Manunzio


L'immagine di Stampa & Regime rimpallata uguale su tutti canali è la stessa: ieri Signal a stampa (propaganda) ed oggi e ce lo dice in bella mostra quella “croce” dell'Esercito Tedesco che simboleggia i Quattro Evangelisti e molto altro ancora. E qual'è l'oggi dall'ieri? Nessuna, i carri di sfondo sono quei Leopard che mai morto Terzo Reich invierà ai sodali nazisti ucraini, alla Banderas e non solo, immagini dei carri in modo visone AD 2023; il carro del riquadro in basso pari Panzer ma dell'assalto Nazifascista, Barbarossa in codice, alla Russia nel millenovecentoquarantuno. Ieri ed oggi pari sono secondo i Babilonesi del “debito”; solo che Babele/Torre cadde perché le “lingue” si confusero: e non impossibile una seconda volta pur se già travestita dal Covid-19 e crack finanziario pilotato via Davos Boy


Occidente, Uber Alles!



Passato sotto-silenzio, embargo di Stampa & Regime e cammellate truppe catodiche (che già si spellano mani per lo Zelensky mort' e bbuon' via San Remo canterino) ieri due gennaio millenovecentoqauaratatrè dalla battaglia di Stalingrado, allorché i Russi, si tenga a mente ché tutto si può falsificare non l'infalsificabile realtà storica (!) scatenarono il parapiglia: al mio segnale scatenate l'Inferno, di Gladiatore memoria, no?
Stalingrado la controffensiva russa sino al cuore di Berlino; nel Dicembre-Gennaio 42 sul Don dove c'era l'ARMIR (Armata Italia in Russia con duecentomila effettivi, artiglieria, “carri” si fa per dire o meglio noti come “scatole di sardine” e Julia-Tridentina Divisioni di Alpini) che aveva “sostituito” il precedente e pur malmesso CSIR (Corpo Spedizione Italiano in Russia) di poche miglia di uomini, e che solo a Nikolayevca riuscì a romper la sacca, l'accerchiamento russo.
Armir, truppe Rumene, finanche Spagnoli (poche migliaia di camerati “regalo” di Franco all'Asse) e quant'altro parte del Gruppo di Armate che furono, poi, investite sull'area del Don, dalla controffensiva russa, in codice Operazione Saturno, Urano: epilogo più drammatica dell'Anabasi di Senofonte, ecatombe e fine del sogno Adolfo-Benito: sì, noi italo-tedeschi mentre sul fronte del Pacifico l'America pensò a sistemare il Giappone, terza gamba dell'Asse. America mai condannata, tuttavia, per crimini di guerra: Hiroshima-Nagasachi docet, via Fermi (altro italiano in guerra travestito da scienziato nucleare diversamente dal Majorana pari Via Panisperna) e altri a Los Almos Nuovo Messico.
E se non era per i Russi, altro che D-Day. Gli arrivano i “nostri” (chi?) che sbarcano, anche, in Sicilia senza colpo ferire a seguito di accordo USA Navy Lucky Luciano della Mafia Italo-americana: storia non chiacchiere non più insabbiale.
Storie di guerra che si è ascoltato bambino nelle sere d'inverno al fuoco del camino, a latere cucina economica, dell'Albergo Regina d'Italia, dove siamo nati; quando i grandi/adulti sopravvissuti raccontavano, si poteva ascoltare il solo battito del cuore dei presenti mentre fuori, a volte il caso, infuriava la bufera di neve: certo non era la steppa ma l' “effetto” statene certi identico. E così lo ricordiamo ancora oggi alla faccia del “cancel culture”. E se i Russi sono arrivati fino a Berlino, sai quanto ci vuole fino a Kiev l'avamposto del putrescente Occidente giudaico-cristiano-greco-romano. Amen


Ps. Ci sono certuni ebrei niente a che spartire con il popolo d'Israele, sionisti l'etimo esatto, cultori del “Muore sansone con tutti i Filistei” dello scatenare il First strike nucleare. Sì, contro il “bendiddio” inimmaginabile nucleare russo! Brace atomica per tutti? Molto vicini alle famose lancette della “mezzanotte” dell'Umanità. Anche se in passato...certi carri celeste!

