Manunzio


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Coronavirus, bella invenzione

Fioretto una volta quei chicchi di grano (si compravano dalle paoline le Suor di San Paolo, altro nomen omen giudaico-cristiano) da mettere in bustina candida bianca sorta di “risparmio” o se memoria sorregge per le anime del Purgatorio: quei della ultima lagrima nella battaglia di Campaldino del Poeta.
Azioni, il fioretto, non proprio alla Wall Street, buone fatte da portare, poi, alla maestra di catechismo: milioni di anni ai tempi dell’Homo Spiritualis et Carnalis. E ne abbiamo riempito granai!
Fioretto in tempi di Burioni, chi. Comitati per la Difesa della Scienza, quando il giorno prima c’era della Razza e annessi Lager, a volte così va la detta storia. Ministero della Verità, in grafica 3D con sede le Nazioni Unite da vil metallo, già scornato con l’Undici Settembre; sono coriacei senza dubbio, ma le prendono pure adesso i satanicucci de borgata, casermoni di trentatré piani. Anzi proprio con fioretto, quella lama da intenditore, che, da ragazzo Anni Sessanta di non si sa quale epoca storica stratificata, ci incantava vedere nostri coetanei (sì, ma molto in alto di gradini, forse anch’essi già trentatreesimi) schermidori. Anche perché chi è portatore di altra visione ottica, ecco, mica può usare gli spadoni di codesti “signuri” nel faccione ridens di un Bill Gates & Melinda consorte a corredo, metti in un consesso Urbi et Orbi ante Coronavirus natu: che bella invenzione


Un secondo angelo lo seguì gridando: «È caduta, è caduta Babilonia la grande, quella che ha abbeverato tutte le genti col vino del furore della sua fornicazione»

Apocalisse 14, 8


Ps1 La schermata del titolo è la risposta, sottoscritta ed inoltrata via e-mail della Lettera Associazione Comilva inviatami
Ps2 Articolo interessante e per nulla "complottardo" quello di Socci su lo stato dell'Arte coronarico corrente
Ps3 Reportage Yankee su l'Italia sotto Coronavirus pre-implementato



L'immagine vien quasi a “caso” ingrandita e re-ingrandita, traslata in digitale da fotogramma Kodachrome 25, una volta lo standard del National Geographic, su Contax Rts prima serie e Distagon ventotto millimetri negli Anni Settanta secolo alle spalle. Virale. Il problema di quel giorno è il cielo sfondato, inesistente. Vero che potrei aprire l’archivio è trovare centinaia d’immagini del cielo per riequilibrare la cartolina (siamo capaci solo di questo come canzonette di Eduardo Bennato) ma le dita fan già click sul Pensiero Unico di Google. Virale. E ci vuole poco a trovare quel che serve. Lo scontorno, poi, è gioco da ragazzi con “bacchetta" Pshop, e va bene così senza scomodare monsieur Bézier che ne formulò, per i boccaloni dei “pro” a farne uso; sì, quelli della Milano da bere più che nettare di Bacco, da certe ampolle. Virale.
Naturalmente l’immagine a colori del caso, già in ripresa, non dice granché. E via con desaturazione, quando sotto Mac e Tonality...bisogna star lontano dai tecnicismi e dare tempo di incubazione. Siché burn qua na botta di là l’immagine si propaga per l’aere più di qualsiasi chirottero da lab (s)fuggito. Sapienziale mix di una immagine “ordinaria” virata in bianconero d’un suggestivo castello in parte diroccato; fuggevole immagine d’antan quando il castellano e consorte (ridens ed estasiati di un Bill e Melinda Gates qualsiasi) a ricevere i graditi ospiti, selezionati ed impressi su granito americano della Contea Elbert in Georgia, mentre fuori impazza come a solito la malaria. Virale
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