Accatta accatta. Così il verbo buy it alle nostre latitudine. Vabbene è un francesismo e non dei prestiti ma qualcosa di più profondo e radicato: n’est pas! E’ una settimana che non se ne può più. E finiamo con la nostra ben più che modesta dissociazione lasciando tutto lo spazio libero ed immaginabile, oltre la cortina del Matrix: obey? Ma manco per i c…osiddetti per chi intende che il numero della Bestia è 666!

Ore antelucane

Man


Ps. Scusate poiché latino giudaico-cristiano l’odierno dì è dedicato a Venere in tutte le sue declinazioni per chi intende, e mica si può festeggiare Freia-Frida(y) della mitologia norrena!



Noi siam d’altro avviso siam bombaroli, eh quante volte detto e scritto da cane sciolto d’ogni vincolo e appartenenza, senza grembiulino e “obbedienza” che sia solo minimamente (anche) progressista pensa te. Senza catena al collo e padrone da bacia pile, tutto questo è Manunzio e sino all’ultimo respiro ché ce lo possiamo permettere, non solo fotograficamente, ineccepibili: formale & sostanziale. E nun ce ne po’ fregà de meno.
A questa overture con brio(che) mattutina con puntini sulle “i” e dopo la solita scorribanda da ascaro sul web, qui qualcosa che merita l’ascolto più che la visione, considerata l’immagine fissa, inquadratura. E certe parole, non mercificabili, rende l’ascolto più che consigliato con la solita avvertenza di sempre: after con il proprio intelletto, ecco, uno se ne fa ragione, e comunque alla faccia dei consigli per gli acquisti…tacci loro!

Man

Chiara Amirante racconta la gioia di vivere ogni giorno

Ps. In fin dei conti, come facciamo a sapere che due più due fa quattro? O che la forza di gravità esiste davvero? O che il passato è immutabile? Che cosa succede, se il passato e il mondo esterno esistono solo nella vostra mente e la vostra mente è sotto controllo? George Orwell




Ci risiamo. Altre volte (sempre) la nostra attenzione diciamo così va a quei fessacchiotti che la giostra degli acquisti fa, appunto, fessi. Vale a dire quei cretini di “colleghi” estensibile anche alla pletora di “amatori” della domenica e altri giorni si sa mai. Ambedue zoomorfi individui che stanno lì anelanti e sbavando per l’ultima full frame che gli consenta di vedere “pixel per pixel” senza sgranatura. De gustibus.
Ora con i sempiterni cinquepollicini di monitor smartphone (un po’ più su tablet ma sai che problema) resta difficilino capire se l’immagine è full-aps c-tre quarti e na gazzosa…Ah certo ingrandirla: e cosa? Cojonate a man salva. Ma. Già e se la stampi a trecento dippiahiahi? Corbellerie di chi in tipografia una volta, service sempre più digtal ha mai varcato soglia. E una stampa la si guarda a distanza, poi. E se proprio proprio na botta de maschera de contrasto alla Lightroom che è meglio: vuoi mettere?
E se invece la stampa in formato libro (sempre una figata si sente dire) è muraria come nel caso qui di specie? Nessunissimo problema.
E per i Santommaso a pagamento eterodiretti dalla giostra ecco qua: immagine da analogico in digitale su Olympus E1 Ammiraglia 4/3 con ottica macro da negativo bianconero Ilford HP5 135, o formato Leica che dir si voglia. Il sensore? Cinquemilionidipxel (su Jepg ché solo quello da sempre usiamo a 314 dpi di default Olympus, pronti per la stampa offset) sufficienti a tirar un cm 21 x 31 a mostra. Si perché di mostra in libreria (ci abbiamo il pallino o fisima o fantasia culturale fate vobis) e su carta cosiddetta photo, e mica la cartaccia su cui si è chiesto l’altrettanto detto provino: a sinistra con una nuance rosé a destra più fredda che va molto meglio ancor più nella stampa finale su superfice “perla”. Il resto è pura e semplice masturbatio che tanto aggio fa alla giostra degli acquisti…

Man


Ps. Chi poi ha visto le foto esposte, una strisciata d’alcuni metri, su nudo muro ché non amiamo le cornici da relegarsi alla pittura a metro quadro, è andato con la memoria a quello che le immagini tutte rimandava. Ohh ci è venuto pure un collega d’era analogica, con il naso quasi appiccicato su la striscia (!) è rimasto alquanto perplesso della “definizione”. E quanto ha saputo di come le immagini sono state ricavate…la testa come pendolo faceva, lui nikonista full frame...

Pss. Il preteso dello scritto è venuto nel sistemare l’archivio tra libri e raccoglitori di pellicole analogiche

La moglie ubriaca vino in botte...e uva nell'orto: niente più?




Abstract
excessive progress on pixel of digital camera determines many problem to solve, so brands in this case Fuji, make a pure escamotage, magician things, to continue selling



Veramente c’è ancora una postilla, anatomica da offrire al caso, al titolo. E sia. Sebbene orami tutto ciò che riguarda la cosiddetta fottografia, che refuso non è, anzi, è puro markketting (dall’italico marchetta a cert’ora della sera vicino i fuochi) vale la pena soffermarsi su una notiziola, diciamo così. In breve a forza di pompare con pixel ci si accorge che la cosa è poco sostenibile in termini di dimensioni. Pixel troppo grandi non è detto che sia un bene, anzi. E così con trucchi e barba trucchi si trova la quadra, o almeno un qualcosa gli somigli per non rallentare, ecco, i consigli per gli acquisti. Un po’ quei prodotti televisivi: voi continuate pure a ingurgitare, però con la nostra pilloletta…grassi & magri al contempo o della prova che Iddio c’è, come certi cartelli autostradali e in certe località…ci siamo intesi!

MAn

Fujifilm X RAW Studio

Anime


Abstract
soul entity like Sudek, a photographer go trough time and space and yet leave an aura for others, certain human people, that manage to capture the beauty of everyday "banality". Poetry? Perhaps but daily life makes of the "prose poetry" and reach the end of rope



Non c’è altro per certe presenze umane, Sudek fotografo della Repubblica Ceca, che attraversano il tempo e lo spazio e pur lasciano una scia per altre che ne riescono a captare nelle sue fotografie il bello nella “banalità” quotidiana. Troppa poesia? Forse, ma in un universo quotidiano che fa della prosa pure la “poesia” dall’ineffabile scatolotto televisivo o da “menti raffinate” dai social - controllati da Cia&Mossad: Facebook docet – che dire ancora…
Sudek chi l’avrebbe mai detto? Uno scricchiolo con una sola ala: provatevi così a volare su le umane miserie. Malaria e non altrimenti respirano i fotografi, quelli dallo sguardo oltre i consigli per gli acquisti.
Sudek dalle immagini siderali che spesso tolgono, deviandone il battito, respiro “inquadrando” le banalità quotidiane. Banalità, eh già…


The Intimate World of Josef Sudek

Man


search

pages

loading