Pss. Al reparto di foto-riproduzione dell'Esercito Italiano c/o Quartier Generale in Napoli, si riproducevano (per poi essere distrutti, causa spazio, gli originali!)i fascicoli di ogni milite; spesso si interrompeva il flusso per leggere le lettere dal Fronte russo, e allora calava un silenzio difficile a dirsi, ognuno guardava l'altro, eravamo una decina fra militi sottufficiali e Maresciallo responsabile, come a dire:”Possibile”?




Fresco di stampa

Beh certo quando fu “accattato” acquistato in prima edizione: AD 1970. E del perché presto detto: fotografo mica poi dozzinale, o com'era d'uso da “scattin'” dalle foto seriale senza un minimo di impronta propria, da flashata in faccia tipo casellario giudiziario. Già 'na botta di luce flash Metz e pacco batteria portato in spalla, mentre la parabola grigioverde da “sbirro” fissata con staffa all'immancabile Rollei biottica caricata d'inimitabile Agfapan 100 by Agfa ca va sans dire.
Senonché il prurito di vendere le foto, eh, contrastava le distanze sino a Milano, piazza d'armi delle agenzie, troppo lontana assai, almeno sino ai primi del Novanta: “ventennio” dopo, oh in Italia sono famosissimi i “ventenni” da Piazza Venezia in poi!
E così, su le pagine di Progresso Fotografico, d'una volta prima di subire il re-branding da compulsivo consigli per gli acquisti; mensile del linguaggio fotografico, inchieste e retropalco, per scritto per lo più da Tomesani, sì, quello di Tau Visual, e che una volta abbiamo visto vis-a-vis alla “Sala degli specchi” a Milano, mi pare il ritrovo della Stampa presente l'istrionico Lanfranco Colombo per un incontro che manco ricordiamo più. Lanfranco che si spinse, pensa te, sino a queste contrade (!) a Rionero in Vulture sede d' un pimpante Lab colore, e presso cui dopo mezzanotte e un centinaio di chilometri andata e ritorno, portavo le EPR-64 Kodak, 35 millimetri e rulli 120, scattati la mattina, ora qui ora là slide che stanno (pisolano?) nell'archivio di Manunzio religiosamente in plasticoni: dodici tasche trasparenti opaline per seipesei.
Libro formato mignon, dunque, che tracciava quello che era il “excursus” per vedere le benedette foto: si vabbè non prima di “oliare” gli ingranaggi. Mazzetta cui il Tomesani richiamava ed intendeva per l'unzione...Mai piegati all'andazzo: da Grazia Neri decana delle agenzie, cui pure provammo il “giro”.
Libro a dir vero che, tuttavia, è ritornato utile a tener la “fiamma” accesa per quelle volte (vedi Ventiquattrore supplemento al Sole Ventiquattr'ore) anche se al corrente, ultima decade il Manunzio, s'è dato all'Arte inkjet e carta cotone, Ah com maiuscola, si capisce. Mah!


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No Word



Noi del Novecento


La notte aveva nevicato e il babbo (scianco di poliomielite) con un suo fidato aiutante era andato a prelevare, anzitempo, la levatrice ché si nasceva come millenni prima in casa e del tutto naturale fra mura domestiche, anziane a supporto e nessun camice bianco in giro. Poi la levatrice aveva provveduto di suo senza alcuna cosa per la mamma: era nato nella notte della Befana (regali li portava lei non già Babbo Natale anglosassone usanza, barbara come solito loro; ricordo dei doni portati dai Magi all'Epiphanaia del piccolo Nazareno nel Praesepe/Mangiatoia) il secondogenito, che volevo buttare dalla finestra spodestato da primogenito: si può? Cose da ragazzini un giorno di sessantadueannifa, scritto così lungo, intenso, pari al tempo forgiato da uomini e non checche, papponi infamoni ladroni briganti, cornuti e lacchè direbbe ancora il buon Faber:

Ma se la notte era stata di neve il mattino, oggi come allora, e senza più un fiocco di neve: oh a gli africani truppe di occupazione (vero Soros & Schwab da Davos?) non ci piace la neve, per chi intende. Giornata stupenda, allora, per Manunzio che ricevette in regalo un enorme camion blu-celeste-giallo dalle gomme di vera gomma, di quella che riconosci ancora a mille miglia di distanza: emunctae naris, no? Si. Tanto era enorme che a cassone mi ci sedetti e da una piccola balza, alè, zigzagando qua e là fini sottosopra in mezzo ai cumuli di neve ai lati della carreggiata (senza macchine ché solo alcuni danarosi o impiegati, quindi, con reddito certo mensile riusciva ad acquistare firmando un mare di cambiali che mensilmente si andava ad “onorare” pagare/quietanzare in banca non ancora Moloch odierno: Finaziarizzazione). Sic transit gloria mundi


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Pre-roll

Tecnica usata su sitemi video a nastro per “indietreggiare” d'alcuni secondi lo stesso e dar modo alla meccanica (dei registratori analogici) di trovarsi al punto giusto per il “taglio” immagine, sovrapposizione di montaggio etc. Oggi fa ride ché basta posizionare la “testina” virtuale dei tanti video editing e il resto è mancia...lo usavamo un tempo, il modo di dire.
Insomma una analogia, va, mettiamola così. Sicché l'odierno è il secondo pre-roll, ecco, che più si avvicina alla fase, diciamo pure questa, adulta: ma de che? Del Kalendario di Manunzio: ahh Manunzio è come no...e sua inventiva d'altri tempi.
Paisà se non vuoi sentire e/o vedere basta che zompi su un'altra pagina...
Dunque, Kalendario con la k che quest'anno vede O cafè protagonista, meglio pretesto per richiamare a mente la “banale tazzina” quotidiana che così non è (al netto di Clooney che incista capsula di plastica (!) dentro una botola di caldo infernale e ricavarne, pensa te, qualcosa che somiglia da lontano a caffè: time is money. Meglio allora un'altra caffettiera alla Brand Pitt dove i chicchi veri e reali...) ristretto, lungo, addolcito con crema...e chi più ne ha ne metta rappresenta, sissignore, l'anima di un Popolo, ben altro Pizza Spaghetti & Mantolino: va a fa capì a sta 'ggente stranier' ca ce vole a lletter' D. Tiemp' pers' e non p' na tazzulell' e cafè...Italian Mitology, paisà!

Kalendar 2023
Color CMYK VS RGB


Ps. La stampa del Kalendario è stata eseguita da tipografia online su Indigo, e per chi conosce cosa HP riesce a cavar fuori dal “offset digitale” poche chiacchiere, come pure per le sue “domestiche” stampanti Photo, su cui iniziamo dieci anni fa. Stampa e dell'Almanacco la negazione di tutte le cose “imparate” per portare i file su carta: allora CMYK, no? None. Tiff, eh? Ahh: None! Allora? La tipografia ha chiesto banale JEPG (?!). Sì, ma vedo che torcete la bocca: ebbene la “realtà aumentata” tot a kilo per idioti e dei monitor non consente, purtroppo, per l'inventori della mirabilia richiamata, né visone reale né palpeggio che è un piacere. Vabbè “palpeggio” tattile, pollice ed indice: che avete capito! Sia come sia la banale “realtà” fattuale si è pappata ogni “teoria” alquanto sulfurea, e ci si ferma qui



