Manunzio


Ferrania



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Un po' prima della fine Anni Sessanta si andava, da questa landa, sino a Foto Bucci distante poche centinaia di metri, quando la città era ancora confinata entro le mura e delle Porte del Centro storico, grossista e pure laboratorio colore Agfa-Ferrania-Kodak con ognuna propria linea di sviluppo negativo colore non ancora omologate all'universale C-41 degli Yankee Kodak. Si andava, quindi, a fornirsi di sviluppo Ferrania (busta da sciogliere in litro d'acqua) per pellicola bianconero, e quant'altro per la camera oscura: la mamma aveva mandato alla Bagnini di Roma richiesta per l'ingranditore Durst J(unior) 35 adatto al formato detto Leica, una piccola sciccheria, ma non arrivava mai: possibile? Aveva tutto calcolato la mamma e il pacco lo trovai un giorno di ritorno dalle Medie sotto il letto e la Befana (allora e non Babbo Natale portava i doni) già da tempo passata!
Foto Bucci dove "stanziava" lo zio retrostante l'ingresso vetrina di macchine e ogni possibile ben d'Iddio fotografico, con in mano matite e mattolina la speciale “colla” stesa sui negativi seipernove usata per le fototessere: ritocco di visi che oggi Pshop e suoi tool per ammorbidire la pelle e togliere imperfezioni si fa in un click. Matite come bisturi affilatissime nelle mani dello zio e non abbiamo mai capito come provaci, ché una cosa per adepti pure questa, altrettanto erano i “misteri” diaframmi da usare sulle Rollei con i flash. Segreti e li si rubava con gli occhi facendo finta di niente per non prendersi il cazziatone tipico dei grandi!
E in un angolo del negozio la vetrinetta-tavolo ad elle separava, di là Foto Bucci e sua cenere-sigaretta a sfida della gravità: per inciso a dir vero il patronimico era Pecoriello, tuttavia, aveva conservato il “brand” Bucci...di qua del bancone-vertrinetta i clienti e su la sinistra in disparte accatastata FotoNotiziario (oggi solo online) e il mensile Ferrania sfogliata con avidità per apprendere fatti ed attrezzature ante Internet natu est...


Da sinistra a destra la famiglia Olympus e su la destra, or ora, la new entry FZ300. La C-5060 WZ (a sinistra) è quella che per anni ci ha accompagnato con bello e cattivo tempo in ogni dove, tant'è che l'archivio di 285.00 file è venuto su grazie a questa incredibile camera Olympus, nome che è una garanzia ancora oggi che non “esiste” più per le note vicende del brand. La seconda (da sx) C- 5050 è una non meno incredibile “Leica” con il suo trentacinque millimetri equivalenti full frame alias 135 di Barnack memoria. F 1.8 lente e pari apertura che si costruiscono solo e soltanto in questi giorni che pare la nuova Gold rush per i brand ancora in vita; la C-8080 CCD by Kodak ancora oggi con “solo” otto-mega-pixel comunque stellare. Infine la FZ 300 Panasonic con ottica Leica che non è uno scherzo, anzi, parente acquisito di Olympus, avendone adottato anche il sensore MicroQuattroTerzi



Il problema (di non poco conto)

