Manunzio




Lo sguardo del fotografo
Ci passate più volte davanti la scena, e non trovate a fotografarla. Poi. Dopo c'è una Luce materia (già essenza del fotografo quanto tale o sedicente di sti tempi questione di lana caprina: intendiamoci dipende da quanti “fallower” vi seguono, dopo aver stipulato regolare contratto con certe “entità” delegate in grembiulino) che titilla.
Luce che rende “quella” architettura, tutt'altro che felice scuola media, tuttavia un attimo dallo scorrere del tempo ordinario; e se a quella, vi passa davanti come un film qualche ricordo di altrettanta scuola: che dire? La “metatisica” è bella che pronta e non attende altro che essere immortalata, parolona ad effetto ma in un circondario che basa su l'effettistica il suo status, senza scomodare sta volta McLuhan, quanto a scatole/contenitore e nientemeno messaggio!
No lì, immagine di cover, vi prende “come una donna” cantavano i Pooh, sì, nazionalpopolare siam, no? Mah!
Sia come sia tutto l'incanto della luce non può che travalicare il dato di fotocopia; non solo e tanto fisica, quanto mentale: il solito ponte 'americano fotocopiato ad libitum, ci siamo intesi come certi poveri criceti a girar ruota. Certe assonanze come la Giostra: consigli per acquisti va...

Ps1 Meta-tisica dal greco Manunzio: aldilà della “tisi”. Vabbé ci abbiamo provato a fare un calembour “dotto” anche perché dovete pur dimostrare (!?) alla Munari & Co che un tempo siete andati a squola: devo virgolettare?

Ps2 In piccolo l'originale (!?) come una Epiphania...che tutte le feste porta via? No banale “apparizione”: ex abrupto? E chi può dirlo!

Ps3 E qualcuno, solito eterodiretto, potrà dire: ma è un disegno, via. Ma come in universo stravolto ad arte, sottosopra e soprattutto senza regola se non la notoria del Marchese del Grillo (Io so' io e voi nun siete un c...) ci fate la morale disegno-fotografia? Se non vi garba c'è altro da fare: Munari questo eterodiretto è suo cliente con tanto di messaggio-codice canale di Sicilia...volendo con ricezione a piè di lista prima di arrivare alla cassa dei corsi o workshop di lei su fottografia! Il raddoppio per chi intende, se vi pare



La Giostra

Il sentore ce l’ha, eccome. Cosa? Lo sbiellamento più che scricchiolii già sinistri che menano per l’aere maligno. Lasciamo stare tabelle e tabulati della caduta verticale della “fottografia” digitale, che come si gira gira è de facto tecnologia vecchia del Novecento, e per averne ancora idea riguardate le prime analogiche fotocamere ingravidate dal digitale, molto terrestre, cose che pure le pietre sanno. Telefonino Uber alles, no? Perchè il telefonino lo puoi “bloccare” all’istante per difendere la “democrazia”. E ci si ferma qui. Intelligenti pauca verba.
E veniamo a strani “ripensamenti” se si pensa che un dì certuni negromanti (Negroponte?) pontificavan: “Ogni diciotto mesi signori, si cambia” ai giorni del “computer” detto: 286 poi 386, Pentium I II III da far verso a Von Braun (poi acquisito nazista bell e buono dagli Yankee per loro missioni lunare...negli studi di Kubrick da Odissea nello Spazio.cinematografico si capisce).
Diciotto poi e vuoi vedere che: 6 + 6 + 6 il Nome della Bestia apocalittica?
Sicché pur di vendere, la giostara , questo il senso, il consigliore influencer a pagamento per gli “acquisti” si veste da suggeritore (eminenza grigia è meglio?) accorato e disinteressato, per i gonzi. Tant’è, dice, meglio vendere, casomai una entry-level, che l’idiota di turno riesce bene o male a capire, che l’ultima Camera XYZ che ci ha pure la presa per il caffè: Espresso breve succinto e compendioso, not half liter and drops of caffeine Yankee Style.
Che s’adda fa per la Giostra degli acquisti, dicono, sennonché in caduta più che libera obbligata è l’intero Think-tank giudaico (manco a dire!) cristiano-greco romano. Una minoranza dell’Umanità!