Fischiava il vento e urlava la bufera


Vigilia di Natale e Manunzio di guardia al deposito armi: vero siamo negli anni Settanta e qualche ben intenzionato, ecco, di Destra e/o di Sinistra potrebbe assaltarla e fare rivoluzione, a salve si capisce ché non si muove foglia che Loggia & Mossad non voglia.
Sono le undici di sera del ventiquattro Dicembre e Manunzio munito di sola bajonetta (!) di guardia a l'arsenale si ripara come può in un angolo del castello, adibito a caserma del 4° Reggimento Assaltatori di Montagna. Ma non c'è verso che il vento dia requie, anzi, fischia ancora più. Una notte di freddo cane: non ne posso più di fare la guardia al bidone, uso dire per chi ha mai avuto a che fare con le “armi”. Insomma infreddolito mi avvicino alle scale che portano, lassù, alle Trasmissioni il reparto che riceve ed invia ordini. Ma vedete quand'è lunga 'sta scalinata? Passo dopo passo tanto sono indolenzite le gambe, finalmente, poi la porta: entro, in Paradiso? Luci e caldo di stufa frammisto ad “aromi” umani e la legna che arde in stufa di ghisa (stessa della guerra 15-18?). E dietro mi lascio l'armeria e una lanterna di luce fioca (per non farsi scorgere dal “nemico”?) tutt'intorno d'una tristezza e nella notte che precede Natale. Dentro le Trasmissioni, saranno quattro cinque, e si preparano la cena ché quella dei cucinieri... Di là dei vetri appannati qualche fiocco mulina l'aria. Stiamo bene e in compagnia, mangiamo cose da tutt'Italia che le famiglie han mandato a noi per le Feste. E vino di quello serio trafugato dalla cucina (Ufficiali) e poi cognac...Dovrei ritornare a far il turno di guardia: dico ma siete scemi? Qui fa caldo e lì...Anzi, mezzo 'mbriaco mi ritiro in camerata gelida come la morte (irrobustisce le membra, dicono, mentre loro signori sottufficiali e superiori stanno in camerette ben riscaldate!) tocco il compagno d'armi che deve prendere il mio posto di guardia, così a rotazione. E' nel letto mezzo assonnato ('mbriaco pure lui?) grugnisce qualcosa e mi dice di appendere la bajonetta al letto a castello, mentre mi infilo divisa e tutto sotto le coperte. E dormo dormo...di mattino presto il Maresciallo di guardia mi manda a chiamare, poiché, dicono, ho saltato la guardia: e tutti gli altri? Furbi eh! Vabbene scendo dal “secondo piano” del mio letto a castello e vado sotto un'aria livida e fredda. Attendo mentre il Capoposto la carraia mi dice che a momenti arriva l'AR: di Natale? Sì mi risponde ed è per te! Per me? E perché mai...va va dal Maresciallo, e chiude la bocca impastata già di “cicchetto” a prima mattina. Qui bevono tutti anche in neonati!
Attendo davanti la porta del budello lungo e stretto dov'è acquartierato, ecco, Il Maresciallo che mi volge le spalle mentre chiede della mancata consegna: le guardie all'armeria. E lo fa come a parlare a se stesso più che a me che sto zitto. L'AR (in questo caso è un cabinato Fiat) verrà a prendermi, dice, per i “canonici” giorni di prigione! Ma volete voi? Manunzio s'avvicina le spalle del Maresciallo che appena si giara gli stringo la mano: Buon Natale! Il Maresciallo resta basito, farfuglia qualche cosa poi mi dice di ritornare in camerata, proprio mentre l'AR entra per la carraia, ma senza di me. Pure loro, autista e caporalmaggiore si guardano come a dire dire: e mo'? Con la coda dell'occhio vedo il Maresciallo parlare con loro, poi il saluto militare e ritornano indietro. Mi fermo e guardo la carraia che si richiude e il Capoposto che mi guarda allibito. Ah Buon Natale Capoposto e lo saluto militarmente e me ne ritorno (a dormire) in camerata sino all'ora della tromba per il rancio (neologismo militare per pranzo, colazione o cena che dir si voglia) di Natale. E stavolta fatto e cucinato come Iddio appena nato ed incarnato nella “mangiatoia” che in latino sta...a dì Praesepe. Buon Natale!


