Manunzio



Chiamata per l’aldilà…E ci spieghiamo: questo è sempre un diario di fotografia, vero? Diamolo per certo. E dunque di analogico riferimento qui da presso si dirà; di un lungo lavoro che dura in pratica da almeno trent’anni (Manunzio è tenace!) poi con i computer…una facilitazione da non dirsi. E stoppiamo qua.
Chiamata allora, va. Si ad un luogo non distante da dove si scrive: esisterà ancora? Vabbene nell’archivio non solo della Memoria di certo fotografico e personale sicuro: ma son passati troppi anni che non si mette piede lì. E poi…insomma della telefonata è presto detto: sono su le tracce di immagini che vidi tanti anni fa, sì qui da dove digitiamo. O di storie che una volta si sarebbe detta “ai confini della realtà” come la serie di film americani che scorrevano sui primi televisori bianconero anni Sessanta del Novecento! Immagini passate e del Ventennio a dirne. Dicottoperventiquattro bianconero di un nitore assoluto e di una gamma tonale che Pshop da un lato e Digigraphie dall’altro gli tira il pelo più lungo, uso dire! Una festa per gli occhi per chi intende di fotografia e non doppia (consonante) al passo corrente come spesso scriviamo (siamo costretti).
E questo posso rivelarlo, nessuno le avrebbe prese (consegnate alla memoria di chi verrà) quelle immagini e una montagna di altre cose del Fascismo, se il “rosso” Manunzio non avesse speso tempo ed energie (a gratis al solito!) a trovarvi riparo dall’oblio e distruzione certa; manco le “istituzioni” preposte. Una volta parlare di Fascismo bestemmia era, e i “compagni” usava il mantra apologetico che “nero” è Satana, quanto poi lo è (certificato) di rosso non a caso! E poiché bastian contrario ci fregava allora come adesso una cippa. Siché adesso faremo la nostra marcia sul piccolo borgo per andare a rivederle e…ora il patto firmato (con chi please?) mi vieta di parlare oltre. Poi si vedrà. Saluti al Duce, no? Ahhh e come al solito non avete capito ‘na mazza voi altri eterodiretti e masturbatori incalliti sull’ultimo chip Full frame o mezzo (litro e ‘na gazzosa?) formato da settemiliardi of minchiapixel, e cosa se non?

Man fotografo dal 1969



Al di là del bene e del male

Eh pare di sì con la “scienza” del Niente che si scatena sul Nulla. Fuji che usavamo negli anni Settanta, scritto e riscritto però repetita juvant, la “piccola” 6x9 si avete inteso bene a telemetro (!) G 690 BL pare reincarnata nella “fiammante” 50S sebbene sia trovata di markketting (rima in italiano antico, marchetta, prestazione come certe signore…). Fuji se fai una macchina “grande” più di una Aps –C o meglio Full frame, poi la vuoi pure ridurre? Vedete l’Era che si vive non ha ragione di essere: nulla di razionale. Dolce e però amaro, povero e però con fisime da ricco. Un SUV che consuma quando un motorino… e una macchina fotografica grande ma “tascabile”. Poi qualcuno dice male dei telefonini, che già ci sono e fanno cose turche inimmaginabili, Ma l’ora è fuggita e i brand(y) muoiono disperati. Per restare con i piedi ben piantati, si ricorda che un concetto “modulare” e non certo mezzo-formato, era già in circolazione per esempio in casa Ricoh. Resta inteso e più che mai valido: quando non c’è trippa per gatti la “scatola” è il contenuto: lato traslato e fate come ve pare!

Fuji camera

Man fotografo sin dal 1969

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