Manunzio



Ci avviciniamo a passi celeri ed inesorabile verso la fine senza se e senza ma. Basti poi pensare che Matteo Renzi a mezzo stampa dice testuale” Il Dpcm ultimo varato da Conte non è su basi scientifiche”. Un membro del Governo mica un pagliaccio qualsiasi. E d'altronde le banke crollano (motivo Covid a salve ma per grande reset progettato nottetempo a tavolino) e i babilonesi si impensieriscono, no paura no, gli viene pensiero perché almeno a queste latitudini c'è pronto, già con i motori accessi rollando in pista, un Drago, meglio Mario Draghi, sì quello del Britannia smantellamento stato italiano e svendita suoi asset. Presidente in pectore il Mario che cementerà in unità nazionale tutti ma proprio tutti i camerieri, vale a dire i politici tout court, come governi della “non sfiducia” in italiano involuto dell'allora Berlinguer segretario Pci; mancato compromesso storico per uccisione di Moro facitore. E tuttavia questa concordia a salve servì contro il “terrorismo” delle Brigate Rosse pagate da Cia & Mossad all'Hyperion di Parigi: oggi nelle piazze non ci sono più i rossi ma bande ben armate “nere” in ogni accezione dai soliti Servizi che scorrazzano con pari strategia destabilizzante del Paese Itaglia, scritto così. Stesso terrorismo, ecco, serale (mica di solo camion con bare notturne – c'erano realmente morti e non manichini?- si vive alias fake news primo lockdown a reti omologate) che una volta tanto la Meloni ci azzecca, circa i fatti dei soliti teppisti squadristi prezzolati servi dello zio Conte (mai eletto da nessuno) per emettere coprifuoco totale assoluto e morte di milioni di persone altro che Covid, propalato dall'attore Ricciardi eminenza grigia dell'inutile Speranza Ad della Salute, una delle tante che il già funzionante a meraviglia Nuovo Ordine Mondiale ordina per l'appunto. Il resto come avrebbe detto il buon sulfureo e trapassato Prof. Sartori from Amerika University “So' cazzate”. Ipse dixit e se trovate posto su un astronave in fuga dalla Terra, beh non pensateci due volte salite a bordo e buona fortuna. E non è una boutade!

"Uffa agli adulti bisogna sempre dire tutto" Il Piccolo principe, Antoine de Saint-Exupéry

«Mamma, sistemiamo bene le mascherine, che altrimenti ci sparano» ha detto un altro bimbo. Parole fortissime che non dovrebbero essere neanche pensate da bimbi così piccoli che come ogni mattina anche oggi si sono messi in fila ordinati per un altro giorno di lezione a scuola.

https://comedonchisciotte.org/mamma-sistemiamo-bene-le-mascherine-altrimenti-ci-sparano-militari-davanti-alle-scuole-elementari-messina/



Ps. Lungi da noi l'idea che in piazza e le italiche vie ci siano solo soltanto mazzieri assoldati sbirraglia varia come lanzichenecchi, tutt'altro. Anzi a loro, prima fila già deceduta del mondialismo luciferino, caduti sul campo la nostra più sincera solidarietà; casomai il rammarico che se svegliati prima, e non giungere a questo stadio finale, succede sempre così allorché l'indifferenza cessa solo e soltanto nel momento in cui qualcuno da dietro spinge lo “strumento” nell'orifizio lato B. Tutto è perduto tranne l'onore


Stampa e Regime in uno scatto magistrale: camera retrostante che inquadra il fotografo di corte della Casa Bianca, sguardo che contempla sul fondo (sottostante acquario simbolico) la stele, Obelisco trinitario: qui a “simbolo” potenza militare nella City of London e dintorni della finanza, il terzo in Piazza San Pietro, dirimpetto il Cupolone pietrino, il Potere Religioso: romana chiesa che è tutt'altro, infatti, da ecclesia che non abbisogna di svettanti obelischi babilonese-egizio



