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Fotogramma di Tano D'Amico d’un poliziotto in “borghese” che spara su manifestanti, vexata quaestio se di sua sponde o eterodiretto per quella che all’epoca era la DC (Democrazia Cristiana, odierna Forza Italia e cespuglietti vari) era chiamata strategia opposti estremismi: destra e sinistra. Teorema per continuare a papparsi lo Stato detto italiano


Tano D'Amico fotoreporter

E di questi tempi ardenti di Haarp e tecnologia, diciamo aliena, alterante il sempiterno clima, da fatto ben più che naturale na jattura; tant’è che è già pronto il vaccino, e chi ne vuole altre info si abbeveri, ecco, su la Mirabilia Rete, che l’altro giorno a causa “fail” si è bloccata per il terraqueo.
Caldo, mare, rincoglionimento eterodiretto di chi ha abbracciato ‘o sistema, reo dimentico di anni antagonisti ma che gliene ne po’ fregà de meno.
Sicché mentre ve ne state a preoccupà di cosa mettere in tavola il post quotidiano (non di solo pane vive l’uomo, Luca 4.4) basta il volto di un fotografo, Tano D’Amico a far andare indietro la memoria, che non tace mai. Immagini tutt’altro che passate.
Non c’era ancora l’ipocrita dizione del politically correct: street fotografi che significa cartoline in posa, come certuni decerebrati fotografi che pensano così, senz’arte ne parte, di scimmiottare l’americano vedere (non conformatevi alla mentalità del tempo, Romani 12.2). Fototessere, però very nice Stars & Stripes che non se la passa bene con tanto di rimbambito presidente.

“A ponte Garibaldi Roma, e le 20 sono da poco scoccate, Giorgiana Masi si accascia a terra colpita alla schiena da un proiettile”

Tano D’amico fotoreporter, quindi, reportage a completare quanto sopra, che pure pubblicava sue foto sul Manifesto giornale d’una volta, scritto da gente che conosceva la lingua italiana. E a noi? C’eravamo, a modo nostro, in quelle foto.
Ora per gioco di rimandi gli accadimenti d’allora scorrono in odierni frames à la page; cronaca tristemente nota e sua vittima sacrificale (si scrive tutti i giorni di omicidio rituale, non a caso) diciottenne inconsapevole a nome Giorgiana Masi. Presente!
Ancora, scordatevi Internet et simila che non esistevano, i fatti in film venne girato, mi pare di ricordare, assemblando metri di pellicola fra SuperOtto Sedici-millimetri e qualche spezzone televisivo, tutto ad opera di Radio Radicale. E da giorno di vittoria corale, vabbene Marco Pannella e Radicali in primis, sul fresco disegno legge per divorziandi (a distanza se ne capito, purtroppo, la luciferina portata ma ci pareva una questione di “civiltà” anche se aveva ragione il camerata-fascista di classe al Magistrale Antonello Crisci...vedrai dopo il divorzio, l’eutanasia, la droga libera…) trasmutò alchemicamente via sozzi grembiulini di lorde mani in sangue, ancora, sacrificale. Vale a dire? Il film dei fatti in narrato in sedici millimetri girò l’Italia e, qui da dove si scrive, si proiettava in ogni dove e Manunzio si prese regolare denuncia.


Denuncia passata fulmineamente in tribunale (c’era Kossiga, scritto con lettere Waffenstaffel, al Viminale, Ministro degli interni; il Gladiatore della Stay-Behind) E qui fu l’apoteosi, sì, perché insieme Manunzio c’era altri compagni e la proiezione avvenne nella “Piazzetta del Pesce” di questa landa, fatta erigere nell'Ottocento dal Duca della...Verdura.
Sia come sia un vecchio avvocato socialista perorava la causa. Un’arringa cinematografica. L’avvocato cui a malapena ricordiamo sembianze ancor meno patronimico, smontò l’accusa consistente per Manunzio nel non avere il “patentino” richiesto, però, solo agli operatori di sale cinematografica. Ancora, contestò che la piazza, il luogo della proiezione era stata autorizzata (già previo richiesta scritta) dalla Questura….e questo e quello...la libertà di espressione e denuncia...immaginate per un attimo l’atmosfera del tribunale ai primi del Novecento passato a miglior gloria. Non aspettammo molto per la sentenza...poiché il fatto non costituisce reato!

https://www.arengario.it/tano/homepage/biobibliografia.htm

https://www.youtube-nocookie.com/embed/Wvjo9aBWiuw

https://www.giornaletrentino.it/video/2.277/chi-uccise-giorgiana-masi-la-verità-che-si-fa-ossessione-1.1216422



