Manunzio



AV 10 anche Mac

Anzitutto andatevi a rilegger quanto già scritto: digitare in fondo casella Pte e vi rimanda a “la casetta degli attrezzi”, propedeutico alla comprensione di quando veniamo scrivendo. Cos'è anzitutto? Un mostro mai visto che ha un grave difetto, va detto subito, limite è la fantasia. Quattro colpi (niente a paragone di Premiere Final Cut Da Vinci che sono e si rivolgo ad altro pubblico) e voilà un filmato anche 4K che sembra na cosa irrinunciabile (per chi?).
Va da sé che il Pte così una volta nasce per mettere in movimento immagini statiche: no niente ossimoro. Immagini che prendono vita grazie a tendine movimenti flash così come in Era analogica avveniva con i proiettori diapositive in dissolvenza. E per chi ha mai visto, si riscrive ancora, una proiezione all'aperto senza maschere carnevalesche, d'estate con frizzante calice di vino bianco (lo passavano alla tavola dove seduti in tanti e con Berengo Gardin, oggi novantenne, si parlava di fotografia nei primi Work-Shop fotografici all'americana) e gli occhi a seguire il “filmato” di immagini fisse. Impossibile descrivere perché non c'è paragone alcuno con le fotografie e le video riprese: imbattibile, casomai qualche rudimento di psicologia a spiegarsi il perché torna buono. Una festa per gli occhi cuore fegato volendo pure...l'anima. Era allora la squadra Kodak che manovrava i Carousel e con musica sincro! Le immagine oltre che loro repertorio erano le nostre slide che di giorno a fotografare con Gardin e altri nomi sacri della italica fotografia, la sera...
Giunto su la piattaforma Mac, dopo tanta gestazione che quasi a finire sul nascere, eccoti un Programma appunto con la maiuscola. Alt un momento. Se pensate di mettere micio micio bau bau, fiori e flora varia c'è altro e pure a gratis e ci fate la figura che vi siete scelto. Viceversa se ci avete una scaletta/scenografia allora è tutta na discesa. Sceneggiatura non a caso: costruire uno spettacolo ed anche di pochi minuti, limite teorico 11-15 minuti che è tanto da stordirsi d'emozioni, vuol dire fotografare come farebbe un regista: piani campi e controcampo etc. E ci sono al riguardo degli Awards in giro per il terraqueo: vuoi tu? I soliti schifiltosetti italioti, non a caso ultimi, guarda caso quando a spettacoli che si consumano bene in Francia patria del Diaporama, si raccomanda accentate la finale che si incazzano li francisi; Germania non male anche perché li ci sono due mostri sacri di soft: Wings Platinum e M.Object che han il non poco difetto di girare solo su Win e pur se aggiornati in chiave digitale di quando, per l'appunto, circolavano i Diapo anzidetti. Bene pure l'Inghilterra con suoi circoli, in America boh. Ma AV 10 Pro si fuma a dir vero anche i blasonati richiamati: esagerazione? Scaricate una Beta Mac e poi se ne parla a patto che cani gatti canarini pappagalli e flora varia li teniate per una prossima volta. Fotografi si nasce, ecco, e modestamente lo nacqui così come Totò. Ipse dixit

Ps. Usiamo da anni il programma che gira, sino l'altro giorno solo su Windows, costa niente registrato e niente mefitici abbonamenti, e soprattutto un Forum che non ha uguali sul terraqueo: una risposta dal Team o dagli aficionados vi arriva manco fate click a spedire la domanda, cosa non da poco. E poi tutorial di un Australian poco Piteco, e di una chicca unica chiamato “stili” se vogliamo a paragone e lontano, azioni alla Pshop che si possono utilizzare ad libitum

Pss L'uscita per Mac mi alleggerisce la vista in ogni senso per mettere mano ad un progetto de facto già, seppure a pezzeti, messo in scena e ottimamente collegato come la famosa frase di HC Bresson, mira occhio cuore obiettivo risultato finale. Programma che azzera quasi il passo ideazione programmazione, cosa fattibile e per anni sotto Win e suoi programmi “caserecci” usati in maniera poco o niente ortodossa (Publisher, via Pdf utility trovata in Rete, per più d'una mostra conto Ministero Beni Culturali, o il libro stampato partendo da Epson 850 Z da file duemilionidipixelchebastaeavanza) come retroterra. La facilità del progetto e Av 10 Pro non deve trarre in inganno, non foss'altro gli anni a solo immaginarlo, due per fotografare e qualche centinaio di immagini formato A4 in sorta di story-board per la messa in onda: una volta Exe(cutable) per Awards oggi sempre più .mp4, non è inteso come video ripresa quando scatola contenitore, per il Web


