Manunzio



LA NOTTE

Anche il più colluso con il Potere, più imbecille a telecomando con aggravante dei minchiapixel, casomai sparsi per l'aere maligno formato onde sonore (sempre gli stessi prezzolati metri, letterale, zavorrati di merda à penser) e Stampa & Regime può far finta di nulla: Satana è venuto fuori rugliando o forse ragliando. E, ancora, pure i ciechi si sono accorti della sceneggiata coronarica: fateci caso nelle tabelle coronariche (propalate ossia inculate via catodo) virali dell'Marzo-Aprile scorso c'era una colonna dei guariti, mo' a reti omologate è sparita per impressionare ancor più il popolo bue con mascherina, per adesso è il 666 Numero della Bestia, in attesa di microchip, tant'è vero che Covid sta: Certificate of Vaccination ID. Sì come una qualsiasi Identificative Number di computer. E il robot umani prossimi transumani una bella “invenzione”: due click e si risale all'ID della vittima sacrificale. Pratico e per nulla dispendioso.
E rifate caso al fatto che di giorno il fantomatico Virus da Grande Opera (maiuscolo sempre per chi intende) è blando, buonino che lascia vivere, ma passate le 18 (6+6+6 sempre la Bestia) diventa ferocissimo, mamma mia che paura. E per questo che serve il Coprifuoco, misura da guerra e di certo non contro l'infinitesimale parassita Sar-Cov 2, 3, 4...
E' la Notte del nuovo Medioevo pieno di Paure, il Potere propalato di esse mamma mia che paura e senza manco più Mammasantissima Chiesa o Vaticano Spa. E poi, via satanicucci di borgata, se con l'ordinaria medicina si riesce fra mille ed un zig zag a far “resuscitare” i morti virali novelli Lazzaro, perché mai il Vaccino salvifico? Ah certo per prevenzione, sia. Eppure ci pigliate per culo e non fate mistero delle palesi contraddizioni satanici luciferini de borgata: tutto e contrario di tutto in pochi batter di ciglia via camerieri della politica a salve, si chiami Speranza o Azzolina, sempre “Cazzate sono” così echeggiante la voce del mai dimentico Prof. Sartori/Sator/Satana. Cazzate e null'altro a Reti omologate si capisce

Ospedali, business Covid: 2.000 euro al giorno a paziente
https://www.libreidee.org/2020/10/ospedali-business-covid-2-000-euro-al-giorno-a-paziente/


Meluzzi: lockdown fino a luglio 2021, è un disegno mondiale
https://www.libreidee.org/2020/10/meluzzi-lockdown-fino-a-luglio-2021-e-un-disegno-mondiale/


Oh voi che avete gli intelletti sani...

30 anni su un isola deserta- Il guardiano di Budelli🌴 [Ep. 1]
https://www.youtube.com/embed/h-1B_wf_xyw


Ps. Le Reti omologate danno, inteso come danneggiamento più che fornire notizia, positivo Toti goberdanor della Liguria e sua consorte, come Trump e Melania. Appena si osa dire qualcosa fuori copione: zacchete il tampo tampona lo sgarro, a telecomando ché il Mercato non vuole niente di niente che somigli a ragionamento “razionale” solo che gli è arrivata la sifilide al cervello e come cane idrofobo e bava alla bocca promette morte certa, cui anch'essi prima o poi...chi è cagion del suo male pianga se stesso e la sua anima luciferina ben s'intende



