L‘ultima mano



Photo © Michele Annunziata

Ros nome immaginario eppur simile alla coroncina della Madonna, è un bell’uomo sui cinquant’anni portati con disinvoltura, come tutto il resto. Veste bene e fuma Muratti Ambassador a volte con bocchino a “prevenzione”. E con il bel tempo i Ray-Ban che indossa scrutano donne da tombeur de femmes qual è stato. Insomma lo diresti viveur, seppur impiegato pubblico il suo tallone d’Achille, senza essere dei ruoli dirigenziali per inquadrare il suo profilo “economico”. Anche perché la moglie, sposato e con due figlie, concorre al suo tenore di vita, anche quando nella bella stagione l’abbronzatura statuaria da sciupa femmine, almeno la vulgata, gli conferisce un discreto fisique du role.
In definitiva uno che vive, non altrimenti, d’immagine come reclame corrente, figurine barba rasa giacca e cravatta impeccabile, modi affabili e tono. Tuttavia come ogni medaglia il suo rovescio è un Dark side of Moon, satellite che vive non a caso di luce riflessa, lato meno nobile, sì, perché la sua vita scorre, terminate le ore d’ufficio, presso un tabacchino o meglio ricevitoria…
Attore consumato ha talmente introitato l’immagine di “vincente” che il miraggio del botto finale, vincita stratosferica della Fortuna a tutto tondo, è questione di ore oramai. Proprio così e con poca spesa iniziale il gioco si trasforma in virus letale, siché alle immancabili perse ne contrappone il rilancio, che dovrebbe toglierlo da ogni ambascia, di piccolo travet di provincia.
E per Ros gli anni passano con uguale cadenza e liturgia quotidiana, e ricevitoria serale a complemento dei suoi sogni ad occhi aperti. Sino al giorno in cui qualche cosa incomincia ad incepparsi, perché la grande delle figlie va agli studi in quel di Salerno, e ci voglio soldi oltre le giocate, così è la prima finanziaria in un gioco di cascate a coprire le falle annunciate. Eppure vederlo sembra tutto gli giri per il meglio. Illusione che s’alimenta di scommesse perse e rilanci, giorno dopo giorno anno dopo anno. E come capita nei film, dove a Natale tra regali e auguri tutti sono (apparentemente) felici il colpo ferino che non s’immagina dà, questo sì, botta finale come fuochi d'artificio. La cifra ipotecata arriva ai centomila euro (qualcuno assicura oltre) cifre e nessuna finanziaria è disposto più a venirgli incontro, così il tracollo in rapidi fotogrammi: separazione della moglie che lo mette alla porta, fortuna vuole l’abitazione è intestata a lei e non pignorabile. Poi la secondogenita che non vuole più vederlo, mentre la grande delle figlie chissà ora dove sarà o sistemata altrove…e stipendio dimezzato da qui all’eternità.
Ros ora non gira più in auto, come quando ne cambiava a ritmo annuale, non scootoreggia novello rider a due ruote. Adesso ha piena coscienza del suo “fallimento” così racconta con voce afona. Un ultima mano che gli ha preso tutto

Man


Ps. Per qualche mese Ros vivrà in una casa accoglienza per “disadattati” dove trova almeno i tre pasti quotidiani e letto per provarci a dormire, con uso di farmaci a mendicare Morfeo. Poi sarà l’Inferno totale, quello di trovarsi appartamento e condurre vita autonoma con metà dello stipendio: miseria alla miseria. Solo allora capirà, forse, come quell’unica illusione (che si vende a reti unificate & uniformate dai luciferini televisori a grande schermo panoramico, come il suo nel salotto à la page) gli ha portato via tutto, un po’ come la Morte con chi ha amato forme corpi e coriandoli per danaro

Katechon





Abstract
Katcehon from Greek word is those who: human or things, spirit and power, that oppose and delay the appears of Antichrist


È dire che la “filosofia” o meglio il disvelamento del vocabolo si padroneggiava (inconsciamente?) da tempo ma il termine “tecnico” mancava, come sempre: o si arriva prima all’idea diciamo così e poi cammin facendo, zacchete il termine “tecnico”. E che chiude il cerchio (alchemico?) Tuttavia è San Paolo da Tarso (II Lettera Tessalonicesi) che ne fa cenno, e da ultimo pure Galli della Loggia, ne ricordava la genesi a proposito del Katechon, invidiandolo nella Chiesa, forse intendeva riferirsi più a Vaticano Spa che altro. Infatti c’è discreta “confusione” alimentata ad arte da Stampa&Regime e cammellate catodiche, Facebook compreso, tra Ecclesia e Chiesa: l’una il popolo letterale l’altra i compari che al confronto la Mafia è una confraternita di “buonuomini”. Sia come sia la “diga” l’argine all’Anticristo o Armageddon vale per quella che è: uno sbarrare il passo ritardarne l’avanzata. Purtroppo non di più. Che strana dimensione spazio-tempo quella terrestre se deve passare, ancora e ancora, un’altra volta (finale?) per un mare di sangue innocente, cui i giusti pure chiedono conto inascoltati del loro sangue**. Ma dovremmo aprire un altro dolorosissimo capitolo cui immagine e raffigurazioni più del Katechon ne sono proprio (che caso!) l’effige pregante dell’Anticristo. L’Androgino da Babele che tutto può, finanche truccarsi che gli riesce meravigliosamente bene, dal suo Opposto. E i babbei che gli tributano altari…
Si dice che il Maligno, fatto di carne ed ossa come gli umanoidi del Iddio denaro fondata sulla Proprietà Privata, lo si incrocia tutti i giorni ché siamo capacissimi (altrimenti cosa serve essere costruttori di simulacri quotidiani che la vulgata beota intende per fotografo) di vederlo all’opera. E senza neanche gli occhiali come nel famoso They Live di Carpenter

** "Essi chiamavano il Signore ad alta voce e dicevano: Fino a quando, o Sovrano vero e santo, aspetterai a giudicare gli abitanti della terra per quello che ci hanno fatto? Quando chiederai loro conto del nostro sangue? Ad ognuno di loro fu data una veste bianca e fu detto di aspettare in pace ancora un poʼ di tempo, finché non fosse completo il numero dei loro compagni di fede, cioè dei loro fratelli che dovevano essere messi a morte come loro". Apocalisse 6, 10

Man

Il potere che frena

Cacciari: chi mette il freno all’Apocalisse?

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