(Copia & Incolla se vi pare)
The Camera Equipment Beginners Don’t Need
https://petapixel.com/2024/02/08/the-camera-equipment-beginners-dont-need/


Ps. Photographers must learn to walk before they can run….E paragone per paragone la mente vola, ecco, al famigerato Twelve (Undici kabalistico!) September A. D. 2001 di quei bravi dirottatori che non sapevano far muovere un Piper però guidavano, vedi mamma come mi diverto, un jet che poi era una missile in Computer grafica camuffato da aereo sciatosi sul altrettanto famigerato Twins Tower, però guidavano un jet facendo fessi il Norad or North American Aerospace Defense Command: che mira + culo. Così lo trovate scritto in carte medievali!





Fotografare sembra facile e prendo a prestito a modo mio dalla réclame Bialetti, la macchinetta del caffè domestico quotidiano anima dei ‘taliani e non ditelo ai ‘mericani che stanno facendo na brutta fine, uguale uguale a li romani d’un tempo: chi è cagion del suo male pianga se stesso!
Immagine scriviamo così al posto di fotografia, e si fa notte e il tempo è danaro dicono gli Yankee.
Sia come sia due immagini (la stessa per modo di dire) a confronto per dimostrare che la “fotografia” è ben altro che “voi scattate che al resto ghe pensi mi” di Kodak memoria. Tutt’altro e motivo in più per ridire: stampate da voi i “fail” che di diman non v’è certezza. Vero è che tutto è un casino di prezzi alle stelle, carte inchiostri e stampanti che non la comprate tutti giorni, certo. Niente da ridire, ma comprate un obiettivo in meno una nuova fotocamera o come vi pare, risparmiante e non vi fate il sangue acido ché dopo alcuni giorni più che mesi l’acquisto è prezzato (usato) meno della metà della metà, eccezion di brand(y) simil Leica-Hasselblad e molto poco altro che ricadono, comunque, nel mito e questo fa aggio su tutto. Sono certamente ottimi attrezzi e ci manca pure questa! E non è questo quanto, si ritorna, sul fatto che sparagnat’ (risparmiati) soldi vi mettete a pazziare (!?) con la stampa, croce e delizia non c’è dubbio. E non basta i cannati di base ICC + carta ché il gioco è più sottile, complicato ora ora non più ma se non provate e riprovate a “buttar carta” c’è poco da “imparare” e le Youtubate vi fan venire la nausea con i loro “consigli” precotti e naturalmente prezzolati per la Giostra acquisrti.
A noi. A sinistra lo scatto originale su Ektachrome Epr 64, ottica 24 millimetri più che buon vetro Yashica innestato su corpo, mi pare 139 Conatx o RTS prima serie inizi 70 secolo scorso. Conversione digitale via E1 QuattroTerzi e 35 millimetri Macro Zuiko, ci dovete azzeccare il giusto diaframma-definizone-pixel etc etc. Questo su lato puramente “tecnico”. Ma con in testa ben altro si è provveduto a ri-arrangiare quanto basta alla narrazione fotografica. Anzi a dirla tutta a me paiono due scatti che più diversi non si può. Orizzontale taglio perché in origine doveva entrae in un slideshow cinematografico millenovecentoventipermilleottanta, poi…L’illuminazione-previsualizzazione è il fatto di “trasferire” l’immagine su supporto cartaceo. Ma vi rendete conto della cosa, no? Analogico-digitale-aggiusto per stampa. Un triplo salto mortale, roba da circo più che stampa. Senza dire che il tutto deve “trasmettere” qualcosa a chi in buona misura tene a cap’ p’ spart’ e recchie (orecchie usate per dividere solo le orecchie) così l’avevamo già scritto su un numero di Progresso Fotografico a proposito d’una kermesse meneghina in via Monte Napoleone con il fratacchione Maurizo Rebuzzini (in tuta da cacciatore, mah!) scendere le scale come una Vanda Osiris dell’androne già apparecchiato per la panza, attorniato da paraculi milanesi famelici tout court: noblesse oblige!
Ancora e di ritorno: verticale la sinistra, orizzontale s’è detto, la trasfigurazione (manco fossimo al Rito cristiano per antonomasia) per un tempo andato, caldo pomeriggio estivo, gioco di Monete Rosse del Poeta Sinisgalli da Montemurro qui vicino. Tutto qua. Forse, si capisce