Ps. A Pasqua successiva siamo di nuovo di guardia come a Natale, solo che stavolta il Maresciallo mi manda a chiamare (ci sono problemi?) e invitandomi ad entrare mi versa nella gavetta un Rosè asciutto dalla Sicilia. Buona Pasqua Marescià, già, risponde come a Natale...




A fessa 'mmane e criature, e due


Mal traducibile in 'taliano e che, poi, non corrisponde al vero quel mettere la figa (!?) in mano, utilizzo, d'un adolescente-giovane tout court e... non la finiamo più. No, la resa in 'taliano suona “non si dà cose preziose-importanti-sacre” a gli incompetenti, mentre le Scritture e Mt 7,6.12-14. vogliono...non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi... Insomma a chi non ne apprezza in res l'essenza...

Sicché veniamo a cose serie di quelle che la giostra degli acquisti pretende manu militari (vedi solo da ultimo e alla lettera l'Ukraina) per sostenere più che il sogno il miraggio babilonese del putrefatto giudaico-cristiano-greco-romano detto “occidente”. Accidenti.

Sia come sia mancava solo il “cinturino” su cui sistemare (!?) l'esposimetro esterno che una volta, tanti secoli fa, si fa prima che dire anni, si inseriva su le slitte “hot shoe” alias vari Leicameter; sebbene ci fossero e già gli esposimetri esterni, prima ad “estinzione” ...consisteva in un piccolo cilindro sul cui fondo veniva applicata una lente gradualmente brunita con riportati i tempi di esposizione, guardando all'interno, girando l'apposita ghiera, si leggeva l'ultima cifra disponibile, e quindi estinta la scena, la si accoppiava alla sensibilità della pellicola a disposizione, e si otteneva pertanto, ruotando le ghiere apposite, il diaframma corrispondente*...
usato anche da Ansel Adams. E poi vennero i Weston, Lunasix/Gossen, gli splendidi Seiko a selenio (!) poi motorizzati, ecco, sempre Seiko...e via enumerando. E non prima di ricordare, sempre Leica, la M6...l'esposimetro montato all'interno del corpo macchina in grado di misurare la luce riflessa da un disco bianco serigrafato su le tendine dell'otturatore...** Esposimetro si interno ma su “disegno” delle tendine, che se memoria regge era stato già inventato da Olympus con le sue mitiche M serie OM-2... che dispone di uno dei migliori sistemi di misurazione mai creati prima. Olympus è stata la prima a sviluppare un incredibile esposimetro interno che misurasse una lettura della luce direttamente dalla pellicola, garantendo una precisione dell’esposizione senza precedenti, anche in situazioni di ripresa speciali. Per ottenere un’esposizione corretta, la lettura della luce viene effettuata sollevando la prima tendina dietro la quale troviamo una tendina supplementare, dove è sovra impresso un modello generato dal computer, denominato computogramma, che riporta un disegno di blocchi bianchi alternati riproducenti le caratteristiche standard di una fotografia media...***
E quindi? A fessa 'mann' e criature ca pazzeano, stann' 'ncopp a 'ggiostr degli acquisti e chessa bast' e avanz'. Utili idioti a telecomando.
Sì, vero la giostra manda bagliori sinistri e rumori di ferraglia in implosione-esplosione, ma niente panico ché “La situazione è grave ma non seria” dal beffardo Ennio Flaiano sino ad oggi. Allah Akbar, no? Mah!