Ps. A cadenza nei cosiddetti “cineforum” parrocchiali o tipo Fantozzi della Corazzata Potemkin  di Ėjzenštejn, era uso intrattenersi (indottrinamento?) con film in 16 mm su macchine della Fumeo, proiettori “cattolici”. E le pizze (bobine) si andava a prenderle (Manunzio, eh) dalle suore di San Paolo allora sulla Main-street sempre di questa landa. Film “ridotti” (da 35 millimetri originali in 16 mm) di classici italiani e non per il Fumeo, ché di certo non si poteva portare in giro (!) macchine da proiezione per sale cinematografiche







Le persone intelligenti se non altro si fermano un attimo a risciatà, prendere fiato. E insieme con un supplemento d’aria nei polmoni (respirazione diaframma?) proseguono. Niente di più niente di meno, in apparenza. Sennonché queste persone, prediligiamo il maschile 'omm positiv' cu na sola faccia ché di altra pasta siam fatti, nel momento in cui raccontano la loro, dicono delle “ovvietà”. Abbiate pazienza ma nel disfacimento dell’Occidente, qui l'italiano scrivere, ha più alcun senso le parole e “ ” sono l’unico modo per fermarsi, ecco, a risciatà i neuroni.
Muoversi in giro con una fotocamera, analogica digitale qui pari sono, e una sola (niente romano dire!) lente significa? Intelligenza si è detto in incipit. Affinare lo sguardo e ri-comporre la scena con quell’ottica che si è deciso di sceglie (o è l’ottica che ti sceglie come il tutto?). Ed è altro che esercizio Zen, molto più. E’ andare al cuore delle “cose”; se poi aggiungi il mood bianconero, alè: tombola! E il colore? Vabbene pure questo chi dice di no, ma la malia del bianconero è altra cosa. Vero lo si è scritto e si ripete: Bianconero la Lingua della Fotografia (la Storia dei Maestri è tutta in bianconero non a caso che il colore esiste già dai tempi delle patate, sì, fecola Autochrome* dei francesi Lumiere; la loro industrializzazione in quanto già da prima si producevano esperimenti con “patate” più che contorno lastre, in vetro per fotografia che così si liberava, dicono, dei vincoli del bianconero e oggi se ne pagano conseguenze miliardarie della cosa via ammorbante Internet, degeneranto discendente)in maiuscolo e senza raddoppio. Non siete d’accordo, eh? Non ce ne po' fregà de meno.
In link una ben che motivato modus operandi non prima che agendi, pensate come vi pare

NB. Da tempo non lo richiamiamo il fatto che Wiki è prodotto Cia-Mossad-Pentagono fautori insieme ad altri “think tank” Unesco & Co. del Teorema Grand Reset

*Autochrome si basa sull'aggiunta di granelli di fecola di patate colorati di verde, blu violetto e arancione, e distribuiti attentamente su una lastra, senza essere sovrapposti tra di loro


https://it.wikipedia.org/wiki/Autocromia

https://www.youtube-nocookie.com/embed/vHJW9DsNnEc






Retrò
Intrigante, suggestiva, immaginifica come soltanto può l’immagine ottica: argento una volta, silicio odierno e AI infestante, che se la conosci, eh, la eviti. Ma pure iper-realistica “matita” da tratto suadente. E poi il mood futuribile delle scene retrò; il sepia (seppia come taluni scrivono e calamari, totani, purptiell' con linguine, un’altra volta) che tanto fa “camoscio”. Era così il supporto old style di alcune carte della Ferrania brand italiano di pellicole carte e chimici analogici per camera oscura.
E poi paesaggi...ma un momento qui siamo al cospetto di grammatica fotografica (divenuta nel frattempo fottografia dal napoletano verbo, fottere) e su Manunzio punto it. Significa? Che bisogna prestare attenzione alla malia front-end Ideologia tutt’altro che anticata immagine; sì, ma a bella posta.
Ora a parte certe belle scene (bello & brutto categorie equivoche non si devono mai usare senz'accortezza del caso) vediamo di capirci, così fate fare un po’ d'esercizio fisico, ecco, ai quattro neuroni rimastovi.
Paesaggio s’è detto. Architetture non a caso verticale: speculazione edilizia ieri oggi e dimane, ché pagato giusto le fondamenta-terreno e t’alzo il grattacielo all’infinito, ed oltre, sinnò sai che noia. Natual + mente skyscraper che si arrizza (alza, edifica) è tutt’altro che bassa anatomia, quanto Potere: dall'alto in basso, in cielo così in terra di biblica memoria, l’equivalente esoterico “come in alto così in basso”. Sicché: il Mondo è retto, si o no, da segni e simboli no chiacchiere? Allora immaginate l’astrazione, diciamo così, come entità “corporee” agente su tutto.
E macchine, no? Sì, nelle immagini, in tutte le salse: autoveicoli Anni Venti-Trenta, e soprattutto robot classici con fili elettrici, data l’epoca, e la mano dell'autore, penzolanti, insieme ad altre figure femminili squisitamente ambigue. E si presti attenzione agli occhi meccanici o men che sia dei personaggi in scena, non solo e soltanto gli assi oculari, quasi mai coincidenti, quanto un che di “vitreo” ché chi l’ha disegnato-fotografato-aizzato (intelligenza artificiale) li fa a bella posta.
Infine ma non ultimo, strade, corsie, soprelevazione (stanno lì i Dominatori) mentre laggiù, ai piedi di Crist’, stambugi (classe Dominati). Vero sembrano scene da Metropolis** di Fritz Lang memoria, ma anche retroterra germanico di primi Anni del Novecento "futuristici"

