Manunzio


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Memoria non condivisibile

Quante volte ho allestito mostre all'Archivio di Stato in Potenza dedicato al giorno della Memoria? Poi a venirci ragionando su, come un tarlo, sul perché dedicare la “memoria” solo e soltanto ai cosiddetti Ebrei: forse di sangue diverso dagli altri umani poi sprezzatamene definiti Goym, ossia schiavi? No non più e dedicare tempo ed energie agli “ebrei”. L'uso delle virgolette è dovuto al fatto che dovremmo dire certuni ebrei, che han lucrato alla lettera sul sangue dei propri correligionari per fini scellerati ed immondi. Ma quand'anche non fosse così è la “benemerita” Wikipedia, sponsorizzata sempre da certuni ebrei e non si sa se erranti e/o globalisti della peggior specie, alla Soros qualunque, a darne conto. Wiki che ci mostra che nei Lager oltre agli ebrei contraddistinti dalla Stella di David in campo giallo, c'era tant'altra parte di umanità dolente e morente che c'entrava poco o niente con quella stella: di quest'altri chi li ricorda?
Spiace dover constatare ancora una volta che gli ebrei, da ultimo utilizzanti come sardine contro l'Orco-Salvini-Sovranista ad effetto e pure neo dittatore, si svendono come quella Segre in passerelle mediatiche (prima dov'era?) sul sangue di innocenti tout court martirizzati in Lager in chiave anti-Salvini anti sovranista ad acta un Sors qualsiasi. Ma il gioco è smaccatamente scoperto, e poi banale domanda: quando saran passati a miglior gloria i “sopravvissuti” terminerà la giornata della “memoria”? E l'odierno Lager a cielo aperto della striscia di Gaza messa su dai “buoni” ebrei, certuni? E del massacro degli Yemeniti e...solo a dar uno sguardo al Novecento di campi di concentramento, eh che avessi voglia molto e più degli “ebrei”. Meno male che il Tempo Galantuomo è. Sempre
Il Genocidio dei Rom (o Zingari) in Europa, 1939–1945
I campi di concentramento
Rom e Sinti, Agnone: il campo di concentramento a loro destinato e la memoria rimossa
Le altre vittime dell'Olocausto
Risiera di San Sabba
Massacri delle Foibe


Ps. In ogni ora del giorno e su reti omologate va ciclica la cosiddetta "storia" di Hitler come colui che "materialmente" ha posto fine a milioni di uomini e non solo ebrei. La vulgata televisiva tende a quietare le domande imbarazzanti: ma chi ha pagato Hitler e certo Mussolini non meno che Stalin per tacere di Lenin? Troppe zone grigie del Novecento che, fino a quando non portate in luce, mai daranno pace a tanti innocenti passati per i camini e non solo dei Lager dell'Occidente giudaico-cristiano-greco-romano, al netto del silenzio di tomba di Vaticano Spa



Allah Akbar Getty Images!

Infatti di sfuriate via e-mail contro questo liquame avessi voglia che a volte sembrava di avere a che fare con macchinette o robot. Daje e daje a chiedere i Right al posto del Royal che uno dice alla fine: merde.
E se immaginate che il prezzo di copertina, diciamo così, poi lo abbassano i Getty come gli pare: che dire? Allora se lo prendono in saccoccia i fotografi very nice, quelli con allure (de che?) che adesso vengono declassati a manovalanza del Royalty free: a quando la messa a gratiss sul mercato? E dire che glielo avevamo detto e scritto ai Getty che se le date (nostre immagini) già a gratiss, tanto vale gliele regaliamo (col piffero) personalmente. Avete visto? Il Tempo è Galantuomo. Sempre. E l’avevamo pre-detto. Amen!
Getty Images is phasing out rights-managed 'creative images' in favor of royalty free content
ImageBrief is shutting down, users have one week to save their images

Man fotografo dal 1969


Ps. Il Mercato non vuole regole se non rapinare (uccisione è la norma) gli altri per le proprie tasche, senonché il tempo è scaduto, se ne diano pace quelli del Nuovo (dis)Ordine Mentale


Il cosiddetto mondo dell’apparenza in realtà Matrix capovolto ed appeso a ramo tragico. L'Appeso o Impiccato è la dodicesima carta degli arcani maggiori o trionfi dei tarocchi che nei mazzi più antichi viene talvolta indicato anche come Il Traditore


