manunzio.it logo




Sì certo come no e però

Sono di quei distinguo quando difronte hai un disonesto, di quelle risme di merde che mai e poi seduti sula sedia che affonda con il Titanic diranno sì, certo sta affondando però cosa vuoi che mi freghi!
E così dopo le squille funebri di Canon, volete voi? Certo anche l’altra faccia della medaglia siamese flebile dà voce, è la volta di Nikon a certificare lo stato finale dell’epopea reflex. Sì perché il picco, a sentire il caporione di Nikon, di sette anni addietro adesso per i prossimi tre anni crescerà dell’ottanta per cento più bello e più superbo che pria: grazie prego!

Nikon CEO in an interview with Nikkei
Ultimi fuochi

Man fotografo dal 1969



Il rumore e l’eccitazione generati dalle tecnologie altro non sono che logica reazione ad una cultura imbevuta di materialismo, nel creare l’illusione che ogni atto mentale possa essere ridotto a materia, senza considerare quando povera o incompleta sia questa alchimia umida. E la tecnologia nel progredire nella possibilità di manipolare e comunicare esclusivamente con immagini produce eradicazione di ogni spazio mentale, fissato in piatte estensioni di precise superficie



La morte supra nos


Ancora un altro cinquantenario per la giostra degli acquisti e stavolta Nikon è. Il contest della casa giallo-nero che sembra un ape o vespa va tu mo’ a sapè. International ovviamente come si conviene dal gusto sino-americano, e quest’ultimo che fa la guerra al primo ma leggasi dazi, è come quei pugili suonati che mulinano pugni nell’aria nel vaniloquio finale prima della fine: per chi intende di fotografia.
Sia come sia è il contest Nikon la certificazione aggiunta dell’evaporazione dell’essere umano (umanoide?) se necessario altra prova “documentale”: fotografia via, ecco. E non a caso si è scelto l’immagine di questo post con una negra, forse ibridazione di una carcassa maschile, che regge un pupo, sì, alla siciliana! di colore bianco forse di quei albini con doppia disgrazia addosso. Il nero che tiene per la gola il bianco triste solitario e finale…il solito Nuovo Ordine Mondiale che ci fa ridere con la sua “scienza” positivista ottocentesca, posticcia!

Nikon Photo Contest 2019

Man fotografo sin dal 1969



Chiacchier sotto l'ombrellone

La giostra degli acquisti non sa più a che santo votarsi, e poiché si parla di fottografia che refuso non è conviene fermarsi un attimo per un caffè, e tirare un sospiro
Siché a giorni alterni mettiamo il dito nella piaga, purulenta per chi non vuol vedere, della fottografia niente errore e sempre giostra. Sosteniamo che, per esempio, l’ultimo ammennicolo che si chiami CaNikon o Fujfilm nella versione detta “mezzoformato” poco ci frega. Anzi una digressione al riguardo per suoi 102 megapixel da ultimo esaltato in certe réclame di poter fotografare la Luna, senza allunaggi pro Nasa. Sì, la Luna che uno dice ma comprati un telescopio con attacco per macchina fotografica spendi molto meno della Fuji e ti diverti se non altro a riveder le stelle di dantesca memoria.
Riprendiamo va. Il pixel e sue "abissali" profondità numeriche pianti Bit e compagnia cantando è l'ossessione della giostra dove una volta saliti…e lo si vede oramai con modelli quasi quotidiani sotto il panico degli smartphone fotografici a tre quattro focali…capirete! Spingere oltre l’inutile che fa bene alla premiata CaNikon e non solo s’intende. E su dispute teologiche del 3:2 o l’altra armonica 4:3 pur se in dizione Micro o Full Aps C,D, E, F, G...
Pixel ad abundantia e suoi piani Bit (in tipografia con CMYK ci lavorate con i classici 8 di Bit che bastano ed avanzano) che terminano piaccia o meno oramai su gli smartphone o su quei strani aggeggii chiamati tablet che la Mela si fa pagare a peso d’oro, ma non per molto visto l'andazzo.
Siché su gli schermettini smartphone e/o tablet che differenza si nota in termini di “profondità” colore 8 16 e 32?. Per cui certuni dicono (soliti falliti scritturali cattedratici ) tanto è la macchina nel suo “inconscio tecnologico” che fa la fottografia e mica l’umanoide che sta dietro? Vero optimate Franco Vaccari? Siamo cioè al peto allo scorreggiare perpetuo della giostra per gli acquisti che si veste ca va sans dire di “scienza”. A salve ché l'immagine che affascina o intriga sparte cpoco o niente con l'abaradan tecnocratico (!) spacciato ad “arte. Il resto come diceva il professor Sartori: so' cazzate. Ipse dixit!

