Manunzio



Sogno di una notte di mezza estate

Vabbene bisogna pur trovare un titolo “nobile”. Sono le tre di notte e fa caldo e chissà come farà a “vivere” il Coronavirus, forse si è spostato all'estremo Nord più favorevole e forse meno chiacchierato dell'Antartico cui è impossibile, tuttavia, andare oltre certe terrestri colonne poco erculee ma molto extra: sembra il titolo di un film alla Bud Spencer. Insomma è caldo e ci alziamo paparienno: onomatopea voce napoletana che, sulla falsariga delle palmate piante di papera, ecco, intende più all'ozio godereccio o movimento per cose da fare però rimandate per motivi anche futili: alle tre di notte? E vabbé semp' papariann' è, uhh che ualler' ca sit' e senza sottilizzare che, appunto, fa caldo!
Dunque sopra la scrivania dove ci sta uno dei tre Mac casalinghi (due sono del grafico figlio Sky) la libreria (una delle tre domestica) con il mastodontico librone di, buonanima e Iddio l'abbia in gloria, Ando Gilardi ”Storia della Fotografia” per i tipi, uso dire, della Bruno Mondadori. Perché questi e non un altro levato dal piano sovrastante il computer? Boh e fa sempre caldo. Siamo lucidi e concentrati e maldisposti con Morfeo.
Posato il libro sul tavolo, siamo giunti alla fine del fatto, andiamo dritto dritto a Riis: chi era costui? Un europeo catapultato nella New York Fin de Siècle Belle Époque. Bella per gli aristocratici satanisti, sempre loro ma pure l'argento, che calembour a parte è attinente, accidenti, i fatti in narrato. Si perché questo Riis è stato il facitore della “bibbia” dei fotografi impegnati e noi irriducibili sessantottini (soldati nella Jungla dispersi ma vigili e non del tutto arteriosclerotici) ci addrizzano ancora certe antenne: vabbene pure anatomiche e ci siamo intesi il dove.
Finale anche perché Morfeo non fesso colpisce a suonn': drammatiche immagini, Riis, che al tempo coronarico corrente sono anticipatrici di questi giorni; maledettamente babilonese formato, certo, catodico tra ventilatori (morti causa pressione dell'ossigeno sui polmoni, altro che virus) ciarlatani africani via OMS, ridens della satanica coppia Bill & Melida a circo Barnum, questi sì, veri untori e di Stampa & Regime: ci vuole un po' di acqua zucchero e limone per mandare giù ste immagini virali tout court e obbedire ob torto collo al dio del Sonno.
Dite? No a voialtri il caldo ha già fatto danni irreparabili su quei pochi tristi e solitari neuroni: vi han promesso il vaccino? E pigliatevill' non tardate a prenderlo, qui senza calembour, per chi intende, altrimenti buonanotte, ecco!

“In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” Matteo 25. 40


Jacob A. Riis on How the Other Half Lives & Dies in NY
https://www.youtube.com/embed/K3NwFB9zuF8

Ps. Enzo Biagi a parte che su le ore notturne ci aveva visto giusto, quelle della notte dopo la mezza sono di una cadenza modulate dallo scorrere particolare: certo dalle tre e sino alle cinque mattutine bisogna prestare particolare attenzione...ore che un tempo pagano piazzava in piena luce e non necessarie demoniache come quelle e denominate controra





Chi è più c...del Reame


Vedete? E ci torniamo sopra un’altra volta per rettitudine morale, merce rarissima. Anzi mettiamola così: AC & DC. Ante Coronavirus natum est e Dopo...o postquam fate come ve pare. C’è in buona sostanza agli “svincoli” della cosiddetta ” storia” (benedette virgolette ma usurate le parole, il senso, è impossibile farne a meno) c’è accade un prima e un dopo: solo i funghi nascono nelle notti buie e tempestose, quanto al banale Timeline da impallidire Premiere, o equivocamente.
Siché anche il buon Covid-19 costruito nottetempo in condizioni meteo tutt'altro che buie etc, vedasi Luc Montagnier, è il cartello di “svolta”. E dove il Kapitale, scriviamo kappa per tanti motivi, latra sbava erutta la sua immonda natura da Babilonia in qua senza la ben che minima etichetta; sguarra tanto i mazzi che il circondario. Fine di ogni pensiero normativo, poiché con l’Homo Deus che stamo a dì de più: Dio no? A No! Basta tenersi alla larga.
Morale se prima, pure questo ampiamente postato, i cosiddetti fotografi vendevano come prostitute loro “estetica” prima formato analogico o fotocolor ai tempi della Grazia, Neri e che avete capito mica siamo a catechismo, la decana nella Milano da bere, cui s’abbeverava a piene mani il mainstream da Repubblica-Stampa-Corriere e loro dependance Loro Donne & simila mercanzia: insomma precotto fotografico, con il silicio formato Internet manco più questo’. Tant’è vero che click click con macchinette “perforanti” e più ancora smartphone, eh avessi voglia a photo stock E conseguente sputtanamento di “senso” non meno contenuti cresciuto, però son in lunghezza o minchiapixel che è neologismo by Manunzio: minchia + pixel.
E siccome al peggio c’è mai fine, dopo i pagamenti analogici finalizzati all’uso della fotografia, il digitale lo scade a Royality Free, mo’ neanche più questo. L’uso dell’immagine, solo di certa fascia sociale mica degli amici degli amici, ora senza manco più il nome dell’autore.
Sì è detto al Kapitale la sifilide arrivata al cervello, non altrimenti, e associato al sonno della “ragione”, come dire Tombola. Oops arcaismo per Bingo...vabbè finiamola qua