Syphilis sive morbus gallicus


Vedete voi il Nuovo (dis)Ordine Mentale che se le dà nei santissimi anatomici? Eh perde colpi è non più granitico come ai bei tempi, diciamo dal famigerato 1717 in qua o dai Savi di Sion e dintorni fiabeschi. Ancora un po’ nebuloso l’avanzo primario, ecco, della gente che sempre più ingoia la pillola rossa al posto della “celestiale” blu di Matrix memoria. Magaldi venerabile a salve ne infiliamo un’altra ed un’altra ancora, e sempre senza grembiulino bianco: a buon intenditor…
Si è detto la botta nei santissimi e non a caso. Influencer inoculatori di influenza, quindi, quando tra qualche mese la giostra degli acquisti (buongiorno Bigpharma come va?) e relativi vaccini si appresta a vaccinare con indicibili veleni il popolo (bue?) è tutto già calcolato, anche i cosiddetti “danni collaterali” o morti innocenti da influencer. Chiaro, no? E tanta la sfacciataggine che lo scrivono i satanici Ur Lodge sovranazionali, non a caso, facendo ricorso al Latino! Influencer ino + cul + atori prezzolati che, neanche qui a caso, in veste scarlatta del 666 o numero della Bestia, ha volto e body lato B e zizze femminile come quelle zoccole d’ogni sifilide infestate che per strada s’alzano la veste e mostrano il pilu! E anche oggi un’altra scalpellata al muro del Nuovo (dis)Ordine Mentale, che gioca, guarda caso, con immagine ottica: e noi qua stiamo di cosa scriviamo a giorni pari/dispari/festivi compresi se non di fantasmi ottici?

“Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui”. Sante parole Ezra Pound, sante parole in questi giorni bui di transumanassimo: ma il Tempo è Galantuomo. Sempre

Influencers vs Instagram: Hiding Like Counts Sparks Tears and Controversy


Man fotografo dal 1969

Ps. In napoletano antico di una persona "sporca" tout court si diceva 'nfranzsat' o in/da francesizzato richiamo, appunto, alla sifilide

Anno Nuovo (truffe antiche ai danni del Pubblico Erario)



Fino a tempo fa il link puntava anche alla pagina omologa del Segretariato regionale Basilicata Mibac (Ministero Beni Culturali) quale “centrale” e interfaccia territoriale verso Roma sede del Mibac. Link altresì che indirizzava anche vs l'Archivio di Stato della dr.ssa Verrastro capo progetto A.d.e.l.mo, che in pratica è la rimasticatura di uno analogo del 1997, joint venturvse tra Regione Archivio di Stato e Deputazione di Storia Patria, dove tra i dirigenti c’era Gregorio Angeli superiore gerarchico della Verrastro. Progetto A.d.e.l.mo che da “progetto” esterno poi vedeva coinvolto altro personale già stipendiato dell’Archivio di Stato, elargizione della Verrasto agli amici per un altro torbido episodio la lei impastato e contraddetto, documenti alla mano, da altri funzionari. L’allora progetto A.d.e.l.mo (Archivio Lucani all'Estero)a costare alla Regione Basilicata 55 milioni di lire, cui affiancati negli anni sino a poco tempo addietro altri 700 milioni in lire, e mai si è saputo la “lievitazione” finale della rimasticatura del progetto cui nominativi "esterni" è a dir poco “anomalo” e gestito dal Segretariato regionale cui vertice il Maurano Attilio è parte in causa. Esposto di OO.SS venne presentato oltre che alla Procura alla Corte dei Conti di Basilicata, dove per breve periodo ha svolto ruolo una delle quattro firme del Progetto A.d.e.l.mo. Miranda. E che insieme a Tamblè-Verrastro Manupelli sono un affiatato quartetto di "arco e compasso". Secondo e terza dell’Archivio di Stato in Potenza, la prima Soprintendenza Archivistica di Puglia e Basilicata Sede di Potenza, ultima già Direttore Archivio Stato Matera. Insomma Maurano è di certo il dio ex machina di ogni cosa si muova in ambito "culturale" in terra dei basilischi.