Explaining Bit Depth and Debunking a Common Myth
8, 12, 14 vs 16-Bit Depth: What Do You Really Need?!

Man fotografo sin dal 1969




Attacco Pentax

si fa presto a dire della sua bajonetta K universale (rilasciata dopo il passo a vite precedente modelli) adottata un po’ da tutti e da brand(y) definiti di serie B: Cosina, Topcon, etc. E dei tanti modelli di analogiche fotocamera la più spartana di tutte: K1000. Come dire in equivalenza: chassis, ruote, motore e manubrio!
Fu durante il rigido inverno del ’80, quello famoso del terremoto, quando eravamo di sopralluogo per i paesi distrutti del cratere sismico, a nord soprattutto tra le province Basilicata ed Irpinia, dove la mazzata aveva cancellato interi borghi, e la K 1000 di tante battaglie s’inceppò. E non ci fu altro verso che mandarla a riparare, sostituita da una Topcon RM 300 che aveva la stessa bajonetta porta ottica. Fresca fresca anche questa si inceppò su un’altura tagliata da vento gelido da mozzare fiato. Meno male che a riprendere le scene apocalittiche del terremoto eravamo in più d’uno, e si continuò a fotografare con altre attrezzature: le solite della premiata CaNikon. Cos’ funziona il mondo

Pentax K 1000


Man fotografo sin dal 1969



Ps. Fra i tanti corredi fotografici usati (altrimenti come scriveremmo di fotografia) in tempi analogici, Pentax ha un posto particolare soprattutto per quella "reflex" chiamata Asahi Pentax, il nome primigenio, 67 formato seipesette su pellicola 120. Una squisitezza forse meglio della mitica RZ Mamya immanovrabile questa senza stativo o cavaletto che dir si voglia




Digitale...all’ultima crociata

Tracimazione, esondazione, acqua alta a Venezia, mareggiate, erosione della costa…siamo in estate paisà e più metafora dell’acqua! Ora trasportate la cosa a livello di macchine fotografiche digitale: Extrema Thule Nostra Salus. Infatti sin troppo facile fare il profeta e con gli smartphone poi, via. L’arrocco finale delle CaNikon ed associate sembra già un mastio o dongione per l’ultima difesa prima della capitolazione finale.
Siché persa la guerra ai piani bassi si va verso l’alto prima della caduta degli dei: eh stamani siamo ancora di fioretto, sebbene in giro certe scimitarre, ma non divaghiamo.
Si è passati al Full frame in salsa mirror less, Olympus docet in anticipo sui tempi come sempre vedasi il cataclisma Om-1 analogico Anni Settanta secolo passato, detto “breve”: mah! E i medio formato? Poca roba se anche Hasselbald per esempio si ricicla, tanto con dorsi da azzeccare alle mitiche 500 C, che in altra salsa.
Sia come sia siamo al canto del cigno, triste solitario y final.
Ah fateci la cortesia sebbene con gli anni, mettetemi un collegamento occhio unità esterna, semmai un bel SSD che tanto fa figo, quanto al resto poi ghe pensi mi!