https://www.utropiia.com/

**https://garden-of-silence.com/2019/01/06/metropolis-1927/


Ps. Quasi scordavo: non c’è nel “mondo retrò” anima viva di arbusti fiori e piante (l’umanoide ha il suo sistema vegetal-ghiandolar-linfatico non a caso) tutt’altro che inerte materia, decorativa stile “Bosco verticale” Milano






Munari guardi che errare humanum est, perseverare autem diabolik (fumetto)


Quando Manunzio nomina Munari, senza alcun gesto apotropaico, lo fa esclusivamente quand’essa e latore (latrice?) di notizie dette fotografiche, sebbene come chi scrive fa notare che l’odierno è un raddoppio consonantico: fottografia, infatti. Infatti a leggere nota/mail List la Munari, che non ha altro da fare e pensare già un problema con sto caldo, oggi in casella di posta le “fottografie più costose". Uno stacco necessario. Un conoscente di nulla cultura materiale, figurasi intellettiva & conoscitiva, dinanzi ad un manufatto altro non ebbe e dire ”Ma costa assai?”. E fosse solo questo. Il costo, vil metallo era ed è, come la Munari del caso dice, elemento valutativo esiziale, ecco. Esistenziale.
Torniamo ai fatti, Costoro & Munari padroni della narrativa, pretendono manu militari di conformare le teste, notoriamente vuote, del popolino del “costa assai”. E fosse sola + mente questo, transeat. No, il dramma è che anche chi è, forse soprattutto, acculturato, zombie metropolitano, casomai pure “progressista & di sinistra” Lgbt+ scambia lucciole per lanterne. Sì, lucciole notorie e notturne a pagamento.
In media res, via. Delle tre immagini "costose", americanate guarda tu il caso, per chi ha qualche anno e una nutrita biblioteca, lo stagno di Edvard Steichen è d’un pittorialismo stucchevole oltre misura, con o senza “gomme arabiche" stese su supporto very fine 100 x 100 cotone, rag all’odierno. De gustibus. La seconda proposta dalla Munari, che Iddio ce la conservi per 100 e 100 giorni ancora, è quello che dicevamo: una passeggiatrice che attende il passeggiatore inquartato (arrapato) con tanto di flashata che è tutto un piacere: non si conosce la tariffa richiesta della donna vutat’ d’ cuozz’, girata di spalle a darla nuca: e che avete capito. Forse. Bianconero un tot a kilogrammo o misuramento, stradale vista la scena.
Terza, finalmente arrivano i nostri in “Ombre rosse” (Stagecoach film di John Ford) comunque na squallida americanata, ancora e ancora. E non è caso andare oltre.
Drum roll “Chicago Board of Trade II” d’una boiata pazzesca di Fantozzi memoria. Squallida cartolina passata, però, ad arte con tanto di vorticosità bancaria et assimilata, di broker come tanti ragnetti alle prese (fondello?) con l’One Dollar quello dell’occhio triangolare veggente: Anuit coeptis, no? Come no! Un mosso manco paragonabile, per altre vie, a quelle d’un Ernst Haas: molto intriganti immagini e della New York Amerika (k as killer) way of life.
Quanto al resto il NULLA spande sovrano su i loculi scambiati per civili abitazioni.“Fottogrammi” cui si pasce anche la Munari che, tapina idda, vuol darsi patina di non so che cosa: suvvia le sue aberranti orazioni (funebri?) le tenga per i suoi workshop. Vabbene che Pecunia non olet di marchetta, ma non abusi della nostra pazienza e sensibilità...a descriver lor forme più non spargo / rime, lettor; ch'altra spesa mi strigne/ tanto ch'a questa non posso esser largo/ ma leggi Ezechiel...Eh Munari ha mai letto Ezechiele lei che è così "cosmica" di Nasa (Never Space Agency)? E ricordando il sempiterno Prof. Sartori e sua lapidaria “So’ cazzate”. Ipse dixit!
Storia di “Merda d'Artista”, 'artista italiano Piero Manzoni nel 1961, creò un'opera d'arte che avrebbe cambiato per sempre il modo in cui pensiamo all'arte. Quest'opera, intitolata “Merda d'Artista” consisteva in 90 scatole di latta, ciascuna contenente 30 grammi di feci umane