Ps. Riceviamo l’importo di 0.13 USD da parte di certa Getty, Moloch cui da tempo non spartiamo più nulla, non a caso prevenendo l’andazzo (sesto senso o banale raziocinio)




Coronavirus delle mie brame
https://www.manunzio.it/-d10921

Brignani con la o
https://www.manunzio.it/-d10782

Banane cetrioli a buon prezzo
https://www.manunzio.it/-d9228




Dreams


Non ha caso la battaglia degli Iconoclasti doveva finire come è finita. E non è un caso che attraverso le parietali chiese conventi e chiostri, ma pure edicole campestre, l’Immagine in sorta di Catechismo (prima ancora della odierna Oms of Bill & Melida Gates, Fauci Burioni Speranza pandemici via etere teletrasmesso) ha il suo focus nella Persuasione, non meno di Comunicare fra Logge massoniche: scopriamo l’acqua calda. E a sigillo infernale nel Ottocento trascorso, diciamo un francese non meno massone dei precedenti “fratelli” gira che ti rigira ti inventa la Fotografia, al corrente raddoppia la consonante T ché tutto si tiene. Tant’è vero che da circa due secoli l’Immaginazione ottica ha sostituito in maniera drammatica la “realtà” per coloro i quali si trastullano di minchiapixel (siculo minchia + pi X el esoterico) non che prima, per l’appunto, i modellatori con pennello & scalpello tout court pazziassero (giocare).

La scoperta della fotografia, che alcuni ritengono un fatto esteriore, meccanico, ha mutato profondamente il costume degli uomini, più di qualunque altra invenzione. La fotografia è un’altra cosa. Una piccola macchina, che si può mettere in tasca come un libro, che serve ai colti e gli incolti gli abili e inesperti, ha avuto più reale magistero sulle anime e le ha mutate**.

Siché dopo la grande prova a livello Globale, teletrasmessa Urbi et Orbi
del famigerato sbarco lunare, battistrada in replica l’Undici maledetto Settembre 2001, in Grafica 3D spacciata per “vero” non meno l’odierno Corona in Mondovisione notturna con i camion, novelli Monatti, del Regio Esercito italiano (tanto la Monarchia che il Fascismo sono mai cauti, bensì rifatti il cerone dopo il 25 Luglio ‘43 e successivo Referendum Repubblica italiana 1946 manipolata dalla CIA). Immersi nel liquame immaginario, lo stesso che Giorgio Soros & Co pagante per la presunta rivolta dei Neri americani, quant’è la caccia al bianco per una società dei soliti quattro gatti medievali e servi della gleba neri: chi presta più occhio? Nessuno incollati agli smartphone o catodico che fa ancora sfraceli tra i consumatori di Discount.
E non a caso, terminiamo, che nell’Immaginario dei Soros & Co basi su l'edonismo sfrenato, considerata, dicono, che l’umana genia è frutto del Caso & Necessità. E che il Pianeta stuprato già per benin da questa masnada satanica , un inutile granello di merda che gira vorticoso in un Universo che s'espande verso l'Infinito.
E l’immagine sovrastante dei due orecchioni? Funzionale ché due ricchionazzi s’inculano ma non producono figli, quindi non aumenta la popolazione mondiale.
Certo metti poi che la figlia di un Cheney (undici settembre and more) dichiarata Lesbo, entrata in qualche sburreria a pagamento, oops banca dello sperma, si fa ingravidare, la lesbica, come una donna: Potenza del denaro che tutto trasmuta, una volta dal Nigredo al Rubedo, della Magnum Opus, oggidì merda

** pg. 31 Guido Piovene Il valore dell’attimo, Gli scrittori e la fotografia. Editori Riuniti 1988


NB. Segnaliamo i link cui mettiamo in pagina, d’ora in avanti, e se riescono ad aprirsi bene altrimenti chiedetene conto alla Censura del Comitato Antifake & Associati o della della Presidenza Consiglio italiano, “nuova” Era Coronavirus. Per chi non ci arriva basta un copia ed incolla del link su qualsiasi motore di ricerca, ed incrociare le dita per enne volte come già sperimentato

LGBTQ+ Stock Photos Need an Update: Here’s What to Submit

https://www.shutterstock.com/blog/updated-lgbtq-stock-photos?customer_ID=174876768&campaign_ID=shutters.22825225&launch_ID=21429205&utm_source=sstkemail&utm_medium=email&utm_campaign=!Template_for_newsletter_builder_V4_Recurring_Send_CONTRIBUTOR

