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In-quadrare

Composizione s. f. [dal lat.  -onis, der. di componĕre «comporre»]. L’atto, l’operazione,  del comporre, cioè del mettere ordinatamente e organicamente insieme; e anche il risultato di tale operazione
Nelle arti figurative e in fotografia, il modo in cui sono distribuiti, organizzati e messi in luce i varî elementi figurativi, con riguardo soprattutto all’unità stilistica.

Più di così la “meccanica” del vocabolario, seppure Treccani, non va. E c'è da capirli, anche perché non è semplice. S'intende dire che dopo l'in-quadratura (mutuata dalla pittura e la dice lunga di come la fotografia non è un pero caduto, così, da un albero dell'Arte e la cosa è troppo lunga a dirsi) di certo non meccanica pure qua, con buona pace di un Vaccari e suo inconscio tecnologico pensa te, la tela del comporre (atto finale diciamo) è tutt'altra che semplice passeggiata. E nei secoli sono state date coordinate per in-quadrare quella “cosa” che si para davanti agli occhi (immagine della mente come dicono i freddi e algidi pensatori nordici?) e dargli senso. Vabbè si fa notte: il regista/sceneggiatore scrive quel che vuol rappresentare in “movimento” altrimenti cambi mestiere o si dia alla radio, sul set. Tutto a posto completo, no? Niente affatto c'è l'arena del montaggio, che non è altro fatterello “meccanico” manco fossimo in un officina di riparazioni (!) a fare bianco il nero e viceversa: qui non trattiamo della cosa, solo e sola - mente per dare idea di come il girato del caso, poi è in-quadrato nel prodotto finale. Certo fatti di stilemi codificati, però visto che siamo nell'anno di Fellini...
Viceversa al fotografo che tale voglia dirsi, sempreché le logore parole ancora conservino lacerti di senso anche comune, deve darsi regole e contro regole: queste non prima di aver assimilato quelle sino allo sfinimento di c...E se pensiamo che in-quadrare è uno step...e si lasci in pace Pornoshop e suo compare il Raw “che tanto s'aggiusta tutto a computer” sta mazza! Casomai s'affina a volerla dirla tutta, così un buon vino già sul filare...

Ps. Si parla di composizione una “cosa” che è poi il linguaggio fotografico: bestemmia per gli imparruccati bardi della penna-animale che ancora non si capacitano dell'invenzione della Bic-Modernità, figuratevi il resto

Pss. Il correttore ha "sistemato" Pshop in Porno...eccezionale come se il soft (dotato di inconscio tecnologico e diamo al Vaccari ciò che è suo) azzecca il recondito di Manunzio che scrive, e non cancella, poi uno pensa ciò che gli pare: errore di stile come l'acqua al momento giusto su la vite



Quando la misura è colma

Se come chi scrive usate il web non per acquisti, bensì per vedere che aria tira, ecco, allora vi accorgereste (se non già per chi occhi per intendere) che più spesso c'è insofferenza. Fotografica si capisce. Naturalmente per coloro che sono fotografi e non che ci fanno (o li han mandati). Sì perché ad usare il proverbio “il troppo stroppia” forse è utile a cura quell'altro “less is more”.
Evidente allora che molti (fotografi) sempre più tornano su, nel caso di specie, le cosiddette versioni “datate” di questo o quel software che non uccide e ne tiene in ostaggio la creatività, se appartenete a questa categoria (dello spirito?) Anzi basta sin anche dei programmi “amatoriali” per fare editing cinefotografico. E video? Ma compreso nel prezzo: diamine!
Why I’m Sticking with Lightroom Classic… for Now


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"If I had to choose between the worlds best equipment and no Vision, or a Kodak Brownie and my Vision…I’ll take the Brownie. Why? Because with Vision even a Brownie is enough. Of course equipment is important, but it’s not the key to a great image.

Ansel Adams said:
“There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.”

That “concept” or Vision is much more important than sharpness or technical perfection. Look at my Old Car Interior above, it was created with an 8 mp sensor. Would it have been a better image if it had been created with a 102 mp camera? It certainly would have been sharper, but I doubt it wou..."