https://saramunari.blog/2024/07/09/le-foto-piu-costose-al-mondo/

Ps. Se tanto mi dà tanto riuscissi a trovarne di scatolette “merda d’artista” vivrei felice fesso e contento di appartenere ai soliti grembiulini (macchiati di sangue d’omicidi rituale da ultimo Gaza)

Pss. Lei Munari scrive "Non arrabbiatevi! Il mercato fa le sue scelte e devono essere ripsettate" (refuso munariano si capisce, forse). Signor "mercato" chi? Rispettare i Davos Boy, i Bill Gates già Covid facitore & BigPharma; il complesso militar-industrial Cia-Mossad-Pentagono quelli dell'Allunaggio Kubrick/Capricorn One/Hollywood; JFK in Dallas; l'abborracciato 3D formato Undici Settembre?







Il Diavolo, poi, non è così brutto come lo si dipinge


Ambiguo? No, no tutto un programma luciferino. E se al solito storcete il nasino (ne avete ancora uno al posto di due fori alla Grigi, sintetici robot “alieni”?) mentre scrollate oltre, che dire: de gustibus ma fate parte dei posseduti. Possessione da rito esorcistico ipso facto. Se viceversa qualche neurone vi è rimasto libero nelle scatole craniche, seguite, se vi pare.
Guerra e cos’altro riesce bene al bipede? Ma senza spare un colpo fisico ché l’atmosfera del “nostro” affabulatore è già programma manifesto, lato traslato o come vi pare. Buio pesto, maglia di conseguenza, occhialoni di moda, certo effluvio vocalico da pifferaio magico la cifra dei video, natural + mente eterodiretto. Carneade: chi è costui?
Dunque il nostro, vestito di “scienza” ipnotica (metti caso, la zanzarologa del Covid Ilaria Capua a reti unificate) pisicologica che non è refuso, novella di come i cosiddetti fotografi (esistono più?) devono più che possono costruire immagini “magnetiche” asserisce.
Senonché di acqua sotto i ponti ne è passata per Manunzio immaginifico fotografo, vale a dire che pur non essendo amico degli amici (grembiulini macchiati di sangue rituale quotidiano) la sa lunga. Infatti il video proposto, seguito di altri, è l’indottrinamento o “comandi sintetici” cui parlò il magistrato, passed away, Paolo Ferraro. Tutto qua e che sarà mai. Click clik, no? No!

NB. Il simbolo del fondo, nodi di rete o viceversa, è un simbolo potente che contiene molteplici significati: è ciò che permette al pescatore di raccogliere i pesci o al calciatore di fare goal, ma la rete è anche quella in cui si può finire in trappola o quella che permette di "tenere i contatti" con gli altri. La rete ha un che d'ambiguo come ciarle nel video, tutt'altro che a "caso"

EP 7 Come scattare foto magnetiche con Tecniche Psicologiche di Composizione Fotografica
https://www.youtube-nocookie.com/embed/jiaCvqohRyc

Lil Miquela, la prima influencer-robot
https://informareonline.com/lil-miquela-linfluencer-robot/

Come i media sintetici trasformeranno la tecnologia… E non solo
https://www.digitalworlditalia.it/tecnologie-emergenti/intelligenza-artificiale/media-sintetici-trasformeranno-la-tecnologia-151555

Ps. In allegato due Pdf sul magistrato Paolo Ferraro ché la Rete delle mirabilia e di Ferraro, che nun ci piace a nui grembiulini chiddu ca avu dit’, di certo cancella prima o poi: prevenire è meglio!

