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19-07-2019 12:01

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Dedicato al Presidente Afip Giovanni Gastel in Milan

La moda, del tutto uscita dalla modernità, invade ogni angolo della comunicazione, dell’economia e della vita, diventa la carne stessa della società e delle esistenze, e il corpo diventa “ il palcoscenico simbolico su cui viene messo in scena il dramma della socializzazione”
Eleonora Fiorani



L’immagine vede la tavola (Ultima cena alchemica) piena di personaggi forse in cerca di autore ed in nero (nigredo) sovrastante una farfalla bianca (albedo) per giunta femminile (Grande Madre) attaccata o in segno di, a destra, il Presidente Gastel nell’ evidente ascensione finale (rubedo).
Al centro il canuto napoletano (Partenope Mimmo Jodice novello Raimondo di Sangro principe di Sanservero) con a latere, assisa a destra e dell'emisfero cerebrale, una riconoscibile “Maddalena” del Nazareno-Messia-Maestro.
Messinscena alchemica di trasmutazione, scelti e selezionati uno ad uno qui la Casta sacerdotale dei “fotografi”. A destra e non in abito talare il barbuto Maurizio Rebuzzini già di Foto/graphia


Alchimia


Milano da bere: cos’altro ancora? Sentite questa della Milano bene. Il Presidente Giovanni Gastel (già a cavallo così nella tavola XXII di Un eterno istante by Mondadori editore) dell’Afip (Associazione fotografi interamente padani) in un luogo deputato agli affari lancia, in resta, una rivista per amici: ad arte. Si perché a parte i fortunati della rivista, nientemeno: “Fotografia e/è Cultura” , tutto lascia immaginare di una boutade.
Infatti se siete padani residenti in Milano, da qualche parte pure la si trova sempre la “rivista”. E meno male. Si perché fuori da via Monte Napoleone, meglio ancora il famigerato quadrilatero dei Navigli, dove sono asserragliate le ultime residuali truppe giapponesi in foresta, qui di Mode annesso & connesso (somos todos caballeros!) provatevi ad aver copia della rivista di “fotografia&cultura”. Niente da fare e per l’intero Stivale (oramai ridottasi di nuovo a mera espressione geografica di Metternich memoria di vetusti libri di scuola) e la situazione è questa: tranne alcune fortunate edicole e/o librerie milanesi, s’è detto, la Hoepli di Milano “vende” e non già distribuisce la “rivista”. Tant’è vero che se provate dal vostro libraio di fiducia, questi non può chiederla alla menzionata Hoepli bensì acquistare dall’Editore: carneade chi era costui?
Morale della favola: la rivista c’è per gli amici iniziatici. Viceversa non esiste un piano serio di distribuzione, almeno, sotto il Po’ diciamo Bologna: il Granducato di Toscana una gran fortuna!
Una rivista cartacea al corrente contradizione cristallina è: smartphone tablet ebook-reader docet! E dà la misura culturale della Operazione “alchemica”. Sic transit gloria Mundi


Conferenza stampa per la Rivista FC
Una Rivista sulla Fotografia, Arte e Cultura


Man fotografo dal 1969


Ps Per l’immediato inviamo la presente al vicepresidente Afip, giacché il Presidente Gastel non scende mica da cavallo per i non “associati”. E naturalmente l’Editore



Last update I

Gentilissimo sig. Annunziata,

la ringraziamo per l'attenzione posta verso la nostra nuova rivista. Mi preme però dirle che, come specificato nella precedente mail, in cui le rispondevo circa il modo per procurarsi la rivista cartacea, che sebbene sia vero che la rivista per ora si trovi fisicamente nei punti vendita indicati (sottolineo anche che le Gallerie d'Italia non hanno sede solo a Milano bensì anche a Napoli e Vicenza) e che questi punti vendita aumenteranno nel corso del tempo anche in Italia, è anche vero che le avevo indicato l'indirizzo dell'editore presso cui ordinare e farsi spedire senza spese di spedizione il primo numero.

Nel caso ce ne fosse bisogno le ripeto l'indirizzo: fc@oberonmedia.com

Per quanto riguarda invece l'edizione digitalale, questa per nostra specifica scelta non esisterà. La rivista sarà solo ed esclusivamente cartacea.
Nel prossimo futuro sarà disponibile un sito, al momento in costruzione, presso cui sarà possibile leggere stralci degli articoli e informazioni riguardanti il mondo della fotografia.

Nella speranza di esserle stato utile, la preghiamo di rivolgere in futuro direttamente a noi i suoi dubbi e le sue considerazioni prima di comunicarli urbi et orbi attraverso il suo blog, onde evitarle di scrivere informazioni inesatte e conclusioni affrettate. Saremo lieti di risponderle.

Cordiali saluti

G.

Giuseppe Biancofiore - Photographer
www.giuseppebiancofiore.com

e-mail: giuseppebiancofiore@gmail.com
mobile: +39 349 81 55 452
P.Iva: 03729120711


Reply Manunzio

Ringrazio per la sua e a stretto giro di posta uso dire: generalmente uso il libraio di fiducia per ogni evenienza. Quanto poi all' "urbi et orbi" potrà trovare questa sua gradita a piè pagina del post: tanto per correttezza e senza negligenza alcuna. Tuttavia resta discreta zona d'ombra su quanto narrato in post circa Fc “Fotografia & Cultura”.
La ringrazio altresì per aver sottolineato che "non esisterà versione cartacea". Anche così nella Silicon Valley dove i rampolli della Upper-class studiano come noi già degli Anni Sessanta e precedenti: carta penna e calamaio. Non a caso, così come Steve Jobs "strigliava" nella doppia accezione i suoi discendenti dall'uso “intensivo” delloi smartphone tout court: intelligenti pauca verba

I milgiori saluti
Man fotografo sin dal 1969



Last update II

Gentilissimo Annunziata

Le chiedo, per ora attraverso la presente, di togliere dal suo blog la mia risposta e soprattutto i miei contatti, in quanto tale pubblicazione di una conversazione privata non rispetta la privacy e non è stata autorizzata.