NO WORD


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Vuoti a perdere

Giano bifronte, una discesa vista da basso è pure sempre ineludibile salita. Il sazio non crede (si dà ragione) al riun' (digiunante ob torto collo). E via di questo passo. S'intende dire che a fronte di una “scientificità” di quella e sola angolazione, veicolata dal mainstream(ing) vi è purtuttavia un universo di possibilità, se ci si ferma all'aspetto puramente fotografico. Ma siamo, come si scrive a giorni dispari, nell'universo-mondo fottografico, che è tutt'altra cosa. Fottere manu militari, cui essenza basa sul primordiale concetto di Proprietà privata (privare v. tr. [dal lat. privare, der. di privus «privo»]. – Togliere a qualcuno qualcosa che è suo, renderlo privo, mancante, sprovvisto di qualcosa che possedeva, che gli era proprio o a cui comunque aveva diritto. Enciclopedia Treccani) . Pare lunga la cosa stamani, eppure qui di “dualismo” si parla e va da sé in termini, per l'appunto, fottografici. E di donne sfasciate per mille ed un motivo. Ordinarie non certo la Upper Class che ha tutte le metodiche ante e post partum per ritornare in “carne” come prima e più di prima. E la dice lunga la chiosa in quel: “Together let us always remember: You don't need to 'bounce back'”. Anche così i satanisti globalisti, attraverso un atto di “natura” instillano la decadenza tout court. E quasi sembra udirli questi nostri, come dire, suggeritori dal retro-pensiero luciferino: “Ma che te frega...”

Un populu
diventa poviru e servu
quannu ci arrubbanu a lingua
addutata di patri:
è persu pi sempre. Ignazio Butitta


Man fotografo dal 1969


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Vabben' che sia moda

E di quella analogica o “ritorno di fiamma”. Oltre al fatto che la cosa certifica se non la morte lo stato di coma profondo della digital fotografia. Minchionaggine o meno che sia.
Naturalmente chi scrive non ha bisogno di statistiche a buon mercato e manipolate ab libitum per ricordare che il bianconero e di camera oscura è ottima terapia contro i tempi correnti, del verso l'Infinito ed oltre sennò sai che noia. Eh i satanisti sono in difficoltà non date retta a suonn' (non fatevi fuorviare) che il sonno di Stampa & Regime tout court genera mostruosità passate per ordinario. Poveri satanisti luciferini: dice ma c'è l'opzione Sansone. Vero muore questi con tutti i Filistei, ce ne faremo ragione e, comunque, verrano via pure loro...de gustibus.
Sia come sia ritorno di fiamma o meno per il Nuovo Anno (aspettatevi novità dal Diary) nulla ci vieta di mettere mano alla Yashica/Contax che sta su la capa, sì insomma il ripiano da dove si scrive, come a dire: e mo' ti viene nata vot' l'aulie (desiderio) della pellicola? Ah benedette fotocamere d'antan, silenti sì, mute non mi pare!

Man fotografo sin dal 1969


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No Word

“For me, the term “professional photographer” is cringe-worthy. I dislike the idea that just because I am paid to do something it infers that I have talent. I know this is not true. There are many, many talented amateur photographers out there who have a wonderful way of seeing and know how to turn that vision into great photographs. There are also many “professional” photographers whose work is boring, derivative and soulless. My self-esteem does not come from being paid, but from creating work that touches others. While I acknowledge that the term “professional photographer” is a convenient shorthand is still bothers me deeply and always has.
While it takes a lot of guts, discipline and a “bit of crazy” to build a career in photography it does not mean you have the ability to touch another’s souls with your pictures. That magic is rare and comes from somewhere that is independent of a paycheck.
Do me a favor: next time you introduce a “professional photographer,” try saying “talented” instead. It will spread a bit of joy on a photographer’s day, which might just help them create a bit of magic, beauty and love…”

“In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi più piccoli, l'avete fatto a me” Matteo 25, 40


E noi cosa diciamo?

Un giorno sì e l'altro pure a narrare, i racconti li fanno i michiapixellisti dopo averle bevute e dai santoni a salve nella Milano da bere, che un Mondo è finito. Chiamatelo ciclo sionista o come meglio vi pare: no, verso l'infinito è oltre non è più possibile; di una retta che corre all'infinito, sì, verso il baratro apocalittico. Ora se già per i “telefonini” audiovisivi meniamola così ci sono cosiddette ditte che riciclano, ecco, ciò che appena qualche settimana prima era una “killer” application tout court, figurasi per le Dsrl fullfremose ò la page, come ad esempio le Sony che è paradigmatico. Gentili signori che da duemila anni, giorno più giorno meno, tenete in scacco le umane genti, la “ricreazione” volge al termine: muore Sansone con tutti i Filistei? E sai che novità solo che ci abbaiamo gli anticorpi, vedi da “ultima” la Siria. Is+Ra+El uber alles? Bhe un'altra volta...e avanti popolo!