Stampa & Regime

Quando mai azzeccato è. Fotografo e Regime ancora meglio. Stati Uniti e fotografo di corte, stellare. Certo gli Yankee da sto punto vista non li frega nessuno, capaci come sono di essere spugne ai danni altrui, purtroppo. E d'altronde certi “testimoni” staffetta storia: che dire? Non è questo che interessa e per chi l'Occidente-giudaico-cristiano-greco-romano pur la conosce, cosiddetta storia babilonese, terminiamo qui.
Evidente che per rassicurare il popolo bue, dicono, qualche cosa devi pur dargli oltre il “Panem et circenses” o meglio continuare per altra via, quella dell'immagine “intima” del Regime qualunque esso sia per il terraqueo, e, s'è detto, in questo gli amerikani eccellono. E non foss'altro che a qualche santo pur dovevano appigliarsi come “nazione” costruita pur sempre a tavolino dai Frammassoni (Rai Angela docet) e si parlava di Nuovo Mondo, se poi ci aggiungi pure Ordine e pandemico per chi ha orecchi, intenda! Nazione che aveva bisogno di creare la sua mit(r)ologia con i cartonist ebrei in formato: Spiderman dott. Strange Ironman Superman ovviamente (che abbaiamo letto oh se ne abbiamo fatto abbuffate). Da quest'altro lato del mare Oceano gli Zeus Marte e Venere e tutto l'Olimpo poi traslato, che combinazione come gli Yankee che parlano “inglese” sin troppo latino, in Giove più o meno pluvinio (di sti cambi di stagione, come sarà contento il virus pandemico e più ancora i fabbricatori di fialette antivirali a gogo!) e gli altri due, per l'appunto, già tradotti per noi “latini” anche se di misto sangue Sannita-Lucano e proprio Pantheon. E in questi le arti di Calliope e affine? Non poteva mancare la Nuova Arte, all'epoca, della Fotografia. E anche qui, quando fanno a meno, gli Yankee, di essere emuli legionari sterminatori di popoli celti e non, tanto di cappello. Si vede (fotografia tout court) letterale per luce colore scelta ottica angolazione, un gusto, quando fanno i bravi e non di manzoniana memoria, condivisibile. Così nei documentari cosiddetti, la cura maniacale per la luce è roba loro: chapeau!
Veramente Stampa & Regime come il resto della cultura occidentale nasce già in Europa, tra Francia-Germania-Inghilterra, pure qui si vede il manico certamente diverso da noi italici (italioti?) che pure ci facciamo rispettare, ci mancherebbe: vero “venerabile” Gianni Berengo Gardin? Che cade a fagiolo o cacio sui maccheroni, sebbene oggi Venerdì, pesce. Mah. Berengo che proprio proprio non è di Regime, però l'averlo richiamato ci da destro e sinistra per ritornare a “bomba” dagli Yankee (go home riflesso sessantottino mai sopito, anzi, di sti tempi infami) e finire Stampa & Regime. Fotografo di corte si è detto che, tuttavia, una certa maestria accompagnata da malizia a piene mani è degna di essere riporta in “luce”. Perché virgolette? Come sarebbe a dire “virgolette”! Luce fotografia che sembra ossimoro, ecco, anche se manca delle “tenebre” per chi ha occhio: cicci belli questi nostri, qualunque latitudine, nelle Tenebre stanno mai come ora e mai come in questi pandemici momenti, per chi capisce. Altro che camera “oscura” e album di famiglia, ridens! E non ha ragione il Piccolo Principe nel ricordare che ai “grandi” bisogna sempre raccontare tutto: uffa!

The Way I See it
https://www.youtube.com/watch?time_continue=150&v=7L4ktHbelhc&feature=emb_logo



Ps. Potenza immaginifica che, senza scomodare McLuhan, scatola si fa contenuto in un terraqueo giunto allo spasmo finale, spiace per i babilonesi del debito e non sarà comunque una passeggiata tranquilla, e più come ieri



Metropolis (seconda parte)

Siché se in precedenza, fatto mente a quel Benvenuto campeggiante sinistro di landa metropolitana, una qualche coordinata s'è data per inquadrare il Portfolio di Manunzio, l'odierno step di riflessi-pozzanghere, declina Metropolis con immagini (metodica d'archivio così nel corso degli anni insieme alla fidata Olympus C-5060 WZ, poiché non servono pixel stellari e più del necessario) specchianti. Riflessi d'acqua di città stran(iante) dove l'elemento sorpresa rarefatta gioca, in controcampo, la apodittica – mente realtà quotidiana. E in barba, ecco, al rasoio di Occam venticello sotteso, sberleffo al diuturno politically (in)correct; soprattutto, e non meno, specchio (silicio) che trattiene il rifratto e capovolto delle pozzanghere. Caleidoscopio d' altri e altri ancora paesaggi nel fondo della memoria. E come in tutte le immagini di Manunzio (si presti occhio) alle correlazioni fra primo piano e sfondo; le “ombre” in apparenza, quando un contorno o silhouette è tutt'altro che banale “rappresentazione” giacché come il Piccolo Principe di Saint Exupéry: “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”


