su la destra, il set di vetri per still life; lampo schermato da foglio traslucido per disegno tenuto con due assi di legno a mo’ di finestra. La vignettatura è ottenuta in LTR come la conversione in bianconero

Cullman DC32

more: Flash.jpg (113.64 KB)

C’è chi dice no




E’ finalmente sott’occhi di tutti (frequentatori di bar sport compresi o la gran parte di teledipendenti) che il “buonismo” a salve dei migranti, è una luciferina strategia di riduzione a schiavitù: di chi viene (indotto) in barca e di chi vive all’approdo, italiani in primis.
E altrettanto noto adesso che a questo progetto “progressista” sia, non a caso, la cosiddetta e famigerata sinistra, ridotta a fumo solo a guardare le ultime elezioni, a dargli imprimatur. Sinistra che conosciamo magnificamente bene. Tuttavia da persona realmente libera (non portiamo catena al collo degli schiavi dell’Iddio Mercato a reti omologate) siam grati a questi nuovi “governanti” italici per la semplicissima ragione d’aver rotto l’incanto (la stampa obtorto collo si capisce è costretta a darne conto) e squarciato il velo ipocrita dietro cui si alimenta il traffico di carne umana, o banalmente la tratta degli schiavi da i nuovi (sempre quelli) negrieri negromanti: intelligenti pauca verba!

“Intanto, le ondate migratorie , frutto di una pianificazione irresponsabile a cui i tre Governi precedenti hanno collaborato , hanno rivelato il losco business e gli illeciti che sono saliti in superficie proprio dalle profondità del mare mediterraneo e che riguardano le navi ONG. Grazie alla determinazione del ministro degli interni Matteo Salvini che sulle azioni umanitarie nutriva fondati sospetti che la ‘mafia globale’ governasse tutte le operazioni da una postazione di comando esterna, la verità è venuta alla luce..”

Verità nascoste

Man


NB. Come ribadito in altro post il link non è necessariamente in linea con la nostra visione, tuttavia fotografo si è consci che la “realtà” può e dev’essere fotografata con tutta la gamma di ottiche possibili, e per quanto ci riguarda da sempre previlegiamo le grandangolari



Coincidenze, voi dite? Fermata autobus sotto una volta che non si decide se piovere o andarsene a pigliarlo nel c…ielo più blu come il giorno precedente e caldo. Si accosta una auto, e penso ai soliti e mattutini Testimoni che Wanda Marchi, venditrice on line televisiva, na ragazzata. No è una signora che mi invita a salire! Un pezzo di donna della mia generazione, sebbene la ricordi austera a tratti scostante, più longilinea e segretaria dell’allora PSDI (Partito Social Democratico Italiano) cittadino. Voi che fareste? Ci entrate anche perché un attimo prima un conoscente, che pure vi dava passaggi sino all’imbocco delle Scale mobili per il Centro storico cittadino…è scappata (vedendovi alla fermata) sfrecciato come niente. E invece la signora si ferma e mi dà il “passaggio”. A sto punto direte ‘mbé? Mbè ‘sta mazza poiché da ultimi quindici giorni, se qualcuno ha letto titoli e seguenti post una certa “signora” … e non s’aggiunge altro. E se a Berlino c’è un Giudice, vuoi vedere che in alto (dove?) qualcuno più che amarci, ne abbiamo milioni di contro indizi al riguardo, però si ricorda di voi? Chissà ricorda la vs. Onestà (altri e “signora” direbbe dabbenaggine) incrollabile, fra miliardi di bipedi…Ah sic transit (autoveicolo) gloria mundi!

Man


Ps. Era capitato con un tale molto distinto e gentile che dalla sua Espace blu metallizzata (il ricordo del fotografo, eh) mentre buttava il cielo acqua a catinelle…mi invita a salire. E poiché caso eccezionale, ecco, preferisco il passaggio e non ridurmi a pulcino goccioloni. E il driver mi dice di conoscermi mentre abbozzo un sorriso d’ imbarazzo per me che sono sufficientemente sfrontato. Poi la volta di un’altra donna, sotto il caldo d’Agosto…e quella volta che, finanche a Milano, fui scambiato per un altro: eppure non ho caratteristica saliente degli uomini fascinanti, sono un "tipo" questo sì, ma è altro dire

Slittamenti semantici



Photo © Michele Annunziata. Main Street Pretoria circa sette e trenta del mattino ante Parata del Santo San Gerardo insozzata e di bicchieroni di plastica da non credersi, “anteprima” di quello che attende il selciato una volta spentasi la parata, mentre corpi di giovani donne soprattutto ebbre di vino speziato caracolleranno di qua e di là per finire, forse, nelle braccia di qualcuno non meno pieno di bacco vino, a modica cifra.