La prego in futuro di inviare le sue comunicazioni all'indirizzo dell'associazione info@afipinternational.com.

Cordiali saluti

G.

Giuseppe Biancofiore - Photographer

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Reply Manunzio

Privata lei dice: di un fatto pubblico e via Youtube? Posso adempiere alla sua richiesta solo pubblicando in aggiunta al "Last Update " cui ricorro per l’evenienza, e certo non rimuoverla: e perché mai e tra persone civili e pubbliche? Quanto al suo cahier de doleances, le ricordo che mi è stato girato dalla "segreteria" luisa.radicefossati[at]imageservicesrl.it, cui per primo ci si è rivolti, indirizzando la mail, appunto al Presidente Afip Gastel

I migliori saluti
Man fotografo sin dal 1969


Last update III

Gentilissimo sig. Annunziata,

le scrivo nuovamente e spero per l'ultima volta ben sapendo che questa mia presto sarà di pubblico dominio presso il suo sito, anche se non vedo la necessità di pubblicare tutta la nostra corrispondenza che a questo punto poco ha a che vedere con il suo post originario, con la rivista e con l'Associazione. Ma tant'è, chi leggerà saprà giudicare quanto opportuno sia o non sia da parte sua continuare con questo atteggiamento.

Le chiedo nuovamente di rimuovere i miei dati sensibili dal suo sito, così come quelli (indirizzo mail) della sig.ra Radice Fossati, che nello specifico non ha nulla a che fare con l'AFIP, dato che è responsabile dello studio Gastel, di cui si occupa anche della segreteria. Lo studio di Gastel e l'Associazione, sebbene facciano capo alla stessa persona, non sono direttamente collegate e operano in maniera distinta e separata, con segreterie distinte e separate. Tant'è vero che la sig.ra Radice Fossati non le ha risposto direttamente ma ha inoltrato la sua mail a me.

Questa conversazione, le faccio notare, non si svolge su Youtube, dove i commenti sono aperti e pubblici, ma tra i nostri rispettivi indirizzi mail privati. Errore mio averle risposto tramite il mio indirizzo (credendo di farle una cortesia) e non attraverso i canali ufficiali dell'Associazione. Dati i recenti sviluppi, non ricapiterà in futuro.

Tra l'altro, pur avendole risposto cortesemente con tutti i dati necessari, lei non si è risparmiato il suo post non solo pieno di imprecisioni, ma anche scortese sia nei confronti sia dell'Associazione che del suo presidente e infine nei confronti di chi ha lavorato duramente a questa rivista negli ultimi mesi, pur non avendo lei mai ancora toccato con mano la suddetta rivista. D'altronde, c'era da aspettarselo. Ma noi non siamo permalosi, quindi come vede siamo ancora qui a risponderle, sempre con gentilezza e cortesia.

Per qualsiasi comunicazione o segnalazione le rinnovo l'invito a scrivere alla segreteria dell'Associazione, la quale poi girerà la corrispondenza, se necessario, a Gastel o a qualsiasi eventuale destinatario.

Nella speranza che la mia preghiera venga esaudita,

porgo i miei cordiali saluti a lei e a chi ci sta leggendo

Giuseppe Biancofiore - Photographer

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Reply Manunzio

Per l'ultima volta: cosa? Il fatto che lei entri in campo, dovrebbe averla letta, è perché ci si è rivolti in primis al Presidente Afip Gastel, anzi, in risposta della sua segreteria Fossati che l'ha girata a lei. Non meno del fatto che l'Afip, cui lei è vice presidente, è Associazione pubblica e che, in caso di specie la presentazione di FC, cui notizie si legge s sulla home page Afip accessibile da chiunque, è pubblica. Così come pubblico è il video della conferenza stampa di FC su Youtube, presentata dal Gastel Presidente Afip. Tutto alla luce del sole, quindi. Per parete nostra si è trovato strana la cosa, rivisita Fotografaia e Cultura, tant'è vero che prima di scrivere il post se ne chiesto al riguardo Hoepli compresa in quel di Milano. E poi ovviamente non c'è alcun disclaimer/agreement cui appellarsi e senza ledere alcunché, anzi, si dà conto del presente reply che s'aggiunge al post Alchimia.

I migliori saluti
Man fotografo sin dal 1969


Last update IV

Gentilissimo sig. Annunziata

Cito: "Per l'ultima volta: cosa?"

Rispondo: tolga gentilmente dal suo sito la firma in calce alle mie mail: sito, indirizzo mail, numero di telefono e p.Iva, e con i miei quelli della signora Fossati

Lasci pure il resto, ciò che avevo da dirle l'ho detto e non credo di dover aggiungere o togliere altro

Grazie

Buona serata

G.

Giuseppe Biancofiore - Photographer

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Reply Manunzio

Sono dati che restano e che lei ha fornito (ivi compresa questa sua ennesima a piè di pagina) insieme  alla Fossati, e di questi rinvenibile pubblicamente senza restrizioni di sorta alla pagina http://www.giovannigastel.it/contact. Ho eseguito solo un copia/incolla delle sue inviatemi. Nessun disclamair/agreement poi è stato chiesto e/o sottoscritto manco fossimo al cospetto di Segreti di Stato (!) Veramente incomprensibile la sua "esternazione" sull'acqua.

I migliori saluti
Man fotografo sin dal 1969


Last update V

Non le appaiono perché ho risposto da smartphone, dove la firma digitale non è automatica...

Senta, faccia come le pare. Le abbiamo chiesto ripetutamente e sempre con gentilezza di togliere i nostri dati dal suo sito perché non vogliamo assolutamente che siano associati al suo nome o al suo blog. Glielo chiederei nuovamente, se oramai non sapessi che è inutile.
Non so voglia dove arrivare e perché. Pubblichi pure tutto. Ai lettori l'ardua sentenza.

Non perderò ulteriore tempo con lei, considerato il suo atteggiamento, la sua ostinazione e la sua poca disponibiltà.
I dati che cercava le sono stati forniti. Tutto il resto è un surplus inutile e poco inerente col resto, ma contento lei...

Buona serata.

G.