Maurano Attilio ex Direttore Segretariato Beni Culturali Basilicata da ultimo lo davano vivente in quel di Salerno. Ingegnere verosimilmente (?!) amico degli amici e del Rotary Club para massonica associazione. Maurano che sta dietro il cantiere ormai fermo e prossimo a cinque anni, basta leggere il cartello di cantiere se non fatto sparire nottetempo, dell’ex Biblioteca provinciale in C.so XVIII Agosto in Potenza e di strani multipli fallimenti di ditte appaltanti e, ciliegina, una delle quali sentenzia il Tar Basilicata “non doveva partecipare alla gara” poiché nel frattempo aggiudicatesi i lavori, de facto, mesi prima era già in comodato fallimentare, così scrive il Tribunale Fallimentare in Roma, e riportato in sentenza Tar citato. Banalissima affaire da quindici miliardi in vecchie lire ai danni dello Stato (fondi europei Regione Basilicata pagatore ultima istanza) e che caso “stranamente” l’ameno Tribunale di Potenza ha fatto sparire due denunce al riguardo. Tra amici questo e altro.
E sempre l’ottimate Maurano verosimilmente sta pure dietro il Progetto A.d.e.l.mo (Archivio Digitale Emigrazione Lucana nel Mondo) progetto riciclato già in partenariato 1997 con la Regione Basilicata che arriva sino ai giorni correnti più che ventennale grazie anche a funzionari dello Stato (Valeria Verrastro attuale Direttore Archivio di Stato in Potenza, in joint venture con Soprintendenza Archivistica Puglia e Basilicata e Archivio di Stato in Matera) già stazione appaltante del citato C.so XVIII in compagnia del predecessore ex Direttore Donato Tamblè , in Potenza & Roma allo stesso istante quando si dice il dono dell’ubiquità, anch’egli dietro il cantiere XVIII Agosto in Potenza cui si è detto poco sopra. Insomma controllori e controllati di sé medesimi ai danni dello Stato, già in denuncia da OO.SS. ma prontamente e senza indugio archiviato (!) nottetempo dal sempre “vigile” Tribunale potentino.
Il Maurano, infine si fa per dire, sta ancora verosimilmenete dietro un’altra, notizie da Basilicata24 online, vendita&rifitto degli ex Monopoli di Stato in Potenza, attaccato al Comando Guardia di Finanza. Quando si “immagine” e il caso va da sé.
Siché lei con la con complicità del Tribunale si è inventato finanche un procedimento di condanna di chi scrive a quattro mesi di carcere? Eh bocca buona Maurano, ha venduto la pelle dell’orso prima di catturarlo immaginandosi il Marchese del Grillo e sua battutaccia. Ohh s’è per questo, vedrà, si pentirà molto ma molto amaramente, giacché le carte del Tribunale raccontano fatti, nottetempo trascritti pure a mano (!) al di là di ogni possibile immaginazione, in spregio alla grammatica e le Procedure del Codice Penale: Marchese del Grillo lei si dice? Siamo qui a farle una volta e per tutte pelo e contropelo chiedere i danni oltre l’intervento dei Caschi blu dell’Onu e/o radere al suolo il Tribunale di Potenza e cospargervi il sale come i romani.
Il Tempo è Galantuomo Maurano & sodali. Ah certo buon Anno e quanto “buono” per lei e associati si vedrà molto presto

Man

NB. Una piccola chicca da un documento (ultimo conteggio settecento pagine e documenti) che ricostruisce passo dopo passo ogni minuzia "sfuggita" ai magistruncoli del Tribunale in Potenza:il famigerato Documento De Bonis (nome dall'estensore Studio Legale omonimo) perpetrato da magistruncola del Tribunale e l'Arma dei Carabinieri,di un tranello (ne scrivemmo al Presidente dell'Ordine Forense senza ricevere mai risposta) ai danni del legale che ci assiste da un decennio e più. Documento già in possesso del giornale online Basilicata24, e molto compromettente che in poche riga riassume la truffa di apparati occulti dello Stato ai danni del Pubblico Erario. Documento DE Bonis che compare in denuncia nottetempo dopo la comparsa di notizie a stampa tra cui la citata Basilicata24. Insomma a pararsi le terga sfondate. Tesi mai dimostrata e dimostrabile anche con il concorso esterno (art. 416 Associazione per delinquere che non stonerebbe l'aggiunta di bis o aggravante mafiosa) migliori specialisti cinematografici di effetti speciali, trucchi e barba posticcia potrebbe. E non già si scasso o effrazione che dir si voglia si tratta di chi scrive e suo legale (!), no quanto la parola della dr.ssa Valeria Verrastro, già direttore dell'Archivio di Stato e capo-mastro per chi intende del cantiere dell'ex Biblioteca che si viene narrando. Breve venimmo contattati dalla PG dei Carabinieri in Tribunale ad ammettere della cosa, così il mellifluo Brigadiere. E capita la antifona facemmo mettere a verbale "la facoltà di non rispondere a domande" tra la stizza malcelata del Brigadiere...vistosi sfuggito l'attimo!

more: XVIII_Agosto_organigramma.pdf (484.94 KB)