AD 2018 Maggio il 29 per l’esatto. Festa di San Gerardo Patrono del Capoluogo lucano. E si ogni cosa deve essere messa sotto “protezione” che viene dai primordi degli umani.
Si prepara la Parata del Santo che ripercorre antiche storie come quella di Lepanto 7 ottobre 1571, la Battaglia contro li Turchi (oggi arrivano con i barconi Ong by Soros) o qualcosa che ha a che vedere con cristiani vs musulmani tout court. Ieri come oggi: crociate allora “esportazione” di democrazia occidentale oggi. Ma pur sempre rituale religioso la festa del Patrono (un uomo può non avere fede ma non sottrarsi alla religione diceva il buon Buonaparte da Ajaccio, Corsica Italia ante vendita dell’isola a li francise) e ne fa fede tutto il simbolismo messo in scena (messinscena?). E contraddizione che è tutto un programma. Sì perché per le vie cittadine sfilano le truppe “marocchine-turchesche-islamiche” che una volta erano scortate dai cristiani armigeri vincitori. E se una volta lo si capiva, oggi le stesse soldatesche infedeli sono ben oltre l’onore delle armi loro concesse dai “credenti”, tant’è che il Re della Festa è mica San Gerardo, macché. L’acclamato è Ciuddina nome che fa aggio con cipollina, la cipolla a turbate o questo a quella che nell'immaginario rima con “infedele” musulmano. Eppure le ovazioni lungo la parata cittadina sono per lui che passa nientemeno in carrozza trainato da neri destrieri e flabellati, stravaccato su cuscini di rosso raso si fuma pure il narghilè, da Pascià benedicente!
Anche quest’anno di sicuro sempre lui, adesso pensionato, il Pascià che abita poche centinaia di metri da chi scrive. Pizzo e tratto veramente “islamico” che una volta “conciato per la festa” è irriconoscibile da “infedele” natio. Una star che surclassa senza storia tutti gli armigeri e signori della Città che anzi a vederli più del contrasto sembrano dirgli “Eh alla buon’ora e mo’ arrivi”. Il germe del “pagano” inoculato (vaccini Lorenzini?) nella Festa padronale manco sottaciuto, anzi. E come una volta il vino, antico baccanale, si versa così l’odierno; solo che era sotto controllo e in sole osterie, adesso non più. A dir vero in sua vece più du ’nchistr’ (così chiamato il vino di queste parti quando gli si dà l’appellativo simile all’inchiostro, forte e sin troppo robusto) era d’uso la birra, Perroncini piccoletti e poi aranciate, limonate…una forma di autocontrollo che non aveva bisogno di Carabinieri per essere rispettato, vigilanza esercitata dai maschi a misura delle cose. Ecco adesso che le donne-danno-dannazione sono arrivate, il vino (naturalmente à la page più degli uomini) che tracannano en plein air da chioschi volanti lungo la Main Street detta Pretori modulata sul tracciato dei Romani, ha tutto ma proprio tutto le stimmate del rito baccanale: ordalia e sviamenti e stordimento a base di ‘nchiostr’. Una droga come un’altra per le giovani generazioni cui senso della storia è spento come essi stessi, ridotti(si) a meri consumatori tristi solitari e finali
Consigli per gli acquisti, va…

Man

Tota mulier in utero (torturatrice a capo Cia)



In mezzo le gambe (cui traggono identità di cosiddetto genere) via. Infatti quando il mainstream(ing) da mane a sera infinocchia il pubblico teledipendente, su le virtù salvi + fiche della donna-danno-dominio, la mena di brutto. E sì perché quando è l’uomo (represso masturbati nel cesso o muori sui cantieri?) a compiere una qualsiasi cosa, è il solito “maschio”. Viceversa o il 69 se pari scelleratezze le compie il diavolo del focolare (!) shhh state ‘bbone e la notizia sparisce dai radar: ne soffrirebbe la giostra degli acquisti.
Fuor di metafora l’uomo è biologicamente un assassino, e sia anche se alcuni poi ci mette una patch al sistema operativo umanoide, ma la donna lo frega quanto efferatezza da non dirsi. Dice maschilista? Grazie un po’. Tuttavia chi era il comandante, per restare ai giorni correnti, la capa di Abu Ghriab (edificio neanche a dire poi abbattuto come se, cadute le mura, nessuno ricorda più a quel luogo d’infamie, che i soliti teledipendenti pure han già dimenticato) una “donna” dagli occhi chiari lo sguardo truce e volitivo a nome Karpinski, macellaia dei prigionieri iracheni.
Adesso poteva mancarne? Certo che no, siché dopo Pompeo (?!) una con gonnella ai vertici! Conclamata torturatrice e delle proteste americane in streaming lì sott’occhi in Mondovisione.
Brava Dea Madre, se questa è “parità” di sessi luciferini: che dire? Ciò che diciamo e scriviamo da sempre, vale a dire che l’uomo&donna (maschi e femmine è altra cosa) sono la stessissima cosa, più ancora nel maneggio del potere. L’uomo per mezzo di questi incula, la donna se lo fa “appoggiare” per arrivare al Potere. Solo che questo è aggravato dal fatto di essere uterino: teledipendenti da non immaginarsi. Infatti…mala tempora currunt

Man


Un torturatore diventerà direttore della Cia?

Usa, Gina Haspel è il nuovo capo della Cia, la prima donna controversa per il suo coinvolgimento nelle torture

NB. Se è costretta a dirlo pure…Repubblica

Scandalo di Abu Ghraib

Stupri, botte, acqua gelata le torture di Abu Ghraib


Iraq, degradata generale Janis Karpinski per gli abusi nel carcere di Abu Ghraib

"Il mondo è governato da segni e simboli, non da leggi e frasi" Confucio




Tre giorni di battaglia campale eh gente. Si proprio così. Non ci dilungheremo come facevamo sul precedente manunzio.it. Anche perché quello che qui si dice è per gli incappucciati della Massoneria potentina che vengono a sbirciare manunzio.it e poi chiamano i pari incappucciati del Tribunale in Potenza…solo che noi il gioco lo conosciamo e dei “segni &simboli” non siamo secondi a nessuno, sebbene antimassonico per definizione e spiace per i “progressisti” alla Venerabile Magaldi, cui si attende con discreta impazienza (?!?) la seconda tranche, a salve, del suo monumentale (in corpo tipografico 18 che ne gonfia la paginazione di fuffa e pure il Magaldi tiene famiglia…massonica si capisce) Massoni a responsabilità illimitata.
Ah massoncelli di borgata è inutile, come stamani vi è venuto in mente, di farmi trovare (ma chi è il vostro sgangherato art director?) un pezzo di baghetta alla fermata del solito bus verso il centro storico del Capoluogo lucano con due tagli perpendicolari al lato lungo del panino da sembrare sagome di pallottole, seguito di denunce a Carabinieri per fatti di “certa cultura” tra amici & amici che da ben sedici anni non trova risposta per la cittadinanza e pubblico erario, dinanzi ad un “cantiere” che si doveva “aprire” il 15. 04. 2013 e mai sottoposto a sequestro cautelativo da parte della vostra Magistratura consenziente?

