Quelli che sanno (anche tutto)




Si è scritto l'altro giorno che su questo Diary (a volete sembra una zattera alla deriva bensì galleggi ancora) si parla di “fotografia”: uso le virgolette per mettere paletto per chi intende si capisce.
E per chi viene dal bianconero, nato pari periodo con film in fumose sale cinematografiche e lo scatolotto domestico, detto tivù, parimenti, oltre che connaturale gli è “categoria dello spirito”. Pane quotidiano via. Sentire in bianconero è tutt'altra cosa (come scriviamo da otto anni, e se chi scrive è matto, assodato dagli amici degli amici, che dire di quanti pure vengo a leggere le matterie di manunzio.it?) come questi nostri maître à penser che ri-fotografano con immortale pellicola bianconero: saran mica scemi? Tutt'altro, savi forse no però...da eredi figli di Babilonia senza dubbio, intendono il gioco.

“I decided, the very next day, that I had only one choice: not an exercise in photography, but in deliberation. Each day of 2018 I was to make one, and only one, photogra h on film. I’d have to pick my moments carefully — there’d be no do-overs, no second chances. I knew that at some point an editor, a curator, or a grumpy internet commenter would demand to see my contact sheets. So, I’d have to go through my each and every day watching every moment — an exhausting effort — while trying to decide if that very one would be my found poem for that particular day”

Shot film photo

Man

Ps. C'è un tale Wim Wederes che scrive a cartiglio:”Il Mondo è a colori ma la realtà in bianconero” Mica scemo come i michiapixellisti
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