Il sague degli innocenti

Neanche finire di scrivere del Satanas che si svela ancora, eh diavolo un po' di pazienza! Vedete, il Tempo Galantuomo è, sempre.
Alle corti e dove cominciamo con la fuggitiva Ghislaine Maxwell...comare di Epstein “morto” suicida e delle sue avventure a luci rosse, infantili? Da Pizzagate dei buontemponi Hillary & Bill Clinton e sino al centro dell'Universo: Vaticano Spa? E chi non ricorda i tanti vescovi “dimessi” causa pedofilia? Ecco ci siamo: pedofilia che non è quella cosa la, lì o ambedue: magari. Dite? In Grecia era prassi ordinaria che i “maestri” del pensiero e non solo si accompagnassero con pari sesso a discutere in Simposi: 'ncul' (che non è vernacolare di meraviglia) appunto.
Carona in Sicilia da ultima è all'interno di questo e più ancora sangue rituale, basta far caso alle vittime: colore pelle chiaro capelli idem occhi chiari e tutto torna. Soprattutto di questi stupri, casomai con allure del secondo genito di sua Maestà britannica, che alcuni vogliono squamato essere pensa te che fantasie! Il sangue in forma di Adenocromo, pieno di adrenalina che è lo specchio dell'orrore patito dalle vittime, e che sembra essere, dicono, il famigerato Elisir di lunga vita: questi non vogliono morire perché sanno magnificamente bene cosa l'attende altro che il Nulla, troppo strombazzato (vedi Bergolio Papa) comodo e poi certi contratti vanno onorati: vero Bob Dylan novello Faust?
Audi va. Immagine sin troppo sputtanata per passare inosservata: macchina-cazzo che il buon Sigmund voleva per ogni “cosa” lunga, certo poi ritrovarsi con quella sua:” Il sigaro a volte è solo un sigaro” mentre slinguando lo metteva in bocca il turgido affare.
Macchia-fallo di dietro una bimba: uno. Anima innocente con gambine aperte, Lolita in sedicesimo, e banana: ma veramente ci pigliate con l'anello al naso? E se queste riga son di un dietrologo-complottista-negazionista (in attesa spasmodica di impettarsi, ecco, un altra ed un'altra pirlata) come mai la Audi non solo l'ha ritirata, la réclame, ma si è pure scusata con il pubblico?
Eh dove siamo arrivati manco più un'inculata satanica si può: ma allora ditelo che non c'è più religione (satanica)!

NB. Si noti il muso della "rossa" automobile che effigia un volto (ghigno) non meno sardonico della messinscena, e la kabala targa: R + S 4-3-4-0


Molestie, arrestata Ghislaine Maxwell, 'complice' di Epstein
https://www.agi.it/estero/news/2020-07-02/epstein-ex-fidanzata-ghislaine-maxwell-arrestata-dall-fbi-9049044/

“Pizzagate”, la Rete Pedofilo-Satanica attorno a Hillary Clinton
https://www.maurizioblondet.it/pizzagate-la-rete-pedofilo-satanica-attorno-hillary-clinton/

I bambini non si toccano
ADRENOCROMOhttps://www.youtube.com/embed/_N5PrRAk_ds


Ps. A Caronia il corpo del bambino martirizzato è irriconoscibile, dicono le fonti di Stampa & regime, per i morsi degli animali. Già il buon “rasoietto di Occam” toglie dall'impiccio: belve selvatiche poiché trovato in un “bosco” il corpo. Strano che lì c'era pure la mamma dell'omicidio rituale e non certo le stesse condizioni del piccolo: infatti dopo lo stupro satanico ed estrazione di Adenocromo i corpi poi vengono dati in pasto alle “fiere” casomai Dobermann e affini!

Pss. Abituati a vedere con ottiche dal grandangolo al tele così abbiamo maturato la “visone del circondario” e per stella polare quel Eraclito pensatore di strade inarrivabili se non si è disposto a mettere in conto, lungo il tragitto, ritrovarsi, certe volte, una buca altre uno slittamento del piano strada, prima di arrivare così a buon fine. E il Web questo è per chi sa discernere il grano dall'oglio