Giuseppe Biancofiore - Photographer

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Reply Manunzio

Ripeto: fa tutto lei. E poi per forma mentis sul mio Diary pubblico di tutto senza reticenza alcuna: da uomo libero che si è pagato la sua integerrima sostanza virtuale e professione senza banner e altro. Un must unico nel Belpaese, anzi proprio perché lei insiste, le inoltro un file che guarda caso è indirizzato al Presidente Gastel: è del lontano 1992 quando si era socio Afip. Come vede niente di personale. Mi duole non accogliere la sua "rimostranza": dura lex sed lex.

Migliori saluti
Man fotografo dal 1969


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Angelo & Angela


E meno male che gli “angeli” non han sesso! Incominciamo alla grande un lunedì di Giugno caldo già dalle prime ore mattutine, a Sud (de che?).
Sia come sia vi siete alzati come al solito, o col motivetto della colonna sonora in testa per la giornata (a volte più giorni) oppure un'immagine tout court. Ora come mai vi viene a mente, gli Angeli? Già come mai? Boh la prima reazione poi però...qui di certo non custodi.
Parentesi: ma l'immaginereste quanti ne sono secondo Catechismo quello di altre e lontani estati fa? Dunque due conti: pigliate, secondo visione cristiana si capisce anche se di alate creature tutte le cosiddette religioni più o meno ufficiali ne danno conto, settemiliardi e rotti di esseri incorporei (!?) “buoni” cui aggiungerete, però, agli antipodi, ecco, i sulfurei “ cattivi”. Mammamia e 'ndo li mettemo tutta sta 'ggente su a Tera? E meno male che sono aerei, gli Angeli, casomai sono dolori per i controllori del traffico aereo...stamani siamo di fioretto come al solito altro che spade, spadine e spiedini!
Chiusa parentesi dal Catechismo, veniamo a cose più terra terra, su. E allora la cosa si fa più visibile, sì, perché anche queste cose che veniamo a scrivere (sembro Totò Peppino e a Malafemmena...effetto caldo sorry) tutte le latitudini, miti o meno, ne dà registrazione: de che? Ma di una battaglia “celeste” e di carri infuocati (licenza poetica o censura per bifolchi da Vaticano Spa?) e di ali (alianti) naturalmente, angelicate.
Siché come tutte le cose anche la battaglia celeste di quel giorno ebbe termine: vittoriosi e vinti. E allora come oggi domani dopo domani e sempre: chi vince detta legge e scrive “storia” mentre glia altri s'attaccano al tram del desiderio. E qui siamo a fatti di certo peso. Anzitutto gli Angeli (de)caduti come pure le Scritture parla finirono nel bagno penale chiamato, appunto, Terra, a sigillo della loro sconfitta eterna senza riscatto:”Scacciati dal cielo, gli angeli sono caduti e non voleranno mai più fino al cielo più alto”. Cielo tutt'altro che metafisico e ci siamo intesi. E pare che questa Mafia, sì certo, perdete si attrezzò per vivere al meglio su questo pianeta, fabbricandosi per tutte le incombenze manuali, e chi secondo voi? Noi umani o meglio tanti umanoidi. Tuttavia come tutte le ciambelle qualcuna è venuta senza...buco anatomia a parte. Forse un Eki/Prometeo e molti altrri ancora nel corso della “evoluzione” umana ha partorito anche un Manunzio...
Passare al “moviola” almeno gli ultimi duecentomilannidistoria, e con che software montiamo la “storia” poi, come si fa? Montare...già intelligenti pauca verba come sempre paisà!

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Tra le pagine a Web cui “casualmente” ci si è imbattuti non poteva mancare, citato proprio l'altro giorno, tale Giovanni Gastel da Milano, e suoi “angeli”. Tuttavia una foto, si presti attenzione, posto che qualcuno non usi testa a spartir orecchie, alla mano del buon “angelo”: notato niente? Eh c'era da aspettarselo da spartitor d'orecchio! La mano, guardate la mano dell'angelo: arto nero (cancrena fuliggine infernale post produzione?) indice e mignolo. Corna. Ahh il nostro Gastel per essere ciò che è deve, anzitutto, “glorificare” la Potenza tellurica che lo ha messo a cavallo (trovate immagine al riguardo nella sua autobiografia Un eterno attimo by Mondadori) a far carriera, certo in questo potrebbe tornare più che utile una tessera del tipo quella P2 di Berlusconi Memoria, o di Capo bastone che non vivono più in Sicilia, da mo', dai tempi dell'ultimo sorso della Milano da bere! Non citiamo fonte che non ce ne po' fregà de meno, casomai e se vi pare premete i ditini a tastiera e provateci

Pss. Il Cern di Ginevra quel grosso ciambellone con il buco però, dove accedono come “spettatori” i Russi che in superficie però sono “cattivi” e non così su la Stazione orbitale...pare lavorino a tutto tranne che per il bene cosiddetto, il ciambellone: una volta, infatti, fisici quantistici ravvisano il pericolo della creazione di un buco nero, da finirci tutti dentro, un'altra la possibilità data dalle grandi energie sprigionate, di aprire lo Stargate e consentire ai (de)caduti angeli di fare finalmente ritorno a “casa”. Solo che l'E.T. del caso lascerebbe nell'inferno più indicibile la Terra e suoi abitanti! E d'altronde dicono le menti superfini alla Falcone, che aveva capito abbastanza e fatto fuori a conseguenza, semo Goym: schiavi. Ahh benedetta Is-Ra-El uber alles per chi intende che il numero della Bestia è 666. E si vabbè alcuni vogliono 615: mah!



