Manunzio



Caravaggio (cum grano salis)

Vabbene però datevi na calmata così come il grafico figlio di Sky: Caravaggio aggiungendovi, guardando meglio a monitor Mac, e con rumore. Ah non ci eravamo accorti.
Ok go back. Il cielo è velato ma qua e là un raggio di luce pure arriva. L'aria è grigia ma non piove. In cucina nella fruttiera, come ad invito, frutta si direbbe di stagione. E ancor prima del caffè due mele e pera, che non si fa appena alzati mi raccomando, sono nella living room che è più figo che dire soggiorno. Tavolo lungo che sembra fatto apposta. Finalmente il sole, meglio una scherda, lama non eccessiva. Un panno per l'abbisogna a mo' di tovagliolo. Siché sul bordo del lungo mobile, sistemato il tovagliolo e la frutta il resto è nell'inquadratura sovrastante. Certo poi ci ha pensato un plug-in di Pshop Elements versione boh tanto è vetusto. Una sola prova del preset e il gioco è fatto: sopra sembra un disegno, ecco, tutto il resto e si vede è digital image. Finto vero direi verosimile. E Caravaggio? Buon'anima qui c'entra per puro lato B, infatti era interesse tutt'altro se non “fermare” l'attimo di luce. Ecco raccontare con niente il chiaro-scuro-elementi per la messinscena.
E il rumore? Daje prodotto dal preset che non dà per niente fastidio, anzi, valore aggiunto. Rumore che una volta sarebbe stata grana fotografica, decisamente su formato Leica al contrario su 120 o più ancora 10x12 per coloro che fabbricavano fotogrammi per chissà quale mercanzia per offset.
E qui per chi ne vuole gli echi che ogni bravo fotografo ( si vabbé) dovrebbe avere, certo, nel suo bagaglio o più background scritto così “veri naise”: storia dell'arte

Divisionismo
https://it.wikipedia.org/wiki/Divisionismo

Michelangelo Merisi in arte Caravaggio
https://it.wikipedia.org/wiki/Caravaggio


Ps. Camera Olympus E-510 formato 4/3 con ottica 14/54 (equivalente 28-105 in full frame) con impostazione manuale 1/20 f 4.0 a mano libera (con accessorio inventato a sostegno camera: no stativo no cavalletto) a Iso 200. Luce di finestra naturale (no window/bank) del giorno 11 Ottobre 2020 ore 7.45


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Caravaggio & Pixel

La cultura che ci con + forma vale anche per gli Yankee, purtroppo. Sia come sia chiamare in lingua dei barbari, scritto così a giorni alterni, l’Ultima Zuppa è la dimostrazione universale della grossezza della famigerata “lingua inglese”. Zuppa serale, pensa te! Tuttavia qui in caso di specie siamo all’incrocio di un dipinto e chiacchierata, diciamo così, su pixel dei telefonini e capacità di riprendere molto bene oramai il circondario, sì, il terraqueo annesso e connesso ivi il maledetto bipede, chiamato pure Sapiens: e niente piu?
Ispirazioni telefoniche

Man fotografo dal 1969

Ps. Il dipinto, ossia la Cena in Emmaus tratta dai Vangeli, è la prima tavola del Caravaggio e, neanche a dirsi, il Cristo è un giovane paffutello in atto benedicente a la tavola riccamente imbandita. Opera esposta aal National Gallery of oindon , ed a noi non piace. Viceversa la seconda “copia” del passo evangelico di Luca, dipinto conservato a Brera in Milano, affogato mirabilmente nella luce caravaggesca, che ci fa impazzire, è tutt’opposto di quello, giacché scarno rarefatto drammaticamente presente e tridimensionale del cosiddetto ultimo Caravaggio, che di lì a poco metterà (o han messo?) fine all’esistenza terrena di un Genio della Luce.
In nota per chi pratica la fotografia, non già caravaggesca bensì Rembrandt è passata ad indicare una luce che, bisogna dire chiaro e forte, tutt’altra cosa, poiché “soffusa” e nordica che spazza via il dramma-nero-fondo scenico iconico dal simbolismo più o meno accennato o velato del Caravaggio. Troppo per chi intende, oltre al fatto che la “seconda copia” del Caravaggio sta (o han messo?) a Londra…intelligenti paura vera