Stampa e Regime in uno scatto magistrale: camera retrostante che inquadra il fotografo di corte della Casa Bianca, sguardo che contempla sul fondo (sottostante acquario simbolico) la stele, Obelisco trinitario: qui a “simbolo” potenza militare nella City of London e dintorni della finanza, il terzo in Piazza San Pietro, dirimpetto il Cupolone pietrino, il Potere Religioso: romana chiesa che è tutt'altro, infatti, da ecclesia che non abbisogna di svettanti obelischi babilonese-egizio



Stampa & Regime

Quando mai azzeccato è. Fotografo e Regime ancora meglio. Stati Uniti e fotografo di corte, stellare. Certo gli Yankee da sto punto vista non li frega nessuno, capaci come sono di essere spugne ai danni altrui, purtroppo. E d'altronde certi “testimoni” staffetta storia: che dire? Non è questo che interessa e per chi l'Occidente-giudaico-cristiano-greco-romano pur la conosce, cosiddetta storia babilonese, terminiamo qui.
Evidente che per rassicurare il popolo bue, dicono, qualche cosa devi pur dargli oltre il “Panem et circenses” o meglio continuare per altra via, quella dell'immagine “intima” del Regime qualunque esso sia per il terraqueo, e, s'è detto, in questo gli amerikani eccellono. E non foss'altro che a qualche santo pur dovevano appigliarsi come “nazione” costruita pur sempre a tavolino dai Frammassoni (Rai Angela docet) e si parlava di Nuovo Mondo, se poi ci aggiungi pure Ordine e pandemico per chi ha orecchi, intenda! Nazione che aveva bisogno di creare la sua mit(r)ologia con i cartonist ebrei in formato: Spiderman dott. Strange Ironman Superman ovviamente (che abbaiamo letto oh se ne abbiamo fatto abbuffate). Da quest'altro lato del mare Oceano gli Zeus Marte e Venere e tutto l'Olimpo poi traslato, che combinazione come gli Yankee che parlano “inglese” sin troppo latino, in Giove più o meno pluvinio (di sti cambi di stagione, come sarà contento il virus pandemico e più ancora i fabbricatori di fialette antivirali a gogo!) e gli altri due, per l'appunto, già tradotti per noi “latini” anche se di misto sangue Sannita-Lucano e proprio Pantheon. E in questi le arti di Calliope e affine? Non poteva mancare la Nuova Arte, all'epoca, della Fotografia. E anche qui, quando fanno a meno, gli Yankee, di essere emuli legionari sterminatori di popoli celti e non, tanto di cappello. Si vede (fotografia tout court) letterale per luce colore scelta ottica angolazione, un gusto, quando fanno i bravi e non di manzoniana memoria, condivisibile. Così nei documentari cosiddetti, la cura maniacale per la luce è roba loro: chapeau!
Veramente Stampa & Regime come il resto della cultura occidentale nasce già in Europa, tra Francia-Germania-Inghilterra, pure qui si vede il manico certamente diverso da noi italici (italioti?) che pure ci facciamo rispettare, ci mancherebbe: vero “venerabile” Gianni Berengo Gardin? Che cade a fagiolo o cacio sui maccheroni, sebbene oggi Venerdì, pesce. Mah. Berengo che proprio proprio non è di Regime, però l'averlo richiamato ci da destro e sinistra per ritornare a “bomba” dagli Yankee (go home riflesso sessantottino mai sopito, anzi, di sti tempi infami) e finire Stampa & Regime. Fotografo di corte si è detto che, tuttavia, una certa maestria accompagnata da malizia a piene mani è degna di essere riporta in “luce”. Perché virgolette? Come sarebbe a dire “virgolette”! Luce fotografia che sembra ossimoro, ecco, anche se manca delle “tenebre” per chi ha occhio: cicci belli questi nostri, qualunque latitudine, nelle Tenebre stanno mai come ora e mai come in questi pandemici momenti, per chi capisce. Altro che camera “oscura” e album di famiglia, ridens! E non ha ragione il Piccolo Principe nel ricordare che ai “grandi” bisogna sempre raccontare tutto: uffa!