Allegato 1

Allegato 2





Pellicola? Non manca mai in casa Manunzio. Punto

Pellicola sempiterna analogica. In ogni momento del giorno, certe predilezioni per la tavola, da non dirsi. E, dunque, per ogni evenienza, basta tirare il tiretto (cassetto) e ne prendi quanto ti serve. Trasparente, la pellicola, forse ben oltre il “safety” d’una volta. Flessibile all’impossibile, tanto di giorno che di sera, ma pure di notte per avvolgere...No, non è così, dite? Non è questa la Domopack diuturna? Ah quell’altra “pellicola” ma sto benedetto ‘taliano che non fa distinzione (una volta, per esempio, obiettivo era il target, mentre obbiettivo con due b, l’ottica del caso e non fate arrabbiare, con due b, gli aulici della Crusca* custodi del ‘taliano dire e scrivere).
Quindi e se ne è già detto, eccoti un incontro per presentare la Pentax a “pellicola” che evidente non è morta ma in coma “farmacologico” a puntate quando serve risorge altrimenti...duorm’ capitò ca te scete a Natale, l’ ironia di Partenope: stai tranquillo capitone, tanto a Natale ti sveglierai e...la padella t’attende, olé

*“Intendiamoci, le varianti con due b non sono sbagliate, ma sono più lontane dagli originali latini, che erano obiectare, obiectivus, obiector, obiectio”
https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/obiettivo---obbiettivo--obiezione--obbiezione/37

Pentax 17, presentazione italiana
https://www.youtube-nocookie.com/embed/CrHWWhs6KK8


Ps. S’intende dire che ci sono giovanotti & signorine che trafficano e bene in camera oscura con materiali analogici: ottime cose e si possono vedere sul Web & Siti. Però sta “resurrezione (vedete come le Scritture ci conformano, altro che Cancel Culture!) è già avvenuta una volta e si chiamava, se memoria non falla, Lazzaro: ”Surge Lazzaro” dixit il Nazareno delle Scritture che però parlava aramaico e non latino!





Al cuore Ramon, al cuore...se vuoi uccidere un uomo devi colpirlo al cuore

(Immagine omicidio rituale)


Era il finale di “Un pugno di dollari” inizio della trilogia di Sergio Leone dedicato al Western, chiamato dagli Yankee “spaghetti western” spregiativo che tuttavia ha fatto storia cinematografica & soldi. Ogni tanto Mammasantissima Rai ne manda il ciclo dei tre con anche “Per qualche dollaro in più” e “Il Bello, il Brutto e il Cattivo” anni Sessanta del Novecento Italiano. Cuore. Direte: ‘mbé? Suono come il belato caprino lì fuori, eh. Capra di Sgarbi memoria. Capre, sì. La maglietta/Immagine è macchiata di sangue cumparielli belli: sangue e buco al centro petto! Se come dice Confucio “Il mondo è governato da segni e simboli non da ciarle” lo sottoscriviamo. E le parole sono immagini (noi così scriviamo in vece di fotografia che al tempo corrente è divenuta, non a caso, fottografia) in alcune culture sono ideogrammi, geroglifici, simboli o elementi grafici per noi quasi in “giochi” decorativi, non di meno, sono segni attraverso i quali l'uomo rappresenta la propria realtà. Ergo: che altro aggiungere? Il genere umano dà fastidio è inutile divoratore di risorse (che paga profumatamente al Kapitale, k kome killer ovvio) non si fa iniettare Covid et simila...dev'essere sterminato per far posto ai robot, che non muoiono se colpiti (?!) come la maglietta; non mangiano e non han mai fame; non protestano e fan scioperi alla francese; non chiedono salario né assistenza sanitaria (pagata ad personam dagli umanoidi!) non scopano, certo non le “strade”. Non fanno l’amore né partoriscono mettendo al mondo “creature”. Sì, certo li possono fabbricare come nel film, guarda tu il caso “AI Intelligenza Artificiale” del notorio Steven Spielberg che amico nostro è. Minchia!

(Copia & Incolla se vi pare)

https://www.lightinthebox.com/en/it/p/_p9647912.html?_gl=1*mw9mj0*_up*MQ..*_ga*NzkxMTc2ODc2LjE3MjAwMTk2NjE.*_ga_H41KJ9GF94*MTcyMDAxOTY2MC4xLjAuMTcyMDAxOTY2MC4wLjAuMA..&gclid=EAIaIQobChMIhOuflJSLhwMVXKz9Bx16pAimEAEYASAAEgLLdfD_BwE


Ps. Robot, robotica dappertutto...immaginate un auto governata da questi, metti che il guidatore non è “amico nostro”: ci vuole tanto da remoto a metterlo fuori uso, ammazzarlo “causa chip difettoso”? Rino Gaetano et simila così sono dipartiti, non ancora per “difettosi” silicio ma stessa logica sì

Pss. Non è che in lingua già eterodiretta e costruita a bella posta a nome "inglese" Fine (il suono fuorviante è: fain) su maglietta non è assolutamente diversa dalla fine/kaput italica? Il classico "Mors tua, cumpariello, vita nostra" e troppo lungo a dirsi del "codice" inglese e suoi tons of loan da normanno-francese-latino-italiano (e gocce di germanico dire) condito con tanto di inesistente "saga" Re Artù, e tavolata rotonda fra amici, e men che mai (trucchi e barbatrucchi) on Sir William Shakespeare!