La figlia lesbica di Cheney è incinta. La gioia del vicepresidente USA

https://www.arcigay.it/archivio/2006/12/la-figlia-lesbica-di-cheney-e-incinta-la-gioia-del-vicepresidente-usa/#.XvnFxm0zaM8




Ei fu siccome immobile dato il mortal sospiro...Olympus

Giorno più giorno meno cinquant’anni sono una vita. E quella strana scatoletta che portava un ideogramma per Pen l’aveva ricevuto l’amico dal padre, diciamo venditore di macchie, un bell’uomo ma di tre cotte. Un regalo come tanti e gli fregava de meno, e me la prestò. E su le prime la cosa strana che invece di fare foto orizzontali, bisognava girare la camera e ottenere settantadue fotogrammi: infatti era la mezzo formato di Olympus appesa anche così al collo di Eugene Smith.
Agli inizi dei Settanta la Olympus scompaginò le carte con una miniaturizzazione ed un mirino eccellente per l’epoca per non parlare delle ottiche Zuiko, pari a pari con Zeiss di riferimento, il resto è Storia, quanto meno della Fotografia, con Om1 2 3 Titan 4 e la Om 10 furbacchiona: automatica di fabbrica ma con jack sormontato da ruota dei tempi pure manuale.
Poi l’oblio sino alle Camedia usate nel silenzio dei soliti ammanigliati Nikon (Coolpix) e non da Alex Majoli della Magnum Agency, e di lì a poco il “laboratorio” a nome E10 subito dopo l’upgrade E20, altro che Coolpix: un fotografo fiorentino incontrato non ricordo dove ma in Puglia, c’era Berengo Gardin a tenere un workshop, raccontò di averla usata, la E20, per riprendere una sfilata di moda! E all'epoca costava intorno i quattro milioni se memoria non falla. E di lì da quel “prototipo” venne alla luce, quanto mai adeguato alla camera fotografica tout court e tanto su argento d'antan che odierno silicio fa della luce la sua materia o anima; la E1 questa volta in formato 4/3 (l’E10-20 sono su base 2/3 Ccd Kodak ed ottiche non intercambiabili) che inaugurò suo malgrado uno sfortunato sistema passato per E3 altra ammiraglia, che aveva perso il fascino della “sagoma” strana del precedente modello, ma tozza e tracagnotta, sino al canto del cigno E5, tardivo ed inutile upgrade. Mentre parallelo scorrevano le piccolette E 400, 500, ecc. ottime camera di fascia popolare diciamo così: stesso attacco ottiche ed accessori, in controcanto invece del prisma reflex uno “specchio” brutto e fetente. E ciò non di meno portavano in dote il famigerato Live view inaugurato con la E 300: pietra miliare per chi intende e pratica la fotografia.
Siché alla legge del “signor” Mercato uso dire non si sfugge, anche se un unico hamburger dell'altrettanto Produttore amerikano, unico Motore di ricerca...e non ripetiamo la trafila di “unicità” il menzionato “signore” deve semplificare secondo tabellare babilonese per gli eterodiretti omologati che si fregiano, beati loro, del titolo uman(oidi). E d’altronde chi si contenta gode: chi cosa quando è perché appartiene ai posteri. Il Re è morto? Viv’ lu Re!


Immagine sovrastante
Da sinistra a destra in alto, Camedia C 5050 de facto una piccola Leica con il stratosferico equivalente in scala 35/1.8 camera usata per anni dal reporter Majoli della Agenzia Magnum, quanto dire circa affidabilità e restituzione della scena data sebbene a fronte di un sensore poco più grande di un unghia; C 8080 che viene in linea, anche grazie alla forma decentrata del grip stile E 10, qui a fianco la E 20 , quarta da sinistra. La Camedia C 5060 Wz, terza da sinistra, cui personale archivio digitale di centinaia di miglia formato Jpg è debitrice; Camedia che possono registrare in Tiff e Raw e grazie all’ottimo motore di rendering Jpg. Lo stesso che equipaggia la E1, quinta da sinistra in alto, e che senza altre elaborazioni può ancora oggi andare in stampa offset anch’essa in via di estinzione. Caratteristica unica del panorama fotografico la E 1, oltre la porta Usb, quella Scsi all’epoca super veloce, anch’essa passata a miglior gloria a vantaggio delle odierne Usb 3.0. Il cuore della E 1 fu una joint-venture Olympus Kodak che forniva un buon Ccd ancora oggi sbalorditivo su sensore “piccolo” 4/3 di solo cinque mlioni di pixel.
Flash di sistema e sotostante la seconda unità lampo la “piccola” E 510 che porta in dono l’ottimo Live view, scomodo da usare ma pur sempre utile per inquadrare esattamente la scena ad esempio gli still life. Su la destra sottostante E 3 seconda ammiraglia 4/3 di Olympus dalla linea tozza e ma più “centrata” della E 1. Anch’essa dotata di Live view e deciso passo avanti per l’AF.
Da sinistra in basso seminascosta E P2 e avanti essa la Pen E P5 gioiellino con Lcd ribaltabile che tanto fa comodità simile, e molto meglio del piccolo Lcd della richiamata Camedia C 5060 Wz. Reattiva veloce anche con adattatore: infatti la serie Pen non più con baionetta 4/3 nella versione Micro4/3, accetta e di buon grado le ottiche della E 1-E 3, soprattutto quelle dotate di motore ad ultrasuoni. La Contax in scena tutt’altro che peregrina con adattatore consente sui corpi 4/3 così pure M 4/3 di utilizzare ottiche Zeiss. Cavi e quant’altro sono “incroci” ben riusciti fra mondo analogico e digitale, sia M 4/3 che precedente baionetta nella logica che “niente si butta e tutto si ricicla”