La cosa è lunga e la dividiamo. E allora C- 5060 artefice dei 285.00 file d'archivio digitale.
Anzitutto mai avuto un problema, e la soletta porta batterie, per giorni interi uno dietro l'altro ha sempre erogato energia per il suo lillipuziano sensore, incredibile.
Ora per chi è nato adesso e non ha minima idea (Cancel culture docet!) dell'Era analogica, l'italica Ferrania (con cui si è iniziato fine anni Sessanta a sperimentare la sua P30) pubblicizzava le sue pellicole a colori con jingle: “Tempo bello tempo brutto con Ferrania riesce tutto” squisitamente equiparabile alla Oly WZ 5060 in esame.
Fianco a fianco nell'immagine panoramica la “Leica” C-5050, qui con il c...rotto, sì, l'alloggio portabatteria non più chiudibile ma con protesi sottostante, vite e pezzetto di staffa porta lampada degli Anni 70 (sic) avessi voglia ancora.
Quanto alle altre due ritorneremo a breve. Il problema, allora: come conciliare creatività, si vabbè...e armamentario? Ancora come portare per ore ed ore uno zaino pieno di ogni ben di Iddio senza poi, a fine giornata, causa stress e muscolatura dolente evitare il rosario di mannaggia? Impossibile, a meno ché non si è tra coloro che “fanno” i fotografi ad ore stile passeggiatrici ser(i)ali...Il problema, infatti, costoro non se lo pongono: semel in anno, no? Viceversa per chi ci ha la creatività come forma morbosa (!?) lo zaino, eh...
Passo indietro alcuni decenni fa e borsone fotografico analogico: due Contax, tre lenti normale-grandangolo e 135 ché mai andato oltre tranne qualche fugace “toccata&fuga” superiore sempre made Zeiss: noblesse oblige, no? Uhmm. E poi corpo Zenza Bronica SQ-A, magazzini pellicola di riserva, pentaprisma e leva laterale carica otturatore...quattro ottiche cui un padellone, letterale, quaranta millimetri niente male rispetto al pari Distagon 40 mm Zeiss Hasseblad o anche Rollei all'epoca SL-66, detta eine panzer! Poi pellicole 120 rigorosamente Pro Epr 64 tenuta, secondo canone, in frigo, pari pellicola e procedura per il formato 135 delle Contax. A latere, zaino, vettovaglie e non so cos'altro che uno zaino militare, per averlo provato in prima persona da milite, un peso piuma. E a sera, i sacramenti? Ni poiché ero giovane e pure incosciente come quella volta che mi arrampicai su un muro cadente e niente...fori di foscoliana memoria: avevo visto pari angolazione e ci avevo provato, sì, la dia sta ancora in archivio ma a vederla mette ora per allora i brividi di incoscienza! Qui ci fermiamo però e l'invesa risposta...alla prossima. Stay tuned paisà!

Ps. Quante volete scritto che le richiamate camere, eccetto la Pana, sono state nelle mani di Alex Majoli della Magnum Agency: si ma tu Manunzio non sei Majoli, eh. Transeat ma le (foto)camere...e poi qui link è ancora oggi sul sito Getty Images e “fatte” con Point&Shot finanche di Epson 850-Z di “solo” duemilioni-pixel l'immagine bianconero tre finestre con neve: che volemo fa?


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Stargate uber alles
Kurt Vogel Russell chi non lo ricorda nel film omonimo? E sì proprio così anche in fotografia, certi concorsi va da sé che mettono in discussione, certificata ben s'intende, il fatto che non si possa andare avanti ed indietro nel Tempo come e più piace e senza manco appartenere a certe élite sataniche transazionale con stella di David (da non confondere con il popolo, quindi uomini e donne, che vivono, hic et nuc, con quella Stella) a pretesto.
Non s'aggiunge altro anche perché è la prima in assoluto e tutt'altro che erore in singola consolante si capisce pure questa: che sarà mai se tra transumanesimo chip robot e cosiddetta realtà (quale please?) ci dicono da mane a sera? Sera, meglio Notte in ogni lugubre accezione del putrefatto Occidente laido-giudaico-cristiano-greco-romano si ca + piscia, e lo scambio vocalico voluto come licenza poetica così ci insegnavano alle Elementari nei favolosi, daje, inizi Anni Sessanta del trascorso Secolo detto pure breve, ma!

Ps. Al corrente tranne "smentita" siamo a tre mesi e spicci dal finire Anno Domini 2021


Link alla pagine previo copia/incolla piglia e...spostano la stessa o ci ripensano e Manunzio c'entra niente
https://35awards.com/8th/welcome/upload/


