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LX II Panasonic

Nei serial il II è associato alla…vendetta. E qui non è il caso. Infatti II è quel tanto di buona cosmesi, in buona sostanza “cipria” abbellente su la più che ottima LX prima versione. E non tanto e non solo per il fatto che il sensore è un vero 4/3 più o meno, quanto è soprattutto per il fatto che la Lumix è tascabile. E si riescono a fare (provato per poco la versione LX del fratello) cose sbalorditive. E chi usa macchine tascabili (Olympus per noi serie Camedia Point&Shoot) sa cosa vuol dire trovarsi davanti LA foto e non perdere il cosiddetto attimo (ma niente HC. Bresson, eh). Una cosa questa che i minchiapixellisti onanisti a tutto spiano potranno mai intendere con i corredi (al cado di coperte domestiche) iper-ultra reflex…tant’è vero e lo si riscrive che a Getty Images mica ci han chiesto mai quale sensore risoluzione ottiche e pippe varie. E c’è gente che fotografa con meloni: me cojoni! Man fotografo sin dal 1969

LX II Panasonic


Man fotografo sin dal 1969



Pazziann'

La creatività è si dono naturale, cosa preclusa a minchiapixellisti onanisti, e tuttavia se non alimentata insterilisce, fa diventare routine robotica: zombie che affollano le Metropolis del Mondo cano che ci ho sotto i piedi direbbe Faletti-Catozzo, e certo quelle magistralmente effigiate da Fritz Lang, che non a caso richiamiamo spesso poiché paradigmatico.
Sia come sia si dirà di uno spazio tempo (infanzia tout court?) dove il gioco era dimensione sociale: si, la strada ma anche la campagna non molto dissimile dalla avventure di Huckleberry Finn e suo compare di merende Tom Sawyer. Il fiume eh ce ne vorrebbe di spazio, ma per un'altra volta. Gioco che rima con giocattoli e personalmente ne avessimo conservato potremmo fornire eserciti mercenari a questo o quello: quanto a pagamento...E lo stesso varrebbe per le Giacche Blu del Settimo Cavalleggeri, e indiani e tribù da non dirsi il numero. Infime armerie: eh come no.
Capirete quindi del come con quattro pixel messi in croce si riesca dove i minchiapixellisti manco osano pensare (che è peccato!). Così quando ci si imbatte in situazioni...



Škoda Model Car Photography
Benedek Lampert


Man

Ps. Pazziann' in napoletano è “pazziare - giocare” lato sensu



Sic transit gloria mundi

Per i minchiapixellisti aviotrasportati-ferro-tranviari della Milano da bere (oramai liquami dei Navigli?) per fare un po’ di cultura, a prezzi modici in workshop della solita partita di giro, ammodernamento dei famigerati aerei di mussoliniana memoria: sempre gli stessi! Passatempi con allure, ecco, per queste tribù nomade senza arte né parte che gliene po’ frega de meno della fine di Tetenal, un altro gigante della chimica d’antan. Neofin Blu per le basse sensibilità tipo Agfapan25 Ilford Pan F Kodak Plus-X o in versione Rossa chimica per alti Iso alla HP5 o Tri-X di Kodak; come pure sviluppi per carta viraggi, sviluppo colore…li ricordiamo ancora. Scompare un’altra pezzo di Storia e della Fotografia, l’immortale Analogico che non può competere con il famigerato digitale di Cia&Mossad e sue banche dati planetarie: Matrix per chi intende.
Tetenal in camera oscura che contribuiva dal nigredo-albedo-rubedo non già della “pietra filosofale” quanto alla buona riuscita della baritata, Gallery Ilford per chi capisce di cosa si parla. Trista solitaria e finale storia di un glorioso momento in cui gli uomini, con tanto di palle nel senso virile del termine, forgiavano il Mondo: non ci avrete mai!

Tetenal Europe GmbH to reportedly cease trading after 172 years

Tetenal Story

Man fotografo sin dal 1969



Non occorre ripetere ad libitum circa la fine di un Epoca (certa cosiddetta storia libresca) per intenderci del “primato” amerikano (kappa kome killer) uscito vincitore a salve dal II° conflitto moniale costruito con sapienziale cura a tavolino in circoli latomisti Star&Stripes e non solo.
Senonché da l'abbaglio, detto Bretton Woods fine Seconda guerra mondiale dove fu deciso che tutto doveva girare in petrodollari, anche la cultura fottografica (per chi intende) o della pedissequa e fallace trasposizione “meccanica” della notoria realtà, fotograficamente parlando prima doppia pagina offset alla Life oggidì a schermino cinque pollici di telefonino, parte del gioco volge al termine. Per coloro i quali san pesare attentamente l'ultima Photokina germanica, per esempio, orticello del fottografico (da verbo fottere...) dagli effetti devastanti: ne uccide parafrasando più un'immagine che cento parole! E come il Poeta...

“A descriver lor forme più non spargo rime, lettor; ch’altra spesa mi strigne, tanto ch’a questa non posso esser largo; ma leggi Ezechïel, che li dipigne come li vide da la fredda parte venir con vento e con nube e con igne...” Purgatorio Canto XXIX.

Nun' perdemm' at' temp' a chiacchiere paisà ne abbiamo da una vita intera, senza conto in banca e baciapile di un Iovine qualsiasi formato FPmag e lacché consimili asserviti e della Milano da bere

Man


Ps Qui un vecchio articolo, e siamo ai primordi del bit fotografico, che ha molto da insegnare a tutt'oggi quanto a “informazione” e non solo "meccanica" codifica binaria: se le paole sono ancora una volta pietre figuriamoci le “immagini” di specchiante silicio odierno

Psg E per i tantissimi fottografi e minchiapixellisti onanisti a tutto spiano che corrono dietro l'ultimi megapixel ( e non vi basta il metro e oltre che avete nelle terga già di stampa & regime la giostra degli acquisti ed Ur Lodge a/di complemento?). Infine un'altra del Rosacroce Dante...

“O voi ch' avete li 'ntelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto 'l velame de li versi strani”

Manunzio parla sempre chiaro e limpido e mai con lingua biforcuta di zolfo della Bestia

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