Last update
Nel corpo del post si parla come già altrove scritto del piccolo, che le televisioni mascherano con effetto sfocato oramai da morto (!) Siamo all'opera di depistaggio sparsa a piene mani dai catodici tubi; tanto a rinfrescar memoria il Pacciani di Firenze mostro non lo era affatto bensì funzionale agli omicidi rituali del caso, o della Franzoni in “stato confusionale” indotto. Ora, quindi, il piccolo è deceduto a seguito di scontro nel il veicolo guidato dalla mamma (uscita però dal veicolo e aggiratasi per il bosco come testimoni, non più rintracciabili turisti, han fornito alla Polizia che evidente non si è peritata di segnare i nomi) quindi se irriconoscibile (bambino) per effetto dell'incidente e non già come riportato dalla solerte Stampa & Regime, l'esame autoptico parla di “fiere” che han infierito per l'appunto, allora? Mettetevi d'accordo: fiere o incidente? Certo la sostanza non cambia poiché sempre rituale satanico si tratta. Così come la schiena (segnata da Stella e cerchio satanico così a Web) della ragazza Yara Gambisco, cui corpo venne ritrovato in un prato sebbene più di un indizio conduca al fatto che la ragazza dalla palestra è mai uscita, viva.
Strane storie ma tutt' altro che elucubrazioni, vedi “Il caso: magistrato Paolo Ferraro”
https://www.globalproject.info/it/community/il-caso-magistrato-paolo-ferraro/9143

Alchimia per trasmutare la materia grezza, tanto sul piano fisico che ( non altrimenti) spirituale. E a scuola Dante il Venerabile fa proprio questo con la sua Commedia tripartita: Inferno-Purgatorio-Paradiso. A parte il fatto che la zona franca a nome Purgatorio è invenzione dei soliti teologi ché nelle Scritture non trova traccia: una volta erano gli esami scolastici riparazione a Settembre.
Bianconero categoria dello Spirito, quante volte scritto è condizione esistenziale, su le note del bianco&nero e sue nuance di grigi. Pellicole rivelatori e agitazione e contrasto, se stampata poi a condensatore via Durst o in luce diffusa; anche in questo gli ingranditori Durst erano impareggiabili, come la scatola di luce blu (letterale) che trovava posto nello chaissis del mastodontico 139. Luce (non più blu) morbida ha raggiunto l’odierno con la Multigrade Ilford buon standard odierno, certo non straccetto o rag à la page. Catena, quindi, senza scomodare Ansel Adams e suo Sistema Zonale, quando le emulsioni sensibili lo erano poco verso certe lunghezze d’onda spettrale. E l’uso dei filtri colorati giallo-arancio-rosso-verde, sì, un fatto estetico ma anche e non meno per forzare la mano, ecco, a certi colori/grigio. Catena che una volta entrati in Camera oscura la roulette o il terno a lotto relativo al bagno di sviluppo tutt’uno.Vero è che fra Plus-X e anche Tri-X Kodak questi per le “notturne” con D 76 oppure ID 11 o brodi per vasche verticali (solo i puristi usavano le tank a spirale nylon europee Paterson) da trentacinque litri-ti tipo D 50; per non dire della smisurata serie di “universali” alla ST 20 di Ornano by Milano. Certo anche Ilford non paziea ancora oggi fra FP-HP-brutta Delta (come Kodak T-Max) e suoi bagni e il Microphen delle meraviglia. E così Agfa Rodinal…e famiglie di pellicole dell’Est europeo che si mostrano tutt’altro che di serie B nell’odierno analogico panorama. Siché tornata in auge (Pecunia non olet) l’analogica pellicola anche gli sviluppi/rivelatori unici trova posto nell’Era dell’Unico Pensiero


Branco Ottico Zone
http://www.brancoottico.fineartlabo.com/zone-black-and-white-film-developer/



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In-quadrare

Composizione s. f. [dal lat.  -onis, der. di componĕre «comporre»]. L’atto, l’operazione,  del comporre, cioè del mettere ordinatamente e organicamente insieme; e anche il risultato di tale operazione
Nelle arti figurative e in fotografia, il modo in cui sono distribuiti, organizzati e messi in luce i varî elementi figurativi, con riguardo soprattutto all’unità stilistica.