Modelli camera Olympus digital
https://www.wrotniak.net/photo/news-20.html



Ordine di scuderia

Se a qualcuno già in malafede ed eterodiretto non viene dubbi, è la prova provata della lobotomia avvenuta via catodico non meno che schermettino iPhone e analoghi. Immagine.
Centrali sovranazionali, almeno sino a questo momento che infuria la battaglia finale per la sopravvivenza della “razza” squamata ecc, dirigono il traffico immaginifico come niente. E già questo (nostro) sollevare il tappeto, meglio scoperchiare il sepolcro imbiancato di ossa putride ed ogni nefandezze cui parla la Bibbia, porterebbe ipso facto ad un altro Mondo se diffuso e consapevole. Certo detta così pare una boutade di chi non sa, meglio né vuole, sapere di essere uno schiavo così dice Morpheus a Neo in Matrix, gabbia reale più dell’aria respirata. E a rincalzo Sant'Agostino, finiamo qui, lo schiavo non contesta il padrone, e il Padre della Chiesa chiosare sul fatto che il richiamato più delle reali catene (mentali&materiali) non concepisce la Libertà.
Sia come sia per il circondario terraqueo la “centrale” del Pensiero Unico, come Getty ImaImages, già pappatosi altre consimili agenzie, spargitrice per mondo, giustappunto, la stessa immagine, né più né meno che Unico o McDonald's panino; Co-Cola barattolosa, pari Sistema Operativo Win** e per ricerche l'imprescindibile Google, per tacere di Facebook YouTube….
Siché arriva nella casella di posta la richiesta (!?) di fotografare secondo lay-out precotto e predigerito l’immagine conforme e dargli “anima” tutt’altro che senziente, ecco, senza discostarsi dall’imposizione. Matrix/Coronavirus una razza una faccia luciferina, il resto so palle da bar sport!

NB. Segnaliamo i link cui mettiamo in pagina, d’ora in avanti, e se riescono ad aprirsi bene altrimenti chiedetene conto alla Censura del Comitato Antifake & Associati o della della Presidenza Consiglio italiano, “nuova” Era Coronavirus. Per chi non ci arriva basta un copia ed incolla del link su qualsiasi motore di ricerca, ed incrociare le dita per enne volte come già sperimentato


Market Trends: What To Shoot and Sell This Summer
https://www.eyeem.com/blog/market-trends-what-to-shoot-and-sell-this-summer?utm_source=web&utm_campaign=Comm_NL_Summer_Market_Trends&utm_medium=email

** Putin chiude a Gates
https://sadefenza.blogspot.com/2020/06/putin-chiude-gates.html


Eloquente immagine di ciò che era la diretta Coppa Italia, Napoli-Juventus, le gradinate alle spalle tanto dei partenopei che juventini completamente vuote: senza nessun supporter

Giuoco (virtuale) Napoli-Juve
Non colui che ignora l'alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia, sarà l'analfabeta del futuro.
Walter Benjamin


Partita di Coppa Italia sopportata a fine solo del primo tempo, anche se chiaro che “letali” napoletani più dell'acquea a sponsor avrebbero incasellato il risultato.
E vi siete accorti: di cosa dirà l’inviperito juventino contro il Sarri coach che non ne imbrocca una? No eh.
Flash-back, a casa i figli han giocato a calcio virtuale in primis con Amiga, computer grafico di trent’anni addietro in sorta di Ritorno al Futuro, in seconda con PlayStation succedutosi negli anni e grafica a complemento. Anzi a volte con l’allaccio a schermo gigante tivvù la sensazione di assistere una partita “reale”. Certo detta così non se ne esce, ma se usate pazienza e testa in fine capirete, volendo.
Ora tra la PlayStation e circondario terrestre nessuna differenza? A prima vista sì, anche se quando la mattina appena alzati la visione sa ancora di nebbie sonnolente, c’è bisogno del classico caffè a rimettere ordine fra questo (sonno) e quello (circondario terrestre).
Siché anzidetta formato Coppa Italia grazie alle mirabilie di Mamma Rai, che non lascia mai i figli suoi eterodiretti su le note di Lucio Battisti ne il Veliero, crea spettatori su gli spalti (che le norme non vogliono più della peste Covid-19) agitanti più che bandiere, rigorosamente Tricolore patriottardo, presi dal ballo di San Vito lungo l’arco della partita. Finto che più non si può, tant’è vero che le riprese in replay del match mostravano spalti nudi più del Re, anzi in perfetto stile Undici Settembre la narrazione in Computer Grafica 3D spacciata per “vera”, l’anima in stile Coronavirus pur sempre in 3D via Oms & Co. è per videodipendenti.
Cui prodest? In soldoni si è assistito, grazie al servizio detto Pubblico, ad una messinscena a supporto Pandemia a reti omologate in Mondovisione, Stampa & Regime prezzolata che l’ha inventata di in-sana pianta.
E così mentre le attempate sessantottine, a libro paga di Soros & Co., dal ricordo sbiadito gestione della loro “matrice” ugualmente l’odierna regia formato Coppa Italia o la vera essenza del Coronavirus: Grafica 3D per l'appunto come l’Undici Settembre, in entrambi gli eventi uso di omicidi e sangue rituale!

