Manunzio



Dopo più di cinquant’anni di mestiere (mettendoci l’apprendistato precoce già con pantaloni corti Anni Sessanta) diresti essere diventato “cecchino” o ultimo podio in quei social fotografici: expert veteran guru eccetera. Yes I’m a sniper.
Sia come sia l’immagine che qui sta ben dice (anche senza scritta per i cretini a telecomando che non ci vogliono arrivare: tutt’ quant’ so’ buon’ a fott’ diceva in napoletano la nonna e non certo alludeva ad anatomie…) di un possibile Aushwitz libresco. O meglio la suggestione che quel cancello e binari produce. Poi c’è la nebbia a fare il miracolo, altrimenti si scoprirebbe il “trucco” di uno scalo abbandonato e proprio sotto casa: duecento metri più o meno.
Sarà pigrizia (!?) o cos’altro ma mettersi dal “vero” su aereo arrivare sul posto e fare una “fotografia” capirete non è per Manunzio troppo preso ad “inventare”. Capiamoci le virgolette sono l’unico modo per dire: attenzione! A cosa? Al fatto che le parole non seguono più alcun pensiero e/o concetto tanto si sono usurate e rese inutili, non solo, ma con la “realtà” pure virtuale…e ci siamo intesi.
Trucchi della mente: lì dal “vero” qui a migliaia di kilometri il “falso” e Quid est Veritas? E se pare una di quelle cose alla Manunzio, appunto, caschi male paisà non foss’altro che mission del Manunzio è proprio “giocare” sul vero-falso-verosimile come sempre!

Man


Ps.
Mente(nte) participio presente verbo mentire: verosimil + mente via. Ma se la mente già mentisce: che dire ancora?

Pss.
L’immagine qui posta non è della premiata ditta CaNikon, ci mancherebbe. E’ la solita Point & Shoot Olympus Camedia e non altrimenti. Per immagini così oltre ad annusarle per tempo (previsualizzare?) si va leggeri leggeri, e basterebbe già uno smartphone…
“Ecco il mio segreto disse il Piccolo Principe. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi” Antoine de Saint Exupéry

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Il fotografo è un voyeur, uno a cui piace guardare; ma non gli basta guardare, vuole possedere quello che ha guardato. Paolo Monti

Roba da matti però intrigante vedere scorre il circondario attraverso le “visioni” digitale dentro il pozzetto medio formato, nel caso è Hasselblad ma anche Rollei Zenza e Mammamya non farebbe brutta figura.
Si c’è un certo fascino discreto. E diciamola tutta: chi fotografa è un voyeur. Casomai la malattia è altra cosa, tuttavia l’Occidente non esisterebbe come “immaginario” collettivo (anche per fini meno nobili stile Cia&Mossad) e di controllo. Ma qui non è il caso.
Insomma sembra di quelle visioni orbicolari tra l’horror e il divertissement. E pensare che c’è stato un tempo che volevamo “fotografare” con una Camedia C 5060 WZ attraverso lo “sguardo” della nostra Rollei… o la fotocamera che fotografa la fotografia del cosiddetto reale, da specchio a 45° di Rollei. Roba da matti per l’appunto. Tuttavia intrigante commistione analogico-digitale, finto-vero: quid est veritas?


Occhio di vetro


Man
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