Più di così la “meccanica” del vocabolario, seppure Treccani, non va. E c'è da capirli, anche perché non è semplice. S'intende dire che dopo l'in-quadratura (mutuata dalla pittura e la dice lunga di come la fotografia non è un pero caduto, così, da un albero dell'Arte e la cosa è troppo lunga a dirsi) di certo non meccanica pure qua, con buona pace di un Vaccari e suo inconscio tecnologico pensa te, la tela del comporre (atto finale diciamo) è tutt'altra che semplice passeggiata. E nei secoli sono state date coordinate per in-quadrare quella “cosa” che si para davanti agli occhi (immagine della mente come dicono i freddi e algidi pensatori nordici?) e dargli senso. Vabbè si fa notte: il regista/sceneggiatore scrive quel che vuol rappresentare in “movimento” altrimenti cambi mestiere o si dia alla radio, sul set. Tutto a posto completo, no? Niente affatto c'è l'arena del montaggio, che non è altro fatterello “meccanico” manco fossimo in un officina di riparazioni (!) a fare bianco il nero e viceversa: qui non trattiamo della cosa, solo e sola - mente per dare idea di come il girato del caso, poi è in-quadrato nel prodotto finale. Certo fatti di stilemi codificati, però visto che siamo nell'anno di Fellini...
Viceversa al fotografo che tale voglia dirsi, sempreché le logore parole ancora conservino lacerti di senso anche comune, deve darsi regole e contro regole: queste non prima di aver assimilato quelle sino allo sfinimento di c...E se pensiamo che in-quadrare è uno step...e si lasci in pace Pornoshop e suo compare il Raw “che tanto s'aggiusta tutto a computer” sta mazza! Casomai s'affina a volerla dirla tutta, così un buon vino già sul filare...

Ps. Si parla di composizione una “cosa” che è poi il linguaggio fotografico: bestemmia per gli imparruccati bardi della penna-animale che ancora non si capacitano dell'invenzione della Bic-Modernità, figuratevi il resto

Pss. Il correttore ha "sistemato" Pshop in Porno...eccezionale come se il soft (dotato di inconscio tecnologico e diamo al Vaccari ciò che è suo) azzecca il recondito di Manunzio che scrive, e non cancella, poi uno pensa ciò che gli pare: errore di stile come l'acqua al momento giusto su la vite

Occidente all’ultima infiammata crociata




La (mia) civiltà va in fiamme e chi scrive e manovra simboli (con linguaggio fotografico) da più di mezzo secolo le immagini greche, che scorrono a video, sono tutt’altro lì per “caso”. E il buon Aristotele si rivolterebbe nella tomba come tutti i Pensatori dell’Ellade che han edificato, de facto, l’Occidente. Sì questa la cifra e i roghi della “austerità” made Germany in nome sulfureo del Mercato la prova non senza lo zampino dell’Androgino Fondo Monetario Internazionale di “madame” Lagard.
“Il Mondo è fatto di segni e simboli non di leggi e ciarle” l’attribuita epigrafe ad un altro pensatore, forse un po’ fuori mano dal “teatro” o messinscena greca.
E poi Atene mica è città qualsiasi, tant’è vero che anche la Wermacht by Merkel o Quarto Reich sa benissimo, avendo quella nordica cul+tura inventato di sana pianta tutto quanto ha a che fare con l’idea di Grecia, da contrapporre alle Legioni romane occupanti. Ma il tempo come suo si mostra sempre Galantuomo. Anzi un reply di quelle immagini dell’Antica Roma in fiamme morente, qui plastica non solo e non tanto dell’Ellade bensì dell’Occidente, quantomeno del carbonizzante Continente Europa che mutua nome dalla Mitologia greca!