Immagine finale




Di quei fatti che paiono se non marginali marchiati di “certa” epoca e per noi, restiamo Tonino Guerra e spottone, che siamo nell’era dell’ottimismo a pagamento ben s’intende: che dire?
Sta scritto che un “pensiero” non sopravvive alla fine della sua religione capitalista. Cosa questa che sembra criptica solo in apparenza. Tutto l’Occidente giudaico-cristiano-greco-romano è nato e sviluppato intorno alla “sua” religione. Basti pensare a Saul o Paolo che “cade” da cavallo, o meglio fa la mossa del cavallo nel dare corpo al nascente Occidente post ebraico, innestando, che combinazione, proprio il cristianesimo sul ramo maligno della Proprietà Privata o di Satanas in persona.
Si certo per chi nulla mastica di religione tout court e si diverte a passare giornate con Tip&Tap a smartphone (un giorno gli verrà chiesto conto e non è detto sia un aldilà bensì un più cocente triste solitario e finale aldiquà) pare un discorso sul sesso degli angeli. Strano per noi che mastichiamo fotografia da oltre mezzo secolo. Strano e perché mai? Oh bella è pensate che la fottografia (non è refuso, anzi) sia stata inventata per accontentare Arago (o finale accentata) fisico? Ah sciocchini a telecomando, la fottografia nasce quale inganno luciferino che s’abbevera a piene mani e non altrimenti, dalle Scritture: “facciamo l’uomo a nostra Immagine” della Genesi a dirne una grossa grossa!
O infine si provi a “replicare” una luce (materia fottografica per antonomasia) il Caravaggio o più ancora Rembrandt, luce piena di flou hollywoodiano che se non è zuppa caravaggesca e pan bagnato nordico… Bene luce-lucifero-abbaglio dice niente? Una Sindone “fotografica” a sviamento e sostituzione neanche? Le “apparizioni” fotografica + mente celestiali neppure? Vabbene oggi sono teletrasmesse a reti unificate. Ma non sono anch’esse fottografie in…movimento illusorio causa persistenza retinica?
Ah birboncelli ortol + ani…e per penitenza diecimila Ave Gloria…no no niente smartphone per tre giorni (!) e sai che Inferno la mancata interconnessione: con chi?

Man

Mai un cardinale prima ha parlato di Grande Apostasia. Conseguenze geopolitiche.

Esplosione Di Luce Sindone

Fotografare il sacro I

Fotografare il sacro II

Monika Bulaj e la ricerca del sacro attraverso la fotografia


Last update
Red carpet con la “benedizione” vaticana

Gutta cavat lapidem




Le donne delle erbe lungo la Pretoria (cardo romano) o Main street cittadina, non molto lunga eppure ad ogni passo era: un canestro di uova fresche, erbe degli orti cittadini a valle, mele limoncelle imperfette alla Caravaggio e tutt’altro di supermarket…
Main street cui incombe plumbeo cielo (il bel tempo, speranza, che da noi significa dop’ San Gerard’ Patrono a terzultimo giorno di Maggio, anche se il calendario liturgico parla di ricorrenza ottobrina e per una città di montagna…da far concorrenza all’innevata slitta di Babbo Natale) riesce a sciabolare luce su antico selciato, giusto l’attimo di 1/125 di secondo che nitido richiama ombre dai muri e di Giovannina, che abitava lo stesso albergo, insieme i suoi due figli, dove siamo nati. Sì in albergo o meglio Locanda Regina d’Italia, stazione di posta. A volte i luoghi dove si viene alla luce sono presagi