Fisime a man salva

Il rituale poi cos’è nella sua essenza: esorcizzare la Morte che fa cagare sotto gli umanoidi. Certo poi gli antropodeché ci mettono le chiacchiere per dire quello che si sa, voglia si sappia. Ma si guardano bene dal concetto di Morte: perché si muore nell’Era dell’ottimismo senza scomodare Tonino Guerra e sua réclame? E delle macchine pure tanto per non far torto ai transumani robot. Altra fissazione dell’occidentale, che si caga sotto dalla paura di sparire come giusto sia, casomai in altra dimensione…meglio non dire ai materialisti d’accatto. So’ permalosi mentre continuano a cagarsi sotto all’idea della Falciatrice.
Sia come sia veniamo a noi, va. Rituale come ripetizione un’altra fesseria del pensiero aristotelico mai finito al macero per evidenti limiti d’usura: lato traslato figurato e fate come ve pare. E pure questo non si dica, altrimenti il ricorso a Betotal o benzodiazepine alla Giovanni Gastel, raccontato nella sua biografia a p. 65 di Un eterno attimo by Mondadori, l’intontisce ancora più; sono costoro che hanno inventato il weekend, il fine settimana che in mancanza di lavoro unica cosa Moloch nella vita sostituito da alcoilici…
DxO ci ha abituali, quindi, a misurare la bontà di macchine analogiche in tutte le sue forma senza ricordare gli smartphone “fotografici”. Tale che se una volta era d’uso: “lo dice la Rai” parimenti l’odierno Lab DxO. Contenti voialtri. Tutto qua? Ancora un pochino per dire che questi nostri fisici con fisime di un Universo rettilineo (rettiliniano, no?) verso l’Infinito ed oltre (!) devono ripetere a mantra che per porre a metro costante i parametri devono essere quelli e non altro in tutto l’Universo: minchia! Ripetere così dice la “scienza” ripetitiva. Per carità di nuovo chi si contenta gode: ma l’indeterminatezza di Heisenberg, e la Quantistica…mal si conciliano con tanto determinismo d’accatto darwiniano positivista di un tempo passato a miglior gloria. Ditelo ste cosa agli orientali che gli viene da ride. Ah anche oggi alla fin della tenzone tocco? Tocco o son tocco? Ma fate come ve pare…

DxOMark Made a Realistic Mannequin for Testing Selfie Cameras


Man fotografo sin dal 1969


Ps. Tuttora a web la metodica, Images Resource, per testare le digicamere e certi colori come pelle, alquanto difficile a farsi, e poi manichini dai capelli lunghi per verificare altresì la “finezza” del potere risolvente. E senza ricorso a mannequin Ai. Cui prodest? Come sempre ribadiamo: cosa c’entra a dare numeri? Cosa ci azzecca con fare fotografie? E’ la giostra dell’accata accata (to buy) tante volte detto e ridetto, il resto alla giostra gliene po’ fregà de meno



Un tuffo dove l'acqua è più blu


Quando in camera oscura della tante volte citata Agenzia Lampo stampavo il mezzo formato (metà 24x36) Olympus chi mai avrebbe pensato all’odierno? Sembrava che la pellicola fosse eterna…
Olympus che se mi levate le “vecchie” digitali 4/3 così pure le compatte Camedia mi togliete l’aria (roba da matti, eh!) da riuscirei non dico a vivere ma insomma…è troppo difficile a dirsi il confine tra apparato visivo “naturale” e “macchina” fotografica; cosa questa che ci permette di sorridere dinanzi l’accoppiata Jovine-Gastel ma pure Toscani nazionalpopolare, a telecomando per chi intende

A Great Moment
Un tuffo (eppur mi son scordato di te)

Man fotografo sin dal 1969






Ministero della Verità

Fotografia simulacro, vuoi tu che nell’Ottocento lì lì positivista non venisse inventata dal solito circolo massonico transnazionale luciferino? Vabbene un nuovo modo di “vedere” ma che non a caso si sviluppa lungo l’asse della “prospettiva” rinascimentale, lasciamo per un attimo il Venerabile Leonardo -Sindone-Fotografia che qui non è caso.
Fotografia come “rappresentazione” onirica o meglio Fottografia che per l’appunto refuso non è. Immagine darwiniana e delle sorti magnifiche e progressive del Kapitale (lo scriviamo con kappa come killer) Homo homini lupus a dirla per intero. Vapori mercuriali (dagherrotipo starter) fra nastri ballerine nani Gastel e uno Jovine che non si nega mai, complemento lo squallido Toscani che fa finta di sputare nel piatto cui pur s’ingozza, così con semplice tratto senza andare oltre e anche perché di questo liquame se ne scrive a giorni alterni.
Immagine che poi divenuta “mobile” in celluloide ma odierna streaming ammalia ugualmente e molto più che le scosciate sirene di Ulisse. Immagine fotografica subliminale che esiste a “dimostrazione” del mondo, che non esiste secondo i cartesiani prezzolati, se non quando “pensi”: non ce niente lì fuori solo e soltanto quando la mente (dal verbo mentire?) s’illumina d’immenso e crea la “realtà”: mari monti e persone che …maschi e femmine li creò a sentire la Genesi (non certo quella del luciferino Salgado) 1, 26.28

Teoria Gender


Man fotografo sin dal 1969



Ideologia gender e manipolazione capitalistica dell'umano
Piazze & gender

Ps. Si ascolti attentamente il "buon" Galimbert Umberto, di quest'ultimo link, dal minuto primo in poi, oltre la Piazza/Mussolini/Non verità quando è contraria alla narrazione teletrasmessa, o inoculato via vaccini..e i secondi successivi di certo i più esilaranti, ecco :”…gente che con poca istruzione su base di pre-supposti (non gli va bene la “supposta” del Galimberti & Co?) sulla base delle proprie opinioni…” Proprie opinione, significa propria testa, ma dice Galimberti e io e noi autri ahh che minchia stiamo a fare? Riecheggia quel frammassone Mario Monti di “eccesso” di democrazia e “poca conoscenza dei meccanismi” da parte degli inglesi su la Brexit e più in generale su la gente irremediabilmente “ignorante”!