CFV II 50C: Our legacy, Your future

Man fotografo sin dal 1969



Banane cetrioli a buon prezzo

Pensa che se ti fermi per un caffè lo paghi, doppio se sei in compagnia. Se chiedi consiglio al tuo legale, medico, farmacista: paghi. No la fotografia è gratis: ah che bella cosa! Online è ancor più bello, e tanti merluzzetti che il giorno prima click clik, con l’ultima digitale uscita fresca fresca CaNikon et simila si raccomanda, sui “social” a gratis chi ne vuole genteee. Gratis, e si ripete per la sola (romana?) digital photo. Un po’ come dire fai arrivare a gratis i “barcaroli” d’Africa (che tanto commuove Vaticano Spa & Sinistra mondialista luciferina, Landini compreso ole a buon peso, tié) e sono loro che ti pagano (!) per tutto ciò che abbisogna all’Occidente: no assicurazione, no retribuzione, no diritti oyeee è il Kapitale (k as killer) stupid!
Siché visto che fessi con il cuore lo siamo stati (dovevamo fare la rivoluzione…) mo’ basta in caso di specie, il nostro archivio là sta e ci serve per dove dobbiamo andare e fare ciò che…alla Totò&Peppino a Milano e Valbrembana compresa: te gapì?

Foto a gratis



Man fotografo sin dal 1969

Ps. Si parla di certo tipo di fotografie, terra terra, di stock tuttavia e per altro dire ci si provi in qualche galleria à la page, dove su pareti bianche appese come macelleria fotografie di fotografi very nice, sempre gli stessi come aerei di mussoliniana memoria, vendono fotografie in formato metro quadro di cetrioli, banane e ortaggi turgidi tipo carotone per masse sempre più di culo a novanta gradi: ebbene si provi a chiedere, chessò, a gratis una foto in esposizione, e fateci sapere!




A volte ritornano (forse non son mai andati via)

Infatti mai andai via se non per “obsolescenza” programmata: da chi? Camere digitali senza mezze misure e su questo ne scriviamo a giorni dispari di ciò che usiamo quotidianamente in formato “old” 4/3 o meno in forma Camedia della mitica Olympus: come dimenticare la Epson 850 Z? Sì perché qui centra poco e niente il corrente “Heritage” della giostra degli acquisti in forte sofferenza: e accattatevill’, no? Cosa non ha importanza: accata attaca (from french acheter english to buy). Certo quando hai a che fare con “vecchi arnesi” anzitutto devi calarti nel tempo in cui furono fatti, il resto se c’è manico si vede (fotogrammi digitali) vecchio o nuovo che sia! E qui in caso di specie la deliziosa riscoperta, ecco, della prima D1 Nikon all’epoca di “solo” due milioni e rotti di pixel e dodici milioni di vecchie lire per averne una, molto meno con la Eos D 30 di lì a poco del compare Canon cui il dilagare delle trappoline digitali sino all’odierno.
Nel link molto gustoso che si posta il riferimento alla pre-view dopo scatto è fatto sperimentato ugualmente su la E 20 Olympus. Vale a dire un “work in progress” che lentamente e molto, ecco, viene alla luce…but very fine!

Nikon D1
Immagine, scattata con D1, dell’articolo poco sopra



Man fotografo sin dal 1969

Ps. Dice: Manunzio lei non cita come “alternativa” alle digitali tout court il telefonino? Si certo e non è “contraddizione” nel momento in cui si parla di “recupero” più del mezzo fine a se stesso dello spirito, non certo alcolico…






Sì...buana

Così la risposta che gli “altri” davano all’uomo bianco dai video anni Sessanta che guardavamo per la prima volta e con pane e Nutella. Esperimenti in corpore vili a tutti gli effetti. Anni di “boom” e tutto bene madame la marchesa, mentre i giapponesi sconfitti militarmente lo appoggiano delicatamente dietro terga dell’Occidente giudaico-cristiano-greco romano. Vale a dire e segnatamente, che ci interessa, l’industria ottico meccanica delle macchine fotografiche. Perché richiamare il Giappone? Semplicemente perché Kuwanon poi Canon, Nikon, giusto per non fare nomi, avevano smesso di fare “copie” di Contax/Leica telemetro e si apprestano a sconvolgere tutto con la produzione seriale di TTL (Trough The Lens) o reflex che dir si voglia: vabbene eccenzion per Exacta, il panzer sinistrorso per tacere della romana Rectaflex: italiana!
Sia come sia sono almeno cinquant’anni e più che la cosa è passata, e pensiamo alla mitica F di Nikon per un lato, la Spotmatic Pentax per l’altro e della falciatrice che agli inizi dei 70 terremotò tutto: Olympus OM 1, tanto per accennare qua e là.
Sichè la Cina ha percorso, e non altrimenti, pari strada dei giapponotti: oh e secondo voialtri dove viene fabbricato l’iPhone? E le ottiche di questo e quel brand(y) a prezzi impossibili, basta chiedere ai richiamati CaNikon…
Sia come i cinesi si sono attrezzati di loro e la Potenza mondiale de facto poteva continuare nell’opera di “copia”? Eh il sì buana adesso non funziona più ed è male per l’Occidente etc etc etc. Quindi quando si arriva alla carta bollata e tribunali sì, ancora, de facto alle comiche finali. E poi non è il “mercato” regolatore di tutto in cielo e terra? Solo che stavolta sono gli occhi a mandorla di unmiliardoequattrocentomilionidipersone e mica bruscolini. Che volemo fa na Terza ed ultima guerra termonucleare e fine della civiltà umana?