Man

Ps. Il titolo una volte in mente poi dura giorni mesi ed anni fino all’attimo d’uno scatto e/o scrittura; qui anche giocato sul fatto che gli italici sono molto bravi ed insuperabili a cancellare tutto (lo chiede ora l’Europa poi l’America o la Federazione Galattica interplanetaria) e curiale prassi: goccia a goccia…cavat lapidem, appunto

Retropalco




Abstract
here backstage or behind the scene when alchemy of photographic act building an emotion in final picture


Ancora una. Mentre il classico di still life, moda e mercanzia varia, opera, per certi versi su layout (non apriamo parentesi del caso !) qui nella personale interpretazione di still, meglio che “natura morta” in 'talianese che suona malissimo, è sottoposto ad un'urgenza a che nulla scappi via del cosiddetto “attimo magico” o chiamatelo come vi pare. E non a caso che l'apparato fotografico tout court, ridotto a niente o poco più, prevale su l'ansia che la malia del set svanisca in batter di ciglia, senza averlo primo sottratto diciamo all'oblio.
Naturalmente questo modus operandi ha un che di doloroso: la luce forse più così che cosà il soggetto casomai più centrato che ai margini etc. Ma sono pensieri “postquam”.
Eppure niente è affidato al caso: anzi per certo food o mood, meniamola così che è very fine, si è scartabellato tutto Pinterest, che ha una selezione che ti risparmia tempo in ricerca più mirata del semplice Google images. E per un anno intero da Marzo 2017: ne fa fede la cartella di fotocopie (bianconero!) di centinaia e centinaia di messinscena molto intriganti eppur per maggior parte senz'anima.
Tutto tranquillo? Nient'affatto, dopo fotocopie schizzi appunti e keywording vario, in corso d'opera poi “improvviso”. Insomma la sceneggiatura sarà pure stringata ed esaustiva (con fotocopie matite e appunti) però come insegnano i Maestri del Cinema, qui Fellini, alla rigidità prefatta in “corso d'opera” fanno rifanno e disfano, senza nulla togliere, anzi, al racconto per immagini. E per quanto la cosa sia plausibile nel “movimento” cinematografico qui l'aggravio della “staticità” bidimensionale con illusione della terza dimensione: meno male che Photoshop c'è!

In sintesi: un'asse di legno domestico per “sciorinare” esile treppiedi a sostenere nel “vuoto” il legno, due piatti del corredo della “consorte” e coppia di uva, naturalmente “finta”. La luce di “vera finestra” mentre fuori nevica dal “vero”. Insomma: finto-vero-verosimilmente vero. Un perfetto scatto convertito in bianconero (plugin Tonality) ché il mondo è, sì, a colori la realtà viceveversa bianconero. Un mix di forme (e contenuti?) in precario equilibrio...statico.
Infine la composizione è fortemente ispirata al "Canestro di frutta" di Michelangelo Merisi alias Caravaggio

Man


Ps. Per anni si è invidiato gli Studios dove si produce l'immaginario collettivo: luci stativi limbo (non il luogo teologico usato a censura o “congelare” personaggi/pensiero come un Socrate et simila, venuti alla “luce” Ante Christum Natum, che ponevano insormontabili problemi di puro mercato alla Chiesa, Vaticano Spa. E non date retta al retroterra del cosiddetto “peccato originale” baggianate. Limbo** che di recente è stato “abolito” e non lo si dice in giro poiché il Potere delle Paure è moneta sonante) banchi ottici o medio formato a inquadrare la scena finale. Suggestioni anche se il living room domestico, esposto a luce nord basta e avanza. Si tralascia di narrare come il fotografo, a volte desnudo quando fa caldo in still life estivi, o al contrario con sciarpa alla “Fellini” (dietro la macchina rigorosamente Olympus, ché dentro è imprigionata una Potenza benigna, meglio se point&shoot, sebbene le tre quattroterzi sono lì per l'abbisogna) si fermi un attimo per prepararsi una tazza di caffè, adempie alla fisiologia umana, perdere tempo a guardare fuori della finestra seguendo pensieri vaghi...precari come l'immagine voluta e costruita

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