Gnifone & Bandone

Come tutti quelli che praticano lo still life (sin dai tempi analogici) si trova interesse per certe realizzazioni. Casomai, sempre in Era analogica, il difficile era nel mettere in pratica la luce: artificiale per convenienza ché non ci si poteva permettere i Bowens figurarsi gli svizzeri Elinchrom o artigianali in quel di Milano.
A proposito vi è stata e per molto tempo una disputa “teologica” sui i flash da usarsi: a generatore o monotorcia? Terzi di diaframma (!) temperatura colore incostante tra sistemi (!) l’arrivo di astronavi aliene…quel che vi pare. Chiusa parentesi.
In Era digitale è tutta na discesa a patto di sapere anzitutto il proprio nome per chi intende. Vale a dire la “facilità” della codifica 0/1 la capisci se sai, di nuovo, il tuo nome: storia paisà e lascia stare Pshop o à la page Lr e soprattutto il Raw, che tanto poi…sta mazza. Ecco perché si firma ogni articolo “postale” con quattro cifre finali, sempre per chi non ha testa a spartir orecchie!
Siché e finiamo basta un po’ di “cerone e peli” posticci per fare, comunque, una foto interessante: certo se il manufatto che sia invece di chiamarsi Antonio lo chiami Carlo, eh…Già proprio così: non è bello (falso) ciò che è bello ma quello che piace falsa + mente! Certo se poi lo scatto e di una entità fantasmatica a nome Gastel o alla Toscani…cherchez la femme!

Un set di pochi spiccioli


Man fotografo sin dal 1969


Ps. Poi arrivarono gli IFF monotorcia economici (cinesserie antelietteram?) che acquistammo e funzionarono senza mai dare problemi…tranne per alcuni “pro” che a mezzo stampa (Milano cominciava più che bere a tracannare da cane) ne decretarono la fine di un buon prodotto italiano: il problema!

Pss. A Milano venivano fabbricati oltre ai banchi ottici Fatif 10x12 e 20x25 generatori che ricordiamo chiamarsi Eurotodde Srl, usati in molti studios, cui sito del produttore sembra essere "offline"



L'uomo la bestia e...la virtù

Io ti premio a te tu poi mi premi a me: siamo tutti amici felci e tangenti. Minchia e cominciamo bene. Ora quel che si scrive va letto tutto con accento siciliano per chi intende.
Amici degli amici si complimentano a vicenda e la “fottografia” senza refuso prego non è da meno. Anzi. E’ la quintessenza di questo “mondo” di cartone e cerone: meglio sepolcro imbiancato ma di ogni putritudine interna Mt. 23, 27. Immagine che ruba l’altrui dipende: amico nostro sei (sempre in candenzato siciliano si raccomanda) puoi, diversamente è plagio furto: minchia e i piccioli (denari mazzetta pizzo) p’ nui autri che famiglia ci abbiamo devi pagare assai, ahh. Aggiungete il corrispettivo per radiofonisti, dotato anche questi di “regolare” famiglia e potete entrare nell’empireo dei giubilati, fotografi a metro quadro critici alla Jovine o sedicenti riciclati “artisti” alla Gastel. Naturalmente la cadenza sonora suonerebbe più che bene proprio in lumbard’, in gergo milanese ancora più. Minchia, appunto

Lisa Saad photographer, Australia
Award-Winning Photographer Lisa Saad Accused of Stealing Photos

Man fotografo sin dal 1969



Old time

Serie infinita dei numeri in spazio euclideo possiamo dire che ci sta: stretto ma ci sta. Numeri che poi sta dietro il digitale e Pshop in particolar modo, qui in versione “amatoriale” Elements fianco a fianco con Lightroom: e mo’ che volemo fa? E per uno che non ci ha regole, usuali del Sistema, con l’aggravante artistico poi in ogni sua foto…ma non corriamo. L’immagine in specie vien fuori da circa mille scatti (!) fatti ad una modella “non professionista” (gran figa laureata al corrente ben piazzata in Olanda, olé) ma dall’espressività e tenuta di scena, da regina: fidatevi che in cinquant’anni di mestiere ne abbiam visto di belle, ecco! Infatti il merito sta nella modella “non professionista” che in pose naturali ha permesso di estrarre, anche, questo scatto, frutto del caso forse. Per meglio dire l’immagine finale è elaborata in Elements con alcuni livelli di regolazione, poi il colpo di grazia, ossia la tonalità che si vede, per l’appunto di Tonality Stand-allone ma pure plug in per Elements e ovviamente LR dei “professionisti”. Cos’è accaduto? Un taglio immagine da file 4/3 con “solo” cinque milioni di pixel (!) all’altezza della bocca che ha dato senso al tutto, e con la “virata” esattamente come la mente, che qui non mente alla manunzio, l’ha vista. Niente di più se non un'aria d'altri tempi, di cartoline licenziosette e profumate che sotto Natale i barbieri regalavano ai loro clienti...per chi ne vuole due file: originale e il cosiddetto set, si vabbè…

Man fotografo sin dal 1969

Ps. Olympus 4/3 E1 una camera che trascende l’umana esperienza terrena: una volta appresi della sua elaborazione/nascita, insomma il progetto e l’ingegnere che l’aveva partorito (una volta era così in lingua italiana) aggiungendovi di trovarla al di là delle sue aspettative e con una malia interna tutta sua e particolare, la camera eh. Ipse dixit. E noi con lui.
Obiettivo 2.8/3.5 prima serie equivalente ad un 28/105 su diagonale pieno formato: tanto alla posizione grandangolare (!) che alla massima adattissima a ritratti, qui in esempgio. Iso a paletta 800 la Extrema Thule della E1 su CCD Kodak, comunque un mostro! Luce di finestra con cielo coperto: the must. E a rischiarare le ombre un ombrellino con all’interno il fidatissimo “cobra” così dicono li francisi per flash, Culman altrettanto teutonico come i gloriosi Metz: eine panzer! Ai milanesotti & radiofonisti farebbe ridere. Qui c’è poco dal ridere: se ne dia pace i Sandro Jovine a pagamento con Giovanni Gastel Settimio Benedussi Oliviero nazionale…che la classe è arte e mica inscrizione a loggettina massonica per pugnettari. L’aria è cambiata dal 1717: intelligenti pauca verba!