Ps. Su la sinistra la sagoma d'orologio impresso su l'asfalto come “sorpresa”


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Cibachrome (e non chiamatelo Ilfochrome)

Infatti così è passato alla storia (fotografica). Ciba e basta. Correva l’anno 1978 quando con due altri caballeros (fotografi) arrivammo a Mlan’ per il Sicof, così si chiamava il fotocinesalonedituttoedipiù.
Entrata a gratis per i fotografi di Mlan’ ma con noi a far cresta: sto piffero. Tanto facemmo e dicemmo e forse per disperazione altrui entrammo senza scucire un solo dané nella casba. Babele al confronto un giardino diciamo fatato per chi intende.
Breve allo stand di Ilford ci regalarono un borsone color “cacchina” lieve e con dentro tutti i manuali della Casa, e naturalmente del Cibachrome da trattarsi anche chez nous. Solo che i due caballeros si involarono allo stand di Hasselblad…i soliti esibizionisti a la page! Viceversa girammo in solitaria, sai che novità, alla ricerca di qualcosa che somigliasse a vaschetta termostata per il trattamento del Ciba. E lo trovammo, esausti, a fine giornata: mi rifiutai di tornare il giorno seguente in quella bolgia infernale, loro, sempre i caballeros e la Hasselblad! Insomma lor signori si erano mossi per la “svedese” e noi per tutto il resto e pure l’inglese, ecco, Ilford.
La prima serie di Ciba era dannatamente contrastata quella lucida (un filo di poliestere a mo’ di carta da stampa) un po’ meno la millepunti più maneggevole. Esperimentammo la Ciba e con discreti risultati, considerato che il Ciba era il supporto per le dia a muro, o gallerie fotografiche. Una pazzia se si immagina che la dia è già contrastata per costituzione fisica, diciamo così, e accocchiata al Ciba: ma l’arte è arte e va si rispettata! E sì era very nice per le gallerie fottografiche che già all’epoca fottevana alla grande (esempio Lanfranco Colombo Diaframma-Kodak in Via Brera de Milan’) e che digerivano la “plastica” Ciba per il semplice fatto che era carta di lunga conservazione grazie alla sbianca e non come la normale carta colori: si vabbè si fa tardi e per chi vuol sapere c’è Internet apposta. Uffa ai gradi, diceva il piccolo Principe, bisogna proprio dire tutto!
C’erano, tuttavia, dei lab che per la stampa Ciba creavano dal seipersei ai diecidodici (Gastell faceva eccezione con i ventiventicinque!) le “unsharp mask” che abbassavano il contrasto…ah come dite? Unsharp mask in Pshop et simila fa l’esatto contrario? E ben vi sta: fosse rimasta Urbi&Orbi la detta “maschera di contrasto” ok. No gli stramaledetti anglo-sassoni l’esatto contrario: allora atta taccatevi a sto c…ontrasto!
E tra i lab il mitico Graficolor all’epoca in Via della Bufalotta dell’Urbe. Uno degli stampatori filtrava (filtri colore per stampare) ad occhio nudo per stampe alla perfezione, indolenza romanesca a parte! E pure noi, s’è detto, ci provammo: senza testa colore ma inserendo di volta in volta nella “testa” dell’ingranditore o sotto l’obiettivo le gelatine, sempre della Ilford ché quelli di Kodak costavano un botto! Risultati artigianali nel senso autentico (a volte deteriore) di discreta fattura. Immagini a stampa che poi finivano su le riviste patinante e non: mica si poteva mandare in giro gli originali (nostri) seipersei di Zenza Bronica (altro mito). Vero è che i 135 si potevano duplicare a Mlan’ con la Duplicating Kodak, sebbene stramaledette filtrature poiché la pellicola era Tungsteno e bisognava filtrare né più né meno come per la comune stampa colore…eppure con un filtro di conversione (per capirsi la odierna taratura del bianco digitale!) anelli macro ottica Zeiss…casomai la prossima volta e se riesco a recuperare le prove, che stanno da qualche parte dell’archivio!
Man

Ps. La Ilford in seguito mise in commercio la seconda serie di Cibachrome, molto ma molto più morbido del precedente cui chimica andava smaltita in appositi bidoni e reagente per non far saltare, letteralmente, le tubature!



