Manunzio

C’è qualcosa di nuovo, anzi d’antico



Pascoli e suo Aquilone me ne ha fatte versare lagrime ora al sol pensiero viene nodo alla gola, eh impenitenti romantici. Forse. Ancora umani sicuro. Tuttavia c’è Urbino ventoso stamani che spira al colmo del Capoluogo, fuori Porta San Gerardo (la prima porta delle quattro canoniche, sebbene qualche storico dice pure più, per importanza di quello che è stata la cinta muraria fortificata di Potenza) e dove c’è ancora lo stesso forno di quando andavamo a prender pane con la neve alta, di una volta e altra dimensione Spazio-tempo.
Fornaio al suo lavoro e dietro porta seduta una ragazza/donna con bimbo pasciutello in braccio a succhiar latte materno! Paisà da non credere davanti alla scena: che dire? Una mamma sicuramente affaticata seppure con contegno a tenere il bimbo in braccio allattarlo e poi andare in giro senza manco passeggino: una Mamma eroica! Vedete di quanto ne scriviamo a proposito di donne? Questa tuttavia ha mantenuto intatto le sue prerogative di femmina partner paritario del maschio: chapeau!

Man

Ps. Ho dovuto insistere perché la mamma accettasse almeno un biscotto per il suo amore verso il figlio dal nome inglese à la page, prontamente messo a disposizione del fornaio

Una Leica…a mandorla




Abstract
like the italian photographer Alex Majoli, from Magnum Agency, I used same camera or poin&shoot C-5050 by Olympus for thousand images of my personal archive


Bastian contrari si nasce o si diventa? Bella botta: l’un e l’altro va da sé. E infatti se non fosse per una base (condicio sine qua non) ben difficilmente, a meno della roulette russa o teoria dei grandi numeri a raffica, la cultura tirerebbe fuori qualcosa di “artistico”. Insomma eretici si diventa manipolando l’eresia che si è succhiato dal latte materno. E meno male che non siamo ai tempi di Giordano Bruno! Sia come sia e tralasciando album di famiglia arriviamo al dunque. Sì, il bastian contrario più che professione è una Fede, e noi l’abbiamo incrollabile tant’è vero che facciamo cose che, secondo standard casomai stars and stripes o di certo liquame di Stampa&Regime settoriale, sarebbe/è inconcepibile se non con la premiata ditta CaNikon e blasé Sony (che fa la gradassa su le ceneri di Minolta che acquistò tempo fa) o Fuji che ha una certa tradizione fotografica, oltre che produttore di ottime pellicole bianconero e soprattutto colore: Velvia ricorda niente? La chimica E-6 che ha steso letteralmente il famoso Kodachrome di Mammasantissima Kodak: vero National Geographic?
Immagine notturna va: Olympus C5050 tirata, ecco, a 400 Iso/Asa che più in là non va ma dall’obiettivo equivalente 35 millimetri in passo universale/full frame corrente, F 1.8. E stiamo parlando di una point&shoot da sensore lillipuziano. Roba da matti? No faceva così, e pure in notturna un certo Alex Majoli della Magnum: e mo che state a dì? Le solite cape chinate quando gli allineati e coperti a telecomando non sanno cosa rispondere perché il “suggeritore” delle masse non sa che pesci “prendere”. Majoli-Magnum-C 5050 Olympus e dall’altro Man-Getty Images-C 5050. Si fa quel che si può, via.
S’intende dire che se c’è qualcosa da narrare la “macchina” è relativamente importante: intendiamoci la camera è il fotografo per chi intende. Punto.
Una sera di pioggia, quindi, con la Olympus C 5050 e il Manfrotto monopod, si sa mai. Poi più che altro è servito quale bastone del viandante…ché la luce ambiente (calda per intrinseca natura e preset del bianco che si lascia a manetta su “caldo”) dai lampioni color ambra consentiva tempi di otturazione di 1/25 a f 1.8 più che sufficiente a “fermare” la scena inquadrata. Naturalmente il “mosso” è voluto e ricercato altrimenti che bastian contrario…

Man

Notturno (bagnato) dall’Italia


Ps. Majoli come la miglior tradizione vuole usava Leica a pellicole poi Olympus digitale per ritornare all’ovile dal momento che Leica è diventata digitale: noblesse oblige…
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