Pss. Manunzio pare “fesso” ma guarda lontano e ci ha sempre un piano B in tasca: che si intende? Semplicemente che l’immagine postata, nel caso su ViewBug sharing foto, taste al disotto di ogni immaginazione “popolare” ci conforta. Con calma s’intende perché, tuttavia, si può ora dare scacco matto (ci arrovella da anni) ad una corazzata chiamata Getty Images e natanti consimili, restata unica e solitaria ad imbottire le teste dei teleguidati planetari. Siamo abituati alle sfide “impossibili” come ben sa il Tribunale di Potenza, Pm vari Ministri sottosegretari e merdaglia varia…siamo una forza tranquilla che naviga altrettanto e va lontano!


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Cavalieri Templari & Pedoni ordinari



Immagine (delle ventimila circa dell'archivio per uso offset e/o web) presa con un vetusto iPhone 4, che più allure o vintage di così...il tutto giocato sul calembour “Mov(i)e” a fronte d'incolonnamento di Yeswoman à la page odierna per di più in bianconero: che dire ancora? Evidente che questo tipo d'immagine non trovi "albergo", allora deve trattarsi di Conventio ad excludendum verso chi nulla sparte latomista Pensiero Unico tout court; centrali che dicono, manu militari, chi come e perché fare fotografia e un tot a Supermercato, Immagine Suprema, dove tutti dal neo proletariato al sottoproletariato urbano fa “spesa” incollanti e paganti. Annuit coeptis

Il benzodiazepine (secondo Autobiografia in maiuscola per i tipi di Mondadori) Presidente ça va sans dire che in un momento di rara lucidità, poi, dice cosa condivisibile: “autorialità” vale a dire foto con allure. E non si sa chi dia patente all'uopo: rito di York, Scozzese...Opus Dei del Gregoriano salmodiare?
Scherzi a parte ma non troppo il fatto è proprio così. Certo nella sua veste il Presidente sta (corte miracolati anche) a cavallo, così nella agiografia scritta da sé medesimo: trovare una scritturale a pagamento come certe signore ad ore stabilite della sera sarebbe stato impossibile? Il problema nasce viceversa per i “pedoni” che non godono di nessun cavallo latomista per chi intende.
Quind facere? Poco o niente a dir vero. Siché se proponi immagini già di pubblico “demanio” di rimando: eh la Madonna ma ce ne sono già tante e per di più a gratis da Instagram et social cantando. Ah già: perché si pagano le foto?
Viceversa se fai l'”autore” rispondono in coro di qua e di là Atlantico mare:“...the images themselves are very nice, but we require a certain style for our clients”. Chips & Hamburger oyee così il sito di codesti signori che si occupa, nientemeno, di plastica spacciata per food. Cotta no cruda nemmeno, dite voi: come si fa?
Tu amico nostro non sei, così il baritonale Marlon Brando del Padrino, con pronuncia sicula..ahh. E poi fanno, gli amici degli amici, pure le pulci così en passant. Tacci vostri e de tu nonno!

NB. Bianchi/caucasici non ce ne sono in "prima fila" salvo due teste mozze sulla sinistra della reclame, su fondo di nome e de facto, pensano i satanisti ibridatori. Viceversa donne bianche, eh a fottere ecco, in primissimo piano con "dietro" negri africani per l'abbisogna riproduttiva di meticciato a buon mercato senza alcun diritto per fottere la Cina et simila in attesa che i robot li rimpiazzi; ferraglia che venderà ghiaccioli agli Eschimesi o aspirapolvere ai Tuareg oppure sé medesimi via, ancora, Guide stone Georgia.
Se si sta dietro zoccole e ricchioni (siamo politically incorrect come sempre) assimilati del Nuovo (dis)Ordine Mondiale che, manu militari, impongono il satanico Pensiero Unico: cazzi loro. Qui da presso e alla Manunzio gli smontiamo atomo per atomo il loro cazzeggiare


https://www.manunzio.it/-d8556

https://www.manunzio.it/-d8534

https://www.manunzio.it/-d8560


Man


Ps. Cavaliere al secolo Giovanni Gastel Presidente Afip nella Milano da bere (cos'altro?) nella agiografia "Un eterno attimo" Mondadori: casa e bottega per l'amico degli amici. Autorialità cavalleresca è nel riciclo di sue tante sempiterne Polaroid 20x25 per sarti vari che adesso trasmuta alchemica + mente in “arte” un tot a metro quadro, tale e quale pezze di stoffa sotto Polaroid e modelle con marchetta (street girl) di pari allure

Pss. Ma se questo liquame di agenzia/maîtresse/consorteria così bravi manzoniani perché non se le fanno, oltre le canne, le foto invece di rompere i maroni a noi altri "pedoni"?


Originale a colori

more: Move.jpg (3.04 MB)



Non le mandiamo a dire: ancora una a Forma Milano da bere



" Caro amico di Forma,questa newsletter è diversa da tutte le altre. Lo è perché sono io a scriverla - non quindi una Fondazione ma una persona fisica che in questa Fondazione crede e lavora - e perché vuole comunicare un’iniziativa importante e diversa da tutte le altre.

Stiamo cercando di realizzare un nuovo progetto, ambizioso e bellissimo come tutti i progetti dovrebbero essere: aprire una Biblioteca di fotografia a Milano.

L’idea è nata qualche anno fa, quando ci siamo accorti che in una città ricca di iniziative e punti di interesse fotografico come è Milano, mancava comunque un luogo di silenzio, di ascolto, di lettura, di riflessione - solitaria o collettiva che sia - intorno ai temi dell’immagine fotografica.

Altre istituzioni prestigiose hanno lavorato in questo senso, e creato importanti biblioteche che per noi sono e resteranno punti di riferimento; ma nessuna è all’interno di Milano.

Così questa idea iniziale lentamente ha cominciato a strutturarsi e a diventare da semplice sogno, qualcosa di possibile: una biblioteca specializzata di fotografia nel cuore della città, che sia aperta a tutti, con più di 6.000 titoli a disposizione di adulti, ragazzi e bambini. Un luogo culturale importante per Milano e per l’Italia.

Un progetto del genere, però, non si realizza da soli.

Abbiamo quindi cominciato a cercare altri compagni di viaggio lanciando da poco una semplice campagna di raccolta fondi. In una settimana siamo riusciti a raccogliere più di 1.000 euro in donazioni, tanti consensi e partecipazione. Per questo risultato vorrei ringraziare personalmente tutti i primi donatori.