Arcani maggiore minore sopra sotto, fate vobis



Non ci occupiamo di tarocchi ma di taroccate, sì, e da presso il perché: o meglio l'allestimento o messinscena che è tutt'altra roba, forse.
Sia come sia e lo accennavamo in post precedente, qui il pensiero ha fregato la fantasia pratica. Allora vai: si era alla ricerca, in molteplici scatti come prassi Manunzio, di immagini dalla memoria...e ne uscita un fotogramma marino. L'uno è l'altro erano, sì, nei pensieri (testa?) di chi scrive poi...Lo strato di sabbia, quindi, è copri tavolo tipo canapa (che non si fuma, peccato) con pieghe impossibili: tira di qua scoccia (scotch a fermo) di là infine la vittoria, delle pieghe. Cosa questa che dà aria di sabbia (almeno nella capa di Manunzio). E quanto al resto, dite? La bottiglietta è troncata con brutale colpo di Pshop ché non ne potevamo più di trovare la “quadratura”. La coppa, invece, trafugata alla “coniuge” inconsapevole nel sonnellino pomeridiano tse tse, quanto al bicchiere: colpo di culo, vabbé. O meglio dentro non c'è altro che acqua, che però da dietro riflesso di bottiglietta...ci siamo capiti. E però proprio ciò che si è scritto da qualche parte nel ricordare le estati degli Anni Sessanta. Vale a dire che l'aranciata, che qui sembra altro dato il colore ma fa niente, veniva preparata con acqua (bustina Idrolitina) in bottiglia con tappo a cavaliere e dentro si lasciava cadere una minuscola fialetta di colorante...buona da non dirsi. E come vedete le vie della messinscena sono infinite: voi ci mettete la manovalanza ed una mano invisibile (decine di volte accaduto) si incarica del resto: sarà stato ennesimo stato di trance? Ohh quanto a questo si possono riportare centinaia di casi da scrivere, chissà, in prossimo post. Stay tuned paisà


Ps. La luce sfondo, paisà, è data dalla sovraesposizione della tenda che copre la finestra nel mezzogiorno estivo, ora di apparizioni ephifania d'ombre e non la finiamo più: Controra che nel Mezzogiorno ha valenza molto molto antica e profonda e riprende miti greci dell'ora canicolare


© iPhone Manunzio/Michele Annunziata

Senza complicare i panni

Stativi da “saloon” belli robusti tutto fare, ma per spazi scenici ad hoc. Cavalletti a “cremagliera” detti da dilettanti: chi lo dice? La mamma! Cavalletti cavalletti, via, che servono alla bisogna. Vero. Provarsi con immagini da fermo ma pure da outdoor è a volte semplice necessità, nel primo caso da puristi nell'altro. Vero pure questo. Alzo specchio diaframma consono e “classico” f 8 i risultati (ap)pagano. Certo. Ma il tarlo rode sicché dopo aver ideato una base da ombrellone, nera pesante da non dirsi e acquisto via web non la solita Amazonia, però, invece del palo-ombrello ci ficcate il monopiede Manfrotto che tenete a far polvere...agganciata in verticale una lunga piastra tipo time-lapse, ancorata con strisce velcro, rotaia quindi, cui ci avete azzeccata una delle tante teste di...Manunzio eccoti una colonna saloon. Figo, sì, ma ci dovete stare attenti alle oscillazioni: alzo specchio, ritardo scatto-autoscatto-remote a filo. Vabbè e come lo muovete sto tabernacolo? Semplice dal soggiorno-salone-pensatoio-sala di posa tolto dalla “serra” di piante della coniuge (semp' cu 'na fell' e limon' mmocca...alias aspri mugugn...ché questo non è uno studio!) un quadrilatero di legno da sottovaso con rotelle...finisce sotto il basamento-colonna. Figo e tiene e ci fa le piroette: finalmente anche noi ci abbiamo lo “stativo saloon”. Dura minga. Ritorno al cavalletto Manfrotto, al braccio orizzontale che fa “figo” su cui una testa... del solito Manunzio va più che bene. Però. Ma allora uno non fotografa più? Gaudio fuochi d'artificio e festa una settimana ché finalmente ci siamo tolti di mezzo Manunzio e suo decennale Diary! Tombola. None. Il Colombo uovo? Forse. Agganciata alla camera, in immagine la splendida E 510 di Olympus con possibilità un po' macchinosa a dir vero del “live” scatto, la piastra ad L per verticali immagini ma pure orizzontale con in più l'invenzione del “caravelliere” che partito alla volta delle Indie si trova in America, a sua insaputa dicono i testi (scritti da chi?) scolastici. Insomma il genovese e suo uovo ci ha tolto ogni problema di “brandeggio” volante tanto da diventare una fissa (?!) usanza. E la protuberanza? Ahh ma è l'uovo anzidetto: una mano (destra) sul grip camera l'altra (sinistra) su la cicciottella staffa smontata da qualche parte che manco più si ricorda, almeno sino al giorno in cui...la manopola tornerà su l'accrocco stipato e saltato fuori: e mo'? Mo' mo' Moplen così il Carosello delle nove e poi tutti a nanna di Bramieri anch'egli cicciottello nella réclame della plastica a sostituire questo e quello nelle case degli italici Anni Sessanta!