Un anno lungo un giorno

Parafrasando, mi pare di ricordare, Francis Ford Coppola da Bernalda (papanonn’ origin si capisce) in provincia di Matera.
Tanto di tempo è passato per ritrovarsi, sistemati in scatola a prova di tutto luce e umidità compresa, dei pezzi di carta, e che supporto per bacco, passati nella Pro 200 di Canon, sì, la stampante dei “dilettanti” e noi forse non lo siamo ci vien detto da mane a sera famigli compresi? Solo che lor signori non sanno (men che mai frega) che i colori ad “acqua” sono di una luminosità che i pigmenti pigmei plebei gli fanno un baffo e dieci anni trascorsi tra dye e pigmenti di gloriose Hp printer, eh.
E dunque un anno, dopo essermi dannato l’anima per il bianconero, che su carte non convenzionale o vi accontente o vi accontentate, da ultimo alcuni provini formato A4 bianconero, da una scatola di carte Ilford inkjet, sono la prova provata di tutt’altro che libere interpretazioni. Anzi alcuni supporti, poi, sono in tutto e per tutto sovrapponibile (specie la Baryta) alla gloriosa Galery d’antan. Non la multigrade, bensì’ in gradazione fissa n. due e/o tre l’una morbidosa assai l’altra un po’ più di contrasto. Bei tempi.
Allora, di nuovo, non mi si chieda come ché manco lo so, preso un bianconero (quello stesso di trecentoepassagiorni fa poi stampato su carta non convenzionale ma materica superficie Arches ) partendo da film analogico convertito in bit, e caricato “fail” su uno di quei soft on demand per “colorare” il monocromatico supporto: aprite cielo o devo scrivere l’idiota wow? Meglio scoperchiato un vaso di buon Pandoro non già nefasta a finale.
Certo poi in Pshop Elements (siamo dilettanti, no?) al “fail” bianconero convertito in color si è dato una sistemata al tutto prima della stampa “non convenzionale”. Incredibile.
Siparietto ma non troppo, ai tempi della leva che frappoco ritorna obbligatoria per la carne da cannone e per terza (ultima?) Guerra Mondiale contro la solita Russia: Napoleone-Hitler-Mussolini han insegnato un c...arroarmato!
Dunque da militare stavamo in un castello (!) non la castellana delle fiabe, quanto più noi modesti soldiers. E in quei lunghi pomeriggi estivi, siamo nel Mezzogiorno prossimi al mare, il Maresciallo del Reparto Foto-riproduzioni (quando uno, Manunzio, è perseguitato da Madame Fotografia!) si dilettava con foglietti di velina inzuppati (acquerello?) e con pennello a “dipingere” stampe in bianconero! The must paisà. C’erano ancora in circolazione cartoline postali (alcune le conserviamo ancora) con pari tecnica...solo che la “pittura” su carta bianconero sempre "non convenzionale" è un altro universo dal “colore” vero e proprio. Un qualcosa di inenarrabile per i minchiapixellisti specie a nome Sara Munari & Co.
Quid prodest? Semplice quando si intende trasmettere "qualcosa" e i pixel uno se li mette nel luogo deputato, ogni aspetto della "trasmissione" (lei mi capisce Munari) è funzionale a "cosa" si intende mostrare al potenziale fruitore e così facciamo contento nell'oltretomba Roland Barthes; oltre al fatto che già il Medium è messaggio (McLuhan docet) eh stamani Munari siamo di buona lena...