Man

Allahakbar



Fra l’immagine bianconero e colore passa lo stesso Abisso tra luce/tenebra. Due linguaggi incompatibili l’un l’altro per chi intende. Sebbene la malia del colore è più a buon mercato il bianconero è per palati fini. “O voi ch'avete li 'ntelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto 'l velame de li versi strani” Dante Inf. IX

Abstract
as an anatomic slab here explain how to manipulation through images, for instance, that it appears daily to television or news so-called immigration. A perfect fake news by NWO


A lagrimar mi fanno tristo e pio. Per carità niente di così aulico del Poeta, eppure…Set cittadino di una contrada che sembra di quelle inquadrature americane a schiera, e dire che una volta era incolto ma decisamente intrigante. La giornata si annuncia calda, assai. Bighellono de qua e de là tanto per scaldare la macchina e lo sguardo. Fuffa ordinaria quando decido di scavalcare la catena che delimita uno spiazzo abbandonato: qui le cose incominciano a farsi si sentire per restare a Dante infernale. Infatti c’è trippa per gatti: inquadro e scatto quasi in automatico, meglio come un cecchino, e dopo cinquant’anni vorrei veder il contrario.
Eccolo lì il soggetto, più ancora la materia grezza (nigredo?) da sistemare. Le acque di pioggia recente estiva ritirandosi han lasciato parte dell’asfalto come la battigia, insomma simil l’approdo dei dannati del Mediterraneo. Infatti la molla nel guardare la scena, meglio la messinscena, è proprio questa. Una scarpa? Eccola lì al punto giusto sotto un sole che alle prime ore è rovente, e sudo. Anche troppo, strano sarà la tensione d’inquadrare la scena (previsualizzazione Ansel Adams?) già in mente prima che svanisca: ancora un po’ di pazienza. Tuttavia uno scatto vale la pena anche alla sola scarpa che sembra quasi ossimoro. Ma manca a cerise sur le gateau, giro e rigiro sino a fondo pista dell’area dismessa. Sì quella cosa scura, mentre m’avvicino: ok il prezzo è giusto. Un vecchio giaccone incartapecorito vicino ad un bidone: alleluja. Il resto è facile da immaginare, meglio vedere.
Vabbene ma dov’è il pianto? Oh bella ma nel fare la foto: commozione? Manco p’ a capa. E allora? Beh il caldo la tensione come se le cataratte pilifere si siano aperte e tracimando sopracciglia il sudore, alé entra negli occhi e come Diluvio inondando gli occhiali…eppure scatto quasi non vendendo più niente. E a poco serve detergersi la fronte e gli occhi dal sudore. Per una settimana intera e collirio poi ce ne voluta per tornare alla normalità.
L’immagine è lì, parte di una serie, che dicono di uno “sbarco” mediterraneo come lo si vede tutti i giorni sui tiggì di Stampa&Regime. Solo che la messinscena da Mastro è a quasi mille metri di altitudine…Vo fregato pure sta volta babbioni!

Man


Ps. L’immagine, ancor più evocativa virata in bianconero come fosse reportage, è su Getty Images con tag…emigrazione

Pss. E che ci vuole a mettere in “scena” un attacco chimico sotto le telecamere dei famigerati “White Elmets” prezzolati, tanto il teledipendente mica sa e pure a saperlo da imbecille poi si comporta, dando altra corda al boia del Nuovo (dis)Ordine Mondiale che poi l’impicca come altri miliardi di umanoidi, a sto punto pare che ci provi piacere: de gustibus!

Fotogrammi prima parte, Don Gerardo Bucci




Abstract
here I remember an Era analogic in lab B&W, as print portrait in dark room and much more, as develop Agafcolor or Ferrania color negative, made in Italy, and Kodak color. All process that I remember it was make into a lab far town of provence of South Italy in 60's