Uscivamo la mattina per la mazzetta

Certo qualcuno andava per Via Veneto insieme agli amici degli amici amerikani, ma con calma. Mazzetta, dunque, anche Manunzio è mica fesso è (è stato a dirla tutta). Bastava chiedere e ci veniva data, sempre la mazzetta, pure con contentezza! Bei giorni molto e meglio che in Via Veneto. Ma. E sì Scalfari e sodali ridens per Via Veneto dei magniloquenti Anni Sessanta circa le sorti magni + fiche e progressive del Kapitale (k as killer), e del Boom economico 'taliano senza i per ovvi ragioni che sta sui libri di “squola” e pure in filmati Rai in bianconero: stazioni prese d'assalto, valige di cartone...della deportazione di interi paesi e campagne al Nord di Fiat torinese e pure a Mlan' e oltre confine svizzero-germanico (Pane e cioccolato il movie per esempio, ma pure Trevigo Torino) per chi vuole intendere: altrimenti proni, come sempre italioti a novanta gradi lo pigliate...ci siamo intesi.
E noi? S'è detto per mazzetta quotidiana, e se come accadeva si usciva in squadra, alé mazzetta moltiplicata. E c'era pure un amico Vigile urbano, che da scroccone, pigliava la mazzetta, sì, pure lui e leggeva...scusate ma che avete capito? Mazzetta di giornali, diamine: Corriere della Sera, noblesse oblige, Stampa di Torino e per i soliti fuori squadra e compasso il Manifesto dei Pintor Valentino Parlato, Castellina e l'annoiata Rossana Rossanda da non confondere con le caramelle d'antan. E pure quel mattonazzo dell'Unità “Organo del Partito comunista italiano” aé tié tié. Stemperato dalle battute di Fortebraccio (strong-arm english, paisà?) al scolo Mario Melloni.
Sì, vero una copia di Botta (Lotta) Continua mancava mai, qualche altro fogliaccio tipo Quotidiano dei lavoratori, la classe operaia...in Paradiso, eh Gian Maria Volonté. Infine roll drum: la Repubblica, sì, del sulfureo “compagno socialista” Eugenio Scalfari (da vecchietto incartapecorito ancor più satanico impenitente, invece di andare a giardinetti, dialogava a giorni dispari core a core con El Papa Bergoglio Fransisco Primerio de la Pampa Argentina non meno sulfureo di quello) dell'incontro DC-PCI mentre sul Corrierone Ronchey da un lato titoleggiava del fattore K o della “conventio ad excludendum” del Partito Comunista italiano dalla cosiddetta stanza “dei bottoni” e dall'altra con “bipartitismo imperfetto” alla Giorgio Galli: che “metri” a penser paisà! Tuttavia gli si permetteva, al pci & co, di governare la stragrande parte delle amministrazioni locali 'taliane, Bologna la Grassa in primis: vero Henry Kissiger-Br-Aldo Moro e la Repubblica, squisitamente atlantista via Pentagono-Cia e “pensiero unico” si ergeva per la (non) trattativa Br per liberare Moro, catturato in Via Fani in Roma, dove quel giorno e del “rapimento” c'erano pure le Brigate Rosse? Eh Eugenio Scalfari riposi in pace e spali carbone per l'Eternità dall'Inferno massonico dove si trova: Sic transit Gloria Mundi. Amen, Ra, si capisce!


Ps. Se qualcuno ha in mente il Secondo tragico Fantozzi nel famigerato “cineforum” la Corazzata Potëmkin, ebbene era quella l'aria che si è respirata quando, a conclusione del film (che noi proiettavamo non prima di aver ritirato le pizze in 16 millimetri, pellicole passate per quel tritacarne di proiettore Fumeo, dalle Suor di San Paolo su la Main Street alias Pretoria da dove scriviamo l'ennesimo messaggio in bottiglia...) partiva le palle di discussione, a volte oltre la mezza notte da far sfigurare il “cilicio devozionale”

