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Costruzione di una immagine



Poche cose servono per una foto se c’è già tutto nella capoccia, intesa come previsualizzazione l’esercizio che si affina, oltre una dotazione di natura, con la pratica stando lontani da smartphone tablet computer…
Occhio che ha bisogno, qui sì, di tutto il cosiddetto circondario per essere “trasposto” poi in visioni: evitiamoci le pippe tipo “riproduzione” pedissequa del reale, non foss’altro che bisognerebbe definirlo il “reale” cos’è.
Ritornati a bomba e individuato il daffarsi il più è fatto con l’apporto della attrezzatura personale, casomai costruita in anni , meglio se “vecchia” antiquata o fuori moda…ché il vino buono!

Man

How to Light Paint Product Photography Backgrounds


Ps. Quante volte lo scriveremo che tutto ma proprio tutto finisce su gli stramaledetti tablefonini, quindi se scattate anche con una digitale da un milione di pixel, ma chi le vede poi le differenze con una immagine da duecento milioni di pixel bellamente interpolati? Obiezione stupida per quanti ritengono che se, poi, l’immagine finisce a murales stradale: ma avete osservato mai un seipertre ricavato da compatta digitale? E poi ne parliamo, sempreché si ha chiaro i concetti di percezione della scatola cranica che tutt’aggiusta o deforma a seconda dei casi (fate un bicchierino di più…e vediamo, ecco) altro che milioni di minchiate passate per pixel!

Un falso con tanto di firma olografa (dedicato ai quarantenni)




Sì quel del “Tip&Tap” a smartphone che vanno di qua e di là con portfolio dinanzi ai tanti Giovine maître à cattedratico, servo del Sistema, dalle immagini fotocopia di fotocopie ed altre ancora in stile Yankee: oyeee. Senza idea di sé senza storia senza passato e con poca trippa per gatti in prospettiva. Si capisce. Forse.
Sia come sia qui c’è uno di quei rari cadeau di un “vecchio” fotografo di reportage dall’effluvio labiale non meno che fotografico. Sì, vero sono due ore ma godibilissime anche perché pieno di perle di “buon senso”. Come assaggio sottostante non c’è male:

“Stop al mito di un reportage che non esiste più!” 24’

“Le fotografie di “reportage” dei disperati del Mediterraneo sono della Polizia, Carabinieri e Guardia Costiere” 27’

“Il bambino Aylan (“trovato” morto spiaggiato con maglietta “rossa” da omicidio rituale ndr) è un’operazione pubblicitaria” 27,42

“Immagini pilotate” 28

Uliano Lucas intervista

Man


Ps1. In pratica sono le stesse parole, pari ragionamento che da quando c’è il manunzio.it veniamo narrando

Ps2. Quando l’immagine richiamata da Lucas è così “penetrante” (lo squasso dell’invenzione fotografica, altro che falla del Titanic, prossima ai due secoli di “servizio” è inenarrabile per il terraqueo umano che ammocca o piglia in bocca beve, ecco, di tutto mentre va a fondo) e in certe anatomie retrostante, scatta quel perverso meccanismo di “gente ordinaria da bar sport” del: siii vabbè e però, tant’è incancrenito la spina dorsale/dignità, qui nel caso, di un qualsiasi Aldo Gianulli. Scusi signore un tot a giro panza sarebbe a dire: falso senza importanza? Woaw bingo!

(E dire che immagini terrificanti ante Aylan morto c’erano già state giorni e mesi prima, di bimbi “pescati” in mare come da Rainews24, ma quel giorno ed in particolare ed in Germania la Merkel…un assist che manco Ronaldo e Messi insieme potrebbero mai. Potenza dell’Immagine luciferina
Foto bimbo siriano

Ps3 Dietro i “migranti” c’è il Soros che in Ungheria sua patria non può entrare, qui nel Belpaese il Duca Conte, sembra ‘na cosa fantozziana, in prima pagina a stringere mano al nazista auto conclamatosi, il sorridente (Opus Dei?) Gentiloni, dopo Renzi Monti Dalema, dal panfilo Britannia, come Prodi Amato Ciampi, Cgil Cisl Uil Confindustria Corriere dei Piccolini Stampa Repubblica Vaticano Spa…
Soros Open Foundation

Ps4 I gas odierni di “Assad” come la boccettina di Colin Powell all’Onu è un trucco voluto da Is- Ra –El prodromo di un Terzo conflitto e però finale per l’umanità intera

Biscottino filosofico




The soul never thinks without a picture
Aristotle

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