NB Con il ditino, paisà, copia i link se ti pare e vai che Manunzio non è “reo” se gli stessi sono stati cambiati cancellati...a buon intenditor...pauca verba

Olympus/Ing. Maitani
https://www.juzaphoto.com/me.php?p=72018&l=it


* http://www.wetzlar-historica-italia.it/esposimetri1.html#:~:text=L'esposimetro%20ad%20estinzione%20consisteva,si%20accoppiava%20alla%20sensibilit%C3%A0%20della

** p. 136 Alessandro Pasi Leica testimone di un secolo, Bolis Edizioni

*** https://crono.news/Y:2018/M:03/D:07/h:17/m:00/s:43/olympus-om2-analog-photo-files/


Ps. Per gli imbecilli e minchiapixellisti: se porto l'esposimetro come orologio e s'immagina a sinistra con la fotocamera (quale?) all'occhio destro e quindi distante l'un l'altro che esposizione risultante sarà: quella del c...?



Eccoci qua frisch' e 'bbuon'


Beh certo dieci anni e sembra...un lampo, elettronico si capisce. Iddio santo quante cose nel frattempo accadute.
Cominciavamo, appunto dieci anni fa, con una Elegia in memoria di un amico che non c'è più: giovane poeta di quei che più disarmati manco Gesù Cristo vi riuscirebbe. Sit tibi terra levis Luciano, che rivedo sorridente ed ignaro in una fotografia d'archivio d'un sessantottino Manunzio, quando il Mondo sembrava a portata di mano Pace & Concordia: conto senza l'oste delle luciferine Ur-Lodge sovranazionali, stesse dell'invenzione del Corona-virus (strada facendo si è perso pure la vaccinazione contro il vaiolo delle scimmie, sembrava lì lì “nuova peste” incombere e ben promettente per BigPharma e loro prezzolato Speranza del caso, Ministro della Salute! Associato alla Fabian Society of London e per chi ne ha voglia vada a vedersi questa “luciferina” malthusiana associazione di “buoni fratelli”: vero D'Alema?) in attesa di ben altro. E c'è da capirli stan combattendo la loro ultima Stalibgrad War in quella stessa Ukraine d'antan e sappiamo benissimo come è andata a finire: vero Panzer Divison hitleriane e Armir italiano cui duecentocinquantamila soldati poche migliaia tornarono a baita? E non solo alpini ma la meglio gioventù dell'epoca mandati a morte certa nelle gelide steppe russe. Russi che attendono sornioni il loro impareggiabile Generale Inverno: vero drag queen contro-natura Zelensky? Vieni avanti cretino e non certo lo sketch Chiari-Campanini della televisione in bianconero di tanti e troppi anni fa, paragonati al corrente digitale, si capisce. Forse!




Ferrania...uber alles


Un po' di pazienza ché Manunzio tena a capa tosta più di un notorio...Calabrese. Ora a parte questo nel post precedente su lo sviluppo bianconero Ferrania, il primo bagno in assoluto usato nella Paterson costosissima per l'epoca per noi “implume” fotografo di belle speranze, si vabbé...Insomma del bagno-sviluppo ci sfuggiva il nome del prodotto; gira che ti rigira scriviamo pure al sulfureo Gerardo Bonomo, patronimico che suona come quello del medico personale omeopata: pensavate che il Manunzio si curasse con l'allopatico “disciplinare”? E poi non lamentatevi o poveri co...lleghi fotografi, ecco, se vi beccate il solito Manunzio da più di dieci anni. Fotografia onde vibratorie o lunghezze d'onda che dir si voglia, no? E l'omeopatia questa è non meno che le altre discipline salutistiche olistiche pari sono! Sicché uk Binimi ci rispoonde di non sapere. E allora scriviamo al Museo della Fotografia Ferrania e finalmente arriva una duplice schermata di chimici Ferrania targati, nientemeno, 1961! E un litro di bagno Dolfin costicchiava, se memoria regge L. 300 più o meno quello che il Pecoriello-Bucci si faceva pagare. Ora con trecento lire che non si può convertire in Euro ché fa ride (!?) si comprava: pane, giornale, benzina, caffè al bar...ortofrutta, eh. Si era nel Boooooom economico 'taliano che si paga con magnifico interesse ancora adesso, paisà! Ma tutto è bene ché grazie alla dritta fornita la “memoria” by-passando oltre il mezzo secolo dai fatti regge di nuovo. E meno male che il Manunzio, sempre ca a cap' tuost', è arrivato sino ad oggi e con perenne camera “appesa” al collo: ieri analogica, poi un giorno faremo la lista delle camere e altro che non finisce più...oggi con un cannone montato su quel gioiello di digitale FZ300 Panasonic; bridge che rima con “ponte” . Oh paisà non ci avevo dato troppo peso (calembour?)alla cosa prima, e alla prossima!