Pss. Qualcuno dimentica, se mai ha avuto massa cerebrale, che di quei “favolosi” anni il Fellini nazionale ci ha girato la Dolce Vita, su la scorata dei racconti e foto dei tanti paparazzi-fotografi alla Tazio Secchiaroli conosciuto personalmente...in un lontano stage su la costiera del Conero-Ancona e dintorni


Furbata, sì, ma intelligente

Scriviamo o postiamo che dir si voglia sempre più con parsimonia perché e non da ora manca di trippa per gatti, e Bottino stravaccato sul divano si lecca, comunque, i baffi felini: bisogna pur trovare l'abbrivo, no?
Breve un accessorio che per chi pratica soprattutto il domestico still life è una manna, non meno per altro genere, tipo architettonica interni e pure paesaggio, via.
Di cosa si tratta? Una furbata che è molto più pratica di quella “semiluna” metallica cui una volta si agganciava la camera per avere, senza staccare questa dal supporto, immagini orizzontali e verticali. Poi sono venute le staffe ad L anch'esse una santa cosa, ma. Infatti bisogna tra un taglio orizzontale e verticale pur sempre fare qualche discreto aggiusto a riquadrare la scena. Tuttavia, ecco, allora, l'ennesimo “uovo di Colombo” che mette insieme la “rotatoria” pur sempre ingombrante con la facilità della filosofia ad L. Ok il prezzo s'immagina sia giusto ed attendiamo di acquistarla quanto prima.
Vabbene sembra la novella "invenzione" il famoso accavallatore di Tognazzi & Vianello sketch anni Sessanta via Unico Canale Nazionale bianco e nero di Mamma Rai: acqua passata sotto i ponti quanto poi la sempiterna Emittente ci mostra...secche padane, ahi. Sic transit gloria mundi!

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Viva la Rai

Così cantava quel saltimbanco di Renato Zero, personaggio costruito a tavolino. Ma non è certo questo che qui interessa e ci mancherebbe. No è che la Rai e il suo quindo canale ogni tanto manda qualcosa di valido, oddio rispetto al liquame ordinario e evergreen “Pecunia non olet”. Pecunia dalla pipì, proprio così, de li romani che la mettevano in otri e dinanzi le proprie abitazione in attesa del carrettiere a recupero; pipì utile additivo, meniamola così, per la tintura dei panni romani: certo di fascia non elitaria.
Sia come sia una volta tanto il Demone tivù ci regala immagini dal tubo che altrimenti si dovrebbero rintracciare, spesso a spizzichi e bocconi, su la Rete delle meraviglie (dove fare acquisti ma vietato é lo spirito critico di documentati negazionisti). Immagini di Tale Elliott Erwitt che pure ha scritto pagine memorabili (fotografie) in quel calderone chiamato Storia della Fotografia, dove c'è di tutto di più. E come ogni vincitore scritta pro-domo sua dai babilonesi del debito. Anzi qui come altrove la cosiddetta storia, ecco, va riscritta come ben dice Roberta Valtorta nel suo incipit “Il pensiero dei tipografi” per i tipi di Bruno Mondadori. Anche se poi venissero a galla i tanti e soliti altarini? Si avanza dubbi.
E senz'altro aggiungere le belle immagini in bianconero di Elliott/Rai, sue laconiche affermazioni; di quella bimba (figlia dell'autore) fotografata su letto nuda con la mamma vicina che così si faceva sino agli anni Sessanta e gli album (analogici) di famiglia testimoniano: corpicini ridenti tutt'altro che incappucciati, passo corrente fotografia digitale, e na vota in scatole n'altra in ceste, tutte in pose squisitamente Rigor mortis a colori per l'estetica della Morte: creature inconsapevoli laboratori in corpore vili di esperimenti alla Covid, oops Sars-Cov-2 che sembrano le sigle dei razzi (cazzi?) lanciati da Von Braun nazista poi però no via Usa e getta: sì le V1 poi V2 come attuale Sars, il giorno prima Aviaria e pure Hiv. L'Occidente ne lancia di cazzate tanto poi ci sono gli abboccatori di ogni risma, e fotografi di complemento, sì, di pompe funebri con allure si capisce che potete “osservare” sul Web e Photoportal.it compreso nel prezzo per palati fini, per chi intende

Elliott Erwitt - Il silenzio ha un bel suono
https://www.raiplay.it/video/2020/10/Elliott-Erwitt-il-silenzio-ha-un-bel-suono-5dc38151-78e4-4c7a-8660-bf2513de9d3b.html




