Manunzio

Dissolvenza finale




Se ne impiega tempo a personale “rassegna stampa” su Web. Tanto notizie di avvenimenti e tanto, forse soprattutto fotografiche, e oramai più sempre con raddoppio consonante. Dunque “fottografia” e sia. Ora che la benemerita, scritta in minuscolo sennò si incazzano i Carabin-ieri oggi e domani pure, Ikea usi oltre il 70% di grafica motorizzata, ecco, a computer per simulare i suoi articoli, uno dice: sai che novità ché sono anni. Vero e poveri fotografi d’interni. E ora pure tutto il circondario con il solito da bar sport: e tu mo’ te ne vieni a codesti ragionamenti? Eh la Madonna…
Vabbè fa sorridere: povera CaNikon simila et mia parrochietta Olympus. Non servite più. Ora accatatevill’ nu bell’ computerone per ri-creare il Circondario, isole comprese alla Aiazzone dei primi spot alla Canale Cinqueee, tata ratta tà. Molto bene. I robot che vendono agli eschimesi i ghiaccioli ed aspirapolvere a quelli del deserto africano, e perché tra di loro no? Li vedete voi entrare in un “negozio” di parti di ricambio…Che bello ci siamo liberati di Soros&Bonino e i globalisti han fatto botto finale, manco più un cane umanoide per il terraqueo! Niente di niente. Il Giorgia guidestone ha trionfato. Ottimo e sai che goduria (chi?) andare in banca (una volta) a prelevare moneta (una volta) e spenderli a femmine (robot silicone naturalmente) in posti lontani (una volta) etc etc etc. Un deserto totale. E che gli frega ai satanici globalisti sparsi per l’Universo (quale?) in cerca di ibridazione e vedasi Cappella Sistina con scimmie topini lumache alici (non salate in salamoia, almeno) triglie calamari ma anche vongole? D’altronde era già successo a noi…qualche giorno fa: grazie Zacharia Sitchin un tantinello troppo sionista…che non tutto si può avere. Lunghetto il giro sul Web stamani: uhmm.
Qua la notizia al fine della tenzone e come Cirano più del tocco mi tocco paisà, tu arrangiati come pensi e credi (in cosa?)

These Portraits Were Made by AI: None of These People Exist
When You Flip Through an IKEA Catalog, 75% of the ‘Photography’ You See is CGI

Man


Ps. Noi già ultimi epigoni del Novecento con archivio in analogico e da quasi un ventennio digitale no CGI ci frega poco. Cazzi amari purtroppo per le nuove generazioni che già si vedono (bevono?) tutto il Novecento (ri)colorato in Computer Grafica; il bianconero è quel giochino-filtri su smartphone che diverte, però, sino a certo punto. Vabbene che la “storia” la scrivono i cosiddetti vincitori (frammassonerie varie) ma ritinteggiare tutto ne corre. Certo de gustibus!

Pss. "E quando ci chiederanno cosa stiamo facendo tu potrai rispondere: ricordiamo. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi"
Ray Bradbury Fahrenheit 451

Bianconero di una vita




Abstract
I remember here a first treatement, the develope a black & white film assay since 60’s. Black & white on camera like André Kertesz quote: “The camera is my tool. Through it I give a reason to everything around me”


Mail ne arrivano a centinaia e giornaliere, da ultimo la newsletter di prodotti chimici bianconero: pellicole e quant’altro. Eppure siamo in epoca digitale, ma besenisse è besenisse e la (ri)scoperta del procedimento analogico, figlio dell’Otto-Novecento, a noi fa sorridere. E sì perché da quell’Epoca, meglio dire Era, veniamo.
Ecco il punto è proprio questo che i cosiddetti “giovani moderni” non possono arrivarci, tant’è che per loro il bianconero è un giochino di un filtro desaturazione applicato alle immagini a smartphone, tuttalpiù in Pshop: ‘na mazza.
Già perché tolto il giochino, che di questo si tratta, ai ragazzini mai adulti gli vai a spiegare che il bianconero è Vita? Proprio così ché tutto ma proprio tutto aveva i colori (niente ossimoro please!) del bianconero: Costume. Si lo so ci sono quei coglioncelli che ascoltano Webcast radiofoniche se la prenderanno, ma gli imbecilli, questa la cifra, non possono arrivare a capirlo: bianconero è una Categoria dell’anima. Punto.