Ps1. Non c’è immagine alcuna a corredo del post né potrà mai esistere, computer umanoidi o men che sia, l’analogico e tast’ (not eglish but for soft touch) non riproducibili sRGB, Rgb Abobe 98-99-100...sonde calibrature e chi più ne ha la Giostra per gli acquisti ne metta

Ps2. Sul balcone tre (tria sunt perfectionem, eh) stampe A3 si asciugano dopo la passata di spray che ammorbidisce la patina “grigia” intrinseca sui supporti che non beneficano del solfato di bario ed altro per stampati à la page inkjet

Ps3 Anche questo ricorre sovente ma repetita juvant, abbiamo a bordo Affinity Photo per non parlare del vecchietto versione V (Canale cinqueeee…) Lightroom, e da dove si scrive il portatile mezzo-morsicato, anche il beffardo Wilber di Gimp!






REDDE RATIONEM

La giostra acquisti ormai in stato d'acuto parossismo (triste solitario e finale) fatta propria la massima “Muore Sansone & Filistei Spa” ottenebrata la mente di vino lussurioso by Davos; neuroni invasi da Morbo gallico sifillis, brancica caracolla mentre esala l'ultimo respiro1. Tutto inizia e finisce e parafrasando Battiato2...in un mondo di pazzi ...ci mancava pure l'Intelligenza Artificiale!

Photographer Recreates Simpsons Characters Using Latest AI Technology

https://petapixel.com/2024/01/08/photographer-recreates-simpsons-characters-using-latest-ai-technology/


Ps. Li segnaliamo i link poi va a sapé se l'algoritmo di Google (che non ci piace per niente) e non solo taglia e censura i non in “linea” secondo Vangelo Davos, boys, sempre quelli un giorno detti Chicago al soldo di Milton Friedman (quello che orchestrò via H. Kissinger l'assassinio di Allende e susseguente dittatura Pinochet e suoi “voli” su l'Atlantico o Madres de Mayo) oggi a novanta gradi dinanzi il Gran Sacerdote (ad ore) Klaus Schwab

1 https://www.youtube-nocookie.com/embed/RA5zHlWo1lA
2 https://www.rockit.it/francobattiato/canzone/bandiera-bianca/90676








Giove plu + vino ha tuonato

E uno dice: ah piove, no? Macché un sole di primavera per l'aere maligno indora che i boccioli son già quasi fora. Certo poi una bella gelata a telecomando. Ma non è di “mitralogia” eterodiretta che qui si dice. Certo, che l'acqua è poca e la papera (consigli della giostra acquisti) stagna, contrordine compagni. Commovente nevvero? Tick-tack avant e 'ndré dicono a Milano ora che i babilonesi di sempre s'accorgono, ma va, che “qualcosa” non gira (aropp' sta figur' e niente del Covid for example) per il giusto: vero Klaus Schwab e suoi Davos boy? Certo c'è, dicono, il Morbo-X dieci centomila e nessuno in rampa di lancio, BRICS permettendo e qualcuno glielo dica a sti signuri...


This isn't a story about new gear. This isn't a story about the latest shiny new camera with a breathless rundown of specs and features. This story will not convince you to go out and buy the trendy thing. No, this story will ask you to rethink how you think about new gear, and I will ask you not to look to others to decide what you should buy but to look inward to yourself...

(Copia & Incolla se vi pare)
One thing: Taking stock of gear and when to let go or lean in
https://www.dpreview.com/opinion/5028238853/taking-stock-of-gear-and-when-to-let-go-or-lean-in

Ps. E parlano proprio i Dpreview depravati! Lupi vestiti dal candido velame di pecore. Commovente e da che pulpito viene predica per gli acquisti, si capisce