Morale della sceneggiata: educarne uno per educar cento e mille milioni, così da qui alle prossime invasioni extraterrestri, via ologramma Blu beam come già apparizioni dette celesti, un gioco da ragazzi per il goberno mondiale; chip sottocutanei di apocalisse memoria, de-popolamento e libri in ristampa del sulfureo Salgado e sua Genesis, rigoroso bianconero di un modo per pochi eletti stile neo leggi “granitiche” Georgia Guide stone

Napoli - Juventus 0-0 (4-2 Dcr)Highlights 17/06/2020 HD
https://www.youtube.com/embed/QcI09pjjAho&feature=emb_logo


Ps. Lete, sponsor del Napoli, che rima con letale, o meglio letargia, sonno indotto, è quello stesso del Mito : L'opera latina più famosa che ne parla è l'Eneide di Virgilio, nel VI libro, e le anime dei Campi Elisi vi si tuffano quando devono reincarnarsi dimenticando le vite passate, secondo la concezione pitagorica della metempsicosi. Le anime che per fato devono cercare un altro corpo, bevono sicure acque e lunghe dimenticanze sull'onda del fiume Lete (En., VI 714-715). Lete (fiume dell'oblio)

Pss. Mentre linkiamo alla pagina della partita via Rai, esce un "errore" troppo stupido per i nostri gusti, allora alleghiamo a piè pagina le immagini riprese in diretta ier sera con iPhone, e vediamo se si verifica un altro "errore" di debunker

Schermata Napoli-JUve



La fotografia è "mia" e la gestisco come me pare

Ci ripetiamo vabbene però è innegabile che il destro offerto è quotidiano. E se n’è già detto e ridetto: il Kapitale, scriviamo con la kappa quale killer in ogni accezione, non gli frega nulla e di niente e delle regole, essendo nella sua testolina illuminata la parola Deus: avete mai visto che debba chiedersi a “dio”? La sifilide arrivata al cervello di costoro scambia lucciole per lanterne: immagine di menti malate, e qualcuno lamenta del corrente immaginifico coronarico. Poi non la si fa ai fotografi, suvvia, per niente prezzolati.
Instagram Facebook & Co. Nel momento in cui qualche “sprovveduto” narciso mette una qualsiasi immagine, zacchete pare automaticamente regalata per la giostra degli acquisti. Circolo pericolosamente ritorcente che alla fine si paga: Kapitale o meno che sia. Già ma come ve lo immaginate il K quello vero nascosto dietro le quinte? Uno squamato essere maligno con bel palco di corne, brava la signora moglie, e decisamente rivoltante extra dimensionale se tanto mi dà tanto.
E nel tornare seri meraviglia il fatto di come Volvo “giri” male la cosa manco fosse un brand de noaltri !che ricorre a mezzucci del genere in epigrafe!

Digital Era


Click on for more

Lo spazio di un mattino l’immagine vincitrice di non so cosa e quando spedita, certo tanto per celia. Ma non è questo, a dirla tutta nun me po’ fregà de meno, poiché conosco il valore “artistico” di chi scrive, ma tant’è. Insomma una bocca in agrodolce per quanto è banale la foto nella sua essenza tutt’altro che peregrina. Intendiamoci anche quando faccio il naif tutto è ponderato, vale a dire per usare metafora, poi mica tanto, quando uno è elegante tout court anche con una foglia davanti e una dietro, si sa mai, non dismette per questo certo allure. Manunzio non è fesso, lascia correre in spirito partenopeo dal basso profilo, ma quando c’è da dare la zampata, anch’essa tout court, attenzione alla sciabolata di Manunzio, che fa molto ma molto male.
Una tazzina vera di vero caffè bevuto in un giorno di inverno freddo e gelido con una “scherda” di sole, quel tanto di sole per creare la magia di uno still life venuto a “caso”. Qui Manunzio non procede oltre ché solo pochi fortunati, stavo per scrivere eletti, possono anzitutto vedere e poi intendere…e del perché non il 19 invece che l'odierno 17 kabalistico!


