I libri di Man




Abstract here to speak of books, and their reliable soul, when everything around seems to fall



Nella stanza “bunker” dove ci sono pure le Olympus, su la mensola la sfinita C 5060 Wz dell’archivio fotografico e di ciò che vedete su Getty Images; le analogiche Rolleiflex Yashica Electro ancora funzionate dopo più di cinquant’anni, poi cavalletti stativi dietro la porta, di fianco il divano la borsa con dentro le ottiche Olympus con la gloriosa E1, E3, E510. E più in là una borsa metallica (quella che serviva ai fotografi a bordo campo per starci seduti sopra e molti filmati d’epoca ne dànno conto) servita il giorno che il Presidente Sandro Pertini (un grande) nel post sisma ottanta venne ad inaugurare la tanto attesa Università di Basilicata (dove zitto zitto pure abbiamo tenuto lezioni di fotografia ma non ditelo a nessuno). E ora nella scatola metallica, passata per borsa, c’è di tutto e di più compreso una mini livella: quella da muratori che uso per riproduzioni. E piena di filtri Cokin con ancora attaccato il prezzo in lire, costavano all’epoca un botto e pure di plasticaccia ma con allure della griffe francese e made d’un fotografo, favore di un fotolaboratorio (un giorno venne a tener lezione tale Lanfranco Colombo da Milano, che rimase di stucco davanti le mie trentaperquaranta bianconero, lamentando solo che, noblesse oblige, erano stampate su Politenata e non su Baryta Ilford che pure usavamo) colore del Vulture che adesso non c’è più.
Bunker con il tavolo, a latere televisione panoramix, e l’immancabile Mac, noblesse oblige pure qua, che fa il paio nell’altra stanza del figlio grafico di Sky. Mentre il portatile Winzoze come uso dire, dell’altro figlio l’usa come…televisore: digital generation.
E ancora bunker (spesso dico ai profani che vi entrano di comportarsi come si va in chiesa e il grafico figlio fa l’esatto opposto, chissà di chi ha preso…) della mia Cancelleria lo scaffalone dei libri e paio del dirimpettaio, con Enciclopedie e saggistica fotografica, sopra la mensola fianco a fianco alle Analogiche macchine cui si è detto. Ma più in là, nella nicchia ricavata che prospetta la cucina (non di solo pane vive l’uomo, no?) altra scaffalatura di classici e su tutti la Storia della Letteratura Italiana e Storia della Fotografia per i tipi, uso dire, della Einaudi. Vero che anche il comodino ne è pieno, finanche la testiera del letto, una volta fatta, come minuscolo scaffale, a contener libri anzi la notte. E riviste fotografiche a tonnellate che un giorno ho regalato alla Biblioteca Nazionale del Capoluogo della regione che si (s)fregia alla Giano bifronte di due nomi: uno aulico l’altro da servo curiale bizantino. Biblioteca dove c’è un piccolo reparto di classici su la Fotografia che ottenni all’acquisto con le “buone” dal direttore, che non fiatò anche perché quando doveva riprodurre sue cose le voleva solo e soltanto da me, sebbene fosse circondato di impiegati “fotografi” o in città da fotonegozianti che si fregiavano del titolo, uno addirittura cacagl’ o balbuziente come Ernesto Salinardi, ladro di fotografo; e un giorno lo vidi fasciato la mano armeggiando, immagino volesse aprire come scatoletta di sardine, il suo pisciatur’ (pitale ma qui in senso lato) Nikon digitale che odiava da cacagl’ come tutto il resto).
Libri che quando c’è stato e per molti anni il cielo congiunto alla linea dell’orizzonte con in mezzo chi scrive, e del tutto innocente, han fatto compagnia più e meglio del pane che a volte è mancato per la pusillanimità di “certuni” che oggi sono stati rinviati a giudizio. E poi certi altri, sodali di quelli, non pensano che il Tempo è Galantuomo. Sempre!