La strada però è ancora lunga e saremo felici se tu volessi percorrerla, anche solo in parte, insieme a noi. Vieni a trovarci a Forma, in via Meravigli, per conoscere meglio il nostro progetto e capire i tempi e i modi in cui intendiamo realizzarlo."

Grazie fin da ora per la tua donazione,
Alessandra Mauro
Direttore artistico di
Fondazione Forma per la Fotografia


Il nostro modesto (?!) reply


Grazie per la email in "carne&ossa". Sono cinquant'anni e più che, volere o volare, mi occupo di fotografia iniziata ai tempi dei pantaloncini corti anni Sessanta grazie ad uno zio fotografo che stampava, pensa te, pure il colore nei miti Sessanta nella provincia italiana alla Vittorini.
Quello che lei scrive pensi un po' l'avevo proposto da "straniero" alla Milano da bere formato l'Afip negli Anni Novanta secolo trascorso, e se fosse presente Alfredo Pratelli passato miglior gloria ne potrebbe testimoniare: veniamo da lontano, ecco, e andiamo lontano.
Quanto a donazione la cosa è per lo meno offensiva e desta sconcerto, ma in un paesello come il Belpaese forse non il formaggio, perfettamente consono alla "carità" cristiana: Carlo Maria Martini docet.
Pertanto se di obolo deve trattarsi, meglio un rastrellamento tramite una “bella” mostra (ammucchiata?) e di nomi famosi: Gastel corrente Afip Presidente nonché, riciclatosi, tricoter (in italiano magliaro) a sedicente "artista" avessi voglia a certo allure. E lo scampato dal Ponte di Genova Oliviero Toscani (il Padreterno o chi per Esso vede e però ceca o dimentica uso dire) che dismesso i panni ruffiani di sedicente "progressista" ogni minestra televisiva, e alla United Colors del sodale Benetton (anfitrione o mecenate fate vobis, sì, certo quello di Genova anch'egli e delle 43 vittime su la coscienza) altro cavallo di razza. Un Benedussi che come i precedenti oltre ad ammorbare l'aere sottraendo indebitamente ossigeno al prossimo (Padreterno dove sei?) disceso dalla Cathedra di Lectio Magistrale et Sublime, con le sue scosciate e discinte donnine a ricreare l'animo gravato e gravato della Milano da bere, non stonerebbe tra nastrini e maitresse che, di giorno e vieppiù la sera, taccheggiano, come una Grazia Neri qualsiasi per strada in attesa di clienti.
E l’’elenco potrebbe includere pure i morti alla Gabriele Basilico e sue città fantasma, Cesare Colombo e suo Naviglio, e Lanfranco che non lo era (poi tanto fotografo quanto imprenditore) ma una birba di “mentore” ante-litteram in quella Via Brera, prima Canon poi Kodak “Il Diaframma” . Un gallerista e ante prosopopea MiaPhoto accodatasi (dietro input Star&Stripes e annessi ritardi storici della Milano da bere) alla fottografia che refuso non è per chi ha orecchi non certo a spartire la testa…Ecco che la cosa è lunghetta, e al codazzo mi ci metterei con tante belle fotografie (gratis pro causa s’intende) mai viste per il terraqueo. E solo in questo caso l’obolo, pur sotto forma di lascito fotografico da vendere per l’autofinanziamento della Casa, una volta del popolo, oggi della Fotografia, sarebbe ‘na bella cosa.
E nel ringraziarla una preghiera per lei della Milano da bere: guardi che non abbiamo l’anello al naso e non andiamo in giro come i vostri “padani” adorni il crine di corna seppure ad elmo.

La saluto cordialmente
Michele Annunziata detto Man(unzio)

Forma fotografia

Un eterno istante (con tanto di benzodiazepine à la page, autobiografia a cavallo di Giovanni Gastell nipote Luchino Visconti)

Oliviero Toscani 1

Oliviero toscani 2

Oliviero Toscani 3

Date del bromuro a Toscani

United Colors of Benetton



Oliviero Toscani che da ultimo è stato pure giubilato dal salto dal ponte di Genova** cui cinismo attinente mostra la misura del “fotografo” dei salotti buoni: il compagno Toscani.
Provocatore un tot a mazzetta di chi sputa, finto e tristo e disonesto, nel piatto dove si è abbeverato ed ingrassato ne rifà un’altra delle sue insieme al sodale Benetton, sempre del ponte di Genova del rituale satanico del sangue di giovani vittime: finanche una famiglia intera!
E siamo all’ennesima provocazione sulfurea del grembiulino Toscani, sempre globalista luciferino e dei potentati che manu militari intendono eradicare il continente europeo e più in generale per un meticciato senza diritto alcuno di Yesman, utili idioti da contrapporre allo strapotere economico della Cina per tacere della Russia, meglio BRICS+T da ultimo.
Giovani esangui nella provocazione "manifesto" del Toscani dove il nero dell’ammucchiata la fa da padrone. E si osservi l’immagine composta, in verità, di due semiquadri e basta portare la mano agli occhi e suddividere idealmente l’alto e il basso: testa-tronco e sottostante selva di mani inestricabili. Infatti se lo sguardo del teledipendente del Discount del caso si sofferma sui giovani (morti) sguardi troverà la cosa compatibile con il “volemeose bbene” universale (!) mentre nel carrello una catasta di veleno passato per alimenti…e si avvia alla cassa.
E se viceversa la mano compre il semiquadro superiore con raccapriccio noterà, e non più teledipendente ma chi sa e conosce l’arte dell’inganno della “fottografia” che refuso non è, anzi, la selva di braccia comunque di giovani morti dallo sguardo conseguente spento.
Divertente l’inculatura, non altrimenti del terzetto di sinistra, centrale gnocca contro gnocca, dove un wasp brizzolato vichingo l'appoggia nelle chiappe all’orientale di turno: pia illusione fottografica quando è arcinoto l’esatto contrario, e le guerre dei dazi idioti di una società globalizzata, pensa te, che si auto sconfessa…
Insomma fate come dico ma non come faccio, così l’Occidente giudaico-cristiano-greco-romano che prima toglie la putrida carcassa e prima consente al resto dell’Umanità di vivere respirando liberamente. Amen!