Ps. La fissa della mamma era di avere per il figlio roba di certo valore e per questo che a cadenza regolare ci arrampicavamo per una scale di legno, più che altro una parte di sesto grado, fino lassù da Mast’ Aniello sarto, fine napoletano chissà come catapultato tra le montagne lucane. Rito per un taglio su misura invernale ed estivo dai pantaloni corti che ancora indossavamo pur grandicelli



Coronavirus delle mie brame

Non ritorniamo indietro ad occuparci di qualcosa mai esistito se non via Stampa & Regime. Tuttavia se “evento” si è trattato qualcosa deve pur dirci, anche alle nostre latitudini di “addetti alla fotografia”. In breve la coperta Covid-19 è tutt’altro che corta, anzi. È una grossa partita a scacchi. E tra queste mosse ben si inserisce una vicenda tutt’altro che peregrina, casomai a tutti gli effetti cartina di Tornasole di un Kapitalismo terminale quanto meno nelle forme sin qui “conosciute”.
Sia come sia è del tutto ovvio e naturale che il summenzionato altro non è che un Immagine, luciferina senza dubbio, che si moltiplica alla velocità della luce infernale che un banale virus (più di sen fuggito quanto lab) gli fa un baffo.
Immagine si è detto, e di convesso chi le spaccia per il terraqueo del Unico Pensiero, da un McDonald’s a Windows Apple Google e via enumerando. Immagine prodotte da fotografi, si vabbè anche un ragazzino con iPhone, che strutture ino +cul+ano in miliardi di teste per lo più vuote già di vuoti a perdere. E sin qui si potrebbe dire transeat: prima RM (fotografie pagate in base a ciò che si intende farne) sempre più Royalty Free (pochi spicci pagati per farne uso in Eterno) poi manco più questo. E il richiamo all’Agenda malthusiana Covid-19 non è casuale, tant’è che il morente Kapitalismo non ama più nessuna regola sentendosi, meglio immaginandosi, nella parte di Homo Deus come certi libri di aberrante narrazione dicono: contenti loro che dire di più? Noi siamo d’altro avviso siam bombaroli come ci ricorda ancora il buon Faber

Agenzie Stock fotografie

Nb. RM sta Rights Management mentre Royalty Free l’acquirente con poco centesimi acquista in Perpetuo l’uso dell’Immagine, che a sua volta rivenduta o ceduta per tresche indicibili, finisce in ogni dove pubblicitario



Ps. Come tutte le merci anche l’Immagine fotografica, meglio sarebbe fottografica dal verbo fottere tutt’altra anatomia normale, quanto è soprattutto retrostante, raggiunto l’ipersaturazione della domanda offerta per sopravvivere deve tagliare i “costi” nel caso: perché si pagano le foto e loro proprietari di copyright?

Pss. Nell’elenco dei “donatori” son esenti certuni, fotografi profumatamente pagati per questa o quell’altra mission del tipo, metti caso, il Call annuale della Pirelli che, nel caso, di certo non va a pescare nelle Stock Agency: la classe elitaria non è Discount




Potere (paure & ciarle)
Natural + mente nell'incarnazione che qui meglio s'addice, fotografico che pure Potere è quale maleficio sembiante. E dunque dopo gli aspirapolvere venduti nel Sahara, i classici ghiaccioli artici visto anche il tempo, giusto giusto vedere cos’altro se non banane? Dipende il “dove”. Certo la giostra acquisti è tale che viene da ridere, visti da lor signori altro non saremmo (se dotati di vil metallo) che puro tubo: sì di quelli per travaso vino. Plastica.
Senonché immesso nella parte alta, diciamo il liquido alimentare per similitudine, transitato per il pacco intesti + anale li s’arresta putrescente. Tant’è vero che l'evacuazione c’è tutto quanto poi occorre, non di naturale, ma questo o quell’altra magica pillola farmaceutica, e Big Pharama ringrazia.
Ben altro che pistolotto, chi ha orecchio intenda secondo Apocalisse, un po’ come a giorni alterni la neo Divinità incarnata nella OMS, sì avete ben inteso, una ne dice e mezz’ora dopo contrordine compagni (da impallidire la Penelope tela) così ora è manifesto (Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Luca 12. 1) il Pensiero Unico dominate.
Se alle origini era lo Jpg, su le macchinette Olympus anche Tiff da non credere, usato regolarmente, un bel giorno “contrordine compagni” altra volta la giostra degli acquisti impone manu militari il “negativo digitale” formato Raw, da “sviluppare” inseguito come in Era analogica in camera oscura trasmutata alchemicamente in “camera chiara” senza scomodare le baggianate a man salva del prezzolato Roland Barthes. Un po’ come dire virus ed antivirus, nel computer e che avete capito. Di qua il digitale di là analogica parola, amplificata dal mainstream(ing) prezzolato stanziale nel caso Milano da succhiare, avendo c’è bevuto l'amaro calice coronarico e nient'altro più, ma tant’è.
Contrordine compagni e tutti a “sviluppare” i Raw di CaNikon e sodali: Oly & Pana ma pure associata Leica, hanno un motore Jpg formidabile per uscire già in stampa, come la mitica E1 Quattrotezi, dimostrazione oltre ogni ragionevole dubbio a telecomando..
CaNikonisti & Co che, stante a sti signuri, non possono vantare un bel Jpg. Chiacchiere che su la vecchia D20 possibilissimo e godibilissimo: qualcuno che acquista su Getty Images altro Unico Pensiero, il formato, strano che sia è Jpg; che connessioni odierne permetterebbe un (obsoleto?) Tiff un guappo Psd, quella codifica che vi pare, no? No, infatti. E mentre in un lontanissimo passato si vociferava di Jpg2000 avete voi notizia? No perché di sicuro l’inventore, diciamo così, o di altra Loggia massonica, o non rispettoso della giusta mercede (leggasi mazzetta) o non dello stesso Capibastone mafioso: come dite? No così è il cosiddetto Mondo, a telecomando.
Breve ora c’è chi ha ottimizzato il “progresso” alla modesta cifra di Cento $/€ di acqua calda, come una Milano tramontata due metri sotto terra. Quanto è bello il pensate Potere monocratico, no? No il resto è mancia sempre che si parli di fotografia e non di onanismo a tutto spiano!