Man


Atene da passeggero su aereo di linea

L’Acropoli avvolta dal fumo


Nb. Esilarante, non certo per i greci, le Prefiche del Corriere già in primissima fila del + Mercato globalista
Grecia, tagli alla Protezione civile nel pacchetto austerità: così è arrivata fragile al «traguardo» europeo

Grecia glielo ha chiesto l’Europa


Ps. A dirla tutta e guardando il Planisfero con morti, inondazioni tsunami e via così di guerre “asimmetriche” si vede chiaro e limpido (per chi intende e il nome della Bestia è 666) che l’Élite globalista e luciferina,(supportata dalle cosiddette sinistre alla Prodi-Dalema-Bersani-Landini-Civati questi della detassazione dei pannolini mestrui delle donne et simila per restare all’italico suolo) dell’ultima Bretton Woods post II° conflitto mondiale in ordine di tempo, perdono di giorno in giorno i loro artigli di sangue. E come la Mafia (!) insegna quando si spara non c’è accordo. Appunto ciò che si vede a video da mane a sera

Pss. Il sinistro tout court Pierluigi Bersani è passato alla “storia” anche con la mitica frase “lenzuolata di privatizzazioni” un Tony Blair in sedicesimo, Gonzales spagnolo e l’aulico Francois Mitterrand transalpino

Occhio come mestiere




Berengo Gardin è sempre un piacere l'ascolto e di un vecchio lupo di mare, del bianconero. E nella chiacchierata dai tratti irriverente (da un romano che t'aspetti de più) il sapere antico sapienziale dell'artigianato, ovvero sia di come l'immagine ottica dalla presa (su Leica M noblesse oblige) sino alla stampa era un che di alchemico: quante volte lo si scriverà deve ancora?
Il fatto stesso di stare al chiarore di una fioca luce (!) e cavarne dalla bacinella il più classico dei trentaperquaranta, limite estremo di un buon negativo 135 o codifica Leica appunto, è un qualcosa che non si può descrivere neanche con il più cristallino prosatore: un esperienza da presa diretta e null'altro che questo è l'alchimia del bianconero cui padroneggio il nostro Berengo Gardin non pare essere secondo a nessuno; anche senza la “dedica” di Henry Cartier Bresson, un Massone eclettico blasè, ma non ditelo in giro: n'est pas?

Intervista a Berengo Gardin
https://www.youtube.com/embed/nPQX84Mx8zk

Man


Ps. L'importanza di certi nomi non mai acqua fresca, ci mancherebbe, e quando il Maestro non ci sarà più tireremo dall'archivio in soffitta la lettera all'indirizzo del Presidente Azeglio Ciampi, e ministro Urbani Beni Culturali, ché concedesse il Titolo di Cavaliere per meriti di Cultura a Gianni Berengo Gardin, che il cielo lo conservi lucido e in buona salute ancora per molti anni

Lo studio Cavalier Corrado




Padelle per la diffusa dall’alto con gli ultimi tocchi allo specchio, tra sedie di vimini sgabelli bandiere e stativi, fondale vermiglio e spot hollywoodiano, illumina l’istante della posa.
Gesti lenti misurati di matita e carminio restituisce levità a volti formato gabinetto, pegno di fidanzati a ricordo di parenti lontani, flou matrimoniali nel giorno del sì.
Il disimpegno a destra già saturo di viraggio sepia dissolve a camera oscura; al chiaro della lanterna rossa la stampa latente mille punti Ferrania in gradazione morbida emerge dalla bacinella bianco smalto. Prende corpo e, fissata nel meta-iposolfito di sodio, incornicia pose da rotocalco, fototessere smerlate prodotte da taglierine a denti aguzzi che il Cavalier Corrado consegna tre giorni dopo la posa, come riporta l’elzeviro della sua grafia su la ricevuta; una settimana per gli ingrandimenti al siluro, tempo che il Maestro dall’occhio vigile e mani sicure, a lume di finestra, dedica a pareggiare stampe ammorbidire volti ricostruire parti mancanti