Ubi major minor cessat

Nove o tre volte tre. Al sodo via non foss’altro che si batte il ferro quando è caldo. Dunque nel precedente, cui si rimanda c’era già la prova provata sempre del Nove che tutto l'ambaradan che ci ammorba, fottografico, è distrazione di massa della giostra per gli acquisti. E poiché qui sul Diary, invece, si cerca di dire (argomentare?) qualcosa su la fotografia, senza raddoppio, ecco che i conti tornano. E cosa? Semplice con i file allegati ai precedenti post richiamati ci si è recati dal Service che tutto fa tranne stampa fotografica: AutoCad. Sennonché anche la cartaccia per Cad risultante l’immagine d’ una pimpante Epson, da chissà quanti anni lì a macinare file e stringhe alfanumeriche, e “buona” l’immagine del set natalizio in cover. Ebbene i colori lasciamo correre, ma la definizione? Da non credere per una stampa cm 40 x60 che va vista a debita distanza, e non lo dice Manunzio che certo non è l’ultimo arrivato, bensì la Pisicologia, che errore non ma si fa notte, e sue regole di visone: prezzolate si capisce.
Sia come sia niente sorprese ché il 24 ML Yashica ha colpito, e affondato: si ma chi? Ma la Munari & Co, affondata con i suoi compari di Loggia e grembiulini del Pensiero Unico. Nove si è detto e Numerologia a parte, dimostra oltre ogni ragionevole dubbio che lo Yashica, via adattatore su Ep-2 Olympus Micro 4/3 è una accocchiata pazzesca.
Vero sotto la Contax (a sinistra) con Zeiss 50 mm a bordo la stampa del file di foglie post precedente; anche qui niente sorprese quanto a dettaglio pur sempre venuta su cartaccia per Cad. E il buon Zeiss 50 mm 1.8 non smente la sua bontà ottica, pur venendo dall’Analogica Era. Viaggiatore del tempo…
Qui termina il trittico o dei due Mondi che non si fanno guerra, bensì in mani sapienti da, non altrimenti, più che buoni risultati ad una frazione di ottiche à la page, per chi pratica la Fotografia che non è stessa cosa del Think-Thak Munari & Co. Anzi se la richiamata fosse onesta, a sto punto, dovrebbe chiudere baracca e burattini lasciare il condominio Myphotoportal e raggiungere un eremo per il resto dei suoi giorni accompagnata da nostra prece, e altro...amen!

Ps. Ne sono trascorsi ben cinquatacinque di anni, più di mezzo secolo c'est très chic, da quando ripresi la prima cerimonia e di battesimo con Rolleiflex e Agfapan 100 bianconero: sembra ieri!




Extrema Thule nostra salus
(Sequel della Ep-2 + 50 mm Zeiss)


Isola immaginaria d’estremo Nord europeo dove trovare albergo in caso di...fantasie medievali o portolani. Dunque l'immagine, va. E perché mai? Primo ché “si è” fotografi e non “avere” questo e quello della compulsiva società forestale: ogni riferimento ad Amazzonica che sia è voluta va da sé. Indi testare a fin di bene non meno come "scrittura", ecco, un vecchio compagno di avventure su corpo digitale. Intendiamoci qui il vetro-ottica è uno Yashica ML 24 mm a f. 2.8 già in pianta stabile su Contax 139 Quartz, gioiellino teutonico analogico.
Ottica autofocus? Ni. Infatti out-door durante lo street (e se la cosa accade, metti caso, in campo aperto si dirà rural photography tout court?) focheggiato su circa tre metri del barilotto a f. 8, allora altro che autofocus. E su pellicola Kodachrome? Stellare accoppiata. Ora dopo anni di “ospizio per vecchietti” via adattatore (si è già scritto) Yashica/Contax su la Ep-2 Olympus come pure Panasonic G9/Gh4 viene che è un piacere, e poi con il suo viewfinder montato, una Leica de facto. Vabbene si ha in borsa anche la Ep-5 e Pen-F Olympus con innestato Zuiko 17 mm f 1.8: Leica che volemo fa?
Certo ”La caratteristica dell'uomo moderno è quella di contraddirsi”. Si dira il solito Manunzio dixit? No, Leonardo Sciascia deputato radicale fra i passi sperduti del Transatlantico/Montecitorio d'antan. Sicché e se nel precedente Zeiss 50 mm si raccomada(va) non oltrepassare il diaframma f 8 causa diffrazione, vuoi tu che Manunzio non valichi oltre? Infatti e oltre le Colonne d'Ercole e senza alcun periglio, a f. 11 di diffrazione di un 24 millimteri che per “magia” diviene un “normale” raddoppio sul Micro 4/3: che dire? I risultati sono quelli che cantano. Cantare? sì, laude...