Bar sport

No, non ci occupiamo di cose calcistiche, tanto nazionalpopolare che europee, anche se di quest’ultima in certo senso…
Immagine cos’altro? Fotogrammi usa e getta. Effimero come il brand dell’assessore Nicolini in quel di Roma tante estati fa e che dura na voltata e na girata.
Dunque il popolo europoide andato alle urne, meno degli aventi diritto**, ora che accade? La sceneggiata e dei “camerati” antisemiti dei Giovani meloniani, diciamo così, al posto d’una volta quando c'era a il MSI (Movimento Sociale Italiano partito tutt’altro che di nostalgici, gli Usa e Britannici foraggiavano in chiave anti-comunista; reduci della Repubblica di Salò e molto altro ancora, e con a capo il pifferaio affabulatore Giorgio Almirante) si chiamava Giovane Italia con tanto di saluto romano (braccio e mano tesa ad angolo particolare secondo canone “matematico” l’allora Ministro Starace: Eja eja alalà). E qual’è sta sceneggiata a reti unificate, il cosiddetto fascismo che fa paura a na vecchia ‘nzallanuta Segrè che fa mettere paura, agli ebrei? Ma se l’allora Gianfranco Fini, nel frattempo a Fiuggi/Rifondazione da Movimento trasmutò alchemicamente nome in “Alleanza Nazionale” e il neo segretario venne ricevuto, anche, dal Gran-capo Sinagoga in Roma. E lo stesso Fini poi in veste ufficiale andò in Is-Ra-El (si scrive così per chi capisce) al “cimitero ebraico” per antonomasia lo Yad Vashem, con kippah in testa, in segno più d’omaggio sottomissione, sempre per chi ha orecchio. Si eran già messi a parte semiti ed antisemiti, ecco, altro che Auschwitz. E vuoi tu ora...siccome la Meloni rompe i c...onsigli europei, fotocopia della precedente fotocopia, con sue legittime rimostranze (i voti dei bovini, forse meglio, pecorame che si è recato ai seggi euopoidi per trovarsi, niente sorpresa per chi capisce, il muro inossidabile impenetrabile immarcescibile immondo gattopardesco de “Tutto deve mutare ché resti come prima e più di prima) le fan capire con avvertimento Mafioso, ma pure Massonico, due al prezzo di uno: ducetta de Trastevere, stai ‘bbona sinnò...quel che è successo da ultimo il “tamponamento” di Orban, anche lui tanto rompe a Bruxelles, il tentato omicidio (da parte di un poeta!) di Fico, o l’attentato alla...Mette Frederiksen: eh Giorgia: Ubi major (Bruxelles) minor (Meloni et simila) cessat, tanto un “incidente” o killeraggio-dossieraggio via Stampa & Regime si trova sempre

** La valanga astensionista priva l'Europa di Sovranità popolare. E’ la sconfitta del “Sistema dei Partiti”
https://comedonchisciotte.org/la-valanga-astensionista-priva-leuropa-di-sovranita-popolare-ignorati-gli-appelli-di-mattarella-e-la-sconfitta-del-sistema-dei-partiti/


(Copia & Incolla se vi pare)


Danimarca, la premier Mette Frederiksen aggredita in strada: un arresto
https://www.corriere.it/esteri/24_giugno_07/danimarca-la-premier-mette-frederiksen-aggredita-in-strada-un-arresto-fbc8398a-8e7a-415e-8e67-c5d4bdf78xlk.shtml

Nicolini Renato
https://www.artapartofculture.net/2022/09/14/renato-nicolini-la-magia-delleffimero/

Giovane Italia, M.s.i.
https://it.wikipedia.org/wiki/Giovane_Italia_(1954)