Godox to Retailers: We Did NOT Steal Profoto’s Designs

Man fotografo sin dal 1969




Lucciole per lanterne

Non ci resta che piangere, tra il film Troisi/Benigni e la cruda realtà a salve. Questo perché c’è il cretino di turno (che Iddio lo abbia in gloria eterna, amen) a mettere insieme due cose a paragone, metti del tipo un cinese ed un inglese: ‘mbè? Si intende tranne l’anatomia comune il resto…che non è poca cosa. E fuor di metafora che Analogico e Digitale, o pellicola e silicio. E non potendo dire altro (cinese/inglese) eccoti, rullo di tamburi, che il cretino la mena sul RANGE DINAMICO: mammamia. E che sarà mai, ammuina per perdere tempo? Scusi Cartier Bresson, suvvia cacci fuori il range dinamico. E lei Doisneau che fa s’asconde il range dinamico? Ottuagenario e passa di un Berengo Gardin con la sua Leicà ordunque confessi il range dinamico della sue immagini, casomai di 128.000 Iso con ottica f 0.1 all’Equatore e con sole allo Zenit e fill-in flash (!) come le digitali? Cretino di turno, casomai vai in giro con un visore notturno: sì quelli che già usava la Wermacht nella Seconda Guerra mondiale. Cretino glorificato (il massimo dell’imbecillità) ma fai fotografie? Siii onanista cazzaro a tutto spiano che ti trastulli con giocattoli digitali CaNikon e non sei cazzo di accocchiare (mettere insieme) quattro scatti che vogliano "dire" qualcosa?

Ultimate Film vs Digital Dynamic Range

Man fotografo dal 1969

Ps. Ancor prima del "range dinamico" il boken ossia la sfocatura dello sfondo e sue disputatio teologica! Poi in contemporanea gli obiettivi ultraluminosi usati di giorno (!) lamentando vignettatura (!!) a tutt’apertura (!!!) Ancora i centoventottomila (così pochini?) da usarsi di giorno con sole allo Zenit e lamentare “noise”! E poi il pattern Bayer, poi il full frame poi i dorsi e il "mezzoformato" digitale vedi Fujifilm da farci mutuo ipotecario: e perché no tutto il cucuzzaro? La giostra degli acquisti, che un tempo (Novecento) nel proporre ritrovati della “scienza” contribuiva e non poco alla “Grammatica&Sintassi” della Fotografia, oggi manu militari l’accavallatore di gambe: ossia un pezzo di legno messo sotto gamba, e con pressione verso il basso girando accavalla all’altra di Tognazzi/Vianello memoria!




Analogica Era vs. Digitale: ancora?

