Manunzio



Al di là del muro

A volte si fa fatica a star dietro certuni che scrivono a Web e in lingua “inglese” in sorta di timbro legale: bullshit per l’appunto.
Siamo oramai saturi di “tecnologia” che non serve assolutamente a niente, se non per la giostra che tuttavia perde giri e bulloni, prossima all’implosione. E sì perché il concetto lineare dell’Occidente giudaico-cristiano-romano gli torna dietro: sì avete inteso bene dove. Per il semplice fatto che dal comparuzzo Galilei & Newton frammassone in poi l’ambaradan detto scientifico (Occidente) è giunto al capolinea: un po’ come dire la Fine della Storia per chi intende, per il resto come detto sopra la retta che gira…
E quindi l’opzione Sanson (vero sion?) è pronto in rampa di lancio: alla lettera. E l’Apocalisse è tutt’altro che una opzione, quanto il sipario, o meglio il sudario che il genere uman(oide) si ficchi bene in mente. Ah certo qui si parla di fottografia, una volta con una sola, ecco, consonante effe e di quando Sony faceva tutt’altro prima di acquisire la Minolta; Sr-t 101 e sue mitiche ottiche Rokkor!
Sony is Falling Behind in the Spec War It Started

Man fotografo dal 1969

Ps. Il nostro eterodiretto estensore prezzolato dimentica che le professionali senza specchio esistevano ante Sony full frame e CaNikon: Olympus docet. Certo in formato M 4/3 e come ha dimostrato Panasonic prima con la Gh4 poi 5 videocamere per eccellenza prima di approdare anch’essa al pieno formato Sh1. Un inutile sforzo a “pieno formato” prima del collasso definitivo delle reflex così come le si è conosciute sino ad oggi, che altro non è se non l’aggiornamento (obsoleto) del caricatore Leica di Oskar Barnack: memorie del passato, ante telefonino natu est che dilaga ed impazza con selva di obiettivi premontati come insegna iPhone da ultimo

Romano Cagnoni



© Romano Cagnoni

Un altro della Fotografia italiana se ne è andato pochi giorni fa. E il ricordo va ad alcune sue immagini, se la memoria sorregge, degli anni Settanta riprese con una Minolta Srt101 con ottiche Rokkor: un must che non si deve immaginare solo la premiata CaNikon. Immagini di un parco forse americano, ripreso rasoterra con ragazzi di spalle e in linea di fuga verso l’orizzonte: yuppie? Già figli dei fiori o più ancora di Maria la Maddalena che...Immagini di reportage bianconero quelle di Cagnoni che a noi ancora implume facevano sognare.
E ora che ci penso erano sue anche quei fotogrammi dei cavatori di pietra, lui nativo di Pietrasanta, in uscita su rivista che aveva la pretesa di essere solo in abbonamento per palati fini, poi in tutte le edicole a cadenza mensile e di lì a poco fece la “fin’ di bott’ a mur’”. Aria ma con le firme di Giulio Forti e poi l’insignificante giro circonferenza di un tale Rebuzzini Mario, che per un certo periodo andava in giro vestito alla cacciatora anfibi militari e barba alla Che Guevara: mirabile quella volta che come una Wanda Osiris discese il gradone trionfale di un palazzo nobile di via Fracastoro in quel di Milano - si scolava le ultime stille del jingle Tognoli-Pillitteri cognato di Craxi in Era Regan & Thatcher etc - e il parterre letterale l’accolse con battimano…e se ne già dato conto una volta poiché presente ai fatti. That’s Italy: stupid!

Man


Romano Cagnoni

Romano Cagnoni: in guerra trovi l’essenziale umano
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