Jpg formato ridotto

NB. Pshop compari e Lightroom hanno settaggi per molteplici usi, da obsolescente per offset, non si legge più e gli analfabeti di ritorno figuriamoci l’andata, dimostra mirabilmente. E soprattutto per la Rete per di più a costo zero. Bestemmia per la giostra degli acquisti



Brignani con la o

Esilarante quando lo sketch su la banca, nel momento in cui lo sprovveduto correntista si rivolge per avere i suoi soldi. Suoi tuona il direttore? E nel ricordargli che i soldi, il malcapitato, li ha messi in banca a custodirli, il custode direttore gli ricorda che in effetti così facendo li ha “regalati” certo in custodia alla Banka…
Stesso piano sequenza nel momento in cui il Capitale senza regole, ma inventore di Coronavirus ad uso proprio, rovista negli archivi fotografici altrui e si pappa le foto di questo e quello senza manco dire grazie, ecco, come se bastasse. Una volta si favoleggiava sullo Jus primae noctis, esercitato dal “signore” di turno su la prima notte d'amore coniugale altrui. Forse fesserie di malevoli grembiulini, ciò non di meno i signorotti d’antan similmente al cambio corrente pandemico di un Bill & Melinda Gates sono pur sempre ino + cul +atori ora di questo or di quest’altro malvezzo. Le foto sono mie e le gestisco io, non le attempate sessantottine ma così il Capitale, pur sempre dominus di corpi e delle “donne” prone alle “sorti magnifiche e progressive” dell’Eutanasia neonatale, familiare, sociale e pandemica. A tacer del Caino maschile!

Photographer Sues Microsoft for Millions Over Copyright Infringement



La cassetta attrezzi del fotografo

Oggetti acquistati nei decenni che rendono la vita fotografica più agevole. Immaginate, allora, di allestire uno still life, sebbene la cosa sia paradigmatica, e dover tenere in certo modo un oggetto, senza ricorso a sostegni fuori campo (troppo comodo dispendioso e non sempre a buon mercato) ecco allora lo scotch da carrozziere (!) che ti risolve egregiamente la situazione. Un paraluce con tanto di polvere ma che inaspettato ha la stessa filettatura...Insomma “stipa ca truov’ conserva che al momento opportuno ed inaspettato vien fuori a risolvere la cosa. E questa si fa intrigante se la cassetta di “roba vecchia” comprende soft “abbandonato”. Vabbene i nuovi soft sono na santa cosa, non di meno poi dovette “allegare” altrettanto hardware perforante...nell'infinito acquisto per la giostra. Posto un limite (in orizzonte che pensa di farne a meno novello Pantocratore) poi si tira dritto. Certo difficile da intendere: quando una volta un padre ma anche nonno, metti caso, lasciava alla discendenza una Rollei questi continua a funzionare (ci si provi con un qualsiasi “fail” anche solo del giorno prima) dopo quasi un secolo fintantoché ci sono rullini: grazie Ilford! E non ci si riferisce al corrente “revival” bianconero dei soliti Yankee, anche perché è fuffa pari pari stessi scatti in digitale: ma vuoi mettere à la page?
Per quanto lunga introduzione l’elogio delle cose minute, a volte quasi di motu proprio, si “manifestano” che è sfuggevole dal famigerato “razionale” ma tant’è finiamola qua.
Casetta attrezzi, quindi, e incredibili sofficiume cui feature rendono, post ripresa, la vita parimenti agevole: manciate byte (software) in sequenza, uno dietro l’altro. Sì il flusso streaming, che non rima per NLE o edit(or) off linea, gli ultra-sofisticati per montaggio video, quanto più che ramo collaterale altro linguaggio ad hoc a base dissolvenza. Insomma l’immagine fissa che trasmuta in “movimento” sciccheria per palati sopraffini: non parliamo del re per antonomasia After Effect, così come i blasonati Wings Platinum o l’equivalente teutonico (tradotto in italiano dalla Andreella) M.object che girano solo su Windows, forse per potenza di fuoco non paragonabile ad altre piattaforme morsicate o meno che sia. Programmi questi (slide-show) che si trovano alle “convention” o cinema che dir si voglia; soft assolutamente pro, sebbene forse
con limite di essere l’aggiornamento elettronico di ciò che una volta si faceva con proiettori Carousel Kodak e centraline sincro musica ed effetti. Programmi, ancora una, ben altro dal sofficiume che inscatola “slide-show” di foto familiari e relativa musichetta da condivider via “social”.
Siché tra questo serpente, capo e coda, una piccola chicca a nome AV 10 Pro una volta detto PTE Exe(cutable) già da un ventennio, badando al fatto che l’Exe Windows nasce, qui in caso di specie, quale must per multi-visione, tanto dei richiamati blasoni che l’incarnazione ultima AV 10 Pro (esiste anche una versione lite) cui limite insormontabile è l’ostinata caparbietà dei programmatori di creare step by step un mostro di potenza nella sua “banale” veste spartana; feature cui limite, appunto, è la fantasia dei fotografi che si accingono a mettere in scena le loro Opere. Maiuscolo d’obbligo quando e soprattutto lo “slide-show” si incarna in piccolo e micidiale court métrage (con tanto di sceneggiatura). Corto che, tuttavia, non ha eguale, ieri oggi e domani con altri “medium” fondato com’è su l'immagine fissa, ma in movimento!