Non c'è storia che tenga e lo sappiamo. Digitale che consente, quante volte già scritto, di collegare (adesso solo come metafora) in tempo reale (!?) mente-occhio-braccio operativo. Impareggiabile. Tuttavia il “fascino” dell'analogico, visto la moda retro imperante e che s'adda fa p' l'industria del consumismo, è particolare e “anti storico”.
Dunque tolto di mezzo inutile contrapposizione, è altrettanto indubbio che la manualità artigianale dell'analogico fotografico, inteso naturalmente bianconero, ha una sua precipua malia e fermiamoci qui. E tra il revival non poteva mancare il formato che adesso va per la maggiore: seipersei o formato 120 codice Kodak per Hasselblad et simila.
E chiariamo subito che lo scatolotto Hassel, concetto mutuato dalla Rollei altrettanto scatola ma “verticale” non ci ha mai preso più di tanto. E come altre volte scritto abbiamo usato il Panzer Rollei SL66: doppio peso della Hassel ma pari dettaglio marchiato ottiche Zeiss, il top. Ciò detto mentre la Hassel aveva ottiche con otturatore centrale, Rollei l'esatto contrario tranne qualche ibridazione molto malriuscita con otturatore incorporato, forse per i matrimonialisti che però usavano, a ragione, la Hassel ad otturatore centrale irrinunciabile per “alleggerire” le ombre in esterno con il flash.
Otturatore su piano focale in classica “stoffa” la Rollei, sempre di SL66 by Germany, che se guardo lo scatolotto elettronico odierno che ha il fratello con il pallino della fotografia (usa Canon digital) d'antan....siamo su altro pianeta.
Sia come sia l'essenziale è divertirsi, ancora, a prendere foto e con esse riuscire a trasmettere un qualcosa condivisibile anche per altri, esclusi teleguidati e/o minchiapoixellisti onanisti a tutto spiano per la gioia di CaNikon ma pure SonyFujifilm...per chi intende!

Analogico...trapassato

Man fotografo sin dal 1969


Ps. Se ne occupa già l'articolista nel mettere i paletti all'operazione "nostalgia" e già con il costo fuori umana comprensione: con pari spesa e non solo dorso digitale acquistate le miglior full frame accessoriste di ogni cosa utile, o nel caso di pruriti estetizzanti, ecco, una "mezzoformato" digitale Fuji o Pentax



Repetita juvant quotidianamente, grazie anche alla discreta domestica biblioteca (cartacea) nonché l’infinito mare magnum del web, che si ri-vedono i classici della Fotografia, da cui trarre sempre nuove angolazioni: il bello del classico tout court. E forse per questo che riusciamo da cinquant’anni a tenere ancora una macchina in mano, senza farsi male per chi intende, ed un occhio sempre attento e curioso dei particolari: dal microcosmo al macro senza soluzione di continuità. Occhio come mestiere, o vocazione vai tu a sapè…

Web & Fotografia


Man
Fotografo sin dal 1969


E. Smith con al collo la "mezzo" formato Olympus-Pen F, anche se nella sua breve ma intensa vita ha usato altri brand, pare tuttavia che ne privileggiasse, comunque, la manovrabilità della stessa dotata di eccellenti ottiche: ieri come oggi niente di nuovo sotto il sole delle appparenze, ma quando uno sa dove andare poi le immagini prodotte realmente parlano da solo



Batti il ferro quando è caldo

Meno male va che c’è ancora gente a possedere ritegno di sé, la qualcosa di questi tempi è merce rara.
Siché preso a navigare ora questo ora quell’altro mi si para la pagina della Olympus Pen F, mitica macchina che riprende le sembianze dell’altra del ’63 secolo scorso, a pellicola e “mezzo formato” ossia settantadue pose al posto delle canoniche trentasei pose, e che in una recalme d’antan porta il volto di Eugene Smith testimonial d’eccezione (l’abbiamo usata qualche anno dopo e senza sapere ancora di lui e del brand poiché troppo in erba come futuro fotografo). Colpito a web più che altro per il fatto che la fotocamera viene “inquadrata” come opera d’arte nell’immagine: breve e via al sito. E cose lette, poi, e da sottoscrivere non solo e non tanto per la Pen-F che ormai è da un po’ sul market, soprattutto per cose che, personalmente, si scrive un giorno sì e l’altro pure: di come la mazzetta funzioni alla grande ai quattro angoli del terraqueo e tutti tengono famiglia pure a Milano (dove uno si recherebbe in pellegrinaggio culturale a modica cifra) si capisce.

Anzitutto l’estensore del post riconosce che, nel caso della Pen-F, un modus operandi truffaldino: anch’egli come tanti recensori “disinteressati” si è attenuto ad un passaparola “familiare” per poi rimangiarsi (mai troppo tardi) le affrettate (scon)clusioni: meglio tardi che mai ancora una. A sottolineare come la giostra degli acquisti de facto funzioni. Tuttavia poche riga oltre ci sorprende quale alleato anti-minchiapixellisti là dove ricorda l’Era analogica e le fotografie dei Maestri: sentite qua….