Coronavirus-Covid-Covid19-Sars.Cov-Sars.Cov2-V1-V2 Von Braun

Per adesso così poi potranno chiamarlo Pasquale che è lo stesso. Il meccanismo è infantile, Orco delle fiabe: sotto il letto dall'armadio la incarnazione paurosa. Certo poi passa ma in alcune menti instabili, che piace da morie, ecco, al Market degli acquisti compulsivi, nossignore. E già basta una evocazione non necessariamente da rituale satanico, ma insomma...al lupo al lupo altro compare di Paure. Ecco basta ino + cul + arla via Stampa & Regime, che Iddio li conservi presso di sé stangandoli a dovere appena osano fiatare, e le menti anzidette il giochino babilonese è fatto e ripetuto ad libitum. E bisogna dire che di fantasia questi babilonesi del debito, eh avessi voglia da miglia di anni tic tac uguale uguale. Vero qualcosina è andata storta, ecco cosa produce la alfabetizzazione di massa Anni Sessanta del baby boom e Internet corrente da censure via Google-Twitter-Facebook, in tutta sta narrazione paurosissima da non dirsi; infatti le hanno secretate per “problema di ordine pubblico” per non spaventare, di nuovo, la 'ggente e minare la giostra degli acquisiti che è abominio. E dei camion militari notturni nell'ora delle Tenebre, no? Esatto solo che il telecomandato in bianco da Stato Città del Vaticano mica si è peritato, Urbi et Orbi natural + mente, di richiamare il fatto che la combustione dei corpi è sì fattibile (!) ma* “a condizione che tale scelta non sia voluta come negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario,peccato grave”. Ora se il corpo resusciterà, come Cristo, dice l'ortodossia cristiana, se lo cremi, che dire: vai dal sarto e ne fai uno su misura ex novo o con le ceneri similmente ad impasto con acqua riformi un altro pupazzetto da mettere a forno tiralo cotto al punto giusto per l'abbisogna? E d'altronde le Scritture annunciano o no la “Resurrezione dei Corpi” o carne che dir si voglia? No eh la fuori tutti della partita nobile: proprio così solo i nobilitati han tesata solo a spartir orecchi** mentre si radono con il rasoietto di Occam: che bella invenzione razionale si capisce. E ma non sono questi nostri luciferini spaventevoli a salve per chi intende a dire a proposito di “resurrezione” dell'ossicino la scomparsa coda (!) degli umanoidi, atrofizzata e traccia il Coccige? Proprio così quel Luz, voce spagnola ma che è latina lux-lucis e per noi fotografi la “materia” alchemica da plasmare. Luz-osso-coccige-massoneria-resurrezione: mo' come a mettemo se siamo, dicono, frutto del caso e necessità (di chi?) e una volta chiuso gli occhi buona notte ai suonatori?
Certo adesso tutti di nuovo con la museruola-mascherina: Carnevale dove ogni scherzo vale per l'appunto. Dove distanziano ma nei tram e metropolitane come a mettemo? Senza dire che non si è subito lockdown al tempi Sars e dell'Undici Settembre famigerato o finanche del crack etero guidato di Lehman-Brothers...i conti non tornano in un universo fatto di bolle finanziarie, di moneta dal nulla e di Mercato che "insegna" agli italiani come votare così il compianto Commissario UE al Bilancio Gunther Oettinger

*Istruzione Ad resurgendum cum Christo circa la sepoltura dei defunti e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20160815_ad-resurgendum-cum-christo_it.html

**...Aspetto la risurrezione dei morti. Credo
https://www.vaticannews.va/it/preghiere/credo.html

Ps. Nella cappella in Napoli di Raimondo principe di Sansevero (detta anche chiesa di Santa Maria della Pietà o Pietatella) c'è tra le tante cose di segno massonico la cassa da morto scolpita e un uomo nell'atto di uscirne fuori; anche così visto su la Televisione di Stato (chi?) Rai 1 di Alberto Angela, ergo Vox Dei.