And yet it felt like it did. In addition to releasing cameras at a faster pace than anyone had ever attempted before, those cameras all had new features that legitimately made their predecessors feel outdated. At first, this felt bad to Sony users. I remember many of them lamenting to me that Sony was moving too fast, and that they felt the need to upgrade cameras more frequently than they would update their cell phones. That kind of cycle felt unsustainable for the consumer.

Sony’s Incremental Updates: Are We Reaching the Edge of What’s Possible?


Man fotografo dal 1969



'o peret'

Tria sunt genera petorum. Petus, Contropetus et Petus cum rotella. Petus fetat sed non tronat. Contropetus tronat sed non fetat. Petus cum rotella fetat tronatque. Merda.
Dunque a Nasheville un tale, che Iddio ce lo conservi sotto salamoia, si perita di essere fotografo; e così da buon americano (senza passato triste presente ed apocalittico futuro) spara (sai che novità in ogni accezione) na cosa che un peto, per l'appunto, è già qualcosa di più "tangibile".E così pronamente qualcuno ne da "conto" dell'impresa via web...dalla serie che s'adda fa pe campà

Photographer Turns Symphony Hall into the World’s Largest Darkroom


Man fotografo dal 1969



Sdoganamento

La giostra non s’arresta casomai si converte, forse più di Saulo su la famigerata Via di Damasco. Strada maledettamente indigesta alla “grande” coalizione che l’ha preso in quel posto ma che Stampa& Regime che il giorno prima a reti omologate veicolava i liberadores Al-Qaida et simila ante cattivone Assad il siriano, si guarda dal “obiettivare” al popolo bue e teldipendente.
A capo, quindi, il fatto che i telefonini sempre fotografici & videografici possono far benissimamente le scarpe alle altrettanto famigerate Dsrl, anche i cosiddetti ambiti, quali le cerimonie tout court. A latere ma non troppo, il matrimonio del secondogenito fratello lo si è “fotografato” con Epson 850 Z da due milioni di pixel, tanto a ricordare gli smorex a telecomando. Ora non si sta dicendo che una Epson etc etc etc, s’intende che hic et nuc un telefonino fa cose egregie: provatevi a fare un A3. Quindi anche stampato un matrimonio nel classico album domestico: ci se ne accorge? Vero per i disonesti a telecomando: dovete, però, usare il microscopio per scoprire differenze “abissali” con gli zombie attrezzati fullfremosi o mezzoformaggiosi alla Hasselblad e consimili! Uno si diverte come può, basta intendersi. Di certo la “torretta” del nuovo iPhone 11 (che ricorda altri tempi quando su l’Ottomillimetri era d’uso ugual torretta normale-grandangolo-tele) fa buone cose. Dite? No non ricevo mazzetta da Apple…e quello in uso, nella tasca del jeans, è un 4S regalato dal figlio maggiore, che fa cose egregie anche con “occhiali” o lenitine aggiuntive dalle aberrazioni da culo di bottiglia: eccezionale!

Pro Wedding Photographers Compare iPhone 11 Pro to Canon 5D Mark IV

Man fotografo dal 1969



"Having become reliant on “What You See Is What You Get” live view or EVF shooting, I now found myself struggling with the lack of instant feedback on exposure, white balance, focusing accuracy and overall framing. There were too many unknowns to deal with and I had to rely on two basic yet crucial factors to survive this session – 1) my own experience, skills and instincts as a photographer and 2) faith in the camera..." E noi cosa diciamo un giorno sì e l'altro pure?

