Manunzio



E tornammo a riveder le stelle

Stelle notorio stanno in alto e brillano come quelle di Negroni che vuol dire qualità, così nei Caroselli poi tutti a letto che le nove bastavano al letto e sin quasi il giorno dopo, ben oltre canonici e tripartitiche ore di sonno. Tripartizione o, comunque, ore del giorno e suoi simboli. Ecco ci siamo, da vegli sebbene tutt'intorno il sonno la fa da padrone. Immagini o schermografie, apparati, tendaggi limite oltre il quale o da non valicarsi affatto, senza scomodare il “cavernicolo” Platone che ne ha dato immaginifica rappresentazione.
Invenzione fotografica che non è il delirio positivista del buon Aragò che la sponsorizza, appunto, da positivista ante litteram nel 1839 nascita della “signora” Fotografia. Furbata per nascondere la vera portata o fuga da sé (indotta?) costruzione immaginifica che si riflette un secolo (immagini in movimento) dopo in quel magistrale Metropolis: schermografie, no? E quale miglior apparato-corpo se non il femmineo, comunque lo si declini. Forse per la natura stessa, ecco, aperta ad ogni ventura. Modernità sicuramente che trova abbozzo in quei manifesti d'epoca, e fermiamoci qui che di altro parliamo, Schermi certo non radiografici.
Donne-danno-denaro-dannazione-diabolico e a furia di consonante si può continuare. Farneticazioni anti-femministe? Ah certo a sto' punto ma evidente che tra tifoserie e anti la cosa come sempre finirebbe a tarallucci e vino: satanificazione dello status quo. E la cosa ci procura orticaria solo a scriverla mentre, reale, siamo costretti a grattarci: cosa? Quello che vi pare.
Immagini, dunque, dove lo schermo è sin troppo eloquente nel suo annichilimento, posa adescante ancor prima incartapecorita (conseguenza due metri al disotto del calpestio così i cimiteri, una volta non a caso chiamati camposanto, anche la morte ha un che di sacro più che sacrilego per la giostra degli acquisti) plasticosa ed artificiale. Triste solitario e terminale, manco Eros tira più, ecco


Minimal
https://fashionfav.com/magazine-editorials/love-stories-vogue-poland-august-2020/


Ps. Ideologicamente il dagherrotipo non è per niente fotografia e nel senso letterale, che a rigor di logica, non altrimenti, appartiene a W. H. Fox Talbot se vogliamo stare a tifoserie

Pss. Da altra parte della barricata, il fotografo o forse mezzano di certo voyeur. E non si parla di donne che fotografano donne: troppo stupida la cosa
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