- The previous weekend, I had made time to sit down with my collection of photography books. I pored over the classics again, examined the enduring photos from history, and studied my reaction to the images. A surprising number are blurry, grainy, or utterly ignorant of the rule of thirds, yet I wasn’t bothered by those supposed shortcomings. -

Morale se ce ne è una quella del mettere, parlando di macchine fotografiche digitali del caso Pen-F, insieme capre e cavoli e liquame digitale CaNikon: paragoni grotteschi e fuorvianti tra 4/3 in salsa Micro e Aps-A B C… Soprattutto i due ecosistemi fotografici ad “alti” Iso che favorirebbe a salve la banda CaNikon in primis e mezzoformatisti. E uno dice: ma se la Olympus ha “sdoganato” lo shift silicio per parkinsoniano fotografi (!) giungendo all’ultima incarnazione fresca di quest’ultimi giorni, sempre mirroless, con sette stop di (anti)tremolio da spastici addotti, che mazza centra gli “alti” Iso se posso scattare con sensibilità più bassa in formato 4/3? Vedete i buon padri di famiglia? Altrimenti la CaNikon non gli passa la dovuta mazzetta, che non significa affatto che i due brand(y) poi siano ciofeca, tutt’altro. Casomai sono queste due teste di c…amere del pensiero unico, a essersi converti, più ancora del furbo Saulo-Paolo su la Via di Damasco o del salto del cavallo (lato traslato e come vi pare) per i frammassoni che pure ci leggono! No, tutt’altro han capito le premiate ditte che mirroless è bello: meglio tardi che mai e da qui a sputtanare (delegittimare) chi l’ha inventato ne corre, via. Diciamo, al fine, che è una questione “armonica” cari frammassoni che non si capisce a che pro venite a leggere, tanto nei vostri Tribunali la spuntiamo: tra il rapporto 3:2 e il 4:3 suvvia il gioco è scoperto!

Niente di nuovo sotto il sole

Man fotografo sin dal 1969



Minchiapixelisti (non se ne può più)

L’assurdo certificato o meglio: glorificato. Il Top dell’imbecillità va da sé. Infatti non c’è più nulla di cosiddetto “razionale” o la filastrocca per bambini adulti deficienti: “Tutto ciò che è reale è razionale, e viceversa Madama la Marchesa”. Tant’è che ancora oggi, e lo scriviamo a giorni dispari, non si sa in maniera certificata univoca eterna ed immutabile, cosa sia il “reale-razionale” a meno di ridurre tutto a besenisse, e manco quello.

Qui tuttavia ci interessa un’altra angolazione “reale-razionale” più da Diary, che si occupa pur sempre di fotografia, anche questo scritto a giorni alterni: vale a dire la disputa teologica ché di questo oramai si tratta, dei pixel per la stampa non offset o Hp Indigo che dir si voglia. Apriti cielo.
E dunque quanti pixel? Uno dice per farne cosa? Oh bella si ribatte quella per la stampa. Vabbene s’è inteso ma dove: indoor o esterno? Galleria very nice o cartellone stradale? Un bel casino. No qui il nostro (minchiapixellista?) che sottoponiamo a visione via Youtube si occupa di stampa da azzeccare su una white wall, bianco muro di galleria, se non proprio di domestica abitazione del probabile acquirente di stampa vieppiù digitale. Casino ancora, nebbia o fumogeni fate voi. Vero esistono formulette matematiche (siamo tutti numeri, no?) che dicono che…Resta il fatto che a far riferimento l’Era analogica, e suo cerchio di confusione, il classico 30x40 incorniciato su formato immediatamente superiore A2 più o meno era la regola dei gallerioti. Si dirà altri tempi: giusto. Tant’è vero che si potevano esporre foto, anche, in formato a metro quadro partendo dal formato Rollei cosiddetto: che poi fosse Hasselblad Mamya seisette oppure dorsi paralleli su banco ottico, sai che novità. Ma erano, ancora, fotografie a metro quadro come tappezzeria.

