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A fessa 'mman' e criature




Espressione napoletano che non attiene (fessa) a quella “cosa” dell’anatomica conformazione femminile, casomai si chiama e onomatopeia, causa il movimento sussultorio ma pure ondulatorio, dell'organo entrante nella “purchiacca” per non addetti ...lavori.
E dunque la “pazziella” gioco in lingua del Rosacroce Dante è un attività ludica molto ma molto redditizia: come va Cia& Mossad tutto bene, famiglia e bambi? Ri-dunque siamo (chi?) tutti fanciullini con il quotidiano smartphone acceso e surfiamo de qua e de là. E vuoi tu un giro su Instagram (Cia&Mossad ma anche altre agenzie cui elenco è lungo ma che ringraziano con lacrime agli occhi per sganasciate risa) un giretto, no? La vetrina delle fottografie, pro dementi a telecomando erore, ecco, non è. Fottografia corrente anche e soprattutto di fallowers cui mostrarsi, malgrado il re sia nudo ma tant’è. E dunque in finale: specchio delle mie brame dimmi chi è il più co…glomerato di ossa e sangue fract’ del reame?

Man fotografo sin dal 1969

Ps. Ma non avevano detto, oltre il Mossad che la Cia è una loro depandance, che i famigerati fallowers Instagram sono fake e non si è scritto già in “falso d’autore”?

Pss. La nostra giovane puttanella scosciata quanto basta per restane in tema (perché mai far vedere le cosce se una “donna” è brava ontologicamente?) con un reperto (pubblicità occulta!) analogico d’antan, una Contax a pellicola che oggi fa tanto figa (non si evince la tariffa oraria per la “botta” della puttanella) del caso. Comprate e usate non già il digitale che non “tira” poi tanto di sti tempi, sia relfex-mirrorless che soprattutto i famigerati telefonini, ma la buona pellicola d’antan che faceva disperare tanto Cia&Mossad e i loro database, quando oggi con un click l’Eurogdfor del caso, come da ultimo dans la douce France, applica mazziatoni (cariche selvagge) senza dar conto a nessuno: cherchez la femme!







Gnifone & Bandone

Come tutti quelli che praticano lo still life (sin dai tempi analogici) si trova interesse per certe realizzazioni. Casomai, sempre in Era analogica, il difficile era nel mettere in pratica la luce: artificiale per convenienza ché non ci si poteva permettere i Bowens figurarsi gli svizzeri Elinchrom o artigianali in quel di Milano.
A proposito vi è stata e per molto tempo una disputa “teologica” sui i flash da usarsi: a generatore o monotorcia? Terzi di diaframma (!) temperatura colore incostante tra sistemi (!) l’arrivo di astronavi aliene…quel che vi pare. Chiusa parentesi.
In Era digitale è tutta na discesa a patto di sapere anzitutto il proprio nome per chi intende. Vale a dire la “facilità” della codifica 0/1 la capisci se sai, di nuovo, il tuo nome: storia paisà e lascia stare Pshop o à la page Lr e soprattutto il Raw, che tanto poi…sta mazza. Ecco perché si firma ogni articolo “postale” con quattro cifre finali, sempre per chi non ha testa a spartir orecchie!
Siché e finiamo basta un po’ di “cerone e peli” posticci per fare, comunque, una foto interessante: certo se il manufatto che sia invece di chiamarsi Antonio lo chiami Carlo, eh…Già proprio così: non è bello (falso) ciò che è bello ma quello che piace falsa + mente! Certo se poi lo scatto e di una entità fantasmatica a nome Gastel o alla Toscani…cherchez la femme!

Un set di pochi spiccioli


Man fotografo sin dal 1969


Ps. Poi arrivarono gli IFF monotorcia economici (cinesserie antelietteram?) che acquistammo e funzionarono senza mai dare problemi…tranne per alcuni “pro” che a mezzo stampa (Milano cominciava più che bere a tracannare da cane) ne decretarono la fine di un buon prodotto italiano: il problema!

Pss. A Milano venivano fabbricati oltre ai banchi ottici Fatif 10x12 e 20x25 generatori che ricordiamo chiamarsi Eurotodde Srl, usati in molti studios, cui sito del produttore sembra essere "offline"

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