Il portale corre a filo cardo pretorio da cui via Pretoria. L’esile luce dall’androne archivoltato scintilla su l’acciottolato i tre gradini e l’anodizzata vetrina che precede lo store e fotolaboratorio colore, sciccheria metropolitana anni Sessanta. Di là dalla porta ‘ntallia z’ Nunzio Rofrano “ragazzo” di bottega. Tutt’intorno scaffalature tarlate e vetrinette impolverate dove pisolano macchine fotografiche scatole di pellicole lampadine flash, album e buste dieciquindici accatastate.
Sigaretta, più che altro arco di cenere tenuto a sfida della gravità, mani in fremito continuo sui dorsi di fotocamere di pancromatiche FP4 Ilford, o ribobinati formato Leica P30 Ferrania di tignosi clienti p’ sparagnà, occhiali fumé sul naso adunco incornicia Don Gerardo Pecoriello detto Bucci alias Zatopec, in onore dell’etiope olimpionico di Roma, tarantolato fotografo in cerca di scoop urbani.
Dietro la tenda vermiglio che separa l’ingresso e retrostante sala posa la lampada, lare domestico sembra così, retroillumina l’opalino inclinato a 45° e fila di negativi per il ritocco, mentre mani spennellano mattolina. Nella penombra della sala di posa la camera su colonna ottonata che troneggia a centro sala, ne ammiro i movimenti dello zio sotto il panno nero che imprime su châssis seinove volti in fototessera, a cap’ sott’.
Un misto di euforia e trepidazione m’accompagna tutte le volte che, tenendomi al corrimano della scala a chiocciola, scendo al piano sottostante del lab dove, come in dissolvenza le plafoniere di luce opalina su pareti nero fumo illuminano a giorno, e rifratte nel luccichio cromato d’enormi cilindri (smaltatrici) da cui precipitano cartoncini bianconero, cartoline colore. Oltrepassata la soglia ed immesso in altra sala, sprofondo al centro della terra o l’interno del Nautilus, nell'attimo in cui spente le fioche luci inattiniche, lo scartocciare e buio materico, tanto si può toccare, è tutt’uno con la voce dello zio fotografo che a tratti sembra giunga da destra, ora da sinistra dall’alto finanche remote profondità della camera oscura, sino all’attimo in cui, finalmente, la lanterna rischiara livido tutt’intorno banchi, vasconi e la lunga processione di vasche verticali sormontate da spie rosso arancio per trattamento delle emulsioni sensibili Kodacolor Agfacolor e 3M Minnesota già italica Ferrania della dinastia Agnelli.
Caleidoscopio iridescente nel salone attiguo, dove sono le printer, le creazioni dell’altro “ragazzo” e brizzolato di bottega, stampatore che più dagli slope smanetta “nuance” ventiventicinque, d’un blu elettrico su i volti dei malcapitati sposi in posa e pronti per l’album.


Glossario

‘ntallià, muoversi o procedere a passi lenti, fermarsi e riprendere la routine

dieci (x) quindici, formato cartolina

p’ sparagnà, per risparmiare

sei (x) nove, formato negativo bianconero che poi veniva stampato a contatto (scala 1:1) ricavandone fototessere per documenti, carte d’identità ecc.

a cap’ sott’, sottosopra ed a lati invertiti in ragione della Fisica ottica

smaltatrice, cilindro (ne esistevano anche piane ed a doppia piastra girevole) dotato di resistenza elettrica interna, cui calore dissipato da lastra perfettamente levigata a specchio conferiva ai cartoncini, dalla superfice appositamente trattata e trasportati similmente a catena di montaggio, patina specchiante

ferrania era il brand nazionalpopolare del materiale sensibile, sebbene altre marche come la Tensi o Cappelli ne producessero, del portfolio Agnelli/Fiat, e che venne ceduta alla americana 3M Minnesota (al corrente è stata riacquistata da impavidi imprenditori e, rimessi in funzione i vecchi stabilimenti Ferrania nei pressi di Savona, pare continui con discreto successo la produzione di pellicole fotografiche negative ed anche Super 8 per cineprese d’antan)

slope, manopole che regolano la scala colore RGB o sottrattivi CMY a secondo della marca/modello delle stampatrici automatiche, ed altre regolazioni

venti (x) venticinque il classico formato di matrimonio, anche se agli inizi degli Anni Settanta l’album matrimoniale non di rado era misto: bianconero (18 x 24) e solo per lo scambio delle fedi e firme di rito in color. Ancora, prassi in special modo per i gruppi con gli sposi ai tavoli dei primissimi ristoranti ad hoc, o più sovente, condizioni socio-economiche, presso le abitazioni materne per l’abbisogna, veniva consegnato un congruo numero di stampe (13 x18 bianconero) da consegnare agli invitati ritratti.
Eccezion fatta, non solo per tutta la cerimonia a colori, per la giornalista Rai Celeste Rago nella cornice di Maratea, e dal pranzo faraonico che ne seguì a quei tempi, seguito da quattro fotografi tra cui chi qui lo ricorda.

In Era analogica e prima dell’unificazione sotto lo standard C-41 per il trattamento “universale” delle pellicole negative colore, le diapositive invece l’E6, ogni brand citato poco sopra, necessitava di sua linea trattamento, di vasche parallelepipedi verticali, generalmente da 35 litri, dove venivano processate (to process) le emulsioni.
Negative colori anche bianconero, poi stampate su cartoline dieciquindici, che ogni famiglia poi custodiva nell'album domestico a scandire il tempo e momenti particolari: battesimo cresima diploma, laurea o matrimonio e vacanze ecc,

Ritocco fotografico su pellicola seinove più ancora che semplice “aggiustatura” nel lisciare la pelle, cosa che oggi con Photoshop o plugin ad hoc, fa sorridere era qualcosa che si tramandava in sorta di iniziazione alla fotografia di ritratto tout court, basata ancora largamente in bianconero (impensabile farlo su negativi colore!) si esprimeva in puro e artistico artigianato, sapienziale. Siché le seinove dopo sviluppo ricevevano la mattolina, sorta di collante cui aderivano appezzut’ o appuntite grafite, abilmente mosse da mani che sapevano il fatto loro. A volte quale complemento, sebbene in formato minimo diciottoventiquattro o più ancora in trentaperquarata, il negativo veniva stampato al Siluro, un ottagono in legno a forma di ogiva cui luce morbida, senza condensatore ottico, conferiva alla stampa un che di hollywoodiano, o per meglio dire flou (soft screen) alla Luxardo

Presstitute




Abstract
the Presstitute, in case New York Times, that re-write a necrologic words to resuscitate Diane Arbus a woman photographer for New Order World, and for new Story of Photography to be dedicated a Big Mother or Satanas itself