Quindi il trentaperquaranta che si declina in A3 e aggiungendovi il segno + quasi poco meno del quarantapercinquanta, formato Galleria.
E dopo sta filippica il video, dove il nostro da “candido” ammette che a livello A3 tra una macchina “uhm” e altra “doppio uhm” non si vede differenza: bella scoperta dell’acqua calda (noi ne abbiamo ricavato esemplari da camera 4/3 di soli cinque megapixel!) nel caso tra macchine Fuji in formato una Aps-C e mezzo formato. E andiamo bene. Stampa a trecentodipiai ahi ahi quando poi giocherellando con Pshop la massima è duecentoquarantadipai più che buona per la stampa offset analoga o digitale che sia ivi galleria.
Siché per autogiustificarsi, dice il nostro, i soldini spesi per il mezzo formato (si parla nel video anche della Nikon Z come Zorro, fantasia di markettari!) si deve ingrandire: ah. Infatti sempre a video lo vede uscire di scena e ricomparire con un discreto “lenzuolo”: solo che il nostro “candido” dice che più ingrandisci e più l’immagine va vista (!) da certa distanza. E più la distanza più l’occhio non discerne più un c…apello, oltre al fatto che a certa distanza i canonici trecentodipai sono l’atomica che ammazza la mosca! Questione di fisiologia dell’occhio paisà e fattene ragione.
Ergo l’occhio deve saper discernere nella verde (!?) vegetazione primordiale un possibile aggressore in sorta di darwinismo precoce, falso e buono a giustificare e glorificare il Kapitalismo (kappa kome killer) rapace! Verde della Matrix Bayer al 50% in ragione di poco sopra Blu e Rosso della sintesi Adittiva, rispettivamente fifty-fifty per comporre via interpolazione l’immagine finale su silicio. Trucchetti matematici.
Stampa che, e finiamo, messa a distanza e ancor più sottovetro (!) incorniciata e conseguente vista a distanza manda a fa…l’industria bellica del minchiapixel a suon di miliardi pixel: la giostra degli acquisti via. Allora vale la conta del minchiapixel non ciò che rappresenta…ma allora ditelo ragazzi. E infatti qui noi cosa scriviamo da ben otto anni?

How BIG can you print your photos? (Fuji XT3 vs Nikon Z7 vs GFX 50R


Man fotografo sin dal 1969



"Giornalismo grafico, un reportage in cui fotografia e fumetto si alternano, dialogano, si mescolano. Coconino Press-Fandango, in collaborazione con Medici senza frontiere - dopo il grande successo in Francia e negli Stati Uniti - edita in Italia Il fotografo (formato 23x30, 280 pagine a colori, 29 euro), la cronaca di un viaggio in Afghanistan in tempo di guerra attraverso le immagini del fotoreporter Didier Lefèvre e i disegni di Emmanuel Guibert, uno dei più importanti autori della nuova scena del fumetto francese.

Luglio 1986. Lefèvre parte al seguito di un'équipe di Medici senza frontiere diretta nell'Afghanistan dilaniato dalla guerra tra sovietici e mujaeddin. L'obiettivo è individuare un sito dove allestire un ospedale. Il fotografo non sa nulla del mondo in cui viene paracadutato e gradualmente cade sotto l'incantesimo dell'Afghanistan. Da quel viaggio Lefèvre - morto poi nel 2007 per un infarto - torna con più di 4 mila scatti in bianco e nero, ma solo poche immagini all'epoca vengono pubblicate dai giornali. Guibert, suo amico d'infanzia, ascolta il suo racconto, usa le foto come vignette e riempie i vuoti della narrazione tra uno scatto e l'altro con sequenze a fumetti, basate sui ricordi di Lefèvre e sulla registrazione dei suoi commenti a ogni immagine"

