Manunzio



Occhi a mandorla

E si dà il caso che stavolta sia Fujifilm che conosciamo da una vita quando usavamo, scritto e riscritto, negli anni Settanta del secolo breve la G 690 BL, una telemetro in formato 6x9 (!). E poi le pellicole Fujichrome (mitica Velvia 50 che killerò il Kodachrome) che trattavamo in proprio perché anche se sviluppabili nel brodo E-6 dei service, risultavano con dominante magenta causa sbianca-fix più corta di due minuti delle altre pellicole, in primis Epr 64 Kodak.
Sia come sia le rangerfinder così secondo gli “inglesi” (che Iddio ce li conservi in gloria, amen) Fujifilm iniziata con la Pro X-1 poi due e odierna 3 pensa di fare, non già concorrenza alle famigerate Leica, cosa gradita ai fotografi abituati al mirino galileiano, e tra questi chi scrive. E si qui ci può stare, ma con la pro X-3 siamo alle solite: far passare una digitale per quegli imbecilli che non si convincono (i soliti giapponesi nella jungla a guerra strapersa da ‘na vita!) di avere una digitale telemetrica d’antan, ma che come tutte le digitali ha Lcd per vedere e rivedere le immagini oltre che settare la macchina stessa. No con la X-3 Lcd è flippabile, meglio sono flippati gli ingegneri! E sai che novità, il flip, quando la Epson con la sua RD-1 costruita da Cosina ci aveva pensato per prima…sul resto stendiamo un velo pietoso anche perché sono cazzeggiamenti di marketing della Fujifilm. E la fotografia (produzione immagine) è altra cosa, anzi, a sto punto del cosiddetto “progresso” digitale non ci azzecca più una mazza!

Fufifilm Pro X-3(sottotitoli turcomanno, assiro, babilonese e pure italiano)


Man fotografo dal 1969



Leica und Oktoberfest uber alles.E meno male che prima di un post…uno si è recato per ennesima volta dal legale per denunciare il Tribunale nell’amena Capitale di Basilicata o Lucania, fate vobis.
E veniamo a cose serie va: Leica M10 D. Già il nome è tutto un programma, dicono. E siccome si favoleggia che la serie dei numeri infinita è, quando si ha la percezione dell’Universo in “espansione”: evvai verso l’infinito e oltre: che dire? So’ cazzate alla Sartori che fu.
La leva di carica: su una digitale??? Ma ci aveva ben visto con discreto allure la Epson R-D1! Così come questa aveva, ennesima volta a scriversi, Lcd ribaltabile a scomparsa e non creare coccolone ai danarosi collezionisti, semmai adesso, con occhi a mandorla. Ah quei mattacchioni di Teutoni (dategli birra e crauti e li fate felici, poi purtroppo danno i numeri si mettono la divisa delle SS, e pigliano mazzate ché solo quello capiscono!) che considerano lo schermo a cristalli liquidi un gioco per ragazzi! E se uno vuol rivedere, casomai per rifare uno scatto da diversa prospettiva-angolazione? Nein. Verboten. Proibiten alla Sturtruppen di Bonvi memoria, ja. Ma allora une dicen: jawohl Und toglieten tutten circuiterien elektronika, ja. Via anke ottiken (stenopeik uber alles) con konktatten per informazionen Cpu internen kamera. In queste moden si ritornen originen Analogiken, ja? Nein preistoriken, bitte!
Vabbene che siete ‘mbriachi fracichi perenni di Oktoberfest, però all’imbecillità bisogna pur mettere paletten. Anche perché sempre accensione di mutuo ipotecario per “acquistare” makinen M10 D(iesel fuori legge in Cermanien?) figurarsi obiektiven und focheggiaturen a manen: wunderbar!

Doppia libidine con fiocco: Platinum Palladium Printing with Leica M Monochrom (with Lcd eh!)

A quando una Leica digitale senza sensore?


Man

Ps. Tra le cazzate di Leica la leva di carica, come su le analogiche, ma a loro dire serve ad impugnare (brandeggiare?) con una sola mano!!! Ah povero Berengo Gardin che da ottuagenario e passa non si è ancora tolto sto “sfizio”. E tra i revisionisti della Storia, e noi in PP (detto primo piano e civilizzati un po’ paisà!) a scrivere: chessì HC Bresson ci scattava così da acrobatico e funambolico francese con una mano, come al circo, e non ancora con i piedi…tempo al tempo tanto Leica c’è. Purtroppo

Pss. Se solo intendessi andare in giro e far “figurone” metterei al collo una splendida Pro 1 di Fujifilm, telemetro a buon mercato e decisamente “meglio” per chi intende della successiva Pro 2. E ricordare che negli anni Settanta secolo trascorso (mica Ottocento!) mettevamo al collo un’altra “piccola” telemetro: G 690 BL 6x9 (avete letto bene) che stava a cincischiare con la Asahi Pentax 6x7 da reflex fattezze: più o meno, più o meno!
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