Manunzio




Ci risiamo. Altre volte (sempre) la nostra attenzione diciamo così va a quei fessacchiotti che la giostra degli acquisti fa, appunto, fessi. Vale a dire quei cretini di “colleghi” estensibile anche alla pletora di “amatori” della domenica e altri giorni si sa mai. Ambedue zoomorfi individui che stanno lì anelanti e sbavando per l’ultima full frame che gli consenta di vedere “pixel per pixel” senza sgranatura. De gustibus.
Ora con i sempiterni cinquepollicini di monitor smartphone (un po’ più su tablet ma sai che problema) resta difficilino capire se l’immagine è full-aps c-tre quarti e na gazzosa…Ah certo ingrandirla: e cosa? Cojonate a man salva. Ma. Già e se la stampi a trecento dippiahiahi? Corbellerie di chi in tipografia una volta, service sempre più digtal ha mai varcato soglia. E una stampa la si guarda a distanza, poi. E se proprio proprio na botta de maschera de contrasto alla Lightroom che è meglio: vuoi mettere?
E se invece la stampa in formato libro (sempre una figata si sente dire) è muraria come nel caso qui di specie? Nessunissimo problema.
E per i Santommaso a pagamento eterodiretti dalla giostra ecco qua: immagine da analogico in digitale su Olympus E1 Ammiraglia 4/3 con ottica macro da negativo bianconero Ilford HP5 135, o formato Leica che dir si voglia. Il sensore? Cinquemilionidipxel (su Jepg ché solo quello da sempre usiamo a 314 dpi di default Olympus, pronti per la stampa offset) sufficienti a tirar un cm 21 x 31 a mostra. Si perché di mostra in libreria (ci abbiamo il pallino o fisima o fantasia culturale fate vobis) e su carta cosiddetta photo, e mica la cartaccia su cui si è chiesto l’altrettanto detto provino: a sinistra con una nuance rosé a destra più fredda che va molto meglio ancor più nella stampa finale su superfice “perla”. Il resto è pura e semplice masturbatio che tanto aggio fa alla giostra degli acquisti…

Man


Ps. Chi poi ha visto le foto esposte, una strisciata d’alcuni metri, su nudo muro ché non amiamo le cornici da relegarsi alla pittura a metro quadro, è andato con la memoria a quello che le immagini tutte rimandava. Ohh ci è venuto pure un collega d’era analogica, con il naso quasi appiccicato su la striscia (!) è rimasto alquanto perplesso della “definizione”. E quanto ha saputo di come le immagini sono state ricavate…la testa come pendolo faceva, lui nikonista full frame...

Pss. Il preteso dello scritto è venuto nel sistemare l’archivio tra libri e raccoglitori di pellicole analogiche

Satanass sei tutti noi: chi?




Abstract the Great Eye or Big Brother invents another one, fingerprints on next Canon digital camera for New World Order


Fintantoché esisteranno idioti glorificati, ossia il Top, tutto procederà e procede dalla grande per Cia&Mossad.
Di cosa parliamo? Semplice di una possibile catalogazione (per fini polizieschi alla Grande Fratello) di impronte digitali, come nei comuni Commissariati di PS. Solo che questa altra “furbata” o step ora è per apparecchi fottografici (da verbo fottere, eh) marchiati Canon dell’originaria e defunta CaNikon Company. Il sincretico binomio planetario rimasto, appunto, la “sola” Canon e non altrimenti per la sua capacità di diversificazione del cosiddetto portfolio.
Chiusa parentesi, è evidente che la furbata serve a tutt’altro che rendere “piacevole” l’uso della digitale del Casa richiamata: infatti ci sono già i tasti customizzabili le diverse funzioni, anzi, la qualcosa esiste da sempre se penso alle mie Point&Shoot Olympus…Ha poco senso far muovere la digitale con le “impronte”. Solo che Cia&Mossad per il loro sterminato database da Grande Fratello e mica possono dirlo. E d’altronde l’impronta digitale e la scansione dell’iride sono già di “serie” su gli stramaledetti smartphone, tablet e che il Diavolo (!) se li porti via

Man

Canon fingerprint


Ps. Ah pure gli obiettivi di Canon dovrebbero seguire ugual sorte del “riconoscimento” dattiloscopiche
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