Efficacissimo neologismo di un americano (Paul Craig Robertson) che leggiamo con piacere; giornalista e quant’altro che dà conto quotidiano del suo Paese, ossia United State of America, che da noi manco a pensare (e si farebbe peccato ma ci si azzecca alla Andreotti democristiana maniera). Conio sintetico di prostituzione della stampa o del maistream(ing). La cosa è partita certo non da oggi, diciamo che dal Sessantotto ha ricevuto una bella fiondata. Ma non è qui il momento.
E facciamo finta che i necrologi, il ricordo sia così atto “dovuto”. Facciamo finta che quello che si dice, e scrive, e tutt’oggi l’Élite usa a caratteri mobili come i libri d’una volta, significherà pur qualcosa e di stonato, no? No, infatti avanti e con i buoi a telecomando.
Insomma se qualcuno è andato a (ri)leggere step by step le cose ultime alla Weistein… Oh telecomandati lì fuori sostituiscono e riscrivono per voi la “storia” del maschio represso: uffa! Slogan sessantottino di Cia&Mossad “donna-dànno-dominio” dimenticata: ma da chi? Infatti, qui nel caso, se poco poco provate a sfogliare una qualsiasi Storia della Fotografia, le presenze femminili ci sono: eccome. Dalla Cameron prima, poi un zompo agli Anni Trenta del secolo breve, quella Leni…si si la “nazista” che dava del tu ad Hitler, cui controcampo nello stesso lasso temporale, metti chessò, una Dorotea Lange l’americana post crisi del 1929, una Lehman Brothers ante litteram ma non troppo, che fotografa ciò che era realmente la “terra promessa”. E così della Gerda dell’ungherese famoso, alias Bob capa. O della friulana pasionaria compagna di Weston Tina Modotti, che sul suo personaggio ci han ricamato tavole rotonde quadrate e pure a forma di “pentacolo”. E libri e mostre… E da ultima sparacchiando nel mucchio della memoria, l’italica Letizia Battaglia perché no? Ma New York Times edito dai Sionisti, chi cazzo prendete in giro?
Figuratevi che si sono (re)inventate una fotografa-tata ma si ma si la Vivian Maier che fotografa di tutto di più “ripescata” da un ragazzo appassionato di cose “vecchie”. Eppure tempo addietro, ad esempio, c’è stato un maschio (represso masturbati nel cesso, eh Emma Bonino pro Soros?) che quanto a “cose vecchie” a nome Atget: dico a ste zoccole sioniste del New York Times ma andatelo a prendere…Già dove se ogni lor buco e orfizio sfondato è di sifilide? Grande Madre zoccola(ta) di zolfo più che di Chanel 5, il gioco è scoperto!

Man

Diane Arbus Gets NY Times Obituary 46 Years After Her Death



Julia Margaret Cameron

Tina Modotti

Dorothea Lange

Leni Rfstal


Gera Taro


Letizia Battaglia



Ps. Eleonora Giorgi, vecchia sessantaquattrenne riplastificata volto e zinne cadenti, in una sua ultima intervista a telecomando ed a proposito di “violenza” su le donne (sarebbe ora “dietro” le donne tanto per cambiare la solita menata) dimentica quando sposò il Rizzoli figlio…poi straparla dei politici che l’hanno “stuprata”: ma a chi? E cinquant’anni fa sporse denuncia? Nooo e perché? Ahh che combinazione a scoppio ritardato, come la “attrice” Asia Argento. Che cosa non si fa per la carriera che così fan tutte: un pompino qua, uno là, una impalata per l’imprenditore cinematografico si sa mai. Le “donne” queste sono che pretendono di dare alle altre, che scelgono forse diversamente loro esistenze, buoni consigli alla Faber/Bocca di rosa.
Per menti a telecomando: uomini usano il potere per fottere, le donne fottono per il potere. Posizione contemplata nel Kamasutra basta saperlo e ricordarlo ai trenta-quarantenni acefali, a telecomando si capisce

Neve elettorale




Abstract
environment war is a choice of satanic New World Order, in fact at Rome an rare snow puts ko (out game)the Capital and railway italian for final mach (Armageddon or Final Battle) of the People sayed pizza spaghetti e mandolino


Se fai arrivare la neve pure a Roma: Kaput Mundi. Tra riscaldatori ionosferici e HAARP c'è poco da fottere. Guerre ambientali: vero generale Mini?
Fantasie si capisce. Quello che non si capisce, o per chi è sordo a telecomando, e che la neve e suoi connessi disagi cade (dal verbo che poi è difficilissimo rialzarsi) avviene a poche ore dalle cosiddette elezioni (farsa che la democrazia da mo che è morta) italiane. Certe combinazioni astrali. E non ci voleva molto ad immaginare che, dopo deragliamento annunciato alle porte di Milano, le ferrovie e non solo quelle qualcuno le avrebbe poste sotto stress per verificare quali e quanti altre falle può utilizzare per finire l'Italia. E qua mentre scriviamo nevica, alle nostre latitudini di montagna; una volta era divertente adesso è allarmante che l'ultimo Bus s'avvia alla rimessa e intorno tutto è desolazione: altro che poesia!