Equipment failure in the field: a practical challenge

Man
Fotografo sin dal 1969



Photo © Michele Annunziata


Icone d’un tempo. Riuscire ad afferrare l’ora che fugge, diceva Mario Trufelli caporedattore Rai3 (presso cui magazzini sono ancora conservati reportage in 16 millimetri come direttore della fotografia) è salvo. Infatti: fotogramma di reportage 1978 occupazione delle case, che all’epoca era un dramma trovarne per giovani coppie, oggi è parimenti senonché non ci sono giovani, se non iscritti a qualche Ur Lodge latomista o figlio di medico-avvocato… per sposarsi e tante case portano Fittasi e qualche volta temerarie Vendesi!
E per fare un reportage su gli “homeless” obtorto collo si dormiva in sacchi a pelo, mangiavamo dai fornelli improvvisati quando all’alba arrivarono in forze le cosiddette Forze di Polizia…una vittoria di Pirro, tant’è che buona parte degli occupanti poi ricevettero in “dono” proprio gli appartamenti occupati per necessità. Altri tempi senza dubbio con partiti di opposizione che ci lucravano a beneficio del “popolo” come poi avvenne nel Compromesso storico, cui vittima sacrificale fu però il Presidente DC (Democrazia Cristiana) Aldo Moro fatto fuori dalle Br che come l’Isis in Siria è pagata dagli United States of Amerika (kappa kome killer).
Adesso quei ragazzi sono quasi cinquantenni e la mamma mia coetanea che si è mantenuta così come in fotografia: potenza del metabolismo femminile!

Obiettivi Yashica

Man


Ps. L’immagine è su pellicola Hp5 Ilford di Contax Rts e grandangolo 24 mm Yashica: ripetiamo ancora una volta il fatto che nei primi anni Settanta secolo trascorso, la prima crisi petrolifera indotta portò molte aziende europee a “globalizzarsi” in Oriente. E tra queste la storica Contax costruita interamente in Giappone aumma aumma da Yashica un marchio sparito; avvenne così anche la joint venture Leica-Minolta, oltre a ricordare che alcune ottiche venivano dal Canada, e lenti Zeiss. Contax-Yashica a condividere pari attacco baionetta, ossia interscambio di ottiche un po’ come Olympus-Panasonic prima 4/3 odierno Micro.
Fotogramma “scansionato” su Olympus E1 Quattro terzi con ottica Macro Zuiko alla “stratosferica" risoluzione di cinquemilioni di pixel, mentre i minchiapixel se lo mettono…i giovani onansti digital fotografi nientemeno!



Bianconero? E perché no...Repetita juvant: il bianconero non è una “desatuarazione” men che mai “filtro” alla Instagram et simila. E' una Categoria dello Spirito. Punto. E' Linguaggio fotografico. Doppio punto e anche su la “i”. Giovani leve fatene una ragione, di vita. Ecco. E non si transige: amate il cosiddetto colore? Oh peste vi colga.
Il Mondo, dice qualcuno, è a colori solo che la realtà (?!) in bianconero è. Resta tuttavia il fatto che pur nel taste “corrente” certe immagini bianconero, per l'appunto, si lasciano guardare. E finanche assaporare, se immaginiamo il gusto anelante (movida?) alla McDonald's: intelligenti pauca verba!

Man

NB. A sinistra nella pagina sottostante per vedere i vincitori delle "sezioni" basta un clik su Series e/o Single...
Winners

L’ora è fuggita…




E con essa pure la più banale logica, se così si può dire ancora. Si perché a furia di “gadget” si è perso di certo il ben dell’intelletto. Un po’ come ricordare lo sketch anni Sessanta della Rai in bianconero, dove il duo dell’epoca Tognazzi-Vianello parodiavano ante litteram i tempi correnti, con l’accavallatore. Sì un pezzo di legno, sorta di killer application, che doveva servire ad “accavallare” una gamba sull’altra sostituendo ilo naturale gesto che ognuno, maschi e femmine, compie quando è il caso! Mirabile, solo che poi accavallata la gamba di Tognazzi lo si vedeva allontanarsi verso il fondo, chiusura dello sketch, saltellando a mo’ di canguro perché non era ancora stato inventato lo “scavallatore” …
Infatti siamo ben oltre la parodia di accocchiare (mettere insieme) l’analogica manovella con il soft a schermo, senza ricordare la tavoletta grafica…per operazioni di editing solo con, qui nel caso, Pshop e Lightroom. Dalla serie che s’adda fa pe campà. E naturalmente c’entra poco la fotografia ancora e cosiddetta “digitale” à la page…

Man

Palette editing for Pshop & Lightroom

Ps. Le tavolette grafiche o lo “standard” Wacom sono ancora lì per dare una “mano” ai fotografi in post editing, e più ancora grafici, vedi Cintig in pratica un monitor de facto abilitato a tavoletta, tanto a ricordare che c’è già l’aiuto del caso…
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