Man


Ps. Le foto di matrimonio tranne rare eccezioni durante la reale cerimonia nuziale, venivano allestite nello studio con solo gli sposi in abiti da cerimonia. E quand’ancora non c’erano i tablefonini il rito fotografico di fidanzamento, era tale per importanza e propedeutico al successivo matrimonio, avveniva presso lo studio del fotografo più importante e accreditato; la stampa fotografica risultante (formato detto gabinetto) consegnata ai fidanzati-sposi veniva inviata anche a parenti lontani a ricordo.
E prima di Photoshop le immagini flou, sfuocato per rendere evanescente i volti, in ripresa era ottenuto con particolari obiettivi trattati allo scopo. Pur tuttavia l’effetto era reso possibile in post produzione in camera oscura, sistemando il negativo su ingranditore dedicato “Siluro” per la sua forma oblunga ad ogiva, cui luce diffusa, rifratta da specchi interni e non già da condensatori ottici la regola, contribuiva al più classico effetto Hollywood in voga. Usato anche nelle riproduzioni, soprattutto, per attenuare il moiré della “millepunti” o cartoncino a buccia d’arancio cui si ricorreva per la stampa dei ritratti

Pss. Le luci per la diffusa (non era d’uso il bank) in batterie le “padelle” per la somiglianza a queste sebbene molto incassate e strombate, l’interno era sistemata lampade opaline conosciute come Nitraphot, ed era parte della scena. Infatti a complemento lo spot di luce concentrata, sistemato retrostante il soggetto in posa, o laterale e comunque fuori campo inquadrato dall’obiettivo che dava lo “stacco” con il fondo oltre a conferire contrasto e tridimensionalità alla scena

Fotogrammi prima parte, Don Gerardo Bucci




Abstract
here I remember an Era analogic in lab B&W, as print portrait in dark room and much more, as develop Agafcolor or Ferrania color negative, made in Italy, and Kodak color. All process that I remember it was make into a lab far town of provence of South Italy in 60's


Il portale corre a filo cardo pretorio da cui via Pretoria. L’esile luce dall’androne archivoltato scintilla su l’acciottolato i tre gradini e l’anodizzata vetrina che precede lo store e fotolaboratorio colore, sciccheria metropolitana anni Sessanta. Di là dalla porta ‘ntallia z’ Nunzio Rofrano “ragazzo” di bottega. Tutt’intorno scaffalature tarlate e vetrinette impolverate dove pisolano macchine fotografiche scatole di pellicole lampadine flash, album e buste dieciquindici accatastate.
Sigaretta, più che altro arco di cenere tenuto a sfida della gravità, mani in fremito continuo sui dorsi di fotocamere di pancromatiche FP4 Ilford, o ribobinati formato Leica P30 Ferrania di tignosi clienti p’ sparagnà, occhiali fumé sul naso adunco incornicia Don Gerardo Pecoriello detto Bucci alias Zatopec, in onore dell’etiope olimpionico di Roma, tarantolato fotografo in cerca di scoop urbani.
Dietro la tenda vermiglio che separa l’ingresso e retrostante sala posa la lampada, lare domestico sembra così, retroillumina l’opalino inclinato a 45° e fila di negativi per il ritocco, mentre mani spennellano mattolina. Nella penombra della sala di posa la camera su colonna ottonata che troneggia a centro sala, ne ammiro i movimenti dello zio sotto il panno nero che imprime su châssis seinove volti in fototessera, a cap’ sott’.
Un misto di euforia e trepidazione m’accompagna tutte le volte che, tenendomi al corrimano della scala a chiocciola, scendo al piano sottostante del lab dove, come in dissolvenza le plafoniere di luce opalina su pareti nero fumo illuminano a giorno, e rifratte nel luccichio cromato d’enormi cilindri (smaltatrici) da cui precipitano cartoncini bianconero, cartoline colore. Oltrepassata la soglia ed immesso in altra sala, sprofondo al centro della terra o l’interno del Nautilus, nell'attimo in cui spente le fioche luci inattiniche, lo scartocciare e buio materico, tanto si può toccare, è tutt’uno con la voce dello zio fotografo che a tratti sembra giunga da destra, ora da sinistra dall’alto finanche remote profondità della camera oscura, sino all’attimo in cui, finalmente, la lanterna rischiara livido tutt’intorno banchi, vasconi e la lunga processione di vasche verticali sormontate da spie rosso arancio per trattamento delle emulsioni sensibili Kodacolor Agfacolor e 3M Minnesota già italica Ferrania della dinastia Agnelli.
Caleidoscopio iridescente nel salone attiguo, dove sono le printer, le creazioni dell’altro “ragazzo” e brizzolato di bottega, stampatore che più dagli slope smanetta “nuance” ventiventicinque, d’un blu elettrico su i volti dei malcapitati sposi in posa e pronti per l’album.