Natale di tanti anni fa, luminarie a festa e l’Upim (Unico Prezzo Milano o Grandi magazzini, pare invenzione di tale Gabriele D’Annunzio) illuminato a giorno. E come nei film americani, dai televisori in bianconero, signorine già tutte forma, battono. I tasti alle casse vanno avanti ed indietro, il prezzo per i clienti. Insomma sembra il regno delle Fate. E su due piani, ché al piano sottostante, seguito gradinata alla Wanda Osiris, ancora più mercanzia colorata, luci addobbi e una strana confezione grande e grossa: vaschette prodotti chimici e un torchietto, serve e capiremo dopo, a fare le stampe a contatto. La curiosità era tanta e la fantasia già galoppava, ma il prezzo era di seimilacinquecentolire anni Sessanta, e anche se a casa i soldi non mancavano la mamma (santa donna che quando incocciava non c’era santi!) fu irremovibile. E per la Befana (allora non era d’uso far regali come gli yankee a Natale) ossia il giorno dell’Epifania, quando secondo tradizione i Re Magi portarono i regali al Salvatore (oro-incenso-mirra) in memoria di questo, ricevetti solite pistole alla Far West.
Ero alle Medie molti anni dopo che la mamma acquistò dal catalogo Bagnini in Roma il primo ingranditore: Durst J 35. Reliquia che si conserva cellophanata in soffitta.
Ecco da dove viene il personale amore (che parolona, ma è così!) per il bianconero, prima come Forma giocosa per divenire poi Forma mentis: attraverso di essa (fotografia tout court) do senso al “circondario” parafrasando Kertesz.

A dire il vero, in due battute, il primo sviluppo di rollfilm frutto di una Diana plasticosa, che da rudere, passato sotto l’infanzia del figlio Sky, è ancora lì sullo scaffale fianco a fianco alla Rollei con cui divide il formato 120: codice che identifica i rollfilm per i canonici 12 scatti in 6x6.
E galeotto fu l’ennesimo fumetto, che disegnava una camera oscura e l’immancabile “luci rosse” per il trattamento: tutto cambia ma mai e poi mai vedrete a schermo yotubesco ad esempio, ecco, la realtà che le “luci rosse” erano e sono per tutt’altra cosa, forse più divertente! Infatti nei lab bianconero si usa da sempre (post ortocromatica) la giallo-verde lampadina, che oltretutto permette di muoversi come fosse una stanza più in penombra che di zolfo rosso. Sì, sì anche questa trattazione della materia “oscura” …sempre Massoneria è. Vabbé.
Sta di fatto che, comprata la lampadina rossa da fornitore locale (ne parliamo la prossima) e sostituita con quella del bagno (un altro classico luogo di iniziazione…esoterica!) scartocciato il film: aaarrgh divenne all’istante una striscia di nero! E della cosa ne incolpai la mamma mentre entrava nell’altra stanza, e dalla porta a vetri del bagno…Corremmo ai ripari comprando la prima tank, al posto del primordiale sviluppo, avvenuto sempre nel locale bagno, nella zuppiera da frutta (!) centro tavola, versandovi il bagno (sviluppo)…Aaaaarghh!
E non c’era Internet che te lo insegnasse a video, come si sviluppa un rollino. E qui, uso dire, casca l’asino di nome e di fatto…i giovani detti moderni di ogni ordine e grado che scimmiottano a smartphone o Pshop il giochino del bianconero: un calembour un peto? Più di tanto non possono arrivarci, modificati nel Dna dall’inglese del Nuovo Ordine Mondiale: annesso e troppo connesso!

Man


Ps. Una sorta di Postal Market il catalogo Bagnini, dove si trovava di tutto: dalla camera oscura, vaschette ed ingranditori Durst, alle cineprese Otto e Super Otto millimetri, e stativi lampade e moviole…
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