Link al file originale e ognuno valuti nitidezza complessiva a f. 11 di ottica analogica d'oltre mezzo secolo fa, nonché trama del fondale e non la messinscena


Ps. Ora si è adocchiato (preso ad occhio, sotto controllo) uno Yashica ML 55/2.8 macro cui bontà ne canta(va) Rino Giardiello di Nadir al fine di verificare per “divertimento” il “macro concetto” vs già (in borsa) 35 Macro 3.5 Old Quattro Terzi; e con anello adattatore via Lolli Adriano meccanica (a suo tempo acquistato adattatore Yashica/Contax per l'arzillo Zeiss 50 mm ma innestato su Gloriosa E-1 Olympus originale 4/3 e non già Micro 4/3 che è altra cosa) anche il buon Schneider-Kreuznach 50mm f2.8 Componon-S per ingranditore ma usato per fare macro stellare. E poi? Beh poi verimm' tra l’altro se tiene ragione quel vecchio trombone trinariciuto occhiuto e dispettoso di Vacchiano, e se regge l'America way of life Amazzonica creatura, pifferaio della giostra acquisti verso il Nulla. Il vintage di giovani Yankee scopritori di warm water qui non c'entra Nulla, ancora una





Teschio o skull per esterofili incontinenti, grotte cantine. Controra (ora contraria letterale) da Aliano in provincia di Matera. Scena così senza manipolazione Pshop o ricorso famigerata AI. Tutt’altro che riverberi, anzi, poiché le foto e di panorama di Manunzio sono piene all’inverosimile di “presenze”


Fatti che (s)fuggono o meglio in contrasto con il belame, si, pecoreccio cui Munari & C. per l’ammasso eterodiretto quotidiano menano per l’aere maligno. Repetita juvant, dicono. Manu militari, certo. E poiché questa zattera a nome Manunzio punto it, di fotografia ci si prova vediamo di scandagliare l’immagine in copertina.
“...finiamo qui la prima parte...” si diceva.
Il luogo o location say english è lungo rotabile (una volta, in questa contrada, il dialetto gallo-italico, dal francese route, pure così in quel idioma e stavamo per scrivere idiota che è stessa minestra babilonese riscaldata, di tutti e nessuno a nome inglese) da ŕota latina e italica ruota di sicura onomatopea...rrrr rotolante conduce ad Aliano circondario di Matera. Immagini tratte da superba bianconero reversal a nome Scala Agfa, che è ritornata** in formato (codice) 135 alias Leica o corrente FullFrame (che da quella prende indegno nome!) digitale. Riproduzione su GH4 via Wi-Fi thetering, ottica Zuiko 35 millimetri equivalenti via adattatore da Old 4/3 a Micro 43, e diaframma 8. E andare oltre, prova provata, la diffrazione fa sentire i suoi effetti morbidosi. Tavoletta luminosa da cineseria a complemento. Mondi analogico-digitale, “vecchie” ottiche che continuano a far del buon brodo evitando l’agguato mortale per l’anima, meniamola così, della Giostra acquisti, amazzonica o meno.
Infine triste ma vero sì è impiegato trent’anni, durante la stampa su Canon inkjet, per accorgersi delle “presenze” in scena e che la matita ne delimita i bordi. Assolutamente inimmaginabile quell’occhio che campeggia fra le erbe che non è una Photoshioppata o mortifera (per l’anima?) AI, tutt’altro. Significa? Niente di più e niente di meno di quanto scritto…Forse che non cercavamo l’ora canicolare da immortalare? Atmosfera nota con vetusto lemma termine “controra” emulo english after-noon, letterale dopo l’ora nona dell’orologio latino? Tre pomeridiane, o ancora la mal tradotta siesta, hora sexta latina, ora di passaggio dei sacrifici vs l’Iperuranio alle telluriche Potenze sotterranee? Il Mezzogiorno di Pan Satiri e corteo di Ninfe (che anche in pozze d’acqua se le lavano proprio in quel momento topico, e nessuno mortale può vedere la scena, pene, ecco evirati ipso facto ancor prima che accecati: minchia)? Mito amabilmente narrato, anche, da Roger Callois in Les démons de midi