Gianfranco Fini
https://www.treccani.it/enciclopedia/gianfranco-fini/





L'Unità del cosiddetto Genere umano si fa nella diversità mica nell'omologazione...erotica sentimentale. Vabbene il solito Manunzio, eppure si prestai orecchio poi ognuno per sé e Iddio per tutti quanti escluso nazifascisti ucraini ed ebrei sionisti, per non dire altro.
Su la prima parte, Unità, ci trasciniamo dal tempo del Catechismo e siamo su la fine degli Anni Cinquanta del Novecento, il Secolo breve.
Quanto al “erotico sentimentale” la cosa è decisamente, forse, poco intuibile di primo acchito, eppure Manunzio l'usa tutti i giorni e sui volti esterrefatti e scandalizzati degli umanoidi: erotismo? No, è che Manunzio l’usa come Extrema Thule, sempre nostra salus. Erotismo come non plus ultra: vabbè c'entra na mazza con quell'anatomia, e amen!
Veniamo a noi che è meglio. C'è sta nuova Pentax 17, il brand Pentax, marchio accattato da quei piccoletti della Ricoh oggi formato fotocopiatrici ché questo è ciò che resta del brand(y). E che ti fa, dunque, Pentax? Una nuova camera, sì, ma analogica e pure mezzo formato tipo Pen che usammo su la fine degli Anni Sessanta; stessa che compare a tracollo del “terribile” Eugene Smith, d’una pubblicità d'antan. Sta di fatto che all'epoca già bisognava fars' i croc' (letterale segnarsi di croce in senso lato, adoperare tutta la sapienziale esperienza del caso, infatti, Manuzio addetto allo sviluppo bianconero dei rullini c/o Agl/Foto Lampo, su via Pretoria qui a questa landa ed oggi fa caldo africano, sviluppava il negativo a parte, il rullino, per evitare ogni irrecuperabile danno visto il francobollo di specie, mentre con il formato Leica pieno invece si andava sul “sicuro”) per tirare fuori stampe al massimo 18 x 24.
Croc' allora, tant’è vero che in camera oscura nello stampare il “mezzo francobollo” (dire mezzo formato non è esatto poiché questo si riferisce al formato 6 x 6 cui si ricava il 6 x 4.5 o della famosa Zenza Bronica, e noi usavamo per parte nostra il formato pieno della SA con ottiche Nikon/Tamron marchiate Zenzanon, siamo a dirla tutta sul formato Rollei o Hasselblad che dir si voglia) la torretta del Durst 659, che portava il 50 per il Leica formato e l'ottanta millimetri per i negativi seipersei, il mezzo francobollo metteva in condizioni di abbassare la testata quasi a contatto con piano stampa per solite stampe familiari di routine!
Pentax ci prova, quindi, con l'analogico di nuovo. Ma i tempi della mitica Spotmatic, MeSuper (sottoesponeva di mezzo diaframma come default di fabbrica e a ben ragione, ma con lazzi e frizzi sui giornali dell'epoca in sorta di cose bar sport si discuteva come i capponi di Renzo) Lx, e a salire Pentax (Asahi-Pentax all'epoca) seipersette dai vetri incredibili altro che pippe Zeiss (!) sono nella scatola della memoria, un dì collettivo. Ecco: collettivo di umani e non odierni zombie. Ragazzi e ragazze pascolanti qua e là in città latrine o discariche di plastica.
E l'Unità non il giornale, si capisce? Si va a far fottere: un cretino con tutto l'allure che vuoi, resta tale in digitale che transita nell'analogico, da qui l'omologazione. No, evidente non ci siamo, anche perché Hamburger era, Coca pure, Mc Donato idem...omologazione. L'analogico è tutt'altra cosa, anche perché un rullino da trentasei foto (vero in mezzo formato per “magia” raddoppia: stacchetto ci aveva provato Ilford* a farne di 72 interi Leica format ma cambiando supporto: apriti cielo!) non è verso l'Infinito ed oltre. Si ragiona in analogico che di questi luridi tempi una bestemmia è! Certo se gli Yankee ed europoidi omologati fanno stessi scatti, mangiano le stesse cose (siamo ciò che mangiamo tout court chi lo ricorda il pensiero di Feuerbach ?). Insomma na bella trovata pubblicitaria per pesciolini minghiapixellisti. Attenzione a non confondere chi opera con l'analogico, giovani bambini vecchi rimbambiti, con destrezza in camera oscura. Bravi ma han capito che l'analogico, noi altrettanto vecchio rimbambito, è un altra dimensione-pensiero. E a questi che gli dici? Chapeau!