The Way I See it
https://www.youtube.com/watch?time_continue=150&v=7L4ktHbelhc&feature=emb_logo



Ps. Potenza immaginifica che, senza scomodare McLuhan, scatola si fa contenuto in un terraqueo giunto allo spasmo finale, spiace per i babilonesi del debito e non sarà comunque una passeggiata tranquilla, e più come ieri


Click on

Leica...Cacao Meravigliao do gusto esagerao

Samba. Leica dunque, perfetto brand per fotografare l'innominabile ben oltre il “Viale del tramonto” di Erich von Stroheim: vabbè nato qualche kilometro più a sud del natio borgo Solms, umbilicus mundi della saga Leica, o della “modernità” fotografica. E qui ritorna le dolenti a farsi si sentire ancora una, dopo infame storia della serie 8 e qualcosa: qualcuno ricorda pari cazzate della Nikon 600? Oramai si salta tutto e l'ignaro acquirente fa da tester, si tratti di Leica/Nikon o banale “vaccino”: time is money e tutto si tiene. Insomma c'è di che ridere, o piangere fate vobis. A menarla diversa + mente una volta i “vecchi” eran miniere per i “giovani”. Sic transit gloria mundi

Leica Has Stopped Making the M9’s CCD Sensor, Future Repairs Impossible. Leica ha ufficialmente interrotto la produzione del sensore di immagine CCD

https://petapixel.com/2020/08/10/leica-has-stopped-making-the-m9s-ccd-sensor-future-repairs-impossible/



L’impressione complessiva è che Leica abbia licenziato una versione “beta” della sua telemetro digitale e che l’abbia data alla clientela da testare in un work in progress incerto e contraddittorio. La M8-2 pare aver colmato alcune di queste lacune, con alcune migliorie che, a pagamento, possono essere apportate anche alla prima versione (solo 1200 euro per la sostituzione dell’otturatore, 1000 per le cornicette luminose, e via così…)

https://www.nadir.it/ob-fot/LEICA_M8/leicaM8.htm


As far as image quality was concerned, there was one major gotcha though, which inexplicably made it past Leica's experten: infra-red sensitivity. Too much of it, to be specific. The M8 was very sensitive to IR light, which isn't major issue most of the time, but when it's a problem, it can be a real show-stopper. As reviewers found out, you'll mostly see it when shooting green foliage (which sometimes comes out looking too yellow) and black manmade fabrics (which often come out looking distinctly magenta).

Leica's solution - shipping two screw-in IR filters to all M8 owners for free - was really more of a goodwill gesture, and wasn't until the introduction of the M9, several years later, that the problem was actually solved.

https://www.dpreview.com/articles/6816924326/hot-mess-remembering-the-leica-m8



Samba. Nikon olio cola come grasso proverbiale
https://www.nikonclub.it/forum/lofiversion/index.php/t322130.html



Last update imperdonabile

Boschi della Turingia , intorno a Wetlzar, Germania inizio Novecento, paesaggio con ciminiera dell'unica fabbrica presente, la Optische Werke Ernst Leitz, mentre Oskar Barnack è intento a riprendere il panorama di tutte e otto le lastre della sua ingombrante macchina. E pensa d' immaginarla la (sua) fotocamera piccola, molto piccola tascabile e con possibilità di caricare la fotocamera con pellicola cinematografica 36 millimetri per ottenere “grandi foto”.
Oskar Barnack il giorno dopo chiede colloquio al suo capo, poiché lavora già presso la Ernst Leitz, nota in tutto il mondo per microscopi e cannocchiale: “Vada avanti e me la faccia toccare”.
Leica testimone di un Secolo, Leica/Bolis edizioni con Prefazione Gianni Berengo Gardin

Nasce così Lei(tz) Ca(mera) e il mondo non sarà più lo stesso. Weitzlar prima e in seguito il trasferito a Solms indicato come "patria": sì è messo il carro davanti i buoi!

Occhio come mestiere




Berengo Gardin è sempre un piacere l'ascolto e di un vecchio lupo di mare, del bianconero. E nella chiacchierata dai tratti irriverente (da un romano che t'aspetti de più) il sapere antico sapienziale dell'artigianato, ovvero sia di come l'immagine ottica dalla presa (su Leica M noblesse oblige) sino alla stampa era un che di alchemico: quante volte lo si scriverà deve ancora?
Il fatto stesso di stare al chiarore di una fioca luce (!) e cavarne dalla bacinella il più classico dei trentaperquaranta, limite estremo di un buon negativo 135 o codifica Leica appunto, è un qualcosa che non si può descrivere neanche con il più cristallino prosatore: un esperienza da presa diretta e null'altro che questo è l'alchimia del bianconero cui padroneggio il nostro Berengo Gardin non pare essere secondo a nessuno; anche senza la “dedica” di Henry Cartier Bresson, un Massone eclettico blasè, ma non ditelo in giro: n'est pas?

Intervista a Berengo Gardin
https://www.youtube.com/embed/nPQX84Mx8zk

Man


Ps. L'importanza di certi nomi non mai acqua fresca, ci mancherebbe, e quando il Maestro non ci sarà più tireremo dall'archivio in soffitta la lettera all'indirizzo del Presidente Azeglio Ciampi, e ministro Urbani Beni Culturali, ché concedesse il Titolo di Cavaliere per meriti di Cultura a Gianni Berengo Gardin, che il cielo lo conservi lucido e in buona salute ancora per molti anni

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