Man



Ps. Una volta si paventava la venuta dei Cosacchi comunisti ad abbeverarsi alle fontane di Roma, mo c'è il generale vento neve e ghiaccio ma non è comunismo: vuoi vedé che pure questa l'ha fatta Putin? E poi uno dice che non bisogna fare la guerra alla Russia, divenuta la neo Carthago...delenda est

La pentola ed i capponi di Renzo Tramaglino




Abstract
the big Brothers Googlle & Getty Images make a perfect agreement against the robbery of photographic images,, here in this case, but already music and any content multimedial, because business is usual as search is money



Il pentolame è il Kapitalismus quanto ai capponi…le umani genti che si azzuffano per finire nella stessa Pentola: si deve aggiungere altro. Sic transti gloria mundi.
E si perché il Kapitalismus mica è fesso, si allea con l’altro tranne fargli le scarpe al momento “debito” o infilargli la lama nella schiena, tertium non datur. No un momento: è datur altroché.
Ci spieghiamo. Le odierne guerre (tutto lo è) si combattono come poco anzi detto e con la “cultura” che oggi come oggi è Internet, mediato dal Grande Fratellone Google: par di sentirlo “Non avrai altro motore di ricerca all’infuori di Me”. Dio/Kapitalismus.
Ora fuori di metafora (?!) sino ad ieri in Rete ti scaricavi quello che ti pareva, annessi e connessi reati, ma qui ci si riferisce alle immagini, che sembrano più gratis dell’aria (aspettate qualche giorno ed a sera un omino di latta o robot vi conteggerà l’aria inspirata durante il giorno e relativa tassazione, tempo al tempo) poi il Kapitalismus si è accordato, momentaneamente, con l’altro: paga per vedere e se vuoi scaricare, pure! La qualcosa è in agrodolce: chi produce immagini e chi scrive è tra questi, quando se le vede sottratte o fregare dal Kapitalismus, beh ci resta male: no? Ecco che zacchete la “protezione” del famigerato copyright, ed uno resta contento anche se il Kapitalismus fa e continua più e meglio di prima: hai voglia ad aspettare le altrettante famigerate royalty (che inglese non è bensì miliardesimo loan, furto con eleganza semantica via, dalla lingua francese, ossia da roial, regale o del re: cheste spetta a me sul’ a me nient’ a te**) una briciola di niente ca va sans dire: das ist Kapitalismus stupid! Ma il rovescio è, appunto, che i capponi/umani/umanoidi se le suonano mentre il Kapitalismus fa accordi e mette in pentola i litiganti. Magra consolazione: il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi, forse perché non è il caso visto i grossi capponcelli o coglioncelli!

Man

Google Removes ‘View Image’ Button from Image Search to Protect Photos

**Masaniello canto popolare


royalty (n.)
c. 1400, "office or position of a sovereign," also "magnificence," from or modeled on Old French roialte (12c., Modern French royauté), from Vulgar Latin *regalitatem (nominative *regalitas), from Latin regalis (see royal). Sense of "prerogatives or rights granted by a sovereign to an individual or corporation" is from late 15c. From that evolved more general senses, such as "payment to a landowner for use of a mine" (1839), and ultimately "payment to an author, composer, etc." for sale or use of his or her work (1857). Compare realty.


Ps. Per i coglioncelli umani/umanoidi mica puoi dire il vero ché cadrebbe la giostra degli acquisti: sia mai! Devi indorare la pilloletta, o la turgida fialetta per l’anatomia del caso, e tutti son contenti. Certo se anche con atti “minimali” si restringono le libertà individuali, e nessuno fiata manca quelli cosiddetti addetti alla cosa, beh vuol dire che un Nuovo (dis)Ordine Mondiale è ben più che possibile e appetibile: avanti la prossima!

Cp 479 (Falso ideologico)




Non c’è di che meravigliarsi dei “tribunali” ove, lo dice a cartiglio il Tolstoj di Guerra & Pace, luoghi di ingiustizia. Ipse dixit! E quindi se lo dice lui, ma vale la pena, sempre a livello d’immagine tout court che questo resuscitato Diary compone ancora in un altro scatto, capire come mai il Procuratore Cassazione nell’aprire (e chiudere in fretta?) l’Anno Giudiziario, tace su certi altri temi come le morti su lavoro a scapito (è loro la graduatoria di parte non di chi scrive) dell’aumenta del cosiddetto femminicidio: esponenziale, a suo dire, nell’anno appena trascorso. E sia, ma l’Ermellino coadiuvato da Stampa&Regime o trasmissioni tipo “Amore criminale” su Raitre (ex Tele Kabul di Curzi il “compagno”) o di “Donne che uccidono” (gli uomini bambini etc) di un Canale che qui non si ricorda, offre una parzialissima visione della realtà. Un po’ a dirla (stessa regia) il caso a scoppio ritardato (!) di Weinstein… e la candidatura, guarda un'altra coincidenza, di “petto” del Ophran**. Tutto fa spettacolo, e meno male che si è nell’era dell’” ottimismo” alla reclame di Tonino Guerra.
Insomma Propaganda di parte, ma che il Procuratore di Cassazione cada nell’ascritto Cp 479 non ha altri commenti. Apologia, che è reato dovrebbe ricordare il Procuratore pro Dea Madre…Insomma scaramucce diPotere: o alzati tu che mi siedo io serial Femal: il giochino è scoperto! E meglio non dire...Miṡandrìa s. f. [comp. di miso- e -andria]. – Avversione morbosa per il sesso maschile Treccani/Online

Man


**Oprah, dopo i Golden Globes il sogno di correre per la Casa Bianca. Magari contro Ivanka.
Link


Cosa distingue l’assassinio delle donne da quello degli uomini



In Italia il tasso di omicidi maschili è di 16 per milione all’anno, cioè vengono uccisi più di 3 uomini per ogni donna uccisa. Sia uomini che donne uccidono in prevalenza uomini: circa 400 ogni anno. Le donne assassine uccidono nel 39% dei casi donne, e nel 61% dei casi uomini. Gli uomini assassini uccidono nel 31% dei casi donne, e nel 69% dei casi uomini. [Ministero dell’Interno, Rapporto sulla Criminalità, “Gli omicidi volontari”, Tabella IV.18, “Genere della vittima secondo il genere dell’autore di omicidio commesso in Italia tra il 2004 e il 2006”]
https://www.movimentolibertario.com/2016/11/italia-per-ogni-donna-uccisa-si-ammazzano-3-uomini/
Cinque milioni di uomini ogni anno sono vittime delle violenze femminili
http://www.ilgiornale.it/news/politica/cinque-milioni-uomini-ogni-anno-sono-vittime-1333858.html