Senza farla lunga due video di un fotografo che dice cose in buona misura condivisibili, e non solo per la buona reputazione ancora oggi della Mitica Ammiraglia E 1 Olympus QuattroTerzi (odierne digicamere usano il Micro 4/3 lo standard anche della ultima Panasonic GH 6) direi di sempre se riuscite a discernere dal video il grano dall'oglio...insomma c'è di che essere ragionevolmente d'accordo con le “tesi” del videomaker

Copia link e vai...paisà

Sono tornato a fotografare con una reflex Olympus E1
https://www.youtube-nocookie.com/embed/W-pRNu8T3cI

Olympus E1 - Quali progressi tecnologici in 20 anni?
https://www.youtube-nocookie.com/embed/MF8yLROibFw&t=527s



Ps. Da poco e con la commercializzazione della E-5 il frontale, quello che una volta conteneva il pentaprisma delle fotocamere, non porta più la scritta Olympus ciò per le note vicende del Marchio, bensì l'etichetta OM System. Resta e non a caso OM, sigla che negli Anni Settanta secolo trascorso creò un vero e proprio terremoto con le sue “ridotte” dimensione dei corpi macchina a pellicola e non meno, allora come oggi, delle ottiche Zuiko; dovreste ancora vedere la Solms base di Leica, torcersi “man' e pier' ” (espressione per “attacco epilettico indotto” o torcere per contrazione voluta mani e piedi, che significa fuori metafora stizza e del pacco intestinale) all'arrivo della OM-1. E come l'alfabeto non brevettabile quella “emme” fregio delle telemetro per antonomasia (!) la richiamata tedesca ottenne però manu militari (Germania uber alles) ragione da qui l'anteposta O, ma che nel video del nuovo brand è abilmente ricostruita: O(lympus) M(aitani) SYSTEM. Le parole scrisse un grande della Letteratura Italiana del Novecento trascorso, sono pietre ed OLYMPUS-OM-SYSTEM di quelle miliari che segnano la Storia con maiuscola non a caso, per chi intende

Pss. Non so quanto sia stucchevole per voialtri ricordare ogni piè sospinto di Olympus, ma chi ha attraversato il Novecento analogico e gli odierni giorni digitale, sperimentando di tutto o di più senza "suggerimenti" prezzolati, non può che parlare di Olympus come LA fotocamera tout court e suoi eccezionali Zuiko lens secondi a nessuno: Leica o Zeiss che sia e per noi nati con questo ultimo sul fondo della retina fotografica, quanto dire. E della Olympus odierna reincarnazione OM-SYSTEM dalle pagine dei prezzolati "giornalaisti" la parallela esclusione della Saga Camedia, terreno di ampie e molteplici sperimentazioni; tanto per restare in argomento E1 formato 4/3 questa ricalca poco più poco meno le antecedenti Point&Shot E-10 ed E-20, questa si è personalmente testato, e ancora oggi con qualche acciacco regge sebbene sia "solo" un CCD by Kodak 2/3 di pollici!
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