**Toscani: salvo per caso, dovevo essere su quel ponte. Sciacallaggio sui Benetton

Man


Genova,Oliviero Toscani tace sulla strage di Genova per difendere i suoi amici Benetton"
Spot Toscani e Benetton Altro che gioia di vivere: è solo un elogio del nulla


Ps. E il Toscani maître à penser si esibisce pure in "lectio" magistralis nella Milano da bere con il sodale presidente Afip e mentore della trovata: Giovanni Gastel cui in passato si è molto scritto

So ragazzi (smartphone accesso mane e sera)




Qui è giustamente un abisso, diciamo di generazione? Una frattura insanabile, certo generazionale senza dubbio per chi viene da altra dimensione Spazio-tempo: definirsi vecchi alquanto fuorviante a gli occhi dei “giovani” fotografi o sedicente tale.
Sia come sia la disputa fra “Bianconero vs Colore” è un match senza senso. Vale a dire parliamo di due Mondi inconciliabili, tant’è che il buon Wim Wenders ha lasciato ad epigrafe:” Il Mondo è sì a colori benché la realtà bianconero”. Fuor di metafora paisà. Il Bianconero è una condizione-categoria dello Spirito. Un modo di vedere, ragionare, vivere la cosiddetta “realtà” by United Color of…che ci circonda. Una titanica battaglia che però la giostra degli acquisti e per teledipendenti ino + cul + a nel tentativo di eradicare estirpare ciò che è stato il giorno prima, ché si vive (come animali?) un Eterno presente senza scomodare l’auto agiografia tipo Giovanni Gastel! E sebbene tutta la Storia della Fotografia poi si bianconero, e chi l’ha fatta poteva benissimamente usare i fotocolor (una volta così chiamati nelle redazioni al posto di diacolor) il mitico Kodachrome/Leica a sviluppo cromogeno (ossia venivano "aggiunti" i colori nel processo chimico essendo il film bianco e nero pure questi) è degli anni Trenta del secolo trascorso…Al netto della fecola di patate tricromica delle belle immagini a “grande schermo” del Novecento passato a miglior gloria.
Categoria dello Spirito. Linguaggio eccelso. Manualità pura, artigianato non addomesticabile come il Supermarket colorato della Grande Puttana di Babilonia: i framassoncelli capiscono, oh se capisco queste riga! Essenza, sintesi del messaggio: chi lo dà il colore? Ma va a dà i ciapp’ paisà…

Man


Ps1 Così come il 1839 data “fatale” dell’invenzione fottografica (tutt’altro che errore) determina un prima e dopo l’Umanità tutta, altrettanto l’introduzione del colore (sino a quel momento appannaggio della Pittura eccetto lavori al tratto alla Durer per capirsi) che guarda caso si “insedia” negli anni Sessanta o del nostro Boo(mete) italiota. Il “progresso” o le sorti magnifiche e progressive del Kapitale (k as killer) e le reclame televisive: lavoro, elettrodomestici, belle case, bella vita Fellini docet e che doveva essere “eternato” proprio con pellicole a colori e filmati 8 millimetri…familiari. Costume che cancellava con un tratto di “colore” duemila anni di “bianconero”. E gli effetti quotidiani ne danno (inteso danneggiamento) conto: Montepaschi docet…e ce lo chiede pure l’Europa!

Ps2 Sarà un caso se galleristi/mercanti d’arte dinanzi ad un argenteo bianconero baritato non si fan scrupolo d’acquisto in un’epoca di Digigraphie by Epson?

Ps3 La normale ancora odierna tipografia usa quattro lastre CMYK bianconero cui si aggiunge, qui sì letteralmente, i colori durante la stampa offset

Why Photography’s B&W vs Color Debate Is No Debate At All

Kodachrome

Autochrome le meraviglie dell'autocromia la fotografia alla fecola di patate

Leica M-Monochrom

Il Nero muove e vince




Abstract
all days milion people more or less unconscious dressing and living with tint of Black color of Death and Hell - the road to hell is paved with good intentions – but this ashen is a perfect and luciferin strategy made of advertising for destroy the human soul, in particular younger generation


Fateci caso infagottati per le condizioni meteo, anche se alle nostre latitudini e di montagna sembra già primavera e lontani i giorni quando c’era neve alta e in città si circolava con difficoltà…
Intabarrati moderni: sciarpe nere e rarissimi cappotti sostituiti da yankee piumini neri, scarpe alte nere, smalto alle dita nere: insomma, via, un look infernale. Vabbene non è un refuso altrimenti perché arrivare sin qui? Infernale/nero ok così. Anzi c’è già stata un’Epoca ventennale cui colore prevalente era, che caso, il nero: quello dell’orbace e saluto romano. Nero quindi dal significato “allegro”, anzi funebre ancor più che eleganti in lingerie…che non amiamo troppo: il colore! E si potrebbe continuare su pilu nero e…
Tutto è nero: dal cielo ai camini cittadini sino alla “crisi” costruita ad arte, e poi si dice la depressione che colpisce i più, l’angoscia esistenziale dei giovani senza speranza. E più nero Inferno di così, si muore, uso dire!
Certo la “pubblicità” dei grembiulini fatta dal sembiante, metti caso, Oliviero Toscani o di Giovanni Gastel, magna pars en passant…a dipingere il nero di nerofumo infernale. Neofeudali massoni che han pretesa di sostituire l’uomo con il robot, sogno faustiano di sfuggire la Morte, anche se non si capisce a chi venderanno le nere banane: ad altri robot? Purtroppo il Ventennio dominato dal Nero come tanti questurini, sappiamo dov’è andato a finire. E ci vuol poco a parallelo ad immaginare l’odierno…oh a meno di certi alieni “buoni” scambiati nientemeno per Angeli…ma ci siamo spinti oltre e questo Diario è rinato per essere” low profile” non a caso! Il solito intelligenti pauca verba

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