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Ps. Noi dell’Occidente una volta era il Latino durato per circa un millennio a “cementare” le genti, diversamente dall’artificio (tutte le lingue, parlate, dette standard lo sono per definizione, codice alias ID) a nome lingua inglese: di Rito York o Scozzese umidificato e retto-inficcato è vexata quaestio che qui non si tocca

Pss. Vero, corre l’obbligo di citare Roba Apposta di Branco Fotografico che con sua chimica “inverte” tutto dalla carta fotografica a pellicole: di tutto di più. E altrettanto merita menzione BelliniFoto che ha "ereditato" la Ornano chimica (bianco nero e sostituti E-6 favolosi per inversione Ektachrome Pro 64 di Kodak, e pure le Fujifilm, via Jobo tank sperimentata de visu e de manu) di Milano









...chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto...

(Luca 16.10)



Neanche una nuova “realase” messa fuori che è già vecchia e morta. Dunque, qui parliamo di fottografia, purtroppo. Doppia voluta dalla Giostra degli acquisti si capisce. Una Panasonic a dirla tutta a nome G9 sostituita dalla recente “variante” II come per i virus e pacchia antivirus di BigPharma: tutti alla cassa!
E per quanto ci riguarda da poco l’acquisto d’una G9 prima serie: fatta bene e bisogna stare sul chi vive con quel “benedetto” pulsante di scatto, che parte già solo con il pensiero figurarsi con dito. Ma non va bene, dicono i giostratori, sebbene farci la mano niente male, anzi. E' la G9 per sport-avifauna animale di certi strani bipedi, urbanizzati. Ma non va bene, dicono sempre quei, in primis perché è piccolo: cosa? Ma il sensore e che avete capito! Ma si, il quattroterzi, un’altra variante per BigPharma va tu a sapè, molto monetizzabile, comunque. Ma non va bene, ancora, ché Full Frame non è : vabbene Pana ci ha linea Full Frame. Niii, detrattori ignoranti e prezzolati, non va bene perché il pieno formato è Sony & Canon: tiè e porta a ca’! Due, spiace Nikon un’altra volta.
Panasonic G9 che nel video da presso (link giù ultimo) mostra grazie ad una ancella (in cover, non la Munari spiace) americana con tanto di coso in mano bello grande, un duecento-ottocento millimetri molto penetrante, godibile e da leccarsi sino l’ultima stilla, a cose fatte, lingua e labbra che smonta i prezzolati pregiudizi di quei!

Corre l’obbligo di richiamare qui un altro affare per le mani, luogo comune (vale per ogni trequartista Panasonic & ex Olympus oggi OM-System) o summa teologica, che a ben vedere ed ascoltare soprattutto, auto-sputtana l’intero spot circa Iso e auto(s)focus. Tuttavia se c’è una feature, qui in caso di specie ma vale un po' per tutte la Pana, “giroscopico” per i poco orizzonti di gloria, o nient’affatto, a che serve la stabilizzante ottimizzata (sempre GH5 variante II) se il servile influencer trita e ritrita luoghi comuni già basse luci, se non di sfuggita ricordare la GH5 S ottimizzata all'uopo? Ma ché siamo diventati più che nottambuli fotografi, vampiri et simila notturni ululanti al cielo, che già con chiarore di stelle e luna qualche Iso in meno…
Finalino doveroso, evidente che qui si è parli d'un brand, sebbene la logica sottende tutto l'ambaradan digital su cui i costruttori tout court lucrano all'impossibile, almeno sino al trionfo non altrimenti, diciamo così, del "telefonino" tuttofare, caffè compreso. E la fotografia con unica consonante è tutt'altra cosa!

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Ps. La giostra, già. Due is megl’ che uan di spot para-televisivo andato. Sicché di giorno, metti caso, una GH5 liscia o gasata versione II. E vai che è un piacere. Di notte? Ma usi la “variante” GH5 S: due al prezzo di una. Anzi se fossi Panasonic e di questi natali, ecco, ci penserei come quello spot di due telefonini al prezzo di uno della Tim: uno per l'orecchio destro, e l’altro per sinistro. E c’è da scommettere anche un terzo, a breve, per il c...!




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