Manipolazioni statistiche sulla violenza di genere

La violenza contro gli uomini è la violenza perpetrata contro uomini basata sul genere. Fa parte del fenomeno noto come violenza di genere. Nelle culture democratiche, la violenza contro gli uomini risulterebbe un fenomeno sostanzialmente equivalente, seppure meno noto, rispetto a quello perpetrato verso soggetti di genere femminile
Link

Femminicidio, i numeri sono tutti sbagliati
Allegato pdf

Anno giudiziario, in aumento femminicidi e stalker. La Cassazione: “Allarmante il fenomeno baby gang e abuso dei media”
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Lavoro: Mattarella, troppi giovani morti


Ps. Il “discorso” del buon Mattarella cui età incipiente fa brutti scherzi di certa memoria è lo stesso degli strali (a salve?) circa le morti giovani sul lavoro, o deve trattarsi del sosia/inquilino che abita al Quirinale?

Arriva il 2018, Mattarella: "Lavoro resta questione grave. Appello ai ragazzi del '99"
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more: Femminicio.pdf (342.11 KB)

Talent Gott mit uns



Abstract
show Talent Got America,format you watch on other brodcast televison around the World, is a stage like old Colosseum (panem et circenses for people applause) with more performers in own show make a tribute at Satanas like same film Metropolis of Fritz Lang, a freemasonry vision of New World Order


Il “format” è invasivo e lo trovate in Ucraino Cinese…’taliano: it's benedisse stupid! E quello Stars&stripes impareggiabile. Tecnicamente il Talent ha giusto ritmo e inquadrature sui volti di sole donne e del pubblico pagante in sala, festante e starnazzante: si sa come tira...le donne la giostra degli acquisti, eh avessi voglia e vai con lo zoom!
Insomma un moderno circo da impallidire "Panem et circenses" e sai la novità: da i bambini agli adulti, vecchi e vecchie danzanti, pronte per reparti ortopedici…ballerine, e magia tutto è spettacolo.
Una divagazione circa il personaggio, sembra catapultato d’altrove, la maschera Tape Face lo stralunato, muto e con nastro adesivo alla bocca da cui il nome. Muto e parco nei movimenti da mimo, come un Buster Keaton e Larry Semon divi ante sonoro, altro che Mr. Bean e Charlot, questi tirato a sproposito a viva forza a paragone di Tape Face. E meno male che il Talent è “americano” e se la memoria della giuria…
Chiusa parentesi, è il passo di ballerini latinos dal sangre muy cliente? Oh si per le americane in platea e le donne da casa. E delle giudicesse pinfine che dire? Parlano di testosterone, si, proprio dalla “bocca” scarlatta di una Heidi giudicasse...e la giunonica Mel B, nel video in link, fateci caso festante sembra dire al vicino giudice pelato, che poi le guarda dietro e basso ventre…che è tutta bagnata; così al minuto 3.46 del video Malevo. Chissà orgasmi in diretta di tutto di più. So’ donne: vuoi mettere?
Nastrini e luci una festa piena di Lux (stesso rot di luxuria) che qui centra poco cquale unità di misura della “potenza” d’illuminamento. No, qui la Potenza è chiara e manifesta: rosso fuoco con tanto di escalation. Finale (tra la folla, special modo donne che assistono alla performance, in delirio altro che Sabba sembra più una Messa Nera e rituale di sangue annesso. E dove i ballerini che caso muoiono tutti. Niente Male e il gruppo non si chiami Mal-evo? O l'anagramma Evo del Male, così al Talen Got America…yheee!


Man



Ps. Talent viene, guarda caso, dal Latino substrato profondissimo della cosiddetta “lingua” inglese
“An ancient denomination of weight, originally BABYLONIAN (though the name is Greek), and varying widely in value among different peoples and at different times”...see


Pss. Oh America da Amerigo Vespucci, sebbene Cristoforo Colombo (colombo-colomba da Babele) viene festeggiato a festa nazionale (!) proprio in America: ah benedetti grembiulini,

Talent America Malevo Final

Tape face Talent Got America




AVVERTENZA
come altre volte sottolineato i link non significano affatto adesione a chi li posta, ad esempio sovente Wiki, bensì un modo di fornire altre visuali: sta a chi legge e non altrimenti farsi opinione in proposito. E da qui, si noti ancora all'odiano cambio, la censura su Internet il passo oltre che breve è già operativo. Tipico di chi ha paura, i roghi medievali di Mammasantissima Chiesa ne sono esempio lampante, e del pensiero “unico-laico” del Web non meno bruciante di quello

Metropolis 1

Metropolis 2

Metropolis 3

Vendiamo noci




Abstract
a day in season of Christmas two young people at my door ask me if I want nuts


Bussano alla porta nel periodo natalizio. E d’abitudine apro ritrovandomi davanti due ragazzi. Quello che mi è davanti è il più spavaldo mentre l’altro già guadagna la scalinata ché ne ha udite di “risposte”. Quanti attimi passano non saprei, forse il solito scherzo della mente, tuttavia è mio l’imbarazzo - da giovane si era in un’altra dimensione spazio-tempo vendevo libri per la Mondadori sbarcando il lunario, così negli anni Settanta del secolo detto breve – conosco bene, intendo dire un diniego o una porta che chiude neanche il tempo di aprir bocca…Vendiamo noci, ossia nulla (un’altra volta una giovane voce di donna al citofono mi chiedeva se ero interessato a dell’olio) così l’altro giorno un pensiero che ti passa davanti come nuvole di Primavera mentre stai camminando e pensi a cose vaghe. Buona fortuna ragazzi

Man

Era ora!