Man

Niente sesso siamo...statali



Abstract
like “Not sex we are English” the italian comediant woman minister Madia, as magician's hat say the state employee: if you only think the sex to female colleague, will lay off immediately, and all terrestrial brodacast and news paper, forthwith trasmitt notice for all people on Earth


Parafrasando che la Madia (ministro non il mobile rustico) dall’apparenza mite, benché sia de facto una serpe, dev’essersi ricordato che proprio di questi giorni e dell’anno passato, il flop Referendum. Infatti per assicurarsi il bacino aveva detto agli statali - vil razza a sentire i frequentatori bar sport come il di Majo ridens e Dibbatista stellato - o meglio in voto di scambio il denaro del rinnovo contrattuale e fermo oramai da quasi un decennio grazie anche Cgil Cisl Uil: qua il voto e qua il rinnovo, forse.
Siché la ministra dev’essersi segnato al ditalino il mancato appoggio, insieme a Bank’Etruria Boschi e lo stesso Fiorentino, per il flop referendario. E ora dal cilindro e sotto le feste (conciare per feste?) la Madia che ti fa: alé ne tira un’altra di sua mano (sega, fregatura?) agli statali, che hanno nel Dna il non far niente, così profetizzato a bar sport pieno di politici-magistrati-mafiosi tout court. Si statali che al massimo passano il bandage quotidiano da pecoroni nell’immaginario Tg5 et simila, e pure inferociti, o meglio ingrifati di sesso e molesto (?!) nei confronti (solo?) delle colleghe: e non c'era già lo antu stalking? Un’altra trovata, o il precedente giuridico per altri casi a venire, per licenziare, e aprire altre porte a Sion.
Vien da ridere ché ci han insegnato a scuola, il buon Fedro: il lupo che dall’alto incolpa il sottostante agnellino di inquinargli l’acqua…prima dell’azzanno pretestuoso. Distrazione di massa per teledipendenti: oh e contro qualcuno si deve pur prender mira…

Man

Ps. Tra il sesso anche la boutade dei “regali” a casus belli per licenziare. E se è per questo, a parte le stesse norme, non per dirigenti va da sé bensì dei semplici impiegati, richiamate da almeno vent’anni nel disciplinare contrattuale degli impiegati dello Stato; allora da Mattarella in giù non c’è che l’imbarazzo della scelta. A rigor di logica a leggere giornali, fanzine, televisioni…E poi le mazzette pdirigenziali er oliare questo e quello, alla Roma Kapitale per capirsi, come vanno conteggiate, letteralmente?

Routine



Photo © Michele Annunziata


Abstract
living in a city or small town concern only squared numbers of surface. Daily coaction “lifestyle” for all inhabitant for usual brainwash from brodcast television, mobile or screen computer, that dictates human behavior. Coded habits. Routine.
Like when a bus, and you're also there, the driver not paying attention, change as a robot the usual journey. Except for the fact the driver, go back. as nothing had happened


Muoversi in una città, che sia grande o piccola non ha differenza se non nella modalità del tempo, con mezzi pubblici è l’incontro quotidiano con varia umanità, e ben diversa dallo streaming inscatolato la tivù domestica, più ancora su monitor mobile o stanziale.
Abitudine e forma mentis, indotta da comportamenti studiati a tavolino nottetempo, da menti raffinatissime direbbe ancora Falcone&Borsellino.Innesco oltre la catena esistenziale, fordista d’un tempo. Coazione, ripetizione, a scala urbana diversificata per numeri. Null’altro.
Ecco, numeri. Vite sovranumerararie c’è chi dice, malthusianamente, come quando l’autobus quotidiano, cui pure fate parte per scelta lasciata com’è per sempre macchina e patente con altri numeri, compie un giro diverso dal solito tragitto: il coro da tragedia, certo non greca, d’operai-impiegati-studenti richiama al “solito” tragitto il distratto insonnolito e assente, che pare ossimoro, autista, il quale come niente al primo cantone svolta e ritorna sui propri passi: perduti.


Man

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