Il primo giorno di libertà




Inaspettato tempo con bel sole e gambe pare mosse di “propria” sponde, mentre il resto del corpo rimane da altra parte; ordinaria routine da un trentennio in qua suddiviso in “indizioni “. Vera e propria segregazione costretto dietro “invisibili” sbarre della cosiddetta realtà fattuale o più ancora “razionale”che con il tempo si è imparato a riconoscere. E se ne è venuti fuori, così sotto il sole squillante di un sabato di Maggio d 2018. Novemila passi, tanto è il tratto en plein air di prosaici sette kilometri di bordo fiume Basento dalle acque che riverberano di altri tempi:
Anni passati a prendere pugnalate alla schiena senza sosta, ma si è ancora qui al sole “tornati a riveder le stelle“ “signora” G.R.R. Vito Viggiano in quel di Rimini. Il Tempo è Galantuomo anche dopo quasi quarant'anni


Man


Ps. Il prezzo della libertà pagato sino ad usura, immaginato da "signori & signore" invincibili, adesso se ne chiede conto ed interessi

I libri di Man




Abstract here to speak of books, and their reliable soul, when everything around seems to fall



Nella stanza “bunker” dove ci sono pure le Olympus, su la mensola la sfinita C 5060 Wz dell’archivio fotografico e di ciò che vedete su Getty Images; le analogiche Rolleiflex Yashica Electro ancora funzionate dopo più di cinquant’anni, poi cavalletti stativi dietro la porta, di fianco il divano la borsa con dentro le ottiche Olympus con la gloriosa E1, E3, E510. E più in là una borsa metallica (quella che serviva ai fotografi a bordo campo per starci seduti sopra e molti filmati d’epoca ne dànno conto) servita il giorno che il Presidente Sandro Pertini (un grande) nel post sisma ottanta venne ad inaugurare la tanto attesa Università di Basilicata (dove zitto zitto pure abbiamo tenuto lezioni di fotografia ma non ditelo a nessuno). E ora nella scatola metallica, passata per borsa, c’è di tutto e di più compreso una mini livella: quella da muratori che uso per riproduzioni. E piena di filtri Cokin con ancora attaccato il prezzo in lire, costavano all’epoca un botto e pure di plasticaccia ma con allure della griffe francese e made d’un fotografo, favore di un fotolaboratorio (un giorno venne a tener lezione tale Lanfranco Colombo da Milano, che rimase di stucco davanti le mie trentaperquaranta bianconero, lamentando solo che, noblesse oblige, erano stampate su Politenata e non su Baryta Ilford che pure usavamo) colore del Vulture che adesso non c’è più.
Bunker con il tavolo, a latere televisione panoramix, e l’immancabile Mac, noblesse oblige pure qua, che fa il paio nell’altra stanza del figlio grafico di Sky. Mentre il portatile Winzoze come uso dire, dell’altro figlio l’usa come…televisore: digital generation.
E ancora bunker (spesso dico ai profani che vi entrano di comportarsi come si va in chiesa e il grafico figlio fa l’esatto opposto, chissà di chi ha preso…) della mia Cancelleria lo scaffalone dei libri e paio del dirimpettaio, con Enciclopedie e saggistica fotografica, sopra la mensola fianco a fianco alle Analogiche macchine cui si è detto. Ma più in là, nella nicchia ricavata che prospetta la cucina (non di solo pane vive l’uomo, no?) altra scaffalatura di classici e su tutti la Storia della Letteratura Italiana e Storia della Fotografia per i tipi, uso dire, della Einaudi. Vero che anche il comodino ne è pieno, finanche la testiera del letto, una volta fatta, come minuscolo scaffale, a contener libri anzi la notte. E riviste fotografiche a tonnellate che un giorno ho regalato alla Biblioteca Nazionale del Capoluogo della regione che si (s)fregia alla Giano bifronte di due nomi: uno aulico l’altro da servo curiale bizantino. Biblioteca dove c’è un piccolo reparto di classici su la Fotografia che ottenni all’acquisto con le “buone” dal direttore, che non fiatò anche perché quando doveva riprodurre sue cose le voleva solo e soltanto da me, sebbene fosse circondato di impiegati “fotografi” o in città da fotonegozianti che si fregiavano del titolo, uno addirittura cacagl’ o balbuziente come Ernesto Salinardi, ladro di fotografo; e un giorno lo vidi fasciato la mano armeggiando, immagino volesse aprire come scatoletta di sardine, il suo pisciatur’ (pitale ma qui in senso lato) Nikon digitale che odiava da cacagl’ come tutto il resto).
Libri che quando c’è stato e per molti anni il cielo congiunto alla linea dell’orizzonte con in mezzo chi scrive, e del tutto innocente, han fatto compagnia più e meglio del pane che a volte è mancato per la pusillanimità di “certuni” che oggi sono stati rinviati a giudizio. E poi certi altri, sodali di quelli, non pensano che il Tempo è Galantuomo. Sempre!

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