Ps. A d onor del vero sul mercato, solo per Windows, girava pure Proshow il micidiale mix di video-foto-effettistica. Azienda chiusa su le sue ceneri, novella Fenice, reincarna Photopia (solo per cloud tartufesco neo El-Dorato danaroso) al corrente per Win in attesa della Mela, come pure a breve AV 10 Pro. E solo per melomani il Foto Magico farraginoso e sconclusionato soft. E negli anni precedenti, quando a prendere metafora evoluzionistica, la Mela simil tostapane e schermettino, verdi fosfori di Windows per ragionieri di Casoria, si dondolavano da un ramo all’altro, appunto, scimmie mentre darwinianamente evoluto l’ Amiga Commodore delle mirabilia a colori i girava Scala, potentissimo creatore di slide-show e titolatrice da “cerimonia” via genlock statunitensi e italiani. E in pochi passi, se avessimo avuto la Stampa a sostegno, la prima implementazione di kiosko on demand seppure via tastiera (non ancora possibile touch-screen) collegato a catodico, presentazioni foto-video-testi in forma di prototipo funzionante, dinanzi i vertici la stanziale APT lucana, saremmo stati altro che Manunzio. Brutta cosa non già nascere poveri di manzoniana memoria, bensì chi sa guardare lontano, molto lontano e vede il futuro decenni prima

Pss. Nessuna pubblicità occulta, quanto e soprattutto, in stile Manunzio acquistato e/o provato personalmente


Winsoft AV 10 Program
Proshow
Photopia
FotoMAgico

Wings Platinum
M.object

Scala MM


Last Update

Neanche il tempo di postare il post che la “realtà” si incarica di corroborare il sopraddetto, vale a dire che nel mettere ordine in una libreria di Manunzio, eccoti venir fuori (motu proprio?) un bel “oggetto abbandonato” formato Cuffia Sennheiser di qualche tempo fa, tool per chissà quale “progetto” mai venuto alla luce o per l’ascolto “esclusivo” di Musica Classica



Un punto di ritrovo lungo il cardo che sussiegoso chiamiamo “Pretoria”: sì il riferimento al castro romano palizzato o meno, Cesare squadristi Legionari ed emuli moderni nell’Amerika sempre con kappa. Tutto vero.
Senonché a certa ora del fine settimana , la Rai Lucania che noi preferiamo al bizantino Basilicata, si trovavaa nell’Agenzia Lampo dove imparavamo l’arte fotografica in bianco e nero. Fotolaboratorio e di notizie cittadine (la bacheca su la Pretoria faceva concorrenza a quella della Gazzetta del Mezzogiorno, con in più buone immagini se non alla Weegee là là).
Eccoti il “baffo” patron del fotolaboratorio, Saro Zappacosta estensore dei “pezzi” pubblicista e non RAI, l'impareggiabile Mario Trufelli Capo redattore-bardo-poeta-scrittore e fine dicitore dell’allora Sede lucana che emetteva per lo più radiogiornali; qualche volta sul Canale Unico (poi venne il secondo sempre canale) RAI bianconero Anni lontani trascorsi, reportage da queste contrade, grazie al rubizzo e incazzus’ Mimì Abbattista, l’operatore con l’inseparabile Arriflex 16 millimetri (qualche volta la faceva toccare e noi subito l’occhio al mirino imitando Mimì). Era lui con noi apprendisti stregoni, pur da certa distanza minimamente paragonabile alle castronerie coronariche correnti, a illustrare ora questo ora e qualcos'altro aspetto delle riprese: ottiche diaframmi, zoomate e sincrono sonoro. Quando “pontificava” tutti lì, sempre noi, a bocca aperto presi dall’oracolante operatore RAI, mentre il resto, baffo ed altri si apprestavano per uscire su la passerella della Pretori, a due passi dal Gran Caffè, ma questo è un’altra storia
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