Glossario

‘ntallià, muoversi o procedere a passi lenti, fermarsi e riprendere la routine

dieci (x) quindici, formato cartolina

p’ sparagnà, per risparmiare

sei (x) nove, formato negativo bianconero che poi veniva stampato a contatto (scala 1:1) ricavandone fototessere per documenti, carte d’identità ecc.

a cap’ sott’, sottosopra ed a lati invertiti in ragione della Fisica ottica

smaltatrice, cilindro (ne esistevano anche piane ed a doppia piastra girevole) dotato di resistenza elettrica interna, cui calore dissipato da lastra perfettamente levigata a specchio conferiva ai cartoncini, dalla superfice appositamente trattata e trasportati similmente a catena di montaggio, patina specchiante

ferrania era il brand nazionalpopolare del materiale sensibile, sebbene altre marche come la Tensi o Cappelli ne producessero, del portfolio Agnelli/Fiat, e che venne ceduta alla americana 3M Minnesota (al corrente è stata riacquistata da impavidi imprenditori e, rimessi in funzione i vecchi stabilimenti Ferrania nei pressi di Savona, pare continui con discreto successo la produzione di pellicole fotografiche negative ed anche Super 8 per cineprese d’antan)

slope, manopole che regolano la scala colore RGB o sottrattivi CMY a secondo della marca/modello delle stampatrici automatiche, ed altre regolazioni

venti (x) venticinque il classico formato di matrimonio, anche se agli inizi degli Anni Settanta l’album matrimoniale non di rado era misto: bianconero (18 x 24) e solo per lo scambio delle fedi e firme di rito in color. Ancora, prassi in special modo per i gruppi con gli sposi ai tavoli dei primissimi ristoranti ad hoc, o più sovente, condizioni socio-economiche, presso le abitazioni materne per l’abbisogna, veniva consegnato un congruo numero di stampe (13 x18 bianconero) da consegnare agli invitati ritratti.
Eccezion fatta, non solo per tutta la cerimonia a colori, per la giornalista Rai Celeste Rago nella cornice di Maratea, e dal pranzo faraonico che ne seguì a quei tempi, seguito da quattro fotografi tra cui chi qui lo ricorda.

In Era analogica e prima dell’unificazione sotto lo standard C-41 per il trattamento “universale” delle pellicole negative colore, le diapositive invece l’E6, ogni brand citato poco sopra, necessitava di sua linea trattamento, di vasche parallelepipedi verticali, generalmente da 35 litri, dove venivano processate (to process) le emulsioni.
Negative colori anche bianconero, poi stampate su cartoline dieciquindici, che ogni famiglia poi custodiva nell'album domestico a scandire il tempo e momenti particolari: battesimo cresima diploma, laurea o matrimonio e vacanze ecc,

Ritocco fotografico su pellicola seinove più ancora che semplice “aggiustatura” nel lisciare la pelle, cosa che oggi con Photoshop o plugin ad hoc, fa sorridere era qualcosa che si tramandava in sorta di iniziazione alla fotografia di ritratto tout court, basata ancora largamente in bianconero (impensabile farlo su negativi colore!) si esprimeva in puro e artistico artigianato, sapienziale. Siché le seinove dopo sviluppo ricevevano la mattolina, sorta di collante cui aderivano appezzut’ o appuntite grafite, abilmente mosse da mani che sapevano il fatto loro. A volte quale complemento, sebbene in formato minimo diciottoventiquattro o più ancora in trentaperquarata, il negativo veniva stampato al Siluro, un ottagono in legno a forma di ogiva cui luce morbida, senza condensatore ottico, conferiva alla stampa un che di hollywoodiano, o per meglio dire flou (soft screen) alla Luxardo
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