*Per ottenere 72 fotogrammi formato 24 x 36 su pellicola 35 mm, la lunghezza passava da poco più di 160 centimetri ad oltre tre metri, adottando un nuovo supporto in poliestere dallo spessore di 80 micron contro i 140 della versione Ilford Hp5 tradizionale

https://www.nocsensei.com/camera/storia/massimilianoterzi/ilford-hp5-auto-winder-la-pellicola-con-il-boost/


Nb. Piange il cuore alla lettera l'esposizione che ne fa l’estensore (se donna una Potenza tellurica stra fulmini) del glorioso Durst 659; si capisce benissimamente bene che lo scribacchino prezzolato eterodiretto (se donna ci guadagna di più in strada a cert’ora della sera) il secondo prima stava dietro bancone di pizzicagnolo a vendere kebab: Allah akbar!

https://www.lombardiabeniculturali.it/scienza-tecnologia/schede/ST110-00664/

(Copia & Incolla se vi pare)

https://petapixel.com/2024/06/17/pentax-17-review-a-brand-new-film-experience-worth-having/
https://www.fowa.it/news/pentax-17




Sermo vulgaris

Di quelle cose che si dissolvono in un “poof” così il suono dell'apparizione o disapparizioni delle strisce dei ballons, strip dei giornaletti d’antan, quando esistevano i chioschi di giornali. Ere fa, mah.
E’ dire che a squola, ecco, ci aveano imparato, di nuovo, che li romani tutti tutti latino parlavano, quindi tutti Cicerone, che con il lanternino non di Diogene Laerzio si capisce o forse no, a trovare il verbo, giù in un ultima riga di traduzione: lo possino! Cicerone, dite? Beh li inglesi direbbero Chichero Chicheronis, questa secondo essi (loro?) la esatta pronuncia altro che il Cicero Ciceronis di Mammasantissima Vaticano Spa. Mah pure qua. Va a finire che gli insulani so’ li antichi romani e noi...da essi (loro?) deriviamo origine! E Cesare, sì, quel rompiglione (rompere + c...) de Bello Gallico l’aveva capito appena sbarcato in Britannia nel vedere dondolare da un ramo all’altro (licenza poetica del solito Manunzio, forse) che con sta ‘ggente intorno al tavolo The five o clock: milk or lemon, sir? C’era poco da fa. E l’ordine perentorio: ah Centuriò trornamose a Roma che sti barbari...poi ci pensò quell’altra capa gloriosa dell’Imperatore Claudio….Londinium/London/Londra se ci fate caso o forse no tanto è lo stesso, è attraversato dal Tamigi-Tevere, sì, tutt’ e due con pari T, certe combinazioni. Astrali senza dubbio. E il sermo vulgaris? Già se non che mica tutti tutti locuutum esse, no chi in Ciociaro dire chi Francese, oops Gallo (noi qui a questa contrada ne siamo gonfi, pieni, ecco, di gallicismi: vai e vien della “storia” va a sapè) e mettici pure il British latin sound, eh avessi voglia...Infatti ognuno per la sua a dire fare indovinare. Beh ancora una: metti caso equs, eh che rima equità, l’importante classe equestre, certo pure equino tutt’altro che bella capa, si capisce. E caballus da cui cavallo: come c...facevano ad intendersi alta & bassa corte, un mistero misterioso! Is-ea-id? Lui/egli qui da noi fa “ iedd’ ” proprio come il neutro poco sopra richiamato: id. E via così.
Divisone di classe ferrea, sino a certo punto, fra istruiti è volgo. Popolo in fin dei conti: compà mo’ hai capit’ l’uso frequente ed irriverente che Manunzio, di tre cotte, fa del sermo vulgaris? Pigliate, no quelle anatomie lì, forse, no metti mente, ecco alla brutta parola “volgare” cazzo. Ah Manunzio...mo’ l’ho finito di dire: niente di che. Sempre qui in questa landa dantesca quando di qualcuno si vuol dare ad intendere che è “nu cazz’ chien’ d’acqua” e mica fatto letterale è. Tutt ‘altro, e traslitterato in dengua (lingua) taliana: stupido tout court per farla breve. Dite? Beh ancora un’altra: mo’ s’ ne van’ cazz’ cazz’...lo stupido di prima ma lemme lemme diciamo per approssimazione di lingua, sempre ‘taliana. Ed immaginate lo scompisciarsi delle risa quando una sera d'estate come ora, qui sotto Manunzio, il campetto di calcio a cinque, un florilegio di cazz’ nell’espressione, ecco, “volgare” del trio la Ricotta, che si è visto pure a Zelig ma più “pulito” dire. Ah uno del richiamato trio è un collega, proprio così Mario Ierardi che un tempo fotografo e stampatore è stato: minchia. None e che cazz’...appunto!

Ps. Vi vedo corrucciati increduli e quant’altro nel leggere (?!) queste strambe cose tipico del Manunzio: bocche buone che siete per tacer d’altro suon e però su richiamato, un fotografo (chi?) che dirsi vuol essere tale non può fare a me di “volgarità” di classe. Stravolti ed istupiditi ancora? Basta leggersi la filastrocca di Ansel Adams...we don’t make a photograph just with a camera...


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