Abstract
here speaking a practicable alternative of Adobe Suite, only to subscription use, from Open Source of million of users and programmers around the World



Abbiamo impiegato le prime ore del mattino, quando già scriviamo per un post, con un amico circa i fatti (abbondantemente descritti nel precedente sito, pure stesso manunzio) di come la “crisi” è creata ad arte. E denunciando, nel caso di specie, maneggi di “funzionari la Pubblica Amministrazione (cittadini dicasi!) cui siamo stati oggetti di indicibile oltraggio per aver denunciato (e comparse a stampa cartacea e online) “appropriazione indebita di pubblico erario”. Ma ne diremo appena le oltre 250 pagine di solo appunti vedrà la luce. Infatti fintantoché le “carte” restano al riparo del Tribunale di Potenza (denunciato a Catanzaro competente per territorio su quel del Capoluogo lucano) casomai “smarrendosi” come accaduto in precedenza (anche questo!) ma alla ribalta e mediatica di Stampa&Regime la cosa cambierà.

E veniamo a fatti più prosaici, va. Finalmente era ora che non se ne può più di Adobe e suoi famigerati “abbonamenti”: la Suite che da Phsop passa da Lightroom, da Indesign a Illustrator (Inkscape un diavoletto di alternativa Open Source valido) …
Si perché buone notizie vengono dal versante Open Source, e dove, ad esempio, una validissima alternativa a Indesign, ecco, viene dal fantasmagorico Scribus: free or whitout money paisà (!) prossimo alla milestone 1.6. E chi l’usa e da chi viene usata per il terraqueo, non è certo un Publisher anche se…di questo semmai per una prossima volta di cose impossibile che siamo riusciti a fare! In bella mostra: letterale.
Pshop che già vanta la beffarda mascotte Welby di Gimp, anche questo free, alternativa e il buon Infinity (abbiamo della stessa softhouse ‘l’immarcescibile Tonality altro che la Suite Nik ex Google oggidì DxO per chi capisce di fotoritocco e non solo) a pagamento: una frazione che manco arriva ai cento dollari! E nel 2018 rincaratosi in Skylumil già buon Infinity. O l’altrettanto valido On1 Raw ora 2018 pari moneta. O il Phase One e suo Capture One con tanto di allure per Fotografi very nice (dorso digitale e/o full frame) in “thetered”: o lalà. E Dx0 (che ha comprato la Suite Nick da Google e prossimamente aggiornato). Tutti ottimi programmi che non fanno sentire mancanza di Pshop. Anzi in casa Adobe c’è (senza abbonamento) Pshop Elemts giunto alla release 16, da leccarsi i baffi, con Livelli etc etc etc. provato ed usato quotidianamente con Lightroom vetusto 5.5.Lightroom, ecco, che adesso si incarna in versione Darktable (ora anche Windows e parla pure ‘taliano un miracolo se si pensa che la Guidi, si il Ministro Pubblica Distruzione con la quinta “alimentare” che manda bandi cui bisogna rispondere in lingua inglese!!! E provate la stessa cosa con Francia e/o Spagna!) lingue supportate, diversamente con l’abbattuto Italiano, nei documenti della Commissione di Bruxelles) niente male e da provare: sempre a gratis paisà! Vero che c’ anche un altro dato per morto ma rinato - come la Fenice dell’unico panino l’unico motore di ricerca…unico pensiero “babilonese”! – in LightZone

Man


Tonality

Darktable

Lightzone


32 years of uninterrupted ease of use, power, beauty and excellence: Amiga Forever 7 closes the circle between gaming, productivity and preservation of digital culture while adding new features and providing access to a universe of free and legal downloads.

Amiga


Ps1. In altre epoche c’era Paint Shop gratuito poi acquistato da Corel incarnato in PaintShop Pro Ultimate. A dir vero nella Suite CorelDraw c’è il sempre da tempo il sempre valido Photo Paint: un po’ come “avere” Pshop ed Indesign. E abbiamo pure fatte “cose turche” con Corel e sue famigerate “patch” già dai tempi di Win98. Senza scordare, ma tutti lo fanno, Amiga e sue applicazione da salto nel futuro come il Paint della italica Cloanto, Piant con 32 (!) letto bene colori e cose non meno “turche”. O dalla serie siamo già stati nel Futuro e non c’era Windows mentre Mac era il tostapane in bianco&nero!

Ps2. Amiga faceva girare un soft chiamato Scala con cui fare animazioni, titoli scorrevoli (!) che venivano usati su titolatrici (!) e genlock come a Canale5. Soft con cui sperimentammo magnificamente le prime applicazioni “on demand”: un prototipo computer-televisore (Amiga aveva un uscita standard Pal!) presentato all’allora APT di Basilicata. Una prima mondiale, cui si fece poco è perché il computer la cultura informatica e Manunzio erano, come sempre, molto in anticipo, sul pecorame

Ps3 Anche per il video c’è l’ottimo freeware Hitfilm Express, la Pro è a pagamento, alternativa più che valida a Premiere Pro e FinalCut X con il fatto che il soft gira, similmente a Premiere, su Windows e Mac diversamente da FinalCut X

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