Link



Luce propria

E-20 (Camedia) Olympus inizi Terzo Millennio che dir si voglia, digitale alla Point&Shoot, così a prima vista benché somigli più ad una reflex a tutti gli effetti. Certo era Nikon con la D1 a rompere la barriera e (non) accedere a mutuo ipotecario per “comprare” la prima Pro digitali: Nikon che costava “solo” dodici milioni allora di lire e non ancora (Ne)uri, mentre se memoria sorregge la E-20 viaggiava sui quattro, sempre milioni. Ma contabilità a parte era quella di Olympus un altro crollo di muro per la travolgente avanzata digitale (adesso pare che dall’amata Amerika con la kappa che lo scriviamo a giorni dispari perché, è ritorno di fiamma per il bianconero, che è mai morto per i fotografi con effe maiuscola!) e consentire ad una più vasta platea di “abbeverarsi” al digitale. Vabbene nel frattempo pure Canon con la sua brava D30…
Olympus E-20 va. Macchina de facto “meccanica” con logica a base bit, concetto che sarà magnificamente sviluppato con l’immortale E1 su Quattro terzi, cui discende filologicamente.
Insomma la E-20 si brandeggia molto bene e pure pesantuccia da infondere un certo appeal professionale, come tutto il resto. Spartana quanto basta e senza fronzoli, e così a prima vista i file sembrano più che buoni in considerazione del fatto che è una 2/3 di cosiddetto pollice. La macchina, infine, colpisce per due cose, e tante altre decisamente no ma ci si fa subito callo e confidenza per chi è fotografo e non cerca minchiapixel miliardari né perde tempo a…misurarli, l’autofocus anche a lume di abatjour la grande apertura f 2.0 e il mirino che non è il classico prisma. Infatti è uno “specchio” che riflette la luce che altri prismi, antistante il sensore, gli invia “splittati”, ed è ottima come visione uguale uguale alla E1, che fa uso viceversa di prisma. Che dire? Ci arriviamo per pura soddisfazione diciotto anni dopo, di seconda mano tenuta bene, ché all’epoca non avevamo quattro milioni per acquistarla…meglio tardi che mai. Poi come al solito sono i risultati a “cantare” anche con pochi pixel, di quelli buoni sorretti da un altrettanto buon “manico”: lato traslato figurato e fate come ve pare!

Man

Ps1 Anno Duemilauno Alberobello ci arrivai sotto acquazzone per mostrare il Portfolio a tale Deni Curtis, fra tavoli già imbanditi di primo mattino in un trullo-ristorante-happening fotografico. Dietro la porta di ingresso a vetri, come aspettasse qualcuno, il Maestro Berengo Gardin dallo sguardo spaesato. Fotografi allo stato brado s’aggiravano di qua e di là; uno in particolare da Firenze. Attaccato discorso ne venne fuori un panegirico, non persi una sillaba, proprio su la E-20 che lui aveva usato con soddisfazione (!) durante una sfilata. Bingo!

Ps2 Per mettere in mostra la nuova arrivata E-20, fotografata con micidiale C-8080 sempre parrocchia Olympus, a 50 Iso da spaccare i muri tanto si possono ingrandire i suoi taglienti file (!) qualcosa bisogna pur fare, con poca voglia. Siché con un foglio di nero lucente a base e semplice parete di soggiorno retrostante lo scatto. Laterale destro schiarita con foglio Domopak sottratto in cucina nottetempo alla “signora” altrimenti i suoi “ordinari” lai…avessi voglia! Foglio su cartoncino se non recuperato in discarica poco ci manca, mantenuto verticale da pianta di fiori secchi a base e fuori campo. Illuminazione? Abatjour sinistro (?!) che per far spiovere benino la luce si è dovuto alzare con dei libri presi in automatico tant'è l'abitudine dalla libreria: Leopardi, Divina Commedia (Inferno?) Confessioni di un italiano di Svevo (!) e basta. Esposizione? 10” a f 7.1 (invenzione degli ingegneri Olympus, che è apertura antecedente F 8) a Iso 50 con autoscatto per non prendere, quand’uno è costretto controvoglia, il “remote” via radio. L’effetto finale dello scatto è “specchiante” quasi acquatico: che vorrà di?

Ps3. La E-20 è stata usata anche da Alex Majoli, per i suoi reportage per conto Agenzia Magnum usava le C-5050, C-5060 e a volte la C-8080 come ricordava in un intervista forse ancora reperibile a web poiché il sito è da tempo immemore non più aggiornato e si provi a questo link, per il libro sponsorizzato come il tutto da Olympus “A day in the life of Africa”

search

pages

Share
Link
https://www.manunzio.it/diary-d
CLOSE
loading