“Tuttavia, anche questa singolare opera in marmo è ricca di ulteriori suggestioni. Il guerriero che brandisce la spada, al di sopra della “porta grande”, è stato interpretato come il guardiano del Tempio massonico; inoltre, la presenza di quest’uomo che balza dal sarcofago – uno dei tanti rimandi iconografici all’immortalità presenti nella Cappella Sansevero – è stata probabilmente l’origine di una delle più note leggende riguardanti il principe di Sansevero. Secondo tale leggenda, riportata da Benedetto Croce, in prossimità della morte Raimondo di Sangro si fece tagliare a pezzi e rinchiudere in una bara, donde poi sarebbe dovuto uscire “vivo e sano” a tempo prefissato; ma la famiglia scoperchiò la bara prima del termine previsto, e la “risurrezione” del corpo ricomposto durò solo pochi attimi”
https://www.museosansevero.it/monumento-a-cecco-di-sangro/


Ps. Tutta la trafila del Coronavirus per terminare al corrente con numerologia e onomanzia Sars-Covid2 dovrebbe far riflettere che ai tempi della Sars, s'è detto, nessun lockdown fu praticato; per ripasso che la Storia è Maestra, chiedersi come mai l'America, in un momento cosiddetto drammatico corrente, si è sottratta alle grinfie venefiche, letterale, della Organizzazione Mondiale Sanità o HWO siglato in inglese. E in un momento, dicono Stampa & Regime inventori del suddetto virus, di alta pericolosità dello sfuggente e mutevole agente patogeno mai visto sino ad ora. Incomprensibile eppure microrganismo per niente razional-darwiniano secondo Biologia insegnata nelle Università non meno che nelle scuole di ordine superiore almeno nel Belpaese, territorio non già manufatto caseario, più artificiale non si può con buona pace di Tozzi geologo prezzolato a Radio-radio



Le cose che non si vedono

E vorrei vedere, ecco, il contrario. Vale a dire che la “macchina” visiva che i minchiapixelisti scambiano, è una cosa e la Mente (che mentisce per statuto culturale) è altra senza scomodare Walter Benjamin**. A farla breve che in fondo siamo pur sempre fotografi, la bottiglia e quel bicchiere di vino (in copertina e per la verità liquore Montenegro annacquato) sono tutt’altro che due morte cose: in Italiano Natura morta per l’appunto, stupidità che solo l’italico pensiero può, per questo preferendovi l’inglese still life perché è tutto tranne che la Morte in campo.Tutt’altro che piaggeria esterofila. Still life che dovrebbe essere per Statuto ino + cul + ato a sedicenti fotografi come qualsiasi anti Covid per intenderci: mortale. Ma non nel senso di finale: vedete com’è difficile rendere anche con l’immagine scritta le cose che non si vedono? Bottiglia e bicchiere immersi nella luce mediterranea del mattino finale di Agosto incandescente, e giriamo per il set mezzo nudi...Si vabbene cosa ci sarà mai in quei due lì su fondale (che poi è il domestico soggiorno) e sottostante piano di marmo (in verità vile vinile) che non si vede? Vino che tale non è ma fa lo stesso per i boccaloni diuturni che tutto, ecco, bevono dal tubo delle meraviglie a reti omologate e mummificate! Tutt’altro tempo in cui si andava alla cantina a prendere vino, sfuso da grandi bottiglioni impagliati e rubinetto ottonato. Cantina immersa in perenne penombra piena di soffritto per avventori dalla gola mai sazia, di vino. Vino a spandersi sul grigio marmo (vero) del bancone mentre il mescitore (la moglie) urlava qualcosa a mezza via fra cucina e tavoli apparecchiati. Odori e miscugli da suk, e prima della ritirata per i trasportatori (in pantaloni corti) di vino, un bicchiere di inebriante Spuma simil Coca Cola che manco si sapeva se non nei fotogrammi dei televisori bianconero dei Sessanta passati a miglior gloria. Tutto questo invisibile sta dentro un “banale” still life

** “Si capisce così come la natura che parla alla camera sia diversa da quella che parla all’occhio. Diversa per il fatto che al posto di uno spazio elaborato dalla coscienza dell’uomo interviene uno spazio elaborato inconsciamente”. Walter Benjamin L’Opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, pg. 41 Einaudi

Ps. Ne l’immagine bianconero di H. C. Bresson (qui a corredo) un ragazzo per strada con fiaschi di vino, immagine proprio per gli imbecilli glorificati (entrati nella Gloria del Paradiso ad essi, imbecilli, dedicato) che pure sta dentro la “Natura morta” in apertura
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