Dopo più di cinquant’anni di mestiere (mettendoci l’apprendistato precoce già con pantaloni corti Anni Sessanta) diresti essere diventato “cecchino” o ultimo podio in quei social fotografici: expert veteran guru eccetera. Yes I’m a sniper.
Sia come sia l’immagine che qui sta ben dice (anche senza scritta per i cretini a telecomando che non ci vogliono arrivare: tutt’ quant’ so’ buon’ a fott’ diceva in napoletano la nonna e non certo alludeva ad anatomie…) di un possibile Aushwitz libresco. O meglio la suggestione che quel cancello e binari produce. Poi c’è la nebbia a fare il miracolo, altrimenti si scoprirebbe il “trucco” di uno scalo abbandonato e proprio sotto casa: duecento metri più o meno.
Sarà pigrizia (!?) o cos’altro ma mettersi dal “vero” su aereo arrivare sul posto e fare una “fotografia” capirete non è per Manunzio troppo preso ad “inventare”. Capiamoci le virgolette sono l’unico modo per dire: attenzione! A cosa? Al fatto che le parole non seguono più alcun pensiero e/o concetto tanto si sono usurate e rese inutili, non solo, ma con la “realtà” pure virtuale…e ci siamo intesi.
Trucchi della mente: lì dal “vero” qui a migliaia di kilometri il “falso” e Quid est Veritas? E se pare una di quelle cose alla Manunzio, appunto, caschi male paisà non foss’altro che mission del Manunzio è proprio “giocare” sul vero-falso-verosimile come sempre!

Man


Ps.
Mente(nte) participio presente verbo mentire: verosimil + mente via. Ma se la mente già mentisce: che dire ancora?

Pss.
L’immagine qui posta non è della premiata ditta CaNikon, ci mancherebbe. E’ la solita Point & Shoot Olympus Camedia e non altrimenti. Per immagini così oltre ad annusarle per tempo (previsualizzare?) si va leggeri leggeri, e basterebbe già uno smartphone…
“Ecco il mio segreto disse il Piccolo Principe. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi” Antoine de Saint Exupéry

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Requiem Dsrl




Abstract
R.I.P. for classic photographic Era, from new device named Samsung S9 a smartphone with variable iris like any dslr or analogic camera d'antan



Sarà Samsung a battere il diapason o se si vuole l’Armageddon finale. Sì la fine, e non diversamente, dell’Era fotografica come la conosciamo sino a questo momento.
Certo non è che con l’avvento del diaframma sullo smartphone S9 del caso, reparto foto-cine, chissà mai quali sconvolgimenti apporterà. Ma sull’utilità del diaframma e boken e affini più che altro per palati insaziabili, retaggio di “fotografia” e di chi ancora non si fa capace che in palmo di mano c’è tutto ma proprio tutto per esprimere la pomposamente detta “creatività”, che è poi l’Araba fenice: che esiste ciascun lo dice dove sia nessun lo sa.
Infatti non è che, mo come mo, la pompinosissima (conio di fresco please) tecnologia si fan miracoli artificiali più del lecito: s’intende che se domani con un foro stenopeico…vabbè abbiamo già detto tutto, per chi intende che il numero della Bestia è 666. Uffa, diceva il Piccolo Principe, ai “grandi” (chi?) bisogna proprio dire tutto!

Man


Ps. Poi sarà la volta degli zoom ottici (al tempo c’è l’interpolazione via software a volte più che decente) a chiudere non solo il cerchio, ma metterà fine alla conta del pixel e chi lo tiene più…grande: vero Hasselblad da 400 Minchiapixel? Se tutte le immagini finiscono su lillipuziani, se confrontati a monitor desktop, schermettini alias smartphone che senso ha spararla grossa: e vuoi vedere che il buon McLuhan ci ha visto lungo, ecco, a ricordarci che il contenitore (in mancanza di altro) di pixel diventa "contenuto"...ideologico corrente o dell'Era post Mortem?
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